logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

sabato 31 luglio 2010

MANIFESTAZIONE NAZIONALE ALL'AQUILA PER L'AQUILA

L'Aquila - Sabato 31 luglio, ore 15, a L’Aquila (concentramento in piazza D’Armi) si terrà una manifestazione nazionale per riportare l’attenzione su su una tragedia dimenticata, su cui si consuma tanta propaganda ma che vede una realtà, quella dei territori colpiti dal sisma, in uno stato di abbandono da parte dello Stato.
Il popolo viola aderisce e supporta la manifestazione degli aquilani, diversi i pullman che raggiungeranno l’Aquila sabato 31 luglio.
Diversi i gruppi Facebook dedicati alla manifestazione

Siamo tutti Aquilani con oltre 25.000 iscritti

L’Aquila Day con oltre 12.000 invitati confermati




Siamo tutti Aquilani con oltre 25.000 iscritti

L’Aquila Day con oltre 12.000 invitati confermati

Qual è l'Assessore?

Di Davide Bono
Il nuovo tormentone "scopri qual è l'Assessore Bonino" sorge durante l'analizzarsi in Aula del nuovo e controverso scontro politico tra destri e sinistri: il protocollo di intesa firmato da Cota e Chiamparino (all'insaputa delle rispettive Aule regionale e comunale) per l'ingresso della Regione nel trasporto pubblico locale (TPL) tramite la realizzazione di due holding paritetiche al 50% tra Comune di Torino e 50% Regione Piemonte, l'una a nome ETH (Esercizio Trasporti Holding), in cui far convergere la gestione del TPL torinese, la realizzazione del nodo ferroviario metropolitano e la gestione delle ferrovie regionali, tratte di competenza GTT (torino-ceres e canavesana) comprese, l'altra a nome Infra.To che gestirà le infrastrutture relative.
In poche parole, la Regione che dovrebbe fare da programmatrice del TPL regionale entra come azionista nelle aziende che deve controllare, aziende di diritto privato che secondo la normativa del decreto Ronchi, art. 15 del dl 135/2009, dovrebbero andare a gara entro il 31 dicembre 2010 (escluso il settore del trasporto ferroviario regionale): probabilmente il Comune in dissesto finanziario sarà costretto a vendere le sue azioni ai privati e come azionista pubblico rimarrà la Regione (che più facilmente sarà in mano ai destri).
Proprio per questo l'accanimento ostruzionistico del PD in Aula è spietato; qualcuno mormora che Chiamparino sia stato ricattato, costretto a firmare per vedere i finanziamenti regionali ad un Comune sempre più indebitato. Sarà anche, ma fatichiamo a vedere Chiamparino, il dilapidatore delle finanze comunali, messo con le spalle al muro da un Cota qualunque. Piuttosto avrebbe pietito qualche altro mutuo a mamma Banca Intesa-San Paolo, che ovviamente non si straccia le vesti da strozzina per concederne di altri e strappare un altro pezzo di città alla sovranità popolare.
Ma il dato che emerge tra le righe dello scontro politico sempre più acceso per il dominio della Regione e della città di Torino, ultimo villaggio "rosso" ai piedi delle vallate verdi-leghiste, è il tutorismo familiare dell'Assessore Bonino: con candore afferma che suo fratello, l'ingegnere Stefano Bonino del CIM di Novara, era presente al protocollo di intesa firmato dalla Regione Piemonte ed il Comune di Torino. Noi chiediamo a che titolo era presente il fratello dell'Assessore Bonino? Chi era il facente funzioni per l'Assessorato ai Trasporti tra i due?
Forse sarebbe meglio che il presidente Cota riflettesse sul chi dare le deleghe ai trasporti all'interno della famiglia Bonino...

Governo Gomorra

Mesi durissimi attendono il Paese. Come potete leggere nei servizi de ilfattoquotidiano.it, Silvio Berlusconi gioca il tutto per tutto e adesso sogna di varare un governo in stile Gomorra. Il problema del Cavaliere, anche se la maggior parte dei commentatori sedicenti liberali continua a far finta di non accorgersene, è sempre lo stesso: la giustizia. Anzi, le inchieste e i processi. Che coinvolgono lui e i suoi amici.

La decisione della Corte costituzionale di fissare per il 14 dicembre l’udienza in cui verrà discussa la legge sul legittimo impedimento lo ha spinto così a rompere gli indugi, a perdere ogni freno inibitorio, e a iniziare un furioso corteggiamento a parlamentari di opposizione, alcuni dei quali francamente impresentabili. È prevedibile infatti che la Consulta, dopo aver visto una serie di suoi membri restare indirettamente coinvolti nello scandalo della nuova P2, ci metterà pochissimo a dichiarare quello che tutti sanno e che anche il Quirinale avrebbe fatto meglio a sapere: le norme che evitano al premier e ai suoi ministri di essere processati durante la durata del loro mandato sono palesemente incostituzionali.

La prospettiva per Berlusconi è insomma quella di finire molto presto davanti al Tribunale di Milano per rispondere della presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills. Anzi della certa corruzione di Mills, visto che il legale, come ha stabilito la Cassazione, ha sicuramente incassato mazzette per dire il falso davanti ai giudici (e salvare il premier da una condanna nel processo per le vecchie tangenti alla Guardia di Finanza).

Berlusconi sa benissimo che nel momento in cui dovesse ricominciare il suo dibattimento si arriverebbe a una sentenza nel giro di poche settimane. Il fatto storico è già stato accertato (i 600mila dollari dati a Mills e la testimonianza taroccata in favore del Cavaliere). E resta solo da stabilire se tra le prove raccolte ci siano abbastanza elementi per condannare come corruttore il leader del Popolo della Libertà (a questo punto provvisoria).

Una brutta situazione, insomma. Anche perché proprio le indagini sulla nuova P2 hanno fatto saltare, o reso incerte, le amicizie su cui il Cavaliere sperava di poter contare nella magistratura meneghina.

Di qui l’idea, partorita non adesso, ma alcuni mesi fa, di trovare una sponda in quella parte di Udc che si riconosce in Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliano condannato in primo e secondo grado per favoreggiamento aggravato alla mafia e sulla testa del quale pende ora anche una richiesta di 10 anni di pena per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’operazione, come il fattoquotidiano.it è in grado di rivelare, è cominciata quando Cuffaro ha dato il suo assenso al passaggio di molti suoi fedelissimi nelle file della nuova Democrazia Cristiana del sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza, un vecchio arnese della prima repubblica legato agli ambienti più svariati.

Come ha scritto a suo tempo L’Espresso una parte consistente delle tessere della Dc fanno però capo al braccio destro di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, condannato in secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E così il disegno di Berlusconi diventa evidente. Anche se Cuffaro e Beppe Drago – l’altro leader dell’Udc siciliana corteggiato dal premier – adesso smentiscono un passaggio dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza (cosa altro potrebbero fare?).

Il Cavaliere vuole trovare in Parlamento i numeri sufficienti per garantire l’approvazione anche alla Camera della cosiddetta norma sul processo breve (quella che prevede di far morire tutti i dibattimenti che non vengono conclusi nel giro in lasso di tempo prestabilito). Non per niente proprio oggi il capogruppo Pdl nella commissione Giustizia di Montecitorio, Enrico Costa, ha chiesto che l’esame del processo breve venisse immediatamente calendarizzato in settembre alla ripresa dei lavori.

Ma con 33 deputati già passati a Fini, per Berlusconi è molto difficile credere di riuscire a votare la legge senza rischiare ogni giorno improvvisi rovesci. Di qui la manovra per arrivare a Cuffaro e una dozzina di parlamentari calabresi, siciliani e campani a lui legati. Tutti parlamentari da aggiungere a vari esponenti del gruppo misto e del centrosinistra, come Daniela Melchiorre o Riccardo Villari, già in procinto di cambiare casacca.

Il Cavaliere ingolosisce tutti non solo con l’offerta di posti e prebende. Ma anche con la promessa (molto gradita alle varie cricche d’Italia) di costituire una commissione d’inchiesta parlamentare sull’uso politico della giustizia. Una commissione che, come scrive oggi Repubblica, avrà gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria. “Faremo un processo a chi ci vuole processare”, avrebbe detto – secondo il quotidiano – un falco del Pdl.

