logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

Gabanelli: Gestione Migranti

lunedì 29 novembre 2010

Tagliano l'università per finanziare la politica

Le Università sono in rivolta, le occupazioni degli atenei e le azioni dimostrative che vanno dalla torre di Pisa alla Specola Patavina sono iniziate. I due motivi principali sono il DDL Gelmini attualmente in discussione alla Camera e il taglio del Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università. L’FFO costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali seguita solo dalle somme pagate dagli studenti sotto forma di tasse e contributi.
Per la prima volta nel 2010, e a seguire sempre più nei prossimi anni, questo fondo subirà una progressiva e sostanziosa diminuzione: 279 milioni di euro solo nel 2010, i tagli futuri annunciati ammonteranno a 1 miliardo e 355 milioni nel 2011 e saliranno a 1 miliardo e 433 milioni nel 2012. Per compensare questa diminuzione è già in atto un aumento delle tasse universitarie che va dal 10% al 50% rispetto allo scorso anno e minaccia di salire ancora nei prossimi anni. Se consideriamo che esiste già ora un divario sociale dei giovani laureati, in quanto meno del 10% proviene da classi sociali deboli, questa politica di governo di tagli rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.
All’opinione pubblica il DDL Gelmini viene spesso presentato dal Governo come un attacco ai privilegi e una riduzione del potere della baronia universitaria ma, in realtà, l’eliminazione del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato e la spinta alla precarizzazione avranno opposto. Infatti con il DDL aumenterà a dismisura l’influenza dei baroni sulle schiere dei precari che aumenteranno sempre più.
Questi tagli all’Università pubblica mascherano quello che è il reale obiettivo del Governo, cioè la riduzione della spesa pubblica. Le voci di spesa da considerare per prime per ottenere questo obiettivo sono invece da ricercare negli enormi costi della Politica italiana. Basta un dato della Corte dei Conti sulle varie tornate elettorali (politiche, regionali e europee). A fronte di spese dimostrate di 579 milioni di euro, dal 1994 al 2008 i partiti si sono spartiti ben 2,25 miliardi di euro, con un utile di 1,67 miliardi. Quest’anno i rimborsi ai partiti per le Regionali sono ammontati a 502 milioni. A questi vanno aggiunti i costi chiamiamoli “indiretti” come ad esempio 297 milioni all’anno per le auto blu, gli stipendi d’oro e le cariche “multiple”. Senza contare che il numero di deputati in Italia rispetto alla popolazione è molto più alto che negli altri stati Europei.
Il MoVimento 5 Stelle è l’unico sulla retta via, da prendere ad esempio: riduzione degli stipendi e abolizione dei rimborsi elettorali.
Laura Treu e Stefano Campanaro

Nucleare, ennesimo rinvio per l’Epr finlandese di Olkiluoto: “In funzione nel 2013”

La difficile gestazione dell’impianto nucleare, in costruzione da parte del consorzio franco-tedesco Areva-Siemens, nell’isola finlandese di Olkiluoto è destinata ad allungarsi ancora. E' quanto annunciato in un comunicato dalla società elettrica finlandese TVO

I reattore 3 di Olkiluoto (Finlandia)
Secondo quanto riferito da TVO, il nuovo reattore da 1.600 MW sarà completato per la maggior parte entro il 2012, ma la piena operatività non è prevista prima della seconda metà del 2013.

Un nuovo ritardo, dunque, per il controverso reattore in costruzione in Finlandia da parte di Areva e di Siemens, più volte in passato finito nel mirino per i problemi relativi alle garanzie di sicurezza. Aperto a settembre del 2005, il cantiere (il primo avviato per la realizzazione di una centrale nucleare dal 1986) per la realizzazione del nuovo reattore di Olkiluoto, il terzo nell’isola situata a sud-ovest del Paese, doveva essere inizialmente completato nell'aprile del 2009. Ma, a oggi, la fine dei lavori è stata rinviata almeno cinque volte. L’ultima scadenza fornita da Areva, prima del nuovo rinvio, ipotizzava l’entrata in servizio alla fine del 2012.

Quello in costruzione a Olkiluoto è un reattore di terza generazione Epr (European Pressurized Reactor o reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata), la stessa tecnologia scelta dall’Enel per il programma nucleare italiano che prevede inizialmente la costruzione di quattro reattori nel nostro paese. Gli altri Epr attualmente in fase di costruzione sono a Flamanville, nel nord della Francia, avvio previsto nel 2013, e i due di Taishan in Cina che dovrebbero produrre energia rispettivamente a partire dal 2013 e dal 2014.

L'inceneritore dei Castelli Romani

Albiano_Laziale.jpg
La discarica di Malagrotta di Roma, che non ha nulla da invidiare alle discariche campane (anzi...), è satura. La soluzione ovvia per i politici del fronte unito Pdl e Pdmenoelle, Marrazzo docet, è quella di appestare la zona dei Castelli Romani, come è già avvenuto a Napoli per i Comuni Vesuviani. Ad Albano Laziale sono in arrivo i rifiuti della capitale e i fumi dell'inceneritore con gli immancabili tumori. Chi pagherà per l'inquinamento e per le malattie? Insomma, chi ci guadagnerà?
"Caro Beppe,
ti scrivo per informarti che anche ad Albano Laziale è arrivato, più forte che mai, il pro-fumo di monnezza. Quella “buona” però, dei Castelli Romani, alle porte di Roma, che odora, come sai bene, di mafia-connection. L’impianto che vogliono localizzare ad Albano Laziale si poggia, a livello legale, sul solo decreto di pubblica utilità di Marrazzo (N.147/2007) non essendo passato per il voto dell’ex consiglio regionale. Ora siamo in attesa di conoscere il piano rifiuti del neo assessore della Polverini, con delega ai rifiuti, di Paolantonio. Chi, oggi, potrebbe sottoscrivere i frutti avvelenati della politica marrazziana? Un impianto, caro Beppe, privo d’una gara d’appalto, costruito per intero con soldi pubblici che ruba attraverso il raggiro legale dei CIP6, con una VIA (valutazione d’impatto ambientale), due sospensive in autotutela della VIA, un A.I.A. (autorizzazione integrata ambientale) frutto di logiche e politiche alla matriciana, appunto. Solo la Azienda Usl Rm-H s’è schierata a difesa del territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente. Il coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale (www.noinceneritorealbano.it) sta dando battaglia da tre anni contro questo impianto e queste logiche politiche con tre ricorsi al Tar Lazio, per le quali siamo in attesa della sentenza. L’ultimo corteo che abbiamo organizzato, 23 Settembre 2010, ha visto la presenza di oltre 5.000 persone, il più partecipato della storia dei Castelli Romani." Daniele Castri (Referente legale Coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale)

domenica 28 novembre 2010

AUTOCOSTRUZIONE SPERIMENTALE DI UNA STUFA GASSIFICATRICE DI BIOMASSA DA ESTERNO UTILIZZANDO LATTE RICICLATE

http://www.taiwancamping.net/2009/10/heineken-wood-gasifier-stove-downdraft.html

Traduzione italiana: Sara Caronni (IndipendenzaEnergetica.it).
Adattamento: Dario Tamburrano
Album foto: http://www.facebook.com/album.php?aid=2095295&id=1524557766
PDF su scribd: http://www.scribd.com/doc/44193106


Qui di seguito troverete le istruzioni per la realizzazione di una stufetta gassificatrice di biomassa. Questo tipo di stufa ha un ottima efficienza e produce poco fumo, si basa sul principio downdraft e viene solitamente costruita con cilindri integrati in grado di garantire una maggiore efficienza.

La combustione che avviene nella parte superiore, crea una zona di gassificazione il cui gas viene espulso dalla parte bassa attraverso dei fori posti alla base della camera di combustione.

Questo gas va a formare una miscela con l’aria che proviene dall’esterno in modo da generare, a sua volta, una seconda combustione. La maggior parte della CO prodotta dalla gassificazione, viene trasformata in CO2 per mezzo di un processo di ossidazione durante il secondo ciclo di combustione.

Di conseguenza le stufe a gassificazione comportano minori rischi per la salute rispetto ai tradizionali fornelli da cucina. La costruzione di questo modello di stufa è piuttosto semplice, l’unico problema consiste nell'avere a disposizione un fusto sufficientemente grande.

Qui di seguito troverete le istruzioni per la realizzazione di una stufetta gassificatrice di biomassa (per ESTERNO!). Questo tipo di stufa ha un ottima efficienza e produce poco fumo, si basa sul principio downdraft e viene solitamente costruita con cilindri integrati in grado di garantire una maggiore efficienza.

La combustione che avviene nella parte superiore, crea una zona di gassificazione il cui gas viene espulso dalla parte bassa attraverso dei fori posti alla base della camera di combustione.

Questo gas va a formare una miscela con l’aria che proviene dall’esterno in modo da generare, a sua volta, una seconda combustione. La maggior parte della CO prodotta dalla gassificazione, viene trasformata in CO2 per mezzo di un processo di ossidazione durante il secondo ciclo di combustione.

Di conseguenza le stufe a gassificazione comportano minori rischi per la salute rispetto ai tradizionali fornelli da cucina. La costruzione di questo modello di stufa è piuttosto semplice, l’unico problema consiste nell'avere a disposizione un fusto sufficientemente grande.


SEQUENZA DI REALIZZAZIONE E MATERIALI

SEQUENZA DI REALIZZAZIONE E MATERIALI
Serviranno due latte vuote, sono state recuperate una della Heineken da 710 ml e una di funghi champignon, ma va bene qualsiasi altra latta il cui diametro esterno non sia superiore a quello della Heineken.
Serviranno due latte vuote, sono state recuperate una della Heineken da 710 ml e una di funghi champignon, ma va bene qualsiasi altra latta il cui diametro esterno non sia superiore a quello della Heineken.

ul fondo della latta più piccola è stata disegnata una griglia sulla quale sono stati realizzati dei fori in numero sufficiente servendosi di chiodi e martello. I fori hanno la funzione di fare entrare l'aria all'interno della stufa.
Sul fondo della latta più piccola è stata disegnata una griglia sulla quale sono stati realizzati dei fori in numero sufficiente servendosi di chiodi e martello. I fori hanno la funzione di fare entrare l'aria all'interno della stufa.

ono stati effettuati, inoltre, sulla parte laterale inferiore 16 fori di larghe dimensioni per consentire all'aria calda di immettersi nella camera di combustione.
Sono stati effettuati, inoltre, sulla parte laterale inferiore 16 fori di larghe dimensioni per consentire all'aria calda di immettersi nella camera di combustione.

