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Gabanelli: Gestione Migranti

martedì 31 agosto 2010

Siate Semplicemente Consapevoli

DI JIDDU KRISHNAMURTI
semplicità
Vi prego di prestare ascolto a ciò che sto per dire. Fatelo mentre parlo. Non pensate a farlo, ma fatelo ora. Ecco, siate consapevoli degli alberi, delle palme, del cielo; ecco il corvo che gracchia; guardate la luce sulle foglie, il colore di quel sari, di quel volto, e poi tornate a voi, interiormente.
Potete osservare, potete essere consapevoli incondizionatamente delle cose all’esterno, è molto facile. Ma portare l’attenzione a noi stessi ed essere ugualmente consapevoli, senza condannarci, né giustificarci, senza paragonarci a qualcun altro, è molto più difficile. Siate semplicemente consapevoli di ciò che accade dentro di voi, le vostre convinzioni, le paure, i dogmi, le speranze, le frustrazioni, le ambizioni e tutto il resto. Allora lo svelarsi del mondo conscio e inconscio comincia. Non dovete fare nulla. Siate semplicemente consapevoli; questo è tutto ciò che dovete fare, senza giudizi, senza forzature, senza cercare di cambiare ciò di cui diventate consapevoli. Allora noterete che è come quando sale la marea, non potete impedire a una marea di arrivare; potete costruire un muro, potete fare quello che volete, ma la marea giungerà con la sua energia dirompente. Allo stesso modo, se siete consapevoli in modo incondizionato, l’intero campo della coscienza comincia a schiudersi. E mentre si schiude, dovete seguirlo, e ciò diventa incredibilmente difficile: seguire nel senso di stare con il movimento di ogni pensiero che sorge, di ogni sensazione, di ogni desiderio segreto. Diventa molto difficile nel momento in cui vi opponete, nel momento in cui dite: “Questo è spiacevole”, “questo è bene”, “questo è male”, “tratterrò questo”, “rifiuterò quest’altro”. Perciò, cominciate con le cose all’esterno e poi muovete dentro di voi. Allora troverete, nell’interiorità, che esterno e interno non sono due cose diverse, che la consapevolezza di ciò che è all’esterno non è differente da quella rivolta all’interno, che entrambe sono la stessa cosa. Allora scoprirete che vivete nel passato; che non c’è mai un momento di vita attuale, presente; solo quando né il passato né il futuro vengono a esistere si è nel momento attuale. Scoprirete che vivete sempre nel passato, nei ricordi: ciò che avete vissuto, ciò che eravate, quanto eravate intelligenti, bravi, cattivi.
Questa è la memoria. È per questo che dovete comprendere la memoria, non negarla, sopprimerla, o fuggirla. Se qualcuno ha fatto un voto di celibato, e si ricorda continuamente di quella decisione, quando smette di trattenere quel ricordo, o se ne scorda, si sente in colpa e questo soffoca la sua vita. Allora voi cominciate a osservare ogni cosa, e per questo motivo diventate molto sensibili. Perciò, nell’ascoltare (cioè nell’osservare non solo il mondo esterno, i gesti esterni, ma anche la mente al suo interno, che vede e che, di conseguenza, sente, prova sensazioni), nell’essere così incondizionatamente consapevoli, allora non si genera alcuno sforzo. E di grande importanza comprenderlo.

Il gang bang dei gattopardi

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Il gattopardismo indica il cambiare tutto perché nulla cambi. Lo scrittore Tomasi di Lampedusa lo riferiva ai baroni siciliani, improvvisamente garibaldini e savoiardi dopo essere stati convinti borbonici, nella sostanza immutabili nella gestione dei loro interessi. 150 anni dopo, il gattopardismo è diventato prassi di governo e opposizione, l’uno compenetrato nell’altra. L’opposizione nasce infatti per continua partenogenesi di chi governa il Paese.
Il governo Berlusconi del primo quinquennio del 2000 comprendeva Fini e Casini, ai quali dobbiamo la partecipazione attiva a tutte le leggi porcata, da quella elettorale alla legge Schifani (progenitrice del Lodo Alfano). Oggi, Casini e Fini rappresentano improvvisamente l’opposizione, con un salto carpiato con doppio avvitamento sono diventati l’alternativa. I poteri che li sostengono sono gli stessi che hanno banchettato e banchetteranno con Berlusconi. Si è così manifestato il miracolo evangelico della moltiplicazione del governo all’opposizione. Al posto dei pesci, deputati. Alle prossime elezioni si potrà votare il listone unico e bino. Da una parte Berlusconi e Bossi, dall’altra Casini, Fini e Bersani (il portavoce di D’Alema). L’attuale legge elettorale premia le coalizioni e per non fare la fine di Bertinotti e ritagliarsi qualche spazio di potere, anche marginale, è probabile che molti partiti e partitini andranno a Canossa, per il bene del Paese si intende!
E’ un gioco in cui vince sempre il banco e perdono gli italiani. Un teatrino dei pupi con insulti accademici in cui la parola più usata tra loro (ad uso dei cittadini) è: "Vergogna”, ma nel quale non si vergogna mai nessuno di ricevere i finanziamenti pubblici, di maturare il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo, di privatizzare i servizi essenziali e il demanio, di realizzare la Tav e la base militare americana Dal Molin, la più grande base in Europa. O di tollerare in Parlamento Dell’Utri (confortato da Casini presidente della Camera ai tempi della prima condanna per contiguità mafiose) e Cuffaro e portare i cittadini all'esasperazione. O di essere seduti nei banchi di Camera e Senato “nominati” dai loro capi partito e non dagli elettori in assenza del voto diretto al candidato. I partiti non sono tutti uguali, sono in realtà tutti lo stesso partito di lotta e di governo con gli stessi obiettivi.
Bersani lo ha dichiarato con un lapsus, tra una privatizzazione dell’acqua e l’inaugurazione di un inceneritore: “Siamo partiti di governo provvisoriamente all’opposizione”, lo stesso vale per la Lega e per Fini, anche loro partiti di governo, saltuariamente all’opposizione.E' il gang bang dei gattopardi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Tutti possono dire "NO! Alle Trivellazioni in Veneto"

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Chiunque ha diritto ad esprimere la propria opinione in merito alla questione delle trivellazioni nel polesine! Quindi inseriamo in questo post le lettere con le osservazioni ai progetti, che potranno essere sottoscritte e recapitate in regione, così da essere tenute in considerazione durante il processo di valutazione dei progetti stessi!
Le lettere devono essere protocollate entro il 17 settembre 2010 presso gli uffici protocollo della regione veneto, per cui bisogna fare presto.
Ci sono 3 modalità di raccolta per difendere il nostro territorio:
1) - consegna a mano dei 2 documenti presso ufficio protocollo
- spedizione in raccomandata A/R della copia firmata ( 1 in Regione Veneto e 1 in Regione Emilia)
2) - raccolta presso i banchetti del Movimento 5 Stelle (saranno scritti a breve nei blog o nei calendari dei MeetUp)
3) - raccolta presso il seguente indirizzo: arch. Michela Furin, via Pascoli 1L 45100 Rovigo
In qualità di cittadino residente nelle zone interessate dall’intervento, intendo esprimere un parere contrario e manifestare la mia contrarietà alla richiesta di concessione per la ricerca e successiva realizzazione di impianti per trivellare, estrarre e raffinare idrocarburi liquidi e gassosi nella pianura padana, come proposto dalla AleAnna Resources LLC in data 16 luglio 2010 e pubblicato sul BUR n. 64 del 06/08/2010.
Il progetto in esame prevede la ricerca di idrocarburi in un territorio estremamente fragile e instabile, soggetto a fenomeni di subsidenza e di cedimento del sottosuolo e all’interno di aree naturali protette come definite dalla L394/1991.
Nella regione Veneto le zone individuate sono: Delta del Po-tratto terminale e delta veneto (SIC IT3270017); Delta del Po (ZPS IT3270023); Palude della Marice - Cavarzare (ZPS IT3250045). Nella regione Emilia Romagna le zone sono: Fiume Po da Stellata a Mesola e Cavo napoleonico (SIC-ZPS IT4060016).
Faccio presente che già in passato negli anni ’60, le estrazioni di gas metano hanno causato lo sprofondamento dei terreni di alcuni metri rispetto al livello del mare, con un danno ambientale ed economico tale, che sono stati chiusi tutti i pozzi per evitare ulteriori disastri.
In quanto abitante di questa zona geografica sono giustamente preoccupato dello scempio paesaggistico che la serie di ecomostri porterebbe al nostro orizzonte ma soprattutto sono allertato dai livelli di estrema tossicità delle sostanze rilasciate nel terreno, nelle acque e nell’aria, a scapito della salute degli abitanti e con grave danno per le coltivazioni (zona prevalentemente agricola) e per il turismo.
osservazioni TRE PONTI.pdf
osservazioni LE SALINE.pdf
VOLANTINO TRIVELLAZIONI VERTICALE.pdf

Dell'Utri a Como ..como?

