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giovedì 29 maggio 2014

IL PENSIERO SISTEMICO

http://www.translition.eu/campaigns/pensierosistemico
Translition vi propone di partecipare al finanziamento collaborativo per poter effettuare la traduzione e la pubblicazione del testo “Thinking in Systems” di Donella Meadows.
Donella Meadows è stata uno degli autori del bestseller internazionale “Ilimiti dello sviluppo”, il primo libro a mostrare le conseguenze di una crescita incontrollata su un pianeta finito, ed è rimasta un pioniere dell’analisi ambientale e sociale fino alla sua prematura scomparsa nel 2001.
Qualche anno fa è stato pubblicato il saggio “Thinking in Systems” (Il Pensiero Sistemico) che ora vorremmo tradurre e pubblicare in italiano. E’ un libro che offre una visione sintetica e cruciale per la soluzione dei problemi su scale che vanno dal personale al globale. Curato da Diana Wright del Sustainability Institute, questo saggio pone il pensiero sistemico fuori dal regno dei computer e delle equazioni e mostra ai lettori come sviluppare un sistema di pensiero ritenuto  critico per il 21° secolo.
Alcuni dei più grandi problemi che affliggono il mondo, guerra, fame, povertà e degrado ambientale, sono essenzialmente errori di sistema. Essi non possono essere risolti singolarmente perché anche i dettagli apparentemente minori hanno un enorme potere di minare gli sforzi per la loro soluzione.
In un mondo che cresce in modo sempre più complicato ed interdipendente , “Thinking in Systems” aiuta i lettori a evitare confusione e impotenza , il primo passo verso la ricerca di soluzioni proattive ed efficaci .
                                                http://youtu.be/alSe08tFh6E

mercoledì 28 maggio 2014

IL M5S HA SALVATO L'EURO

http://eugeniobenetazzo.com/beppe-grillo-ha-salvato-euro.htm
Adesso aspettiamo Mario Draghi. L'insuccesso elettorale del M5S salva definitivamente l'euro. A sorpresa. Anche per me è stata una sorpresa, a sentire colleghi, lettori e conoscenti si dava quasi per scontato Grillo & Company oltre il 30% con il Partito Democratico in affanno causa scandalo tangenti sull'EXPO. Tuttavia alla fine ha vinto la paura. La paura di intraprendere una strada troppo buia ed insediosa, quella in Italia di mettere in discussione l'Euro. I toni ed i contenuti usati durante la campagna elettorale da parte del M5S ed il suo leader hanno salvato l'euro invece di affossarlo come si promettevano. Il successo elettorale del Partito Democratico sancisce la definitiva consacrazione della moneta unica: gli italiani - presi nella loro maggioranza assoluta, tra  supporter del PD e astenuti - vogliono tenersi l'euro e forse mettere in discussione alcune guideline della politica economica e monetaria europea, ma senza stravolgere le certezze e le sicurezze su cui oggi possono ancora contare. Quello che emerge dall'analisi del voto e che alla fine l'Italia è un paese ultraconservatore che non ha voglia di cambiare, ma che piuttosto fa di tutto per sedimentare lo status quo.

Da questo punto di vista Beppe Grillo ci ha preso in pieno con l'autocritica che ha fatto in rete il giorno dopo lo spoglio: l'Italia è un paese in cui pensionati e i vari mantenuti dello Stato si tengono stretti il tubo che li alimenta e guai a provare a toglierlo. Francia e Inghilterra hanno votato molto diversamente, forse perchè, è inutile negarlo, francesi e inglesi hanno unadiversa concezione ed orgoglio dello Stato e senso di appartenenza ad una nazione. Molto probabilmente l'Inghilterra uscirà dall'Unione Europea con il prossimo referendum, mi stupirei se non accadesse il contrario. Le elezioni hanno generato un nuovo assetto di governance in Europa infatti ora abbiamo l'Italia che prende il posto della Francia e diventa il principale alleato della Germania nel mantenimento di quell'equilibrio necessario per continuare a portare avanti le politiche di austerity, spending review e risanamento contabile.La parola passa ora a Mario Draghi chiamato nei prossimi giorni ad intervenire formulando un ventaglio di nuovi strumenti finanziari prodromici al credito alle piccole e medie imprese. L'intervento più probabile che si aspettano i mercati è rappresentato da un ulteriore taglio del tasso di sconto forse di 15 punti base.

Questo significa portare il costo in termini di interessi per le banche che chiedono un prestito alla banca centrale allo 0.10% (cosidetto tasso di rifinanziamento) che rappresenta un livello record mai raggiunto prima dalla nascita dell'euro e fa anche capire come la Banca Centrale vuole contribuire a migliorare i conti delle singole nazioni abbassando di conseguenza gli oneri finanziari che andranno a pagare gli stati per le nuove emissioni di titoli di debito pubblico: per l'Italia può significare un 2/3 MLD che improvvisamente si materializzano sul budget di spesa in meno. Ciò che risulta essere sempre messo più di rilievo è anche il sentiment espresso dallo stesso Draghi ovvero che questa politica accomodante di bassi tassi di interesse in Eurozona si protrarrà per un lungo periodo, termine che non definisce una finestra temporale ma che potrebbe far supporre anche un biennio.  La BCE al momento teme la deflazione e la temono anche i vari governi occidentali: con un rischio di deflazione il rientro del debito rappresenta una bomba con la miccia accesa: si devono perciò creare le condizioni per alzare il tasso di inflazione almeno oltre il 2% altrimenti si dovrà ricorrere al Quantitative Easing anche per gli europei.