Si passa alla realizzazione di 16 piccoli fori anche nella parte superiore, allo scopo di consentire la seconda combustione.
Si passa alla realizzazione di 16 piccoli fori anche nella parte superiore, allo scopo di consentire la seconda combustione.

Ecco l'immagine della latta interna una volta completata.
Ecco l'immagine della latta interna una volta completata.

Utilizzando un apriscatole è stata rimossa la parte superiore del fusto di Heineken.
Utilizzando un apriscatole è stata rimossa la parte superiore del fusto di Heineken.

Nella parte inferiore del fusto con dei chiodi sono stati praticati 16 fori grandi per permettere all’aria di entrare agevolmente. Per allargare i fori è stato utilizzato un cacciavite.
Nella parte inferiore del fusto con dei chiodi sono stati praticati 16 fori grandi per permettere all’aria di entrare agevolmente. Per allargare i fori è stato utilizzato un cacciavite.

Le due latte devono essere perfettamente combacianti nella parte superiore, ma all'interno devono lasciare un minimo spazio che permetta all'aria di fluire tra di esse. Nel caso le vostre latte non siano combacianti, non dovrete far altro che rifinire la parte superiore del fusto Heineken fino a raggiungere la giusta misura.
Le due latte devono essere perfettamente combacianti nella parte superiore, ma all'interno devono lasciare un minimo spazio che permetta all'aria di fluire tra di esse. Nel caso le vostre latte non siano combacianti, non dovrete far altro che rifinire la parte superiore del fusto Heineken fino a raggiungere la giusta misura.

Un'immagine delle due latte perfettamente combacianti in cima.
Un'immagine delle due latte perfettamente combacianti in cima.


COSTRUZIONE DEL SUPPORTO

In questa fase disegnate sulla striscia 45 mm di larghezza e 100 mm di lunghezza e tagliatele seguendo queste misure, poi segnate sulla striscia ottenuta (nel senso della lunghezza) due parti da 20 mm ciascuna più una parte da 5 mm come viene mostrato nell'esempio.
In questa fase disegnate sulla striscia 45 mm di larghezza e 100 mm di lunghezza e tagliatele seguendo queste misure, poi segnate sulla striscia ottenuta (nel senso della lunghezza) due parti da 20 mm ciascuna più una parte da 5 mm come viene mostrato nell'esempio.

Piegate una sull’altra le due parti da 20 mm utilizzando un pennarello per appiattirne la superficie.
Piegate una sull’altra le due parti da 20 mm utilizzando un pennarello per appiattirne la superficie.

Dovete realizzare due lastre di alluminio come quelle riportate sopra.
Dovete realizzare due lastre di alluminio come quelle riportate sopra.

Nella parte centrale di entrambe le lastre praticate un’incisione larga un millimetro fino a circa la metà della striscia. In una striscia l'incisione deve essere praticata dal lato più spesso (quello con la ripiegatura), nell'altra dal lato opposto.
Nella parte centrale di entrambe le lastre praticate un’incisione larga un millimetro fino a circa la metà della striscia. In una striscia l'incisione deve essere praticata dal lato più spesso (quello con la ripiegatura), nell'altra dal lato opposto.

Inserite le due lastre una dentro l’altra a livello delle incisioni.
Inserite le due lastre una dentro l’altra a livello delle incisioni.

Posizionate la croce ottenuta sul corpo della stufa e segnate i quattro punti di contatto. A questo livello praticate le quattro piccole incisioni che serviranno ad incastrare la base sulla latta.
Posizionate la croce ottenuta sul corpo della stufa e segnate i quattro punti di contatto. A questo livello praticate le quattro piccole incisioni che serviranno ad incastrare la base sulla latta.

Ecco la stufa gassificatrice a legna Heineken completa di base di supporto per la cottura.
Ecco la stufa gassificatrice a legna Heineken completa di base di supporto per la cottura.


LINK DI APPROFONDIMENTO

Esempio di stufe pronte all'acquisto (USA)
http://www.ush2.com/biogas_stove_sale.htm
How to make a Wood Gas Stove (HD)
http://www.youtube.com/watch?v=jQyJQb8fe_g
Homemade Wood Gas Stove Configurations
http://www.youtube.com/watch?v=a8a6ZFisGDM
Altri video su youtube
http://www.youtube.com/results?search_query=wood+gas+stove&aq=0

Agenda manifestazioni rifiuti

Claudio Pellox ha scritto sulla bacheca dell'evento Incontrarci per organizzare insieme una grande manifestazione a Napoli.

Claudio ha scritto:
"AGENDA di tutte le manifestazioni contro la crisi dei rifiuti:
sabato 27 novembre - ore 16.00 - PIAZZA CESARE PAVESE - Mugnano
sabato 27 novembre - ore 18.00 - Centro Giovanile - San Giuseppe Vesuviano
domenica 28 novembre - ore 11.00 - p.za San Luigi (Posillipo) - napoli
domenica 28 novembre - ore 10.00 - piazza Dante - piazza Plebiscito - napoli
martedì 30 novembre ·ore 10.00 - stazione centrale - napoli
venerdì 3 dicembre ore 18.30 - PIAZZA DEL GESÙ - napoli
mercoledì 8 dicembre ore 13.30 - flash mob - luogo misterioso !
mercoledì 8 dicembre ore 8.00 - P.zza Plebiscito
martedì 14 dicembre ore 10.00 - Palazzo San Giacomo
mercoledì 15 dicembre ore 19.00 - piazza del plebiscito
Io mi rifiuto - protesta internet
un sacchetto nella tua foto-profilo fino a Natale - protesta internet
CONTRO L'AUMENTO DELLA TASSA SUI RIFIUTI - protesta internet"

Per visualizzare la bacheca di questo evento, segui il link in basso:
http://www.facebook.com/n/?event.php&eid=170997632925314&mid=35b983fG6441600aG108c6e3G23&n_m=silverimarco%40fastwebnet.it#wall_posts

sabato 27 novembre 2010

Parentopoli alla romana: Alemanno e le assunzioni di mogli e cubiste


L’Atac di Roma in due anni chiama a lavorare 854 persone: generi, nipoti, parenti, coniugi di assessori, dirigenti e sindacalisti. E anche una ballerina da discoteca, diventata assistente personale del direttore industriale
5211677970 7517e9c24c o Parentopoli alla romana: Alemanno e le assunzioni di mogli e cubiste“Atac di merda” era il titolo di una vecchia canzone dei Prophilax che raccontava i fasti dell’azienda dei trasporti pubblici romana, con i suoi autobus strapieni e che non passavano mai. Una definizione ingiusta: per molti l’Atac è anche un paradiso.
PARENTOPOLI ALLA ROMANA – Lo svela un’inchiesta di Lucio Cillis e Giovanna Vitale su Repubblica Roma: da quando è arrivato il sindaco Gianni Alemanno al timone del Campidoglio e ha cambiato i vertici, l’azienda è diventata uno splendido assumificio (854 persone, a chiamata diretta, senza concorso) per parenti di assessori, dirigenti e sindacalisti. E, dulcis in fundo, persino un’ex cubista che è diventata assistente personale del direttore industriale.
Spulciando l´elenco dei nuovi dipendenti è possibile ricostruire alberi genealogici e stati di famiglia, legami di sangue, matrimonio o più banalmente politici. Recordman, senza dubbio, l´ineffabile Bertucci, che fra i suoi primi atti sulla tolda di Atac annovera il reclutamento del marito della figlia, Patrizio Cristofari, un passato da fioraio a Guidonia, il paesone alle porte di Roma miracolato dall´illustre concittadino, divenuto in breve responsabile del Mantenimento opere civili e impianti; seguito a stretto giro da tale Fabio Giangreco, stavolta nipote dell´instancabile Adalberto. Il quale, non contento, ha pure sponsorizzato la scalata di quella che un tempo fu la sua segretaria, Francesca Romana Zadotti, da tutti in azienda soprannominata la “zarina”: prima direttore Conformità, rischio e certificazioni; da questa estate pure consigliere delegato di Trambus Open. E siccome la spintarella è contagiosa, la Zadotti s´è tirata dentro anche la nuora, Carla Marchi, alla direzione marketing.
LA CARICA DELLE MOGLI – Poi ci sono le consorti, anche queste eccellenti:
Per la categoria “mogli di” ecco invece spuntare Claudia Cavazzuti coniugata De Lillo (Fabio, assessore comunale all´Ambiente); la pittrice Stefania Fois che, a dispetto dell´omonimo sito Internet dove esibisce tele e mostre, guida la Comunicazione in quanto compagna del deputato ex An Marco Marsilio; mentre la direttrice delle Grandi officine è più modestamente consorte del capo del Personale Atac Riccardo Di Luzio. È andata decisamente meglio al segretario regionale della FaisaCisal autoferrotranvieri, Gioacchino Camponeschi, gran sostenitore del sindaco Alemanno, che oltre alla moglie Flavia Rotondi, nella società di trasporti è riuscito a piazzare finanche la figlia Sarah.
CUBISTA E ASSISTENTE – E poi c’è lo spettacolo:
Parente stretta è infine la politica, categoria che di questi tempi va per la maggiore. Precaria per definizione, si nutre di posti fissi, come quello assegnato a Mauro Lombardi, già vicesindaco della solita Guidonia, arruolato come responsabile Acquisti e monitoraggio contratti nella relativa Direzione, ma pure al 32enne Marco Bernardini, altro vicesindaco ma stavolta in carica a Montelibretti. Il caso più clamoroso è tuttavia un altro: si chiama Giulia Pellegrino, passato da cubista e calendari sexy, nonché “sister” del tg local-sportivo 50° minuto che spopola su You tube.