L’italiano che punta a bandire ex-criminali dal Parlamento Europeo

[The Irish Times]
Un attivista italiano sta guadagnando consensi nella sua campagna per bandire membri del Parlamento Europeo che siano stati condannati per crimini, una misura che impedirebbe a Jean Marie le Pen, esponente dell’estrema destra francese, ed a Nick Griffin, capo del BNP [ British National Party]di sedere il Parlamento.
Andrea D’Ambra, frustrato dai fallimenti della giustizia italiana nell’impedire accesso al parlamento nazionale ad individui già condannati per reati penali in passato, sta gradualmente guadagnando consensi per la sua iniziativa iniziata tre anni fa, per escluderli dall’assemblea Europea.
La sua campagna è ispirata dagli sforzi di uno dei blogger italiani più conosciuti, Beppe Grillo, per raccogliere consensi per un’iniziativa simile anche nel parlamento italiano.
“E’ un mio amico”, ha detto D’Ambra riferendosi a Beppe Grillo.
D’Ambra punta il dito contro due membri italiani del Parlamento Europeo provenienti dal partito di Berlusconi, il Popolo Della Libertà, condannati per corruzione, e contro un parlamentare della Lega Nord, condannato per incendio doloso.
Quattro parlamentari europei stanno raccogliendo firme tra i loro colleghi per un documento che dichiari il parlamento “pulito” e dove “i candidati alle elezioni europee non debbano essere stati condannati per corruzione, abuso di pubblico ufficio, incitazione al razzismo o crimini di stampo mafioso, affiliazioni a organizzazioni criminali o terroristiche”.
Inoltre il Belgio, che detiene la presidenza di turno della UE, ha dichiarato, in una corrispondenza privata con D’Ambra, la sua volontà di assicurarsi che il Consiglio dei Governi dell’UE esamini ogni proposta di cambiamento alla legge del 1976 che regola le procedure elettorali europee.
I sostenitori di D’Ambra, recentemente laureatosi in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli, hanno inviato centinaia di copie di una e-mail da lui redatta, a membri del Comitato per le Petizioni e del Comitato per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo.
L’e-mail chiede ai membri del Parlamento Europeo di bandire i condannati dalla campagna elettorale per il Parlamento, come parte di una prossima revisione delle regole che sanciscono l’età minima per votanti e candidati.
Il contenuto del messaggio richiama l’attenzione sulla presenza in Parlamento di Le Pen, condannato per aver fatto dichiarazioni liquidatorie sul regime nazista, e di Griffin, condannato per la pubblicazione di lettere che incitavano all’odio razziale.
La e-mail riporta anche la condanna nei primi anni Novanta del parlamentare europeo del PdL Aldo Patriciello, accusato di aver elargito l’equivalente di 8.000 Euro ad un politico e sottolinea che il suo collega di partito nel PDL e membro del Parlamento Vito Bonsignore è stato condannato a due anni per tentata corruzione nell’appalto dell’ospedale di Asti per dividere una mazzetta di 1,5 milioni di Euro fra esponenti della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista.
Il messaggio fa anche notare che Vito Bonsignore ha una condanna per aver dato fuoco a oggetti appartenenti ad immigrati che bivaccavano sotto un ponte a Torino.
La dichiarazione scritta è co-sponzorizzata da quattro parlamentari europei, l’attivista anti corruzione franco-norvegese Eva Joly, appartenente al Partito dei Verdi, dalla liberale italiana Sonia Alfano e dai socialisti Rosario Crocetta e Rita Borsellino.
La dichiarazione sostiene che i doveri legislativi del Parlamento “non dovrebbero essere condotti da individui che siano stati condannati, anche se in prima istanza, e anche laddove la sentenza non implichi l’esclusione da cariche statali”.
Se la dichiarazione verrà firmata dalla maggioranza semplice dei 736 membri del parlamento, diverrà effettiva. Queste dichiarazioni non sono vincolanti, ma costituirebbe un messaggio forte, poichè solo il Parlamento può prendere l’iniziativa per emendare la legge del 1976.

