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giovedì 31 marzo 2011

Il 2010 del clima e le compagnie assicurative

Il 2010 è stato il secondo anno peggiore di sempre quanto a disastri naturali e il terzo per le temperature. A dirlo, e a creare quindi una connessione tra i due fenomeni, non è la solita ONG, un ente internazionale o una grande industria della green-economy, ma il rapporto annuale di Munich Re una compagnia assicurativa tedesca. Scopriamo perché.

di Andrea Boretti

terra soldi
Le compagnie assicurative si sono trovate sempre più esposte ai rimborsi conseguenti a disastri naturali
Che il 2010 non fosse stato uno degli anni migliori per il clima lo si poteva immaginare, ma che a darci questa certezza e a collegare questo fatto con disastri naturali di vario genere sarebbe stata una compagnia assicurativa non ce lo saremmo mai aspettato.
La logica è semplice, dal 1980 - anno in cui si è cominciato a tenere questi dati - le compagnie assicurative si sono trovate progressivamente sempre più esposte ai rimborsi conseguenti a disastri naturali o ad altre calamità riconducibili ai cambiamenti climatici. In particolare negli ultimi 30 anni le compagnie assicurative hanno erogato rimborsi di questo genere per cifre pari a 600 miliardi di dollari dei quali ben il 78% dovuti a eventi meteorologici.
Toccata nel vivo, cioè nel portafoglio, è quindi inevitabile che il rapporto 2010 del Munich Reinsurance tocchi questo argomento, soprattutto se prendiamo in considerazione i dati relativi a quest'anno che raccontano di come il 2010 abbia registrato ben 960 catastrofi naturali per perdite economiche di circa 150 miliardi di dollari, di cui 37 coperti dalle assicurazioni. Questo dato è il peggiore di sempre se non si considera il 2005 anno in cui il solo uragano Katrina era costato 145 miliardi, ma in quel caso era praticamente sparita una città delle dimensioni di New Orleans.
groenlandia
Nell'ultimo anno in Groenlandia e Canada orientale si sono registrati ben 3 gradi centigradi in più rispetto alle medie
Osservando i grafici riportati nel rapporto si capisce abbastanza semplicemente come secondo Munich Re, ad un aumento delle temperature sia riconducibile un progressivo aumento di disastri naturali di origine meteorologica e quindi come sia proprio sul global warming che secondo la compagnia tedesca bisogna concentrarsi per invertire la tendenza.
Giusto per fare qualche esempio. Nell'ultimo anno in Groenlandia e Canada orientale si sono registrati ben 3 gradi centigradi in più rispetto alle medie e la superficie artica coperta dai ghiacci il settembre scorso era ben un terzo in meno rispetto a quanto non fosse alla fine degli anni '70.
Pure in ambito di piogge quest'anno si sono registrate diverse alterazioni: il monsone ('potenziato' dal fenomeno della Nina) è stato molto più violento del solito in Pakistan, ma altre alluvioni si sono registrate in tutta l'Asia, India e Cina comprese, e pure nella vecchia Europa dove il nostro Veneto è stato anch'esso messo a dura prova da piogge che chiamare 'inusuali' è francamente poco.
Il rapporto Munich Re ci racconta finalmente la realtà da un punto di vista molto interessato che non può certo essere tacciato di ideologismo, ma soprattutto pur arrivando agli stessi risultati di altri studi ci racconta il global warming e le sue conseguenze da un punto di vista decisamente lontano dalle realtà che tradizionalmente si occupano della questione.
In questo senso, il rapporto Munich Re è probabilmente uno dei primi esempi di ciò che avverrà negli anni a venire quando le conseguenze dei cambiamenti climatici cominceranno ad intaccare i portafogli delle grandi lobby costringendole ad ammettere ciò che ormai da troppo tempo tutti, purtroppo, conosciamo.

mercoledì 30 marzo 2011

Occulto Italia



Scientology è entrato per alcuni anni nelle scuole italiane come ente formatore sotto le vesti di "Applied Scholastics" quando Mortizia Moratti era ministro dell'Istruzione. L'agopunturista e ex dipietrista Scilipoti ha fondato il movimento olistico. Le sette sono tra noi e fanno proseliti. Ma qual è la differenza tra una setta e una religione? La risposta è che da una comunità religiosa si può uscire liberamente, senza essere perseguitati, senza subire uno stalking, da una setta invece no. In Scientology c'è una divisione apposita destinata al recupero dei fuoriusciti, il Dipartimento 20. Un mondo nascosto rivelato nel libro: "Occulto Italia". La differenza tra sette e religioni è però sottile. Provate a uscire dall'Opus Dei se ci riuscite, solo per fare un esempio. Le sette di oggi saranno le religioni di domani? Ogni setta ha la sua verità, dispensa le sue sicurezze e, in un mondo con sempre meno punti di riferimento, si diffonde con una facilità sbalorditiva. In Italia non esiste una legge per proteggere chi finisce sotto il controllo di una setta, legge che esiste, per esempio, in Francia. Le sette hanno bisogno della politica e viceversa. Si alimentano attraverso il voto di scambio. Tu, partito, chiudi un occhio e io ti porto in dote un bacino di voti. Nulla di nuovo sotto il sole. E' quello che avviene da sempre tra partiti e le mafie.
Intervista a Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli autori di "Occulto Italia":

Le sette in Italia (espandi | comprimi)
Gianni Del Vecchio- Sono Gianni Del Vecchio, uno degli autori di “Occulto Italia” questo è un libro che parla di sette, ma non le sette come si intende in linea generale, le sette sataniche che sono sempre quelle che balzano agli onori o ai disonori della cronaca. In questo libro si parla di quelle sette che esistono in Italia, operano nell’ombra e si intrecciano poi pericolosamente con la politica italiana, la politica locale e nazionale, si intrecciano con le imprese, si intrecciano con la scuola, l’università, le istituzioni fino al mondo dello spettacolo. Si tratta di quelle sette, quella gran parte di sette italiane che di solito vedrete poco parlare sui giornali, sono poco… Le sette sataniche sono solamente una parte, una fetta molto limitata del mondo settario italiano, mentre c’è tutto questo vasto arcipelago che invece si muove nell’ombra e di solito non lo trovi sui giornali, né in televisione, oppure quando lo trovi, trovi dei veri e propri spot.
Stefano Pitrelli - Sono Stefano Pitrelli e sono dei due autori di “Occulto Italia” le sette in Italia sono un fenomeno molto vasto e molto sommerso, noi ci siamo avvicinati a questo argomento ai tempi di un’inchiesta per L’Espresso che abbiamo firmato insieme a Tommaso Cerno che parlava di Scientology, siamo andati alla ricerca dei fuoriusciti che ci potessero raccontare il lato oscuro del funzionamento di questi gruppi, questo è un dato curioso, ciascuno di questi gruppi si dota di organi di stampa, di siti web, di blog, ma soprattutto di uffici stampa, di uffici di relazioni con il pubblico, alcuni li chiamano “uffici per i rapporti con l’estero” come se il mondo al di fuori di queste organizzazioni altro non fosse che un altro paese e in effetti in alcuni casi si tratta di organizzazioni che prendono paesi interi e ne fanno delle piccole città stato, ogni organizzazione ha le sue roccaforti.
Gianni Del Vecchio - una caratteristica di questi gruppi settari è che è molto difficile una volta che si è entrati, uscirne, molto difficile perché prima di tutto ci si ingabbia in una specie di gabbia psicologica per cui una volta che sei dentro ti capita di dedicare tutto il tuo tempo libero, tutta la tua vita comunque al gruppo e ciò fa sì che alla fine, dopo anni di appartenenza, tutta la tua vita, i tuoi amici, anche gli amori sono legati a quel gruppo, quindi è sempre difficile uscirne e ci sono poi alcune organizzazioni che hanno un mero e proprio servizio interno che si occupa tra le altre cose di andare a riprendere i fuoriusciti, una di queste organizzazioni è Scientology, Scientology ha il dipartimento 20 che è un settore che si occupa peculiarmente di andare a convincere tutte quelle persone che vogliono uscire da Scientology. Il secondo compito che ha il dipartimento 20 è anche quello di costruire e tenere aggiornata una specie di dossieraggio nei confronti degli amici e dei nemici della chiesa, su questo punto sono in corso delle indagini, la Procura di Torino che non più tardi di un anno fa ha sequestrato un notevole numero di faldoni nella chiesa torinese, faldoni tra cui sembrerebbe, molto probabilmente ci siano anche due dossier di nomi di personaggi famosi che nel passato si sono dimostrati molto critici nei confronti di Scientology e cioè il Parlamentare del PD Luciano Violante, nonché Don Luigi Ciotti il fondatore del gruppo Abele. Si tratta di un’opera di dossieraggio che vuole essere utilizzata per in qualche modo condizionare i nemici di Scientology.
Stefano Pitrelli- In questo libro non esistono notizie di reato, per il semplice fatto che l’unico reato di cui parliamo, che è quello della manipolazione mentale, in Italia non esiste, non esiste perché la cosa che più gli si avvicinava era il reato di plagio, reato di plagio che però fu abusato e trasformato in uno strumento di lotta politica, di soppressione del dissenso e fu quindi giustamente cassato dalla Corte Costituzionale, al suo posto però in Italia oggi non c’è niente, non esiste alcuno strumento di difesa nei confronti dei guru e delle sette che sottraggono ai loro adepti il loro spirito critico e quindi fondamentalmente le autorità si ritrovano con le mani legate perché gli strumenti a disposizione della legge non inquadrano i comportamenti di queste organizzazioni, non si tratta di truffa, quantomeno non necessariamente, non si tratta di circonvenzione di incapace, si tratta di un qualcosa di terzo che non abbiamo gli strumenti per definire. A questo proposito una soluzione è stata trovata in Francia, con il più ampio consenso delle parti sedute in Parlamento si tratta della legge Abu – Picard. Grazie a questo accordo trasversale in Francia si sono dotati di uno strumento in grado di arginare il problema, questo strumento consiste nell’individuazione di un reato adatto a punire chi si macchia di questa colpa; di uno strumento di prevenzione che si concretizza nella formazione di magistrati e forze di polizia che, in assenza di una preparazione adeguata, non sanno come affrontare il problema della manipolazione mentale. In Italia è stata istituita una Squadra Anti-sette Sas che ha esattamente questa funzione, che è nata con la funzione di tutelare il cittadino, ma che risente dell’assenza di uno strumento appositamente concepito per lottare contro la manipolazione mentale.