Se Berlusconi ce la fa, insomma, il Paese va verso un governo Gomorra. Con una maggioranza sostenuta da pregiudicati, indagati e condannati – in primo e secondo grado – per fatti di mafia (Cosentino, Dell’Utri e Cuffaro) e politici sotto inchiesta per mazzette e ricostituzione di associazioni segrete. Tutti uniti da un solo obbiettivo: farla franca. Per sempre.

venerdì 30 luglio 2010

Roma 29/07/2010 No alla "LEGGE BAVAGLIO"

Berlusconi, ormai in pieno delirio, dà i numeri su L’Aquila

Berlusconi e Bertolaso13 Miliardi disponibili per la Ricostruzione? Lo dimostri nei fatti se ne è capace.
A L’Aquila non serve né Protezione Civile, né leggi speciali, né alcuna CRICCA se veramente questi finanziamenti fossero disponibili. E se così non fosse, se in queste parole menzognere ci fosse soltanto una stragegia ben precisa di guidare la Ricostruzione di un’intera città a discapito di ogni legge, gli aquilani e le forze di opposizione  (compreso il PD venuto  in massa a L’Aquila proprio un giorno prima) resteranno a guardare ancora una volta o avranno la capacità di opporsi a tanta arroganza governativa? E poi, in base o in barba a quale legge si pensa di affidare alla Protezione Civile la Ricostruzione di un’intera città.  Ma, statene certi, la CRICCA attende, e nel frattempo ringrazia…Nei fatti, c’è un Presidente del Consiglio che si vanta, beato lui, di essere fra i più inquisiti in Italia, se non nel mondo. Ma è lì tranquillo in Parlamento a farsi le leggi con il contributo di altre decine come lui. Un Parlamento pieno di inquisiti, scandali giornalieri, l’ombra della P3 in ogni angolo. Una legge sulle intercettazioni, che nessuno vuole tranne coloro cui conviene: mafiosi, corruttori, corrotti, criccaioli e simili, la lista è lunga.
E c’è la Protezione Civile (il Dipartimento, non i volontari), che con la logica dell’emergenza a L’Aquila ha sperperato alla grande il denaro pubblico, lasciando una pesante eredità infrastrutturale e debiti insoluti. Solo ieri il Governo ha promesso a breve i 220 milioni per coprire un buco  relativo alla fase di emergenza: per gli albergatori, imprese e le autonome sistemazioni dovute ai terremotati che si sono arrangiati.
E intanto a L’Aquila ci sono migliaia di sfollati ancora alloggiati alla meglio, vari contributi non pagati perché i Comuni non hanno soldi in cassa, imprese che  rischiano il fallimento perché non c’è liquidità per i pagamenti. Una Ricostruzione agli inizi, a causa proprio dei finanziamenti, di mancanza di una legge ad hoc che ne definisca tra l’altro un flusso costante e certo in tempi adeguati, di ordinanze spesso contraddittorie che hanno messo lacci e lacciuoli con il probabile intendo di ritardare la rinascita della città. Non c’è ancora la tanto promessa Zona Franca Urbana, i terremotati hanno già riniziato a ripagare le tasse. E dal 2011 pagheranno anche quelle sospese, senza alcuno sconto come fatto negli altri terremoti.
E per risolvere tutto ciò, mentre il Commissario Delegato alla Ricostruzione si chiama Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo, PDL, completamente in sintonia con Berlusconi, quest’ultimo che intende fare?
Mettere di nuovo L’Aquila, e la Ricostruzione della città,  nelle mani del Dipartimento della Protezione Civile, non si capisce in base o in barba a quale legge.
E in pieno delirio, e come suo solito, fornisce numeri, ASSOLUTAMENTE FALSI.
15 miliardi disponibili per L’Aquila, 13 ancora da spendere per la Ricostruzione!
Adesso è troppo. E’ ora che L’Aquila, e tutta L’Italia ONESTA, si ribellino, e che dicano all’unisono: NON SE NE PUO PIU’. Di corrotti, di corruttori, di criccaioli, di menzogne,  dell’uso del Parlamento e dell’informazione pubblica per fini personali.
Con 13 miliardi disponibili, L’Aquila la ricostruiamo in massimo 2 anni. Non è necessario nessun Silvio Berlusconi, nessun Guido Bertolaso, nessun Anemone e Piscicelli. Ci pensiamo noi aquilani, con il contributo di tanti italiani, e con il pieno rispetto delle Leggi e della Costituzione Italiana, per quanto ad alcuni vadano così strette da volerle modificare ad ogni costo.
La notizia e le dichiarazioni del 28 luglio 2010 di Silvio Berlusconi.
«Abbiamo deciso oggi con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come Dipartimento della Protezione Civile la ricostruzione de L’Aquila». Ad annunciarlo è il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Farnesina per la settima conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. Presentando una guida uscita questa mattina che ripercorre i risultati di due anni di governo, il presidente del Consiglio, tra i successi dell’esecutivo cita la tempestività degli interventi dopo il sisma in Abruzzo.
«Abbiamo saputo reagire al terremoto -spiega- costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Non è mai stato fatto al mondo a seguito di nessuna catastrofe». «Abbiamo stanziato 15 mld per il terremoto in Abruzzo -ricorda il premier- per le abitazioni ne abbiamo spesi meno di due e dunque ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo -sottolinea Berlusconi- le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e quindi riprendiamo nelle mani la ricostruzione».

CROCE ROSSA CONTI AL VERDE........

SSA CONTI AL VERDE........


dal n° 31 del 5 Agosto 2010





L'Ente Croce Rossa si è esposto in banca 
con un disavanzo di cassa 
che ha raggiunto un ammontare negativo 
pari a svariati Milioni di Euro..





La situazione si fa sempre più drammatica .....
ma  il Commissario Straordinario 
Avv. Francesco Rocca  
reclamizza che la sua gestione è riuscita finalmente a  e far quadrare i bilanci, porre un freno agli sprechi e RISANARE I CONTI..... 
MA QUALI ? ? ?

Sangue italiano: perché siamo in guerra (a 65 milioni l’anno)

Ieri altri due italiani sono morti in Afghanistan. Saltati in aria mentre cercavano di disinnescare un ordigno esplosivo collocato ai bordi di una strada. Due giorni prima Wikileaks ha pubblicato un corposo dossier in cui, tra le altre cose, si dice (fonte Esercito degli Stati Uniti) che gran parte degli ordigni esplosivi usati dai talebani sono costruiti utilizzando delle mine anticarro di produzione italiana riadattate. Nessuno ci dirà mai se questi due ragazzi morti in Afghanistan (e gli altri uccisi negli anni scorsi) siano stati colpiti dal made in Italy. Da quanto si legge, almeno uno dei nostri Lince è stato colpito con mine italiane.
Tra qualche giorno, il 2 o il 3 agosto, il Senato della Repubblica italiana approverà (ne siamo certi) il rifinanziamento della missione militare in quel Maso NotarianniPaese. Una missione che da quasi dieci anni tutte le forze politiche hanno contribuito a sostenere, salvo i ripensamenti di quest’ultima ora. Andremo a spendere, nei prossimi sei mesi, circa 65 milioni di euro al mese. Dal 2004 gli italiani uccisi sono 29. In totale i miitari stranieri uccisi sono quasi 2000.
Cosa si possa fare, in Italia o anche in Afghanistan, con 65 milioni di euro, è facile immaginarlo. Scuole, pensioni, stipendi, asili da noi o laggiù sarebbero certamente più utili a farci vivere più tranquilli, visto che qui siamo messi male grazie alla crisi e laggiù – oramai lo dicono anche i militari – è più utile una scuola o una fabbrica o un ospedale per combattere un “terrorismo” che si nutre della disperazione e della miseria.
E a proposito di ospedali, oggi riapre l’ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Sempre nei dossier di Wikileaks si parlava di una ong italiana che ha un ospedale e che è diventata insufferable, insopportabile, al governo degli Stati Uniti. Il cablo è del 2007. E l’Ong italiana è decisamente Emergency. Che per l’ospedale spende meno di un milione e mezzo di euro all’anno. E’ una buona notizia. Sia ovviamente per i feriti di questa guerra (che siano Nato victim 1civili, militari afgani o talebani poco importa) che potranno di nuovo essere curati gratuitamente e in un ottimo ospedale, sia per noi che siamo qui, che potremmo ricominciare a sapere una minima parte degli effetti di questa devastante guerra. Emergency potrà ricominciare ad essere insopportabile.
Sarebbe bello che dossier come quelli di Wikileaks ma anche gli articoli di PeaceReporter fossero più conosciuti. Questa mattina ho sentito su Rai1 una serie di “inviatoni” di grandi testate sostenere che le notizie date da Wikileaks erano ampiamente state raccontate da loro, dalle loro televisioni e dai loro giornali. Si chiama “disinformatia”: quei documenti sono talmente esplosivi che adesso tutti si devono concentrare in una difficile opera di demolizione. Ma noi sappiamo che non è vero: di quelle cose pochissimi hanno parlato. E tra quei pochissimi PeaceReporter e Emergency, che per questo è diventata insufferable. Perché se si raccontasse quel che succede, magari gli italiani comincerebbero a chiedersi – a chiedere soprattutto – perché dobbiamo spendere vite umane e soldi in una guerra inutile. Inutile come tutte le guerre, ma questa volta a dirlo sono i militari.
(Maso Notarianni, “Come e perché siamo in guerra”, da “PeaceReporter” del 30 luglio 2010, www.peacereporter.net).