Con questo curriculum le si sono spalancate le porte dell´ufficio del direttore industriale di Atac Marco Coletti: è la sua assistente personale.
Eccolo, il video che spopola:
ALEMANNO REAGISCE – La reazione di Alemanno è sempre impressionantemente cruenta:
‘In relazione agli articoli di stampa pubblicati oggi relativi all’azienda Atac, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dato mandato al nuovo amministratore delegato, Maurizio Basile, di effettuare un’inchiesta interna per verificare la veridicita’ di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell’ultimo decennio’. Lo comunica, in una nota, il Campidoglio riferendosi all’articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica in cui viene sostenuto che tra le 854 assunzioni a chiamata diretta disposte negli ultimi due anni , tra Trambus e Atac, dall’ex amministratore delegato Adalberto Bertucci ci sarebbero generi, nuore, nipoti e segretari e mogli di assessori, dirigenti, sindacalisti ed anche una ex cubista.
‘I risultati di questa verifica – aggiunge l’ufficio stampa del Campidoglio – saranno presentati dall’amministratore delegato entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti. A gennaio sara’ presentato il nuovo piano industriale di Atac attraverso il quale si garantira’ il processo di riassetto dell’azienda di trasporto pubblico romano’.
L’amministratore delegato, che non s’è accorto della cubista, ora dovrà scoprire che in effetti lo è. Che vita da cani, eh?

Il "Made in Italy" globalizzato

Noam_Chomsky.jpg
Quante aziende italiane hanno delocalizzato la produzione all'estero in nome della globalizzazione e continuano a vendere con il marchio "Made in Italy"? Il "Made in Italy" non è di proprietà delle aziende, ma del nostro Paese. Chi lo usa deve produrre in Italia. Se emigra utilizzi per i vestiti, le auto, i caschi per le moto, le caffettiere, i marchi "Made in China" o "Made in Romania" e vediamo chi comprerà i suoi prodotti. La delocalizzazione ha regalato profitti giganteschi alla Confindustria e la disoccupazione agli italiani. In alcuni casi questo è avvenuto, come per la Romania, attraverso incentivi alle aziende provenienti dai contributi versati dall'Italia alla UE, i famosi "fondi europei". Ci siamo pagati la delocalizzazione con le nostre tasse... Aziende create da generazioni di tecnici, operai, ingegneri, designer italiani non si possono spostare come un pacco postale in un qualunque luogo della Terra perché "costa meno". In posti dove spesso non esistono controlli, garanzie, leggi, norme di tutela ambientale. E' necessaria subito, per bloccare l'emorragia, una legge che tolga il diritto dell'uso del "Made in Italy" alle aziende che non ne hanno diritto. Oltre al danno della disoccupazione non possiamo subire anche la beffa del marchio abusivo. Nel blog verrà pubblicata in futuro la lista con i nomi delle aziende "Made in Italy" delocalizzate. Inviate le vostre segnalazioni.

MARIARCA TERRACCIANO E’ IL MIO SINDACATO.

di Paolo Barnard

LO SARA’ PER SEMPRE E SARA’ L’UNICO.

RIPUDIO OGNI ALTRO SINDACATO, CGIL, CISL, UIL, CONFSAL, RDB, CUB... LI RIPUDIO E DOVETE RIPUDIARLI ANCHE VOI, PER SEMPRE.

CI HANNO VENDUTI.

RAGAZZA, RAGAZZO, DONNA, UOMO CHE MI LEGGETE, SIAMO SOLI. NON C’E’ PIU’ NESSUNO LA’ FUORI A DIFENDERCI. SIAMO SOLI, PERCHE’...

I POTERI FINANZIARI DI UNIONE EUROPEA E STATI UNITI CI STANNO DISTRUGGENDO IL FUTURO DEL LAVORO COME NON POTETE IMMAGINARE


(l’inchiesta coi fatti, le prove, i colpevoli qui Il Più Grande Crimine)

ESSI HANNO SOTTRATTO ALL’ITALIA...

457 MILIARDI DI EURO IN 2 ANNI...

... PIU’ DI 20 FINANZIARIE SPARITE DAL TUO STIPENDIO E DAI TUOI SERVIZI ESSENZIALI...
IN 2 ANNI. MENTRE NOI PER MILLE EURO IN BUSTA PAGA DOBBIAMO SUPPLICARE...

O MORIRE

MARIARCA HA DATO IL SUO SANGUE IN UNA LOTTA DISPERATA CONTRO QUESTO SCEMPIO ED E’ MORTA…

PER ME, PER TE, PER VOI.

(la sua storia Youtube)
Dim lights

NEL SUO SANGUE HANNO GRIDATO LE VOCI DI MARTIN LUTHER KING, DEL MAHATMA GANDHI, DI MALCOM X, DI PEPPINO IMPASTATO, DI STEVE BIKO, DI KEN SARO WIWA... DEGLI EROI DI TUTTI I TEMPI

MARIARCA ERA...

IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA, CHE E’ L’UNICA ARMA RIMASTACI. SENZA, SIAMO FINITI.

IL POTERE LO SAPEVA, E NEL 1975 LA COMMISSIONE TRILATERALE DI STATI UNITI, EUROPA E GIAPPONE SANCI’ LA MORTE DEL RADICALISMO E DEL LAVORO, CON QUESTE PAROLE:

“Quando esso perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati. La concertazione produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”...  ERA IL 1975.

I SINDACATI CI SONO CASCATI.

CI HANNO PRECARIZZATO IL LAVORO. IL LAVORO E’ COME I TUOI GLOBULI BIANCHI, SENZA NON VIVI. HANNO PRECARIZZATO I TUOI GLOBULI BIANCHI...

HANNO RESO PLAUSIBILE L’INIMMAGINABILE

IL PIANO PER LA DISTRUZIONE DEL LAVORO DI NOI CITTADINI PARTI’ 70 ANNI FA IN FRANCIA E GERMANIA.

I MANDANTI: LA GRANDE FINANZA SPECULATIVA E LA GRANDE INDUSTRIA.

LE ARMI: L’ECONOMIA, L’UNIONE EUROPEA DEI TECNOCRATI, E OGGI IL DISASTRO DELL’EURO
(spiegato qui Il Più Grande Crimine).

LA CRISI ECONOMICA 2007-2010 E’ USATA COME STRUMENTO PER UNA COMPRESSIONE DEI SALARI SENZA PRECEDENTI IN 50 ANNI

STA ACCADENDO IN GRECIA E IRLANDA, ACCADRA’ QUI.

STANNO CREANDO SACCHE DI LAVORO ALLA CINESE IN EUROPA, E LO HANNO PIANIFICATO NEI DETTAGLI, PER PROFITTO

GLI OPERAI SONO DESTINATI A SCOMPARIRE, MARCHIONNE LO SA BENISSIMO, IN KOREA NON C’E’ PIU’ L’ILLUMINAZIONE NEGLI STABILIMENTI AUTO, PERCHE’ NON CI SONO PIU’ ESSERI UMANI CHE VI LAVORANO. SOLO ROBOT...

OPERAI, SIETE CONDANNATI. LORO LO SANNO

DOVETE APRIRE GLI OCCHI, CAPIRE COSA VI STA SUCCEDENDO, ED ESSERE RADICALI NELL’OPPOSIZIONE A QUESTO ATTACCO AL LAVORO CHE E’ IL VERO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

MARIARCA FU RADICALE, LEI E’ LA NOSTRA UNICA ARMA PER SALVARCI...

LEI E’ IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA

MARIARCA, IO, TU, VOI, CHIEDEREMO IL RADICALISMO DEI DIRITTI FINO ALLA FINE DELLA NOSTRA VITA. CIOE’:

1. LAVORO E SALARIO DI DIGNITA’ COME DIRITTO UMANO IMPRESCINDIBILE DI TUTTI, SOSTENUTO DA UN PROGRAMMA GOVERNATIVO DI PIENA OCCUPAZIONE IN COLLABORAZIONE COL SETTORE PRIVATO (si legga “LA PIENA OCCUPAZIONE E’ POSSIBILE”, degli economisti WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL et al. in Il Più Grande Crimine).

2. LA FLESSIBILITA’ SOLO COME OPTIONAL SCELTO DAL LAVORATORE, MAI IMPOSTA.

3. SANITA’, ISTRUZIONE, ACQUA, LUCE, GAS, AMBIENTE, SERVIZI SOCIALI, DIRITTO ALLA CASA, PUBBLICA INFORMAZIONE SONO BENI INTOCCABILI DA QUALSIASI INTERESSE PRIVATISTICO.

4. IL DIRITTO DI SFIDUCIARE COL VOTO L’INTERA CLASSE POLITICA ESISTENTE CON, NELLE SCHEDE, IL RIQUADRO “NESSUNO DI QUESTI” CHE SE MARCATO DAGLI ELETTORI VENGA POI CONTEGGIATO COME SEGGI VUOTI IN PARLAMENTO.

MA SOPRATTUTTO:

1. IL RITORNO DELLO STATO ALLA SUA UNICA FUNZIONE LEGITTIMA...

CHE E’ DI SPENDERE A DEFICIT PER CREARE LA PIENA OCCUPAZIONE E IL PIENO STATO SOCIALE

CIO’ E’ PERFETTAMENTE POSSIBILE, LO E’ STATO PER 40 ANNI, NON CE LI HANNO MAI CONCESSI SOLO PER MOTIVI IDEOLOGICI. (lo testimoniano il Nobel P. SAMUELSON, con WRAY, KELTON, MOSLER, MITCHELL, PARGUEZ, et al. Il Più Grande Crimine).