lunedì 30 agosto 2010

“Puglia, sanità in rosso”: parola di Vendola

“Puglia, sanità in rosso”: parola di Vendola
di Rossano Foschini
Un conto è la virtualità della rete, un altro la nuda e cruda realtà. Il giornale Italia Terra Nostra ha inviato alla segreteria di Vendola in Regione ben 25 domande indirizzate espressamente al governatore (ricevute e protocollate). Argomento: sanità e San Raffaele del Mediterraneo di Taranto. Il 28 agosto, dopo 13 giorni, sul sito La fabbrica di Nichi sono apparse soltanto 24 risposte. Il quesito 25 è stato cassato d’ufficio. In effetti Vendola governa la regione dall’aprile 2005. In totale da 5 anni e 4 mesi, ma è come se l’Obama bianco iniziasse soltanto ora il suo cammino di potere, come se non ci fossero i debiti, le tasse vertiginose, gli sperperi finanziari, gli scandali giudiziari, i buchi neri economici, i manager superpagati e i malati in lista d’attesa. Valga un dato per tutti: l’Istat colloca la Puglia all’ultimo posto in Italia per qualità dei servizi sanitari e al primo posto per sprechi e sperperi; nel primo trimestre del 2010 la Puglia è l’unica regione italiana in cui la spesa farmaceutica è aumentata del 2,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Vendola ma i conti sanitari sono in rosso? Risposta: «Sì, la gestione della sanità in Puglia, come in tutte le regioni italiane è strutturalmente in deficit per la necessità di assicurare i LEA (cioè i livelli essenziali di assistenza) a tutti i residenti in regione (cittadini e migranti a qualunque titolo), per alcune ragioni strutturali (rete ospedaliera obsoleta e troppo frammentata, dispersione burocratica amministrativa delle vecchie  Asl oggi finalmente riaccorpate,  per estesi livelli di inappropriatezza)…». Insomma, se i debiti si accumulano è colpa dei cittadini. Presidente a quanto ammonta esattamente il deficit attuale delle aziende sanitarie locali? «Il disavanzo 2009, completamente ripianato con fondi di bilancio regionale è stato di circa 340 milioni euro sostanzialmente in linea con il bilancio precedente». Vendola dà i numeri al lotto: infatti basta sfogliare la Relazione di bilancio di previsione regionale dell’anno 2010, per trovare l’esplicito riferimento a “un debito di bilancio pari a un miliardo di euro”. Non bruscolini. Nel 2009 il deficit del sistema sanitario pugliese ha superato i 500 milioni di euro. Lo dicono i dati di preconsuntivo che la Regione ha comunicato al ministero della Salute. Se la cifra fosse confermata al tavolo di verifica, a marzo, la Puglia avrebbe sfondato il tetto fissato dal nuovo Patto della salute (che è pari a circa 330 milioni). L’assessore Tommaso Fiore si dichiara ottimista, tuttavia il rischio di commissariamento esiste. E va considerato concreto. “Sanità: la regione Puglia ha sfondato il tetto” ha a titolato il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, senza smentite. “Secondo i primi dati nel 2009 il «rosso» della sanità pugliese si è attestato a 528 milioni di euro. Significa che rispetto al 2008 i conti sono peggiorati in tutte le Asl: quella di Bari, ad esempio, ha perso quasi 19 milioni in più rispetto a 12 mesi prima. In controtendenza, invece, il Policlinico di Bari (che migliora i suoi bilanci di circa 30 milioni), anche se questo dato va interpretato. MAQUILLAGE – Nel 2009, infatti, la Regione ha erogato agli Ospedali riuniti, al Policlinico e agli Irccs di Bari e Castellana Grotte 66 milioni in più rispetto al fondo sanitario regionale. È una posta straordinaria che quest’anno è destinata a sparire e che, contabilmente, ha un effetto di «abbellimento» sui bilanci: senza quei 66 milioni, insomma, il passivo sarebbe più pesante. ASSESTAMENTO – Il dato di preconsuntivo è molto indicativo ma non è la cifra definitiva. Nel deficit, ad esempio, non sono comprese voci di debito importanti come gli interessi di mora verso i fornitori e le ferie non godute per il personale, ma anche il saldo di mobilità (le cure fuori dai confini regionali). D’altro canto, però, la Regione può portare in compensazione altre voci di finanziamento disponibili e non ancora distribuite alle aziende: ed è quello che l’assessore Fiore dovrà fare se vorrà evitare il commissariamento. Anche perché, mancando quei 70 milioni straordinari, il deficit tendenziale per l’anno in corso sfiora i 600 milioni. E la Puglia non può contare sugli introiti provenienti dalle addizionali Irpef e Irap, che il parlamentino regionale ha appena cancellato. IL «PATTO» – La Finanziaria 2010 ha introdotto le regole del nuovo Patto per la salute. Il Patto prevede che se il disavanzo delle Regioni è superiore al 5% del finanziamento ordinario (che per la Puglia quest’anno vale 6,673 miliardi) oltre agli aumenti automatici di Irpef (+0,30%) e Irap (+0,15%), scatta la nomina di un commissario: il governatore o, in seconda istanza, un esterno. Tra le sanzioni per chi sfora il Patto, ci sono anche la decadenza automatica dei direttori generali delle Asl e dell’assessore regionale alla Sanità. Governatore  il patto di stabilità è stato sforato nel 2006 e nel 2008? La Corte dei Conti ha preso un abbaglio? «Lo sforamento del patto di stabilità non ha nulla a che vedere con il bilancio della sanità. Gli sforamenti del 2006, 2008 e 2009 sono stati dovuti sostanzialmente alla necessità di procedere agli impegni ed ai pagamenti indispensabili per il rispetto degli obbiettivi di spesa comunitaria…». Un triste primato: la Puglia è l’unica regione italiana a non aver rispettato il Patto di Stabilità per 3 annate; proprio per questa ragione restano bloccati a Roma circa 700 milioni di euro come quota integrativa del Fondo sanitario nazionale. La lettura di un comunicato stampa (21/07/2010, ore 11:40) dell’assessore al ramo Tommaso Fiore accentua le ombre: «probabilmente derivanti dalla impossibilità da parte dell’assessorato di fornire dati di dettaglio sulla manovra denominata “piano di rientro”». Ergo: i cittadini sono dei cretini patentati, incapaci a suo dire di interpretare i conti pubblici. Prosegue Fiore: «La Puglia ha sempre superato le verifiche dei suoi conti sanitari avendo di anno coperto gli eventuali deficit ricorrendo per due anni alla imposizione fiscale aggiuntiva e per gli altri a fondi derivanti dal Bilancio autonomo. Malgrado ciò per disposizioni contenute nelle leggi finanziarie ed in particolare in quella relativa al 2010, avendo la regione violato il patto di stabilità regionale, a motivo dell’impegno dei finanziamenti europei relativamente all’anno 2008,  la Puglia è costretta ad intervenire sulla spesa sanitaria. Se ciò non avvenisse, la penalizzazione prevista sarebbe di 500 milioni di euro in termini di competenza sul fondo sanitario 2010. Poiché il deficit storico degli ultimi anni è di poco inferiore ai 400 milioni di euro/anno, alla fine di quest’anno ci troveremmo con un deficit di circa 900 milioni di euro e saremmo costretti nel 2011 ad un piano di rientro non più legato al ribaltamento sulla sanità della violazione del patto di stabilità bensì a sfondamento dei conti sanitari». Governatore Vendola ha compreso ora la differenza non di poco conto? Conviene? Sarebbe opportuna un’ispezione da parte della Ragioneria generale dello Stato per accertare la reale situazione fallimentare delle aziende sanitarie locali.  Allora presidente chi ha imposto i manager delle Asl? «In base alla normativa nazionale è la giunta che procede alla nomina dei manager in modo assolutamente discrezionale. Per questa ragione, ho voluto una legge regionale, che purtroppo il governo ha impugnato alla Corte costituzionale… La procedura è attualmente in corso». Chi ha assemblato la giunta regionale nel 2005, piazzando alla sanità il Tedesco imbottito di conflitti di interessi, già noto ai tempi craxiani, graziato con un seggio al Parlamento?  Risposta semplice: Vendola. Dunque, chi ha indicato i manager se non i suoi aficionados? Ad onore di cronaca: la legge regionale in materia risale soltanto al 25 febbraio 2010. E prima? Questi manager caduti dal cielo in un contesto di galoppante crisi economica hanno deciso di aumentarsi i compensi, arrivando a percepire fra i 12 mila (i direttori amministrativi) e i 15 mila euro al mese (i direttori generali). Sempre a tale proposito, il consigliere regionale del PD, Antonio Maniglio ha dichiarato pubblicamente: «L’altro tema in campo, quello degli aumenti di questi giorni dei manager è il frutto delle decisioni della giunta regionale che, in data 15 gennaio, approvando il disegno di legge omnibus sulla sanità, inserì l’art. 29, poi diventato art. 26 nella legge regionale 4/2010, con il quale si stabilivano i nuovi trattamenti economici per i manager della sanità». Governatore complessivamente in soldoni pubblici, dal 2005 ad oggi, quanti quattrini la regione Puglia ha versato alle istituzioni sanitarie private? «La regione ha ereditato una complessa e mai censita rete di istituzioni sanitarie private, che fino al 2005 hanno operato con controlli frammentari e non omogenei sul territorio regionale. Il mio Governo ha, faticosamente, condotto un censimento delle strutture, avviato le procedure di accreditamento istituzionale con verifiche che, in alcuni casi, hanno già portato, per la prima volta, ad alcune revoche dell’autorizzazione e imposto finalmente tetti di spesa invalicabili per tenere la spesa sotto controllo. Il totale della spesa sanitaria in favore di strutture private è di poco superiore al 20% del fondo sanitario regionale». In altri termini: a domanda non risponde. Presidente la regione Puglia finanzia anche il Vaticano? «Nella nostra Regione, come in tutte le regioni italiane, operano da decenni alcune strutture ospedaliere ecclesiastiche. Anche loro sono naturalmente sottoposte alle nuove regole che descrivevo prima». Risposta elusiva, in classico politichese. Governatore in Puglia sono ancora aperti alcuni manicomi di proprietà della Santa Sede, in violazione della legge 180/1978 (legge Basaglia), foraggiati dall’ente Regione, vale a dire utilizzando fondi pubblici? «Non è così. La grande struttura della “Divina Provvidenza” di Bisceglie non ricovera, ovviamente, dal 1978 ed è attiva per il settore “ortofrenico”, oltre che per attività riabilitative». Ancora menzogne Vendola. Si rilegga quanto scoperto, scritto e pubblicato dal settimanale Diario della Settimana (16/03/2007, “I poveri matti del Vaticano”, con un foto e documenti), a firma di Gianni Lannes; e magari dia pure un’occhiata alle interrogazioni parlamentari successive ed ai procedimenti giudiziari conseguenti. Presidente la Fondazione San Raffaele di Milano è una compagine no profit? «Le fondazioni di diritto italiano sono regolate dal codice civile, che non prevede la possibilità di redistribuzione ai soci di utili e profitti e impone il reinvestimento nelle attività della fondazione degli eventuali avanzi di esercizio al netto delle imposte. La fondazione San Raffaele non fa eccezione». Strano: il Consiglio di Stato (sezione VI), ha stabilito (sentenza numero 3897 del 16/06/2009): «La Fondazione san Raffele del Monte Tabor svolge attività economica, esercita dunque un’attività di carattere imprenditoriale nell’ambito sanitario». Andiamo al sodo. Signor governatore sa che il suo amico don Verzé è socio d’affari di Berlusconi? «No». Possibile? Berlusconi e Vendola hanno ricevuto dalle mani del reverendo Verzé il medesimo premio, ovvero il “cedro d’oro”. Presidente Vendola l’operazione San Raffaele del Mediterraneo cela una speculazione finanziaria ed immobiliare? «Naturalmente no, è invece la più importante sperimentazione in campo sanitario della sanità meridionale». Ma davvero? E’ il classico gioco delle tre carte. Mai sentito nominare i 250 appartamenti della Fintecna? Silenzio tombale. Governatore c’entrano qualcosa la Molmed (Berlusconi) e la Fintecna Immobiliare srl (il governo Berlusconi)? «Assolutamente no». Superfluo il commento: Berlusconi controlla l’indebitata fondazione  di don Verzé. Secondo lei presidente è tutto a norma di legge? «Il mio governo ha la sua bussola nella difesa delle legalità a qualunque livello. Anche in questo procedimento sono state e saranno seguite scrupolosamente tutte le regole vigenti, non potrebbe essere diversamente». Perché non ha proceduto con una regolare gara d’appalto? «La sperimentazione di sinergia pubblico-privata messa in campo è regolata dalla legge che prevede espressamente la possibilità dei protocolli adottati. La Fondazione messa in piedi in Puglia è a maggioranza pubblica e il bene a realizzarsi di proprietà pubblica, affidato in gestione al San Raffaele…». Le dispiace illustrare – e pubblicare – ai suoi sostenitori il contenuto integrale dell’atto notarile stipulato dal notaio Vinci nella sede della cittadella Carità, da lei sottoscritto in nome e per conto di 4 milioni di ignari pugliesi? «L’atto è pubblico, dopo la registrazione notarile e la sua trasmissione alla Regione sarà possibile prenderne visione a richiesta». Dunque, dopo tre mesi questo documento non è ancora noto a noi pugliesi e all’opinione pubblica nazionale. Perché non è stata resa di dominio pubblico la Delibera di Giunta regionale numero 1154 del 2010? «Tutte le nostre delibere sono pubblicate sul sito della Regione. La delibera in oggetto, in particolare, è citata nella sezione “trasparenza” del sito www.regione.puglia.it. Al rientro dalle ferie del personale preposto, sarà anche pubblicata nella apposita sezione bollettino del portale istituzionale regionale». La delibera è stata varata l’11 maggio 2010, non secoli fa. Sono interminabili le ferie dei dirigenti dell’ente Regione. Anche altri atti aministrativi non risultano accessibili. E meno male che prevale la trasparenza (a parole) e non la segretezza (in vigore). Don Verzé – o comunque i suoi sodali – ha per caso sostenuto economicamente la sua ultima campagna elettorale? «No. Ad ogni modo, la scelta dell’Ospedale del Mediterraneo è molto più risalente nel tempo, è strategica e non risponde ad alcun interesse di bottega economico o elettorale». Esilarante: comunque non tiriamo sulla croce rossa. Governatore è preferibile prevenire le patologie tumorali e la malformazioni nei bambini causate dall’inquinamento ambientale, oppure è meglio appaltare l’affare pseudo-curativo al privato don Verzé o chi per esso nei secoli dei secoli? «Noi proviamo a fare tre cose, senza facile demagogia: rimuovere le cause delle patologie tumorali, con un’attività di ambientalizzazione del ciclo industriale pugliese che è cominciata,dopo trent’anni di nulla, nel 2005 subito dopo il mio insediamento. La vittoria sulla diossina, gli ultimi dati Ilva ci indicano il rispetto pieno del limite di 0,4 nanogrammi per metro cubo fissato dalla nostra legge regionale, è un primo significativo passo; avviare la più grande campagna di prevenzione antitumorale di tutto il mezzogiorno d’Italia, cosa che abbiamo già fatto e che rifaremo costantemente, dopo trent’anni di nulla creare un polo di eccellenza per la cura e la ricerca, portando in Puglia il meglio dell’esperienza Italia, l’Ospedale del Mediterraneo appunto». Presidente in media 40 mila malati l’anno solo nell’area jonica: sono un boccone appetibile per gli squali sanitari in circolazione nel Belpaese che spacciano cure miracolose? «Sono una priorità per la nostra programmazione sanitaria, che abbiamo deciso di affrontare non ricorrendo agli stregoni ma al polo di eccellenza italiano nella cura e nella ricerca. Si tratta di fatto oggettivo, certificato e non contestabile». Governatore perché la Regione non ha avviato una riconversione delle industrie inquinanti a Taranto, invece di autorizzare l’ulteriore inquinamento come nel caso recente della Cementir (Aia, giugno 2010)? «Abbiamo fatto esattamente il contrario, avviando un programma di ambientalizzazione del ciclo industriale mai pensato nella nostra regione e vincolando i finanziamenti alle imprese a verifiche rigide in tema di eco compatibilità. Ciò varrà anche nel caso Cementir, che ha proposto di ricostruire completamente il suo impianto, obsoleto ed inquinante, con tecnologie meno impattanti». Vendola ha omesso di riferire un dettaglio: la regione ha recentemente elargito alla Cementir ben 20 milioni di euro. A proposito di diossine: perché la Regione da lei presieduta ha varato una legge truffa? Intendeva fare un regalo all’industriale Riva? «La legge regionale ha abbattuto la diossina dell’Ilva da nove nanogrammi per metro cubo a 0,4. Parliamo di dati oggettivi, certificati da Arpa e pubblicati. La domanda è demenziale». Replica il giornalista Carlo Vulpio: «Il governo regionale e il suo ex-neo-presidente Nicola Vendola continuano (su tutte le tv, e dove se no?) a vendersi” la storiella della legge regionale pugliese approvata a dicembre 2008 per adeguare i limiti di emissione delle diossine alle norme europee. Peccato che quella legge sia di fatto una legge-truffa. Nel libro La città delle nuvole, vi ho dedicato un intero capitolo. Qui dirò soltanto che quella legge venne “ritoccata” (e taroccata) tre mesi dopo la sua approvazione in alcuni punti, uno dei quali, essenziale. Questo: non solo non prevede il campionamento in continuo, cioè il controllo delle emissioni 24 ore su 24, ma stabilisce che la “campagna” di controlli durante l’anno avvenga a periodi alterni e che, in ogni caso, non avvenga di notte. Già. La notte no. Ma guarda un po’ quando si dice il caso. Proprio di notte quando gli impianti vanno al massimo e sforano (come dimostrano le immagini di Fabio Matacchiera), ogni regola, ogni norma, ogni limite. Questa è Taranto by night, bellezza, con le sue grida manzoniane adattate all’era (post)-industriale, con i suoi tassi di inquinamento industriale che sono i più alti d’Europa, con il record italiano di tumori. E con i suoi bambini, le vittime privilegiate della diossina, che si ammalano di leucemia e muoiono come mosche». Presidente nel nuovo ospedale cattolico San Raffaele del Mediterraneo a Taranto, sarà possibile praticare l’aborto (sancito da una legge dello Stato Italiano)? «Ovviamente sì, la domanda è pleonastica». Governatore i gay saranno accettati senza problemi in questo nosocomio controllato dal reverendo Verzé? «Ovviamente sì, la domanda è demenziale». Sicuramente Vendola soffre di amnesie, poiché non ha letto bene gli accordi con don Verzé e finge di ignorare il modus operandi della fondazione san Raffaele del Monte Tabor. Presidente Vendola perché teme un confronto alla luce del sole con il giornalista Gianni Lannes, a cui ha espresso pubblicamente solidarietà per gli attentati subiti e al quale ha riconosciuto grande capacità professionale e correttezza deontologica? «Ovviamente non temo alcun confronto, come dimostrano queste risposte. Gianni Lannes sa che lo conosco bene, che non ho mancato di difenderlo, ma sa anche che poiché lo conosco bene io non ne ho una grande stima». La parola al giornalista Lannes: «Se conosci Vendola lo eviti. Non mi ha mai difeso: non ne ho bisogno; ha semplicemente diramato il 14 dicembre 2009, un comunicato stampa. E’ un demagogo della peggior specie. A Nichi non affiderei nemmeno la spazzatura di casa. Vendola non ha il coraggio di affrontarmi a viso aperto in un confronto dialettico. Il governatore ormai è nudo». Dulcis in fundo, il quesito numero 25, ossia: Che lei sappia governatore Vendola, l’ospedale San Raffaele di Milano (annessi e connessi in Italia e nel mondo) produce rifiuti nucleari trasferiti nella provincia di Taranto o in Puglia? Dove si “smaltiscono” le scorie sanitarie radioattive e chimiche dei nosocomi e laboratori del presidente don Verzé? Troppe ovvietà, perché Vendola mente?