Con questo termine in sintesi si dovrebbe emulare le gesta della FED quindi avviare un programma di acquisti periodici di ABS (asset backed security) i quali rappresentano titoli di debito di natura ibrida emessi dalle banche al fine di alleggerire i loro bilanci e metterle nelle condizioni di poter erogare credito alle piccole e medie imprese. A livello pratico quindi la BCE comprerebbe i debiti di banche in difficoltà patrimoniale con lo scopo di alleggerirle e consentire quindi di liberare vecchia provvista da destinare a nuova attività di prestito. Invece per obbligare indirettamente le banche sane a prestare denaro è possibile aspettarsi un taglio del tasso sui depositi overnight (attualmente la resa è nulla) in modo da produrre un tasso di interesse negativo. Sostanzialmente le banche che hanno eccessi di liquidità per mancanza di impieghi (o per la volontà di non effettuarli) oggi possono depositare in sicurezza queste masse presso la BCE e non sostenere oneri per effettuare questa operazione. Se si procederà in tal senso allora il tasso sui depositi overnight subirà un ulteriore taglio che lo porterà in territorio negativo, questo a livello pratico renderà i depositi presso la BCE onerosi, quindi le banche dovranno pagare per depositare e questo potrebbe diventare un espediante per stimolare le attività di lending. Aspettiamo e vediamo si tratta ormai di pochi giorni.

martedì 27 maggio 2014

Novelle dalla Galassia - La cellula pellegrina

La cellula pellegrina

Questa e' la storia di una cellula che viveva, insieme alla sua comunita', lontana miliardi di anni luce dalla nostra galassia.
Un giorno decise, spinta dalla sua curiosità, ad andare a vedere cosa ci fosse al di là del suo orizzonte.
Il suo nome è Virus, ma tutti la chiamano semplicemente “V”, comunicò di voler fare questo viaggio perlustrativo a tutta la sua comunità, si incamminò nel suo pellegrinaggio.
V ha, nel suo DNA, una scala di valori ben precisa, quelli predominanti sono cinque: L' onestà, La coerenza, Lealtà, L' amicizia e non per ultima, Il rispetto.
Anche la struttura della sua piccolissima massa presenta cinque punte, come quelle di una stella per intenderci, durante il suo cammino si trovò costretta ad attraversare lunghissimi spazi immersi nel buio più assoluto, roba da far venire i brividi, ma V, tra le sue qualità, non mancava di aver presente il coraggio.
Dopo alcuni anni, all' improvviso, si ritrovò in un' altra galassia, percorse una via biancastra, che dopo scoprì avere il nome “ via lattea”, in questa galassia esiste un “ sistema “ chiamato “ sistema solare”.
V rimase molto colpito e stupefatto nell' ammirare il sistema solare, una danza vorticante di diversi pianeti che si rincorrono a distanze diverse, un gioco che si districa tra miliardi di stelle luccicanti.
Dopo poco, la sua attenzione si fermò su un Pianeta, diverso dagli altri, il blu è il colore predominante, il bianco, il verde ed il marrone a chiazze sparse, incuriosito V si avvicinò ad esso, ed entrò nella sua atmosfera e gravità.
In un batter d' occhio, V si ritrovò immerso nell' acqua, un po impaurito e spaesato, vide per la prima volta degli organismi viventi, i pesci. I pesci non potevano scorgere V perchè la sua dimensione era troppo piccola per essere notato, continuando il suo percorso, V arrivò sulla terra ferma, prima la spiaggia poi man mano, camminando, camminando, arrivò nei primi centri abitati, dove scopri altri organismi, gli umani.
Gli umani mangiano di tutto, sono onnivori, facile per V introdursi all' interno di quell' organismo pensante, viene a scoprire che l' organismo umano gestisce altri organismi non umani, le Istituzioni.
V viene a conoscenza che l'organismo inumano è controllato da quello umano, che ne decide le sorti di tutti gli altri organismi umani che non controllano quello inumano.
V sta per perdere il filo della ragione, alcuni organismi umani, attraverso l' organismo inumano controlla altri organismi umani, roba da diventar matti.
A questo punto V vuole andare a fondo della questione, ha intenzione di introdursi in un organismo umano che controlla quello inumano, dopo vari tentativi, ci riesce.
Veicolato dall'organismo umano si ritrova all' interno dell'organismo inumano, ed è determinato a cambiare le cattive abitudini di questi organismi, fare pulizia generale!
La cellula Virus si attiva pian piano, ma dopo poco tempo si accorge che l' organismo inumano è molto resistente e persino contagioso, V perde un po della sua determinazione iniziale, comincia ad subire le influenze ed assumere comportamenti da organismo inumano.
V si è lasciato imprigionare, perde il contatto con la realtà e non comunica più con gli amici lasciati nell' altra galassia. Si creano dissidi , ipocrisie, comportamenti che sono il contrario dei valori del suo DNA, i cinque valori fondamentali vengono sempre meno, non si riconosce più e si sente perso.
V ora è ancora li, fatica e cerca di reagire, ma le sue forze sono esili, chissà se un giorno riuscirà a vincere questo braccio di ferro contro l' organismo inumano governato da quello umano.