PER OTTENERE QUESTO DOBBIAMO ABBANDONARE L’EURO CHE FU PENSATO GIA’ NEL 1943 UNICAMENTE PER PARALIZZARE GLI STATI SOCIALI. STA ACCADENDO. (pag. 31 Il Più Grande Crimine)

OFFRIREMO, IN CAMBIO, UNA NUOVA ETICA DEL LAVORO IN ITALIA, DOVE CIASCUNO FARA’ CIO’ CHE DEVE FARE AL MASSIMO DEL SUO IMPEGNO, SEMPRE.

NON ESISTE ALTRA SPERANZA DI SALVARCI DAL PIANO DI DISTRUZIONE DEL LAVORO CHE PARIGI, BERLINO E WALL STREET STANNO COMPLETANDO.

SOLO MARIARCA PUO’ SALVARCI. SOLO...

IL RADICALISMO DEI DIRITTI DI CHI LAVORA

ORGANIZZATEVI E DISTRIBUITE QUESTE PAROLE A TUTTI I LAVORATORI CHE CONOSCETE, NELLE FABBRICHE, UFFICI, CAMPAGNE, LUOGHI DI COMMERCIO, E NELLE SCUOLE E UNIVERSITA’, A TAPPETO.

(per gli approfondimenti scientifici e storici PAOLO BARNARD - Il Più Grande Crimine - dpbarnard@libero.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

QUESTE PAGINE SONO LA TUA NUOVA TESSERA SINDACALE.

PERCHE’ IL TUO UNICO SINDACATO RIMASTO SI CHIAMA...

MARIARCA TERRACCIANO

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=198

"Bagheria non Rifiuta"


 
di Rifiuti Zero Palermo


L'associazione Rifiuti Zero Palermo parteciperà alla seconda Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti con l'iniziativa "Bagheria non rifiuta".
La manifestazione, promossa e coordinata dall'associazione culturale APEIRON, si svolgerà sabato e domenica a Bagheria.
A seguire il programma sintetico e quello dettagliato.

www.rifiutizeropalermo.it



PROGRAMMA


27 sab, 09.00/12.30 - ITC Sturzo, Bagheria
Incontro con le scuole e presentazione SERR e progetto "Bagheria non Rifiuta".

Proiezione video tra cui “La Storia Delle Cose”, Didattica del Prof. Pietro Tomasello e Dibattito.

Descrizione della Strategia Rifiuti Zero a cura della Ass. Rifiuti Zero Palermo.
27 sab, 16.00/20.00 - Corso Umberto, Bagheria
Strategia Rifiuti Zero dalla Ass. Rifiuti Zero Palermo
Expo collettiva di Ecodesign
Sfilata di moda - Green à Porter, La moda verde a chilometro zero
Spettacolo frestyle e parkour "Bagheria Non Rifiuta" dell'Ass. PiKAPPA
28 dom, ore 11 - Corso Umberto Bagheria
Flash Mob - Bagheria Non Rifiuta
28 dom, 10.00/12.30- Ekobolle, via del Cavaliere, Bagheria
Gli studenti dell’ ITC Sturzo visitano il negozio di detersivi alla spina
28 dom, 16.00/ 20.00 - Corso Umberto, Bagheria
Expo collettiva di Ecodesign - Mostra SERR
Laboratorio Espressivo Creativo dell'Ass. Cult. Apeiron
Spettacolo frestyle e parkour "Bagheria Non Rifiuta" dell'Ass. PiKAPPA

Patrocinio
Ass. all’Ambiente;
Ass. alla Cultura;
Ass. allo Spettacolo;
Comune di Bagheria - http://www.comune.bagheria.pa.it/
Management e Coordinamento Artistico
Associazione Culturale Apeiron - apeiron.org@gmail.com




http://www.ecodallecitta.it/menorifiuti/index.php



PROGRAMMA DETTAGLIATO


sabato 27 novembre · 9.00 - 12.30


ITC Sturzo
Via S.Ignazio di Loyola, 7
Bagheria (PA)

SETTIMANA EUROPEA RIDUZIONE RIFIUTI
BAGHERIA Non Rifiuta - "La Storia delle Cose"



I bambini della scuola media Tommaso Aiello e della scuola primaria Gramsci si recheranno all’ITC Sturzo
Presentazione e moderazione degli eventi previsti da parte dell ’Associazione Culturale Apeiron
Introduzione e “didattica riduzione rifiuti” del Prof. di Chimica Pietro Tomasello
Visione del corto ecoambientale “La Storia delle Cose”
L’Associazione Rifiuti Zero Palermo spiegherà cosa è la Strategia Rifiuti Zero
Discussione e dibattito. Interverranno le scuole e le autorità
Distribuzione questionario dedicato e materiale divulgativo mirato ed opuscoli SERR


------------------------------------------------------------------------------------------


sabato 27 novembre · 16.30 - 21.00


Palazzo Alfano
Corso Umberto
Bagheria (PA)


SETTIMANA EUROPEA RIDUZIONE RIFIUTI
Bagheria non Rifiuta - “Green à porter – La moda a chilometro Zero"


Associazione Rifiuti Zero Palermo - buone pratiche riduzione efficace rifiuti
Mostra sulla prevenzione dei rifiuti con i 5 Pannelli SERR

Street life performance, Sfilata di moda Green à Porter – La moda a chilometro Zero. Moda fashion col cuore verde Modelli e modelle sono i bambini e i ragazzi delle tre scuole coinvolte nel progetto

Mostra di “eco design ” e arredamento ecocompatibile (Pivvicci, Anomalia, AAA Design, Ambra Made in PA, Emilio Costanzo,…)

Performance “Bagheria NON RIFIUTA” FreeRunning e Parkour
dell’Associazione PIKAPPA


------------------------------------------------------------------------------------------


domenica 28 novembre · 11.00 - 12.00


Corso Umberto
Bagheria (PA)

Flash Mob - Bagheria Non Rifiuta.


Appuntamento nel corso Umberto all'altezza di Piazzetta Alfano.
Alle 11.10 recarsi al luogo di incontro; portare con sè, celato alla vista un lungo cartone di quelli da imballaggio. passeggiando naturalmente lungo il corso Umberto senza fare capire niente, oppure sostando con fare disinteressato.. Non fare capire che si è ad un appuntamento.
Alle 11.30 l'organizzazione darà un fischio di inizio e ognuno estrae il cartone portato con sé. Lo poggia a terra e compone insieme ad altri una GRANDE SCRITTA "BAGHERIA NON RIFIUTA". Non appena finito ci si alza e si urla "BAGHERIA NON RIFIUTA !!!!" Si prende il cartone lasciato a terra e si posa in uno scatolo.
Secondo fischio di chiusura (Due Fischi). Alla fine la folla si disperde.


------------------------------------------------------------------------------------------


domenica 28 novembre · 10.00/12.30


Ekobolle, via del Cavaliere

Bagheria (PA)

SETTIMANA EUROPEA RIDUZIONE RIFIUTI

Bagheria non rifiuta - “Mille bolle blu - Rendez vou"



Dimostrazione nel negozio di detersivi alla spina per illustrare l’effettivo risparmio sia economico per il prezzo del prodotto sfuso e soprattutto per stimolare l’ottimizzazione della filiera produttiva al fine di ridurre lo smaltimento in discarica.


------------------------------------------------------------------------------------------


domenica 28 novembre · 15.30 - 20.30


Corso Umberto
Bagheria (PA)

SETTIMANA EUROPEA RIDUZIONE RIFIUTI
BAGHERIA Non Rifiuta- A teatro non si scade mai!"


Laboratorio teatrale espressivo e mimage dell’Associazione Apeiron finalizzato alla autocostruzione di marionette con i bambini. Al termine animazione sulla riduzione rifiuti realizzato con le marionette create dai bambini. Prolungare la vita dei prodotti

Mostra di “eco design ” e arredamento ecocompatibile

Performance “Bagheria NON RIFIUTA” FreeStyle e Parkour dell’Associazione PIKAPPA

venerdì 26 novembre 2010

Desio, cade il consiglio comunale a causa della ‘ndrangheta

desio-comuneSciolto il consiglio comunale, a Desio. Diciassette consiglieri questa mattina hanno presentato le dimissioni, facendo crollare il "parlamentino" locale. Motivo? "Preso atto delle difficoltà nel proseguimento dell'attuale amministrazione, resa particolarmente difficile a seguito dei coinvolgimenti nell'inchiesta "Infinito" - è scritto nella lettera firmata dagli ormai ex rappresentanti in aula del centrosinistra e della Lega Nord -, allo scopo di salvaguardare l'interesse dei cittadini e l'immagine della città".
“Con senso di responsabilità – proseguono – rassegniamo le nostre dimissioni, al fine di determinare lo scioglimento del consiglio comunale”. Quindi, arriverà un Commissario. Il Carroccio, dunque, ha preso il coraggio a quattro mani, e ha dato la spallata definitiva. Adesso c’è il rischio di effetto domino in altri comuni brianzoli.

SINDACO E GIUNTA DI BRESCIA INDAGATI PER PECULATO




Il sindaco A. Paroli e 9 assessori di Brescia indagati per peculato. Palazzolo 5 stelle gli chiese conto con un'intervista improvvisata mesi fa. Lo attendemmo all'esterno di un noto ristorante in Piazza Loggia esordendo con la seguente domanda: "ha cenato con soldi pubblici o con i suoi?". Vi consigliamo di guardare l'intero video. Privati cittadini danno lezione di buona politica ad un sindaco e nel contempo deputato della Repubblica Italiana. Il primo anticorpo democratico di un paese sono i cittadini informati che hanno il coraggio di chiedere conto ai propri dipendenti-amministratori.