Il placido Vesuvio

Sinabung.jpg.....Bertoilleso aspetta che esploda per apparire il salvatore impavido.

Dopo 400 anni si è risvegliato il vulcano Sinabung nell'isola di Sumatra. La lava ha distrutto 4.000 ettari di zone agricole e di foreste e 12.000 persone hanno abbandonato le loro case. Un'eruzione può sempre succedere, non è prevedibile nei tempi e nella potenza. Si sa, però, che per alcuni vulcani avverrà sicuramente con gravi o gravissime conseguenze per la popolazione. Uno dei vulcani più pericolosi del mondo è il Vesuvio, al sesto posto. L'ultima violenta eruzione avvenne nel 79 dopo Cristo. Nel dopoguerra le sue pendici sono state invase dalle costruzioni, molte abusive, e la zona circostante è diventata una delle più popolate della Campania. Se dovesse verificarsi un'esplosione esiste un piano di evacuazione credibile, attuabile in poche ore? O l'area si trasformerà in una moderna Pompei? La risposta alla Protezione Civile.

Una scuola emissioni zero, succede a Parigi

Il rientro a scuola, per gli alunni di un istituto di Pantin, alle porte di Parigi, sarà allietato da una verde novità: gli studenti si ritroveranno infatti davanti ad un edificio nuovo di zecca, realizzato in chiave ecosostenibile. L’inizio del nuovo anno scolastico coinciderà infatti con l’inaugurazione di quella che è a tutti gli effetti una scuola ad energia passiva.
Abbiamo parlato spesso di casa passiva/casa attiva e di quale, a conti fatti, sia più conveniente. In breve, con passiva si intende che la costruzione, nei suoi consumi, sfrutta energia passiva e chiude il bilancio energetico quasi in pareggio, in pareggio o in positivo, ossia genera più energia, grazie agli impianti di produzione interni, di quanta non ne consumi. Al contrario di quanto si è portati a credere un edificio passivo non è molto più costoso nelle spese di realizzazione. Prendiamo proprio questa scuola: è venuta a costare 14 milioni di euro, il 25% in più di una scuola normale. Tuttavia si stima che, entro 15-20 anni, il risparmio energetico permetterà di ammortizzare la differenza.
A dare notizia della scuola emissioni zero parigina è il settimanale francese Journal du Dimanche, che ha intervistato i progettisti. Gli stessi hanno fornito maggiori informazioni sull’edificio. Vediamone le caratteristiche: a partire dal tetto, ovviamente ricoperto di pannelli solari, che garantiscono l’approvvigionamento di energia elettrica.
Per garantire acqua calda nei mesi invernali sono presenti dei tubi, sempre solari. I progettisti hanno pensato proprio a tutto per consumare poco o niente e rispondere ad ogni esigenza della scuola e degli studenti senza alcun impatto. Ad esempio per illuminare i banchi all’interno delle aule si sfrutta un sistema che utilizza la luce esterna, cogliendone il riflesso.
Per quanto riguarda il riscaldamento, invece, è stato predisposto un impianto sotterraneo che utilizza l’energia geotermica.
Per evitare la dispersione di calore ed energia, la struttura è stata isolata termicamente, in vari modi: è orientata in modo da sfruttare raggi del sole e correnti d’aria ed è dotata di tripli vetri e giunture stagne.
E in Italia? Siamo arrivati prima, per una volta, con la scuola elementare passiva di Locai, a Bolzano, inaugurata nel 2007.

