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sabato 30 aprile 2011

Beppe commenta la piazza di Torino

Le rivoluzioni senza leader

Lampedusa
(01:16)
Lampedusa.jpg
Con l'attentato di Marrakesh in Marocco e con la rivoluzione siriana, tutti i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente sono in fiamme. Per alcuni si tratta di incendi, per altri per ora di focolai. "Le libertà non vengono date, si prendono!" disse Pëtr Kropotkin. Questo è il senso di ciò che succede. Non è emerso un solo leader in contrapposizione a Gheddafi, Assad, Mubarak o Ben Alì, ma popoli, persone, gente comune. E' la rivoluzione del signor Rossi. E' strano, è nuovo. In passato per un Rheza Palavi c'era un Khomeyni, per Faruk c'era Nasser. Oggi non sarebbe pensabile, l'opposizione al regime iraniano è fatta dagli studenti, Mubarak è stato cacciato dalle piazze piene di cittadini egiziani. La gabbia di ferro creata dall'Occidente per i Paesi di quello che fu l'ex impero Ottomano sta aprendosi. Cosa ne uscirà non lo sa nessuno. Un grande califfato da Istanbul a Rabat o nuove democrazie.
I dittatori che governano o hanno governato questa parte del mondo sono alleati o burattini delle potenze occidentali. Che si indignano e li impiccano e li bombardano solo quando non garantiscono più i loro interessi, come avvenne ieri per Saddam Hussein, armato per decenni dagli Stati Uniti, e per Gheddafi oggi, oppure per la spinta di forze democratiche che crescono per la diffusione delle informazioni via Internet. Le guerre portano agli esodi, è sempre successo nella Storia, e le folle di nordafricani che arrivano in Italia sono la logica conseguenza del passato. I dittatori sono stati tollerati o imposti dalla Nato, dall'Onu, dalla UE. Abbiamo prima colonizzato i Paesi musulmani e sterminato gli oppositori, come fecero la Francia in Algeria e l'Italia in Libia. In seguito abbiamo venduto per decenni le nostre armi e comprato il loro petrolio, il loro gas, le loro materie prime e consentito ogni violazione della democrazia. Cosa ci aspettavamo? Mazzi di fiori e datteri? Se la rivoluzione si estenderà centinaia di migliaia di persone cercheranno rifugio in Europa che reagirà, per la legge del contrappasso, con l'affermazione dei partiti di ultradestra e la fine della democrazia in molti Paesi.

Ps. Il mio intervento in piazza Castello a Torino sarà trasmesso in streaming su http://it.justin.tv/torinolibera.

Tour Elettorale 2011

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Le date e le città del tour elettorale. Sabato 30/4 Alpignano-Pianezza (h.11), Trofarello (h.14), Torino (h.17), San Mauro (h.21); Domenica 1/5 Chivasso (h.14.30), Novara (h.17,00), Domodossola (h. 21); Lunedì 2/5 Cagliari (h.19); Martedì 3/5 Olgiate Comasco (h.12), Varese (h.19), Busto Arsizio (h. 21); Mercoledì 4/5 Milano (h.19), Vimercate (h.21); Giovedì 5/5 Desio (h.19), San Giuliano Milanese (h.21); Venerdì 6/5 Rottofreno (h.17), Salsomaggiore Terme (h.19), Sala Baganza (h.21); Sabato 7/5 Cento (h.11.30), Bologna (h.15), Rovigo (h.19); Domenica 8/5 Cartura (h.11), Abano Terme (h.12), Oderzo (h.15), Trieste (h.19); Lunedì 9/5 Vigonovo e Campolongo (h.11.30), Chioggia (h.18), Adria (h.21); Martedì 10/5 Codigoro (h.12), Ravenna (h.18), Cesenatico (h.20.30), Rimini (h.21,30); Mercoledì 11/5 S. Benedetto del Tronto (h.13), Vasto (h.15,30), Nardò (h.21,30); Giovedì 12/5 Cosenza (h.17.30), Napoli (h.21.30); Venerdì 13/5 Latina (h.11.30), Pomezia (h.13), Grosseto (h.17.30), Siena (h.20), Arezzo (h.22).

"L'Usl abusa degli incarichi diretti": il Movimento 5 Stelle porta il dossier alla Corte dei Conti

Châtillon - La denuncia dei grillini valdostani: "Da anni 'mansioni superiori' assegnate al di fuori della legge, a sindacalisti e rappresentanti di categoria". Si stima un danno di oltre 100 mila euro.
Sede dell'USl della Valle d'Aosta
La conferenza del Movimento 5 stelle Giovan Battista De Gattis La sedia riservata al direttore generale Usl
Si chiamano "mansioni superiori" e servono per coprire un posto vacante di livello immediatamente più alto di quello occupato da un lavoratore: un caporeparto, una caposala, che da un giorno all'altro "comanda a bacchetta quelli che fino al giorno prima erano suoi colleghi, spesso senza avere i titoli per farlo". Secondo il Movimento 5 Stelle e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Savt, l'azienda Usl della Valle d'Aosta ha abusato dell'utilizzo delle mansioni superiori: la legge prevede un limite di sei mesi, rinnovabili di altri sei. Se un infermiere, diventato caposala, termina il primo periodo di "mansioni superiori", l'azienda deve indire un concorso pubblico, per titoli ed esami, per quel ruolo.
"E' come spaccare un parabrezza e poi sorridere"
"Sono anni ormai che l'Usl abusa dell'istituto delle mansioni superiori - ha spiegato ieri sera nel salone dell'ex hotel Londre di Châtillon Giovan Battista De Gattis, sindacalista Cisl e esponente del Movimento 5 Stelle - senza che i dirigenti si siano preoccupati della violazione di legge: è come se io uscissi per strada e spaccassi un parabrezza, e poi dicessi al proprietario dell'auto 'ti ho spaccato il parabrezza', con un sorriso". Il direttore generale dell'Usl Stefania Riccardi, durante un incontro sindacale del 28 ottobre 2008 ha dichiarato di essere consapevole che le mansioni superiori venivano date fuori da ogni regola, impegnandosi, secondo De Gattis, "a interrompere questa situazione illegale al termine di una 'fase di riorganizzazione'. Sono passati altri due anni e la promessa non è stata mantenuta. Anzi, gli incarichi sono aumentati".
Gli incarichi? A sindacalisti e rappresentanti del Collegio
I grillini rilevano una situazione al di fuori della legge per cinque persone, "ma siamo riusciti a risalire soltanto a queste cinque perché non abbiamo accesso a tutte le delibere aziendali - spiega De Gattis - ma secondo una stima grossolana i casi sono circa un trentina". Tra queste, ci sono presidente, vicepresidente e uno dei consiglieri del Collegio degli infermieri di Aosta, oltre a due rappresentanti sindacali unitari di Cisl e Cgil: "Come costoro possano fare l'interesse di tutta la categoria non è dato sapere - aggiunge De Gattis - considerando che sono tenuti per i capelli ad ogni rinnovo della nomina fiduciaria. Gli stessi sindacati denunciano la situazione da anni, ma come può un Rsu o un rappresentante di categoria fare l'interesse di tutti se egli stesso è in questa situazione?".
Danno erariale: il Comune di Modica condannato per 300 mila euro
Oltre all'illegalità, i grillini hanno rilevato un danno erariale "stimabile in quasi 22 mila euro per i soli cinque casi accertati dal 2005 ad oggi", considerando che chi ricopre mansioni superiori percepisce 140 euro al mese in più in busta paga, oltre ad agevolazioni negli orari e nell'organizzazione del lavoro. Per questo, un esposto è stato presentato alla Corte dei conti perché indaghi sulla situazione e ponga fine a questa situazione: "Per un caso simile, a Modica (Ragusa) l'amministrazione comunale è stata sanzionata per oltre 300 mila euro, al termine di un'indagine condotta da Procura, Corte dei conti e Guardia di finanza", conclude De Gattis. Ad Aosta, verificando tutte le situazioni, secondi i grillini "il danno è superiore ai 100 mila euro".
Le proposte: stop alle nomine fiduciarie
Il Movimento 5 Stelle propone lo stop ad ogni proroga di tutte le mansioni superiori illegittime, annullando le esistenti; l'attivazione immediata di tutti i concorsi per valutare e assegnare i posti vacanti secondo i principi di equità, efficienza e trasparenza; richiede che il presidente della Regione Augusto Rollandin richiami il direttore generale da lui nomina e lo rimuova, se del caso, dall'incarico; che vengano sanzionati tutti i dirigenti Usl coinvolti

di Alessandro Mano

L'OMBRA DELLA MAFIA SUI COSTRUTTORI DEL CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO


logo_zerbimark-001.jpgCastelli Calepio (Bg), Parma, Imola, Afragola (Na) e Partinico (Pa). Sono queste le località dove il Gruppo Policentro, specializzato nella progettazione, realizzazione, commercializzazione e gestione di centri commerciali in Italia e all'estero, farà sorgere da qui al 2013 le nuove realizzazioni.