Storico sorpasso. L’energia solare costa meno di quella nucleare

nucleareL’energia elettrica prodotta dagli impianti solari fotovoltaici costa meno di quella prodotta dalle centrali nucleari. Parola di un docente universitario di Economia. Lo storico sorpasso è avvenuto in questo 2010.

I suoi calcoli prendono in considerazione unicamente la realtà e le cifre del North Carolina (Stati Uniti), se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo.

Ma il trend è quello, alla faccia della rinascita nucleare voluta dal Governo italiano, dei falsi proclami relativi all’energia nucleare a basso prezzo e dei futuri spot per convincere i recalcitranti italiani che l’atomo è cosa buona e giusta

Lo studio su costi del nucleare e costi del fotovoltaico è di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Si intitola “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”. Trovate il link al testo completo in fondo.

l succo del suo lavoro: il costo per la costruzione delle centrali nucleari è in aumento. Il costo degli impianti fotovoltaici è invece in diminuzione.

Così è diventato più conveniente produrre energia dal sole, al costo di 16 centesimi di dollaro al kilowattora, che corrispondono circa a 12 centesimi di euro.

costi solare nucleare

Nel 2002 un reattore nucleare costava circa 3 miliardi di dollari. Ora il costo medio è salito a 10 miliardi di dollari, e sono verosimili ulteriori rialzi. Di mio, aggiungo l’esempio di Olkiluoto, il gemello finlandese dei reattori Epr che si vogliono costruire in italia.

Data questa situazione, dice ancora lo studioso, nessuna impresa è disposta ad affrontare la costruzione di una centrale nucleare senza la certezza di essere appoggiata dallo Stato.

L’appoggio (anche questa è una mia aggiunta) si traduce in denaro prelevato dalle tasche dei contribuenti, direttamente e-o attraverso le bollette dell’energia elettrica.

Non a caso in Italia si parla della necessità di fissare un prezzo garantito per la futura energia proveniente dall’atomo. Non a caso Obama ha fornito garanzie basate sul denaro pubblico alla costruzione di nuove centrali nucleari negli Usa: una cosa che non aveva fatto neanche Bush.

L’articolo di John Blackburn “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”

Sul New York Times l’energia nucleare non è più vantaggiosa dal punto di vista economico

Foto, foto
 
 

L'alternativa rinnovabile al nucleare? Esiste ed è tutta Made in Italy: stasera a Superquark si parlerà del KITEGEN.


Nel corso della puntata di Superquark di stasera 29 luglio alle ore 21.15 si parlerà del Kitegen che si pone come potenziale alternativa rinnovabile e pulita alle fonti tradizionali (fossile e nucleare) sia per per costanza di produzione che per potenze erogabili.

Il Kitegen è uno dei progetti più promettenti nel mondo per la produzione di energia rinnovabile sfruttando i venti di alta quota che sono sia costanti che di alta intensità.

Il progetto è completamente italiano e finora finanziato con un meccanismo di azionariato diffuso con quote minime di ingresso. In Italia sono in via di realizzazione 2 impianti pilota.

Per approfondimenti:
- Sito della Kitegen Research: http://kitegen.com/

- Intervista a Massimo Ippolito, l'inventore del Kitegen sul supplemento del Sole 24 ore: http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2009/07/aquiloni-energetici.html

- Dossier informativo in pdf sul kitegen scaricabile su scribd: http://www.scribd.com/doc/31401778/Dossier-Kite-Gen-generazione-eolica-d-alta-quota

- Le vicissitudini dell'impianto di Berzano (in via di risoluzione): http://www.greenme.it/approfondire/come-e-andata-a-finire-/2763-kitegen-leolico-ad-alta-quota-cronaca-di-un-anno-di-passione

- video 1: http://www.youtube.com/watch?v=6lEB8aaOrLc
- video 2: http://www.youtube.com/watch?v=QlSHH_djn94
- video 3: http://www.youtube.com/watch?v=mu665M_J8Qs
- video 4 http://www.youtube.com/watch?v=hcPV4b2sCd4
- video 5 http://www.youtube.com/watch?v=Zl_tqnsN_Tc

E' peraltro possibile partecipare al finanziamento del progetto (ed ai futuri utili) acquistando delle quote societarie. Per saperne di più visitate il sito della WOW: http://www.windoperationsworldwide.eu/it

NB Se la puntata verrà resa disponibile online sul sito della RAI, il video verrà verrà linkato da http://www.indipendenzaenergetica.it/

FAI GIRARE LA NOTA: http://www.facebook.com/note.php?note_id=41749186104

giovedì 29 luglio 2010

Shock su Radio Padania: "I due italiani uccisi in Germania? Erano terroni, se lo meritavano"

L'emittente lascia parlare l'ascoltatore, senza interruzioni. Ma censura le telefonate di chi critica il ddl intercettazioni.
Radio Padania, primo pomeriggio. Un ascoltatore piemontese interviene in diretta telefonica nel corso della rubrica "scuola padana", oggi dedicata al fondamentale tema delle differenze tra il sistema scolastico italiano e quello bavarese. Con il tono morbido e rilassato di chi pare stia lamentando la scomparsa delle mezze stagioni, il suo commento passa dalle campagne del torinese ("Quando i calabresi qui a Carmagnola portano il loro santo in spalle è qualcosa di terribile") ai due italiani (uno di origini siciliane, l'altro sarde) recentemente uccisi in Germania a seguito di una discussione sui Mondiali di calcio:
senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.
Il conduttore non lo interrompe. Anzi, sghignazza e interloquisce. Da parte sua solo un timido invito a non divagare, al termine della telefonata.
Il direttore dell'emittente, l'eurodeputato Matteo Salvini, è solito giustificare questi episodi tirando in ballo la "trasparenza" e la "democrazia" di un organo di informazione che dà voce a tutti, "senza filtro né censura". Eppure sembra che la regola valga solo quando c'è da dare addosso a meridionali, immigrati e transessuali. Ascoltate infatti cosa succede su quella stessa radio quando a telefonare è gente che non si spiega come la Lega possa sostenere il ddl intercettazioni:
Ohibò, la democratica Radio Padania gli ha staccato il telefono