domenica 29 agosto 2010

Castelli di sabbia

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Ieri camminavo in spiaggia tra le persone. Qualcuna mi riconosceva e mi faceva una domanda che era poi sempre la stessa: "Cosa succederà dell'Italia? Come ne usciremo? Cosa si può fare?".Qualche volta iniziava un dialogo, una conversazione e si aggiungeva via via altra gente ad ascoltare. Mi sembrava di fare un comizio a Hyde Park a Londra, dove chiunque può salire su una cassetta di frutta e arringare i passanti. Ero sulle dune di sabbia invece che ai giardini pubblici. La diagnosi dei mali d'Italia era quasi sempre condivisa: l'occupazione dello Stato da parte dei partiti, il declino della scuola, della ricerca, la deindustrializzazione, la perdita di valori morali, il lento incagliarsi del baraccone in cui viviamo nelle secche dell'indifferenza. Alcuni gridavano: "Forza Grillo!", "Sei l'unica speranza rimasta, Grillo!". Più li ascoltavo, più mi preoccupavo. Provavo la sgradevole sensazione di un "Armiamoci e parti (io da solo)". E ho cominciato a interrogarli chiedendo come avrebbero cambiato le cose. Le risposte erano sempre al condizionale: "Farei, direi, progetterei...". Alla mia domanda sul perché non "Fate, dite, progettate ora?" e passassero all'indicativo presente, le facce cambiavano espressione, gli sguardi si facevano più sfuggenti ed emergeva una lieve irritazione contenuta, come a rimproverarmi di uno sgarbo. La moglie di un medico ospedaliero mi ha spiegato che suo marito non può mettersi contro il sistema, lo distruggerebbero, lo stesso ha detto un impiegato statale, un commesso di un grande magazzino, un vigile urbano. Non vogliono correre il rischio di perdere il poco o molto che hanno. E questo li inchioda al muro come uno spillone con una farfalla. Li capisco, ma fino a quando la maggioranza degli italiani ragionerà così non ci saranno cambiamenti radicali. La responsabilità individuale si ferma di fronte al proprio benessere, ma senza responsabilità individuale, senza il coraggio della denuncia, dell'esporsi in prima persona non c'è un progetto di società. Gli italiani sentono il rumore della cascata, sanno di essere su una barca piena di buchi, ma finché non precipiteranno nelle rapide, in molti rimarranno a guardare.
Leo Longanesi disse che gli italiani accorrono in soccorso del vincitore, ma per quello che ci aspetta, il default sociale e economico, non ci saranno vincitori, ma solo vinti. Di chi accorreremo in soccorso?
Prigioniero di questi pensieri guardavo il mare, verso la Corsica, e mi è venuto in mente, non so perché, Newton, che non c'entra nulla con il futuro dell'Italia: "Mi sembra soltanto di essere un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l'oceano della verità giaceva insondato davanti a me".
Il nostro futuro è ancora tutto da scrivere. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Energia. Paolo Scaroni (Sgaroni Eni) a ruota libera

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni interviene al Meeting CortinaIncontra sui temi dell’energia e degli investimenti futuri del gruppo leader nel settore energetico Italiano. Lo Scaroni-pensiero spazia dalle considerazioni sulla evanescenza della crisi economica mondiale, alla scelta di partner commerciali esteri non affetti dal morbo assenteista endemico invece nel Meridione d’Italia, ai vantaggi del nucleare, fino alla conta dei decenni che ancora mancano affinchè le energie rinnovabili possano diventare competitive e sostituire gli idrocarburi.
A pensar male si fa peccato, si sa. L’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni – come riportato anche da Il Sud precedentemente - ha sottolineato che non conviene investire al Mezzogiorno perché “c’è un eccessivo tasso di assenteisti”. Secondo il numero uno della compagnia energetica, infatti, al Meridione si assenta dal posto di lavoro il 10%, il doppio rispetto al Nord. Meglio andare all’estero. La notizia è di quelle che fanno rumore, vuoi per la carica di Scaroni, vuoi perché è un affondo sul Meridione proprio in un momento delicato dell’economia del Paese.
L’ad di Eni ha quindi annunciato un investimento da 25 miliardi di dollari in Libia, dove non c’è assenteismo. La società, ci mancherebbe, deve fare tutte le valutazioni di opportunità può investire dove vuole. Sorprende, però, che l’uscita di Scaroni coincida con la visita in Italia del leader libico Gheddafi, che domani arriverà a Roma per le celebrazioni del secondo anno del trattato di amicizia italo-libico.
Del resto, lo stesso Scaroni ha affermato che “la Libia è la pupilla dei miei occhi, con questo Paese abbiamo relazioni importanti”. Relazioni che sono riprese grazie alla stretta di mano tra Berlusconi e Gheddafi per riparare ai torti subiti dalla Libia durante l’occupazione italiana. Un’amicizia che, per la verità, all’Italia è costata. (IlSud)
C’è un grande futuro per le rinnovabili, ma fra 20, 30, 40 anni”: parola di Paolo Scaroni, ad di Eni, che parlando a CortinaIncontra ha però aggiunto che “bisogna essere pronti” con le possibili alternative in previsione dell’esaurimento degli idrocarburi, fra 80 o 90 anni.
“Le rinnovabili, almeno quelle che conosciamo oggi e abbiamo a disposizione – ha dichiarato Scaroni - sono una cosa piccola piccola e che non ha nessuna possibilità di risolvere i bisogni di energia dell’umanità. Questo non per dire di non farle, ma per sapere che non andiamo da nessuna parte”. Per quanto riguarda l‘eolico, secondo l’ad di Eni “l’Italia è il paese meno ventoso del pianeta, quindi mettersi a fare mulini a vento in Italia è un esercizio assolutamente folle. Quelli che per noi sembrano posti ventosi, come la Sardegna, non lo sono per niente. Ha massimo 2500 ore all’anno di vento, quando in Inghilterra ce ne sono 5000”.
Il costo del solare
Quanto alla tecnologia solare, “sta in piedi solo se viene pagato da voi nelle vostre bollette sette volte il costo dell’energia termica - ha detto Scaroni rivolgendosi al pubblico di CortinaIncontra -, perché i pannelli che voi usate sono di una tecnologia vecchissima, anteguerra, che non ha potuto evolvere, basata sul silicio; produrre silicio ha un costo energetico elevatissimo per cui io penso che con questo solare non andiamo da nessuna parte”.
Il nucleare strada da seguire
Il nucleare, invece, secondo Scaroni rappresenta “l’unica forma di energia che non è intermittente e non genera emissioni”, e quindi è una strada senza dubbio da percorrere.
La competitività nel mercato del gas
Commentando con i giornalisti gli ultimi dati diffusi dall’Autorità per l’energia, secondo i quali in Italia la liberalizzazione del mercato dell’energia registra molte resistenze e difficoltà nel settore del gas, a differenza di quello elettrico, Scaroni ha dichiarato: “Se c’è un mercato con una competitività dinamica è il nostro”. “Non so dove l’Autorità dell’energia prenda i dati e come li elabori – ha aggiunto l’amministratore delegato di Eni - certo è che la Commissione Europea e la Banca d’Italia non la pensano come loro. Mario Draghi, nella sua relazione annuale, ha detto che rispetto alle concorrenti europee hanno pagato prezzi sostanzialmente in linea; questo non è il caso dell’elettricità che costa molto di più”.

I dati dell’AEEG

Secondo quanto comunicato dall’Authority per l’energia, nel settore elettrico, a tre anni dalla completa apertura del mercato per tutti i consumatori (1° luglio 2007), oltre 3,2 milioni di famiglie e 1,2 milioni di piccole aziende hanno già cambiato fornitore, scegliendo fra le diverse opportunità offerte da diversi venditori in competizione fra loro. In totale, dal 1° luglio 2007, sono circa 4.424.000 (pari al 12,2% del totale) i consumatori che hanno scelto il mercato libero dell’energia elettrica: di questi, 3,2 milioni sono famiglie (circa l’11,2% del totale) e 1,2 milioni sono aziende (il 16,1% del totale).
Nel settore gas naturale, invece, i cambi di fornitore “sono minori – spiega l’Autorità - perché il mercato gas è ancora poco efficiente ed in forte ritardo nello sviluppo della concorrenza e delle infrastrutture”. A oltre sette anni dalla completa apertura del mercato (gennaio 2003), ha scelto il mercato libero solo il 4% delle famiglie e, in totale, i cambi di fornitore (famiglie e aziende) non superano il 7%.
Eni operatore ancora dominante
L’Authority spiega che “le forti asimmetrie fra il mercato elettrico (più efficiente e progredito) e quello del gas (meno efficiente e scarsamente aperto alla concorrenza) sono legate alla presenza, nel settore del gas, di un operatore dominante (ENI) che controlla ancora il 92% delle infrastrutture di import e il 65% delle immissioni sul mercato nazionale. Nel settore elettrico, invece, la quota nazionale dell’operatore ex monopolista dominante (ENEL) si è ridotta al 30% e sul mercato sono entrati nuovi operatori che hanno indotto anche un aumento della capacità di produzione”. (Casa&Clima)
Ma siamo veramente in crisi? Oppure finalmente l’economia si sta riprendendo? Mah. Vediamo un po’ cosa ne pensa chi ha un osservatorio più completo e attento. Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni ha affermato che: “il mondo non è affatto in crisi. Anzi, cresce del 4 e mezzo per cento. La Turchia è cresciuta dell’8% nel trimestre. La crisi non c’è: c’è la crisi dell’Europa e degli Stati Uniti”.
Scaroni ha osservato che “se saremo competitivi con parte del mondo che non è in crisi l’uscita dal tunnel è assicurata”.
“Certamente - ha riconosciuto l’Ad dell’Eni - noi italiani abbiamo navigato all’interno di questa tempesta meglio di quanto avremmo potuto immaginare. Lo dobbiamo alle nostre famiglie e a un governo che ha fatto le cose giuste ma soprattutto non ha fatto le cose sbagliate. Ho letto stupidaggini autentiche su quello che avrebbe dovuto fare l’esecutivo, come l’aumento della spesa pubblica o la riduzione delle tasse. Per fortuna non c’è stato nulla di questo”. (trend-online)

Crisi economica. Ma l’Italia snobba 50mila posti di lavoro

Auto elettriche in Italia, ora o mai più?