L'investimento complessivo è stimato tra i 550 e i 600 milioni di euro. Gli interessi in gioco sono altissimi, per questa ragione abbiamo voluto fare una ricerca in rete.

Quel che abbiamo trovato ha dell'inquietante: commistioni con la mafia, interessi di potenti politici, sistemi finanziari intricati ed un passato poco limpido. Tutto questo lo si può consultare leggendo l'articolo di Walter Molino.

Le ragioni per opporsi (guarda il video) al megacentro commerciale di Quintano sono innumerevoli, oggi se ne aggiunge una di grandissima rilevanza, l'ombra della mafia attorno alla società costruttrice.

Chiediamo ai fratelli Battista e Giovanni Zerbini (proponenti del progetto centro commerciale attraverso la Zerbini B&G S.r.l) di fare chiarezza, i cittadini non possono accettare l'ennesima inutile struttura mascherata da servizio per la collettività, quando in realtà, troppo frequentemente, vi sono solo affari più o meno loschi.

Per approfondimenti: leggi "tutti gli uomini del Policentro" e gli articoli correlati a piè di pagina.

Claudio Cominardi per Palazzolo5stelle Staff

Grand Canyon Uranium Mining PSA

Please take action by May 4th to protect the Grand Canyon! Narrated by Craig Childs and directed by James Q Martin, this short video makes a compelling case for the Obama administration’s proposal to protect 1 million acres of public land surrounding Grand Canyon from new uranium mining. By visiting this website, protectgrandcanyon.org, you can send the administration an email in support of those protections; that email will be considered in the government’s formal environmental analysis. May 4th is the last day the government will be accepting public comments, so please act today! Please tell your friends by distributing this video and the protectgrandcanyon.org web link on your blogs, websites, and Facebook.Thanks!

Grand Canyon Uranium Mining PSA from James Q Martin Media on Vimeo.

venerdì 29 aprile 2011

Un referendum per non morire

Archivio cartaceo | di Adriano Celentano
29 aprile 2011
“Questo voto è l’unico mezzo
per sopravvivere, fidatevi”
Adriano Celentano lancia il suo appello: "Il governo va avanti nella demoniaca voglia di avvelenarci. Tocca a noi fermarli"
Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.

Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.

Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.

Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.

Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

da Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2011

I numeri delle elezioni di maggio

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"Che cosa sarà l'italia dopo il 15 maggio? Che senso dare a questa partecipazione? E soprattutto che cosa sta succedendo in queste ultime settimane? Diamo qualche numero sulle elezioni del 15-16 aprile e la partecipazione del MoVimento 5 Stelle. Si vota in 1.344 comuni e il MoVimento ha certificato 75 liste, il 5%, parrebbe poco, ma il dato può trarre in inganno perchè molti comuni in cui si vota sono molto piccoli e spesso i comuni molto piccoli presentano liste civiche e mai le liste dei partiti tradizionali. Andiamo a vedere i capoluoghi di provincia, il MoVimento ha certificato una lista in 18 dei 31 capoluoghi, la percentuale aumenta al 55%. Ma, anche qui, il numero non da il senso di questa impresa, basti pensare che a Salerno il luogo da cui scrivo, lo stesso PD non concorre con il suo simbolo, ma con delle liste civiche. Guardiamo i capoluoghi di regione, si vota in 5 capoluoghi: Bologna, Cagliari, Milano, Napoli e Torino; ebbene qui arriviamo al 100% perchè il MoVimento si presenta in tutte le grandi città d'italia nelle quali si vota. Un altro paio di numeri: secondo una mia stima in italia oltre 5 milioni di cittadini troveranno il simbolo del Movimento 5 Stelle sulla scheda elettorale. Incredibile vero? La cosa più incredibile però è l'ultimo numero, lo ZERO, ovvero quanto è costato alla collettività lo sforzo del presentare la lista e la campagna elettorale in queste amministrative. Che cosa sarà di noi? Riusciremo a farci eleggere, e una volta eletti, saremo sufficientemente bravi da soddisfare i nostri vincoli di mandato? Non saprei rispondere se non con una frase di Beppe Grillo:" Ma in fondo oramai, che cosa abbiamo da perdere?" Davide Gatto, MoVimento 5 Stelle Salerno

Referendum sulla Democrazia


referendum-democrazia-grill.jpg
Intervento integrale di Beppe Grillo a Anno Zero di giovedì 28 aprile 2011.

Democrazia o Partitocrazia (espandi | comprimi)
Intervistatrice - Berlusconi ha confessato, la moratoria è stata solo un modo per bloccare il referendum.
Beppe Grillo - Abbi pazienza, basta di queste cose, Berlusconi, basta… il referendum… qui non è un problema… sbagliate sempre l’approccio, non è più un problema del nucleare, il referendum, cosa è diventato un referendum? Oggi lo puoi spostare, lo puoi bloccare. Dobbiamo fare solo un referendum, come nel 1946 con Repubblica o Monarchia, oggi dobbiamo decidere Democrazia o Partitocrazia. O quella gente che hai lì seduta, o loro o noi, o di qua o di là, basta!

Il cittadino nelle Istituzioni (espandi | comprimi)
Intervistatrice - Berlusconi ha confessato, la moratoria è stato un atto per bloccare il referendum sul nucleare.
Beppe Grillo - Questo lo sapevano anche i bambini, ce ne siamo accorti tutti, qui il problema è capire cosa vuole dire fare un referendum, in questo paese, ormai è come farli non farli, li spostano, li pilotano, li tolgono, abbiamo fatto anche noi i referendum, abbiamo fatto il referendum sul finanziamento dei partiti, dove è andato a finire? L’hanno cambiato con i rimborsi elettorali e questa gente che hai in studio oggi ognuno si divide, ogni partito, si sono divisi già un miliardo di Euro,

Il MoVimento 5 Stelle (espandi | comprimi)
Intervistatrice - Siete arrivati al 5% cominciate…
Beppe Grillo - Ma non mi interessa, il 5, il 4, il 3, sono percentuali di mortalità, non vuole dire niente il 5, il 4, il 3 vuole dire che o voi cittadini vi alzate quel culo mollo che avete lì e anche voi in studio che vi usano come coreografie, ma non vi vergognate ogni tanto? Non vi sentite qualcosa dentro quando senti parlare Lupi, la figlia di Fantozzi che dice delle cose, non vi viene qualcosa dentro da alzarvi e tirare una scarpa a qualcuno? Ma non vi viene? Vendicateci! Se dobbiamo fare un referendum lo facciamo così: "O sudditi o cittadini!",

Il nucleare è morto (espandi | comprimi)
Il MoVimento Cinque Stelle è nato in rete, io non sono candidabile, ho cercato di mettere insieme persone persone normali che hanno le palle piene di queste cose, di farli ragionare su dei progetti sull’acqua, di come fare un edificio. Non devo fare una centrale, è inutile parlare di nucleare, dobbiamo fare un Piano strategico nazionale e europeo, non abbiamo una strategia. Referendum, quali referendum? Andiamo con la Germania, con le rinnovabili o andiamo con la Francia con il nucleare?

Politici fuorilegge (espandi | comprimi)
Mi parlate di leggi? C’è una legge nazionale che dice che un politico non può fare più di due candidature, va bene? Cosa ne fanno di questa legge? In campo regionale non la "assimilano", non assimilano la legge nazionale e allora uno, Forminchione della Lombardia , mi senti? Fa 4 legislature. Perché può farle? Perché Errani del PD in Emilia Romagna ne fa 3, sono illegali, il governatore della Lombardia e il governatore dell’Emilia Romagna sono illegali, si sono inventati qualcosa, che dice: "Noi non abbiamo recepito la legge"?