Il caso Dell' Utri e Ovo (espandi | comprimi)
Gianni Del Vecchio- La struttura verticistica e spesso autoritaria che c’è nelle sette è un po’ il sogno proibito di qualsiasi leader politico, perché qualsiasi leader vorrebbe una schiera di propri parlamentari pronti a agire e a votare solamente al suo cenno di una mano e questa assonanza l’abbiamo notata spesso,ci sono, nel libro, un sacco di storie di una forte permeabilità del mondo politico italiano alla lobby settaria, alla spinta delle lobby settarie. Esempi ce ne sono tantissimi, uno per esempio è quello di Dell’Utri.Nel 2006 Dell’Utri su spinta ovviamente di Berlusconi cerca di rompere l’egemonia culturale della sinistra con una serie di iniziative, la prima iniziativa è quella della creazione di circoli del Buon Governo, che sono una specie di fucina della classe dirigente dell’ allora Forza Italia, la seconda è quella della fondazione di un’università del pensiero liberale e la terza è un progetto che è stato fatto dalla Fininvest in collaborazione con Ovo. Nel 2006 Ovo era una società di Andrea Pezzi, l’ex Vj che è anche adepto vip dell’ontopsicologia. In uno dei suoi ultimi libri “Fuori Programma” Pezzi dice chiaramente che l’ispirazione del progetto Ovo che non è niente altro che creare una specie di enciclopedia sul web per le televisioni fatte invece che da voci scritte, da dei videoclip di 3 minuti, nasce su ispirazione di Antonio Meneghetti che è il leader indiscusso dell’ontopsicologia e questo progetto balza agli onori della cronaca nel 2008 quando Peter Gomez su L’Espresso esce con un articolo bomba, un articolo che si basa sul fatto che lui è riuscito a visionare in anteprima un po’ di questi videoclip e si trattava di videoclip su Hitler e Stalin, videoclip che non condannavano del tutto i due dittatori, ma anzi avevano un atteggiamento abbastanza morbido nei loro confronti, quasi a voler sancire quel sogno di Dell’Utri di voler riscrivere i libri di storia di cui ha parlato il senatore siciliano in più di un’intervista. Ovo però nel 2008 non va a buon fine, provoca un rosso di 7 milioni di Euro, di cui la metà a carico della Fininvest che aveva il 47% in questa società, ma a quel punto nel 2008 il fatto che Ovo sia andato male non è stato un gran danno né per Dell’Utri, né per Berlusconi, né per la Fininvest perché nel frattempo Berlusconi aveva rivinto le elezioni e quindi poteva tranquillamente entrare nel Ministero dell’Istruzione e da lì poi poter agire tranquillamente. Un altro caso di forte intromissione nelle scelte della politica da parte delle sette, avviene nel 2005 quando alla guida del Ministero dell’Istruzione c’è Letizia Moratti, i funzionari del Ministero, danno l’accredito come ente formatore, come uno di quegli enti che può formare i professori italiani a Applied scholastics che è uno dei gruppi di facciata di Scientology, accredito che viene poi revocato nel 2008 dal Ministro Giuseppe Fioroni, Ministro del PD, però resta il fatto che in quei 3 anni dal 2005 al 2008 Scientology ha potuto formare i professori italiani per tutto il territorio nazionale, da Milano a Catania, e quindi per 3 anni è molto probabile che ci siano stati dei professori con un punto di vista molto Hubbardiano sulla realtà e sui programmi scolastici.

Damanhur e Scilipoti (espandi | comprimi)
Stefano Pitrelli- Un altro esempio di commistione tra queste organizzazioni e la politica è la figura di Mimmo Scilipoti ossia il parlamentare balzano agli onori della cronaca quando da dipietrista fulminato da mistica berlusconiana è passato a sostenere un governo che stava andando alla deriva. Mimmo Scilipoti è anche il fondatore del cosiddetto movimento olistico che altro non sarebbe che una prima bozza di un vero e proprio partito del new age italiano, certo è che a ben vedere nel movimento olistico Scilipoti chiama un consulente di Damanhur,la setta piemontese di cui parliamo nel libro. Un ottimo esempio della commistione tra sette e politica è la setta Damanhur, ossia un culto di origine piemontese che nel suo paese di riferimento Vidracco, ormai governa attraverso il suo partito politico “Con te per il paese”, da 3 mandati e in più riesce a piazzare i suoi rappresentanti come consiglieri di minoranza nei paesi della Val Chiusella, come fa? Attraverso migrazioni elettorali a orologeria, spostando cittadini, come loro chiamano i propri membri, a destra e a sinistra sia figurativamente, sia sulla mappa di paesi in paesi a seconda delle scadenze elettorali e in questo modo conquistando e potere politico e capacità di pressione sugli amministratori locali, questo a livello locale, a livello nazionale non è da meno, in effetti l’esistenza di questo tempio sotterraneo, la continuata esistenza di questo tempio sotterraneo è stata garantita grazie alla loro pressione sulla politica nazionale e a un’apposita legge ad templum che precede una norma “ad templum” che è servita a sanare quell’incredibile, enorme abuso edilizio che era il cosiddetto tempio dell’umanità, cos’è il tempio dell’umanità? Un buco scavato all’interno di una collina, sventrata per lasciar posto a un tempio sotterraneo piene di marmi pregiati, ori, vetrate preziose. Un tempio scavato per celebrare quello stesso spirito ecologico che però non gli ha impedito di sventrare una collina.
Gianni Del Vecchio- il fenomeno settario ha un’indubbia presa nei confronti delle persone, persone normali, non stiamo parlando di creduloni, pazzerelli o gente facilmente suggestionabile, ma anche di Avvocati, commercialisti, liberi professionisti, imprenditori, parlando con i fuoriusciti abbiamo incontrato anche delle persone con un grossissimo spessore culturale, questo ci porta a dire che effettivamente questo fenomeno settario rischia di proliferare perché ti regala un qualcosa che quasi tutti vogliono nella propria vita, la certezza del raggiungimento della felicità, una felicità che peraltro è già pronta, una felicità pronto cassa.
Stefano Pitrelli- Una chiave di lettura per capire il mondo delle sette è di collocarle cronologicamente in riferimento alla loro data di nascita, Scientology per esempio è figlia degli anni 50, della guerra fredda e di un forte connotato anticomunista, mentre altre organizzazioni di cui abbiamo parlato, come Damanhur sono figlie degli anni 70, quindi di una cultura da figli dei fiori, una cultura che spingeva la gente nei Kibbutz.
Gianni Del Vecchio- Spesso le sette utilizzano dei personaggi famosi perché sono un buon veicolo di pubblicità, anche per utilizzare il cosiddetto effetto alone, i pubblicitari utilizzano questo principio per spiegare come un prodotto possa essere più accattivante se viene associato a un personaggio che in qualche modo ti ispira fiducia, per esempio Scientology in America utilizza molto Tom Cruise, John Travolta, tanto che in ogni struttura nazionale di Scientology c’è il cosiddetto celebrity center , una particolare chiesa che dovrebbe racchiudere tutti quegli Scientology che in qualche modo fanno arte. Anche in Italia esiste un celebrity center, è a Firenze, ha una sede molto bella, però in Italia forse perché gli italiani sono un po’ più cinici, non ha grande seguito all’interno del mondo dello spettacolo o quantomeno quello nazionale, perché il Direttore del celebrity center è un conduttore televisivo ma delle emittenti locali fiorentine, quindi non è un nome noto al grande pubblico.
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MENO MALE CHE SILVIO C'E'

tutti i reati destinati ad andare in prescrizione col processo breve:
"abuso d'ufficio,
corruzione semplice e in atti giudiziari,
rivelazione di segreti d'ufficio,
truffa semplice o aggravata,
...frodi comunitarie,
frodi fiscali,
falsi in bilancio,
bancarotta preferenziale,
intercettazioni illecite,
reati informatici,
ricettazione,
vendita di prodotti con marchi contraffatti;
traffico di rifiuti,
vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore,
sfruttamento della prostituzione,
violenza privata,
falsificazione di documenti pubblici,
calunnia e falsa testimonianza, l
esioni personali,
omicidio colposo per colpa medica,
maltrattamenti in famiglia,
incendio,
aborto clandestino

Che fine hanno fatto i rifiuti dell'ex Sisas a Pioltello-Rodano?


area ex sisas
Dove sono finiti i rifiuti della ex Sisas di Pioltello?
La bonifica dello stabilimento ex Sisas di Pioltello-Rodano, in provincia di Milano, contaminato da inquinamento industriale è stata completamente realizzata.
Dopo aver compiuto un sopralluogo per verificare la rimozione dei rifiuti speciali e pericolosi dalle discariche dell'area alle porte di Milano, lo ha annunciato ieri il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni insieme al commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik, al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, al prefetto e capo della Protezione civile Franco Gabrielli e al commissario ministeriale per il sito stesso, Luigi Pelaggi.
Lo stabilimento ex Sisas occupa una superficie di 330mila metri quadrati ed è compreso nel cosiddetto Polo chimico di Pioltello-Rodano. In questa area sono state create abusivamente due discariche, denominate A e B. Una terza discarica, denominata C, sarebbe stata già svuotata da circa 35mila tonnellate di rifiuti.
Nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri sono stati resi i noti i dati relativi ai lavori effettuati. Dalle discariche A e B sono state rimosse circa 280.000 tonnellate di rifiuti: la stessa quantità di rifiuti che una città di oltre un milione di abitanti produce in 8 mesi. Questa mole di rifiuti era costituita da circa 170.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, 90.000 tonnellate circa di pericolosi e 16.000 tonnellate circa di rifiuti inerti. Per il trasporto dei rifiuti sono stati impiegati circa 10.000 automezzi, 340 container ferroviari trasportati da 10 treni dedicati e 9 navi. Lo smaltimento è avvenuto in 28 impianti italiani e 3 europei. Si tratta, secondo Formigoni, di “un grande risultato” reso possibile dalla “collaborazione con le autorità europee e nazionali”.
Dove sono finiti però i rifiuti della ex Sisas di Pioltello? Se lo domanda Greenpeace che nel report Una sporca storia denuncia l'assoluta mancanza di trasparenza delle operazioni di bonifica delle 280.000 tonnellate di rifiuti di nerofumo, contaminate da mercurio, idrocarburi policiclici aromatici e ftalati accumulate nel corso di decenni.
L'associazione afferma che negli ultimi quattro mesi “i lavori di svuotamento e trasferimento del nerofumo si sono svolti in gran fretta e in assoluta segretezza”.
Le informazioni diffuse dalla società Daneco Impianti, incaricata di gestire le operazioni di smaltimento, hanno riguardato esclusivamente 25.000 tonnellate di rifiuti pericolosi che sono state spedite in Andalusia, precisamente in una discarica di Nerva.
Quest'ultima, riferisce Greenpeace, è gestita dalla società Befesa, accusata da tempo di “una gestione disinvolta dei rifiuti”. I rifiuti provenienti dalla ex Sisas, ad esempio, avrebbero dovuto subire un trattamento fisico-chimico di stabilizzazione prima di essere smaltiti. Stando alle denunce presentate da gruppi e partiti locali invece nessun impianto di trattamento è in funzione a Nerva. Inoltre, secondo le Autorità dell'Andalusia, non è stata data nessuna autorizzazione all'importazione di rifiuti pericolosi.
Rimangono poi ancora sconosciute le destinazioni del resto dei rifiuti, ovvero di oltre 220.000 tonnellate di nerofumo. In diversi centri di stoccaggio nel nord Italia sono sparse alcune migliaia di tonnellate, anche se non tutte sono arrivate a destinazione. Il sindaco del comune di Chivasso ha infatti bloccato pochi giorni fa lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla ex Sisas nella discarica locale, citando l'assoluta mancanza di informazioni su quantità e natura dei rifiuti smaltiti, soprattutto di notte e nei giorni festivi.
Come afferma il Direttore delle campagne di Greenpeace Italia Alessandro Giannì, il problema della rimozione dei rifiuti tossici dalle due discariche abusive non può essere affrontato “semplicemente trasferendo in fretta e segretamente l'inquinamento nel resto d'Italia e all'estero” ed è un diritto dei cittadini europei quello di essere informati e tutelati.
Per saperne di più: leggi il il Report di Greenpeace
A.P.