Claudio Cominardi per Palazzolo5stelle
Di seguito l'art. del Giornale di Brescia.
Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, e 9 dei dieci assessori che compongono la Giunta di centrodestra sono indagati per peculato. L'unico assessore che, a quanto si è appreso non risulta essere iscritto sul registro degli indagati della procura di Brescia, è Massimo Bianchini (Lega Nord), responsabile dello Sport. La vicenda è quella dell'utilizzo delle carte di credito messe a disposizione dall'amministrazione comunale. La corte dei conti nei giorni scorsi ha stabilito che, sull'utilizzo complessivo di 49 mila euro, mancherebbero adeguate giustificazioni per 43 mila euro. Le carte di credito sono quelle da utilizzare per le spese di rappresentanza.
La domanda sorge ancora spontanea: Perchè il sindaco di Bologna si è dimesso e invece il sindaco di Brescia non si dimette?
Da: GdB

MAFIA AL NORD

mercoledì 24 novembre 2010

Il tramonto dell'Occidente

scolapaste_leader.jpg

La crisi delle banche irlandesi non è una novità, come non lo era quella della Grecia e come non lo saranno le crisi di Portogallo, Italia e Spagna. Questione di mesi. Ogni volta ci si stupirà come di fronte a un improvviso temporale estivo. Ieri la Merkel ha dichiarato che la crisi è estremamente grave e l'euro è a rischio. E noi che non lo sapevamo... I politici danno brutte notizie solo se costretti, attendono l'ultimo istante per evitarci delle sofferenze inutili. Discutere dell'Irlanda o, a inizio 2010, del default greco, equivale a concentrarsi sul foro di un catino bucato. Lo scolapasta è l'intero Occidente che sta fallendo sotto il peso del suo debito pubblico aumentato del 50% in media in vent'anni. I Paesi emergenti, il cosiddetto BRIC: Brasile, Russia, India e Cina, hanno un debito pubblico contenuto e stanno comprando quello occidentale. Se la Cina vendesse tutti i titoli di Stato americani che possiede, pari a 883,5 miliardi di dollari, gli Stati Uniti potrebbero fallire.
Il mondo si sta spostando a Sud e a Est. Il PIL dei Paesi del BRIC sta per superare quello del G6 (Germania, Italia, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone). I Paesi del BRIC hanno un debito pubblico rapportato al PIL molto basso: Russia 6%, Cina 18%, Brasile 45%, India 59%. L'Italia, per dire, è al 118% con 80 miliardi di euro di interessi annui da pagare, una cifra che ammazzerebbe un elefante. Gli Stati Uniti stanno per raggiungere l'Everest dei 14.000 miliardi di dollari di debito pubblico dai 6.000 miliardi del 2002. In passato le guerre si combattevano con le armi, oggi si combattono con il debito pubblico. Chi compra il tuo debito diventa il tuo padrone.
Gli Stati Uniti, il Paese più indebitato, è responsabile del 50% delle spese militari mondiali. Una enormità. La Russia, l'antagonista storico, spende il 3,5%. Gli Stati Uniti trasformano il debito in armamenti. In pratica chi compra titoli di Stato statunitensi finanzia la guerra in Afghanistan o le basi militari di Dal Molin di Vicenza e di Okinawa in Giappone dove sono accampati da 65 anni. L'Impero Romano crollò sotto la spinta dei barbari ai suoi confini. Le sue legioni si ritirarono dal Reno alla Britannia. Gli Stati Uniti forse seguiranno la stessa sorte per l'impossibilità economica di mantenere 716 basi militari in 40 Paesi. L'Irlanda è un sintomo del tramonto dell'Occidente travolto dal suo debito pubblico. L'inverno sta arrivando per le cicale europee e americane e fuori fa sempre più freddo.

Il CO.RE.ri Incontra la Commissione UE

 
Riciclo totale, partendo dalla realizzazione degli impianti di compostaggio e dal recupero degli impianti di selezione e ripristino di un quadro normativo regionale coerente con le leggi italiane e comunitarie sono l'unico modo per uscire dalla crisi.
24 novembre 2010 - Peacelink Campania
Ieri 23 novembre 2010 alle ore 14.00, presso gli uffici del Consiglio regionale, edificio F13, la delegazione della commissine europea, guidata dalla dott.ssa Pia Bucella, Director Legal and Civil Protection, ha convocato in audizioni il Coordinamento Regionale Rifiuti - Campania (CO.RE.ri), Legambiente Campania e il WWF Campania.
La delegazione ha voluto ascoltare il parere delle associazioni sulle linee programmatiche inerenti la gestione dei rifiuti elaborate dalla giunta regionale.
La delegazione del CO.RE.ri, formata da Nicola Capone, Lorenzo Tessitore ed Elena Vellusi ha evidenziato che la raccolta differenziata è stata di fatto impedita dai costi esorbitanti per lo smaltimento, fuori regione, della frazione organica e che nessuna filiera dei materiali è stata in questi anni organizzata per il reale recupero della materia selezionata.
Si è quindi insistito sulla necessità di realizzare gli impianti di compostaggio già finanziati dalla Commissione europea e il recupero degli impianti STIR per trasformarli in impianti di selezione meccanica dei materiali.
Si è denunciato, inoltre,  il sistema normativo derogatorio vigente in Campania. che impedisce una pianificazione rispettosa delle direttive europee vigenti in materia. A tal proposito è stata sottolineata la necessità che il governo italiano ripristini con urgenza, sull'intero territorio regionale, un quadro normativo ordinario coerente con le leggi italiane e comunitarie, che dia per di più finalmente attuazione in maniera concreta alla Convenzione di Arhus, consentendo l'effettiva partecipazione dei cittadini alle decisioni amministrative sia in materia di pianificazione che di realizzazione degli impianti.
Si è, poi, avvertita la delegazione della Commissione europea delle ultime modifiche apportate dal governo italiano all'articolo 205 del decreto legislativo 152 del 2006, che consentono ai Comuni di derogare all'obbligo di raggiungere le percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa vigente in materia, permettendo loro di compensare i bassi livelli di raccolta differenziata con gli obiettivi raggiunti dai comuni cosiddetti virtuosi, assicurando contestualmente il recupero energetico della quota dei rifiuti indifferenziati.
Si è fatto notare, ancora, che nel nostro paese il principio secondo il quale si può recuperare energia dalla materia - contraddizione insita nelle stesse direttive europee - diviene il presupposto per una legislazione deviata che incentiva con fondi pubblici gli impianti industriali, quali inceneritori, discariche, biodigestori, cementifici, etc., a discapito degli impianti volti al recupero e riciclo della materia.
Date queste premesse la delegazione del CO.RE.ri ha espresso parere negativo sulla validità del futuro piano regionale per la gestione dei rifiuti.
La delegazione della Commissione europea ha espresso il suo favore per le analisi e le proposte dei rappresentanti dell CO.RE.ri, accogliendo sia i rilievi da questa mossi sulla questione del trattamento dell'umido, sia la proposta di trasformazione degli impianti STIR in impianti di selezione meccanica per l'avvio dei materiali ad una filiera per il recupero e il riciclo totale della materia.
Ha specificato che pur non essendo suo compito intervenire nello specifico delle strategie proposte dalla regione, può tuttavia agire nel caso in cui il piano proposto sovverta la gerarchia delle operazioni indicate dalla recente direttiva europea che vede al primo posto la raccolta differenziata e il recupero e riciclo della materia. Non mancherà dunque di verificare con attenzione se le  recenti modifiche, apportate dal governo al decreto legislativo 152 del 2006, abbiano correttamente recepito l'ultima normativa comunitaria in materia di rifiuti sottolineando che se così non fosse si potrebbe prospettare l'eventualità un ulteriore procedura di infrazione comunitaria.
CO.RE.Ri - Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Sito: www.rifiuticampania.org

Email: contatti@rifiuticampania.org
Tel: 3346224313

Legge 123/2008 sui rifiuti in Campania: la raccolta differenziata NON VA incrementata

Per legge, in Campania - e SOLO per la Campania - la raccolta differenziata NON VA incrementata.

Infatti la legge 123/2008 sull'emergenza rifiuti in Campania va in deroga (ovvero, disattende) tutta una serie di altre leggi precedentemente scritte a tutela della salute e dell'ambiente. Tra queste, anche l'articolo 205 del d.lgs 152/2006 che sancisce l'OBBLIGO DI incrementare la RACCOLTA DIFFERENZIATA.

All'articolo 18 della legge 123/2008 infatti si legge quanto segue:

Per le finalita' di cui al presente decreto [...] il Sottosegretario di Stato e i capi missione sono autorizzati, ove necessario per la salvaguardia della salute pubblica e per il tempo strettamente necessario a garantire la tutela di tale interesse, a derogare alle seguenti disposizioni:

[...]

decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale» articoli 178, limitatamente ai commi 4 e 5, 182, 193, 194, limitatamente ai commi 5 e 6, 202, 205, 208, limitatamente ai commi da 5 a 13, 214, 215, 216, 238;
[...]

Secondo voi perché un governo che si prefigge di risolvere l'emergenza rifiuti dovrebbe emanare un decreto legge (il 90/2008), poi convertito nella legge 123/2008 dal parlamento, che elimina l'obbligatorietà di incrementare la pratica della raccolta differenziata, strumento principe per la risoluzione dell'emergenza stessa? Ed in che modo tale provvedimento risponde all'esigenza di "salvaguardia della salute pubblica" così come da lettera della legge?

La nostra risposta è che tale governo, con l'avallo di un parlamento ciecamente ubbidiente, ha tutto l'interesse a che l'emergenza perduri nel tempo, a causa di intrecci politico-affaristici che mettono radici nel business delle discariche ed incenerimento.

Grazie all'avvocato Vittoria Operato per aver portato alla luce l'ennesima magagna della legge 123/2008.

Per completezza riportiamo l'intero articolo 205 del d.lgs 152/2006:

1. In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:
a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;
c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.
2. La frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo tra materia ed energia, secondo i criteri dell'economicità, dell'efficacià dell'efficienza e della trasparenza del sistema, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1.
3. Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, e' applicata un'addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, istituito dall'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l'onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.
4. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, vengono stabilite la metodologia e i criteri di calcolo delle percentuali di cui ai commi 1 e 2, nonche' la nuova determinazione del coefficiente di correzione di cui all'articolo 3, comma 29, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in relazione al conseguimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 2.
5. Sino all'emanazione del decreto di cui al comma 4 continua ad applicarsi la disciplina attuativa di cui all'articolo 3, commi da 24 a 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
6. Le regioni tramite apposita legge, e previa intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, possono indicare maggiori obiettivi di riciclo e recupero.