L'informazione è sotto controllo (espandi | comprimi)
Intervistatrice - Se le persone non vanno a votare, è un problema dei cittadini che non vanno a votare…
Beppe Grillo - Non vanno a votare perché non hanno le informazioni, non avete l’informazione di cosa vuole dire privatizzare, di cosa vuole dire rendere pubblica, cos’è una società di diritto pubblico, cos’è l’acqua, come bisogna pagarla, questa sinistra che adesso si autoelogia per essere contro la privatizzazione dell’acqua, ti faccio vedere, ti faccio vedere i vari leader della sinistra che parlavano di Veolia, lo diamo a noi,


Di seguito date e le città del mio tour elettorale. Seguite il tour su FB. Nei prossimi giorni gli aggiornamenti. Dove non potrò essere presente mi collegherò via Skype.
Venerdì 29/4 Cirié (h.18.30), Pinerolo (h.21); Sabato 30/4 Alpignano-Pianezza (h.11), Trofarello (h.14), Torino (h.17), San Mauro (h.21); Domenica 1/5 Chivasso (h.14.30), Novara (h.17,00), Domodossola (h. 21); Lunedì 2/5 Cagliari (h.19); Martedì 3/5 Olgiate Comasco (h.12), Varese (h.19), Busto Arsizio (h. 21); Mercoledì 4/5 Milano (h.19), Vimercate (h.21); Giovedì 5/5 Desio (h.19), San Giuliano Milanese (h.21); Venerdì 6/5 Rottofreno (h.17), Salsomaggiore Terme (h.19), Sala Baganza (h.21); Sabato 7/5 Cento (h.11.30), Bologna (h.15), Rovigo (h.19); Domenica 8/5 Cartura (h.11), Abano Terme (h.12), Oderzo (h.15), Trieste (h.19); Lunedì 9/5 Vigonovo e Campolongo (h.11.30), Chioggia (h.18), Adria (h.21); Martedì 10/5 Codigoro (h.12), Ravenna (h.18), Cesenatico (h.20.30), Rimini (h.21,30); Mercoledì 11/5 S. Benedetto del Tronto (h.13), Vasto (h.15,30), Nardò (h.21,30); Giovedì 12/5 Grottaglie (h.13), Cosenza (h.17.30), Napoli (h.21.30); Venerdì 13/5 Latina (h.11.30), Pomezia (h.13), Grosseto (h.17.30), Siena (h.20), Arezzo (h.22).

mercoledì 27 aprile 2011

Il pomeriggio della collera a Roma

"Sicuramente non ne avete sentito parlare. L'evento del 16 Aprile scorso, nel grande centro commerciale Porta di Roma, rappresenta un'indicazione che qualcosa sta cambiando nel nostro Paese. Antefatto: un servizio delle Iene racconta che in un negozio di intimo Tezenis del centro commerciale romano, la titolare ha picchiato una giovane commessa che aveva avuto l'ardire di chiedere il pagamento delle ore straordinarie. Calci e pugni chiusa in magazzino, e urla del tipo "Non mi fanno pena neanche i cani, io mi inchino solo al Duce." In seguito alla denuncia televisiva, non interviene il sindacato, non intervengono le autorità, non interviene la Polizia. Il negozio resta aperto e continua a lavorare come sempre, con le commesse mute e sottomesse e la titolare che imperversa. Ma gli spettatori televisivi, per una volta, decidono di non restare tali: e si organizzano. In pochi giorni, riescono a mettere su un sit in di sabato pomeriggio davanti al negozio incriminato. Guardate il video." Au revoir. Francois Marie Arouet, Roma
Aderisci al gruppo FB

Messaggio alla politica: Parlamento pulito is back. Il 7 Maggio !

7 Maggio Parlamento pulito  is back from MoVimento firenze5stelle on Vimeo.
L'8 Settembre 2007, in un solo giorno, 350.000 cittadini firmarono la proposta di iniziativa popolare "PARLAMENTO PULITO"
1. via dal Parlamento i condannati in via definitiva
2. limite di due mandati
3. reintroduzione della preferenza diretta
NON POSSONO IGNORARCI, NON POSSONO FAR FINTA DI NIENTE !
Dove sono finite le firme ? La casta risponda !
Cittadini, comitati, movimenti e meetup uniti SABATO 7 MAGGIO in Piazza S. Croce a Firenze dalle ore 10,00
Alle ore 16,00 Social Happening "**ESILIAMO I POLITICI CORROTTI, INTEGRIAMO GLI IMMIGRAT**I"
Questo Paese è nostro e ce lo riprenderemo !

Abominio Nucleare



Nel sito del Movimento 5 Stelle di Campolongo avremmo voluto occuparci principalmente di problematiche locali, lasciando i temi "nazionali" ad altri spazi, ma in questo caso non è possibile tacere.
"Quanto accaduto in Giappone "ha spaventato gli italiani, come dimostrano anche i nostri sondaggi" e la decisione di una moratoria sul nucleare è stata presa anche per permettere all'opinione pubblica di "tranquillizzarsi": un referendum ora avrebbe portato ad uno stop per anni del nucleare in Italia. Con queste parole, a margine del vertice con il presidente francese Sarkozy, il premier Silvio Berlusconi esce allo scoperto e dichiara pubblicamente l'intenzione di far fallire il referendum proprio per evitare che la volontà popolare freni i piani del governo."
Questo brano è tratto da un artricolo presente nel sito: www.ilfattoquotidiano.it.
Leggendo queste parole mi è venuta in mente la parola "ABOMINEVOLE".
Questa tecnica di gestire la cosa pubblica vorrebbe essere vista come una pratica paternalistica, ma è solamente DITTATORIALE. I Cittadini italiani non sono in grado di valutare, quindi, si evita di porgli il problema.
Due considerazioni:
- il giudizio degli italiano non conta se riguarda le scelte di governo, perchè esse sono buone a prescindere;
- Con un ragionamento del genere diventerebbe lecito dire che non occorre fare le prossime elezioni politiche, perchè sicuramente gli italiani sarebbero tratti in errore, nel loro giudizio sull'operato dell'attuale governo, da fattori esterni (crisi, stampa, magistrati e chi più ne ha più ne metta) e potrebbero fare la scelta sbagliata non consentendo al governo di proseguire nei suoi programmi....
Meditate Gente, Mediate . (Ma non troppo...)
Sergio Gallo

“ELEZIONI AMMINISTRATIVE E VIOLAZIONE DELLE LEGGI”

LogoConBordoGrigio1000pixel.pngCONFERENZA STAMPA DEL 20.04.2011, h. 11.00
Dal 30° giorno antecedente la votazione politica è fatto divieto di affiggere pubblicità e manifesti elettorali al di fuori degli spazi elettorali regolarmente assegnati. Così recita la legge (Legge 4 aprile 1956, n. 212 e s.m.i.)
Ma come sempre, fatta la legge e gabbato lo santo!! Con il decreto Milleproroghe, approvato a febbraio 2011 è stata inserita una sanatoria per i manifesti che i partiti politici hanno affisso illegalmente dal febbraio 2010, in particolare in occasione delle ultime elezioni regionali.
Tale sanatoria ha effetto di condono anche per le successive campagne elettorali.
In pratica, con soli 1000 euro per provincia, verranno condonate le decine di migliaia di sanzioni per i
manifesti abusivi e le violazioni alle leggi sulla propaganda politica commesse dai partiti.
Sanzioni che i Comuni hanno già comminato per le passate elezioni, con evidente danno arrecato alle casse comunali che avevano messo in bilancio il ricavato delle multe e che, in ogni caso, hanno già speso milioni di euro per gli interventi di defissione.
In pratica, coloro che hanno affisso illegalmente manifesti negli spazi che spettavano ad altri e deturpato le città mettendoli selvaggiamente su muri, cassonetti, cartelli stradali, lo hanno fatto con la certezza dell’impunità, nonostante le comunicazioni ufficiali della prefettura e la polemica sorta sui quotidiani.
Ricordiamo lo scorso anno il proliferare di ISI POINT e AZZI CORNER - tutti rigorosamente con affissioni illegali - e la “battaglia” intestina tra Coppola e Marangon che ha visto tappezzate di manifesti elettorali anche le bacheche degli annunci mortuari, senza contare le plance riservate agli altri gruppi politici, primo tra tutti quello del Movimento 5 Stelle.
Anche quest’anno per le elezioni amministrative si ripete lo stesso copione: a Rovigo molti candidati sindaci in lizza stanno palesemente violando la legge sulle affissioni elettorali, attaccando in bella mostra sulla strada i loro manifesti elettorali che, per legge, devono essere rivolti verso l’interno della sede (il Piva point sul Corso del Popolo, la pubblicità luminosa di Gianesella alla diramazione del Corso del Popolo verso S. Bortolo, lo striscione della Lega in Piazza Vittorio). Ricordiamo che per legge possono essere solo esibite le bandiere con il simbolo, non annunci o pubblicità elettorale.
Chi, al contrario, ha scelto il rispetto della legge anziché la sua sistematica violazione - è il caso di noi
Movimento 5 Stelle - di fatto si è visto sottrarre la possibilità stessa di fare propaganda.
Ma da cittadini ci chiediamo: se già in campagna elettorale i candidati violano la legge, certi
dell’impunità dalla stessa, se saranno eletti perché si dovrebbero comportare diversamente?
MoVimento 5 Stelle - Rovigo

Per contatti: info@movimento5stellerovigo.it

Geotermico, la rivoluzione energetica passa per le Isole Eolie

Si chiama Marsili Project l'iniziativa che punta a ricavare energia dall'omonimo vulcano sottomarino al largo della Sicilia. Un potenziale di produzione annua di circa 4.0 TWh, che da solo raddoppierebbe la quota del geotermico in Italia e basterebbe a coprire il fabbisogno di 700 mila persone
Un’energia nuova, pulita e praticamente inesauribile. Che arriva dal mare e che potrebbe diventare la scommessa del futuro per un paese povero di fonti energetiche come l’Italia. Il vulcano Marsili, gigante di 3000 metri al largo delle Isole Eolie, il più grande cratere sottomarino d’Europa, oggi è al centro di un progetto per la costruzione della prima centrale geotermica offshore del mondo. Un’idea rivoluzionaria che punta a sfruttare il calore dell’acqua marina che si infiltra lungo le pendici del vulcano, dove raggiunge temperature fino a 300 gradi centigradi, convogliandola in quattro piattaforme galleggianti dove produrre energia elettrica attraverso un sistema di turbine a vapore. Un potenziale di produzione annua di circa 4.0 TWh, che da solo raddoppierebbe la quota del geotermico in Italia e basterebbe a coprire il fabbisogno energetico di 700 mila persone, l’intera popolazione di Palermo.