Toscana: primo impianto solare a partecipazione cittadina

Obama: 800mila posti di lavoro grazie alla Green Economy

Rapporto SVIMEZ: sviluppo Green Energy, speranza per il Sud

Gino Strada:Terrorismo?Ci stanno anestetizzando i cervelli!

Il rappresentante di Satana alla UE vuole l’Inquisizione.

di Corrado Belli

La Dittatura è alle porte di ogni singolo Stato facente parte della UE, da quello che giornalmente viene deciso alla Commissione Europea dobbiamo aspettarci un futuro peggio di quello che Orwell e Huxley descrissero.

Il rappresentante di Satana “Bilderberg” che è stato eletto come primo presidente del Consiglio nella Ue, ha presentato e firmato un Documento che già nel 1940 era stato messo a punto da un Ufficiale della SS Principe Bernardo D’Olanda, nel documento viene chiaramente specificato di introdurre la “Polizia del Pensiero” cioè.. esprimere la propria Opinione sarà vietato, chi è contro la Globalizzazione voluta dai Criminali dell’Elite internazionale, sarà perseguitato ..sbattuto in galera, magari torturato al fine di estorcere informazioni, potranno decidere contro chi deve essere spiccato un mandato di cattura estradandolo dalla sua nazione senza nemmeno chiedere l’autorizzazione alle Autorità locali.


Non solo.. chi viene beccato a propagandare di cibarsi sano verrà iscritto in qualche registro come “Terrorista” e quindi soggetto a persecuzioni, qui entra in gioco il "Codex Alimentarius" che sussiste nell’avvelenare le popolazioni tramite sostanze che indeboliscono il sistema immunitario e quindi ogni persona sarà soggetta a cure mediche con i risultati che ormai sappiamo da alcuni anni, chi nega l’Alimentazione che ci viene proposta dalla Monsanto, Mc Donald e altre società che "fabbricano" generi alimentari composti esclusivamente con sostanze chimiche, verrà dichiarato malato di "Orthorexia Nervosa" cioè la malattia che abbiamo tutti quelli che sanno pensare e che sono ancora coscienti di quello che fanno, tramite formulari che verranno distribuiti ai cittadini nella UE e che verranno letti/selezionati, potranno individuare chi deve essere timbrato come Terrorista e chi è idoneo a far parte della grande famiglia di PECORONI/SCHIAVI da tosare e macellare.

Il documento che la Commissione UE ha presentato verrà momentaneamente messo in funzione in ogni singolo Stato della UE e il Governo di tale Stato lo potrà applicare fino a che non sarà il Parlamento Ue a prenderne le redini direttamente, prima hanno bisogno di “eliminare” quei Parlamentari scomodi che sono contro questo Documento, raggiunto l’obiettivo passeranno all’attività Inquisitoria chiamando in Servizio la Famigerata “Gendarmeria Europea/EUGENDFOR” che prenderà il posto della EUROPOL.

L’ idea di applicare questa legge a livello Europeo è stato presentato dai VERDI e da quelli che si descrivono SINISTRA/SOCIALISTI, questi piccoli dittatori sono il Pilastro del Fascismo/Nazismo che hanno sempre predicato "Diritti/Benessere/Salute" per i cittadini, era tutta una facciata per coprire le loro vere intenzioni, bisogna tornare alcuni anni indietro per capire in quale truffa i cittadini Europei sono caduti, con l’entrata del divieto di Fumo.. da li è partita tutta la strategia dei Bilderberg usando l’Irlanda come CAVIA per poi espanderla in tutta l’Europa, quello oggi viviamo e vediamo da noi in Italia è il “Programma” di rincoglionimento dei cittadini ..mettendoli l’uno contro l’altro.

Ma torniamo al Documento Orwelliano/Brusseliano, la Monsanto e McDonald sono le due Multinazionali incaricate di sfasciare il Sistema immunitario delle persone ,tramite l’alimentazione, con frutta e verdura OGM e con Hamburger o altre schifezze che giornalmente vengono proposte ai giovani e bambini sotto forma di cibo e a buon prezzo tramite Pubblicità in TV.

Ad esempio come questo accattivante Hamburger con tanto di patatine OGM, statene ben certi che nessun Delinquente della Commissione UE si azzarderà a mangiare questa schifezza. Con 18.000 Euro di stipendio mensile viene la voglia di mangiare qualcos’altro.. o no?

Con questi generi Alimentari e non solo vengo tratti in inganno le future generazioni che alla fine si troveranno con un sistema immunitario tanto debole che non rimane loro altro che sottostare alle perverse voglie dell’Elite e delle Case Farmaceutiche che con immensa gioia vedranno aumentare il fabbisogno di Medicinali Miracolosi, ed è con questi medicinali che verrà annullata la Mente delle persone ..cosi è scritto nel Documento che presto verrà messo Online.

Come questi Criminali stanno incrementando il loro Potere al fine di sottomettere tutto il Continente Europa sotto il loro controllo, lo si può constatare dall’incontro avvenuto tra Van Rompuy e il Presidente del Consiglio della Confederazione Elvetica.. la signora Leuthard, anche lei ha avuto un invito dai Bilderberg prima di essere eletta a Presidente del Consiglio, in due o tre anni anche la Svizzera cadrà nelle fauci della Bestia ..fino a quel giorno i cittadini svizzeri possono considerarsi ancora cittadini LIBERI, anche se l’attuale vita Sociale viene dettata dall’OMS e dai suoi scagnozzi.. Felix Gutzwiller e Thomas Zeltner che hanno fatto applicare leggi restrittive che limitano la libertà dei cittadini, come sempre queste leggi sono state applicate dopo ripetuti sollecitazioni dell’OMS alla UE.


La signora Leuthard e Van Rompuy-

Anche lo scrittore Bukowski rimase perplesso nel leggere il contenuto del Trattato di Lisbona, dichiarando che in quel Documento si trovano: il Nazismo di Hitler, la Stasi della Ex DDR  e KGB di Stalin riuniti in unico Sistema Dittatoriale senza precedenti, con questo “political correctness” i cittadini possono essere divisi in due categorie:
- Terrorista se è capace di pensare e agire buono

- Adatto se si lascia gestire come una marionetta

Un filmato che dedico a tutta la classe Politica Italiana, specialmodo a La Russa, Maroni e la Sinistra che fa da Pilastro sostenitore alla dittatura Europea.


Dim lights


Per chi non ha voglia di farsi sottomettere alla nuova Dittatura stile nazismo:

evitare di mangiare scatolame dove c’è scritto “contiene olio di oliva” tonno o altre conserve prodotti di sconosciuta provenienza, è olio di Girasole o Soja OGM, possibilmente comprare prodotti a Zero KM e con qualche ammaccatura, non comprate frutta e verdure ben LUCIDATE e attraenti alla vista, carne da qualche macellaio di fiducia e pesce di provenienza dai nostri mari, non comprate pane e panini “zuccherati e impacchettati chissà dove” che vengono usati per gli Hamburger, frutta e verdura possibilmente ben lavata, la verdura possibilmente cruda e o poco cotta, non mangiate frutta cotta, indebolisce il sistema immunitario, solo mangiando consapevoli e senza tante pretese da VIP potete salvaguardare la vostra salute fisica e mentale.

Corrado Belli

Compagni di scuola

Diego Carmignani
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PROTESTE. Manifestazione a Montecitorio, sit-in a Viale Trastevere, mobilitazioni in tutte le città siciliane, blitz dei precari a Pisa. Giornata calda contro i tagli che stanno portando al collasso il sistema istruzione.
I banchi di Montecitorio saranno pure vuoti, ma la scuola italiana in agitazione ha voluto comunque gridare “Presente!”. E dare una lezione di legittima e civile indignazione ai politici e all’opinione pubblica. La scintilla della manifestazione scattata ieri davanti al Parlamento è stata, come già riferito su queste pagine, lo sciopero della fame di tre lavoratori della scuola siciliani, presenti con una loro delegazione anche a Roma.

In piazza, stretti intorno al caso Palermo, associazioni e movimenti di settore, teste d’ariete avanguardistiche di una protesta destinata a ingigantirsi nei prossimi giorni e forse mesi, per dire un sonoro “no” ai tagli d’organico (lo ricordiamo: 25.600 i posti cancellati per i docenti e 15.000 per il personale Ata, che si aggiungono ai rispettivi 42.100 e 15.000 dello scorso anno): una scure pesante che significa meno lavoro, meno istruzione e meno democrazia.

“Tagli alla scuola: una truffa per tutti” recitava uno degli striscioni più eloquenti esibiti dai manifestanti facenti parte del Coordinamento precari delle scuole romane (Cps), fermi su una posizione condivisa anche dalle sigle sindacali (tra le quali si segnala l’assenza di Cisl e Uil): non si accettano elemosina e soluzioni tampone, come il turn over proposto dal sottosegretario Pizza in questi giorni per la Sicilia o il cosiddetto decreto “Salva precari” (che darebbe da mangiare a circa 20mila docenti non confermati).