Merkel sconfitta dai Verdi. Troppo tardi per l'inversione sul nucleare

angela merkel
All'indomani del disastro di Fukushima, la Merkel aveva comunicato che la Germania aveva bisogno di una nuova valutazione dei rischi sulle centrali attive
È arrivata troppo tardi l'inversione di marcia di Angela Merkel sul nucleare, a ridosso dell'emergenza scattata dopo il disastro giapponese e l'incidente di Fukushima.
Il partito democratico-cristiano guidato dalla cancelliera tedesca, infatti, ha subito una netta sconfitta elettorale da parte dei Verdi alle elezioni amministrative nella regione del Baden-Wuerttemberg.
44,3 per cento dei voti alla coalizione della Merkel contro il 47,3 per cento dei voti a verdi e socialdemocratici. Queste le prime stime.
Dopo sessant'anni di governo la coalizione conservatrice del Cdu ha perso la fiducia degli elettori. Un "punto di svolta storico", com'è stato definito dagli stessi Verdi tedeschi.
I primi commenti dei risultati elettorali, ovviamente, chiamano in causa la tragedia giapponese come l'evento catalizzatore che ha spostato i voti assicurando così per la prima volta la leadership di governo ai Verdi.
"Le terribili immagini provenienti dal Giappone e i tremendi eventi che hanno colpito il Giappone hanno rappresentato l'argomento principale delle ultime settimane", ha dichiarato lo stesso premier cristiano-democratico sconfitto Stefan Mappus.
Intanto, sabato 26, alla vigilia delle elezioni tedesche e mentre in Italia 300 mila scendevano in piazza per ricordare a tutti di votare contro nucleare e privatizzazione dell'acqua il 12 e 13 giugno prossimi, decine di migliaia di tedeschi hanno manifestato nelle piazze di Berlino, Amburgo e Monaco di Baviera chiedendo la chiusura delle centrali nucleari.
La cancelliera tedesca Merkel, a ottobre aveva annunciato di voler prolungare l’attività delle 17 centrali nucleari per le quali era stata decretata la chiusura entro il 2021, per 8 o addirittura 14 anni, a seconda della data di entrata in funzione. Un progetto che aveva scatenato le polemiche di cittadini e ambientalisti ma sul quale la Merkel era tornata indietro dopo il terremoto giapponese.
All'indomani del disastro di Fukushima, la Merkel aveva infatti comunicato che la Germania aveva bisogno di una nuova valutazione dei rischi sulle centrali attive e che quindi sarebbero state temporaneamente chiuse le sette centrali più vecchie.
La catastrofe giapponese è "uno spartiacque nella storia della tecnologia mondiale", aveva spiegato Angela Merkel due settimane fa. Ma l'intuizione tardiva, già interpretata da alcuni come mossa strategica elettorale, non ha funzionato con i cittadini.
C.B.

Occupazione o lavoro? La 'crisi' secondo Ivan Illich

Ivan Illich e la 'Disoccupazione creativa'. La rilettura di un saggio della fine degli Anni Settanta del precursore della decrescita si rivela estremamente attuale per riflettere sull'ambivalenza della crisi, sulla nostra percezione della realtà economica e sulla possibilità, sempre aperta, di un cambiamento reale.

di Elisa Magrì

crisi
Allarmano oggi le percentuali della disoccupazione e la crisi funge da spettro (e spauracchio) per le prospettive delle nuove generazioni
In tempi come quelli attuali, in cui allarmano le elevate percentuali della disoccupazione e la crisi funge da spettro (e spauracchio) per le prospettive delle nuove generazioni, sono poche le proposte concrete capaci di ridisegnare il presente. Lo ha fatto di recente Michele Dotti con un bell' articolo che ben illustra la differenza fra possibilità reali di lavoro e incapacità politica di progettazione. Proprio questo è il punto da cui bisognerebbe ripartire per una riflessione di più ampio respiro sul significato della 'crisi'.
L'emergenza che circonda la discussione sul tema fa venire in mente quanto Ivan Illich (1926-2002), filosofo austriaco fra i primi teorizzatori della decrescita e del vivere conviviale, scriveva in un saggio dal titolo: Il diritto alla disoccupazione utile, apparso per la prima volta in Gran Bretagna nel 1978, e tradotto in italiano dalla Boroli nel 2005 come Disoccupazione creativa.
Illich inizia osservando lo straordinario mutamento di significato che lo stesso termine 'crisi' ha subito rispetto al passato: in greco antico la parola (dal verbo krinein, separo o divido) rinviava alla dimensione della scelta e del cambiamento, mentre le lingue moderne l'adoperano per significare la 'spinta sull'acceleratore', ovvero una minaccia da contrastare spingendo con denaro, potenza e management.
Concepita in questi termini, la crisi rappresenta un buon mezzo per commissari, burocrati, educatori, politici e medici: l'accelerazione, infatti, rimette più potere al controllo del guidatore, mentre stringe più strettamente i passeggeri con le cinture di sicurezza. Soprattutto, la crisi giustifica la deprivazione di spazio, tempo e risorse a vantaggio della produzione di macchine e comodità che limitano persino la libertà dell'uomo di usare i propri piedi per spostarsi.
ivan illich
Il filosofo austriaco Ivan Illich (1926-2002) è stato uno fra i primi teorizzatori della decrescita e del vivere conviviale
Più precisamente, però, sul finire degli anni Settanta, Illich addita una differenza decisiva rispetto al decennio precedente e la individua in una nuova forma di percezione della realtà economica. Se, infatti, nel 1968 si accantonava la denuncia della professionalizzazione del sistema sociale bollando ogni protesta come il frutto di fantasie romantiche ed oscurantiste; appena dieci anni dopo la riorganizzazione del modello industriale secondo bisogni, problemi e strategie professionali costituiva la norma stessa del giudizio comune.
Si era venuta a creare una comunità perfettamente fiduciosa nel progresso realizzato dalle politiche pubbliche basate sul parere degli esperti; non si metteva in questione l'efficacia dei trattamenti medici, così come non si discutevano i metodi educativi impartiti nelle scuole. In breve, i rituali relativi all'organizzazione dell'educazione, del trasporto, della sanità e dell'urbanizzazione erano stati solo in parte demistificati, ma per nulla compromessi nella loro stabilità. All'opposto, aveva preso piede una differente forma di povertà modernizzata, prodotta dalla stessa modernizzazione dei bisogni.
Si tratta di una discriminazione determinata dal venir meno dell'immaginazione sociale e dei valori propri di una cultura a seguito dell'introduzione di beni e comodità divenuti insostituibili e imprescindibili. Benché questi limitino la potenzialità creativa umana, nessuno si permetterebbe più di togliere tempo al proprio lavoro per occuparsi di quelle utilità e di quei servizi per i quali occorre fare assegnamento alla tutela di un 'esperto'. La povertà modernizzata è, quindi, vissuta da tutti quanti, ad eccezione di coloro che sono così ricchi da vivere nel lusso estremo.
Il diritto del cittadino a essere assistito e approvvigionato si è quasi tramutato in diritto delle industrie e delle professioni a prendere la gente sotto la propria tutela, a rifornirla del loro prodotto e a eliminare, con le loro prestazioni, quelle condizioni sociali ed ambientali che rendono utili le attività non inquadrabili in una 'occupazione'.
palazzi cielo
La crisi può costituire il momento della scelta quando gli individui diventano finalmente coscienti delle gabbie che si sono auto-imposti e della possibilità di una vita differente
In questo modo la metà del XX secolo, con la sua straordinaria specializzazione e separazione dei saperi, si guadagna a pieno titolo la denominazione di 'Età delle Professioni Disabilitanti' (Age of Disabling Professions), nella misura in cui queste garantiscono la soddisfazione dei bisogni dei cittadini al prezzo della riduzione di questi ultimi in clienti. Accade il paradosso per cui non avere un impiego significa passare il tempo in un triste ozio, e non essere liberi di fare cose utili a sé o al proprio vicino, poiché ciò non produce nessun incremento del PIL.
Fa riflettere, al riguardo, la torsione che Illich ravvisa proprio nel linguaggio in uso, quando nota che le attività designate da verbi intransitivi sono ormai completamente sostituite da realtà istituzionali cui ci si riferisce per mezzo di nomi: così “educazione” sostituisce “Io mi istruisco”; “assistenza sanitaria” al posto di “Io guarisco”; “trasporto” per “Io mi muovo”; “televisione” per “Io gioco”.
Eppure la crisi può significare anche altro da ciò; può segnare il momento della scelta, quando gli individui diventano finalmente coscienti delle gabbie che si sono auto-imposti e della possibilità di una vita differente. Si può ispirare la società con un'austerità conviviale che protegga il valore delle persone dall'arricchimento che le disabilita.
Il principio di tale convivialità consiste nel togliere i beni e le comodità dal centro del sistema economico e nell'impedire che siano gli specialisti del settore ad assicurare il collegamento dei nostri bisogni con quel centro. Con un'inversione sociale si possono collocare al centro i valori d'uso creati e giudicati personalmente dai soggetti stessi.
Gli individui stabiliscono un limite massimo dei mezzi di cui disporre per sé e per garantire i servizi del vicino; gli strumenti sono valutati in funzione dell'uso cui sono asserviti, anche se prodotti industrialmente. A fare la differenza è proprio la scelta che orienta i singoli come i gruppi nella determinazione dei bisogni e di ciò che li può soddisfare.

 

Messaggio al Popolo "dormiente" o in parte assonnato.