L’idea di produrre energia dal vulcano è venuta a Patrizio Signanini dell’Università di Chieti ed è stata finanziata da Eurobuilding, impresa specializzata in ingegneria naturalistica. L’azienda ha finanziato un gruppo di ricerca composto da tecnici dell’INGV, del CNR, del Politecnico di Bari e dell’Università di Chieti. Assente dal progetto, almeno a livello economico, lo Stato, che nonostante abbia concesso il permesso esclusivo di ricerca nell’area da parte del ministero dello Sviluppo Economico e una valutazione di impatto ambientale positiva del ministero dell’Ambiente, non ha al momento erogato finanziamenti per la ricerca.

Partito nel 2006 con una campagna di rilievi magnetici che ha permesso di confermare la presenza di decine di milioni di metri cubi di fluidi ad alto contenuto energetico, il Marsili Project, il cui investimento complessivo ammonta a circa 2 miliardi di euro, sta ora per entrare nella fase esplorativa. Entro il 2013 l’obiettivo è arrivare alla costruzione di una prima piattaforma di trivellazione, con un pozzo pilota situato a 800 metri di profondità per perforare fino a 2 chilometri all’interno del vulcano. “Entro il 2016 dovrebbe essere operativa la prima unità produttiva che sarà poi affiancata da altre tre piattaforme”, spiega al fattoquotidiano.it Diego Paltrinieri, geologo marino e direttore del progetto, che esclude anche eventuali rischi per l’ambiente marino. “A differenza delle piattaforme per l’estrazione di idrocarburi dove la materia estratta è del tutto estranea all’ambiente circostante, nel caso del Marsili si tratta di un sistema aperto, con acque in continua circolazione. Un’eventuale fuoriuscita non genererebbe impatti rilevanti perché già esiste un’interazione tra le acque calde in pressione e l’ambiente marino, dimostrata anche dalla presenza di diversi geyser sottomarini nell’area”.

“La geotermia offshore è una reale ed importante risorsa energetica tutta italiana, ci sono molti altri vulcani sottomarini da studiare nell’area del Tirreno meridionale” continua Paltrinieri. “Questo settore può contribuire in maniera determinante e in tempi relativamente brevi alla produzione di un’energia pulita, rinnovabile e non proveniente dall’estero, ponendosi anche come una valida alternativa all’energia nucleare.” Secondo le stime di Eurobuilding lo sfruttamento di tutte le caldaie sottomarine  dei nostri mari potrebbe arrivare a coprire il 7-10% dei consumi totali di energia entro 30 anni, proiettando l’Italia all’avanguardia della ricerca geotermica mondiale e ridando linfa a un settore che potrebbe di fatto ridisegnare gli scenari della nostra politica energetica.

“Abbiamo nel sottosuolo enormi sorgenti inutilizzate, basta guardare tutta la zona della Toscana fino alla Campania e oltre. Sarebbe importante riuscire a sfruttare queste sorgenti di energia geotermica” dichiarava qualche settimana il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia invitando il governo a puntare di più su un settore in cui, in mancanza di investimenti e politiche di sviluppo adeguate, l’Italia rischia di perdere importanti opportunità economiche oltre che una tradizione di eccellenza.

La conferma che, a quasi un secolo dall’inaugurazione nel 1913 a Larderello della prima centrale del mondo, sul geotermico l’Italia abbia campato quasi solo di rendita arriva dall’ultimo rapporto del Gestore Servizi Elettrici (GSE). Primo produttore in Europa e terzo al mondo, nonostante le decine di pozzi attivi individuati in diverse aree della penisola, il geotermico oggi è una realtà solo in Toscana mentre dal 1999 la produzione è cresciuta solo dello 0,1% attestandosi allo 1,8% del totale dell’energia prodotta. Invariato negli ultimi dieci anni anche il numero degli impianti attivi, fermo a 32, mentre nel 2009, scende al 7.6%, raggiungendo il minimo storico dal 1999, la quota di geotermico sul totale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

“La geotermia ha un grande potenziale di sviluppo e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite (…) Con l’aumento della produzione di energia derivante dall’utilizzo di risorse geotermiche, si contribuirà a ridurre la dipendenza energetica nazionale dall’estero e si concorrerà, inoltre, a contenere le emissioni di gas serra” si legge in un dossier diffuso il 5 aprile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Dopo decenni di immobilismo forse finalmente se ne sono accorti anche loro.

martedì 26 aprile 2011

Geni fuori controllo. Biotecnologie: un biglietto di sola andata?

Appena arrivato in Italia in dvd, il documentario ‘Geni fuori controllo. Sulla strada delle biotecnologie: un biglietto di sola andata?’ di Bertram Verhaag e Gabriele Kröber dispiega in poco più di un’ora e mezza le conseguenze che a livello globale stanno avendo le applicazioni delle nuove tecnologie sulla vita.