HDM

lunedì 26 maggio 2014

Nella corte di Re Crimisi

Le catene arrugginite di lune in prigione  vanno in frantumi dal sole in cammino in una strada, gli orizzonti cambiano . Il torneo è iniziato, il pifferaio viola gioca la sua melodia, Il coro dolcemente canta tre ninne nanne in una lingua antica, per il giudice  del Re Cremisi, il custode della città dei tasti . Mettere imposte sui sogni, aspetto fuori la porta del pellegrino con schemi insufficienti. La regina nera intona la marcia funebre, le campane d'ottone incrinate suoneranno per richiamare di nuovo la strega del fuoco. Per la corte del re cremisi Il giardiniere pianta sempreverde, mentre calpesta un fiore. Inseguo il vento di una nave prisma. Per gustare il dolce e aspro, Il giocoliere modello alza la mano, l'orchestra inizia. Mentre lentamente gira la mola alla corte del re cremisi sul morbido grigio di mattina, vedove piangono i saggi, condividono uno scherzo, corro a cogliere i segni del rabdomante . Per soddisfare la bufala, il giullare giallo non gioca , ma dolce tira le fila e sorride, come i pupazzi nella corte di Re Cremisi.

giovedì 22 maggio 2014

PER IL NANO ESPERTO AL SOLDO NATO «LE SCIE CHIMICHE NON ESISTONO»

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/05/per-il-nano-esperto-al-soldo-nato-le.html

di Ciro Russo


La mafia è un’invenzione dei professionisti dell’antimafia. La guerra è una fantasia dei pacifisti. E l’aerosolchemioterapia bellica a carattere coattivo è una fissazione pubblicitaria. Enunciazioni in apparenza verosimili, ma si tratta di sgangherati luoghi comuni, adoperati dai narcotizzatori del rischio, in una stagione in cui la nocività ambientale è ormai una forma di sottomissione del genere umano, perseguita dalle corporations che telecomandano i governi.

Un fatto è certo: la verità è stata avvelenata. Se non esiste la verità assoluta, certamente esistono le menzogne propinate dagli esperti di turno per conto del sistema di potere dominante, unitamente ai dementi in circolazione sulweb.
Le verità inconfessabili sono coperte dal segreto di Stati e multinazionali del crimine organizzato a livello planetario.

Accanto al silenzio e al segreto la verità viene neutralizzata anche in un altro modo. Ergo: si propinano versioni di comodo dei fatti, si distrae l’attenzione dai problemi reali evidenziando questioni insignificanti, si inventano pericoli inesistenti al fine di eludere i veri problemi.

Le verità scomode vengono sistematicamente neutralizzate attraverso un’appropriata riformulazione del linguaggio e così delle falsità di pensiero che diviene standardizzato a furia di ossessive ripetizioni.

Il lessico in voga ad un attento esame critico tradisce però dei luoghi comuni rivelatori delle trame occulte che imperversano ovunque. Tutta la vita pubblica naviga e respira la menzogna organizzata. A livello politico tutto è falso.

Comprendere significa  “prendere assieme” un fatto nel suo contesto. Gli eventi attuali vengono organizzati in funzione della loro rappresentazione e proiezione mediatica. A una verità messa in onda corrisponde sempre una verità taciuta e rimossa. Appunto, l’altra faccia della messa in scena è ciò che viene spinto fuori scena. Fotografare o filmare vuol dire inquadrare, ovvero scegliere e, quindi, escludere una parte della realtà.
E’ in atto da qualche decennio, ormai, un esperimento su scala planetaria, chiamato comunemente “geo-ingegneria”, portato avanti in particolare dal governo e dalle forze armate degli Stati Uniti d’America. A tale proposito, esistono in rete, ovvero su internet, documenti ufficiali, istituzionali e scientifici che attestano il fenomeno in maniera inequivocabile. In altri termini, è in atto una guerra ambientale non convenzionale ovviamente non dichiarata.  

La Natura viene usata come un paravento, tra l’altro l’ha perfino appena spifferato il generale Fabio Mini, non certo un sovversivo “sciachimista” e/o “complottista”. Tali etichettature denotano una palese distorsione non solo della realtà, ma addirittura del linguaggio. Per esempio: il cosiddetto complottista è colui che trama complotti, semmai chi li analizza e li svela può essere definito in altro modo. Proprio così si banalizzano i fatti, per far posto alle opinioni campate in aria. E qui entrano in gioco gli scientisti da bignami. In circolazione a mò d’esempio, c’è un farmacista saccente con arie di primino della classe, che si dà aria da premio nobel, ma che seguita a delirare a tutto tondo in materia dalla cattedra di un retrobottega. In aggiunta, il medesimo personaggio in cerca d'autore, non sa neanche dove sia di casa l'epistemologia, per non dire l'etica. Infatti, si fa pure un vanto di aver collaborato con i macellai della NATO e con i criminali internazionali del dipartimento di Stato nordamericano. Non c'è tanta differenza: è come sostenere di dare una mano alle mafie o ai nazisti del terzo millennio. Delle due l'una: è un venduto, oppure uno che nasconde un fenomeno bellico in atto a danno della collettività. In base alle leggi della fisica le scie di condensa si formano a determinate condizioni, ovvero dagli 8 mila metri di altitudine in su, non in giù, come nel caso ormai dilagante.