Roma, scontri tra studenti e polizia

CRISTO DIFFONDETE ...
DEVE ESSERE INTASATO IL WEB DA QUELLO CHE STA SUCCEDENDO, LASCIAMO PERDERE OGNI ALTRA COSA. ANCHE DA QUI' ABBIAMO DELLE RESPONSABILITA', PER UNA VOLTA CERCHIAMO DI ESSERE COERENTI. POSTIAMO SU TUTTE LE BACHECHE.STA SUCCEDENDO QUALCOSA DI MOLTO BRUTTO LO SI CAPISCE DA QUESTO FILMATO .LA POLIZIA PICCHIA I NOSTRI FIGLI . LA CAMUSSO DI PIETRO BERSANI FERRERO CHE VADANO A FARE SCUDO CON I LORO CORPI AI RAGAZZI CHE MANIFESTANO SUI TETTI , SULLE TORRI DIFFONDETE ;http://www.youtube.com/watch?v=lx91HYO1jMw&feature=player_embedded

martedì 23 novembre 2010

I nomi in faccia al consiglio comunale di Pavia

C'è chi va in televisione e denuncia senza fare i nomi e chi, invece, li fa guardando in faccia le persone coinvolte. Cesare Del Frate, del MoVimento 5 Stelle di Pavia ha elencato nomi di affiliati alla 'ndrangheta e di amministratori pubblici durante un incontro del consiglio comunale fino a quando è stato interrotto. Il presidente Raffaele Sgotto del Pdl, gli ha tolto la parola spiegando che la città intera conosce i nomi emersi dalle intercettazioni. Sgotto probabilmente li sa a memoria, li recita prima di dormire come una ninna nanna.

Testo intervento Cesare Del Frate consiglio comunale di Pavia.
Voce in aula: "Il Consiglio Comunale vi prego, né la maggioranza, né la minoranza, né il pubblico, premetto che si applauda, è una sala dove bisogna fare silenzio, ascoltare e parlare, basta non esistono gli applausi, se qualcuno vuole applaudire può andare giù nella saletta e applaudire sotto perché in Consiglio Comunale non si applaude nessuno!"

Cesare Del Frate: Sono Cesare Del Frate del Movimento Cinque Stelle, sono qua a nome del Movimento e vi ringrazio per l’opportunità, prima del mio intervento vorrei ricordare che il Sindaco aveva promesso di, in seguito alla nostra lettera aperta, organizzare un incontro aperto con i cittadini, speriamo che questa possa essere la sede in cui annuncerà la data di quell’incontro. Le falde di Montecity a Rogoredo sono avvelenate da cadmio, cromo esavalente, cloroformio e arsenico. La Direzione Antimafia sta indagando circa un probabile coinvolgimento della ‘ndrangheta nello versamento di veleni e nel movimento terra all’interno delle opere di bonifica di Grossi.
Questi fatti andrebbero ricordati a Rosanna Gariboldi, che ha patteggiato due anni e un risarcimento milionario per l’accusa di avere riciclato centinaia di migliaia di Euro provenienti da questa operazione. Questi fatti andrebbero ricordati a Giancarlo Abelli che era procuratore di quel conto corrente a Montecarlo e che si vanta della sua amicizia con Grossi. Quel Grossi che vinceva tutti gli appalti, a Santa Giulia ha lavorato con la ditta Sadi di Torino. Le parole di Grossi sulla ditta Sadi : " La Sadi era in mano a un clan malavitoso calabrese", si riferivano al clan dei Mazzaferro che opera anche nella nostra Provincia.
Veniamo alle elezioni regionali, tutte le citazioni che vi leggerò sono delle intercettazioni, ascoltiamo le parole di Chiriaco (ex direttore ASL di Pavia, ndr) circa la candidatura di Abelli, di quell'Abelli che spesso e pubblicamente interviene delle questioni interne alla maggioranza pavese. Chiriaco dice:"Abelli va benissimo, e poi deve fare, deve fare l' assessore alle infrastrutture, che ha il lavoro di Mortara, può fare quel cazzo che vuole, poi lui ha testa..ma nei prossimi anni c'è l'EXPO 2015, ma sai cosa c’è da fare nei prossimi 5 anni, proprio a livello di infrastrutture? Ma hai voglia!" Vicesindaco Centinaio, secondo Chiriaco lei si oppose ad alcune candidature alle comunali. Se questo è vero, e non abbiamo di dubitarne, è una cosa che le fa onore. Consigliere Fraschini, lei ha speso parole severe su queste vicende, complimenti. Consigliere Ferloni, lei ha avuto la posizione più chiara e coraggiosa, a lei va la nostra stima. E anche al Consigliere Ottini che propose la costituzione della Commissione Antimafia. A voi e a tutti i politici onesti e competenti che siedono in Consiglio e in Giunta chiediamo: "Le parole di Chiriaco su Abelli non vi riempiono di rabbia e indignazione?".
A qualcuno dispiacerà, ma sappiamo fare tutti i distinguo del caso le nostre analisi sono perfettamente lucide e le nostre denunce operano con precisione chirurgica. Abelli ha rinunciato al seggio in Lombardia, ma tutti sappiamo quale sia la sua influenza la sicurezza. Di lei signor Sindaco, Abelli, il suo Pigmalione, ha detto: "E' giovane ma ha la sapienza di farsi guidare". Pino Neri al 41bis con l'accusa di essere il capo della 'ndrangheta lombarda, di Abelli, in occasione delle regionali, disse: "Ora ci corteggiano tutti!..., Abelli gli ho detto, senti, ci sono dei gruppi, delle sezioni, dal gruppo Filippi che facciamo le perdiamo o vuoi che le recuperiamo noi?...no, no, assolutamente vogliamo recuperarle noi" ha detto!. Signor Sindaco, lei ha definito Chiriaco un "mitomane" che non aveva nessuna influenza sul Pdl. Noi 5 Stelle ci chiediamo: "Chi è il mitomane in queste vicende?". Un'altra dichiarazione d'amore di Chiriaco per Abelli: "Il culo per Giancarlo me lo faccio io". Parliamo ora del Consigliere Dante Labate, che Chiriaco definisce "fratello". Signor Labate, perchè Chiriaco lo chiama fratello? E perchè lei, il 24 febbraio 2010 si rivolge a Pino Neri con il vezzeggiativo "Pinuccio"? Lo chiama ancora così anche adesso che è al 41bis? In un'altra telefonata...
[il Presidente del Consiglio Sgotto interrompe]
Cesare Del Frate: Di fronte a questi fatti e a questi atroci sospetti, il MoVimento 5 Stelle, anche a nome di tutti i cittadini onesti di Pavia, ha una sola richiesta: "Dimissioni, dimissioni, dimissioni".

Beppe Grillo a Terzigno


BEPPE GRILLO A TERZIGNO 22 NOV 2010 - video integrale from pomigliano.org on Vimeo.

"Vieni via con me" - Il caso CUCCHI e la situazione delle carceri

I titoli dei TG più "puliti" delle strade di Napoli. Lo sciopero del cinema e dello spettacolo è un "optional".

di Reporter senza rete

I titoli dei TG più "puliti" delle strade di Napoli. Lo sciopero del cinema e dello spettacolo è un "optional".


La situazione rifiuti in Campania è identica a due anni fa. Lo hanno detto gli ispettori dell’Unione Europea in visita a Napoli. Una notizia importante che dimostra come politica e istituzioni abbiano barato, giocando sulla pelle dei cittadini campani. Ma alcuni telegiornali minimizzano in particolare i Tg Mediaset. Nessuna citazione del fatto nel Tg4, solo una breve di 15 secondi, letta in redazione,  per Studio Aperto. Il Tg5  ne parla nel primo titolo, ma relega il servizio in scaletta a metà telegiornale, mentre il Tg1, pur non citando l’argomento nei titoli, vi dedica un servizio tra quelli di apertura. I rifiuti di Napoli sono invece apertura per Tg3, Tg2 e Tg La7. Tutto il resto è ancora politica, verrebbe da dire che noia, con le iperboli lessicali sui futuri governi, di transizione, partecipazione o armistizio. Quest’ultima formula  è stata rilanciata anche oggi dal suo ideatore, Pierferdinando Casini, ospite in studio nel Tg di Mentana.
Le tensioni e le vertenze in atto, come quella che oggi ha visto protagonisti i lavoratori dello spettacolo, della cultura teatrale e cinematografica, in sciopero per tutta la giornata, sono state bandite da tutti i Tg Madiaset  e dal Tg La7. Notizia che invece  trova posto nei titoli del Tg3, con relativo servizio in chiusura; nel Tg1 con una breve da studio e nel Tg2 con un lungo servizio a metà telegiornale. Il problema dei tagli alla cultura sarà l’argomento trattato nello spazio commento di oggi, con l’intervista ad Andrea Purgatori animatore dell’associazione “Centoautori”.
 In chiusura vi parliamo di due servizi mandati in onda da Tg1 e Tg5 che come al solito scelgono per le loro scalette gli stessi argomenti. Le due corazzate dell’informazione Rai e Mediaset si sono entrambe poste una domanda: “E’ giusto aver ripristinato i voti nella scuola”? Su questo noi non esprimiamo pareri. Poiché siamo convinti che bisogna porsi il problema non come si giudicano gli studenti, ma piuttosto come si formano.
Le pagelle a nostro avviso andrebbero istituite per i nostri politici. In quanto, come  ha dimostrato un servizio del Tg La7 dedicato alle  loro “gaffes culturali”, avrebbero un gran bisogno di tornare tra i banchi, non di Montecitorio, ma delle prime classi della nostra scuola.