di Claudia Bruno

geni fuori controllo
Il documentario di Bertram Verhaag e Gabriele Kröber dispiega in poco più di un’ora e mezza le conseguenze che a livello globale stanno avendo le applicazioni delle nuove tecnologie sulla vita
Nei primi anni '90 la multinazionale americana Monsanto comincia a fare esperimenti genetici sulle piante e arriva a produrre la canola e la soia geneticamente modificate, organismi in grado di resistere ai pesticidi prodotti dalla stessa società, come il Round Up. La Monsanto inizia così a vendere agli agricoltori non solo i semi brevettati ma anche le sostanze chimiche corrispondenti. Nel giro di poco tempo cominciano i guai: in Canada la canola e la soia Ogm distruggono intere colture autoctone e semi puri, mandando in rovina l’attività dei produttori locali. Nel documentario di Bertram Verhaag e Gabriele Kröber, Life running out of control - prodotto in Germania nel 2004 e appena arrivato in Italia in dvd con il titolo 'Geni fuori controllo'- uno di loro, Percy Schmeiser, racconta: “nel 1996 quando è entrata in commercio la canola Ogm non c’è stato nessuno che ci avesse avvisato su quello che poteva succedere. Ma ora molte persone al mondo sanno quello che è successo: contaminazioni, scomparsa delle biodiversità, esaurimento delle sementi pure e fine della possibilità di scelta”.
Negli stessi anni la stessa multinazionale avvia le sperimentazioni sul cotone BT, una varietà Ogm del cotone, che sarà commercializzata dall’altra parte del Pianeta, in India, a partire dal 2002 con la promessa di essere perfettamente resistente ai parassiti - e quindi di non aver bisogno di trattamenti con pesticidi – oltre che avere una resa più elevata. Ma quella della Monsanto si rivelerà presto una “falsa promessa” che porterà a migliaia di suicidi da parte dei contadini locali, come spiega nel documentario la fisica e attivista indiana Vandana Shiva, una dei massimi esponenti dell’ecologia sociale e punto di riferimento per il movimento no-global, nota soprattutto per le sua battaglie in difesa della biodiversità delle colture locali.
"Le multinazionali hanno usurpato l’economia dei semi che era la prerogativa dei contadini, che a sua volta era l’economia delle donne. Ed ora stanno mettendo sul mercato semi inaffidabili, non sperimentati, che spingeranno i nostri contadini al suicidio" dice Vandana Shiva a un certo punto nel documentario. Proprio lei, racconta dell'esperienza di Navdanya, una banca della biodiversità che lei e altre donne hanno fondato per garantire la diversità delle sementi alle generazioni future.
Queste sono solo due delle vicende che si intrecciano in poco più di un’ora e mezza di lungometraggio. Accanto alla storia dei coltivatori del continente americano e a quella dell’indebitamento dei contadini locali indiani con le banche e con le multinazionali delle sementi, anche l’incredibile scoperta della vendita a case farmaceutiche del pool genetico dell’intera popolazione islandese e gli esperimenti della Human Genome Diversity Project per brevettare la ‘vita’.
geni fuori controllo
Percy Schmeiser, racconta: "nel 1996 quando è entrata in commercio la canola Ogm non c’è stato nessuno che ci avesse avvisato su quello che poteva succedere"
Con un ritmo serrato, gli autori di ‘Geni fuori controllo’ tessono insieme le dichiarazioni di coltivatori e scienziati appartenenti a differenti culture del mondo eppure accomunati da un sentiero comune: quello delle nuove tecnologie che controllano la vita e la sua capacità di riprodursi liberamente.
Le questioni in ballo sono molteplici: dalle applicazioni della tecnologia ‘terminale’ (che rende sterili le sementi e i contadini locali dipendenti dalle multinazionali, da cui ogni anno sono costretti ad acquistare i semi prima della coltivazione), alle conseguenze dell’inquinamento genetico degli ecosistemi (cosa succede se sementi Ogm in grado di riprodursi inquinano un campo coltivato con sementi pure? Cosa succede se un pesce modificato geneticamente scappa da uno degli acquari di laboratorio e finisce in mare? In entrambi i casi l’impatto sull’ecosistema sarà irreversibile), fino ad approdare alle implicazioni etiche dell’eugenetica e di quei progetti di natura marcatamente ‘vampiresca’ che sono votati alla mappatura genetica dell’umanità nelle sue varianti più ‘pure’, come quelle delle etnie indigene. Ultimo ma non meno importante è l’interrogativo relativo all’accesso all’informazione sui cibi che arrivano sulle nostre tavole: se è vero che siamo quello che mangiamo, cosa succede quando non conosciamo più cosa stiamo mangiando?
Quello al centro di ‘Geni fuori controllo’, insomma, è sicuramente un dibattito internazionale attualissimo e in continua evoluzione che non si limita a includere il confronto tra le posizioni dei diretti interessati, ma che ha soprattutto la missione di aprire gli occhi sugli scenari a cui andiamo incontro per le trasformazioni già in corso sulla vita. E questo non soltanto da una prospettiva scientifica, ma anche e soprattutto in termini di etica e democrazia.
vandana shiva
Tra i protagonisti del documentario anche Vandana Shiva, fisica e attivitsta indiana nota soprattutto per le sua battaglie in difesa della biodiversità delle colture locali
“Il rischio principale dell’ingegneria genetica è dato dal fatto che il 95 per cento degli scienziati in quel campo lavorano dalla parte dei produttori, solo il 5 per cento di loro è assolutamente indipendente. Un giorno forse il 100 per cento degli scienziati lavorerà per le industrie e lo 0 per cento sarà indipendente, così avremo un doppio problema, sia scientifico che democratico, come tutti potete ben immaginare” spiega Terje Traavie, dell’Institute of Gene Ecology norvegese ex-sostenitore convinto dell’ingegneria genetica, attualmente impegnato a capire quali effetti questa scienza è in grado di provocare sugli ecosistemi e oltre i confini di un laboratorio.
Lui, come altri, è la testimonianza vivente del fatto che le biotecnologie non costituiscono soltanto l’ennesimo avanzamento della tecnica, e di come – in modo sempre più deciso – il diritto alla vita sia messo costantemente a rischio dal mito meccanicistico. Un mito nato quattrocento anni fa con Cartesio, e che buona parte della scienza ha portato avanti fino a credere che “i geni sono software e la vita una macchina di cui aumentare l’efficienza”.

 

Presidio discarica di Roncigliano, Albano laziale

CERRONI DILATA LA DISCARICA DI RONCIGLIANO E CONTINUA A SCAVARE LA SETTIMA BUCA: DOBBIAMO FERMARLO.   Le ruspe continuano a preparare il mostro da 500mila tonnellate di rifiuti, malgrado tutte le chiacchiere sulla differenziata che ormai da troppo tempo ci sentiamo raccontare. Il ras dei rifiuti si dimostra totalmente incurante:

- del danno ambientale inferto alle falde acquifere come dimostra in un documento del febbraio scorso l’ARPA che dice: cloroformio 5 volte sopra il limite;
- della opposizione popolare che sopporta quella discarica da più di trenta anni;
- del rispetto delle distanze minime dagli abitati;
- delle violazioni urbanistiche e paesaggistiche.

La PONTINA AMBIENTE di Cerroni sbandiera una Autorizzazione Integrale Ambientale (AIA) ottenuta nell’agosto del 2009 utilizzando una procedura che ci ha portato a richiedere l’apertura di un procedimento penale contro i funzionari che l’hanno sostenuta.
Oggi veniamo a sapere dalla stampa che la Procura di Velletri sta procedendo per corruzione proprio contro quei funzionari regionali.
Stiamo depositando in questi giorni il ricorso al TAR contro questo scempio, ma non riusciremo a fermare la conclusione di questo nuovo invaso neanche nella più ottimistica e non scontata conclusione positiva della richiesta di sospensiva che presenteremo allo stesso Tribunale.
Ancora una volta la mobilitazione popolare si deve fare carico della salvaguardia della salute pubblica, della opposizione alla barbarica gestione dei rifiuti fatta con buche e bruciatori solo per aumentare i profitti del padronato più disinvolto e ostile agli interessi dei cittadini.
VA OTTENUTA LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DEGLI EFFETTI DELL’AIA 2009, OVVERO
LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL CANTIERE.

GIOVEDI 28 APRILE 2011 ORE 16.30 ASSEMBLEA
VILLAGGIO ARDEATINO presso il ristorante “LA ROSA SCARLATTA”
(via villaggio ardeatino 23, altezza km 24.5 dell'Ardeatina)

SABATO 30 APRILE ORE 8.00 PRESIDIO

DAVANTI I CANCELLI DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO.


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Bombardieri Emiliano
"Rifiuti Zero", Organizer d'Eventi

Mattia Calise Movimento 5 Stelle L'Infedele 25 apr 2011

lunedì 25 aprile 2011

I referendum non sono annullati


I mass-media non daranno risalto ai referendum abrogativi previsti il 12-13 giugno 2011, tra i pochi strumenti di democrazia diretta a disposizione dei cittadini per sovvertire le decisioni dei legislatori quindi se non vogliamo trovarci in una situazione simile a quella della Bolivia ci conviene attivarci tutti per fare informazione e sensibilizzazione. Per stare con la coscienza a posto non basta recarsi a votare ma occorre che ognuno coinvolga, in qualsiasi maniera, almeno 30 persone nel più breve tempo possibile, in modo che anche loro possano fare altrettanto.

I referendum non sono annullati
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=959%3Agiu-le-mani-dai-referendum-sullacqua&catid=137 )
Sul sito dei comitati referendari ci sono notizie aggiornate (diffidiamo da quanto riportano i mass-media), materiale di propaganda stampabile da distribuire e video da far girare.

La storia della Bolivia è raccontata sul video http://www.youtube.com/watch?v=TLHtZMpGSXI e sul volantino allegato.

Giù le mani dai referendum sull'acqua
Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare – scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione – , il Governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull'acqua.
Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull’acqua, risponde oggi il ministro Romani con l’apertura ad un approfondimento legislativo ad hoc.
A Governo, Federutility e Confindustria diciamo chiaramente : “Non ci provate, giù le mani dai referendum!”.
I referendum sull’acqua hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l'uscita dell'acqua dal mercato e dei profitti dall'acqua. Che vuole la tutela condivisa di un bene comune essenziale e di un diritto universale. Che rivendica il proprio diritto a decidere in prima persona.
Un grande movimento che non permetterà alcuno scippo dell’acqua e della democrazia. Perché solo la partecipazione è libertà.





PASSAPAROLA! Grazie

domenica 24 aprile 2011

Sanità Abruzzo, D'Alessandro: «Chiodi chiarisca su Croce Rossa»

Cesare D'Alessandro IDV
L'Aquila, 23 apr 2011 - «Abbiamo appreso che il signor Daniele Tosoni, volontario della Croce Rossa di Carlino in provincia di Udine - dichiara il consigliere regionale Cesare D'Alessandro (Idv) - ha subito un provvedimento disciplinare di sospensione, che è praticamente l'anticamera del licenziamento».

«Sarà un malaugurato caso, ma Daniele Tosoni è quel signore che in una recente trasmissione di Report aveva riferito alla Gabanelli notizie non gradite   (clicca ) sul Comitato abruzzese della CRI, presieduto da Maria Teresa Letta, sorella del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. 

