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Debito pubblico italiano

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giovedì 30 dicembre 2010

Per un pugno di euro



"Oggi c'è stata la discussione in aula delle proposte di legge sulla riduzione degli stipendi dei Consiglieri Regionali, licenziate dalla Commissione Bilancio. L'accordo unanime di Pd, Pdl e Lega ha permesso la bocciatura della nostra proposta che chiedeva una riduzione netta degli stipendi e dei privilegi (compreso il vitalizio dopo soli 5 anni) dei Consiglieri Regionali piemontesi per un risparmio annuo di circa 12 milioni di euro. La proposta di legge dell'Ufficio di Presidenza si è limitata alla riduzione di un mero 10% dell'indennità pari a circa 700 mila euro annui, come richiesto dal dlgs 78/2010: un'adesione "spontanea" perchè correlata ad una riduzione dei trasferimenti statali in caso di mancata riduzione. Proprio per questo, visto che è stata un'azione meramente cosmetica, abbiamo deciso di stamparci delle riproduzioni di banconote da dare ai Consiglieri a parziale copertura delle perdite che matureranno dal 2011. Non l'hanno gradito: neanche avessimo detto che quei soldi li rubano... Giudicate voi dal video. I più violenti: il consigliere del PD, Boeti, che ci ha apostrofato in malo modo e minacciato di violenze fisiche; il consigliere del PDL, Massimiliano Motta, che ha preso a calci Davide Bono e minacciato di violenze fisiche. La pioggia di monetine lanciate nel 1992 a Craxi, oggi è una pioggia di banconote di carta marchiate No Tav per ricordare come sulle speculazioni sulle Grandi Opere sono tutti d'accordo, purchè le tasche siano sempre piene...oltre i lauti stipendi."

31 Dicembre a Santa Lucia



31 Dicembre a Santa Lucia. Per un 2011 senza discariche ed emergenza rifiuti.
Manifestazione di fine anno contro l'emergenza per le alternative

Come da tradizione l'ultimo giorno dell'anno dovrebbe portarsi via e cose vecchie e brutte dell'anno appena trascorso. Per la città di Napoli e per la sua provincia invece non sarà così. Monnezza, discariche, inceneritori, speculatori, politici affaristi ed amici dei camorristi continueranno a restare nella nostra città, a far danni, ad avvelenare la nostra terra e la nostra salute, a riempierci di chiacchiere e paventati miracoli. Per questo pensiamo sia opportuno che un po' di cose vecchie, un po' di monnezza forse sia il caso di portarla a loro in un augurio che ben presto lascino la città insieme ai rifiuti, alle discariche ed agli inceneritori.
Anni fa la montagna di sale in Piazza Plebiscito inaugurava una consuetudine che vuole in questa ultima parte dell'anno delle installazioni di arte contemporanea capeggiare nei luoghi simbolo della città. Quest'anno siamo certi che nulla di meglio che una montagna di monnezza sotto un palazzo simbolo delle responsabilità del malgoverno come Palazzo Santa Lucia sede della giunta regionale della Campania, possa sintetizzare i nostri auspici per l'anno nuovo, e di tutti quelli che credono nella possibilità ora e subito di praticare la alternative per lo smaltimento dei rifiuti.
Facciamo appello a tutti i comitati, alle reti in difesa della salute e dell'ambiente per essere insieme il 31 dicembre sotto palazzo Santa Lucia a costruire la montagna di monnezza per i buoni auspici nel 2011 per i tanti che reclamano un piano alternativo dei rifiuti senza discariche ed inceneritori e per uscire per sempre dall'emergenza affaristico-speculativa-sanitaria.
A Napoli ed in provincia tanti comitati si stanno coordinando per affermare la necessità di un piano alternativo dei rifiuti, un percorso importante che nel prossimo anno non potrà che essere decisivo per tutti quelli che hanno lottato e lottano in questi anni contro veleni e rifiuti.
Venerdi' 31 Dicembre, ore 10:30
Palazzo Santa Lucia - Sede Regione Campania


Per un 2011 senza discariche, rifiuti ed affaristi

Costruiamo la montagna di monnezza
Presidio permanente di Chiaiano e Marano
Comitato antidiscarica di Giugliano
Comitato Cambiamo Mugnano
Laboratorio Insurgencia

Fonte: GlobalProject


mercoledì 29 dicembre 2010

Person of the Year 2010: MoVimento 5 Stelle

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Il MoVimento 5 Stelle è il personaggio dell'anno. Lo dice una fonte autorevole e sopra le parti: io stesso, Beppe Grillo, che l'ho fondato. Dite che non sono credibile, che sono autoreferenziale? E chi se frega. Nella Storia d'Italia del dopoguerra non c'è stato nessuno come il M5S che contro tutti i media, senza finanziamenti di lobby, massonerie, criminalità e affini, senza rimborsi elettorali, abbia ottenuto gli stessi risultati. Questo, e lo dico in particolare ai pennivendoli a pagamento dei giornali e ai mezzi busti della televisione che piuttosto di informare sul M5S si farebbero tagliare le mani, è incontrovertibile. E allora un peana al mezzo milione di voti ottenuti alle elezioni regionali in cinque regioni con una proiezione di due milioni di voti alle eventuali politiche. Un "In alto i cuori" per i ragazzi e le ragazze del M5S che hanno contribuito a bloccare la TAV in Val di Susa e la cementificazione del Canavese, vietato la costruzione di centrali nucleari in Emilia Romagna, introdotto la raccolta differenziata, il wifi e la ripresa in diretta delle sedute dei consigli comunali in molti comuni dove sono stati eletti. Il M5S ha dimostrato coi fatti alcune cose, inconcepibili per l'italiano medio e i partiti. Le elenco. La politica si può fare per spirito civico, con stipendi adeguati alla media degli stipendi italiani e per un massimo di due legislature, poi si ritorna al proprio lavoro. I soldi non sono necessari per fare politica, il M5S ha rifiutato i contributi elettorali di 1.700.00 euro per le regionali, mentre gli altri partiti incassano un miliardo di euro. Ogni voto al M5S, grazie a donazioni volontarie di circa qurantamila euro in tutto, è costato 0,8 centesimi e nulla ai contribuenti. I media tradizionali non sono più indispensabili per fare politica. La Rete li sta sostituendo. Si è parlato del M5S poco e quel poco per criticarlo eppure la gente sapeva in modo misterioso che esisteva e conosceva il suo programma. I leader non servono, non sono mai serviti, sono arrivisti pieni di sé come un tacchino il giorno del Ringraziamento. Il M5S ha una struttura orizzontale, senza vertici, di persone incensurate che si riconoscono negli obiettivi sociali, nel programma, ognuno conta uno, ma chi non muove il culo e non si impegna continuerà a contare zero. I rifiuti non esistono, esistono invece gli interessi dei partiti e della Confindustria con la creazione di discariche e di inceneritori. Il M5S a Cesena, per l'incontro Woodstock 5 Stelle ha riciclato il 91% di una quantità di materiale pari a quella della città di Forlì. Erano presenti 180.000 persone e il parco è stato lasciato immacolato. I materiali riciclabili sono stati pagati 5.000 euro al M5S da una società specializzata in riciclo di Vedelago. L'incontro di Cesena ha avuto in due giorni 5 milioni di contatti via Internet, Un record assoluto per l'Italia, meglio della maggior parte dei canali televisivi nazionali. La televisione e la sua capacità di influenzare l'opinione pubblica sono al tramonto. Vorrei fare qualche critica, ma a questo ci pensano gli altri, inventare balle è il loro mestiere. Non so come finirà, ma il seme è stato gettato, la politica non è un mestiere, ma un dovere civico. Il cittadino è entrato direttamente in politica con il M5S e ci resterà. E' una previsione e insieme un augurio per l'Italia.

Il club dei Comuni virtuosi "Così tagliamo le bollette" Dalla corrente agli imballaggi: come ridurre ai minimi la spesa pubblica

di Michele Brambilla
inviato a Colorno (Pama)


Passare una mezza giornata con Marco Boschini è, come diceva Guareschi che era di queste parti, «bello e istruttivo», perché impari un sacco di cose. Ma non è facile. Anche senza dirti nulla, Boschini ti mette un po’ in soggezione. Guai se, uscendo da una stanza, ti dimentichi di spegnere la luce. Se proponi di prendere l’auto per un tragitto che si può tranquillamente percorrere a piedi. Se poi ti capita di andarci a pranzo insieme, guardati dal lasciare qualcosa nel piatto, o di spezzare un panino senza finirlo.

Marco Boschini è il coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, una specie di mondo parallelo che ha deciso di combattere i guasti dell’era contemporanea – dall’inquinamento alla crisi economica – reintroducendo nella vita quotidiana pubblica e privata l’uso di quella vecchia e sana virtù dei nostri nonni: la parsimonia. Trentasei anni, educatore in un doposcuola, Boschini è assessore a urbanistica, ambiente e patrimonio del suo paese, Colorno, novemila abitanti.

