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Nel Varesino un gioiello in bioedilizia: grazie a Paea

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Dal Web È terminata la ristrutturazione in bioedilizia dell'edificio a uso residenziale la cui progettazione e risistemazione è stata interamente seguita dal personale dell'associazione Paea. Un gioiello che ha recuperato un casale degli anni '60 rendendolo un esempio di comfort e risparmio energetico. di  Marta Carugati  La ristrutturazione del "brutto anatroccolo" degli anni ’60 ha avuto termine e ha raggiunto ottimi risultati in termini di estetica e comfort interno, conseguendo una prestazione energetica di classe A4. Sono stati installati: una pompa di calore aria-acqua per il riscaldamento, un Nuos (scaldacqua a pompa di calore) per l’acqua calda sanitaria ed un impianto fotovoltaico da 3 kW. Grande la soddisfazione di tutti gli attori dell’impegnativo processo di trasformazione: i committenti,  Marina Russo e Walter Milanesi,  che hanno avuto un ruolo chiave nella progettazione essendo Marina a capo di Area Progetto dell’ Associazione Paea , ma an...

Ricerca sul carbone, così l’UE continua a sostenere la lobby fossile

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Dal Web Documenti interni della Commissione europea mostrano come un fondo comunitario per la ricerca stia oggi pagando i dipendenti della lobby del carbone Riflettori puntati sull’RFCS, lo strumento finanziario nato sostenere la ricerca sul carbone (Rinnovabili.it) – Un  fondo della Commissione europea , fino a ieri quasi sconosciuto,  investe ogni anno circa 40 milioni di euro nella ricerca sul carbone , sostenendo finanziariamente ben 150 progetti nel campo. A rivelarlo è oggi    l’ European Environmental Bureau (EBB) , la rete di oltre 143 organizzazioni di cittadini ambientalisti, ma per fare chiarezza sulla vicenda è necessario fare un breve passo indietro. A gennaio di quest’anno infatti il team di giornalisti investigativi di Greenpeace Unearthed ha portato per la prima volta sotto i riflettori mediatici, il “ Research Fund for Coal and Steel ” (RFCS): un fondo europeo creato per sostenere la ricerca sul carbone e acciaio al fine di migliorare ...

Negli ultimi 250 anni sono scomparse 571 piante, il doppio degli animali estinti

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Dal Web Quasi 600 specie di piante sono scomparse negli ultimi 250 anni: quasi il doppio degli animali estinti È quanto emerge da uno studio portato avanti da scienziati britannici e svedesi. di  Arianna Xekalos   (articolo) e  Gianna Sassu   (video) 12 giugno 2019 21:15 Negli ultimi 250 anni sono quasi 571 le specie di piante che sono completamente scomparse dalla natura, cioè circa quattro volte quello che prevedeva l'Unione Internazionale per la Protezione della Natura (IUCN): è quanto emerge da uno studio portato avanti da scienziati britannici e svedesi. Il tasso di estinzione delle piante sta andando ad una  velocità  che corrisponde a più del doppio della velocità del tasso di  estinzione di animali , degli uccelli e degli anfibi. Inoltre, è fino a 500 volte superiore al tasso naturale di estinzione che esisteva prima della rivoluzione industriale. Questa ricerca, che non si basa su stime ma su fatti reali, ha dimostrato che dal...

Anche l'Italia ha la sua "Isola di Plastica": ecco dove si trova e qual è la sua origine

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Dal Web Se ancora non siete convinti che i danni all'ecosistema del nostro pineta inizino ad essere irreparabili, dovrete ricredervi. Non soltanto il triste fenomeno delle "isole di plastica" che si stanno formando nei bacini acquiferi di tutto il mondo ne sono la prova eclatante, ma ora questa realtà è arrivata anche nella penisola italiana; o perlomeno, al largo delle nostre coste. A scoprire la nuova formazione di plastica è stato l' Institut français de la recherche pour l'exploitation del la mer . Al largo tra l'Isola d'Elba e la Corsica , l'Ifremer di Bastia in territorio francese ha rilevato la formazione di una enorme isola di plastica lunga decine di chilometri composta, neanche a farlo apposta, da tonnellate di rifiuti di ogni tipo, ma perlopiù da micro-plastiche.  La formazione di questa "isola di plastica" è cronica  secondo l'Institut francese perché soggetta alle correnti del mare, dura dalle poche settimane ai due o ...

Se il lavoro ci fa ammalare, troviamo la via d'uscita

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Dal Web Stress, superlavoro ma anche disoccupazione disperante: facce diverse di una radice comune, cioè una prospettiva di vita incentrata su ciò che, troppo spesso, non ci rende felici, non ci permette di realizzarci. Come uscirne? Cambiando prospettiva e facendosi aiutare da chi ha gli strumenti per fornire i giusti e concreti suggerimenti. Per questo il 22 e 23 giugno si tiene in Umbria il corso "Cambiare vita e lavoro. Istruzioni per l'uso". L'opportunità che può fare la differenza. Troppo  lavoro , stress da lavoro, lavoro frustrante, insoddisfazione ma anche disoccupazione: sono tutte facce diverse di una radice comune, cioè una prospettiva di vita incentrata su ciò che, troppo spesso, non ci rende felici, non ci permette di realizzarci, non ci fa essere noi stessi, non ci permette di riconoscere ed esprimere ciò che realmente siamo e come vorremmo vivere. L'Oms ha persino classificato queste problematiche come sindrome, riconoscendo un quadro di gen...

Elezioni Europee: l’ambiente ha vinto o perso?

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Dal Web Un’analisi sulla base dei programmi dei partiti vincitori e sconfitti Ora che conosciamo i risultati delle elezioni in Italia ed Europa è arrivato il momento di chiedersi come questi risultati influiranno sulle politiche sull’ambiente e sul clima, così come facemmo  dopo le elezioni nazionali in Italia .  Per farlo ci siamo aiutati con tre studi realizzati sui programmi delle coalizioni europee presenti nel Parlamento europeo a cui anche i partiti italiani aderiscono, realizzati da climaeuropa.eu, da caneurope.org e da adelphi.de Le prossime scadenze sul clima in Europa I  prossimi 5 anni saranno cruciali per le scelte sul clima. Entro l’anno prossimo tutti i Paesi saranno chiamati a rivedere gli impegni nazionali che hanno sottoscritto alla COP21 di Parigi nel 2015.  L’Europa si impegnò a diminuire le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990. Questo obiettivo però è insufficiente per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Par...

Insostenibile moda: le fibre sintetiche che fanno male all'ambiente

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Dal Web di Romualdo Gianoli  L'industria della moda ha un impatto pesantissimo sull'ambiente e le fibre sintetiche sono tra i maggiori responsabili. Riescono a passare attraverso gli impianti di trattamento delle acque reflue e si diffondono nell'ambiente. In una scena del film “Quel che resta del giorno”, diretto da James Ivory, interpretato da Antony Hopkins e ambientato in una grande residenza di campagna inglese negli anni ’30 del Novecento, due distinti (ma evidentemente poco aggiornati) signori inglesi si interrogano incuriositi su un personaggio che di lì a poco li avrebbe raggiunti, un giovane milionario americano che ha fatto fortuna nel Nuovo Mondo. Uno dei distinti signori dice all’altro: “Pare che abbia un’industria di sintetici” e aggiunge incuriosito: “Ma cosa saranno, poi, questi sintetici”? Certo a quell’epoca  l’industria dei tessuti sintetici  era appena agli inizi, un’avventura della chimica e dell’industria degna del progresso del Nuovo Mondo, m...