M.Teresa  LETTA
Ebbene, poiché la Croce Rossa italiana riceve finanziamenti pubblici per circa 170 milioni di euro all'anno, ma da oltre sei anni non subisce alcun controllo della Corte dei Conti, ho presentato un'interrogazione con la quale chiedo al Governatore Chiodi di fornire una serie di informazioni che riguardano la Cri abruzzese».
«In particolare, ritengo che tutti i cittadini debbano aver contezza dei bilanci della Cri - sostiene D'Alessandro - ma soprattutto di come sono state utilizzate le donazioni dei cittadini pervenute alla Croce Rossa a seguito del terremoto dell'Aquila. Sarebbe anche interessante sapere - conclude D'Alessandro - quali sono le proprietà immobiliari della Cri abruzzese e in che stato versano, nonché per quale motivo è stato sospeso dal lavoro un impiegato che guadagna poco più di mille euro al mese. Solo per un peccato di lesa maestà, avendo raccontato ad una giornalista, per di più corretta e stimata come la Gabanelli, cose sgradite al manovratore?».

E la gestione personalistica della presidente Maria Teresa Letta, denunciata dal maresciallo Lo Zito  (clicca) 


Fonte: Il Capoluogo

Il gioco elettorale dell'inciucio

Formigoni ineleggibile
(03:29)
M5S_Crimi_Calise.jpg
La democrazia in Italia non esiste. C'è da dubitare che sia mai esistita, ma almeno una volta si salvavano le apparenze. Qualche referendum rispettato, come quelli sul divorzio e sull'aborto. Qualche processo su gente come Andreotti e Craxi, il primo condannato per mafia e prescritto, il secondo condannato e latitante. I cittadini votavano per un candidato e credevano di influire con la loro scelta sulle sorti del Paese. I partiti erano molti e quindi difficilmente controllabili. Gelli propugnava due soli partiti, uno lo specchio dell'altro, con accordi tra di loro. E' scritto nero su bianco nel suo Piano di Rinascita Democratica. E' quello che è avvenuto con il Pdl e il Pdmenoelle, in disaccordo apparente su tutto, ma d'accordo sui finanziamenti pubblici ai partiti, sulla Tav, sulle centrali nucleari, sull'immunità parlamentare, sul finanziamento ai giornali, sullo Scudo Fiscale, sul conflitto di interessi, sulla privatizzazione dell'acqua e NATURALMENTE sull'attuale legge elettorale che ti costringe a votare con una X per una merda calda o una un po' più tiepida.
Le elezioni politiche sono incostituzionali, la legge porcata di Calderoli è incostituzionale, ma nessun partito ha mosso un dito per cambiarla. La volontà di 350.000 italiani che hanno firmato per Parlamento Pulito è ignorata. Ci vuole forse un giorno della collera anche in Italia per fare muovere il culo a Schifani e ai leader dei partiti?
Il Pdl e il Pdmenoelle hanno in apparenza un punto debole elettorale: le elezioni regionali e comunali nelle grandi città dove si può votare il candidato. Come controllare il voto senza cambiare la legge? Semplice. Ci si accorda sottobanco. Una regione a te, una a me. Un candidato forte contro uno debole. L'Emilia Romagna al Pdmenoelle, la Lombardia al Pdl. Sia Errani che Formigoni sono fuorilegge per aver superato i due mandati consecutivi, ma nessuno dei due partiti maggiori ha emesso un fiato. Per far vincere il candidato del Pdmenoelle a Torino venne candidato Buttiglione (non l'avrebbe votato neppure il cardinal Bertone) contro Chiamparino e oggi un tal Coppola contro Fassino che DEVE vincere. E' un voto di scambio, regione per regione, comune per comune. Sono elezioni decise a tavolino. Se il Pdmenoelle avesse voluto vincere a Milano contro la Moratti non avrebbe candidato alle primarie l'avvocato Pisapia-portalovia e Boeri, l'architetto che ha lavorato con Ligresti.
I partiti si sono spartiti l'Italia, a parte forse i comuni sotto i 5.000 abitanti. Un'ulteriore prova fu la reazione feroce del Pdmenoelle contro il MoVimento 5 Stelle dopo la mancata elezione della Bresso in Piemonte a favore di Cota, candidato per perdere. Cacciari non si trattenne: "E' stato uno choc soprattutto il Piemonte... E a chi dobbiamo dire grazie di questo capolavoro? A quelle teste di c... dei grillini... gli darei fuoco a quelli lì, sono degli sciagurati, si rendono conto di cosa hanno combinato?" Lo sappiamo cosa abbiamo combinato. Vi abbiamo rotto il gioco dell'inciucio. E' finita la festa, cari pdieliini e pidimeioellini. Dovrete abituarvi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

OSPEDALIZZATO - GIORNO 12. Empatia

Rosa Ada
In ottemperanza alla legge sulla privacy, il volto di Rosa Ada è stato reso irriconoscibile


Giorno 12

Fatti gli affari tuoi e camperai cent'anni. Un motto che abbiamo interiorizzato tutti e che funziona discretamente bene. Quando scegli di ignorarlo, può succedere di tutto. Che poi non succederebbe niente, se ad ignorarlo fossimo tutti, ma in un mondo dove il primo comandamento é "mors tua, vita mea", chi si improvvisa paladino rischia. Il mimino che gli possa capitare è che qualcuno gli possa chiedere, appunto: "perché non ti fai gli affari tuoi?".
 
Già, perché non me li faccio.. Sarà una malattia! Del resto sono o non sono in ospedale? In ospedale non sei un uomo. Se ti va bene sei un paziente. Altrimenti sei un individuo che non può difendersi, costretto a subire, spesso silenziosamente, perlopiù in maniera autoimposta, per la paura di ritorsioni non meglio precisate, talvolta frutto delle fantasie paranoidi che nascono come i vermi quando perdi il controllo della tua vita. Talvolta invece no.


In un ospedale, dipendi da qualcuno che può farti pesare questa dipendenza oppure renderti il dolore e lo smarrimento meno opprimenti, più sopportabili. La chiave di tutto si chiama fattore umano, quell'ineffabile qualità che non si lascia afferrare facilmente, impalpabile e volatile come un pensiero fuggevole che ti attraversa una volta ma ti cambia profondamente. Maneggiare con cura esseri umani nel momento in cui sono più fragili non é una questione che si può ridurre alla somministrazione di un farmaco, al modo corretto di infilare un ago in una vena, al cambio di un pappagallo o alla capacità di fare una intramuscolare. Fare l'infermiere é innanzitutto avere la vocazione dell'angelo custode. E' uno dei ruoli più difficili, più sfidanti e più nobili che si possa avere l'onore di ricoprire. Non a caso parlo di ruoli e non di mestieri, perché infermieri innanzitutto si é, non ci si può limitare a "farlo".
 
Non é il dottore a venire in tuo soccorso quando piangi dal dolore e implori un antidolorifico. Non é il chirurgo che invochi tutta la notte, come un mantra sordo e costante, per sentire di non essere solo in un ambiente ostile e percepire un'ombra amica e amorevole. Non é il primario ad accorrere in tuo aiuto per entrare in intimità profonda con i tuoi pudori più inviolabili, cambiandoti la padella e provvedendo alle tue abluzioni corporali come nessuno aveva più fatto dai tempi in cui tua madre ti cambiava il pannolino. Un primario é come una divinità: sai che c'é ma non lo vedi. Sai che le tue sorti sono in mano a lui. Prima o poi ti opera, così come arriva il Giorno del Giudizio, ma in fondo è come la morte per Epicuro: quando c'é lui non ci sei tu, sprofondato nei fumi dell'anestesia, e quando ci sei tu non c'é più lui. E con chi sei, se non con il tuo ...infermiere?
 
E' sera inoltrata. Nella stanza accanto c'é una signora. Non la posso vedere, ma la sento bene. Deve essere anziana, dicono che sia stata accompagnata qui da una badante che poi se ne é andata. Lei invece sostiene che non sia una badante, ma una sua amica. Si é rotta qualcosa, credo una gamba, e soffre molto. Ma soprattutto si sente sola. Non ha un cellulare con sé, le hanno detto che domani la operano e vorrebbe disperatamente avvertire qualcuno. L'infermiere che si sta occupando di farle un'iniezione non deve essere di buon umore. Diciamo che non é esattamente il suo angelo custode. Risponde con sufficienza. Lei implora, con la voce rotta. Dice che é la sera di sabato santo, che domani sarà Pasqua, che lei verrà operata e non lo saprà nessuno. Avrebbe voluto che i medici le spiegassero meglio, magari non quando era sola ma alla presenza di un familiare, di un amico che potesse e sapesse fare le domande giuste. Avrebbe voluto capire, e invece si é ritrovata a firmare un consenso informato che di informato, con queste premesse, ha solo il nome. E soprattutto, ora ha davvero un impellente, ineludibile, improcrastinabile bisogno fisico di avvisare qualcuno.
 