Il Commento di Andrea Purgatori, animatore de "Centoautori" (intervista di Alberto Baldazzi)
Andrea Purgatori: “È un settore  da sempre assistito. Non starebbe in piedi con le proprie gambe.”Questa è una delle accuse che viene fatta al mondo della produzione teatrale e cinematografica …
“No, questo è un falso assoluto. Questo è un settore che ci può stare benissimo, anzi che chiede di stare sulle proprie gambe. Chiede  una legge di sistema sulla cinematografia, ed una tassa di scopo che obblighi tutti coloro che si sono arricchiti, fino ad oggi, con le opere dell’audiovisivo (cinema, fiction, documentari, ecc …) a restituirne una parte per la produzione, esattamente come avviene in Francia, dove il bacino dei fondi destinati all’audiovisivo, quest’anno, è di dodici volte superiore a quello italiano”.
Avete protestato in tantissime situazioni, anche “sputtanando” il nostro Paese sul versante internazionale, come recentemente è avvenuto a Roma. In più siete una “elite culturale di sinistra” che ce l’ha con il Governo” per … un semplice spirito d’opposizione.
“Questa è una posizione di cui il Ministro della cultura si assume tutta la responsabilità, insieme al suo collega Brunetta,  ed anche al Presidente del consiglio – che, tra l’altro, ha detto che “strozzerebbe tutti coloro che fanno dei film e delle fiction sulla mafia”. Io vorrei ricordare che il Presidente del Consiglio è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo grazie al cinema, alla fiction ed alla televisione. Il problema fondamentale, comunque, è che noi riteniamo non ci sia una questione di miopia o incompetenza dietro il fatto che il Governo non vuole varare dei provvedimenti a favore dell’audio visivo: c’è una scelta politica. Noi non piacciamo a questo Governo semplicemente perché, attraverso le storie che vengono create, raccontate, girate e proposte al pubblico, noi mostriamo degli specchi nei quali, purtroppo, si ritrova la realtà di questo paese, che non è che sia piacevole”.
“La cultura non si mangia”. Abbiamo più di un miliardo di ore di cassa integrazione, perché si dovrebbe finanziare questa piccola industria, per altro non simpatica al potere?“Tanto per cominciare non bisogna “finanziarla”: bisogna darle gli strumenti, che sono gli stessi strumenti che sono presenti nel resto del mondo, in Europa e negli Stati Uniti,  perché questa industria (che conta 250 mila lavoratori) possa camminare sulle sue gambe come può. Faccio solo un esempio: stiamo facendo una battaglia per avere il rinnovo del “tax credit” , che è uno strumento di defiscalizzazione degli oneri per i produttori, quando negli Stati Uniti ce ne sono ben 22 diversi di sistemi;  e lì c’è un industria del cinema.  Noi stiamo semplicemente aspettando che il Governo faccia il minimo sindacale rispetto ad un settore che ha dei numeri superiori a quelli della Fiat. Non vogliamo fare una guerra tra ricchi e poveri, ma diciamo che, così come fino al 2010 il settore automobilismo ha ricevuto “diecimila anni” di finanziamenti al cinema , così anche noi possiamo avere i numeri, le strutture, il mercato per competere. È bene che la gente sappia anche un'altra cosa: quando un produttore accede al fondo di garanzia per prendere dei soldi, li deve restituire  come chiunque, come fosse il mutuo da una banca. Deve finire questa storia che il cinema è assistito, e questo perché: Uno non lo vogliamo, due non è così”.
Anche la fiction è con voi?“La fiction è con noi perché è un motore fondamentale dell’industria dell’audio visivo. Il problema è che, soltanto l’anno scorso, ottanta milioni sui duecentoquaranta che sono stati investiti sono stati  portati all’estero per girare delle storie che, purtroppo, raccontano delle identità che non hanno a che fare  con  questo paese. Noi stiamo, da anni, mantenendo la forza lavoro di paesi come la ex – Jugoslavia, la Bulgaria, l’Ungheria, l’Argentina, addirittura la Lettonia quest’anno. Tutto questo non deve più accadere, questi soldi devono rimanere in Italia. Però, visto che in questi giorni c’è stata una manifestazione sindacale che ha a che fare con il contratto di lavoro, io credo che anche il sindacato debba ripensare la propria linea di condotta rispetto ad un mondo, quello dell’audio visivo, che non è più quello di trenta, quaranta anni fa. Ha delle forme di espressione, diffusione e fruizione che sono totalmente cambiate. Bisogna fare tutti un passo indietro, ma il Governo deve fare la sua parte: 250 mila lavoratori non possono essere ignorati”.

Terremoto dell’Aquila, le C.A.S.E. di Berlusconi cadono in pezzi

Nelle abitazioni vendute dal governo come l’emblema di una miracolosa ricostruzione-lampo i disagi continuano. 
danno progetto case santantonio Terremoto dell’Aquila, le C.A.S.E. di Berlusconi cadono in pezzi / 2Ne avevamo parlato poco tempo fa: le case costruite a L’Aquila per i terremotati, che il governo aveva sbandierato ai quattro venti come l’emblema di una ricostruzione-lampo e dell’efficienza di esecutivo e Protezione Civile nel fronteggiare l’emergenza dopo il sisma del 6 aprile 2009 che causò la morte di oltre 300 persone – scrivevamo il 25 ottobre - perdono pezzi.
IL CROLLO – E’ il caso di ripetere lo stesso oggi: dal sito 6 aprile, che aveva già segnalato i problemi relativi alla scarsa areazione della casa, alle infiltrazioni di acquea, agli impianti di scarsa qualità e alla difficoltà che si ricontrano nei lavori di manutenzione degli alloggi, arriva una nuova denuncia. Un corposo pezzo di cartongesso si è staccato da una delle piastre delle C.A.S.E. antisismiche costate ben 2700 euro a metro quadrato. Ad accorgersi dell’accaduto sarebbe stata un’inquilina del complesso, che, recandosi in garage, si è ritrovata davanti un componente edilizio di 2 metri e circa 70 kg di peso a causa delle recenti piogge, ma molto probabilmente anche perchè privo di un adeguato sostegno, staccatosi dal soffitto e crollato al suolo.
ARRIVANO I POMPIERI – “Dal sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco – ha spiegato l’inquilina delle abitazioni del Progetto C.A.S.E – si evince che le travi di copertura come quella crollata, del peso di 70 Kg circa, sono impregnate d’acqua e si reggono solo grazie alle staffe di ferro, che nella trave in questione non erano state affatto applicate. Le famiglie della zona hanno deciso che appena sarà pronto il verbale dei Vigili del Fuoco, sul quale è specificato che la situazione è da considerarsi rischiosa per persone e cose, procederanno alla denuncia alle autorità competenti“. “Più persone – ha concluso la signora – hanno tentato di contattare il numero verde dell’azienda addetta alla manutenzione, ma dopo aver ascoltato per diversi minuti un disco registrato, l’operatore che ha risposto ha chiaramente detto che l’indirizzo a lui comunicato (via, quartiere e numero civico) non era sufficiente per individuare il luogo esatto a cui inviare gli operai che, di fatto, non sono arrivati anche perchè, la domenica è un giorno festivo e loro non sono tenuti ad intervenire“.

lunedì 22 novembre 2010

L'insostenibile leggerezza dell'avere: intervista a Valerio Pignatta

'L’insostenibile leggerezza dell'avere' non è soltanto un'analisi teorica ma, anche e soprattutto, una rassegna di esperienze di vita di persone che hanno fatto della decrescita il proprio ideale cercando quindi di metterne in pratica i principi. Valerio Pignatta, autore del volume, è socio fondatore del Movimento per la Decrescita Felice e attivo sostenitore della 'sobrietà' e dell'autoproduzione. Lo abbiamo intervistato.