Bambini a perdere

di Gianni Lannes
Fotografia italiana: 1.800 minori scomparsi nel nulla, 2 milioni di bimbi in stato di povertà, 500 mila costretti a lavorare, 50 mila obbligati a mendicare in un Paese dove si sprecano 1,5 tonnellate di cibo. Sopravvivono senza genitori, accompagnati da adulti che li hanno costretti a chiedere l’elemosina ai semafori. «In Italia spariscono mediamente ogni anno 1.800 minori, d’età compresa fra i 6 e i 14 anni»: rivelano le cifre ufficiali ma inedite del ministero dell’Interno. Non si ritrovano più e si ignora la loro fine. Gli inquirenti ipotizzano la riduzione in schiavitù e la tratta degli organi umani. Diamo altri numeri. “2 milioni di bambini sono in stato di povertà e 500 mila – fra i 10 e i 14 anni d’età – sono costretti a lavorare”. E ancora: “è in esponenziale diffusione il mercato della pedo-pornografia online e toccherebbero quota 1 milione i bambini e le bambine testimoni di abusi e maltrattamenti ai danni soprattutto di fratelli e madri”. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” realizzato da “Save the Children”. I bambini, in relazione alle altre fasce d’età (giovani e anziani), presentano l’incidenza più alta di povertà, pari al 17 per cento della popolazione infantile. Sul totale dei minori poveri 2 terzi vive nel Sud Italia dove è povero un bambino su 3, con la Sicilia a detenere il triste primato (il 41 per cento di bambini poveri). E dire che nello Stivale si sprecano annualmente 1,5 tonnellate di cibo, per un valore di 4 miliardi di euro: metà di quanto destiniamo agli aiuti internazionali. L’accattonaggio ha investito l’Europa e registra ora un notevole incremento nella Penisola, riconducibile ai flussi incontrollati di immigrazione clandestina. Il fenomeno coinvolge quasi sempre bambini stranieri appartenenti per la maggior parte alle comunità di nomadi Rom di origine slava. Seguono in misura minore, ma in forte crescita, quelli giunti da Romania, Marocco, Albania, Paesi dell’ex Urss. A differenza dei bambini Rom, per i quali questo sistema è parte integrante della propria cultura e metodo per contribuire al sostentamento della famiglia, i minori provenienti dall’Europa dell’Est sono pedine in mano alle organizzazioni criminali. L’impiego redditizio dei bambini in attività di accattonaggio rappresenta un forte incentivo per la tratta dei minori che è la peggior forma di riduzione in schiavitù. Secondo il VI Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, “i percorsi della tratta, sono principalmente due: quello gestito dalla malavita ucraina, le cui vittime passando per il confine con la Slovenia, arrivano da Ucraina, Russia, Moldavia, Bulgaria e Paesi Baltici; quello gestito dalla mafia albanese, le cui vittime partono dall’Albania e dai Paesi dell’Est per approdare nei porti di Bari e Brindisi”. In Italia sono almeno 50 mila i bambini fra i 2 e i 12 anni, costretti a mendicare. Solo nel Lazio, sono più di 8 mila i pargoli che chiedono l’elemosina per strada e che riescono a raccogliere, in una grande città, fino a 100 euro al giorno. Lo sfruttamento dei piccoli mendicanti si manifesta in maniera più consistente a Napoli, dove negli ultimi due decenni, a causa dei conflitti che hanno devastato i Balcani, è divenuta allarmante la presenza di bambini romeni provenienti dalla Romania orientale, Moldavia e soprattutto dalla città di Calarasi, situata al confine con la Bulgaria.

Mediapolis: noi non ci divertiamo

Mediapolis_e_la_Olivetti.jpg
I consiglieri della Regione Piemonte del MoVimento 5 Stelle Bono e Biolè hanno presentato un'interrogazione parlamentare per lo sperpero di milioni di euro di soldi pubblici per Mediapolis (600.000m², 90.000 m² coperti, 22 attrazioni meccaniche, 5 sale cinematografiche, 3 aree gioco per bambini, un’area concerti, un lago di 12.000 m², attrazioni tecnologiche, teatro multimediale, discoteca, studi televisivi, ristoranti, centri commerciali, genericamente, un albergo con 342 stanze e quindi 7800 parcheggi e 140 posti autobus, un eliporto). Un'opera che distruggerà un luogo meraviglioso ai piedi della Serra di Ivrea. Leggete l'interrogazione e sbiancate. La Regione Piemonte e la Provincia di Torino stanno finanziando (per ora) con 5,5 milioni di euro una società di scatole cinesi il cui 71% delle quote è detenuto da Mediapolis Investment Sa Lussemburgo che a sua volta è controllata al 55,4% dalla britannica Brainspark plc. Una società con disponibilità finanziarie insufficienti per affrontare Mediapolis, il cui amministratore delegato Porcellini ha dichiarato: "Male che vada ci rivolgeremo agli istituti di credito libanesi. Lì, certamente, non hanno problemi di soldi" (La Stampa, 1/4/2009). "L’unica cosa certa è che i 600.000 mq del terreno seminativo di Albiano, che costituivano un’improduttiva proprietà della ex Olivetti, hanno conosciuto dopo la sottoscrizione dell’accordo di programma una rivalutazione abnorme: infatti nel 2007 il loro valore era di € 1.291.980,00 (il riferimento è ai valori agricoli medi Euro/Ha indicati dall’Agenzia del territorio, verosimilmente non suscettibili di rivalutazione trattandosi di terreni esondabili), mentre il presidente Villa ha parlato nelle scorse settimane di un valore di 52 milioni di euro; ragion per cui la sola sottoscrizione dell’Accordo di programma avrebbe già fruttato un profitto superiore al 4000% (dall'interrogazione)". Bono e Biolè hanno chiesto al Collegio di Vigilanza presieduto dal presidente di Regione di recedere dall'accordo.
> Leggete e stampate l'interrogazione del MoVimento 5 Stelle su Mediapolis

VOGLIAMO SAPERE QUANTO, COME E DOVE SONO STATI SPESI GLI SMS DA 1€ E GLI ALTRI FONDI PER L'ABRUZZO. CHIEDIAMO TRASPARENZA AMMINISTRATIVA!

Buongiorno a tutti voi 4298 membri,
vorrei potervi dire che finalmente abbiamo ottenuto risposte, che i documenti al dettaglio sono disponibili aggiornati sul sito della Protezione Civile, che il giornalista Gianluca Martelliano è riuscito a contattare il Dott. Borrelli e i membri del Comitato dei Garanti, e che a L'Aquila e zone limitrofe la situazione è in miglioramento.

Non immaginate quanto lo desideri.

La situazione invece è immobile.

Quel che è peggio è che diversi organi di informazione, in particolare della carta stampata e online, continuano a concentrare l'attenzione unicamente sulle macerie.

E' una situazione grottesca:

Non viene portato avanti il concetto di prevenzione. E' come se fosse stata una fatalità, che adesso si sta faticosamente gestendo.

Basterebbe questa domanda: Una situazione del genere è accaduta in passato ed è ripetibile? Sì.

Questo è sufficiente ad inchiodare la Protezione Civile alle responsabilità dela gestione post-terremoto da una parte e pre-terremoti futuri dall'altra. Sono finiti i soldi si continua a ripetere.

Come sono stati spesi al dettaglio? Nessuno lo chiede. NESSUNO.

E sì che diversi tra voi hanno inviato email, fatto domande, passato la voce.

E' forse il caso di ripetere la cifra necessaria stimata per sistemare la situazione in Abruzzo: 12 miliardi di euro.

Guardate questa mappa: http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html

Allora io comincio a sentirmi venir meno quando non leggo la nostra domanda posta da alcun giornale, perchè c'è esiste un rapporto del '99 che indica gli edifici non sicuri in caso di terremoto. E' il rapporto Barberi.

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/imarisio_sarzanini_barberi_e_il_dossier_dimenticato_9194ac06-2a4a-11de-a92d-00144f02aabc.shtml

Questo è un incubo ad occhi aperti, è come viaggiare in autostrada senza i freni, quella mappa indica le zone dove è più probable che si verifichi un terremoto con una magnitudo elevata.

I terremoti in Friuli, in Irpinia, in Umbria e nelle Marche e in ultimo in Abruzzo, coi loro morti non sono serviti a niente.

Memorizzatela bene quella mappa perchè anche in questo momento mentre state leggendo queste parole, molte persone vivono, lavorano, si spostano in luoghi potenzialmente letali.

Io non so se il Dott. Giuliani abbia realmente sviluppato un metodo per "predire" i terremoti. So che questo metodo non è in uso in quelle zone e che attualmente non si può prevedere un terremoto.

Quindi al prossimo terremoto che potrebbe avvenire tra un mese come tra 400 anni si tornerà a parlare di ricostruzione, di raccolte fondi, di gestione degli stessi e così via.

C'è un'immagine che descrive bene questa situazione: dei bambini che giocano lungo dei binari dove di rado passa un treno velocissimo.

Far notare la cosa ai presenti e sentirsi dire "Eh vabbè, tanto non passa mai!"

La tentazione di gettare la spugna è veramente tanta.

Buona giornata a tutti.