Piagnucolando, chiede con insistenza all'infermiere di fare una telefonata. Fa una tenerezza infinita. É tardi, ma non così tardi da non poter disturbare a casa un parente o un conoscente di una persona anziana che sta attraversando un evidente stato confusionale. La vecchina rompiballe è semplicemente terrorizzata dall'idea di ritrovarsi sola ad affrontare una notte di dolori intensi e un'operazione il giorno successivo, che per di più coincide con la Pasqua a lei tanto cara. Come darle torto? Ogni paziente che viene operato ha il diritto di essere assistito, nel giorno dell'intervento, da una persona di sua fiducia, anche al di fuori dell'orario di visita. Forse lei neanche lo sa, ma ci sono cose che si pretendono in maniera innata, per diritto naturale.
 
L'infermiere glissa, depista. Dice che hanno già chiamato. Poi dice che è tardi. Poi che se è stata accompagnata lì, evidentemente significa che qualcuno si preoccuperà anche di venirla a cercare. Poi che non ha senso, che tanto di notte non può venire nessuno a trovarla. Qualsiasi cosa gli passi distrattamente per la testa mentre finisce probabilmente di applicarle una flebo è considerata un diversivo accettabile. Del resto la donna è sola, anziana, l'età esaspera le sue ansie e lui in cuor suo ritiene di sapere bene come trattare casi simili: in fin dei conti, quello è il suo "lavoro".
 
La signora è sempre più sconsolata, implorante. Cristo! Potrebbe essere mia madre... Inizia a recitare delle cifre che legge in sequenza da bigliettini stropicciati che tiene gelosamente stretti in pugno. Sono numeri di telefono. Dice che quello è il recapito della sua amica Franca. Scongiura il ragazzo di chiamarla, di dirle che l'indomani sarà operata. Lui mantiene un atteggiamento duro, distaccato. Ha già deciso da tempo che quella é una richiesta che non rientra nel quadro delle sue prestazioni, ma quanta freddezza nei modi. Forse una carezza e un grammo di empatia sarebbero più appropriate. Tanto appropriate che quando una seconda infermiera, giunta accanto alla vecchina, le fa un sorriso, questa si commuove all'istante e ringrazia per quel raggio di sole che improvvisamente squarcia la coltre densa e claustrofobica del suo piccolo universo cupo e disperato.
 
Fatti gli affari tuoi tuoi e camperai cent'anni, Claudio. Ma io ne ho già 43, forse possono bastare. Chiamo l'infermiere e lo informo che ho due cellulari nel cassetto, che se vuole posso ben prestarne uno alla paziente della stanza accanto, o magari chiamare io stesso. Reagisce male, c'era da aspettarselo. Il senso delle sue parole e del suo atteggiamento, per quello che evidentemente percepisce come un rimprovero, è: "qui comando io e tu occupati soltanto di stare a letto a finire la tua flebo". Gli faccio notare che questa non è una caserma e che lui non è un carabiniere. Gli chiedo conseguentemente di assumere un altro profilo relazionale e gli ricordo che se mi voglio alzare e portare un telefono alla vecchina della stanza accanto, nell'era di internet, del web 2.0, dei tablet, di Skype e degli oggetti interconnessi, niente e nessuno potrà mai impedirmelo. Ironia della sorte, in un reparto dove tutti siamo fisicamente, spazialmente distesi, la conversazione che si sta sviluppando non lo è affatto. Risponde che io non so niente della paziente affianco, che quello è il suo lavoro. Ha ragione, ma cos'altro serve sapere, di fronte ad un'anziana signora, probabilmente sola e senza figli, che chiede disperatamente di avvisare l'unica amica che ha, o quella che lei considera tale, che l'indomani mattina presto la porteranno sotto i ferri? Ci potrebbe essere mai una sola ragione al mondo, anche se fosse completamente pazza, per negarle questa cortesia? Mi dichiaro, follia della coesistenza coatta in un fotogramma che sembra tratto da una scena di The Experiment, un libero cittadino che vuole esprimere solidarietà ad una sua vicina di camera. Domando se esiste un regolamento che mi può impedire di prestare un telefono a qualcuno. Ovviamente no. Allora dice che un telefonino ce l'ha anche lui e, nel caso, non ha assolutamente bisogno del mio. Bene, dico, allora che lo usi!
 
Se ne va. Mi sono fatto un nemico. Peró lo sento chiedere alla signora di ripetergli cortesemente i numeri di telefono che vuole chiamare. Di lí a poco li compone, ma infruttuosamente. Uno, quello della cara amica (o badante) Franca, squilla a vuoto. L'altro, un fisso di Milano, non sembra corrispondere a nessuno che la conosca. Sento l'infermiere discutere animatamente chiedendo di una tale signora Franca, che conoscerebbe una certa signora Anna in una interminabile catena di rimandi molto complicata da gestire per un estraneo. Non era più semplice darle un telefono in mano e che se la sbrigasse lei? L'avrebbe certamente fatta sentire meglio.
 
Il protagonista maschile di questa storia non è un cattivo infermiere e sono sicuro che tecnicamente sappia fare benissimo il suo lavoro. Ha già avuto modo di dimostrarlo, come tanti altri suoi colleghi di reparto gentili, disponibili e preparati. Avere a che fare con malati lamentosi tutti i giorni, di cui molti anziani con le loro interminabili, ripetitive e spesso superflue chiamate notturne, accompagnate dalle litanie cantilenose di chi coltiva un'ossessione come ultima risorsa per udire il suono di una voce amica, sono convinto non debba essere facile e che possa mettere a dura prova anche le attitudini e le indoli più nobili e generose. Sviluppare una sorta di anticorpi resistenti al dolore e all'ansia che quotidianamente decine di pazienti sempre nuovi, con un grado variabile di sofferenza, ci riversano addosso è umano, fin troppo umano e sarebbe semplice quanto demagogico condannare a priori la mancanza di empatia, o un atteggiamento eccessivamente freddo e distaccato, quasi ostruzionistico come quello che vi ho raccontato. Ma forse non era quello il caso. Forse la vecchina stava solo pagando il costo salato di un sistema talvolta inconsapevolmente crudele, che getta nello stesso tritacarne vite ormai allo stremo, che necessitano solo di essere contenute, e situazioni kafkiane nelle quali legittime istanze vengono negate senza possibilità di riconoscere in esse l'intenso profumo umano di un'esistenza ancora disperatamente vigile e presente a se stessa. In quella condizione di frustrante impotenza, quell'ìnsperato segnale di solidaretà giunto da un altro essere vivente che si trovava da qualche parte, al di là del muro, deve essere parso all'anziana signora come una luce accesa in fondo a un tunnel buio. E credetemi, nella notte ignota e minacciosa di una ultraottantenne traumatizzata, improvvisamente rapita alla sua quotidianità fatta di piccole cose ordinate, può fare semplicemente la differenza.
 
Come diceva il compianto Vittorio Arrigoni, dobbiamo sforzarci di restare umani. E se questo comporta intervenire in soccorso di quella che si percepisce come un'ingiustizia o un abbrutimento che degrada e squalifica il senso stesso della solidarietà tra le persone, vale sempre la pena di farlo. Ci si arriva quando il disagio di intromettersi in una situazione dalla quale può non uscire nulla di buono per se stessi non è più in grado di superare il senso di sottile smarrimento della propria dignità e quell'umiliante, strisciante, amaro senso di colpa per non avere fatto il proprio dovere. Tutto il senso della parola empatia in fondo è racchiuso in quell'insopprimibile, ineludibile esigenza di scivolare nei panni degli altri e domandarsi: se su quel letto, disperato, impaurito e sofferente ci fossi io? O mia madre? Cosa proverei nel rendermi conto che tutti i pazienti delle stanze accanto, con i cassetti rigonfi di dispositivi "mobile" all'ultima moda, segnalati dai loro bravi caricabatteria che penzolano giù dalle prese della corrente elettrica, se ne stessero lì, impassibili mentre una persona anziana, per piccolo o grande che fosse il suo dolore, soffre elemosinando una misera telefonata?
 
Non so se la mia intromissione si porterà dietro delle conseguenze. Per sicurezza, prima di addormentarmi mi sono rovesciato addosso il contenuto del pappagallo, impregnando cuscini e lenzuola. Marcare il territorio con l'urina, in natura, serve a tenere lontani gli altri predatori. Forse può funzionare anche nell'ecosistema di un ospedale? Per stanotte almeno la risposta è sì.
 