Verità rimossa sta per verità negata. Ad un inequivocabile riscontro oculare di migliaia di persone che scrutano il cielo e vedono peggiorare le loro condizioni di salute di giorno in giorno, addirittura in aree naturali e non industrializzate, fa da riscontro il fatto che in Italia da 12 anni a questa parte, velivoli della NATO procedono sistematicamente ad irrorazioni del territorio nazionale, iniettando nell’aria gas tossici. E’ in atto in gran parte dell’Europa una strage di massa ben pianificata a Washington, su scala inimmaginabile, eppure in giro nello Stivale c’è ancora qualche cretino che nega l’evidenza.



Riferimenti:


S e r r a A., Su alcune esperienze di nucleazione artificiale dell’atmosfera, condotte in Sardegna dal 1° Novembre. 1961 al 31 Maggio 1962. Atti del XII Convegno Annuale della Associazione Geofisica Italiana Roma 23-24 Novembre 1962, 67-105.
 S e r r a A., Riv. Meteorologia Aeronautica. 3. Roma 1962.
S e r r a A., Riv. Meteorologia Aeronautica, 4, Roma, 1962.









  

sabato 17 maggio 2014

Candidati indagati alle Elezioni Europee 2014. Nuovi Genovese?

http://www.wakeupnews.eu/candidati-indagati-alle-elezioni-europee-2014-nuovi-genovese/
Ieri la Camera dei deputati ha votato a favore dell’autorizzazione all’arresto del deputato del Partito Democratico Francantonio Genovese. Trecentosettantuno sono stati i favorevoli, trentanove i contrari. La questione del parlamentare piddino è stata risolta. Ma, se non si prendono le decisioni corrette, in un futuro non lontano potrebbero ripresentarsi situazioni simili. Per esempio alle elezioni europee 2014. I vari partiti, infatti, sembrano non aver imparato le lezioni del passato e hanno candidato soggetti con qualche problemino giudiziario.
IMBARAZZI DEMOCRATICI - Il Partito Democratico continua a esporsi a facili attacchi da parte dei grillini candidando, nella circoscrizione isole, il signor Renato Soru, indagato per falso in bilancio, aggiotaggio e imputato per un’evasione fiscale. L’ex presidente della regione Sardegna è addirittura il numero due della lista. Giuseppe Ferrandino detto Giosi è il numero nove nella circoscrizione sud. Lui è imputato per falso ideologico e abuso. Numero tre nella stessa circoscrizione è Anna Petrone, indagata per peculato. Nicola Caputo, numero diciassette sempre al sud, è indagato per truffa e peculato. Davvero non si capisce cosa abbiano fatto di male gli elettori meridionale del Pd per beccarsi questa gente.
GLI ALTRI NON SONO MEGLIO - Sia chiaro, non solo il Pd ha candidato indagati o imputati alle prossime elezioni europee 2014. Raffaello Fitto è stato riconosciuto colpevole di illecito finanziamento ai partiti e per un episodio di abuso d’ufficio. Invece è stato assolto dall’accusa di peculato e da un’altra contestazione di abuso d’ufficio. Fitto è candidato con Forza Italia. Innocenzo Leontini, anche lui con il partito di Berlusconi, è indagato per peculato. Il partito di Alfano non è diverso. Giuseppe Scopelliti è stato condannato a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Reggio Calabria per i reati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, nell’ambito del processo che lo vedeva imputato in qualità di ex sindaco di Reggio Calabria per le autoliquidazioni dell’allora dirigente del settore bilancio. Per l’ipotesi di reato di finanziamento illecito Gianni Alemanno è stato iscritto nel registro degli indagati. L’ex sindaco di Roma è indagato con Fratelli d’Italia. Luca Casarini, candidato con la lista del greco Tsipras, nel 2012 è stato condannato a 3 mesi di reclusione, senza la sospensione condizionale della pena visti i numerosi precedenti. Non ci si stupisca, quindi, se fra un po’ di tempo si ricomincerà a parlare di questione morale e indagati. Bastava pensarci prima.
Giacomo Cangi

venerdì 16 maggio 2014

Ambiente, quando “case mobili” diventano d'incanto “immobili”