Un mio pensiero in base a tutto cio' che ho subito dallo Stato per aver denunciato un'associazione a delinquere di tipo mafioso collusa con componenti che fanno parte dello Stato. Tutti i reati da me denunciati sono contro lo Stato. Leggete la nota.
 Vi invito a leggere la nota e lasciare i vostri commenti.
Se vi piace postatela ovunque. Buona lettura.
Carissimo lettore ,
chi sono lo scoprirai guardando la mia pagina che postero' a fine nota .
Il mio messaggio principalmente e' rivolto a me come promemoria e di conseguenza a tutti coloro che lo leggeranno in quanto anch'io facevo parte del popolo fesso inebriato dalla televisione, dalle affermazioni dei politici sia del governo che dell'opposizione ,dalla Magistratura , dai sindacati , dai media nazionali e dalle varie importanti associazioni Nazionali .
Sembrava spesso che tutti avessero ragione in quanto ognuno ti porta a guardare il bicchiere mezzo pieno qualsiasi sia la prospettiva e si ci ritrova in uno schieramento o in un altro convinto di fare parte dello schieramento giusto senza neanche conoscere bene cosa realmente vogliono o fanno i politici dello schieramento preferito .
Si viene a creare una massa di ultra' come in una partita di calcio, dove l'importante non e' guardare una bella partita e rilassarsi ma cercare di ridicolizzare e umiliare gli avversari per sentirsi forti e superiori agli altri .
A livello psicologico e' una gran soddisfazione per chi e' debole di carattere e sentendosi forte per via dell'associazione a un gruppo si batte per degli ideali che gli altri ci impongono, a livello materiale il danno e' enorme per la massa e i profitti sono altissimi per chi sfrutta la massa per dividerla e farla litigare .
Questa e' la guerra dei poveri voluta e realizzata da chi detiene il potere e vuole mantenerlo vita natural durante con le false illusioni e i falsi ideologismi che i potenti non rispettano quasi mai.
Mi sono reso conto imbattendomi nelle istituzioni tutte con le mie denunce contro un'associazione a delinquere di tipo mafioso e contro le istituzioni che hanno favorito e continuano a favorire la criminalita' agli alti vertici , che tutti i buoni propositi e le belle parole di chi e' al governo, di chi e' all'opposizione, di chi e' a capo della magistratura , di chi e' a capo di sindacati o associazioni importanti a livello nazionale , sono solo delle cazzate madornali e che realmente tutto il popolo non conosce affatto come funziona l'Italia in quanto tutti gli aspetti negativi vengono nascosti da una bella facciata di comodo e nessuno o pochi hanno la curiosita' di guardare al di la' della facciata anche perche' chi ha il coraggio di guardare al di la' della menzogna, spesso e volentieri viene fatto passare  per pazzo e ridicolarizzato davanti a tutti e il popolo fesso non curioso, prende per buono cio' che i loro Dei gli fanno credere senza sforzarsi un po' di ragionare e cercare di capire come stanno realmente le cose.
Cio' potevo accettarlo secoli e secoli fa ma non certo ai giorni d'oggi dove la cultura e' accessibile a tutti attraverso la rete.
Non si tratta di ignoranza , visto che spesso la mancanza di cultura viene associata all'ignoranza scolastica , il problema piu' grande e' che il popolo vuole essere ignorante o fare il fesso e tutto per convenienza personale e per grande egoismo anche verso i propri figli.
Giorni addietro ho sentito una storiella che vi voglio raccontare e parla di due amici che si imbarcano in una nave. uno sta nella stiva e un'altro sul ponte quando la nave a un certo punto in mare aperto inizia a prendere fuoco.
Quello che stava sul ponte parte verso l'amico che dormiva nella stiva e lo sveglia urlando, "la nave va a fuoco " e lui assonnato gli risponde : e cosa mi interessa non  e mica mia la nave....
Questa e' la mentalita' che ha l'italiano medio nei confronti della "cosa Pubblica" , nessuno ha la voglia di prendersi delle piccole e misere responsabilita' per paura , per convenienza e per egoismo anche verso il futuro dei propri figli.
Se la stessa solidarieta' che date ai potenti o ai vostri idoli calcistici etc.... , la date a chi realmente nel proprio piccolo vuole far si che che le regole scritte siano rispettate da tutti, forse si puo' sperare in una vera democrazia dove il popolo e' solidale con il popolo , dove il popolo non e' diviso per falsi ideologismi politici non rispettati dagli stessi personaggi che li impongono, una democrazia rispettosa delle regole dove ogni singolo marinaio sente sua la nave consapevole che se la nave affonda anche lui affonda con la stessa nave.
Non pensate alle scialuppe di salvataggio che tra l'altro useranno solo quelli di prima classe , pensate a salvare la nave e mandare via dalla nave gli occupanti della prima classe sia che siano del lato destro o sinistro della nave e se qualcuno deve rimanere , solo dopo aver dimostrato di essere rispettoso sia della nave che di tutti gli occupanti e cio' con i fatti e non con le parole con la grande devozione al rispetto delle regole comuni.
Delle parole ne ho pieni i coglioni.

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Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)
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lunedì 28 marzo 2011

3 milioni di case ipotecate- 6 milioni di sequestri amministrativi ... ascolta e diffondi !

L'AQUILA - Manifestazione DIRITTI e VERITA'

sabato 2 aprile 2011
Fontana Luminosa L'Aquila - DIFENDIAMO la Sovranità Popolare - Manifestazione corteo e palco 
 
L'AQUILA E I SUOI BORGHI: LA RICOSTRUZIONE - DIRITTI E VERITA’

Info e adesioni : popoloviola.aq@gmail.com

Per dormire all'Aquila: Si Viaggiare - 0862411307 / 34899534589

Per dare aiuto e collaborare chiedere iscrizione a:
http://www.facebook.com/search.php?q=L%27aquila+2+Aprile+&init=quick&tas=0.24795586721588414&ref=ts#!/home.php?sk=group_204093059603715


MANIFESTIAMO PER sostenere la legge d’iniziativa popolare, che vede i cittadini protagonisti dei processi di ricostruzione partecipata.

MANIFESTIAMO PERCHE’ i Rappresentanti del Governo Centrale,Regionale e Locale lavorino con trasparenza, onestà ed impegno per la ricostruzione ed il rilancio economico della città e dei suoi borghi.

MANIFESTIAMO CONTRO la costruzione di centrali nucleari e gasdotto Snam, che comporterebbero elevati rischi in un territorio altamente sismico.

MANIFESTIAMO PER chiedere che il 6 Aprile si abbassino i riflettori su di un dolore fin troppo strumentalizzato e sia proclamato come giornata di lutto cittadino.

CITTADINI E CITTADINE PARTECIPATE NUMEROSI E’ IN GIOCO IL FUTURO DELLA NOSTRA CITTA’


COMUNICATO UFFICIALE

Il Comitato Promotore per la Ricostruzione de L’Aquila e i suoi Borghi chiede, a tutti i Cittadini, Comitati, Associazioni, a 2 anni dal devastante terremoto che ha sconvolto la terra Abruzzese, di ritrovarsi e mobilitarsi pacificamente per commemorare e promuovere le iniziative a livello locale enazionale continuando il percorso Civile e Morale indicato già da Comitati e Associazioni Aquilane con la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la Solidarietà Nazionale inerente “La Ricostruzione de L’Aquila”, “La Prevenzione e Sicurezza della Popolazione”, “Per i Territori colpiti da Disastri Naturali” (www.anno1.org) di cui si cita il primo paragrafo in Premessa:

“I cittadini dei Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, a 19 mesi dal sisma che ha causato 309 vittime e che ha stravolto le proprie vite, dopo aver sperimentato il sistema di Commissariamenti e di Ordinanze derogatorie imposto dal Governo per fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione materiale e socio economica, dopo aver inutilmente atteso che venissero considerate numerose legittime richieste, dopo aver verificato che la ricostruzione del territorio è ancora ferma e che non c’è nessuna certezza della effettiva volontà e possibilità della ricostruzione, hanno individuato nello strumento della proposta di legge di iniziativa popolare l’unica possibiltà di vedere ricostruito il territorio colpito, e l’unica possibilità di essere partecipi della ricostruzione.”

La mobilitazione di Sabato 2 Aprile sarà preludio di una settimana molto intensa per la Cittadinanza Aquilana.
- Il 5/6 Aprile si svolgeranno le Commemorazioni per le 309 Vittime del terremoto.
- L’8 Aprile si terrà la prima udienza del Processo a carico della Commissione Grandi Rischi per la sottovalutazione dell’Allerta Sismico nei giorni precedenti la tragedia del 2009.

PIATTAFORMA DI PARTECIPAZIONE

1) Il Comitato auspica che i Rappresentanti delle Istituzioni della Repubblica Italiana (Governo e Parlamento) commemorino le vittime e solidarizzino con i sopravvissuti nell’unico modo consono al loro ruolo; superando la propria inerzia angosciante e lavorando dentro i Palazzi di Governo Nazionale, Regionale e Comunale per promuovere e calendarizzare tutte le iniziative promosse dai Cittadini e dai Comitati (come la Legge di Iniziativa Popolare per la Ricostruzione de L’Aquila e dei Borghi per la quale si stanno raccogliendo le firme) evitando strumentalizzazioni e presenziando nei luoghi dove richiesto dalla Giustizia Italiana.
2) Il Comitato auspica che il Governo Nazionale Italiano riveda la destinazione dei fondi destinati ad opere infrastrutturali faraoniche quanto non urgenti come T.A.V. e Ponte sullo Stretto di Messina per re-indirizzarli verso la Ricostruzione de L’Aquila e dei Borghi recuperandone il senso sociale, storico e artistico alla radice della collettività e rispettandone il magnifico territorio circostante. A questo proposito si sottolinea l’assurda decisione del Ministro degli Interni di dividere gli appuntamenti elettorali e referendari con la perdita di 300 milioni di Euro dei contribuenti italiani.
3) Il Comitato auspica che il Governo Regionale Abruzzese receda dal voto favorevole per la costruzione di Centrali Nucleari nel proprio territorio a fronte di quanto sta accadendo in Giappone in termini di terremoto e fughe radioattive (la Nazione con la più avanzata tecnologia anti-sismica e sicurezza nucleare). Altresì si auspica di recedere dalla costruzione del gasdotto sud-nord lungo la fragile e irrequieta Dorsale Appenninica Abruzzese.
4) Il Comitato auspica che il Governo Comunale Aquilano si attivi in modo concreto per la Ricostruzione evitando le malinconiche dimissioni del Sindaco e l’occupazione del Municipio per evidente isolamento politico dimenticando sempre che si è eletti “pro tempore” dalla Cittadinanza alla quale bisogna rendere servizio.
5) Il Comitato esige che i Cittadini Aquilani, i Cittadini dei Borghi, i Cittadini Italiani vengano trattati come componente attiva di civismo e partecipazione in osservanza all'Art.3 della Costituzione Italiana.