Questa mattina, al mio risveglio, mi sono caricato l'ernia in spalla e sono andato a conoscere la mia sfortunata vicina di camera. Anziana lo era davvero, una dolcissima e fragile vecchina ultra-ottantenne che tremava come una foglia. Mi ha raccontato che lei avverte sempre chi la viene a trovare a casa di darle il tempo, una volta aperta la serratura, di togliersi da dietro la porta, prima di spingerla per entrare. Proprio la sua cara amica Franca, ieri, se ne deve essere dimenticata, e così lei è caduta e si è fratturata il femore. I suoi occhi non le permettono di mettere bene a fuoco le persone e le cose, ed è per questo che non ha un cellulare: non riuscirebbe ad utilizzarlo. Si chiama Rosa Ada.
 
Ovviamente ho portato con me lo smartphone e, insieme, abbiamo subito chiamato la sua amica Franca, la quale ha risposto al primo squillo. Quando le ho passato il telefono, non ricordo di avere mai visto una persona infelice essere così felice allo stesso tempo. Un po' come quando piove ma i raggi del sole formano un arcobaleno. Piangeva dalla gioia e per il sollievo. Per pochi, infiniti attimi eterni sono stato felice anch'io.
 
Rosa è stata operata nella tarda mattinata. Franca l'ha raggiunta e ora la sta assistendo. Come diceva Giobbe Covatta: basta poco, e ché cce vo'!
 
Che sia una Buona Pasqua anche per tutti voi!

venerdì 22 aprile 2011

Vietato parlar male della Croce Rossa

L'ente punisce una dipendente con due mesi di sospensione senza stipendio per avere denunciato, durante una puntata di Report, gli sprechi e la mala gestione del patrimonio immobiliare della Cri

Il 5 dicembre dello scorso anno la trasmissione di Milena Gabanelli dedica una puntata alla Croce Rossa italiana e alla sua disastrata situazione. Pur contando su un patrimonio immobiliare ricchissimo e su sovvenzioni statali di tutto rispetto, l'ente è perennemente commissariato e dal 2005 la Corte dei Conti non vede un bilancio. La puntata si chiude con la testimonianza di Anna Montanile, funzionaria della Cri nel settore vendite immobiliari. Anna racconta quello che ha visto cercando di catalogare il patrimonio dell'ente: molti immobili di cui si sono completamente perse le tracce. Invece di ricevere un ringraziamento, la donna si vede prima trasferire ad altro incarico. Poi, dopo la messa in onda del programma parte il procedimento disciplinare, fino alla sospensione di questi giorni: due mesi senza stipendio, praticamente l'anticamera del licenziamento. Nel frattempo, infatti, la Croce rossa ha approvato un nuovo regolamento che impedisce a dipendenti e volontari di parlare con i giornalisti. Uguale sorte tocca anche a Daniele Tosoni, volontario che durante la stessa trasmissione racconta particolari sulla gestione del comitato abruzzese, in mano alla sorella di Gianni Letta, Maria Teresa    

di David Perluigi e Alberto Puliafito

Denunciano a Report gli sprechi
della Croce Rossa. E l’ente li sospende
Il provvedimento è stato preso nei confronti di Anna Montanile, ex funzionaria del settore vendite del patrimonio immobiliare dell'ente pubblico, che aveva rilasciato un'intervista al programma di Milena Gabanelli. Motivato dalla "rivelazione del segreto di ufficio". Due mesi di sospensione dallo stipendio, in pratica l'anticamera del licenziamento. E tocca anche al volontario Daniele Tosoni
Il lavoratore denuncia sprechi e malagestione? L’ente se la prende con lui invece di ringraziarlo. Questa volta la persona punita per aver rivelato le storture e il sistema di gestione patrimoniale di un ente pubblico ha il volto e il nome di una donna che lavora alla Croce Rossa Italiana: Anna Montanile. Una dei quasi 3mila dipendenti di Cri (1300 circa di ruolo, 1600 precari, militari esclusi).

La sua colpa? Aver parlato con i giornalisti di Report nella puntata dedicata all’ente di soccorso, dal titolo “La croce in rosso”, trasmessa su Rai3 il 5 dicembre scorso. Un provvedimento disciplinare durissimo: “Due mesi di sospensione” e “interruzione dello stipendio” a partire da questa settimana.

Un provvedimento che equivale all’anticamera del licenziamento. La commissione disciplinare in seno alla Croce Rossa, presieduta dal capodipartimento del personale, Nicola Niglio, avvia il procedimento disciplinare l’11 gennaio scorso, poche settimane dopo la messa in onda della trasmissione. Giovedì 14 aprile arriva l’esito del procedimento, per la commissione la Montanile è colpevole di “violazione del segreto di ufficio”, della “fuoriuscita di documenti interni senza autorizzazione” e “dichiarazioni non corrette”. Colpa ‘grave’ per i vertici di un ente commissariato da anni. La donna ha denunciato ai videogiornalisti che lavorano nel programma della Gabanelli che la Cri ha un patrimonio immobiliare sommerso e di conseguenza non lo valorizzerebbe abbastanza. Quell’enorme patrimonio immobiliare che possiede e che potrebbe in buona parte coprire la voragine di bilancio.

L’inchiesta, firmata da Sabrina Giannini, finiva proprio col ‘botto’, il racconto circostanziato di Anna Montanile, ex funzionaria del settore vendite del patrimonio immobiliare della Cri. La Montanile dichiarava che per mettere nella dichiarazione fiscale gli immobili di proprietà, già dal 2007 aveva dovuto incrociare i dati del catasto con l’inventario della Cri. E un inventario degli immobili aggiornato, incredibile ma vero, non c’era. “Ho avuto quindi la possibilità – raccontava nell’intervista tv la funzionaria romana – di riscontrare che c’era un patrimonio immobiliare sommerso, non dichiarato fiscalmente”. Non solo edifici, ma anche terreni edificabili di valore. Secondo Report sono 68 gli immobili di cui si sono perse le tracce. La Montanile segnala con dovizia di particolari e cifre ai dirigenti della Croce rossa. Poi a settembre del 2009 la funzionaria viene trasferita ad altro incarico, e cioè nell’archivio storico dell’ente. Tra i compiti di ‘alta responsabilità’ quello, come racconta alle telecamere di Rai3, “di reperire tre bandiere storiche per poterle poi portare all’interno dei musei della Croce rossa italiana”. E, come risulta a ilfattoquotidiano.it, la funzionaria è ancora lì all’archivio storico.

Ma Anna Montanile non è sola: lo stesso trattamento è stato riservato a Daniele Tosoni, volontario della Croce Rossa di Carlino (in provincia di Udine) che, sempre a Report, aveva parlato del comitato abruzzese della Cri, il cui Presidente è Maria Teresa Letta, sorella di Gianni. Il volontario è stato sospeso per un mese: ha fatto ricorso, ma non ha ricevuto alcuna risposta da Roma, e la sospensione l’ha già scontata. Non vuole rilasciare altre dichiarazioni, per il bene del Comitato locale di cui fa parte e per quello “di tutti i volontari”.

Già, perché nel frattempo, l’11 novembre 2010 la Croce rossa ha approvato un codice etico e di condotta che ha suscitato molte polemiche fra gli appartenenti all’Ente. Il codice, di fatto, vieta ai membri dell’Associazione di rilasciare interviste, e prevede sanzioni in caso di violazione. Il tutto accade con un tempismo straordinario e sospetto: la puntata di Report, infatti, andò in onda il 5 dicembre 2010 ed era già in lavorazione da diversi mesi.

La Cri è un costo per i contribuenti: finanziata da 4 ministeri percepisce circa 170 milioni di euro l’anno (184.437.664 nel 2004, 180.021.377,55 nel 2005, 174.219.737305 nel 2006 166.305.527,22 nel 2007), anche se non mostra un bilancio alla Corte dei conti dal 2005. Un fiume di denaro pubblico affluisce nelle sue casse. Poi ci sono le donazioni dei privati. L’inchiesta tv denunciava tutto questo: sprechi, le clientele durante le ultime campagna elettorali, il caos che regnava con le donazioni dei cittadini, specie dopo i terremoti dell’Abruzzo e di Haiti. E poi la confusione nell’amministrazione del cespite più grande in mano alla Cri: le proprietà immobiliari. Donati o comprati negli anni da generosi benefattori. Immobili, in molti casi, lasciati andare in rovina.

Ma qualche certezza c’è in Croce rossa: la sospensione per una impiegata che guadagna circa 1500 euro al mese e che avrebbe potuto e voluto far recuperare milioni di euro all’ente; la sospensione di chi parla con i giornalisti.

di David Perluigi e Alberto Puliafito