Stefano

Le Tecniche di Controllo delle Masse non hanno Bandiera Politica

 di Marco Canestrari

Nei nostri corsi trattiamo una serie di tecniche legali volte ad influenzare, creare e stabilizzare le idee, le opinioni e le mode nei paesi democratici. Queste tecniche riguardano molto di più la sociologia e il marketing che non la politica.

mercoledì 28 luglio 2010

Beppe grillo: Voglio sfidare fisicamente Feltri…

Nell’estate in cui il suo movimento Cinque Stelle vola nei sondaggi e i grillini preparano religiosamente la “Woodstock” del 26 settembre, lui, Beppe Grillo, è un fiume in piena. Parla di politica, di privatizzazioni, di leader politici (a destra e a sinistra) senza filtri e annuncia: “Siamo l’unico movimento politico diverso che non utilizza una sola lira di contributi. Sarà per questo che il Giornale inventa scoop per infangarci? Se Feltri non rettificherà le balle del suo giornale voglio incontrarlo. Incontrarlo fisicamente, intendo. Sempre che non abbia paura…”.


Grillo, sei contento delle stime che vi danno al 3%?
Per nulla: è un dato taroccato.

Ma come, taroccato? Sareste a un passo dal quorum…
Ma noi siamo dieci passi oltre. Noi siamo già, in potenza, oltre il 10%. Quando si è votato, parlo di voti veri, abbiamo preso il 7,3%, solo in Emilia Romagna!

Però vi siete presentati in sole cinque regioni, perché?
Non siamo un movimento di cartapesta. Siamo presenti dove c’è Rete, dove c’è banda larga… E presto saremo ovunque.


Non pensi che parlare di “incontrarsi fisicamente” sia un linguaggio violento?
Se c’è uno che sa usare le parole sono io. E mi sono veramente rotto i co-gli-oni di chi le usa per infangare ragazze e ragazzi che fanno politica in modo pulito, senza mendicare prebende…

Per lei è un attacco politico?
Ho affidato Il Giornale a un avvocato. Il titolo di prima dà una notizia falsa: “Grillo vuole soldi dallo Stato”. Poi, quando vai a pagina 7, il pezzo è pieno di condizionali e ipotetiche: se… se… se… Ecco come il signor Feltri fa scuola di disinformazione.

La metti anche sul piano personale.
Certo, Feltri è una Onlus. Lui si che è pieno di soldi pubblici: a Libero prendeva direttamente 5 milioni di euro all’anno. Ora con Il Giornale, fa incetta di contributi indiretti…

Passiamo all’acqua. Il referendum è la vostra crociata?
Siamo stati i primi a denunciare le porcate che hanno portato alla legge sulla privatizzazione.

Il centrodestra dice che la proprietà resta pubblica.
Hi, hi hi… che ridere… Sono comici, e nemmeno lo sanno. Con le concessioni sull’acqua si stanno facendo ricchi… In tutti i comuni in cui sono stati dati appalti di gestione l’acqua è aumentata del 100%. Mentre Tremonti spara balle sul rigore…

Perché?
È con i servizi che si fanno i soldi. La depurazione dovrebbe essere un servizio sociale e invece è diventata un business. I servizi che vengono venduti assieme all’acqua sono più importanti dell’acqua, capisci?

Esempio?
Parigi: il sindaco Delanoe ha dovuto clamorosamente de-privatizzare, recuperando 40 milioni di euro l’anno.
Cinque stelle rischia di essere solo un movimento di protesta?
Quelli che protestano sono gli altri… Noi da anni stiamo dando le uniche ricette per sfuggire allo strozzinaggio della finanza e del finto capitalismo….

Ti senti anticapitalista?
Macchè, questa è la minima dose consentita di socialdemocrazia, altro che anticapitalismo!
Addirittura…
Qui si stanno svendendo i beni pubblici nel quale è cresciuta la democrazia: parchi, le scuole, i trasporti… Tutto in nome della presunta sacralità del mercato. Stanno facendo a pezzi le conquiste di mio padre e di mio nonno.. Bisogna incazzarsi!

Come funzionerà la vostra Woodstock di Cesena?
Il bello è questo. Non lo so.

Come, non lo sai?
So che verranno le migliori intelligenze d’Italia: gruppi musicali della Madonna, ragazzi in tenda, famiglie in roulotte, spazi per i bambini…. So che io sarò lì ad accogliere tutti, che parleranno poche personalità scomode e poco sentite in tv… Ma se mi chiedi i dettagli, non so dirteli. Arriveranno!

Quanto costa il meeting?
Più o meno 240mila euro, che stiamo cercando di autofinanziare integralmente. Se manca qualcosa, metto di tasca mia…

Alla faccia di tutte le leggende sulla taccagneria dei genovesi?
Alla faccia di chi pensa che si fa politica solo se paga lo Stato.

Parliamo degli altri politici. L’ultima volta che ti ho intervistato trafiggevi i leader del Pd.
Cambiano i leader, ma non la sostanza. Anzi: è ancora più arduo. Se ci fai caso Bersani è difficile persino immaginarselo. Sai, è il leader di una cosa che non c’è, non è mica facile….

Fra i tuoi elettori ce ne sono molti che votavano Pd…
E infatti non hanno colpe! Ma io ho le palle piene di questi.

Li prendi in giro?
Ma figurati: solo che sono mor-ti, mo-rti! Lo ripetiamo da anni, e solo adesso la gente si è resa conta che il Pdl-meno-elle esiste davvero….

Cosa gli rimproveri?
Tutto. Il fatto più grave è che dicono le robe a metà… Secondo Bersani esiste un nucleare cattivo, quello del governo, e poi ce nè uno buono e sicuro, il suo.

Quasi sicuro….
Già, peccato che sia quel quasi che li fotte: seguendo il Bersani-pensiero anche Chernobyl, anche il Titanic erano quasi sicuri…. L’idea che nella mente di Bersani esista un nucleare sicuro mi sconvolge…

Che pensi allora di Veronesi?
Mi dispiace che abbia messo la sua faccia a disposizione di un piano che serve ad arricchire Ligresti e Trochetti Provera…. Mi spiace anche per Renzo Piano che è un mio vero amico, e lo resta. Però non li capisco.

E Di Pietro, ora, ti senti concorrente?
Non c’è mai stata concorrenza, fra me e lui. Resta, anzi, la voglia di collaborare, è una persona straordinaria. Solo che lui è un politico: guida un partito, fa alleanze tattiche che noi non possiamo fare.

E di Vendola, che hai invitato a votare in Puglia?
Lo stimo. Però lo aspetto al varco, per sapere se trivellerà il mare in cerca di pozzi di petrolio, o se costruirà quattro inceneritori dicendo che se li è trovati. Penso che se entra in coalizione avrà le mani legate.

Lui si candida alla guida del centrosinistra, e tu?

Ma per carità! Ci ho provato con il Pd, era una provocazione per parlare ai suoi elettori. Non hanno capito che conveniva pure a loro, pazienza.

Ma voi potreste coalizzarvi?
Credo che esprimeremo un nostro candidato premier.

Tu?
Macché, sarà un ragazzo di trent’anni.

Allora chi? Favia, che ha preso l’8% in Emilia Romagna?
È stato eletto per fare un altro lavoro, e noi non facciamo i cacciatori di poltrone.

Lo spettacolo quando parte?
A ottobre. Si chiamerà Grillo’s back, e sarà pieno di sorprese, compresa un po’ di magia. Probabilmente mi farò tagliare in due. Te la immagini la scena?

OSSERVATORIO AMBIENTALE PARTECIPATO DELLA VALLE GALERIA




Il 26 luglio 2010 si è tenuta la riunione istitutiva del “Osservatorio ambientale partecipato della Valle Galeria”, con all’Ordine del Giorno l’elezione del Presidente e del Vicepresidente.



Il Presidente del Municipio, Fabio Bellini ha introdotto ai lavori illustrando l’importanza dell’istituzione di questo Osservatorio in una zona particolarmente gravata da presenze industriali con un forte impatto ambientale. Ha definito l’Osservatorio come una sfida di confronto fra le varie parti coinvolte: associazioni di cittadini, istituzioni, unità produttive, che devono collaborare per il bene dei cittadini.



Per la parte prioritaria, di raccolta e analisi dei dati, ha riferito su vari dati ambientali già disponibili; un’indagine epidemiologica nel raggio di 3 Km promossa dal municipio RM XVI nel periodo 1985-2005 con dati scientifici significativi comprovanti mortalità per tumori sopra le attese; un’indagine epidemiologica nel raggio di 10 Km promossa dalla Regione Lazio; vari studi di ISPRA (+ARPA) che saranno presto disponibili; studi fatti dalla COLARI (con CNR) che possono essere resi disponibili.