Fatte salve le indicazioni da parte delle Autorità preposte alla Sicurezza e Decoro Urbano e dell’Ordine Pubblico (che verranno comunicate in tempo reale), si chiede a tutte le forze democratiche ovvero alla Società Civile, le Associazioni, i Comitati, i Movimenti, Aquilani e dell’Italia unita di mobilitarsi pacificamente a:

L’AQUILA
MANIFESTAZIONE SABATO 2 APRILE 2011 – ORE 14,00 FONTANA LUMINOSA
(corteo e palco)





COMITATO PROMOTORE
Enza Blundo (Rete Viola L'Aquila) tel. 340. 24 93 803 e-mail enzablundo@yahoo.it - Federico Ferme (Rete Viola Milano) tel. 339. 74 27 980 e-mail federicoferme@tiscali.it -Tonina Ranellucci (popolo viola abruzzo) Stefania Pace (Rete Viola L'Aquila) - Erina Panepucci (Rete Viola L'Aquila) - Germana Rossi (Rete Viola L'Aquila) - Greta Faggiani (Viola Trieste) - Riccardo Infantino (Viola Porto S. Giorgio) - Marina Cedraschi (Viola Como) - Francesco Lovati (Fermo).


LA PAGINA FACEBOOK
http://www.facebook.com/pages/LAquila-Diritti-e-Verit%C3%A0-Manifestazione-Sabato-2-Aprile-2011/183573211686690

 

Se non sono ritorsioni come si chiamano?

Daniele Tosoni
La Croce Rossa seguita a cucire la bocca... al personale che rende pubbliche 
le " stranezze "dell'Ente !
Questa volta a farne le spese e il Volontario del Soccorso nonchè Ispettore di Scarlino, DANIELE TOSONI .



Clicca sulla foto per ingrandire
  Già in occasione del Terremoto in Abruzzo rilevò una stranezza sulla destinazione degli Aiuti Umanitari per la popolazione colpita dal sisma  Leggi l'articolo




SOSPESO DAL SERVIZIO
parlò di SPRECHI a 
Clicca sulla foto per ingrandire

domenica 27 marzo 2011

Comunicato politico numero quarantuno

beppe_banco.jpg
"Capitano, mio capitano". I ragazzi salutavano così Robin Williams mentre usciva dalla classe nel film "L'attimo fuggente". Salirono sui banchi sfidando le regole dell'Istituto. Io non sono un capitano, al massimo sono un soldato semplice. Non mi piacciono i gradi. E quando vedo i ragazzi del MoVimento 5 Stelle, le loro facce pulite, il loro impegno civico, mi sembra di assistere a un miracolo. Al manifestarsi di una nuova generazione di italiani che può fare quella rivoluzione che questo Paese non ha mai conosciuto. Ma i Bono, i Fico, i Bugani, i Favia e mille altri che non nomino per mancanza di spazio e di memoria, non devono guardare a Grillo, ma avanti e sopra. Alla nuova Italia il cui centro è il cittadino, dove la politica è servizio civile. Senza finanziamenti elettorali rifiutati dal MoVimento 5 Stelle e con uno stipendio normale, senza benefit e auto blu. Vedo Stuoino Fazio nella sua intervista a Cancronesi. Quello Stuoino che riuscì a non fare neppure una domanda al tronchetto dell'infelicità sulle intercettazioni e sullo sfascio di Telecom. Cancronesi non si scusa per essere il testimonial della morte nucleare. Ancora dopo Fukushima ridacchia come un linfoma allegro. Vedo i partiti sfilare a Roma per l'acqua pubblica, gli stessi personaggi che la danno in gestione a società private, e mi viene da vomitare. Il Paese va riformato sia nella politica, che sforna eredi peggiori dei predecessori, da Napoli a Firenze, che nell'informazione. Entrambi vivono di carità pubblica, di finanziamenti. Ai partiti un miliardo di euro, all'editoria 330 milioni. Li paghiamo per tenerci schiavi. Alle prossime amministrative il MoVimento 5 Stelle si presenterà in almeno 70 Comuni, forse 100. Le liste di ragazzi e ragazze incensurati sono nate in modo spontaneo, per germinazione, con il passaparola, con l'esempio. I portavoce sindaco sono stati scelti tra più candidati in pubbliche assemblee, come è avvenuto per Mattia Calise a Milano. Nel 2013 ci saranno le elezioni politiche, prima è impossibile perché l'Italia fallirebbe, ci sarebbe il default, e l'Europa, che detiene quasi la metà del nostro debito pubblico, non ce lo lascerà fare. Nel 2013 il MoVimento 5 Stelle entrerà in Parlamento, 30/40 deputati, senza alleanze, apparentamenti, compromessi. Farà saltare il gioco della P2 con due gruppi intercambiabili, Pdl e Pdmenoelle che hanno gli stessi obiettivi e consentono il mantenimento dello status quo e il controllo del Paese. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

FORUM: TITOLARE DI UN NEGOZIO INESISTENTE DICE CHE L'AQUILA E' RICOSTRUITA - TVUNO

sabato 26 marzo 2011

Nucleare, pagano i bimbi

L'esperto: «Vicino ai reattori si ammalano 160 volte di più».
di Gea Scancarello

Dopo il dramma di Fukushima, in Giappone, Angela Merkel è tornata sui suoi passi. Investita da un’ondata di proteste, ha imposto l’arresto delle sette più vecchie centrali nucleari della Germania e annunciato nuovi controlli sulle nove che restano in funzione.
Non è la sola ad aver ripensato all’atomo: dagli Stati Uniti alla Svizzera, i governi si sono fermati a ragionare. Un ottimo strumento di riflessione potrebbe loro arrivare proprio dal governo tedesco. Che, nel 2008, finanziò lo studio Kikk: una ricerca sui bambini ammalati di tumore in prossimità dei reattori.
Il rapporto ha stabilito che «esiste una correlazione tra la vicinanza a una centrale nucleare e il rischio di sviluppare la leucemia entro il quinto anno di età». Ma è finito nel dimenticatoio.
A portare la questione al centro dell’attenzione sta provando da mesi Ian Fairlie, tra i massimi specialisti sugli effetti della radioattività. Consulente del governo inglese, ma anche del Parlamento europeo, Fairlie ha una doppia laurea in Chimica e in Biologia delle radiazioni, e ha investigato il loro impatto sull’organismo.
Il professore ha proposto una spiegazione biologica del perché i piccoli che vivono vicino alle centrali nucleari si ammalano di cancro molto più degli altri. E, a Lettera43.it, che lo ha intervistato appena prima della decisione tedesca di spegnere i vecchi reattori, ha raccontato perché «è pretestuoso parlare di quantità tollerabili di radioattività e di bassi livelli di emissioni nocive».
Domanda. Umberto Veronesi, l’oncologo alla guida dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, ha detto che «i reattori emanano radiazioni minime, molto inferiori rispetto ai livelli di legge».
Risposta. Un’assurdità totale. Comunque, bisognerebbe chiedersi chi e come stabilisce i livelli.
D. Già, chi?
R. Posso dirle come funziona in Inghilterra. Da noi se ne occupano comitati di nomina governativa. Costituiti da tecnici, alcuni pro nucleare, altri contro. Io ho fatto parte di quello del governo di Tony Blair dal 2001 al 2005. Al termine di anni di studi, il comitato ha dovuto ammettere che esistevano enormi incertezze sul livello di dosi ‘tollerabili’.
D. Cosa significa?
R.
Che non esiste alcun consenso scientifico su quale sia la quantità di radiazioni nucleari che l’organismo può assorbire.
D. Ma i governi stabiliscono comunque delle soglie.
R.
Subiscono la pressione delle lobby, che li foraggiano con milioni di sterline. Così pongono limiti assurdamente alti. In ogni caso, non è nemmeno quello il problema.
D. E qual è allora?
R. L’idea stessa che esistano delle dosi ‘innocue’ è  profondamente sbagliata.
D. Non esiste una soglia di tolleranza?
R. Una soglia può esserci, ma è diversa per ogni persona. Soprattutto, cambia negli stadi della vita: quello che è un adulto può sopportare può essere letale per un bambino.
D. Perché?
R. I tessuti dei bambini sono molto più permeabili e le loro cellule si replicano molto più velocemente di quelle degli adulti. Il loro midollo osseo assorbe le radiazioni e duplica cellule infette a ritmi serrati. Così la possibilità che i più piccoli contraggano la leucemia è molto più alta di quella degli adulti.
D. Quanto più alta?
R. Tra i bambini, incluso i feti ancora nella pancia della mamma, che vivono entro cinque chilometri da una centrale nucleare, l’incidenza della leucemia è 160 volte più alta rispetto a chi si trova lontano dai reattori.
D. E chi lo ha calcolato?
R. Lo studio Kikk. È stato condotto nel 2008, commissionato dal governo tedesco.  
D. È un documento ufficiale?
R. Certamente. Tanto che è diventato il paradigma di tutto il settore. In Germania il governo ha dovuto riconoscerne pubblicamente i risultati.
D. Eppure le centrali non le avevano spente.
R. Non solo: lo studio era stato inizialmente commissionato per dimostrare che il nucleare è innocuo. Volevano provarlo in modo scientifico per mettere a tacere l’opinione pubblica. Ma la ricerca si è rivoltata loro contro: tanto che alla fine è stata pubblicata sul sito del governo il 24 dicembre 2008, a mezzanotte. Glielo assicuro, non è uno scherzo.
D. Volevano insabbiarla.
R. Sì. Ma la gente l’ha scoperta, ed è scappata.
D. Uno studio basta a fugare ogni dubbio?
R. Non è l'unico. Sono oltre 40 le ricerche che sono giunte alle stesse conclusioni. Di queste, dieci hanno rilevanza statistica.
D. E le altre 30?
R. Nelle altre il dato resta valido, ma i casi di malati esaminati non sono sufficienti per provare l'esistenza di una correlazione diretta. In poche parole, le ricerche affermano che i bambini che vivono vicino alle centrali si ammalano di più, ma non possono stabilire che la causa sia la prossimità agli impianti. Un piccolo paradosso, ma comunque inquietante.
D. Tutto questo significa però che gli adulti sono al sicuro?
R.
No, affatto. Il rischio c’è per tutti. Ma per i più piccoli, inclusi i feti, siamo ora in grado di dare una spiegazione scientifica.
D. Insiste sui feti, ma come fanno ad assorbire radiazioni se non sono nemmeno usciti dal ventre materno?
R. Appunto, sono nello stadio cruciale della riproduzione cellulare. E quando l’acqua che beve la madre è contaminata, anche il bambino può ammalarsi. Si ricordi che siamo fatti al 70% di liquido.
D. Se non succedono disastri come Chernobyl o Fukushima, perché dovrebbe contaminarsi l’acqua?
R. Scherza? Nei dintorni immediati di una centrale tutto è contaminato: l’acqua, il cibo, l’aria.
D. Perché? Le centrali sono ‘sigillate’.
R. Questa è un’altra bugia. Le centrali vengono aperte almeno una volta all’anno per cambiare il combustibile. Ed è il momento in cui si ha il picco di irradiazioni tossiche sottoforma di vapore acqueo.
D. Come succede?
R. Immagini una pentola a pressione. I gas contenuti all’interno del reattore, estremamente compressi, si sfogano tutti insieme quando viene tolto il coperchio: un processo che dura per due o tre giorni. Le particelle radioattive si depositano nel suolo e nell’acqua, vengono inalate e assorbite dai tessuti epidermici. I contatori geiger, quelli utilizzati per misurare la radioattività, possono impazzire in quei giorni.
D. Se è così pericoloso perché nessuno dice nulla?
R. Perché non si sa. Le misurazioni delle radiazioni si fanno su base annua e poi si calcola una media giornaliera. I picchi di radioattività non vengono rilevati. Così i governi sono autorizzati a sostenere che le centrali rispettano i livelli stabiliti per legge. Cioè quelli che loro stessi hanno fissato.
D. Vuole dire però che durante la normale attività l’irradiamento è debole.
R.
Figuriamoci! Le emissioni ci sono tutti i giorni: ha presente quanto fumano i camini dei reattori? Quella è tutta anidride carbonica radioattiva, che noi inaliamo ogni istante.
D. Se fosse vero nessuno accetterebbe di vivere vicino a una centrale.
R. Certo, se solo lo sapessero. Il problema è che le ricerche vengono tenute nascoste. In Italia, per dire, lo studio Kikk non è mai stato tradotto.
D. Esiste un lavoro equivalente nel nostro Paese?
R. No, non hanno mai studiato a quel livello l’incidenza delle radiazioni nucleari sullo sviluppo di tumori infantili. Ecco perché sono pronti a riaprire le centrali.

