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ETS sotto attacco: il governo italiano vuole smantellare lo scudo climatico europeo

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Dal web Difendere l'ETS significa fermare l'ILVA a carbone, responsabile di imponenti emissioni di CO2 https://www.enac.gov.it/lemissions-trading-scheme-ets/ Il Consiglio europeo del 19-20 marzo è il banco di prova.  PeaceLink seguirà con attenzione l'esito, consapevole che ogni cedimento sul prezzo del carbonio è un cedimento sul futuro del pianeta.  L'ETS è il sistema che in Europa fa pagare l'inquinamento da CO2. 19 marzo 2026 Redazione PeaceLink Il governo italiano, affiancato da Repubblica Ceca ed Estonia, ha rilanciato con forza la richiesta di sospendere, o quanto meno svuotare, l' ETS , il sistema che in Europa mette un prezzo sull'inquinamento da CO₂.  La tesi di Roma è nota: quel prezzo si trasferisce nel costo dell'elettricità, penalizza le industrie e scarica costi eccessivi sulle famiglie.  Il problema non è l'ETS Secondo un'analisi del think tank Ember, agli attuali livelli il costo del carbonio pesa al massimo per il 10 per cento ...

Il suicidio dei combustibili fossili o la soluzione delle energie rinnovabili?

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Dal Web     Il suicidio dei combustibili fossili o la soluzione delle energie rinnovabili?  La domanda non ha che una risposta: la seconda.  Eppure fatichiamo ancora a comprenderlo e ad accettarlo... di  Paolo Ermani  Foto: Pexels Poniamo un quesito semplice, semplice: se si dovesse scegliere fra una energia costosa, inquinante, centralizzata, non rinnovabile, che non si può gestire facilmente, che il cittadino non può controllare, che sta provocando catastrofi climatiche, per l’accaparramento della quale da decenni si susseguono guerre che hanno fatto milioni di vittime e invece una energia rinnovabile, facile da utilizzare e da  gestire, poco costosa, che inquina in maniera risibile rispetto all’altra, che non produce catastrofi climatiche, decentralizzata e quindi utilizzabile da chiunque e per la quale non si farebbe alcuna guerra, che cosa sceglierebbe chi avesse anche solo un grammo di cervello? Ovviamente la seconda ipotesi.   Ma visto che ...

La denuncia di Lav: «Il ministero dell'Ambiente porta da 6 a 71 le specie esotiche di pesci catturabili in natura»

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  Dal Web «La “lista positiva” di sei specie animali appartenenti alle specie esotica stilata poco più di tre anni fa dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Ambiente è stata incredibilmente “allungata” di ben 65 specie, per un totale di 71 specie che ora possono così essere prelevate direttamente in natura»: lo denuncia la Lav.  «La richiesta di aggiungere queste specie alle 6 già previste è stata fatta dall’AIPA, l’Associazione italiana piccoli animali, che rappresenta gli operatori del settore acquariologia, quindi coloro che hanno tutto l’interesse a poter vendere e far vendere quanti più pesci possibile, meglio se esotici e particolari - spiega Lav - L’ISPRA, come si può leggere nel Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ha purtroppo dato parere favorevole all’introduzione di 65 nuove...

Rapporto Ember: «Elettricità, eolico e solare superano le fonti fossili»

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  Dal web Secondo il rapporto del think tank Ember, "European Electricity Review 2026", nella UE, per la prima volta, l'eolico e il solare hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili. «Nel 2025, l'UE ha compiuto un enorme passo avanti verso un sistema energetico pulito basato sull'eolico e sul solare.  Per la prima volta, l'eolico e il solare hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili nell'UE.  Le energie rinnovabili nazionali hanno continuato a rappresentare circa la metà dell'energia elettrica dell'UE, grazie alla collaborazione record tra l'eolico e il solare»:  lo spiega il think tank Ember nel suo rapporto  "European Electricity Review 2026" . «Nel settore energetico, il carbone è quasi in via di estinzione, raggiungendo un nuovo minimo storico nel 2025 dopo anni di forte declino.  Tuttavia, l'UE dipende ancora in modo significativo dal gas.  Un aumento della produzione di gas, a fronte di un calo del...

Ciclone Harry, il primo studio di attribuzione conferma il ruolo del cambiamento climatico

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  dalWeb Il  ciclone mediterraneo Harry , che tra il 19 e il 22 gennaio 2026 ha devastato ampie aree della Sicilia, della Sardegna e della Calabria – colpendo duramente anche Malta e la Tunisia – è stato  reso più intenso dal cambiamento climatico di origine antropica . È quanto emerge dal  primo studio di attribuzione  dedicato a questo evento estremo, realizzato nell’ambito del progetto europeo  ClimaMeter . Secondo l’analisi, i  venti associati al ciclone Harry sono risultati oggi fino al 15% più intensi  rispetto a eventi analoghi del passato, con un aumento stimato tra  4 e 8 chilometri orari  delle velocità del vento vicino alla superficie.  Un segnale coerente con quanto già indicato dalla letteratura scientifica internazionale sul Mediterraneo: meno cicloni complessivi, ma  tempeste più violente . Un evento eccezionale, amplificato dal riscaldamento globale Lo studio confronta le condizioni meteorologiche associate al c...

Terre rare e nuovi colonialismi. Il caso della Groenlandia

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  Dal web Le mire espansionistiche degli Usa sull'isola danese ci danno l'occasione per spiegare l'origine della formazione dei minerali tanto ricercati Groenlandia. © mariohagen via pixabay.com Nel mondo la corsa ai minerali, soprattutto alle famose  terre rare , occupa ormai i vertici degli interessi nazionali.  Ma dove si trovano questi preziosi elementi e come si sono formati?   Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare prima qualche premessa. Un mosaico in movimento Se i mari si potessero tirar via come una coperta, vedremmo  un mosaico di “placche tettoniche”  separate da due tipi di confine: vulcani allineati per migliaia di chilometri a formare le  “dorsali oceaniche” , rispetto alle quali le placche adiacenti si allontanano l’una dall’altra;  “fosse oceaniche”  profonde migliaia di metri, lungo le quali le placche invece di allontanarsi si scontrano.  La fossa oceanica si crea perché una delle placche viene piegata verso il ...

La corsa verso il baratro: quando il mondo sceglie la guerra e non la pace

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 dal Web Dal riarmo globale al pensiero unico bellicista, l’illusione che la guerra sia inevitabile sta divorando il futuro. di Lucio Pastore In un pianeta che dovrebbe correre verso il  disarmo , immerso in un’epoca in cui oltre  15.000 armi atomiche  basterebbero a cancellare per sempre la storia umana, ci muoviamo invece nella direzione opposta: un ritorno rapido, quasi euforico, al  riarmo globale .  Le spese militari crescono senza pudore: dal 2% al 5% del Pil, come se il futuro non avesse bisogno di scuole, sanità, lavoro, ma solo di arsenali pronti a esplodere. In questo scenario, i  militari entrano nelle scuole , non per educare alla pace ma per abituare le nuove generazioni all’idea che la guerra è una possibilità concreta, quasi un destino.  Si parla di  ripristino del servizio di leva , come se militarizzare i corpi potesse colmare il vuoto di valori di una società che sembra non riuscire più a pensare da sé. Viviamo dentro un...