L’Assessore all’Ambiente della Provincia di Roma, Michele Civita, ha ricordato la disponibilità di 3 milioni di euro da parte del suo Assessorato per un sistema di monitoraggio e di studio della situazione ambientale della Valle Galeria.



Si è proceduto quindi alle votazioni che hanno eletto:



Presidente: Maurizio Melandri (Comitato Malagrotta)

Vicepresidente: Claudio Giambelli (Reti di Pace).



Per i Comitati/Associazioni/Organismi erano presenti i rappresentanti di:

· Comitato Malagrotta;

· Comitato Pisana 64;

· SPI CGIL-Roma Ovest;

· Reti di Pace;

· Comitato di quartiere "Monteverde Vecchio Quattro Venti";

· Comitato "Nuova Massimina";

· Associazione Culturale ViviMassimina.

Hanno aderito inoltre:

· Oasi LIPU di Castel di Guido;

· Comitato cittadini “Via Fibonacci”.



Per le Istituzioni:

· Presidente del XVI Municipio;

· Presidente e Vice Presidente della Commissione Consiliare Permanente "Ambiente, Territorio, Urbanistica e Patrimonio";

· Regione Lazio;

· Provincia di Roma;

· ARPA Lazio;

· Azienda USL Roma D;

· ISPRA.

Ha inoltre chiesto l’adesione all’Osservatorio il XV Municipio tramite il suo Vicepresidente



Per le Aziende

· CO.LA.RI - Consorzio Laziale Rifiuti. Spa (Discarica RSU e Gassificatore CDR);

· Sudgas SpA (Deposito di gas liquefatti);

· De.Co. Deposito Comune SCarl (Deposito di olii minerali);

· Lampogas Srl (Deposito di gas liquefatti);

· Tema Spa (Centrale elettrica).

Ha aderito inoltre:

· Raffineria di Roma (Raffineria petrolifera)

Chiesta l’adesione da parte del Consorzio Malagrotta (Consorzio di aziende).



Il prossimo appuntamento, per la prima riunione operativa dell’Osservatorio è rimandato a dopo la pausa estiva.

Milano, la “cricca della movida”: il “sistema Rudy” con politici e istituzioni aiutava i locali sui controlli

hollywood milanoAnche la movida milanese aveva la sua “cricca”: i protagonisti della “vita notturna” potevano avvalersi degli “aiutini” di un sistema che coinvolgeva esponenti delle istituzioni cittadine, personaggi anche molto in vista: erano loro a risolvere i problemi, di ogni tipo. Problemi legati alla sicurezza, licenze mancanti, controlli “ammorbiditi”, perquisizioni e controlli annunciati in anticipo.

Dalle carte dell’inchiesta spuntano nomi illustri: c’è il vice direttore generale dei Comune di Milano, Rita Amabile. C’è il direttore generale del Commercio in Regione, Giuseppe Pannuti. C’è l’ex comandante dei vigilli, Emiliano Bezzon (che è stato sollevato dall’incarico dopo aver ricevuto un avviso di garanzia). C’è il commissario aggiunto Saverio Miracapillo. E soprattutto c’è Rodolfo Citterio, noto con il nomignolo di “Rudy”, membro della Commissione di vigilanza al quale tutti si rivolgevano per tutto. In tutto gli indagati sono 32.

Nutrito anche il “parco locali” che avrebbero fatto parte del “sistema Rudy”: oltre all’Hollywood e al The Club (le due discoteche sotto sequestro e sotto inchiesta per spaccio di cocaina e per corruzione), ci sono altri luoghi cult come Magazzini generali, Soul to soul, Lotus, Qin, Old Fashion, Amnesia, La capanna dello zio Tom, il Karma, Parco Lambro.

Quando i gestori avevano qualche “problemino”, ci pensava Rudy, oppure il suo “socio” Daniele Beretta (anche lui nella Commissione di vigilanza), a risolverlo. Secondo i magistrati che stanno indagando sulla vicenda, fino al 2008 la Commissione di vigilanza adottava “un criterio non particolarmente rigoroso” nelle verifiche delle norme di sicurezza. Ma dall’aprile di quell’anno comincia il comandante dei vigili del fuoco decide che è arrivata l’ora di imporre controlli più rigidi. A questo punto la Commissione cambia metodologia e comincia a “segnalare ai gestori le irregolarità concedendo tempo perché venissero sanate, occultate o rimosse”. Molti locali quindi avrebbero effettuato lavori all’insaputa della Commissione, motivo per cui ora rischiano la chiusura.

Le nuove tendenze green al Venice Eco Fest in California (Video)

Scritto e video da Vanessa Crocini


Venice_Eco_fest
Lo scorso 10 Luglio si è svolto a Venice, in California, il terzo Venice Eco Fest nella famosissima passeggiata di Venice Beach. I visitatori sono stati circa 20.000 e il festival ha ospitato 150 stand che hanno promosso prodotti ecosostenibili e informazioni per sensibilizzare un maggiore impegno a favore dell’ambiente. Noi siamo andati a curiosare fin laggiù...
Tra le proposte degne di nota, un interessantissimo progetto per una rete ferroviaria che colleghi le città più importanti della California: da San Diego a San Francisco. Il treno elettrico è ancora però un’utopia e i tempi della realizzazione sono ancora incerti visto che il progetto è in fase di sperimentazione. Il problema maggiore sembra riscontrarsi nel sensibilizzare l’utilizzo di un mezzo come il treno in uno stato dove praticamente tutti i suoi abitanti hanno un automobile.
Il palco dove si sono esibite varie band musicali è stato supportato da un generatore che sfrutta solo energia solare sponsorizzato da Energy Acumen Solar, che abbiamo intervistato e che ci ha mostrato i suoi nuovi prodotti sul mercato che includono caricatori di cellulari (anche per iPhone) e per lettori mp3 cosi come per i computer.
Abbiamo anche fatto la conoscenza di Bottle Hood che ricicla esclusivamente bottiglie di vetro per crearne bicchieri, vassoi, vasi e addirittura gioielli. I risultati sono davvero curiosi e molto green!
E non potevamo non farci attrarre dallo stand di Pleasure Galaxie ci ha parlato di alcuni  dei suoi prodotti eco per fare sesso in maniera green. Oltre al libro Eco-sex di cui vi abbiamo già parlato e tra giochini erotici e preservativi eco, da notare la linea di lingerie prodotta in Gran Bretagna da tessuti di bambù e da seta organica tutto in stile da pin up moderna!
Il messaggio di questo evento è che le nostre azioni quotidiane e il nostro stile di vita possono fare la differenza per il futuro dell’umanità e di ogni forma di vita. Proprio perchè Venice è una comunità molto forte e attenta ad essere green in ogni suo aspetto, ci sono molti organi governativi che si occupano di coinvolgere il maggior numero di persone possibili in iniziative eco-friendly. Così come loro, anche noi possiamo contattare i responsabili e rappresentanti dei nostri comune / città e chiedere loro come possiamo essere coinvolti nelle questioni ambientali per partecipare attivamente o fare del volontariato.
greenMe alla Venice Eco Fest in California from greenMe.it on Vimeo.
Guarda il video della nostra inviata speciale d'oltreoceano:

Il fotovoltaico oggi è meno caro del nucleare. Parola della Duke University

Scritto da Simona Falasca
solare_vs_nucleare
A parità di KW prodotti, l'energia fotovoltaica è più conveniente di quella nucleare. Almeno in Nord Carolina. Secondo uno studio effettuato dalla Duke University, una delle università più prestigiose degli U.S.A., quello avvenuto in questi giorni sarebbe un “sorpasso storico”. 
A darne l'annuncio è stato il prof. Jhon Blackburn, del dipartimento di economia della stessa Duke, pubblicando nel sito dell'ateneo un articolo dal titolo lampante: Solar and Nuclear Costs: the Historic Crossover.
"Il solare fotovoltaico – scrive Jhon Blackburn ha raggiunto le altre alternative low cost al nucleare. Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattor". Certo, le cifre e i dati pubblicati e utilizzati per il report non si possono estendere all'intero pianeta, poiché si riferiscono alla situazione della Carolina del Nord. Tuttavia, molte intuizioni e denunce in esso contenute potrebbero valere in altri casi. Come quello italiano.
Ad esempio, il fatto che dove c'è libero mercato in materia di energia elettrica si investe molto di più nel solare, nell'eolico, nella cogenerazione e nell'efficienza energetica. Mentre dove c'è monopolio (v. Enel), "states still propose to build new nuclear plants", ovvero "gli stati (il riferimento è in questo caso a quelli americani) propongono ancora di costruire nuove centrali nucleari. Assorbendo – si legge – miliardi di dollari pubblici per ciascun progetto...
Solar-NuclearGraph1--180x140
Per giunta, lo studio sottoliena come il costo del solare sia costantemente diminuito nel corso degli ultimi anni, e le proiezioni assicurano che il trend proseguirà invariato anche nei prossimi dieci, grazie ai progressi nella fabbricazione e nell'installazione. “Questo report”, ha dichiarato il prof.  Blackburn, “potrebbe essere il cambio di passo se solo le nostre istituzioni democratiche faranno il loro lavoro”. Come dire: cosa stiamo aspettando?
Roberto Zambon