venerdì 25 marzo 2011

Noi non molleremo mai!

Parlamento_Pulito_Roma.jpg
Questi partiti, nessuno escluso, pur di non mettere all'ordine del giorno al Senato la proposta di legge popolare "Parlamento Pulito" scioglierebbero le Camere. Dov'è la voce del Presidente della Repubblica così attento alle forme della democrazia?
"Caro Beppe, ricordi le 350.000 firme di Parlamento Pulito? Quelle che dal 14 dicembre 2007 giacciono nel cassetto della Commissione Affari Costituzionali del Senato? Quelle che se non verranno prese in considerazione in questa traballante legislatura andranno al macero senza neanche essere riciclate? Quelle di 350.000 cittadini che in un magnifico 8 settembre 2007 hanno riempito per tutta la giornata le piazze d’Italia facendo la fila per ore pur di poter mettere la firma a supporto della proposta di legge d'iniziativa popolare che vuole mandare via i condannati dal Parlamento, mettere il limite di due legislature e reintrodurre il voto di preferenza? Noi vogliamo ricordarci di quelle firme avendole raccolte con passione e certificate per il deposito in Cassazione. Per noi rappresentano la massima espressione di partecipazione popolare democratica di questo Paese insieme allo strumento del referendum. Gli strumenti di iniziativa popolare non devono essere ignorati dai nostri dipendenti. Ecco perché il 16 aprile, a Roma ed in tante piazze d’Italia, noi semplici cittadini e/o aderenti al Movimento 5 Stelle torneremo di nuovo in piazza per difenderle, quelle firme, dal menefreghismo della casta politica e dalla lenta ma incalzante deriva civica che la stessa vuol far prendere a questo Paese. Ci vediamo in piazza? Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure." Gli Amici di Beppe Grillo di Roma - MoVimento 5 Stelle

Elenco parlamentari condannati...serve un Parlamento pulito!

Riproponiamo una lista di parlamentari che hanno varcato, e stanno varcando, le soglie del Parlamento.
Questi soggetti hanno e stanno,legiferando in nome del Popolo Italiano...sinceramente non credo ci sia molto da aggiungere solo, magari, la necessità di un codice di autoregolamentazione interna ai partiti!
Non possiamo accettare che il delegato a rappresentare il "cittadino sovrano" abbia precedenti con la Giustizia...è un paradosso giuridico che voti una legge chi prima è stato colto ad infrangerne un'altra!
Li abbiamo raccolti nelle tre ultime legislature!


XIV Legislatura

Casa delle Libertà:

Forza Italia:

Massimo Maria Berruti - Deputato: 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo sulle tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza (rilasciate dal Manager della Fininvest, Salvatore Sciascia), per aver tentato di depistare le indagini cercando di impedire ai finanzieri arrestati di rilasciare al giudice la propria testimonianza sul caso.

Alfredo Biondi - Deputato ed ex Vicepresidente della Camera dei deputati (nelle Legislature X, XI, XIII, XIV): 2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova.
N.B. La sentenza di condanna è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrogazione del reato.

Gianpiero Cantoni - Senatore, ex presidente della BNL: 2 anni e 800 milioni di lire patteggiati per corruzione e bancarotta fraudolenta.

Marcello dell'Utri - Senatore: 6 mesi patteggiati per false fatture e falso in bilancio. 2 anni definitivi per false fatture e frode fiscale commessi a Torino nell'ambito della gestione di Publitalia.

Antonio Del Pennino - Senatore: 2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito nell'ambito dello scandalo Enimont. 1 anno, 8 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito della metropolitana milanese.

Walter De Rigo - Senatore: 1 anno e 4 mesi patteggiati per truffa ai danni del Ministero del Lavoro e della CEE per falsi corsi di qualificazione professionale per la sua azienda.

Gianstefano Frigerio - Deputato: 3 anni e 9 mesi per corruzione per le tangenti delle discariche milanesi. 2 anni e 11 mesi per concussione, corruzione, ricettazione e finanziamento illecito in Tangentopoli.

Giorgio Galvagno - Deputato ed ex-Sindaco di Asti: 6 mesi e 26 giorni patteggiati per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona.

Lino Jannuzzi - Senatore: 2 anni e 4 mesi per vari casi di diffamazione.
N.B. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha successivamente graziato Jannuzzi in data 16 febbraio 2005.

Rocco Salini - Senatore ed ex-presidente della commissione del Senato sull’uranio impoverito: 1 anno e 4 mesi di reclusione per falso ideologico e abuso d’ufficio, in seno alla giunta di Teramo (inquisita per uso scorretto di 450 miliardi di € di fondi europei), della quale Salini fu l’unico condannato definitivo.

Vittorio Sgarbi - Deputato: 6 mesi e 10 giorni definitivi per falso e truffa aggravata e continuata ai danni del Ministero dei Beni culturali per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali del Veneto. Oltre 1000 € di multa per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo.

Egidio Sterpa - Deputato: condannato a 6 mesi definitivi nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Enimont.

Antonio Tomassini - Senatore, ex-medico chirurgo e responsabile Sanità di Forza Italia: 3 anni definitivi per falso in certificazione per aver alterato la sua cartella clinica, riguardo un intervento di parto da lui attuato in cui la bambina partorita subì gravi lesioni cerebrali.

Alfredo Vito - Deputato: 2 anni patteggiati e 5 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.

UDC:

Vito Bonsignore - Eurodeputato: 2 anni definitivi per tentata corruzione per l'appalto dell'ospedale di Asti.

Calogero Sodano - Senatore ed ex-Sindaco di Agrigento: 1 anno e 6 mesi definitivi per abuso d’ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.

Lega Nord:

Mario Borghezio - Eurodeputato: 750 mila lire di ammenda per aver trattenuto per un braccio un ragazzino marocchino di 12 anni. 2 mesi e 20 giorni definitivi in incendio aggravato da "finalità di discriminazione" per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte del fiume Dora a Torino.

Umberto Bossi - Eurodeputato e Segretario di Partito: 8 mesi definitivi nell'ambito dello scandalo Enimont. 1 anno definitivo dalla Cassazione per affermazioni verbali di istigazione a delinquere in occasione di due comizi della Lega Nord a Bergamo, in cui si incitavano i militanti leghisti a "cacciare i fascisti dal Nord anche con la violenza". Due condanne definitive per altrettante compiute affermazioni verbali di vilipendio alla bandiera italiana, la prima ad 1 anno e 4 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, la seconda a una multa di 3 mila € (essendo nel frattempo intervenuta modifica in punto pena del reato all'inizio del 2006 ad opera del III Governo Berlusconi).

Roberto Maroni - Deputato e Ministro dell'Interno: 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, per aver morsicato la gamba dell'ufficiale di polizia, dopo la caduta in terra.

DC per le Autonomie:

Paolo Cirino Pomicino - Eurodeputato ed ex-UDEUR: 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito nell'ambito dello scandalo Enimont. 2 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Eni.

PRI:

Giorgio La Malfa - Deputato ed ex-Ministro per le Politiche Comunitarie (a partire dal 22 aprile 2005): 6 mesi e 20 giorni nell'ambito dello scandalo dei fondi neri dell'Enimont.

Socialisti Uniti per l'Europa:

Gianni De Michelis - Eurodeputato e Segretario di Partito: 2 anni e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto. 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont.


L'Ulivo:

La Margherita:

Enzo Carra - Deputato: 1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al PM su tangente Enimont.



XV Legislatura

Casa delle Libertà:

Forza Italia:

Massimo Maria Berruti: favoreggiamento.

Alfredo Biondi: evasione fiscale (reato poi depenalizzato).

Gianpiero Cantoni: patteggiamento per corruzione e bancarotta fraudolenta.

Marcello Dell'Utri: false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.

Lino Jannuzzi: diffamazione aggravata.

Giorgio La Malfa: finanziamento illecito.

Giovanni Mauro - Senatore: definitiva condanna per diffamazione aggravata.

Cesare Previti - Deputato: 6 anni definitivi per corruzione del giudice Vittorio Metta nel processo sulla contesa della Mondadori tra Silvio Berlusconi e l'ingegnere Carlo De Benedetti, al fine di concedere la proprietà esclusiva della casa editrice alla Fininvest. Si è dimesso dalla carica di deputato il 31 luglio 2007.
N.B. Il 29 luglio 2006, con l'approvazione della legge sull'indulto, Cesare Previti è stato riabilitato.

Egidio Sterpa: finanziamento illecito.

Antonio Tomassini: falso in atto pubblico.

Alfredo Vito: corruzione.

Alleanza Nazionale:

Marcello De Angelis - Senatore: 6 anni definitivi per banda armata e associazione sovversiva per aver partecipato all'organizzazione terroristica di estrema destra Terza Posizione.

Domenico Nania - Senatore: 7 mesi definitivi per lesioni volontarie personali all'età di 18 anni nell'ambito di scontri fisici avvenuti tra studenti di destra e di sinistra.

UDC:

Vito Bonsignore: tentata corruzione.

Aldo Patriciello - Eurodeputato: definitiva condanna per finanziamento illecito.