http://www.pensieridintegrazione.it/107-sostenibilita/335-ambiente-quelle-case-mobili-furbescamente-diventano-immobili
Nonostante varie sentenze stabiliscano che i posizionamenti di “case mobili” siano da considerare interventi di “nuova costruzione” se non sono “diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”, un emendamento infilato nel “decreto Expo” (d.l. n. 47/2014) in approvazione alla Camera, “mette a posto” l’errata formulazione
di quello inserito nel “decreto del fare” per consentire l’installazione senza permesso di costruire. E’ quanto denuncia l’associazione “Carte in regola” in una nota diffusa attraverso la sua newsletter, dove scrive che tra i firmatari del decreto c’è anche la senatrice toscana Manuela Granaiola, promotrice, nel novembre scorso, di un emendamento che aveva l’obiettivo di vendere le aree demaniali degli stabilimenti balneari, poi ritirato tra le polemiche.
E’ insomma in atto l’ennesimo tentativo – che questa volta rischia di andare a buon fine - di far passare in Parlamento un emendamento che permetterebbe di installare “case mobili” anche in aree vincolate senza permesso di costruire. Praticamente un “liberi tutti”, come scrive efficacemente l’associazione, per i gestori dei campeggi nei luoghi più suggestivi d’Italia per trasformare le piazzole per le tende in ben più remunerative casette e bungalow, senza più la necessità di chiedere il permesso di costruire, necessario, ad esempio, anche per installare una semplice tettoia in una casa di campagna.
Scrive l’avvocato Emanuele Montini, urbanista, consigliere direttivo di Italia Nostra: “La solita manina si è infilata di nuovo dentro un decreto legge in conversione, è accaduto ieri in Senato, ad opera di un solerte senatore del Pd, che ha risolto un problema alle associazioni di campeggiatori che, nel ‘decreto del Fare’ di questa estate, erano riusciti a fare il colpo gobbo: far passare per opere precarie le case mobili. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, pertanto i lobbisti che avevano scritto l’emendamento avevano bisticciato con le parole, così anziché scrivere che le case mobili non sono soggette a permesso di costruire, avevano scritto che le case mobili lo fossero qualora (“ancorchè”) ancorate al suolo”.
L’attuale testo, articolo 3 lett. e.5, del Dpr 380/2001 recita: “L’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee (ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti”.
Continua l’avvocato Montini: “A nulla sono valse le grida dei campeggiatori, che si volevano trasformare in novelli affittacamere a costo zero (ricordiamo che le case mobili non pagano una lira né di oneri concessori né di Tasi), in quanto l’italiano è (per ora) una scienza esatta e gli uffici tecnici degli enti locali (e le procure) in questi mesi gli hanno contestato la loro lettura “elastica” dell’articolo, che essi stessi avevano fatto inserire”.
Ecco quindi che un gruppo di quattro solerti senatori del Pd - (Stefano Collina, primo firmatario, eletto in Emilia Romagna; Mario Morgoni, eletto nelle Marche; Andrea Marcucci e Manuela Granaiola, entrambi eletti in Toscana) interviene sul “decreto Expo" e modifica la parolina incriminata in “salvo che”, e la magia è fatta, a suon di fiducia.
Insomma, grazie a questa deprecabile azione, luoghi naturalistici di pregio potranno riempirsi di casette prefabbricate, con buona pace dell’articolo 9 della Costituzione italiana, quello che riguarda la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Ma anche con buona pace della nutrita giurisprudenza che è sempre andata esattamente nella direzione opposta dello sciagurato emendamento: ancora nell’ottobre scorso la Cassazione si è pronunciata a proposito di un campeggio di Alghero, stabilendo che se l’insediamento è stabile e ha concreta incidenza sul territorio, non si può prescindere da autorizzazioni espresse sul piano urbanistico-edilizio e sul piano paesaggistico, confermando l’interpretazione di numerose sentenze del Tar e del Consiglio di Stato.
Nel dettaglio, come si legge nel sito del gruppo di Intervento Giuridico onlus a proposito del campeggio di Alghero, “le case mobili permanenti sul territorio non possono esser considerate strutture temporanee”. E ancora: la Suprema Corte di Cassazione ha sentenziato che “la necessità o meno di titolo autorizzativo trova ragion d’essere nelle concrete modalità e caratteristiche della condotta tenuta, essendo il titolo necessario nell’insediamento che ha carattere di sostanziale stabilità e si concreta in una effettiva incidenza sull’assetto del territorio”.
Secondo giurisprudenza, anche i posizionamenti di “case mobili” sono considerati interventi di “nuova costruzione”, qualora “non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” (art. 3, comma 1°, lettera e.5, del Dpr n. 380/2001 e s.m.i.), soprattutto se allacciati alle reti di urbanizzazione (fognature, elettricità, gas, ecc.) e sono soggetti in via generale al preventivo rilascio del permesso di costruire (articolo 10 L del Dpr n. 380/2001 e s.m.i.), nonché dell’autorizzazione paesaggistica (vds. Cass. pen., sezione III, 27 maggio 2009, n. 22054, ma anche Corte cost., 27 giugno 2008, n. 232).
Esiste in proposito una nutrita giurisprudenza. Si veda, ad esempio, la sentenza del Consiglio di Stato n. 4214 del 2012 che chiarisce la nozione di opere precarie: “La giurisprudenza ha costantemente affermato che, ai fini del rilascio della concessione edilizia, debba parlarsi di ‘nuova costruzione’ in presenza di opere che comunque implichino una stabile — ancorché non irreversibile – trasformazione urbanistico-edilizia del territorio preordinata a soddisfare esigenze non precarie del committente sotto il profilo funzionale e della destinazione dell’immobile (cfr. Consiglio Stato, sez. V, 20 giugno 2011 n. 3683; Consiglio Stato, sez. IV, 22 dicembre 2007 n. 6615; Consiglio di Stato, sez. VI, 16 febbraio 2011 n. 986).
Nel caso in esame dunque non vi sono dubbi che, come esattamente affermato dal Tar, le strutture installate avrebbero dovuto essere qualificate come “intervento di nuova costruzione” a nulla rilevando che si trattasse di manufatti mobili (come la roulotte) o leggeri (come la tenda in metallo e plastica o il bagno chimico) data la loro funzione a servizio permanente all’attività di autolavaggio (www.diritto.net/blog-veneto-ius/28796-la-precarieta-di-una-costruzione-va-desunta-dalla-funzione-assolta-dal-manufatto-non-dalla-struttura-o-dalla-qualita-dei-materiali-usati.html).
Il testo, con tutti gli emendamenti, è purtroppo già passato in Senato grazie alla fiducia (www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/44211_testi.htm).
Per inciso: se il governo ne avesse ravvisato la necessità, avrebbe potuto escludere questo e altri emendamenti, ma evidentemente ha preferito far proprie le modifiche introdotte dalla Commissione. Oggi (15 maggio) il decreto è alla Commissione della Camera dei deputati, che potrebbe ancora inserire un emendamento soppressivo o – ancora meglio – cancellare il pateracchio introdotto dal Decreto del fare e tornare alle norme che tutelano il nostro patrimonio paesaggistico, che considerano “nuove costruzioni”, con l’obbligo di rilascio di permesso di costruire, tutte le costruzioni che permangono in pianta stabile sul terrritorio, anche se hanno ruote e ruotine.
Il decreto scade il 27 maggio, i tempi tecnici ci sarebbero.
L’associazione “Carte in regola” ha scritto a tutti i parlamentari sperando che qualche politico di buon senso, come è già successo per la privatizzazione delle spiagge, faccia sentire la voce dei cittadini più forte di quella delle lobbies.