Promuovi il tuo Blog

INCORAGGIAMO LA COSTRUTTIVITA'
pesciblu
Hai un piccolo blog etico a cui vuoi dare visibilità? Se vuoi contribuire a diffondere i principi di EccoCosaVedo e hai dei buoni contenuti da proporre possiamo valutare di instaurare una collaborazione continuativa che garantisca alla tua iniziativa una buona visibilità sempre crescente, anche partendo da zero.

COSA CERCHIAMO
  • La garanzia della gestione della pagina FaceBook di ECV. E’ richiesta una costante presenza in rete dopo una opportuna formazione.
  • La garanzia di scrivere un articolo a settimana inedito da pubblicare su ECV. L'articolo deve essere molto breve, semplicissimo, utile a tutti, e soprattutto, deve affrontare il problema e la soluzione nel suo principio di base, senza spostare il nocciolo della questione su nomi di persone, organizzazioni o partiti politici.

COSA POSSIAMO GARANTIRE
  • La diffusione nella nostra pagina FaceBook (14.000 Fan in crescita costante) una volta a settimana di un articolo pubblicando direttamente il link al tuo Blog.
  • La pubblicazione nel nostro Blog di un tuo articolo inedito (con diffusione che può arrivare a 100.000 – 200.000 visite). Naturalmente l’articolo esce con il nome dell’autore.

Se la tua iniziativa è valida, inviaci un email con il link del tuo Blog e il tipo di disponibilità che puoi offrirci e valuteremo la possibilità di una collaborazione indicandoti tutti i dettagli. Gli articoli che non rientrano nel nostro taglio editoriale non verranno presi in considerazione.
LEGGI CON ATTENZIONE
I NOSTRI PRINCIPI GENERALI

Pirati Affettivi

di anna mulattieri

clip_image006
Diventiamo ogni giorno più belli, seguiamo le tendenze e frequentiamo i locali “giusti” dove poter interpretare il nostro ruolo. Tutti presi dalla corsa all'oro, alla costante ricerca di “qualcosa di più”. È questa la felicità? Sono queste le cose che ci fanno stare bene, in pace con noi stessi e con gli altri?
Viviamo di troppa materialità con il rischio di vivere una vita superficiale. E superficiali lo siamo soprattutto nei nostri affetti. Contiamo sulla pietà di chi ci sta intorno, sui sentimenti degli altri. Abbiamo pretese sul compagno o la compagna, sui figli e persino sugli amici. Però poi ci comportiamo da duri e inflessibili, spesso dediti all'abbandono e all'assenteismo. Ci ritroviamo così gonfi di amor proprio, possessivi, con un insicurezza profonda e molta ansia di controllo; siamo abituati a commisurare il bene degli altri in base a come si relaziona al nostro. Sempre più frequentemente ci comportiamo da “pirati affettivi” pronti a rubare, senza mai dare. Tuttavia si continua a covare una sorta di smarrimento angoscioso. Cresce il senso di smarrimento di fronte al futuro, un sentimento di precarietà che sembra dominare in ogni campo della esistenza, soprattutto nei più giovani. L’insicurezza è, sotto molti aspetti, uno dei tratti principali della nostra epoca. Avvelena molti ambiti della nostra vita.
L’uomo “insicuro” è un facile gingillo per il potere, finirà per accodarsi, più o meno inconsciamente, all’andazzo generale, ovvero alle direzioni che il potere con i suoi strumenti fa intraprendere e nell’affettività sarà una facile preda delle mode. L'uomo nella sua evoluzione è cambiato molto. In origine non aveva le restrizioni mentali che oggi ha e che lo portano al controllo delle proprie emozioni. Ha imparato a nascondersi dietro maschere per fingere indifferenza e ad indossare corazze per difendersi dal mondo. Tutto ciò lo ha portato ad inaridirsi, via via sempre più, vivendo cinicamente i propri rapporti. Ha perso la semplicità e la naturalezza dei propri sentimenti.
clip_image008
Ma l'uomo se potesse vivere in equilibrio tra ragione ed emozionalità potrebbe riscoprire il vero volto della propria affettività e ritrovarne la ricchezza. Abbandonare tutte le costrizioni che si è imposto, dando fine a quel baratto di sentimenti che tanto lo angoscia per vivere finalmente in armonia con sé stesso e gli altri. Perché l'amore, quello vero, non segue le mode né scende a compromessi di nessun tipo... semplicemente è incondizionato.

LINK ALLE PAGINE DEGLI AUTOBUS ORGANIZZATI

usate i seguenti link per prenotare un posto sull'autobus che si sta cercando di organizzare dalle seguenti località:
Trieste
Salerno (fa tappa a Napoli)
Reggio Emilia
Roma




pagina SIAMO TUTTI AQUILANI
evento IL GIORNO DEGLI AQUILANI

Francesco Lovati

martedì 27 luglio 2010

Sbatti il falso in prima pagina

Grillo_Il_Giornale.jpg
Il Giornale di oggi ha titolato in prima pagina: "Anche Grillo chiede soldi allo Stato" riferendosi ai contributi elettorali. E' falso. I miei legali stanno valutando querela e danni civili e io qualche calcetto nel culo a Feltri.
“Continua la campagna stampa di discredito nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ci sembra di poterne dedurre che si stiano avvicinando le elezioni politiche. I giornali tentano di diffondere illazioni da quattro soldi, raccogliendo qua e là voci e confezionando articoli che prima di tutto infangano la loro professione. A volte ci si mettono anche le agenzie di stampa. Perdiamo così un po’ di tempo a smentire tutti: lo abbiamo fatto in un’intervista a è-tv, ma non è bastato. Il Quotidiano Nazionale (Carlino, Il Giorno, La Nazione) ha insistito, salvo poi dover pubblicare la smentita. Ora, in prima pagina, ci riprova Il Giornale: questo video è per chiarire ulteriormente come siano andate le cose. Non possiamo permettere che la scarsa professionalità di qualcuno ricopra di fango l’impegno di tanti volontari, lo sforzo di tanti attivisti, il lavoro dei nostri consiglieri in tanti Comuni e nei consigli regionali. In prima pagina Beppe, i quotidiani italiani avrebbero dovuto titolare: il Movimento 5 stelle unica forza politica a rifiutare la refurtiva elettorale ed a tagliarsi i grassi stipendi della politica. Ma allora non saremmo 72esimi nella classifica internazionale come libertà d’informazione.” Giovanni Favia consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna .

I 100 magistrati della P3


Il Procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore, il Procuratore di Grosseto Francesco Verusio, il presidente della Corte d’appello di Cagliari Michele Iacono, il presidente di sezione della Corte dei conti Maurizio Meloni, l’ex sostituto di Palermo Giusto Sciacchitano, il Procuratore generale di Roma Antonio Marini… Secondo il Corriere sarebbero un centinaio i magistrati ospiti di Flavio Carboni al Forte Village – “il miglior resort del mondo” – per un convegno sul federalismo (sic!) organizzato dal geometra Pasquale Lombardi nel settembre del 2009.
Repubblica ignora la notizia, per ovvi motivi; il Corriere pubblica soltanto i nomi che abbiamo riportato. E gli altri? Chi sono questi cento giudici che, con signora al seguito, hanno discettato di federalismo con la cupola della P3? Innocentissimi tutti quanti, s’intende: epperò, anche in considerazione del fatto che lo sputtanamento a mezzo stampa è il metodo preferito dalla magistratura italiana, non ci dispiacerebbe se qualcuno pubblicasse l’elenco completo. Così, giusto per curiosità.