La sfida dei più piccoli
Nel maggio del 2005 è stato uno dei fondatori di questa associazione di comuni virtuosi: «All’inizio eravamo in quattro – racconta –: noi, Vezzano Ligure (La Spezia), Monsano (Ancona), Melpignano (Lecce). Lo stimolo è stata la convinzione che il modello di sviluppo di oggi, oltre a provocare disastri a livello planetario, ha ripercussioni sulla vita delle piccole comunità locali». E così è partita la sfida: vivere non proprio come gli Amish, ma insomma.

Oggi l’associazione raggruppa 48 Comuni in tutte le regioni italiane. L’idea rivoluzionaria è di cambiare il mondo partendo dalle piccole azioni quotidiane. Un’utopia? «Potranno anche ridere di noi - dice Boschini - ma la storia spesso è stata cambiata da piccoli gesti di persone semplici. Le faccio un esempio che dimostra che la nostra battaglia non è affatto vana. Noi abbiamo cominciato da anni a dire a tutti: quando fate la spesa, siete sicuri di avere bisogno di prendere i sacchetti di plastica del supermercato? E se invece facessimo come si faceva una volta, e cioè se si portasse qualche sacchetto di tela da casa? Bene: ci davano dei talebani, ma adesso il governo ha finalmente messo al bando le borse di plastica. Lei ha un’idea di quante borse di plastica usiamo ogni anno in Italia?».

E’ in queste cose che Boschini ti stende: sui numeri, sui fatti. Perché non solo nessuno di noi sa quante borse di plastica vengono usate (e poi buttate, a inquinare l’ambiente) ogni anno in Italia: ma nemmeno se lo potrebbe immaginare.

Un mare di plastica
«Ventiquattro miliardi!», si auto-risponde Boschini con l’aria di chi sa di stupire. «Sì, ven-tiquat-tro-mi-liar-di! Ha presente il danno per l’ecosistema? Ecco, questo è un esempio di rivoluzione partita dal basso e arrivata in alto». Portarsi da casa una borsa di tela da riutilizzare migliaia di volte: è solo una questione di abitudine. «A Capannori, cinquantamila abitanti, il nostro Comune più grande, in provincia di Lucca, un anno e mezzo fa hanno inaugurato il negozio Effecorta. Sa che cosa fanno in quel negozio? Vendono solo prodotti senza imballaggio. Alimentari, detergenti, cosmetici eccetera. Tutto sfuso, offerto in una lunga fila di contenitori in vetro. Uno va là con una scatola, si prende la pasta e i biscotti e se ne va a casa. Chi compra in quel negozio non produce rifiuti, capisce? Adesso molti stanno seguendo l’esempio».

E l’ultimo spenga la luce
E’ solo questione, appunto, di abitudini. Come spegnere la luce quando non serve: «A Laveno Mombello, sul lago Maggiore, in un istituto tecnico un professore ha lanciato il progetto “I guardiani della luce”. A turno, ogni mese uno studente è responsabile del controllo degli sprechi. Se vede che c’è il sole, apre la tenda e preme l’interruttore. Così in aula, in palestra eccetera. Sa quanto hanno risparmiato sulla bolletta, senza modificare gli impianti? Il cinquantacinque per cento».

Il risparmio al camposanto
Si risparmia sui vivi e sui morti: «A pochi viene in mente quanto si spreca, ad esempio, per le luci votive dei cimiteri. Sono quasi tutte lampadine tradizionali. Noi a Colorno le abbiamo sostituite con quelle a led, spesso alimentate con l’energia solare, e risparmiamo il 90 per cento. E l’acqua minerale? In quasi tutte le mense scolastiche dei nostri Comuni l’abbiamo rimpiazzata con quella “del sindaco”, che poi è quella del rubinetto».

Acqua eccellente e controllata - garantisce l’assessore -, «che solo al nostro piccolo Comune permette di evitare l’acquisto di 200 mila bottigliette di plastica l’anno. Bottigliette che prima vengono trasportate da camion che inquinano, e poi finiscono nella spazzatura. Ecco, pensate a operazioni del genere a Milano e Napoli... pensate se così facessero tutti... provate a moltiplicare risparmi e benefici». Ma possibile che non ci abbia pensato nessuno, nei grandi Comuni? «Molti non lo sanno. E se qualcuno glielo dice, non cambiano per pigrizia».

L’obiettivo
Come tutti i rivoluzionari, anche Boschini ha un obiettivo che pare folle: «Vogliamo arrivare a produrre zero rifiuti». Zero rifiuti? Viene il dubbio che sia il caso di chiamare un’ambulanza. «Mi rendo conto che sembra impossibile – spiega – ma per esempio a Colorno abbiamo introdotto la raccolta differenziata porta a porta. Non ci sono più i cassonetti in giro, solo le campane per il vetro. Ogni famiglia ha almeno quattro bidoncini: per la carta, la plastica, l’organico e l’indifferenziata. Così si ricicla quasi tutto. I risparmi? Il cittadino è portato a non comperare ciò che ha sperimentato essere inutile, e paga anche meno tasse per i rifiuti. Il Comune risparmia sull’inceneritore e crea posti di lavoro per la raccolta porta a porta. Guardi: la principale obiezione che ci fanno è che un mondo che consuma meno ha anche meno posti di lavoro. Ma noi abbiamo calcolato che se tutti i Comuni facessero la raccolta differenziata porta a porta, si creerebbero trecentomila posti di lavoro. Lei dice: rifiuti zero è impossibile. Ma nel nostro Comune di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese, la raccolta differenziata è già arrivata al 90 per cento. La media nazionale di produzione annua di rifiuti pro capite è 600-650 chili. In molti nostri Comuni, siamo sotto i 40 chili».

L’addio al Pd
Marco Boschini era del Pd: era perché se n’è andato poco fa. «Le nostre iniziative – dice – vengono boicottate da tutti i partiti, anche a sinistra». Non sarà che siete dei rompiballe? «Lo siamo sicuramente per una classe dirigente che è inadeguata, impreparata culturalmente per capire la portata della sfida. Pensi che Camigliano, in provincia di Caserta, è stato commissariato perché troppo virtuoso». Possibile? «E’ così. Aveva ridotto i rifiuti del 70 per cento, e non aveva bisogno di aderire al consorzio provinciale come la nuova legge prevede. Così hanno commissariato solo l’unico Comune che non aveva monnezza in giro. Siamo noi i pazzi, o qualcun altro?».

Nucleare: a chi conviene?A nessuno


Courtesy of Edizioni AmbienteIl nucleare, alla fine, non conviene a nessuno. In primo luogo non porta benefici all’ambiente, né ai cittadini, né, nel lungo periodo, alle lobby industriali che lo sostengono. È questo, in poche righe, il messaggio del libro “Nucleare: a chi conviene? Le tecnologie, i rischi, i costi” (Edizioni ambiente, pp. 243, 20 euro) di Gianni Mattioli e Massimo Scalia, due docenti universitari che figurano tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia. Gli autori smontano, una ad una, le argomentazioni portate dal governo italiano a supporto della rinascita nucleare, dimostrando come un investimento nell’atomo sia di questi tempi assolutamente insensato e in controtendenza rispetto agli obiettivi comunitari, che guardano invece alle vere energie alternative.
La prima vittima della battaglia a favore dell’atomo, soprattutto in Italia, dicono gli autori, è la corretta informazione dell’opinione pubblica che, solo sulla base di conoscenze approfondite e scientificamente provate può veramente fare una scelta. A rendere insensato l’investimento nel nucleare sono anche una serie di altre ragioni, analizzate una per una e supportate da dati provenienti da fonti internazionali. Prima di tutto, c’è il fatto che anche «se un impegno straordinario portasse al raddoppio delle centrali nucleari (…), la riduzione delle emissioni di Co2 non supererebbe il 5%». È chiaro quindi che «non ci possiamo oggi aspettare dalla fissione nucleare la risposta alle scelte urgenti che siamo chiamati a effettuare in tema di energia e sconvolgimento climatico». A questo si aggiunge il fatto, rimarcato dagli scienziati stranieri, che il nucleare utilizza una risorsa rara (l’uranio), introvabile tra 50-80 anni e quindi «destinata a divenire sempre più costosa e oggetto di competizione internazionale, da acquisire comunque sul mercato estero». Bisogna poi considerare «i gravi rischi sanitari, non solo in condizioni incidentali, ma anche nel semplice funzionamento di routine». Studi internazionali (tra cui uno tedesco del 2003) hanno dimostrato che vivere in vicinanza di una centrale nucleare può provocare con maggiore frequenza tumori, soprattutto leucemie infantili. C’è poi il fatto che non è ancora stato risolto «il problema della chiusura in sicurezza del ciclo del combustibile»: la questione delle scorie nucleari, cioè, non ha ancora avuto una soluzione definitiva. Anche il problema dei costi di produzione di un kilowatt non è da sottovalutare. Si tratta di un  dato difficile da calcolare, e comunque superiore rispetto ad altre fonti energetiche pulite e rinnovabili.
«Un paese come il nostro, che deve ripartire da zero, si troverebbe a mettere in campo ingentissime risorse, in gran parte pubbliche, per una tecnologia di irrilevante efficacia climatica, che usa una fonte in via di esaurimento a costi crescenti, disponibile, come si è visto, per poche decine di anni e con lasciti per millenni di scorie altamente radioattive», sottolineano gli autori. E proprio quelle «ingentissime risorse pubbliche» potrebbero essere destinate ad altri tipi di energie rinnovabili e pulite, anche se purtroppo in Italia, sottolineano Mattioli e Scalia, manca una strategia energetica e per la lotta al cambiamento climatico. L’auspicio finale del libro è il passaggio dall’era nucleare a quella solare: un’era senza scorie tossiche, radiazioni pericolose, incubi atomici.
Veronica Ulivieri