di Giovanna Pinca

copertina insostenibile leggerezza avere
'L'insostenibile leggerezza dell'avere', un’analisi di esperienze di vita di persone che hanno fatto della decrescita il proprio ideale
Finalmente. Non solo un saggio teorico sui movimenti sociali e politici che, in particolare dopo la rivoluzione industriale, hanno rifiutato la logica del produttivismo a tutti i costi, cercando altre strade da percorrere. Lo sguardo attento di Valerio Pignatta si concentra sul presente, analizzando da vicino e raccontando esperienze di vita di persone che, come l'autore, si sono date come ideale quello della 'decrescita', e hanno tentato di metterlo in pratica. Esperienze che in apparenza possono sembrare estreme, ma che in realtà non lo sono certo di più di quelle di chi sceglie - più o meno consapevolmente - di sacrificare tutto sull'altare della 'crescita': il tempo, l'ambiente, l'incontro con gli altri e la vita in tutte le sue espressioni.
Proprio sui temi affrontati nel suo ultimo libro, L'insostenibile leggerezza dell'avere (Ed. EMI, 2009), abbiamo intervistato Valerio Pignatta, socio fondatore del Movimento per la Decrescita felice e attivo sostenitore della 'sobrietà', dell'autoproduzione e di un mercato che valorizzi anche lo scambio di beni e servizi.
La prima parte del tuo libro delinea una storia dei movimenti e del pensiero che hanno portato in Italia alla nascita del Movimento della Decrescita Felice. Che rapporto c’è tra i concetti di decrescita e quello di sostenibilità?
Decrescita e sostenibilità sono due concetti antagonisti sebbene questa possa sembrare a molti un'affermazione eretica. In ogni caso molti autori come Serge Latouche o il nostro Maurizio Pallante, che possiamo inserire nel filone del primo paradigma citato, hanno chiarito ormai le differenze tra i due sistemi di pensiero. Lo sviluppo sostenibile prevede l'instaurazione di una società 'ricca' ed economicamente in evoluzione continua, sebbene con una particolare attenzione a un impatto industriale ecosostenibile appunto, ossia non inquinante, orientato al risparmio, di qualità ecc.
L'ottica di fondo di questo sviluppo è comunque quello della crescita. Ovviamente però non ci può essere, come ormai sappiamo, uno sviluppo infinito in un sistema finito quale è il nostro pianeta. Il concetto di sviluppo sostenibile è quindi un ossimoro. La decrescita sottolinea questo aspetto contraddittorio di gran parte del pensiero ecologista e riafferma la necessità, così come è stato più volte fatto nella storia, di mettere dei paletti allo sviluppo, tecnologico od economico che sia, e di valutare l'esistenza umana e il suo senso secondo altri parametri quali la relazione tra persone, la semplicità, la solidarietà, la cultura e il saper fare e cioè l'indipendenza dal sistema. Almeno, questa è la decrescita che io ho abbracciato all'interno di una pluralità di visioni che convivono in questo movimento culturale ed economico.
decrescita
"La decrescita reale è vissuta in Italia da singoli, famiglie o “clan” spontanei che al momento non dispongono di grandi strumenti per influenzare le decisioni delle collettività"
Negli ultimi anni abbiamo visto, all’estero ma anche in Italia, molteplici 'esperimenti' di allargamento della partecipazione alle decisioni di governo del territorio a livello locale da parte delle amministrazioni, a partire dalle Agende 21. Che nesso c'è tra decrescita e pratiche partecipative?
Non ho approfondito questo discorso. Tendenzialmente non ho alcuna fiducia nelle istituzioni e la 'partecipazione' alle dinamiche sociali che vengono offerte sul mercato massmediatico e politico odierno mi ricordano quella che gli induisti chiamano Maya, l'illusione. Credo che alcuni pensatori bioregionalisti o municipalisti libertari abbiano sviluppato teorie e progetti concreti di partecipazione locale e comunale reale, metodi del consenso, meccanismi decisionali di unanimità ecc. che sicuramente si inseriscono in un'ottica di sobrietà esistenziale (e quindi legata al proprio territorio), di intervento partecipativo nella comunità... ma credo siano ancora realtà limitate.
Per quello che so io la decrescita reale è vissuta in Italia da singoli, famiglie o 'clan' spontanei che al momento non dispongono di grandi strumenti per influenzare le decisioni delle collettività in cui sono inserite. Certo ci sono i cosiddetti comuni virtuosi, le associazioni che lavorano in questo ambito e alcuni intellettuali illuminati che si muovono in questo senso ma non saprei quanto coinvolgono a monte le popolazioni e quanto invece traducono il verbo incarnandolo (raccolta differenziata piuttosto che risparmio energetico su illuminazione e acqua ecc.). Le scelte personali, la 'conversione', o meglio oggi si potrebbe dire la 'riconversione' delle esistenze riguarda sempre gruppi sparuti di individui sensibili. Che speriamo possano aumentare.
Le esperienze nei diversi paesi - europei e non - sono in collegamento tra loro o procedono in modo isolato? C'è una 'rete' intorno al pensiero della decrescita?
Per quello che so io ci sono contatti tra alcune diverse realtà ed esperienze europee di 'obiettori di crescita' ma nell'insieme ogni paese sta sviluppando caratteristiche proprie e modalità di azione e intervento peculiari. Nel libro che ho pubblicato per la EMI cerco di illustrare queste differenze che hanno anche origini storiche e filosofiche diverse. Le Transition Towns inglesi, ad esempio, partono dal substrato culturale anglosassone della permacultura che da noi sta iniziando solo ora a fare capolino in maniera più decisa. In Francia il movimento è forte di anni e anni di analisi approfondite di 'predicatori' incalliti come Serge Latouche, Bernard Charbonneau o Jacques Ellul.
In Italia, oltre a Maurizio Pallante che si è focalizzato tra le altre cose su autoproduzione ed energie rinnovabili, ci sono pensatori come Mauro Bonaiuti che partono dal pensiero dell'economista Nicholas Georgescu-Roegen per compiere disanime della società industriale di chiaro interesse per chi intende ovviarvi.
decrescita orto
"L'autoproduzione di alimenti casalinghi piuttosto che l'orto familiare sono attività che permettono alcuni rivolgimenti vantaggiosi"
Per quanto riguarda la tua esperienza e quella delle persone che hai intervistato, quali sono i principali risvolti economici della decrescita?
Se pensiamo di 'decrescere' per diventare più ricchi nel senso che oggi si attribuisce a questo sostantivo è meglio che lasciamo perdere. Coloro che fanno affermazioni simili probabilmente la decrescita non l'hanno mai vissuta o hanno le 'spalle coperte'. Questa scelta è sempre e comunque una scelta che riduce e non che aumenta. Va capito però che nella riduzione c'è un ampliamento. Ed è l' aumento di tranquillità, di indipendenza, di insicurezza anche, ma di verità.
La decrescita a livello personale, ora come ora, non credo abbia risvolti 'economici' eclatanti, sebbene se fosse operativa per un buon numero di persone opererebbe un cambiamento sociale enorme. Chissà quante fabbriche chiuderebbero obbligando altri individui a riconvertirsi e a vivere altre esistenze più feconde. L'autoproduzione di alimenti casalinghi piuttosto che l'orto familiare ecc. sono attività che permettono alcuni rivolgimenti vantaggiosi. Liberano dal sistema piccoli pezzi di esistenza. Ma vorrei sottolineare che non è una questione esclusivamente economica (o ecologica). È anche politica e morale. È sottile. E non si lavora di meno. Almeno, io non ci riesco. Anzi. Ma mi pare che le persone che praticano questo stile di vita (per come le ho conosciute) acquisiscano un senso di maggiore dignità. Che di questi tempi, in cui tutto ha un prezzo, non è poco.
Estremismo e praticabilità: esistono secondo te delle possibilità di integrazione tra un sistema di vita decrescente e il resto della società? Spesso le esperienze di cui parli sono di parziale isolamento, almeno in senso fisico…
Credo che o il 'resto della società' si adatterà a queste pratiche di 'estremismo' o non ci sarà più alcun tipo di società. Può sembrare un'affermazione millenaristica ma non lo dico io, a dirlo sono autorevoli studi di organizzazioni internazionali (e non quelle ambientaliste). Non c'è abbastanza coscienza nella società rispetto alla reale situazione, questo sì. Ma credo sia solo questione di tempo.
Inaridimento dei suoli da ipersfruttamento, carenza d'acqua, inquinamento e crescita delle malattie degenerative e dello stress socio-economico comporteranno prossimamente 'leggeri' cambiamenti... Certo, l'uomo può reagire come ha sempre fatto sinora con la prevaricazione e la legge del più forte, ma ci sono anche buone speranze che possano invece farsi scelte inverse di autogestione e condivisione, fuori dalle istituzioni e in barba ai governi o ai gruppi di potere guerrafondai ed energivori.
Chi oggi sceglie di isolarsi non lo fa a mio parere per ostentazione di superbia o per delusione e resa patologica ma per proteggersi e proteggere i propri figli. In un mondo in cui si stanno estinguendo oltre alle specie animali e vegetali anche ideali e virtù umane di grande pregio è opportuno che si creino isole o arcipelaghi di cultura 'altra' dove queste qualità, virtù e conoscenze pratiche possano continuare a esistere e a tramandarsi affinché nel momento del bisogno e della rinascita l'umanità vi possa attingere. L'isolamento non è altro, credo, che desiderio di protezione e di sopravvivenza.
mondo gente
"La difficoltà per chi opera scelte di questo tipo è farsi carico della propria solitudine di fronte alla massa disperata di omologati "
Qual è l'elemento più difficile nel rapportarsi al 'resto del mondo' per chi fa una scelta del genere? è cambiato qualcosa negli ultimi anni nella percezione delle persone?
La difficoltà per chi opera scelte di questo tipo è farsi carico della propria solitudine di fronte alla massa disperata di omologati che ti giudicano e alla gelida indifferenza e crudeltà delle amministrazioni e dei meccanismi del sistema che in un modo o nell'altro ti vessano. In pratica nessuno ti regala nulla. Chi abbandona la situazione classica - lavoro sicuro, città, cellulare, leasing, mutuo, auto, moto, vacanze, moda, estetista ecc. - lo sa. Eccome. Ma chi esce ha la possibilità di contemplare il panorama nel suo insieme dall'alto della collina e di coglierne aspetti interessanti.
Tanto più su come è andata mutando la società negli ultimi decenni. Per fare un esempio, nel 1971 il film Arancia meccanica di Stanley Kubrick uscì nelle sale cinematografiche di tutto il mondo scuotendo le masse con le sue scene di violenza inaudite. A quel tempo il film era vietato ai minori di 18 anni. Nel 1998 il film è stato nuovamente redistribuito nelle sale ma vietato ai minori di 14 anni. Un ragazzino di 14 anni poteva quindi nel 1998 permettersi di sogghignare di fronte a una scena che venticinque anni prima lo avrebbe forse danneggiato nel suo sviluppo morale e sessuale nonché psicologico per il resto dei suoi giorni.
Oggi credo potrebbero vedere questo film ragazzini di 11-12 anni... Con tutto quello che ciò significa. E di questo purtroppo non c'è coscienza per chi vive con la tv in casa da trenta-quarant'anni e si è abituato a vedere migliaia di omicidi e violenze all'anno come se fossero fatti normalmente e realmente esistenti. In effetti più che altro c'è da stupirsi che i nostri vicini non si siano ancora tutti trasformati in altrettanti Rambo e Terminator. Qualcosa nell'essere umano ancora resiste.
Il tratto comune alle varie esperienze che racconti?
Credo che il tratto comune sia la ricerca personale di un percorso individuale di pace e coerenza interiore, a volte di tipo politico o ecologista e a volte di tipo spirituale o solidale. Sono tutte persone con grandi qualità interiori che hanno abbandonato i percorsi abituali e illusori della scalata sociale per cercarsi uno spazio più vicino alla natura e all'essenzialità. La ricerca di situazioni in un certo qual modo 'senza tempo' facilita sicuramente la riflessione profonda e cerca di rispondere al bisogno di ogni essere umano di dare un senso superiore alla propria esistenza. Che penso sia l'unico motivo per cui vale la pena di vivere.