«Non servono cure temporanee o localistiche: vogliamo l’assunzione a tempo indeterminato ed il ritiro dei tagli». Nessuna mezza misura accettabile insomma, ma c’è anche una proposta tangibile avanzata dai precari: quella di chiedere alle Regioni di investire i fondi comunitari per contribuire alla formazione, garantendo risorse per assumere i docenti. Una via per nulla facile, vista anche la recente batosta Finanziaria toccata alle amministrazioni locali.

Ma la calda giornata di ieri non ha avuto come unico palcoscenico Piazza Montecitorio. In serata è iniziato il presidio permanente davanti al ministero dell’Istruzione di viale Trastevere, che durerà sinché la Gelmini non darà almeno un segnale di ascolto. Nel pomeriggio si è riunito anche l’Osservatorio permanente dei precari della scuola, per fare il punto sulla situazione e impostare le ulteriori forme di protesta.

Tra le intenzioni, c’è quella di organizzare un’attività di controllo delle prossime convocazioni, allo scopo di garantire regolarità e trasparenza alle procedure: sotto la lente di ingrandimento la portata degli incarichi assegnati, che non debbono in ogni caso superare le 18 ore previste dal contratto nazionale. A mali estremi, il Cps nazionale si è detto pronto a rioccupare la sede dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale di Via Pinciani. Altre manifestazioni si sono svolte poi in Sicilia: oltre al sit-in di Via Praga a Palermo, in corso da dieci giorni, e alla simbolica processione di bare dell’altro ieri, si sono mobilitate anche Catania, Messina e Trapani.

Un blitz vero e proprio è andato in scena invece a Pisa, con la Rete dei precari della scuola che ha fatto capolino al liceo scientifico Dini, dove erano in corso le nomine per le supplenze annuali: operazioni annullate per srotolare uno striscione con su scritto “Scuola pubblica, bene comune”. Di «collasso» vero e proprio parla la Cgil in riferimento all’istruzione della città di Parma: a fronte di un aumento di 750 alunni, mancheranno 137 docenti, oltre a 70 unità di personale ausiliario, tecnico e amministrativo.

Cancellate inoltre la sezione distaccata in carcere e la classe quinta delle serali di un istituto alberghiero, i cui studenti ora non potranno diplomarsi. Sul fronte delle rivolte “private” si registrano novità sul fronte dello sciopero della fame, misura estrema che si sta diffondendo rapidamente da Palermo al resto dello Stivale. Alla schiera dei docenti a digiuno si è aggiunta una maestra di scuola primaria siciliana costretta a partire per la Lombardia, dopo 14 anni di insegnamento sull’isola, con la speranza remota di un posto a Brescia.

Un malore ha colto invece ieri il docente di Pisa che non mangia da sei giorni. Ma la sua protesta, annuncia, non si fermerà, così come quella della scuola pubblica: perché a i professori e ai lavoratori sono pronti ad aggiungersi gli studenti e il mondo dell’università.  

sabato 28 agosto 2010

Lega Nord...da brividi.

La Padania non esiste, l'Italia forse sì

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Se la Padania non esiste (e non esiste) perché la Lega ha consenso? E se il Regno del Sud ha cessato di esistere con Garibaldi perché (di fatto) è vivo e vegeto suddiviso in quattro mandamenti mafiosi (camorra, sacra corona unita, 'ndrangheta e cosa nostra) che comandano più di quanto abbiano mai fatto sia i Borboni che la Repubblica Italiana? Se il Vaticano fu spossessato nel Risorgimento del Centro Italia, dalla Romagna alle Marche, perché ha decine, forse centinaia, di parlamentari ai suoi ordini? Il Trentino, l'Alto Adige, la Valle d'Aosta, il Friuli sono mondi a parte. In Veneto c'è chi preferisce sposare un extracomunitario che un "italiano", un valdostano chiama ancora oggi "giapunès" i veneti immigrati in Valle durante il fascismo.
L'Italia non ha mai fatto la pace con sè stessa, non si è mai rassegnata a un'unificazione voluta da una élite e dall'appetito di Casa Savoia, la famiglia reale più indebitata d'Europa. Loro, i lombardi, i laziali, i pugliesi che c'entravano?
La contrapposizione Italia federalista/Italia centralista con da una parte oscuri antenati celti e dall'altra l'orgoglio nazionale che si nutre di guerre vinte e della Patria non serve a nulla. La Padania è una invenzione marketing di Miglio prima e di Boss(ol)i poi, l'Italia un'annessione avvenuta con il sangue del Sud e l'occupazione del Nord Est da parte di politici e imprenditori sabaudi con le pezze al culo (i predecessori di Tronchetti). Negare queste evidenti realtà ha permesso la nascita della Lega che viene considerata da chi la vota il male minore, ma non ne rappresenta le identità culturali, storiche, economiche, ambientali, linguistiche. E negare questa realtà ha consentito la nascita del fascismo e nel dopoguerra il MSI e il suo ingresso nel Governo. Il Risorgimento ci ha liberato dalle potenze straniere per trasformarci nella Portaerei Americana, lo Stato europeo con la più alta concentrazione di basi americane d'Europa.
Le differenze tra i diversi popoli della Penisola sono un tabù così forte che dopo 150 anni non è ancora stato seriamente discusso. La Lega non rappresenta un piemontese, così come un emiliano o un trentino. Li accomuna tutti in un racconto di fantasia confutabile da qualunque studente di quinta elementare e radicalizza uno scontro tra due Italie, il Nord e il Sud, su base economica, sugli "schei". La Padania è una balla, il Piemonte, il Veneto, la Toscana sono invece reali, sono Stati non Regioni, così come lo sono la Sicilia e la Sardegna. Prima se ne prenderà atto, prima ci libereremo dalla Lega e metteremo le basi per una Nuova Italia, finalmente in pace con sé stessa.

Made in Italy da importazione

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L'Italia è l'unico Paese che importa dall'estero i propri prodotti, per esserne certi basta controllare alla frontiera il marchio "Made in Italy" sulle confezioni
"Registrare il marchio (sotto il ministero delle finanze) - "Made in Italy" (Registrato) - Chi vuole usarlo Paga (Concessione annuale che paga la gestione del marchio) - Chi vuole usarlo DEVE produrre in Italia - Chi vuole usarlo DEVE provare che si tratta di manufatto 100% Italiano - Chi vuole usarlo DEVE mantenere uno standar qualitativo ad alto livello - A tutti gli altri che usa no Made in Italy nel mondo senza produrre in italia...AVVOCATI ALLE CALCAGNA e multe salate! - BASTA prodotti che arrivano dall'estero e SOLO assemblati in ITALIA con il marchio "Made in Italy" - Siamo ancora al TOP per i consumatori di tutto il mondo...evitiamo di far diventare MERDA anche il "Made In Italy"...ne saremmo capaci!". Massimiliano P., Bologna

Ingroia spiega il processo breve....di morte breve.

Azzo...llini! La politica ai tempi di Silvio.


Una ne fa, sessanta milioni ne devasta.

Antonio Azzollini (relatore dell'ultima manovra economica,senatore FI-Pdl già Partito di Unità proletaria, Verdi, Pci-Pds, Ppi) coi suoi emendamenti ha fatto tombola.

Ha fatto infuriare le forze di Polizia, magistrati, forze armate, vigili del fuoco, professori e ricercatori universitari, personale di carriera prefettizia, personale diplomatico e prefetti proponendo il taglio delle tredicesime. Risultato: proteste ovunque, in Veneto la Polizia manifesta davanti alla villa di Galan a Cinto Euganeo, emendamento ritirato.

Ha abolito l'obbligo di acquisto dei certificati verdi,a scapito del settore fotovoltaico, ovvero (geniale!) penalizzando l'occupazione e il gettito fiscale che deriverebbe dai nuovi impianti; e colpisce alle spalle il produttori di energie alternative che in buona parte
appartengono al mondo agricolo.

Grazie alla tempestiva attivazione delle categorie penalizzate, sembra che queste misure siano state ridimensionate nell'ultimo testo approvato,. Ma ciò è avvenuto solo in parte, perchè ad esempio le risorse per i certificati verdi sono state comunque ridotte del 30%, mentre rimangono immutate altre colossali vergogne.

Penso alla proroga per il pagamento delle multe per le quote latte: ha suscitato reazioni inviperite degli stessi agricoltori che le cantano chiare: “un vero colpo di mano per favorire i furbi e mortificare gli onesti allevatori che sono la stragrande maggioranza”
(testi e musica di Giuseppe Politi presidente della CIA, Confederazione Italiana Agricoltori).

Si associa la Uila-Uil: 'Una vergogna che costerà al paese 5 milioni di euro'

Un altro provvedimento prevede che chiunque vorrà costruire non avrà più bisogno di acquisire alcun permesso, ma si farà garante dell'osservanza delle regole con una autocertificazione: si chiama SCIA, sarebbe l'acronimo di “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”, per noi è abbreviativo di SCIAgura ; anche in un'area paesaggisticamente vincolata, o addirittura in un parco nazionale o in una riserva naturale, la semplice autocertificazione consentirà dunque l'inizio dei lavori; se poi entro 30 giorni dal ricevimento della Segnalazione-Scia l'Amministrazione non si pronuncia, l'inibizione al proseguimento dei lavori è possibile solo "in presenza del pericolo attuale di un danno grave e irreparabile per il patrimonio artistico e culturale e per l'ambiente". Così i lavori
andranno avanti e poi arriverà il solito condono. Si perchè un altro splendido vanto di questo emendamento è che entro il 31 dicembre le case fantasma dovranno essere dichiarate e accatastate. Tutto in regola, secondo copione.