mercoledì 14 maggio 2014

Il miglior datore di lavoro al mondo è la green energy

http://www.greenenergyjournal.it/index.php/42-notizie-green/1637-il-miglior-datore-di-lavoro-al-mondo-e-la-green-energy#.U3NDkvl_uSo
Oltre 6,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo alla fine del 2013 sono stati forniti dal settore della green energyNel 2012 i posti di lavoro generati dal settore delle rinnovabili erano 5,7 milioni. Proprio nell'era della crisi economica, quando i posti di lavoro diminuiscono giorno dopo giorno, emerge questo 'datore di lavoro' particolarmente attivo. Ad annunciarlo è Irena (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili), che ha presentato il suo rapporto 2014 a Seul.
La maggior parte degli addetti del settore sono in Cina (circa 2,6 milioni di occupati), seguita dalBrasile (con 0,89 milioni). Al terzo posto gli USA(con 0,62 milioni), mentre l’Europa totalizza 1,24 milioni (di cui 0,37 milioni in Germania e 0,11 in Spagna). Il settore più dinamico a livello globale è il fotovoltaico, con 2,3 milioni di posti di lavoro (+65% in un anno), seguito dai biocombustibili liquidi (1,5 milioni posti di lavoro) e dall'eolico (830 mila posti di lavoro).
Il settore ha dato prova di non costituire più soltanto un comparto di nicchia, ma di essere diventato un “datore di lavoro” importante. E la crescita è impressionante, soprattutto in un periodo di crisi generalizzata come quello attuale”, ha spiegato il direttore generale dell’istituto, Adnan Amin, in un comunicato.
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Ieri sera, a Modena, con Luigi di Maio si è parlato di tutela del territorio.
In Europa in questo campo abbiamo un primato negativo: siamo il primo paese per numero di procedure d'infrazione aperte in materia ambientale (21 su 114 in totale a carico del ns. paese, le trovate qui:http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx )
Procedure che vanno dalla mancata prevenzione e governance dei rifiuti, alle sostanze pericolose, alla gestione delle acque, alle emissioni dannose, alle mancate politiche di prevenzione alluvioni e inquinamento.
Il mancato recepimento o la violazione di queste direttive da parte del ns. paese sta permettendo ad esempio all'Ilva di Taranto di continuare a produrre senza che ci siano i requisiti necessari a garantire la continuazione dell’attività stessa!

In Ue ci batteremo per la sostenibilità ambientale, contro inceneritori & cemento, contro gli interessi delle grandi lobbies che non ci consentono di essere un paese all’avanguardia, lavoreremo in sinergia con i parlamentari a Roma per tutelare il nostro paesaggio il nostro territorio, i nostri beni comuni!

domenica 11 maggio 2014

L'auto elettrica del futuro sa anche volare

http://www.greenenergyjournal.it/index.php/42-notizie-green/1625-l-auto-elettrica-del-futuro-sa-anche-volare#.U2-Rc_l_uSo
Nel 2018 potremmo scegliere se viaggiare in strada oppure decollare, senza cambiare veicolo e con un impatto ambientale ridotto. Si chiama Mix Aerospace l'azienda francese che ha dato vita al concept, un'auto elettrica dotata di un set di ali per trasformarsi, a seconda delle necessità, in un'auto volante, tramite un sistema robotico.
Skylys è il nome della futura auto elettrica volante. Un veicolo intelligente, costruito con materiali leggeri e riciclabili, aerodinamico, modulare, ergonomico e, per gli amanti dello stile transformer (tipo batmobile), anche esteticamente bello. Con sistema di guida a pilota automatico, è dotata di tre rotori capaci di consentire un decollo verticale, simile a quello degli elicotteri. Il sistema di propulsione aerea non è integrato nel veicolo in maniera permanente, per cui può avere dimensioni ridotte e più adatte al traffico.
Oltre a migliorare la mobilità nelle zone trafficate, potrebbe essere utilizzata per i tragitti d'emergenza nel settore umanitario, dai vigili del fuoco, come ambulanza, ma anche per il turismo e tutti i settori in cui sono funzionali veicoli intelligenti e interconnessi. Ma al momento si tratta di un progetto che non è ancora uscito dalla carta, per questo gli ideatori del progetto hanno avviato un crowdfunding su Indiegogo, per la raccolta di 2 milioni e 250.000 euro. La Mix Aerospace punta a realizzare i primi veicoli entro il 2018.