Lega Nord:

Mario Borghezio: violenza privata su minore e incendio aggravato.

Umberto Bossi: finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana.

Roberto Maroni: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

DC per le Autonomie:

Paolo Cirino Pomicino: corruzione e finanziamento illecito.

Antonio Del Pennino: finanziamento illecito

Nuovo PSI:

Gianni De Michelis: corruzione e finanziamento illecito.


L'Unione:

La Margherita (poi confluiti nel Partito Democratico):

Enzo Carra: falsa testimonianza.

Partito della Rifondazione Comunista:

Daniele Farina - Deputato e fondatore e leader storico del centro sociale milanese di Leoncavallo: 1 anno e 6 mesi complessivi per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale, durante la manifestazione antifascista dei collettivi universitari e durante gli scontri davanti alla centrale nucleare di Montalto di Castro (reati poi sottoposti ad amnistia). 10 mesi per lesioni personali gravi durante gli scontri tra i servizi d’ordine sindacale e i servizi d'ordine di Leoncavallo. Definitiva condanna per inosservanza degli ordini delle autorità, dovuta al mancato rispetto delle ordinanze del Sindaco di Milano Marco Formentini sui concerti a Leoncavallo.

Rosa nel Pugno:

Sergio D'Elia - Deputato: 25 anni definitivi per banda armata e concorso morale in omicidio, per aver concorso all'organizzazione terroristica di estrema sinistra Prima Linea, nella quale il gruppo armato di D'Elia uccise l'agente Fausto Dionisi. Nel 2000 D’Elia è stato però riabilitato con sentenza del Tribunale di Roma, con parere favorevole dello stesso procuratore generale.


XVI Legislatura

Il Popolo delle Libertà:

Massimo Maria Berruti: 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.

Vito Bonsignore: 2 anni definitivi per tentata corruzione appalto ospedale Asti.

Gianpiero Cantoni: patteggiamento per corruzione e bancarotta fraudolenta.

Giuseppe Ciarrapico - Senatore: 623.500 lire di ammenda per ripetuto sfruttamento di lavoro
minorile. 3 anni per ricettazione fallimentare nell'ambito del crack di 70 miliardi della società che controllava la «Casina Valadier». 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta nell'ambito del crack del Banco Ambrosiano. 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata a danno di Inps, Inail e Inam per non aver registrato nei rispettivi libri paga i salari dei dipendenti delle società. 1 anno (con rito abbreviato) per falso in bilancio e truffa nell'ambito dello scandalo Safim Leasing-Italsanità, in cui la Safim Factor cedette a Ciarrapico vari miliardi di lire ricavati con falsi crediti dopo aver affittato suoi immobili in Italsanità.

Marcello De Angelis: banda armata e associazione sovversiva.

Marcello Dell'Utri: false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.

Renato Farina - Deputato: 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel rapimento dell'ex-imam di Milano Abu Omar.

Giorgio La Malfa: condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito Enimont.

Domenico Nania: lesioni personali.

Giulio Camber: millantato credito.

Salvatore Sciascia - Senatore ed ex-Manager della Fininvest: 2 anni e 6 mesi per corruzione di ufficiali e sottoufficiali della Guardia di Finanza, allo scopo di alleggerire le verifiche fiscali della Fininvest.

Antonio Tomassini: Condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.

Lega Nord:

Mario Borghezio: violenza privata su minore e incendio aggravato.

Umberto Bossi: finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana.

Roberto Maroni: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

UDC:

Giuseppe Naro - Deputato: 6 mesi definitivi per abuso d’ufficio volto a utilizzare il denaro pubblico per pagarsi 462 ingrandimenti fotografici al prezzo complessivo di 800 milioni di lire.

Giuseppe Drago - Deputato: 3 anni definitivi per peculato, essendosi appropriato, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione Siciliana, quando ricopriva tale carica. A seguito della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici decade dalla carica di deputato.

Enzo Carra - Deputato (eletto nelle liste del PD): falsa testimonianza.

Partito Democratico:

Antonino Papania - Deputato ed ex-Assessore al Lavoro in Regione Siciliana: 2 anni, 20 mesi e 20 giorni patteggiati per abuso d'ufficio volto alla compravendita di posti di lavoro per ex-detenuti disoccupati, per conto di alcuni esponenti del sindacato Failea.

giovedì 24 marzo 2011

Il Movimento 5 Stelle “sbarca” a Salerno

Ci sarà anche 5 stelle alle prossime amministrative di Salerno. Ambiente, Acqua, Sviluppo, Trasporti, i temi principali.

Il quadro politico si complica: De Luca arma una coalizione senza simboli e cresce la fronda interna; la Carfagna recupera i rapporti ma si defila; il terzo polo fatica a nascere nonostante il movimentismo di Gagliano.
SALERNO“Ci saremo anche noi” – dicono i responsabili del movimento di Beppe Grilloe anche  a Salerno ci metteremo in Movimento e presenteremo la nostra lista”.
Quindi è ufficiale, e i responsabili del movimento sono già a lavoro: alle prossime  elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, anche il Movimento Cinque Stelle presenterà la propria lista ed il proprio candidato a sindaco della città.
I prossimi giorni saranno quelli dedicati ad ultimare tutti gli adempimenti burocratici per dare  il via anche alla raccolta delle firme. “Porteremo anche a Salerno il virus del cambiamento - aggiungono i grillini – che partirà dal basso, ma entrerà nei palazzi della politica per liberarli dalla casta e  per recuperare un rapporto sano con la Città. Arriveremo in Consiglio Comunale con i nostri rappresentanti”.
I grillini vogliono partecipare per creare condizioni di assoluta trasparenza, e cambieremo l’aria agli ambienti del palazzo. I sondaggi ci attribuiscono una buona percentuale che è costante in tutte le realtà territoriali italiane, indice di una forte volontà di cambiamento e indice che il movimento si sta ben radicando..

Beppe Grillo

“Siamo un Movimento di cittadini - continuano i responsabili del Movimento 5 Stelle – che entrano in politica con idee e programmi chiari su Ambiente, Acqua, Sviluppo, Connettività, Trasporti e Salerno da decenni è guidata da politici che pensano solo a costruire e a indebitare le prossime generazioni, bisogna intervenire subito, perché il Comune non sia più una Spa, guidata da un amministratore delegato che si fa chiamare sindaco!”
“I Comuni - e concludono – fanno e disfano, decidono la vita quotidiana di ognuno di noi: Possono avvelenarci con un inceneritore o incentivare la strada che porta a rifiuti zero; Fare parchi per i bambini o case e porti per gli speculatori; Costruire parcheggi a pagamento e strisce blu o asili per le mamme. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo”.
La presenza del Movimento di Beppe Grillo nella prossima competizione elettorale, complica le cose che di già sono abbastanza confuse. Infatti anche se il Centro destra sembra aver risolto in qualche modo la diatriba interna tra Edmondo Cirielli e il Ministro Mara Carfagna, che ha portato ad una desistenza di quest’ultima e alla sconfitta annunciata di Anna Ferrazzano, il Terzo polo fatica a nascere e vede ancora distanti l’UDC e FLI, benché Salvatore Gagliano sta cercando di tessere una buona tela ed ha concluso recentemente l’Accordo con i Popolari per l’Europa di Clemente Mastella e Paolo Del Mese.
Sull’altro versante, quello del centro sinistra, mentre Il Sindaco uscente Vincenzo De Luca continua la sua campagna elettorale e cerca di liberarsi di lacci e lacciuoli armando una coalizione senza simboli per catturare i voti della destra, cresce la fronda interna con Guglielmo Vaccaro, Alfonso Andria e Simone Valiante che non vogliono affatto rinunciare a presentare il simbolo del PD. Fronda che si aggiunge alla distanza che Italia dei Valori e Federazione della Sinistra hanno già marcato nei confronti di De Luca, IDV e FS pensano già di fare una campagna elettorale in alternativa al sindaco uscente.
In uno scenario in cui è tutto da vedere, il Movimento di Beppe Grillo irrompe sulla scena e consolida quell’area che pur non volendo il centro-destra di Cirielli, sapendo bene di non poter vincere, contribuisce a demolire il Centro ambidestro di De Luca e la sua coalizione.

Rifiuti: Fico (Movimento 5 stelle), fuoriuscita percolato a Chiaiano non e' una novita'

Napoli, 23 mar. - (Adnkronos) - "La fuoriuscita di percolato dal fondo della discarica di Chiaiano non puo' e non deve essere una notizia, una novita'. Gia' all'epoca della costruzione della prima vasca si avevano tutte le informazioni sulla criminale negligenza nella scelta dei materiali e sulla loro messa in opera". E' quanto dichiara il candidato sindaco al comune di Napoli per il Movimento cinque stelle, Roberto Fico. "All'epoca", continua Fico, "mentre le istituzioni locali e nazionali pomposamente parlavano di discarica modello, i comitati di cittadini, ridicolizzati come 'popolo del no', mostravano tutte le immagini e informazioni alla delegazione guidata dall'euro-parlamentare Monica Frassoni, nella sede consiliare di via Verdi. In particolare, tramite le foto proposte dal professor Ortolani, si evinceva chiaramente che argilla e ghiaia fossero non conformi e che i teli di contenimento presentavano lacerazioni gia' alla loro posa". "Il Movimento 5 Stelle chiede che oggi non si finga che non lo si sapesse fin dall'inizio. Non fu un errore ma una deliberata scelta di allora. Scelta che ha e deve avere nomi e cognomi di responsabili che vanno costretti a risponderne in ogni sede", conclude il candidato sindaco per il Movimento cinque stelle.

LA CROCE ROSSA E' ESCLUSA DAL 5 x 1000

LA CROCE ROSSA E' ESCLUSA DAL BENEFICIO DEL 5 X 1000 DELL'IRPEF IN QUANTO DOTATA DI PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO.



Si fa presente che, come specificato dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare 56/E del 10/12/2010 - Chiarimenti in merito ai soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell'irpef, la Croce Rossa è esclusa da tale beneficio in quanto dotata di personalità giuridica di diritto pubblico.

Detta Circolare, infatti, "...precisa altresì che il requisito del possesso della personalità giuridica deve intendersi riferito solo ai soggetti con personalità giuridica di diritto privato, con esclusione, quindi, degli enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico..." e che "...gli enti associativi di diritto pubblico non possono, pertanto, essere iscritti nell'elenco dei soggetti destinatari del cinque per mille e non possono accedere alla ripartizione delle relative quote..."

Si invita non solo a non effettuare alcuna azione di promozione per la destinazione del cinque per mille dell'irpef a Croce Rossa Italiana, ma anche a diffondere, per quanto possibile, detta notizia sul Territorio.