Ridurre le auto blu. Ma Pdl e Lega votano contro, e affondano il provvedimento.

Ridurre le auto blu. Una proposta mitologica, ormai, che vanta sostenitori da ogni parte.
Qualcuno ci prova: il senatore Marco Stradiotto, del PD, ha presentato in commissione bilancio l’emendamento 6.26 alla manovra, in cui si prevede l’uso in via esclusiva delle auto blu solo per il presidente del consiglio, ministri, vice ministri, sottosegretari, i presidenti delle autorità indipendenti e poche altre cariche; inoltre chiedeva un uso limitato delle vetture in dotazione a ciascuna amministrazione, ’’esclusivamente per esigenze di servizio’’.

Ma Pdl e Lega votano contro, e affondano il provvedimento.

Critica sull’andamento dei lavori della Commissione Bilancio è la presidentessa dei senatori Pd Anna Finocchiaro: "Mentre il Paese si interroga su questa manovra finanziaria, nella Commissione bilancio del Senato c’è la simulazione di una discussione, una recita a soggetto in cui peraltro il copione non è scritto neanche dalla maggioranza parlamentare, ma è scritto altrove".

Questo episodio rivela ancora una volta l’aura mistica di intoccabilità di cui si copre la casta politica che vuole preservare i propri privilegi mentre il paese paga i costi della crisi, come i suonatori sul Titanic mentre la nave affonda.

IL REDDITO MINIMO UNIVERSALE

di Ugo Colombino 11.06.2010
 
L'introduzione di un reddito minimo universale trova ancora ostacoli, eppure sembra permettere scelte familiari, educative, abitative e occupazionali più efficienti. Le disuguaglianze nella distribuzione del benessere possono rafforzare gli incentivi al lavoro, ma spingono anche alla ricerca di benefici e privilegi clientelari con spreco di risorse. Un esercizio di simulazione mostra gli effetti di quattro tipi di politiche universalistiche: reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza, con imposta sul reddito progressiva e con imposta proporzionale. Una scheda dell'autore illustra le differenze tra le quattro forme di reddito.
Il sistema italiano di sostegno del reddito (gli “ammortizzatori sociali”) è frammentario, discrezionale, inefficiente e iniquo. Molte analisi hanno documentato il giudizio e spesso proposto politiche più trasparenti e universali. Universalità significa che il meccanismo si applica a tutti i cittadini, indipendentemente dalla condizione professionale, compresi coloro che non hanno alcuna esperienza lavorativa.
PERCHÉ INTRODURLO
Nelle economie avanzate si è largamente affermata la convinzione cha una dotazione minima universale di istruzione e di salute sia desiderabile, non tanto per motivi solidaristici, ma piuttosto perché crea forti benefici di sistema nella vita economica e sociale. Maggiori ostacoli incontra invece l’idea di una dotazione minima universale di reddito, anche se le motivazioni che la sostengono sono del tutto analoghe a quelle che giustificano l’istruzione o l’assistenza sanitaria di base universale. Intanto però cresce la documentazione sia teorica che empirica a favore di un meccanismo universale di supporto e redistribuzione del reddito. Ad esempio, la garanzia di un reddito minimo sembra permettere scelte familiari, educative, abitative e occupazionali più efficienti. Le disuguaglianze nella distribuzione del benessere possono rafforzare gli incentivi al lavoro, ma spingono anche alla ricerca di benefici e privilegi clientelari con spreco di risorse: la limitazione delle disuguaglianze riduce gli sprechi. I costi sono elevati, ma vanno confrontati con benefici probabilmente analoghi a quelli di altre riforme universalistiche. La portata di una riforma in direzione del reddito minimo universale potrebbe essere analoga a quella avutasi con la nascita e lo sviluppo dei sistemi pensionistici pubblici nel secolo scorso, che in Europa hanno ridotto l’avversione al rischio delle famiglie e favorito, specie in agricoltura, l’innovazione tecnologica e organizzativa. Per fare un esempio dei nostri giorni, dobbiamo pensare a una scelta analoga a quella fatta in queste settimane per il sistema sanitario negli Stati Uniti. È importante osservare che si tratta anche di benefici sociali che vanno al di là di quelli individuali immediatamente percepiti.
UN ESERCIZIO CON QUATTRO IPOTESI
Le preoccupazioni maggiori circa le politiche universalistiche, invece, riguardano i possibili effetti negativi sugli incentivi al lavoro e i costi di finanziamento che implicherebbero un appesantimento del carico fiscale con ricadute ulteriormente negative sugli incentivi al lavoro.
La scheda allegata illustra un esercizio di simulazione di quattro tipi di politiche universalistiche di sostegno del reddito. Distinguiamo meccanismi per i quali l'ammontare del trasferimento è condizionato dal livello di reddito dell'individuo (reddito minimo garantito) e meccanismi non condizionati (reddito di cittadinanza). Per il reddito di cittadinanza distinguiamo anche tra sistemi nei quali l'imposta sul reddito è progressiva, come nel sistema corrente, da sistemi con imposta proporzionale (Flat Tax). Tutte le riforme sono calibrate in modo da garantire lo stesso gettito fiscale netto, uguale a quello corrente, e la simulazione tiene conto delle risposte comportamentali delle famiglie: lavorare o no, quanto lavorare e così via. Il trasferimento alle famiglie varia in funzione del numero di componenti ed è mediamente intorno ai 300-500 euro mensili a seconda del meccanismo (nel sistema corrente è intorno ai 100 euro mensili). Il significato concreto di queste cifre è molto diverso a seconda dei meccanismi. Ad esempio, per il sistema corrente si tratta di una media di vari provvedimenti contingenti o limitati a certe fasce di popolazione (pensioni sociali, sussidio di disoccupazione e altro). Anche per i sistemi condizionati si tratta di una media di quanto la famiglia riceve a seconda del livello di reddito o della condizione lavorativa. Nel caso del reddito di cittadinanza si tratta invece di un trasferimento certo e incondizionato.
Il costo aggiuntivo delle riforme viene finanziato incrementando proporzionalmente le aliquote marginali dell'imposta sul reddito e includendo nella base imponibile tutti i redditi indipendentemente dalla fonte. Le percentuali di famiglie “vincitrici” sono per lo più maggioritarie, ma diverse tra le riforme e soprattutto diversamente distribuite tra le sottopopolazioni.
Dal punto di vista della percentuale di vincitori, le riforme non condizionate risultano migliori di quelle condizionate e i sistemi con imposta progressiva risultano migliori di quelli proporzionali. Nell'ambito dei sistemi progressivi, l'incremento necessario nelle aliquote marginali al di sopra della soglia di esenzione è tutto sommato modesto, 1 o 2 punti percentuali. Questo risultato dipende però anche da un ampliamento estremo della base imponibile. Ipotesi meno drastiche implicherebbero incrementi più pesanti delle aliquote marginali.
In alternativa si può pensare a una diversa struttura dell'imposta sul reddito, cioè una tassazione proporzionale (Flat Tax): quest'ultima è attraente per la semplicità amministrativa e forse per minori incentivi all'evasione. Il problema della Flat Tax è che implica aliquote elevate anche sui redditi bassi e medi, dove si concentrano le famiglie che rispondono in modo più forte agli incentivi: ne possono risentire sia l'efficienza che gli effetti distributivi. Tuttavia, un meccanismo RC + Flat Tax mantiene la sua attrattiva: l'aliquota richiesta è 31,6 per cento, un livello di tassazione proporzionale forse politicamente meglio sostenibile insieme all'allargamento della base imponibile. Infine, gli effetti di disincentivo al lavoro – una delle fonti di maggiore preoccupazione – risultano molto modesti (e non sono riportati nella scheda).
In conclusione, si può dire che è possibile disegnare versioni realistiche del reddito minimo universale soppesando, in base alle preferenze sociali, le diverse implicazioni su benefici, costi e incentivi. Rimangono molti aspetti che richiederebbero altri approfondimenti. Costi amministrativi: i meccanismi non condizionati richiedono solo il registro anagrafico della popolazione, mentre quelli condizionati richiedono un supporto informativo e operativo per la verifica delle condizioni di accesso ai trasferimenti e per la gestione di sanzioni e contestazioni. Benefici: l'analisi riassunta nella scheda riguarda benefici strettamente individuali, un'analisi completa dovrebbe includere i benefici di lungo periodo e di sistema ai quali ho accennato all'inizio.