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Meno pestici nel piatto e più api nei prati: la raccolta di firme

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Dal Web   Stop all'uso di insetticidi e pesticidi dannosi, quindi meno sostanze tossiche nei cibi che mangiamo e maggiore salvaguardia per gli insetti impollinatori: lanciata la raccolta di firme di Legambiente. Foto: Ahimsa - OM su Pexels «Gli impollinatori sono parte integrante di ogni ecosistema sano.  Con la loro scomparsa, si assisterebbe al declino e all’estinzione di molte specie vegetali e degli organismi legati alla loro esistenza, spiega Legambiente.  Le conseguenze ecologiche, sociali ed economiche sarebbero gravissime.  L’80% della frutta e della verdura sulle nostre tavole, ad esempio, dipende dall’impollinazione di api e insetti pronubi.  Nella lista rossa della IUCN sono state valutate a rischio di estinzione 58 delle 130 specie di api esistenti nel Pianeta.  Di fatto, oggi solamente le colonie di api allevate (Apis mellifera), anche se fortemente minacciate, sopravvivono, con una forte diminuzione degli alveari naturali ed una conseguente pe...

Stiamo esaurendo ogni risorsa e inquinando tutto, chi può ancora credere alla crescita?

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  Dal Web Nel 2011 il professor Ugo Bardi scrisse il libro La terra svuotata e il tema trattato era quello dell’esaurimento dei minerali a livello mondiale.  Già all’epoca la situazione era allarmante,figuriamoci oggi… di  Paolo Ermani  Il 3 maggio 2026 c’è stato l’Overshoot Day in Italia, la data in cui, secondo i calcoli del Global Footprint Network, verrebbero esaurite le risorse naturali disponibili per l’intero anno se la popolazione mondiale adottasse il nostro livello di consumo.  In soli 123 giorni, un terzo dell’anno, in Italia è stato consumato l’intero budget ecologico annuale.  Dal giorno successivo si entra in una fase di deficit ecologico, in cui il consumo di risorse supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi.  L’umanità complessivamente consuma l’equivalente di circa 1,7 pianeti ogni anno e la situazione peggiora perché l’overshoot day cade sempre prima rispetto all’anno precedente.  I paesi più ricchi, che si autodefin...

Nucleare: anniversari, sogni, realtà

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 Dal web 40 anni dopo Chernobyl, 15 anni dopo Fukushima Nel 2026 ricorrono  anniversari  significativi dei due grandi incidenti nucleari:  40 anni  da  Chernobyl , 15 da  Fukushima .  Due eventi ritenuti di  probabilità  insignificante, ma che purtroppo si verificarono:  uno per  errore  umano, l’altro per  catastrofe  naturale.  Due tragedie che hanno indelebilmente segnato il destino della tecnologia elettronucleare, minando le prospettive di mercato e mettendo in luce i suoi nodi irrisolti. I costi degli incidenti Definire con precisione il  costo umano  dei due disastri è praticamente impossibile.  La stima delle  vittime  di Chernobyl per esposizione radiologica rimane uno dei temi più dibattuti e controversi nell’ambito dell’ epidemiologia  ambientale.  A seconda della fonte, i numeri variano da meno di cento a decine di migliaia.  Per entrambi gli incidenti, son...

La corsa della transizione energetica

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 dal web La strada da fare è ancora molta, ma le energie verdi hanno tutta l’intenzione di rubare la scena all’industria fossile. I nvestire nelle rinnovabili oggi conviene:  non solo perché il quadro politico mondiale ha accettato di intraprendere un percorso di   decarbonizzazione , favorendo il disinvestmento dai combustibili fossili,  ma perché in molti casi, le energie rinnovabili si dimostrano l’opzione più vantaggiosa sotto diversi punti di vista. Per chi ci mette i soldi, magari per chi in generale è abituato ad investirli, ma soprattutto per chi non vuole vivere  l’investimento  come uno stress aggiuntivo alla propria vita, due sono gli elementi principali cui guardare per considerare il mercato dell’ energia rinnovabile  come “l’investimento del futuro”. Offre flussi di cassa stabili nel lungo periodo e una buona visibilità per gli investitori; Non è dipendente dall’andamento del ciclo economico (se non per gli aspetti riconducibili all’infla...

ETS sotto attacco: il governo italiano vuole smantellare lo scudo climatico europeo

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Dal web Difendere l'ETS significa fermare l'ILVA a carbone, responsabile di imponenti emissioni di CO2 https://www.enac.gov.it/lemissions-trading-scheme-ets/ Il Consiglio europeo del 19-20 marzo è il banco di prova.  PeaceLink seguirà con attenzione l'esito, consapevole che ogni cedimento sul prezzo del carbonio è un cedimento sul futuro del pianeta.  L'ETS è il sistema che in Europa fa pagare l'inquinamento da CO2. 19 marzo 2026 Redazione PeaceLink Il governo italiano, affiancato da Repubblica Ceca ed Estonia, ha rilanciato con forza la richiesta di sospendere, o quanto meno svuotare, l' ETS , il sistema che in Europa mette un prezzo sull'inquinamento da CO₂.  La tesi di Roma è nota: quel prezzo si trasferisce nel costo dell'elettricità, penalizza le industrie e scarica costi eccessivi sulle famiglie.  Il problema non è l'ETS Secondo un'analisi del think tank Ember, agli attuali livelli il costo del carbonio pesa al massimo per il 10 per cento ...