La beffa di Eutelia, condannati i lavoratori

Tre mesi di carcere o 7600 euro di multa per i dipendenti che hanno occupato la sede. Samuele Landi, fondatore dell'azienda e ora latitante a Dubai, aveva denunciato i suoi ex impiegati

Condannati. Solo che gli ultimi a sporcarsi la fedina penale non sono i manager che hanno spolpato Eutelia, lasciato senza lavoro migliaia di persone e che si sono intascati milioni di euro di commesse. Ma i dipendenti che, nei mesi in cui venivano ignorati dai loro datori di lavoro (distratti da quella che i magistrati romani hanno definito una frode “colossale”), hanno protestato occupando la sede romana dell’azienda. A dodici di loro è stata appena notificata la sentenza del Tribunale penale di Roma: tre mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria di 7.600 euro a testa. Cioè quanto ognuno di loro prende di cassa integrazione in un anno. Il delitto? Aver “invaso arbitrariamente, al fine di occuparlo, l’immobile di proprietà della società Eutelia”. E visto che erano in gruppo, scatta automaticamente anche il concorso di persone.

La giornata incriminata è stata al centro delle cronache nazionali per ben altri motivi: in molti ricorderanno l’irruzione con piede di porco del fondatore della società, Samuele Landi, all’alba del 10 novembre 2009 nell’edificio di via Bona. Con lui diciassette vigilantes, arruolati per sgomberare il presidio dei lavoratori. Questi ultimi sono stati condannati per “sostituzione di persona”, ma dovranno pagare una somma inferiore di 100 euro a quella dei dipendenti ex Eutelia: 7.500 euro a testa. Il giudice per le indagini preliminari Roberta Palmisano ha dunque accolto le richieste del pm, Fabio Santoni, emettendo un decreto penale secondo cui spacciarsi per poliziotti, svegliare i lavoratori con torce puntate in faccia e chiedere loro i documenti senza alcuna autorità sia meno grave che presidiare un’azienda mentre viene distrutta dai suoi proprietari.

A denunciare i 12 lavoratori di Agile, la società venduta per un euro da Eutelia a Omega, è stato proprio Samuele Landi, ancora latitante a Dubai. Che poi è l’unico della famiglia a non aver pagato per la bancarotta fraudolenta (il fratello Isacco è finito in manette). Dagli Emirati Arabi deve aver avuto tempo, tra un lancio e l’altro col paracadute, sua grande passione, di seguire l’esito della vicenda. Ma i 12 lavoratori non sapevano neppure di essere sotto inchiesta, l’hanno scoperto solo l’altroieri a condanna notificata (procedura prevista per alcuni reati lievi, tipo la guida in stato di ebbrezza).

Fabrizio Potetti della Fiom, che da oltre due anni segue le vicende di Eutelia, sta già lavorando con gli avvocati del sindacato per opporsi (hanno tempo 15 giorni). E spiega al Fatto che “la cosa grave è che i ragazzi in presidio non hanno mai impedito a nessuno di continuare a lavorare, tanto che, quando i poliziotti veri sono arrivati dopo l’irruzione di Landi, non hanno ordinato a nessuno di sgomberare”.

Intanto i 12 lavoratori vivono un paradosso: dopo mesi senza stipendio e 890 euro al mese di cassa integrazione, se questa condanna venisse confermata andrebbero definitivamente in rovina. “Io preferirei andare in galera tre mesi piuttosto che finire per strada – dice Luigi Civita, uno di loro – non ho mai avuto così tanta paura in vita mia. Sono più angosciato di quando ho perso il posto: perché sono uno che rispetta le regole, che non ha mai fatto nulla di male. Siamo stati noi a essere derubati. Truffati dall’azienda, ingannati dalle istituzioni e, adesso, traditi anche dalla legge”.

Da Il Fatto Quotidiano del 24 marzo 2011

martedì 22 marzo 2011

Il Vulcano sotterraneo Marsili si è risvegliato: possibile tsunami anche nel Tirreno?

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Se ne parla sempre molto poco, ma una cosa è certa: il territorio italiano è sismico e la nostra storia ci insegna che l’ipotesi di uno tsunami sulle nostre coste non è affatto un vaneggiamento di catastrofisti scatenati. Anzi! Secondo i monitoraggi, negli ultimi mille anni il nostro Paese ha subito circa 30 maremoti e il più forte si è registrato nel 1783: un sisma dell’undicesimo grado della scala mercalli fu la causa di un terribile tsunami sulle coste della Calabria, che toccò anche alcuni tratti costieri della Sicilia.
Oggi il pericolo si chiama Marsili, un vulcano sottomarino che si trova nel Tirreno meridionale, a circa 140 km a nord della Sicilia e circa 150 km a ovest della Calabria, e appartenente all’arco insulare delle Eolie.  Ma perché questo vulcano che sonnecchia desta così tanta preoccupazione?
Perché sembra essersi risvegliato e le probabili frane lungo i versanti del vulcano fanno presagire qualcosa di molto allarmante.
Secondo il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, “bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei litorali”.
Uno studio che ho avviato – dichiara Ortolani in un servizio di SoveratoWebdopo il maremoto del 30 dicembre 2002 che interessò Stromboli, le isole vicine e la costa compresa tra Milazzo (Sicilia) e Marina di Camerota (Campania), ha evidenziato che, in base ai dati pubblicati (Tsunamis Research Team, Physics Dept – University of Bologna and National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) – Rome) negli ultimi 2000 anni vi sono stati 72 movimenti anomali del mare che hanno interessato le coste italiane. I risultati della ricerca eseguita con la collaborazione diR Silvana Pagliuca del CN, sono stati presentati al Congresso Internazionale di Geologia tenutosi a Firenze nell’agosto 2004. Il più recente maremoto italiano è stato quello che si è innescato poco dopo le ore 13 del giorno 30 dicembre 2002 nell’area di Stromboli, con conseguente inondazione della fascia costiera fino ad altezza di alcuni metri sul livello medio del mare. L’evento anomalo ha determinato seri danni ai manufatti più vicini al mare e ha provocato il ferimento di alcune persone; esso si è avvertito lungo la costa siciliana nella zona di Milazzo e in quella campana nel porto di Marina di Camerota. Il maremoto è stato innescato da una frana sottomarina. E’ evidente che se l’onda anomala del 30 dicembre 2002 si fosse verificata 4-5 mesi prima (o dopo), durante la stagione estiva, i danni lungo le coste frequentate da migliaia di bagnanti, specialmente alle persone, sarebbero stati molto gravi. Gli eventi, elencati nel catalogo dei maremoti italiani riportato sul sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono stati analizzati per individuarne le cause, ricostruire le aree interessate dai vari movimenti anomali del mare al fine di delimitare le zone costiere a rischio da tsunami e analizzare le disposizioni attuali per prevenire i danni. Un dato preoccupante è rappresentato dalla evidenza che ben 18 tsunami del passato (di diversa importanza) sono avvenuti nei mesi estivi che oggi costituiscono il classico periodo balneare caratterizzato da centinaia di migliaia di persone distribuite lungo le coste e le spiagge. E’ evidente che l’attuale spinta urbanizzazione e frequentazione estiva delle aree costiere renderebbe notevolmente più grave l’impatto di eventi simili a quelli storici”.
A preoccupare di più sono la Liguria, lo Stretto di Messina, tutta la Sicilia orientale, la Calabria, Isole Eolie, le zone adriatiche, il Golfo di Napoli, la Toscana, e il Lazio; in breve tutto il centro-sud.
La correlazione – ha continuato Ortolani – tra movimenti anomali del mare, eventi sismici, ubicazione delle strutture sismogenetiche ha consentito di individuare le seguenti cause dei maremoti italiani: terremoti generati da strutture sismogenetiche che interessano in parte l’area costiera emersa e sommersa (Calabria, Sicilia orientale, Gargano, Ancona); grandi e rapide frane sottomarine innescate prevalentemente da terremoti ed eruzioni; grandi frane costiere subaeree; accumulo antropogenico di terreno di riporto sul ciglio della scarpata continentale”.
Ma la cosa più interessante che emerge dalla ricerca del professore è che “il maggior numero di eventi è stato provocato da grandi e rapide frane sottomarine innescate prevalentemente da terremoti avvenuti anche in aree distanti dalla costa. I fenomeni più gravi si sono verificati nel Tirreno Meridionale-Stretto di Messina-Sicilia Orientale. Lo tsunami più disastroso, paragonabile per numero di vittime a quello avvenuto il 26 dicembre nel Sud Est Asiatico, nel Golfo del Bengala, è quello che si verificò circa 10 minuti dopo il sisma del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina provocando decine di migliaia di morti. Lo studio aveva evidenziato fin dal 2005 che il maremoto del 1908 non fu provocato direttamente dal sisma, come si riteneva, ma da una grande frana sottomarina, verificatasi nello Stretto di Messina a sud di Reggio Calabria, che fu innescata dallo scuotimento sismico. Il dato preoccupante che si porge all’attenzione dei cittadini e dei rappresentanti delle istituzioni è che le aree costiere italiane a rischio da tsunami, già individuate con vari studi, ancora non sono tutelate da interventi strutturali preventivi né da attive misure di monitoraggio, di didattica e protezione civile. La ricerca espletata nelle aree più colpite dai maremoti del passato ha messo in luce che se si ripetesse oggi un evento simile durante il periodo balneare si registrerebbero scene drammatiche e luttuose simili a quelle verificatesi nel sud est asiatico durante il disastroso evento del 26 dicembre 2004. Il rischio da tsunami non è nemmeno preso in considerazione nei piani stralcio per la difesa dal rischio idrogeologico. E’ evidente che bisogna recuperare il tempo perso e attivare idonei interventi di prevenzione al fine di preparare le aree costiere e la popolazione ad affrontare il rischio ambientale derivante da potenziali maremoti. Alla luce dei risultati dello studio si evince l’importanza di elaborare linee guida per la valutazione del rischio da onda anomala delle aree costiere e dell’impatto ambientale sulle infrastrutture di notevole rilevanza (aereoporti, porti, centrali elettriche, impianti industriali, strade e ferrovie ecc.). Vanno altresì messi a punto e attivati adeguati sistemi di educazione ambientale (per es. come comportarsi qualora ci si trovi su una spiaggia d’estate e si avverta un terremoto, oppure si noti un improvviso e sensibile abbassamento del livello dell’acqua) monitoraggio marino e costiero ed elaborati i Piani di Protezione Civile Comunali tesi soprattutto a proteggere la popolazione durante il periodo balneare”.
Temo – ha detto in conclusione il geologo– che per introdurre le necessarie “precauzioni” per stare più sicuri lungo le coste e le spiagge i rappresentanti delle istituzioni attenderanno il prossimo maremoto: speriamo che non sia disastroso”.
Insomma, nel nostro Paese, nel 2011 – invece di programmare e prevedere – non resta che sperare!
Verdiana Amorosi