sabato 10 maggio 2014

Manager nei musei: un'idiozia, secondo Settis. E come dargli torto?

http://www.finestresullarte.info/134n_manager-nei-musei-idiozia-salvatore-settis.php
Scritto da Federico Giannini 

In inglese, la parola manager corrisponde sostanzialmente alla parola italiana dirigente. Anzi: ne è la traduzione più immediata. Solo che nell'accezione comune (o meglio, nell'accezione comune alla politica e al giornalismo, che poi si riflette sull'accezione percepita da tutti), il "manager" è visto come un amministratore capace e carismatico, sempre indaffarato tra telefonate, grafici di rendimento, appuntamenti, riunioni e quant'altro. Il "dirigente" invece è un oscuro passacarte, un burocrate che non si sa bene cosa faccia tutto il giorno, una figura quasi fantozziana. E poi c'è una enorme differenza: il "manager" lavorerebbe nel privato, il "dirigente" nel pubblico.
Il premier Matteo Renzi ovviamente preferisce i manager, e vorrebbe che questi entrassero a far parte della dirigenza dei poli museali. La ricetta "innovativa" di Renzi per i beni culturali è arrivata qualche giorno fa: "accorpare le soprintendenze" (ma forse intendeva "accoppare" le soprintendenze, come faceva notare Mo(n)stre) e avviare "una gestione manageriale dei poli museali". Grazie Renzi, ma abbiamo già dato. Se anche una persona molto pacata e distinta come Salvatore Settis ha definito un'idiozia l'idea dei manager nei musei (e noi di Finestre sull'Arte gli diamo pienamente ragione), ci sarà pure un motivo. Forse al presidente del Consiglio sfugge il fatto che di manager, a gestire i musei, ne abbiamo già avuti. La figura più indimenticabile è di sicuro quella di Mario Resca, l'ex ad di McDonald's Italia, la cui gestione del patrimonio culturale italiano, in duetto con l'allora ministro Bondi, ha portato a riduzioni progressive del bilancio del Ministero dei Beni Culturali che nel 2013 aveva risorse tagliate del 24% rispetto a quelle del 2008. Lo ricorderemo per alcune campagne promozionali di cui potevamo anche fare a meno, e per certe sue idee (come quella di spedire le opere d'arte italiane a Dubai o quella, ancora più assurda, di trasformare l'Italia in una Disneyland culturale) che per fortuna non si sono concretizzate. E in concreto, cosa avrebbe fatto? Nella stessa intervista in cui manifestava i suoi propositi disneyiani, Resca si vantava, dopo due anni abbondanti dall'inizio del suo incarico di "direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale", di aver "allungato gli orari di apertura di molti musei", aver "avviato un processo trasparente per le gare d'appalto per i servizi aggiuntivi museali" e di "aver trovato un accordo per valorizzare l'Accademia e la Pinacoteca di Brera". Anche se su Brera poisappiamo com'è andata a finire, tanto che il ministro Ornaghi nel 2012 sosteneva che il problema per Brera sarà trovare finanziatori illuminati. Al netto di ciò, possiamo dire che quanto fatto è un po' poco per un grande manager come Mario Resca, che oltretutto percepiva un compenso di 160.000 euro lordi l'anno. Bondi avrebbe potuto dare a chiunque un decimo di tale cifra e i risultati sarebbero stati gli stessi, dato che i processi trasparenti per le gare d'appalto dovrebbero essere normale amministrazione in un paese civile, e che per allungare gli orari di apertura "di molti musei" non bisogna essere grandi manager. Basta saper fare due calcoli aritmetici per vedere se ci sono fondi sufficienti. E, nel caso in cui non ci siano, è sufficiente la coerenza: non è possibile auspicare un miglior trattamento del ministero per i Beni Culturali da parte del governo, e poi avere un ministro che accetta in modo passivo il continuo taglio dei fondi.
Ma vogliamo parlare del MAXXI e dell'entourage della sua presidente, Giovanna Melandri, composto, tra gli altri, dal giovane manager Francesco Spano, membro del cda di alcune aziende grossetane, nominato "segretario generale" del MAXXI di Roma (a70.000 euro lordi l'anno) "per cercare sponsor e finanziatori privati", e da Beatrice Trussardi, che invece fa parte del cda della nota azienda di moda? Quali sono stati i risultati? Un museo che deve ancora trovare la sua identità, a giudicare da quello che pensano diverse personalità dell'arte e dell'architettura. E cosa dire invece della tragica figura del city manager di Pompei? Basterebbe solo pronunciare il nome "Pompei", che già diciassette anni fa (cioè, non l'altro ieri: diciassette anni fa!) veniva definita una catastrofe. Metterci la figura di un city manager (ricoperta, tra gli altri, anche da ungenerale dell'aeronautica in pensione: rendiamoci conto) non è servito a granché, tanto che dopo circa dieci anni dalla sua istituzione, tale figura (che fu introdotta dal lungimirante Walter Veltroni) venne abolita dall'allora ministro Rutelli.
Ma anche qualora non bastassero gli esempi di casa nostra, si potrebbe vedere cosa fanno altrove i musei che si citano sempre come esempio quando si blatera di gestione dei musei: si scoprirà così che il Louvre è diretto da Jean-Luc Martinez (archeologo), il Metropolitan Museum da Thomas Campbell (storico dell'arte), il British Museum da Neil MacGregor (altro storico dell'arte), la National Gallery di Londra da Nicholas Penny (che strano, ancora uno storico dell'arte).
I problemi dei musei italiani non sono certo da ricercare nell'assenza di "figure manageriali" nello staff dirigente, quasi come se i dirigenti attuali fossero degli incapaci. Il problema principale consiste nel fatto che i nostri dirigenti devono lavorare in una situazione di cronica mancanza di fondi, evidentemente perché i politici (e il primo ministro non fa eccezione) sono tutti bravi a parole: sono anni che si ripete che il Ministero dei Beni Culturali deve essere considerato un ministero "di serie A", che bisogna investire in cultura, che la cultura è "volano dello sviluppo e dell'economia" e via dicendo, ma la realtà è che il ministero ha subito tagli enormi da diversi anni a questa parte, e oggi diversi musei si trovano in difficoltà anche solo se si tratta di cambiare una lampadina. Per non parlare poi della politica "accentratrice" che si è inasprita sotto la gestione Resca: sembra che in Italia ci siano solo quei quattro-cinque capolavori importanti, e che non valga la pena visitare il resto. Si parla quasi esclusivamente di Uffizi e Colosseo, le realtà minori non hanno quasi voce, non vengono valorizzate né adeguatamente pubblicizzate.
Partiamo da qui: più fondi alla cultura, e una politica di decentramento. Aggiunta magari a una campagna rivolta a chi il museo lo dovrebbe vivere: i cittadini, più che i turisti. Le campagne pubblicitarie del ministero sono sempre state rivolte, perlopiù, a un target turistico. Sarà anche per questo che agli Uffizi è difficilissimo trovare fiorentini. Iniziamo a far capire alle persone che vivono nelle città che i musei sono luoghi da vivere in prima persona, e non gabbie per turisti. Del resto, è quello che succede nei paesi che i chiacchieroni prendono sempre come esempio. Però chissà perché, si parla sempre tantissimo, ma si fa molto poco.