Intanto nessuna misura chiama in causa il settore finanziario, vero responsabile della crisi, né le banche che hanno spesso chiuso occhi e orecchie davanti alla truffe colossali e sono state, anzi, protette.

Le rendite finanziarie, rimangono sotto-tassate, e brillano al sole come un monumento al privilegio.

Nemmeno una piccolissima misura a carico delle transazioni speculative, quei “giochi” in borsa, per comprare, smembrare e rivendere, senza produrre nulla, senza alcun beneficio per l'economia e la società, quando una impercettibile tassa su di esse potrebbe mobilitare grandi quantità di fondi a sostegno del bilancio statale, delle famiglie e delle piccole e medie imprese.

Non i Comunisti Estinti, ma Germania e Francia, governate dal centro-destra, hanno proposto questa Robin Hood Tax, un paio di mesi fa al vertice UE, il nostro premier si è piantato di mezzo come una vacca sui binari.

E proprio quando la società civile si sporge ad invocare una misura equa, UNA!, arriva lo schiaffo con il dispositivo “salva-Geronzi” e bancarottieri vari.

Sapevamo che in Italia conviene rubare, perchè se anche per caso li beccano, pagano comunque meno dell' indegno profitto ricavato. Da adesso basterà negoziare e nemmeno in prigione andranno più.

Agli onesti che si può dire? Teniamo duro! Teniamo a mente! Verranno a chiederci il voto...

Giovanni Endrizzi
Movimento 5 Stelle
Veneto

Pepsi all'italiana

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Se l'azienda è italiana delocalizza per tagliare i costi della produzione. Se l'azienda è una multinazionale chiude gli stabilimenti italiani per aumentare il profitto. Il lavoratore italiano finisce sempre disoccupato. L'Italia si sta trasformando in un deserto nel silenzio generale.
"Beppe Grillo, le scrivo perchè penso che la sua voce possa esserci parecchio d'aiuto! Mio padre lavora alla Gatorade, la nota bevanda dissetante, lo stabilimento è nel comune di Silea in provincia di TREVISO! Nel 2002 è stato venduto il marchio alla potente multinazionale PEPSICO questa ad oggi ha deciso di chiudere e lasciare a casa più di 120 persone con mutui da pagare e famiglie da portare avanti NON per motivi di CRISI ECONOMICA ma PER MOTIVI DI BUSINESS cioè riempirsi le tasche (ancora di più) a DISCAPITO DEI LAVORATORI che tanto hanno dato a questa azienda per ricevere un "grazie ma non ci servite più"! L' amministratore delegato PEPSI Italia ha deciso di chiudere i battenti senza fornirci delle spiegazioni valide, il nostro impianto è tra i più efficienti d' Europa prima ci hanno indottrinato con le loro idee di "essere una grande famiglia Pepsi, poi con l'essere onesti chiari e leali con i colleghi per mandare avanti al meglio l'azienda ed essere una squadra" beh NOI questi valori li abbiamo rispettati al meglio ma LORO?... Alle multinazionali non frega nulla di noi, sappiamo che LEI con la sua voce può aiutarci molto in Facebook abbiamo creato un gruppo, se vuole può passare a darci un'occhiata tutti devono sapere perchè OGGI CAPITA A NOI PERO' UN DOMANI PUO' CAPITARE AD ALTRI!". Anna S.
Gruppo Facebook: "No alla chiusura dello stabilimento gatorade di Silea".

venerdì 27 agosto 2010

UN PONTE PER L'INFERNO ?

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              UN PONTE PER L'INFERNO ? Eurolink (General Contractor), amministrazioni locali, governo nazionale e cosche mafiose fremono all’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto: un progetto già morto ancora prima di nascere, incompatibile con le esigenze di questo territorio, inutile per la mobilità delle persone e delle merci, devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici.
Pensare di spendere più di 6 Miliardi di euro per il Ponte è più di una provocazione: è l’umiliazione di un territorio strangolato dalla crisi economica, duramente segnato dal collasso delle proprie attività produttive e sempre più invivibile. La demagogia pontista fa finta di non vedere la realtà: i 30.000 disoccupati, i 1.500 sfollati di San Fratello e Giampilieri, i 5.000 lavoratori licenziati solo negli ultimi 12 mesi senza ammortizzatori sociali, gli oltre 3.000 baraccati, i 25.000 emigrati in dieci anni. Secondo recenti studi il partito pontista ha sperperato in progettazione (quella preliminare, nemmeno esecutiva), pubbliche relazioni e prebende oltre 400 milioni di euro: ne sarebbero bastati meno per mettere in sicurezza tutte le aree colpite dalle frane, ne basterebbero ancora meno per potenziare il trasporto pubblico nello Stretto di Messina.
Il Ponte, in un mix di autoritarismo e delirio di onnipotenza, lascia intatte tutte le devastazioni, i drammi, la mancanza di prospettive e le solitudini di questo territorio per distruggere (con risorse pubbliche) anche le ultime possibilità di riscatto e di liberazione dell’intera area dello Stretto.
CORTEO NO PONTE
TORRE FARO
28 AGOSTO - ORE 18.00
RETE NO PONTE 
Impregilo, amministrazioni locali, governo nazionale e cosche mafiose attendono frementi la costruzione del Ponte: un progetto già morto ancora prima di nascere, incompatibile con le esigenze di questo territorio, inutile per la mobilità delle persone e delle merci, devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici.

Pensare di spendere più di 6 Miliardi di euro per il Ponte è più di una provocazione: è l’umiliazione di una città strangolata dalla crisi economica, duramente segnata dal collasso del proprio territorio e sempre più invivibile. La demagogia pontista fa finta di non vedere la realtà: i 30.000 disoccupati, i 1.500 sfollati di San Fratello e Giampilieri, i 5.000 lavoratori licenziati solo negli ultimi 12 mesi senza ammortizzatori sociali, gli oltre 3.000 baraccati, i 25.000 emigranti in dieci anni. Secondo recenti studi il partito pontista ha sperperato in progettazione (quella preliminare, nemmeno esecutiva), pubbliche relazioni e prebende oltre 400 milioni di euro: per mettere in sicurezza tutte le aree colpite dalle frane ne sarebbero bastati la metà. 

Il Ponte sullo stretto, in un mix di autoritarismo e delirio di onnipotenza, lascia intatte tutte le devastazioni, i drammi e le solitudini di questo territorio per distruggere (con risorse pubbliche) anche le ultime possibilità di riscatto e di liberazione di questa città.



CORTEO NO PONTE 

via circuito di fronte alla trivella

SABATO 28 AGOSTO 2010 ore 18.00



DIFFONDETE QUANTO PIÙ POSSIBILE  fonte : http://www.noponte.it/

                                 SICILIA, PONTE DI MESSINA
SICILIA, PONTE DI MESSINA / Sabato protesta del popolo contrario alla costruzione del ponte
La grande opera del ponte di Messina continua il suo difficile cammino verso la realizzazione. Cinquanta famiglie di Torre Faro, piccolo centro a nord della città, hanno protestato a causa delle ricerche geognostiche di Eurolink - consorzio internazionale - che hanno trivellato nel punto in cui è prevista la torre di sostegno della campata del ponte che dovrebbe avere un'altezza di 382 metri.  La rivolta delle famiglie dei due condomini è nata nel momento in cui Eurolink ha richiesto di accedere alle aree condominiali ai sensi di una legge del 2001 sugli espropri. Secondo Carmelo Briguglio, legale degli interessati, si tratta di una richiesta "illegittima, perché inviata agli amministratori dei complessi e non anche a ciascun singolo proprietario, ma soprattutto perché troppo generica: "La lettera di Eurolink - dice Briguglio - allude sommariamente a 'operazioni preparatorie' per il Ponte: potrebbe trattarsi di semplici e rapide misurazioni, e allora non ci sarebbe nulla da eccepire. Ma c'è il rischio che si tratti di interventi ben più invasivi, che però l'impresa non ha messo per iscritto". La procedura messa in atto da Eurolink al momento non ha carattere di esproprio, ma potrebbe diventarlo al momento dell'approvazione definitiva del progetto.  Intanto il "popolo del no" al ponte sullo stretto annuncia una manifestazione di protesta a partire dalle ore 18 di sabato, quando è previsto un corteo che sfilerà a Messina, a Torre Faro, davanti alla trivella di Eurolink. La protesta avrà inizio con uno spettacolo di teatro preparato da compagnie locali. La manifestazione vede l'adesione di varie associazioni ambientaliste, tra cui Wwf, Legambiente, Italia Nostra, partiti politici (Sinistra ecologia e libertà e Federazione della sinistra), sindacalisti e i comitati No Frane dei villaggi colpiti dall'alluvione del 2 ottobre scorso. Tramite il corteo, i manifestanti chiedono di utilizzare gli oltre sei miliardi previsti per il ponte per la messa in sicurezza di uno dei territori a più alto rischio sismico e idrogeologico del nostro Paese.  FONTE : http://www.unonotizie.it/