L’incantata città

da GREENEWS.info
Nel 1962, tre avventurosi camperisti si fermano nel sud della Scozia. Non vogliono semplicemente fare campeggio, ma amano la natura e sognano di vivere in completa sintonia con se stessi e con la Terra. Da quel piccolo nucleo di caravan, nasce, nel 1985, l’ecovillaggio di Findhorn, uno dei primi in Europa.
In Gran Bretagna e Irlanda, le comunità come Findhorn sono oggi circa 250, in Germania oltre cento, in Italia almeno venti. L’area più ricca di comunità ed ecovillaggi è l’America, dove si contano almeno 2000 comunità, il 90 per cento delle quali situate negli Stati Uniti.
Ma cosa sono di preciso gli eco villaggi? In poche parole, si tratta di comunità di persone che decidono di vivere insieme, in un contesto condiviso, ispirandosi a criteri di sostenibilità ecologica, spirituale, socioculturale ed economica. A volte si condividono i pasti e la vita quotidiana, in altri casi ogni famiglia abita in una casa da sola, ma partecipa attivamente alla vita della comunità. Un luogo, spiega il manifesto della Rete Italiana Villaggi Ecologici, «che unisce l’uomo con la natura, considera la terra come un valore ed il ritorno ad essa una tendenza da sostenere nella funzione dell’autosufficienza».
Il confine con altri tipi di vita in comune non è sempre chiaro e ben marcato e spesso la questione è solo linguistica. Gli abitanti di Urupia, in provincia di Brindisi, per esempio, preferiscono definirsi una comunarda, per la profonda collettivizzazione che li ha segnati fin dall’inizio. A volte, invece, la parola scelta è comunità. Come per il Popolo degli Elfi, un’insieme di famiglie che, in provincia di Pistoia, vive in piccoli agglomerati rurali e case coloniche in mezzo al bosco, spesso raggiungibili solo a piedi. Le case non sono allacciate alla rete elettrica, il riscaldamento e la cucina vanno a legna e il televisore non esiste.
Noceto (Siena) e Granara (Parma) sono, in tutto e per tutto, degli ecovillaggi. Entrambi non sono stati costruiti dal niente, come è accaduto a Findhorn, ma gli abitanti hanno recuperato vecchi poderi e borghi di pietra. Li hanno ristrutturati da soli, con le proprie forze, facendo tornare la vita in piccole frazioni di campagna che anche gli ultimi contadini avevano abbandonato. Esperanza, insegnante di spagnolo, vive a Noceto con il marito, la figlia e altre due famiglie dal 1991. Il villaggio ha un orto e molti olivi, ma nessuno degli abitanti può permettersi di vivere solo di agricoltura: «Ognuno di noi ha un lavoro fuori. Qui a Noceto, però, produciamo tutto quello che possiamo per essere il più possibile autosufficienti. Facciamo l’olio, la farina, il pane, coltiviamo l’orto», racconta soddisfatta. «Il nostro è un miracolo della vita. Eravamo persone che volevamo condividere l’esistenza, ce l’abbiamo fatta». Tutto è cominciato dividendo il pranzo e la meditazione mattutina, «perché è importante nutrire il corpo e lo spirito». Da lì, si sono sviluppati una vita in comune e un villaggio ecosostenibile, con energie rinnovabili e progetti di educazione e formazione. Per avere un aiuto nei campi e non dimenticarsi mai del mondo esterno, si ospitano ragazzi di tutto il mondo attraverso la rete Wwoof: una mano nel lavoro in campagna in cambio di vitto e alloggio.
A Granara la vita è tornata nel 1993. «Eravamo un gruppo di giovani desiderosi, penso, di metterci in gioco con le nostre idee, di vederle applicate praticamente. Ci siamo messi in cerca di un luogo dove stabilirci e alla fine abbiamo trovato questo paesino di pietra abbandonato in provincia di Parma», spiega Dario. Non una fuga dalla città, ma «un tentativo di costruire qualcosa da zero». E così è stato: gli abitanti del villaggio hanno ristrutturato da soli le case e poi hanno pensato che non bastava un paese di pietra, serviva anche la cultura. E’ così che sono nate numerose iniziative, come campi estivi di educazione ambientale e un festival di teatro a impatto zero. Grande attenzione è dedicata alle energie rinnovabili: «Stiamo lavorando a un progetto che permetterà a ogni abitazione di essere totalmente autonoma, grazie a un impianto eolico e a diversi pannelli fotovoltaici». Ma la cosa più curiosa che si fa a Granara per non sprecare proprio niente è il compostaggio a secco degli escrementi umani: «All’inizio è stato un pensiero spiazzante, ma ci ha permesso di utilizzare anche i nostri rifiuti personali come concime».
Gli ecovillaggi non sono solo comunità di persone che condividono un piatto di zuppa o un orto: in gran parte dei casi – e le storie qui raccontate ne sono l’esempio – queste comunità sono anche vivaci laboratori di idee: «Il confronto con le persone esterne ci permette di non implodere. D’altra parte da noi non c’è un unico punto di vista, ma una varietà enorme di culture e di pensieri», sottolinea Dario. Esperanza è d’accordo: «Grazie ai ragazzi del Wwoof manteniamo il contatto con l’esterno, cercando allo stesso tempo di vivere nel nostro modo. Invece di aggiungere, cerchiamo sempre di fare a meno di qualcosa». È un’altra economia, quella della «non crescita».
Veronica Ulivieri
Fonte: GREENEWS.info

La fogna ATAC - ecco i nomi...

La fogna ATAC - ecco i nomi...

pubblicata da GRILLIROMANI il giorno martedì 28 dicembre 2010 alle ore 19.21
 La palude mefitica di Atac S.p.A. si fa sempre più sulfurea. Vengono fuori i nomi e sarebbe ora che cadessero anche le teste, a mio modo di vedere.
Tutti i raccomandati assunti perchè imparentati, in qualche modo, con potenti e dirigenti dell'azienda, dovrebbero essere rispediti in quel di Guidonia,Tivoli e Castel Madama da cui provengono. A quanto pare un bacino di voti al quale attingere e da tenere buono. Da Guidonia proveniva Adalberto Bertucci, si legge su "Il Fatto Quotidiano", amministratore delegato di Trambus quando furono operate "certe" assunzioni.
Da Guidonia proviene un tal Manolo Cipolla(nascita 1979), quadro nel settore "acquisti e contratti" pur avendo solo un diploma di scuola superiore che non doveva permettergli l'accesso a quel ruolo. Costui, ora, lavora nell'area di responsabilità di Angelo Cursi che, a sua volta, è parente del senatore Cesare Cursi, ex sottosegretario alla Salute, eletto in quota Pdl a Palombara Sabina e diventando assessore ai Lavori Pubblici e Trasporti.
Nel carrozzone Atac ha trovato posto anche Ugo De Angelis, marito della sorella di Cursi, che lavora in un campo estremamente delicato, quello degli acquisti, dove ha avuto modo di dilapidare la "modica" cifra di 400 milioni di euro per acquistare dei freni pagati quattro volte il loro prezzo.
Intanto l'azienda continua ad avere un buco di 120 milioni ed assume fiorai, ristoratori, tassisti con "orario fiduciario", che consente loro di non dover necessariamente stare nel luogo di lavoro durante la giornata o con "assegni ad personam", come ha denunciato la Filt Cgil Lazio. Spicca il caso di Stefania Fois, dirigente della comunicazione aziendale, che prima faceva la pittrice (www.stefaniafois.it), compagna del deputato Pdl Marco Marsilio.
In tutto, i nomi sui quali lavorano i Carabinieri sono circa 400. Gli uomini dell'Arma hanno già acquisito la documentazione delle assunzioni per chiamata diretta in Atac. Sono 850 i nomi di raccomandati che girano, tutti assunti per chiamata diretta. Tra loro anche i figli di Giancarlo Marinelli, ex caposcorta di Alemanno, recentemente dimessosi proprio per via delle polemiche sulle assunzioni dei due suoi pargoli uno in Atac, l'altra in Acea. Tra loro anche ex camerati ed ex militanti di estrema destra, oramai è noto a tutti il nome dell'ex Nar Francesco Bianco.
Alemanno segna il passo, prima si è dichiarato pronto alle dimissioni, nel caso fosse stato scoperto e provato qualcosa, ora getta - al solito, il solito gioco all'italiana - le responsabilità sul sistema, come se questo potesse essere una scusa per un simile marciume.
Intanto "Il Sole 24 Ore" ha tirato fuori una storiaccia analoga per quel che riguarda l'Acea, l'Azienda che distribuisce energia elettrica ed acqua a Roma che, secondo il segretario romano del pd, Marco Miccoli, "negli ultimi due anni avrebbe assunto a chiamata diretta 600 persone". L'Azienda, è bene ricordarlo, ha un debito, nel 2009, di 52 milioni di euro con 1.200 esuberi. Ovviamente l'Acea ha prontamente smentito l'"acquisizione" di raccomandati.
Caro - si fa per dire - sindaco Alemanno, che hai la croce celtica sotto la tua bella cravatta, sarebbe meglio che tu ti dimettessi senza aggiungere fango al fango. In tutta questa storia stai facendo una figura meschina. Finchè sei in tempo, molla l'osso e goditi il tuo sicuramente dorato "buen retiro".

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fonte:
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lunedì 27 dicembre 2010

PD, PDL e Lega dicono sì ai privilegi della Casta

Di Davide Del Bono

Come volevasi dimostrare, bocciata in Commissione Bilancio la nostra prima proposta di legge,la numero 7 sulla riduzione delle indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese forfettari ed eliminazione del vitalizio. Legge che, se approvata, avrebbe permesso un risparmio di 12 milioni di euro l'anno. Certo bruscolini rispetto ai 7 miliardi di euro di debito della Regione Piemonte, ma sempre un chiaro segnale di un cambiamento netto e soprattutto volontario: infatti la riduzione prospettata dalla proposta di legge dell'Ufficio di Presidenza del 10% licenziata positivamente dalla Commissione Bilancio, è per adesione volontaria alla richiesta venuta da Roma ex dlgs 78/2010 (cd Tremonti). Se non si rispettava si prevedeva un taglio ai trasferimenti statali di circa 50 milioni di euro!!
Non di meno il moVimento 5 stelle si è fatto valere: ho presentato circa 20 emendamenti alla PDL 107 in cui chiedevo la riduzione dell'indennità del 30% e non del 10%(-2000 lordi), la riduzione immediata del vitalizio (ad 1/3 dell'attuale che concede dopo i 65 anni un assegno mensile di 3000 € dopo un mandato fino ad un massimo di 8000 € dopo 4 mandati) con eliminazione a partire dalla prossima legislatura, l'eliminazione dei rimborsi forfettari (oltre 2400 € netti mensili), la riduzione dei gettoni di presenza da 122 € ad una cifra simbolica di 1 €.
La discussione si è protratta per 210 minuti in un quasi soliloquio del moVimento 5 stelle. Il Presidente Cattaneo ci ha ragguagliato su alcuni dati tecnici a riguardo della famosa sentenza della Corte di Cassazione in merito alla restituzione del vitalizio. Il PD ha votato contro a tutti gli emendamenti. Il consigliere di maggioranza, Maurizio Lupi dei Verdi Verdi, la lista contestata dai Verdi di Bonelli, avviato ad entrare nel Terzo Polo con Rutelli e Casini, ad un certo punto è sbottato dicendo: "ora chiedo l'eliminazione del suffragio universale!!" Il dibattito è stato, come al solito, prossimo a zero.

Ciliegina sulla torta l'ultimo emendamento di sfida: hanno acesso alle spese di funzionamento del gruppo, esclusa la quota per l'assunzione di collaboratori, solo quei consiglieri di gruppi che hanno rinunciato al rimborso elettorale. Scompiglio generale di tutti con la consigliera Artesio-Fed.Sinistra che, con onestà intellettuale, dichiara di aver votato contro al referendum abrogativo del 1993, considerando l'importanza dei partiti e del finanziamento pubblico. In netta difficoltà anche l'IDV Buquicchio che si ripara dietro il padre-padrone Di Pietro che si incamera anche i rimborsi regionali (cit.).

Ora siamo pronti agli emendamenti in Aula che avverranno con ogni probabilità mercoledì 29 o al più tardi giovedì 30, per cui abbiamo indetto in contemporanea una manifestazione mercoledì 29 pomeriggio per rendere edotta la cittadinanza torinese e fare un po' di fiato sul collo ai consiglieri.



Competenze stipendio consigliere Regione Piemonte

Attualmente lo stipendio di un consigliere regionale veleggia tra un minimo di un consigliere senza nessun incarico e residente a Torino, che autocertifica una media di 12 incontri istituzionali di 7553 € netti mensili ad un massimo di un consigliere capogruppo, che autocertifica 30 attività istituzionali al mese, residente a 200 km da Torino, di quasi 17000 € netti.

Infatti ogni consigliere ha circa 9948 € lordi pari all'85% dell'indennità del parlamentare (12703 €), tassati al 25% per vitalizio (3000 € a 65 anni dopo soli 5 anni di mandato!!) e indennità di fine mandato (50.000 € se non rieletto) e un ulteriore 38,14% di IRPEF. Resta un morigerato 3667 € netto.

Ma qui si aggiungono i rimborsi esentasse: minimo 2422 forfettari; i rimborsi di presenza (autocertificati) per 122 € al giorno per un massimo di 30 al mese; i rimborsi chilometrici per 0,50 € per km per due volte la distanza residenza-Torino per massimo 30 volte al mese.E qui viene il bello: autocertificati!!

I punti chiave della nostra proposta erano:
1 Riduzione al 55% dell'indennità di carica (-3500 € lordi mensili)
2 Eliminazione rimborsi spese forfettari e chilometrici (-2422 € netti mensili)
3 Eliminazione dei gettoni di presenza (- 122 € a seduta netti)
4 Eliminazione del vitalizio (3000 € a partire dai 65 anni dopo solo 5 anni di legislatura con un costo annuo di 7,45 milioni)
Si avrebbe così uno stipendio lordo di 6436 €, da cui si preleverebbe il 5% per l'indennità di fine mandato e il 38,14% di IRPEF per un totale netto di 3659 €, che risulta uguale al netto di prima, ma senza ulteriori rimborsi se non quelli chilometrici ridotti di un 33% (massimo 4000 € al mese), fino ad un massimo poco oltre gli 8000 € netti per chi risiede a 200 km e autocertifica 30 incontri istituzionali al mese. Mica bruscolini ma metà di prima. Al contempo permettendo un risparmio di 6 milioni di euro l'anno più un blocco della spesa per i vitalizi, attualmente lievitata a 7,45 milioni l'anno con un passivo di quasi 6 milioni di euro l'anno rispetto a quanto trattenuto dai consiglieri.

Chirurgia assistita dal computer: cosa è e perché non è diffusa

Nucleare: catastrofe radioattiva in Niger. Uranio ovunque. Perchè in Italia i Mass Media non ne parlano??

Lo scorso 11 dicembre presso la miniera d'uranio Somair in Niger oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell'ambiente. Una catastrofe radioattiva nel silenzio.  In Africa pochi giorni fa è accaduta una vera e propria catastrofe radioattiva nel disinteresse del mondo occidentale che pretende energia "pulita" dall'atomo (che è una contraddizione in termini). Secondo rapporti di ONG e di Greenpeace, proprio in questi giorni di grande spolvero di comunicazione del nucleare italiano, dove al Forum Nucleare Italiano arriva una notizia che fa venire ancora più dubbi sulle centrali nucleari, riprendendo il tema dello spot tv. Difatti, come riporta il blog di Greenpeace, "Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair". Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione. Per chi ha ancora dubbi che l'"energia nucleare" sia pulita (e non solo trerribilmente readioattiva). Il nucleare quindi dimostra ancora una volta di soffrire di una filiera "sporca" (dalla miniera al reattore sino allo smantellamento) che ne fa una sorgente di energia non sostenibile.

domenica 26 dicembre 2010

Cosa abbiamo fatto nel 2010

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Dicevano che non eravamo nessuno, ma appena entrati in Consiglio, abbiamo fatto capire che siamo la voce della cittadinanza, della cittadinanza che è stufa dei clientelismi, dei silenzi, dei sotterfugi, degli scandali e delle speculazioni. Entrati abbiamo chiesto subito trasparenza con la web cam e con la riduzione degli stipendi (inizialmente bocciati poi successivamente approvati). Abbiamo poi chiesto di dotare la municipale di biciclette, vogliamo andare verso l'ambiante? Allora noi come pubblica amministrazione dobbiamo essere i primi a dare l'esempio!

Siamo passati poi a proporre l'illuminazione a LED per il nostro Comune: abbiamo presentato un calcolo approssimativo di come potremmo ridurre in modo significativo la spesa comunale annua. L'assessore competente ci ha ringraziato e ci ha promesso che con la costruzione del nuovo rione Toggenburg, cominceranno ad installare i lampioni con tecnologia LED. Siamo poi passati ad indagare sul progetto Cittadella dello Sport scoprendo svariati sotterfugi che hanno poi portato il quotidiano Tageszeitung ad investigare nei confronti del Vicesindaco Forti. Ora ci troviamo impegnati nel Referendum per il "NO allo Stadio".

In 6 mesi abbiamo proposto più di quanto alcuni consiglieri abbiano proposto in 10 anni; in 6 mesi abbiamo creato un rapporto di fiducia con cittadini che non credevano più nella politica; in 6 mesi abbiamo fatto parlare nel bene o nel male quasi tutta la cittadinanza; in 6 mesi siamo riusciti a coinvolgere gruppi politici totalmente opposti ma che condividevano un'idea comune; in 6 mesi si può fare molto se lo si vuole. La pubblica amministrazione deve tornare a fare la pubblica amministrazione e smetterla di fare imprenditoria. Tutto deve tornare a girare attorno al cittadino e non al business. Tutti insieme possiamo cambiare le cose, dovete tornare a credere in voi stessi perché se crederete in voi allora vi imporrete perché le cose cambino veramente. Lasciate perdere i simboli e guardate le idee, sono le buone ma semplici idee che ci portano verso un futuro migliore.
E per chi non lo avesse ancora compreso, il MoVimento 5 stelle non è Grillo: il MoVimento sono i cittadini con tante idee e voglia di migliorare, cittadini che credono in un futuro per la collettività, cittadini che usano il NOI e non l'IO, cittadini che si incazzano quando vedono porcherie e plaudono quando vedono buone idee. Il MoVimento siamo noi che vogliamo dire basta alla seconda repubblica e vogliamo dare il via alla prima vera repubblica democratica in cui sia la cittadinanza a fare da sovrana e i politici a rappresentarne la volontà.
Auguro a tutti voi buon Natale e felice anno nuovo!

venerdì 24 dicembre 2010

I dischi volanti e reticolo elettromagnetico terrestre

di Carlo Morsiani

Nella casistica ufologica si trovano numerosi avvistamenti accompagnati da anomalie elettromagnetiche, motori di auto che si spengono, disturbi radio, bussole che impazziscono, ed anche anomalie gravitazionali: i giroscopi impazziscono. In casi di atterraggio di UFO o volo molto radente al suolo si sono riscontrati fenomeni come la disidratazione di microorganismi e la presenza di composti che solo una forte esposizione a microonde può produrre. Gli UFO compiono manovre di volo complesse, arresti improvvisi, possono stazionare in un punto ruotando su se stessi, possono ripartire con accelerazioni impossibili agli aeromobili convenzionali, possono compiere svolte ad angolo retto, scomparire e riapparire in un altro punto, di notte presentano una forte luminosità il cui colore è variabile, di giorno la loro superficie presenta riflessi metallici. Ma si hanno segnalazioni di differenti aspetti: anche la forma è varia, non solo dischi, ma cilindri, triangoli, forme a delta, a “V, sfere di piccole dimensioni. Questi fatti non sono spiegabili attenendosi alla scienza insegnata nelle università. La quasi totalità degli esponenti del mondo scientifico nega addirittura la realtà dei fatti. La motivazione è che, non essendo questi fatti studiati da esponenti del mondo scientifico, il materiale esistente non è da ritenersi scientifico. Invece esistono alcuni ricercatori universitari che applicano rigorosamente il metodo scientifico agli studi ufologici, ma si tratta di iniziative individuali, mentre è accettato solo ciò che ha l'approvazione istituzionale ed è pubblicato sulle più accreditate riviste scientifiche. Essendo le riviste ufologiche e i convegni considerati non scientifici dal mondo accademico, tutto ciò che è presentato non é considerato degno della minima attenzione ed è lasciato ai commenti scherzosi dei giornalisti, che trattano l'argomento come folklore. Tutte le documentazioni ufologiche presentate fino ad oggi non sono servite a modificare questa situazione. Alla ricerca di qualcosa che possa essere utile per le ricerche ufologiche ho scoperto che nella storia della scienza vi sono molti elementi trascurati. Da ormai svariati anni mi sono impegnato per presentare ai colleghi ufologi ed al pubblico interessato i risultati delle mie ricerche nei convegni organizzati dall'USAC. In particolare vado illustrando l’opera di Nikola Tesla, perché fra le sue invenzioni ve ne sono molte che possono aprire nuove prospettive alla ricerca ufologica. Ancora troppo pochi ne conoscono l'importanza, è opportuno ricordare che è Tesla l’inventore della corrente alternata. Con la distribuzione a corrente continua di Edison non si sarebbe mai potuta realizzare una distribuzione come quella a corrente alternata. Ma l’autore dell'invenzione alla base dello sviluppo industriale, quale ringraziamento, è stato cancellato dalla storia. Il progetto della prima centrale idroelettrica sulle cascate del Niagara porta la firma di Tesla. Mentre i finanziatori della Westinghouse facevano i conti degli enormi profitti ricavabili dalla distribuzione elettrica mediante fili, Tesla commetteva lo sbaglio di far sapere che era possibile farlo anche senza fili. Presidente dell'associazione degli ingegneri, invitato a tenere conferenze nelle più importanti università, amico dei più eminenti scienziati, sicuramente il più noto ed il più pagato, improvvisamente, pur essendo ancor vivo, finì nel dimenticatoio. Pur ritrovandosi da solo e con mezzi finanziari molto limitati Tesla scoprì che l’energia poteva essere ricevuta non solo senza fili, ma anche senza produrla, perché c’è già. All'inizio di questo secolo Tesla, in una conferenza universitaria, disse che un filo teso da terra fino alla ionosfera può captare energia. Ottanta anni dopo un italiano, il Prof. Colombo, propone alla NASA l’esperimento del Tethered satellite, un satellite collegato allo "shuttle" con un cavo d’acciaio, che può essere srotolato per una lunghezza di dieci chilometri. Al primo tentativo il cavo si ingarbuglia, ma già fa misurare una corrente superiore al previsto, poi al secondo tentativo il cavo raggiunge una maggiore lunghezza, confermando che l'energia è di più di quella prevista, anche se non è mai stata raggiunta tutta la lunghezza possibile. Poi avete voi più saputo qualcosa? Tesla è autore di tantissime altre invenzioni, ma dal punto di vista teorico non ha rivelato che una minima parte di ciò che aveva capito. Due anni fa ho invitato a questo convegno Claudio Bianchini, studente d'ingegneria della gestione a Reggio Emilia. Claudio s'interessa come me di Tesla ed era inevitabile che in una città piccola come Reggio ci incontrassimo.Nel convegno di due anni fa giungemmo alla conclusione che per capire Tesla si sarebbe dovuto ripercorrerne il percorso scientifico dai primi esperimenti, realizzando degli apparecchi. Alle parole sono seguiti i fatti. Così ho invitato Claudio ed il suo collega di studi Marco Scolari esponendoli al convegno dell'USAC. Ho chiesto a Claudio quale fra gli esperimenti di Tesla ha attirato la sua attenzione. Claudio ha spiegato che in un libro su Tesla era riportato che Faraday fece due esperimenti con quello che è divenuto noto come il disco di Faraday. Nel primo ben noto esperimento un disco di rame ruota rispetto ad un magnete fisso; fra il centro del disco e la periferia si stabilisce una corrente, ma poi vi fu un secondo esperimento, meno noto, in cui il disco di rame è solidale al magnete, perciò disco e magnete ruotano insieme, ma la corrente c’é ugualmente. La teoria attualmente accettata spiega il primo esperimento, ma fallisce per il secondo. Così perché la cosa era imbarazzante, piuttosto che ammetterla si è preferito eliminare dai libri il secondo esperimento. Claudio e Marco hanno pensato di proporre l’esperimento come rievocazione storica, ottenendo così il finanziamento dall’università per la costruzione del disco di Faraday. Poi Marco ha mostrato le foto della macchina e ha spiegato com'è stata costruita. Rispetto alla macchina originale di Faraday il disco di rame è solidale a due magneti, posti sulle due facce del disco, allo scopo di potenziare l’effetto. Poi sono stati mostrati i risultati delle misurazioni elettriche: a 5600 giri è stata misurata una differenza di potenziale di centoventicinque millivolt, ma l’intensità della corrente era di settantasei ampere, (lo scrivo in lettere perché non si pensi ad un errore di stampa, sono settantasei!).La prova è stata fatta nel laboratorio universitario di compatibilità elettromagnetica presso l’istituto Leopoldo Nobili di Reggio Emilia, alla presenza del docente della facoltà d'ingegneria Prof. Ivan Montanari, del presidente Carlo Baldi della fondazione “Studium Regiense, che ha in parte finanziato il progetto, e dei giornalisti.Il risultato della tensione, per la teoria che è accettata oggi, è già una sorpresa, ma il dato sull'intensità della corrente è stato una sorpresa anche per gli stessi progettisti e costruttori, considerando che la macchina, per contenere i costi al minimo, è costruita con dei magneti in ferrite e il prelievo di corrente è ottenuto con comuni spazzole. Tesla, partendo proprio da questa base, ha sviluppato, in seguito, varianti del disco, per approdare poi a macchine il cui rendimento energetico è superiore all'energia spesa. Ciò è chiamato rendimento sovraunitario o "free energy"”(energia gratuita), sia con macchine rotanti sia con apparecchiature statiche. Anche altri inventori hanno fatto simili realizzazioni, una delle più note è di Bruce DePalma , ex-docente presso il Mit (USA). Questa macchina è basata sul principio del disco di Faraday, ma sono impiegati magneti al neodimio ed il prelievo di corrente è a bagno nel mercurio, che consente di raggiungere diecimila giri senza i problemi di resistenza attrito ed usura delle spazzole. Il tutto costa molto di più ma il rendimento è enormemente maggiore, tanto da superare largamente il consumo del motore che mantiene in rotazione i magneti, quindi si può definire sovraunitario. Dopo questo Bruce De Palma ha lasciato gli Stati Uniti per stabilirsi in Nuova Zelanda, dove è morto nel 97. Anche la fusione fredda produce più energia di quanta occorra per innescare la reazione. Risultato? Grandissima opposizione del mondo scientifico, nonostante sia stata riprodotta in svariati istituti. Tesla, avendo inventato sia gli alternatori sia le bobine di induzione per l’alta tensione, si impegnò per produrre scariche sia in aria sia in tubi a vuoto, gettando le basi per lo sviluppo dei tubi termoionici. Dagli esperimenti risultò che l’energia emessa era superiore a quella immessa. Considerando tutti i risultati ottenuti, Tesla ne concluse che lo spazio non è vuoto, ma contiene un’energia potenziale che può essere captata. Tesla fu il primo a trasmettere segnali radio a distanza, e non mancava di ricordarlo. Ciò non poteva piacere alla nota azienda Marconi, che gli fece causa. Tesla presentò i suoi brevetti regolarmente registrati negli Stati Uniti in data precedente a quelli di Marconi, perciò la Corte Suprema degli USA emise una sentenza che riconosceva a Tesla di essere stato il primo a trasmettere a distanza. Mi dispiace per i tifosi di Marconi, ma inoppugnabili prove documentali dimostrano questo al di là di ogni ragionevole dubbio. Il verbale del processo è stato pubblicato, ed il suo contenuto non solo è interessante dal punto di vista storico ma dal punto di vista scientifico, perché Tesla spiega alla Corte cose mai prima spiegate altrettanto chiaramente. In particolare Tesla spiega che il suo sistema di trasmissione è stato male copiato, perché il suo consente di trasmettere senza attenuazione anche attraverso la stessa terra, mentre quello di Marconi no. A questo proposito spiega che la superficie terrestre e la ionosfera sono come le due armature di un grandissimo condensatore, e l'atmosfera terrestre funge da dielettrico. Il ricercatore americano Tom Bearden, per spiegare la modo di trasmissione senza attenuazione di Tesla, ha introdotto il concetto di "onda scalare". Sono stati fatti esperimenti che dimostrano l’esistenza di onde longitudinali, ed infine ricordo che esiste un brevetto di nome Rogers, impiegato dalla marina militare americana durante il secondo conflitto mondiale.

Si trattava di antenne interrate per trasmettere segnali a sommergibili in immersione. Con il sistema di Marconi non avrebbero mai potuto funzionare. Un altro elemento di grande interesse: Tesla, in una conferenza tenuta in un’università all’inizio di questo secolo, descrive la gravitazione terrestre come un flusso eterico che spinge dall’alto verso il basso. Passarono non meno di trenta anni prima che l'Ing. Marco Todeschini pubblicasse la sua Teoria delle apparenze, nella quale per la prima volta nel mondo moderno è esposta una teoria unificatrice delle leggi della dinamica, dell’elettromagnetismo e della gravitazione, dove meccanica atomica e celeste sono risolte con l’unico modello del flusso eterico rotorivoluente. La sperimentazione sul modello fluidodinamico lo condusse alla scoperta che anche la gravità funziona come il magnetismo, ovvero che, come esistono attrazione e repulsione magnetica, oltre alla attrazione gravitazionale esiste anche una repulsione gravitazionale. Due vortici di fluido che ruotano nello stesso verso si attirano, due vortici che ruotano in verso opposto uno rispetto all’altro si respingono. Nel filmato di Las Lomas (Citta del Messico) si vede benissimo che il disco volante ruota su se stesso; visto da sotto pare ruotare in senso antiorario, ma osservandolo da sopra ruota in senso orario, la Terra invece ruota su se stessa in senso antiorario. E’ logico dedurne che il disco volante, ruotando in senso opposto a quello terrestre, produce un campo gravitazionale repulsivo rispetto a quello terrestre. Ma perché i vortici si formano? La risposta a questa domanda è nel volume “Superimposizione cosmica di Whilelhm Reich. L’universo è basato su una legge di bipolarità. I vortici si formano con l’incontro di due energie che si attirano vicendevolmente. Gli esperimenti di Reich sono molto interessanti, ma per trovare spiegazioni soddisfacenti sulla vera natura di queste energie occorre andare oltre. Le bobine di Tesla dimostrarono la proprietà di produrre variazioni gravitazionali e temporali, e da qui Tesla studiò sistemi di volo a levitazione antigravitazionale. A proposito del discusso Esperimento Filadelfia, non è mai esistito nessuno che potesse competere con Tesla nel vedersi accreditata la paternità della tecnologia necessaria per un fenomeno come la sparizione di una nave, la sua breve apparizione a Norfolk (Virginia), poi la riapparizione a Filadelfia, un viaggio interdimensionale, proprio come fanno gli UFO. Furono proprio gli avvistamenti ripetuti di ispirare il Capitano Bruce Cathie, pilota neozelandese, che cominciò ad annotare le rotte seguite dagli UFO sulle mappe aeronautiche. Questo lo portò alla scoperta che gli UFO viaggiano lungo le linee di un reticolo, non visibile, non materiale, ma pure esistente, e viste le sue proprietà, può essere descritto come elettromagnetico. Non è visibile in condizioni normali, ma avete osservato i fulmini? La distanza più breve fra due punti è una linea retta; come mai i fulmini procedono a zig-zag? E’ semplice: percorrono non la via più breve, ma quella di minore resistenza elettrica, lungo i canali del reticolo elettromagnetico, esattamente come le scariche prodotte da Tesla con le sue bobine. Le svolte degli UFO ad angolo retto avvengono nei punti di incrocio del reticolo. Questi punti di incrocio sono vortici elettromagnetici, si trovano in coincidenza di luoghi come, ad esempio, il "Triangolo delle Bermude". Ciò spiega la sparizione di aerei e navi attraverso il tunnel interdimensionale prodotto dai vortici in particolari momenti, esattamente come quando gli UFO scompaiono improvvisamente. Nei punti di incrocio troviamo la grande piramide di Cheope, Stonehenge, persino la zona di Long Island, Wardenclyff, dove Tesla costruì la sua Torre, poi abbattuta, ma ne rimangono le fondamenta e lo stabile adiacente, ora di proprietà della Agfa-Gevaert. C'è il progetto di stabilirvi un museo dedicato a Tesla. Attualmente l’unico museo si trova a Belgrado, ma può essere visitato mediante internet. Proprio a Long Island c’è la base radar di Montauk, e, come in moltissimi altri punti del reticolo elettromagnetico, si trovano basi militari americane o NATO. Anche nel porto di Filadelfia c’è un punto di incrocio, ed una linea del reticolo lo congiunge con Norfolk. Le coincidenze sono troppe per pensare che siano tutte casuali. Bruce Cathie, calcolando le distanze angolari fra i punti del reticolo, ha creduto che esistono rapporti matematici con la velocità angolare della luce, ed ha potuto calcolare le variazioni della velocità della luce fra lo spazio libero e le adiacenze degli astri, dove la velocità della luce diminuisce, e ha trovato i valori del campo gravitazionale e le rispettive variazioni dall’equatore ai poli. Le basi dove sono avvenute esplosioni nucleari sono collocate ai punti di incrocio, e grazie ai suoi calcoli Cathie ha scoperto che le esplosioni non sono fatte a caso ma solo in determinati momenti, che è stato anche in grado di prevedere in anticipo, perché seguono una legge ben precisa. Anche il CERN di Ginevra si trova in un punto di incrocio. Tutto questo fa concludere che il reticolo elettromagnetico ha un ruolo fondamentale per gli esperimenti nucleari. Non potrebbe essere diversamente: il reticolo elettromagnetico è esteso a tutto l’universo ed è il mezzo di tutti i fenomeni ondulatori. La formazione della materia avviene per effetto della decelerazione della luce, che stabilisce un campo gravitazionale, in modo da consentire la formazione della materia, che altro non è che fluido eterico rotorivoluente, un’onda stazionaria pulsante che forma sfere, dandoci così l'illusione di una natura corpuscolare. Cathie ha finalmente risolto la formula di Einstein, sostituendo ad M, cioè massa, il suo equivalente espresso in termini energetici. La pulsazione della materia è ciò che noi chiamiamo tempo. Tutto questo spiega come gli UFO, attraverso i punti di incrocio del reticolo possano cambiare dimensione e viaggiare a fantastiche velocità nello spazio e nel tempo, senza subire gli effetti della gravitazione e dell’inerzia, ed essere alimentati dalla infinita energia di cui è pervaso l’universo. Le evoluzioni degli UFO sembrano fatte apposta per dimostrare che si tratta di esseri intelligenti, che possono manovrare i loro mezzi come vogliono, facendo cose che noi non sappiamo fare. Con questo sono conscio di non aver dimostrato alcunché, se non, grazie alla realizzazione di Claudio e Marco, che la scienza è ben lungi dall’aver scoperto tutto, dato che la teoria attuale fallisce di fronte ad un esperimento come quello presentato. Ho soltanto voluto indicare dei percorsi di ricerca per coloro che desiderino farsi un’opinione personale, e non vogliano dipendere dalle apparenti “verità” preconfezionate dalla scienza ufficiale, i cui esponenti sono convinti che basti applicare su ciò che gradiscono l'etichetta di "scientifico"” per screditarne i contenuti agli occhi della gente. Lo spazio concesso non consentiva un’esposizione dettagliata degli argomenti elencati, ma questo può interessare solo a pochi ricercatori. Lo scopo della mia esposizione era piuttosto quello di dare una visione generale di ciò che può servire agli ufologi, perché penso che per comprendere meglio il fenomeno UFO sia utile comprendere meglio la realtà che ci circonda e la nostra stessa natura.

Chi volesse mettere in contatto Carlo Morsiani, per informazioni bibliografiche e siti web, può scrivere all’indirizzo e-mail: morsianicarlo@tin.it


Il disco di Faraday, sezione

                            

Disco di Faraday



(Relazione del III Meeting Internazionale di Ufologia dell'USAC 13-14-15 Ottobre 2000)


Centro Accademico Studi Ufologici
Via Baccanazza, 13
45030 - Santa Maria Maddalena (Rovigo)

ACEA e arsenico: l’amore mai finito.

_Ancora ACEA e ancora arsenico.
Durante le feste avremmo voluto semplicemente darvi buone notizie come la recente sentenza favorevole ai movimenti No Inc. del TAR sul gassificatore di Albano Laziale, ma  vi segnaliamo le ultime analisi delle acque dove ci sono sforamenti sui limiti di arsenico nella zona dei castelli romani ovest, sud-ovest. Tutto questo mentre il Comune ci assicura che ad Albano la situazione è in miglioramento, o che comunque è meglio che in tutti gli altri comuni dei castelli romani. Della serie meglio azzoppati che morti. Vedremo.
Intanto a Velletri si beve acqua all’arsenico negli asili. Siamo, infatti, venuti a conoscenza di una lettera di ACEA indirizzata al sindaco di Velletri, in cui si elencano delle scuole elementari (!!) dove sono stati trovati livelli di arsenico superiori ai 10 mcg/L, o addirittura oltre i 20 mcg/L. ACEA sorvola il problema dando acqua potabile in bottiglia ai bambini e agli insegnati. Un’ammissione indiretta di servire acqua avvelenata alla popolazione, fregandosene, però, dei danni apportati ai cittadini che hanno più di 6 anni, e soprattutto a tutta la popolazione che per anni, se non decenni ha bevuto acqua tossica senza saperlo, ma pagandola per buona.
Anzichè preoccuparsi a fare controllo capillari (come facciamo noi) sulla zona e segnalare TEMPESTIVAMENTE le situazioni di pericolo, si limita a dare acqua in bottiglie di plastica (producendo altri rifiuti) e mandare richieste di pagamento a chi si rifiuta di pagare un’acqua per buona che in verità buona non è.
Per la tabella dei valori di arsenico, vedi sotto; per la lettera di ACEA clicca qui e qui .
Vi auguriamo i nostri auguri di un buon Natale e Anno Nuovo.
ASS- DIFFERENZIA-TI.

Analisi chimica1
Acque ad uso potabile distribuite dal gestore Acea
Zone con valori di arsenico prossimi o eccedenti i limiti di 10g/L della legge 31/2001; periodo novembre-dicembre
Località di prelievo data arsenico g/L
Genzano

Via Monte Cagnoletto medio, utenza 13/12/10 9.6
Via Monte Cagnoletto basso, zona ex cantina sociale, utenza 13/12/10 12.8
Via Appia antica, zona Fornaci, utenza 13/12/10 16.3
Lanuvio

Piazza Carlo Fontana, zona centro 13/12/10 19.3
Velletri

Piazza Mazzini fontana artistica 15/11/10 20.8
Via Appia vecchia, fontanile alla rotatoria 14/11/10 26.0
Via B. Buozzi 164 utenza 15/11/10 15.0
Via Colle Zioni fontanella 17/11/10 21.2
Via della Peiola 34 utenza 26/11/10 15.2
Via Castagnoli utenza 26/11/10 16.5
Via Colle Ottone alto 96 utenza 30/11/10 17.1
Via Appia vecchia 48 utenza 30/11/10 15.8
Via Rioli 282 utenza 1/12/10 12.4
Via Appia vecchia 57 utenza 1/12/10 17.4
Via S. Paolo traversa Via Vascucce 3/12/10 19.7
Via Redina Pennacchi, utenza 3/12/10 15.1
Via Rioli, utenza 13/12/10 18.1
Ardea

Incrocio via Montagnano – Nettunense, fontanella 5/12/10 11.3
Via Ardeatina km 26, utenza 5/12/10 10.2
Via Innocenzo XII, utenza 5/12/10 10.3
Albano

Stazione di Cecchina, fontanella 5/12/10 10.6
Via Torino angolo – Pavona 4/12/10 10.0
Lariano

Via Colle Cagioli, utenza 15/12/10 15.1
Cisterna

Località Le Castella, utenza 5/12/10 12.6



1Analisi a titolo gratuito per conto di associazioni senza fini di lucroOrdine dei chimici 1895
Analisi chimica1
Acque ad uso potabile distribuite dal gestore Acea


Zone con valori di arsenico prossimi o eccedenti i limiti di 10g/L della legge 31/2001
periodo novembre dicembre
Località di prelievo data arsenico g/L
Genzano

Via Monte Cagnoletto medio, utenza 13/12/10 9.6
Via Monte Cagnoletto basso, zona ex cantina sociale, utenza 13/12/10 12.8
Via Appia antica, zona Fornaci, utenza 13/12/10 16.3
Lanuvio

Piazza Carlo Fontana, zona centro 13/12/10 19.3
Velletri

Piazza Mazzini fontana artistica 15/11/10 20.8
Via Appia vecchia, fontanile alla rotatoria 14/11/10 26.0
Via B. Buozzi 164 utenza 15/11/10 15.0
Via Colle Zioni fontanella 17/11/10 21.2
Via della Peiola 34 utenza 26/11/10 15.2
Via Castagnoli utenza 26/11/10 16.5
Via Colle Ottone alto 96 utenza 30/11/10 17.1
Via Appia vecchia 48 utenza 30/11/10 15.8
Via Rioli 282 utenza 1/12/10 12.4
Via Appia vecchia 57 utenza 1/12/10 17.4
Via S. Paolo traversa Via Vascucce 3/12/10 19.7
Via Redina Pennacchi, utenza 3/12/10 15.1
Via Rioli, utenza 13/12/10 18.1
Ardea

Incrocio via Montagnano – Nettunense, fontanella 5/12/10 11.3
Via Ardeatina km 26, utenza 5/12/10 10.2
Via Innocenzo XII, utenza 5/12/10 10.3
Albano

Stazione di Cecchina, fontanella 5/12/10 10.6
Via Torino angolo – Pavona 4/12/10 10.0
Lariano

Via Colle Cagioli, utenza 15/12/10 15.1
Cisterna

Località Le Castella, utenza 5/12/10 12.6



1Analisi a titolo gratuito per conto di associazioni senza fini di lucroOrdine dei chimici 1895
 

Vivere nell'Attesa

DI PASIPHAEART
treno
Viviamo ormai in un perenne stato di attesa. Aspettiamo l'autobus, aspettiamo una telefonata. Aspettiamo la fine della giornata lavorativa, aspettiamo che nostro figlio cresca per poter andare in vacanza. Aspettiamo. Curarsi di vivere intensamente gli attimi presenti è un'emozione che abbiamo dimenticato. Non sappiamo neanche vagamente quali emozioni saremmo in grado di provare se solo sapessimo godere totalmente dell'attimo che viviamo, del presente che è.
Invece ci catapultiamo in avanti, minuti, secondi, immaginando cosa accadrà, sperando, aspettando. Aspettiamo che arrivi un ospite e ci predisponiamo a riceverlo. Magari in quel momento il nostro bimbo avrebbe voglia di giocare o dirci qualcosa, invece lo allontaniamo perché siamo troppo presi dall'ansia dell'attesa e da quello che verrà. Aspettiamo il mattino seguente, pensiamo al lavoro che dovremo fare il giorno dopo, ci organizziamo la giornata e magari pensiamo "Speriamo finisca presto che ho sonno e devo riposare per la giornata dura che mi attende domani" mentre facciamo l'amore con la persona che diciamo di amare. La amiamo perché con lei acquisteremo una casa, faremo dei figli, andremo in vacanza. A volte ci restiamo assieme perché sono anni che ci conosciamo, perché abbiamo progettato ogni cosa e i nostri genitori sono felici e non vedono l'ora di avere un nipotino. Ma il presente, il momento che stiamo vivendo, non lo assaporiamo perché siamo sempre mentalmente catapultati in avanti, o all'indietro. Non amiamo la persona con cui abbiamo scelto di condividere la nostra vita perché questa, in passato, ci ha mancato di rispetto. Non importa se oggi è la persona più premurosa e dolce, resta il fatto che, anni fa, ci ha fatto un gravissimo torto che non abbiamo mai perdonato. Mentre a volte si pensa alla persona con cui si sta condividendo la propria vita in questo momento, come a quella che ci aiuterà a pagare il mutuo della casa che si è sempre desiderata avere. In questo vai e vieni di pensieri che, nel presente non sono delle concrete realtà, è facile tralasciare la bellezza del momento reale che sta accadendo. La bellezza di un istante presente è qualcosa di unico che ci fa vivere in maniera cosciente e ci fa, soprattutto, imparare a realizzare ogni azione che decidiamo di concretizzare ora. Anche un evento terribile conserva, nel presente di quel momento, una bellezza innegabile.  Consapevolizzare ogni istante che, grazie al modo presente in cui lo viviamo, ci trasmette il messaggio in maniera completa, ci permette di "imparare la lezione". Ringraziare per i momenti belli, brutti, diventerà poi una conseguenza.
Una cosa è certa, chi vive nel presente e nella consapevolezza di ogni azione non si annoia mai. Non vive insoddisfatto e tende, piuttosto, ad essere sempre sereno e mai angosciato. Questo, va precisato, non significa che non dobbiamo fare progetti per il nostro futuro. Tutt'altro, un progetto costruttivo merita anch'esso l'attenzione del presente in cui lo si sta pensando, progettando e realizzando. Immaginare invece un progetto e catapultarlo nel futuro, spesso un futuro indefinito, ci allontana matematicamente dalla sua realizzazione.

giovedì 23 dicembre 2010

I Babbi Natale

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"Il Natale è la festa più triste dell'anno. Chi è solo si sente più solo, chi è povero diventa uno straccione. Parenti che mai ti sogneresti di incontrare, di qualcuno di loro ti eri persino scordato l'esistenza, si presentano alla tua porta. Persone che incroci solo in due occasioni, il 25 dicembre e ai funerali, ti sorridono e ti baciano ripetutamente. Perché? Le case si trasformano in discariche dopo l'apertura dei regali la cui confezione costa più del contenuto. E' sempre presente una zia o una nonna trasformata in addetto alla nettezza domestica con più sacchi della spazzatura, uno per la plastica, uno per il vetro, uno per la carta e i cartoni. Siamo tutti più buoni. I mendicanti, presenti ormai in forze nelle città, si distinguono a fatica dal comune passante. Ieri ho dato 20 centesimi a un impiegato di banca che frugava nel cestino e si è pure risentito. La bellezza del Natale è che copre tutto, come la neve, come Berlusconi. Ti dimentichi di essere precario, disoccupato, cassintegrato e Marchionne ti sembra uno dei tre Re Magi con la mirra svizzera. Il Made in China è travolgente, è il trionfo del "Merry China Christmas", ogni oggetto sotto l'albero viene dal Lontano Oriente, ma prodotto però da aziende italiane. Esportiamo capitali per importare giocattoli. E' la globalizzazione del Bambin Gesù. Immensi pini vengono innalzati nella piazza del Duomo di Milano e nella Città del Vaticano, tagliati alle radici, immolati, addobbati con festoni e lucine per feste ecosostenibili. Però Natale è sempre Natale e a qualcuno più che ad altri voglio fare quest'anno i miei auguri: ai papà. Ai padri che hanno paura di non farcela a dare una vita dignitosa ai loro bimbi, che vedono con gli occhi incollati alla vetrina di un negozio di giocattoli e si sentono delle nullità perché non possono permettersi un regalo. Ai papà soli, perché separati, il cui Natale è contenuto in una telefonata: "Ciao papà! Ora devo andare...". A quelli che non si arrenderanno mai per i figli e accetteranno qualunque attività, qualunque umiliazione per loro. Quanti sono questi eroi moderni che lavorano sottopagati, che accettano lavori a rischio e qualche volta muoiono per portare a casa uno stipendio? Che abbassano la testa e rinunciano a ogni orgoglio? Loro sono i veri Babbi Natale anche se il sacco è qualche volta vuoto. La luce che hanno negli occhi quando ti guardano, e penso anche a mio padre, è un regalo che non troverai più quando la perderai."
Buon Natale da Beppe Grillo

Auguri

martedì 21 dicembre 2010

Il mestiere degli altri


In posta trovi la banca. Alla stazione i centri commerciali. Non puoi ancora spedire un pacco allo sportello bancario, ma è solo questione di tempo. E' il trionfo della universalità. Il politico passa il suo tempo in televisione, ma non in Parlamento, fa l'attore, non le leggi. Chi viene eletto, a tutti gli effetti, è come se fosse assunto dalla RAI. C'è una repulsione crescente verso il proprio mestiere che spinge a fare altro. Il treno in orario per Moretti è meno importante dei supermercati delle Grandi Stazioni. Benetton in teoria fa maglioni, in pratica gestisce autostrade, un'attività di cui non ha alcuna esperienza con la quale incassa però miliardi di euro di pedaggi. Colaninno, ex Telecom, ex Olivetti, ex tutto, va in Vespa e si occupa di Alitalia non sapendo una cippa di trasporto aereo. E' l'apoteosi dell'incompetenza.
Le escort diventano ministre, i giudici fanno i deputati e molti deputati vorrebbero fare i giudici, il governo emana le leggi al posto di governare e l'opposizione, oltre a opporsi, trova il tempo di collaborare. L'oncologo Veronesi si improvvisa esperto nucleare. Fare altro serve a combattere la noia del proprio mestiere. Meglio dilettante ogni giorno, che professionista per tutta la vita. Solo chi affronta la sua attività con lo spirito del dilettante puro può svolgerla senza distrazioni, con la leggerezza dell'improvvisazione, Bertolaso delle catastrofi ad esempio, o Gasparri quando era ministro inconsapevole delle Telecomunicazioni.
Fare altro non significa, come è ovvio, rinunciare allo stipendio per il quale si è pagati per fare qualcos'altro. Anzi. L'"altrismo" non va confuso con l'altruismo, pur avendone l'assonanza. Se il delitto non paga, esattamente come Tremorti, fare il sindaco e il senatore, l'attore di teatro e il deputato, l'avvocato e il parlamentare paga doppio e anche triplo. L'altrismo sviluppa sinergie impensabili insieme ai portafogli. L'importante è partecipare (all'incasso). Trovare un ministro che fa il ministro, un eurodeputato che fa l'eurodeputato, una puttana che fa la puttana è un'impresa disperata. C'è pure chi si improvvisa leader mentre è presidente della Camera e chi partecipa alla stesura delle leggi come presidente della Repubblica.
L'attività del vicino è sempre più verde. Babbo Natale farà anche la Befana e i Re Magi insieme a San Giuseppe. Il trasformismo, vecchia malattia del Paese, che colpisce inesorabilmente gli italiani, da Giolitti a Scilipoti (con rispetto parlando) si è trasformato nella schizofrenia sociale, Ognuno è anche altro. L'importante, come sempre, è non lavorare e soprattutto, non prendersi le proprie responsabilità.