mercoledì 7 maggio 2014

Eurovelo: La rete cicloturistica europea

http://www.bikeitalia.it/eurovelo-la-rete-cicloturistica-europea/
Negli anni Novanta c’era un grande entusiasmo per l’Unione Europea. L’URSS era da poco crollata, e i paesi dell’Europa Centrale e Orientale erano determinati a staccarsi finalmente dall’influenza russa ed entrare nella modernità. Il trattato di Maastricht aveva da poco riformato le istituzioni europee e posto le basi per la moneta unica, l’euro. In quegli anni Europa era sinonimo di futuro e speranza, e i progetti culturali che traevano ispirazione da questi avvenimenti erano innumerevoli.
In questo contesto nasceva il progetto di una rete di percorsi ciclistici a lunga percorrenza che abbracciasse l’intero continente, contribuendo finalmente a unirlo al di là di ogni divisione geopolitica. La European Cyclists’ Federation (ECF), insieme ad alcune associazioni di ciclisti britanniche e tedesche, poneva quindi le basi per quella che oggi è nota come rete Eurovelo.
La rete Eurovelo oggi consiste di 14 percorsi ciclistici a lunga percorrenza, che passano per ben 42 paesi. Una volta completata, i chilometri totali di percorsi Eurovelo ammonteranno a più di 70.000 chilometri. Basta dare uno sguardo alla mappa dei percorsi per capire che quasi tutti i paesi europei sono coinvolti in questo progetto.
I percorsi Eurovelo sono nati in molti casi unendo percorsi ciclistici nazionali già esistenti (soprattutto nell’Europa centro-occidentale). In altri casi invece è stata la spinta derivante dalla voglia di far parte di questa rete a creare percorsi nazionali che potessero esservi integrati.
I percorsi Eurovelo sono numerati da 1 a 15. In generale, gli itinerari con numeri dispari percorrono il continente da nord a sud; quelli con numeri pari invece da ovest a est. Ci sono però due eccezioni:EV10 compie il periplo del mar Baltico, mentre EV12 segue la costa del mare del nord. Un’altra curiosità riguarda EV14, che in realtà non esiste: dopo EV13 si è pensato di realizzare un altro percorso nord-sud, a cui è stato quindi dato il numero EV15, in conformità al cirterio appena esposto.
Purtroppo, non tutti i percorsi sono completi, o ben segnati. In genere quellli che passano per nazioni con buone tradizioni cicloturistiche sono facili da seguire, o addirittura si dipanano lungo piste ciclabili separate dal traffico, mentre l’Europa meridionale e orientale hanno il vantaggio di far sperimentare al cicloturista un certo senso di avventura.
Su Bikeitalia è possibile trovare descrizioni, foto e tracciati gps di tutti i percorsi Eurovelo. Il punto di partenza può essere la mappa interattiva; in alternativa si possono raggiungere direttamente le pagine relative ai singoli percorsi da questi link: