Nucleare: lettera aperta al Presidente della Regione Piemonte

 Dal Web

ex centrale nucleare di Trino (Vercelli)


A margine di un intervento televisivo su Canale 5 lo scorso 14 maggio, il presidente della Regione Alberto Cirio ha dichiarato che il Piemonte “è pronto al nucleare di nuova generazione”.

 Di seguito la risposta di Fabrizio Biolé, già Consigliere Regionale piemontese.

Caro Alberto Cirio,

dire che “il Piemonte è pronto al nucleare di nuova generazione” e che la vicinanza alla Francia ci “impone” di condividere benefici oltre ai rischi è una frase ad effetto, ma purtroppo si tratta di pura retorica che non regge al confronto con la realtà.

Come evidenziato in questi giorni da vari approfondimenti seri, il nucleare non è una soluzione concreta: è un miraggio ideologico che non produrrà un solo kilowatt in Italia prima di 20 anni, con un ottimismo che rasenta la fantascienza.

Anche la Francia, che di nucleare vive da decenni, vedrà il suo primo EPR entrare in funzione solo nel 2038 — quindici anni dopo aver deciso di costruirlo — con costi esplosi oltre gli 8.600 euro/kW. 

E noi dovremmo essere “pronti”?

In Italia la situazione è al palo: non abbiamo siti, non abbiamo autorizzazioni, non abbiamo nemmeno un posto dove mettere le scorie (e continuiamo a pagare 60 milioni l’anno alla Francia per tenerle da loro).

I famosi SMR tanto sbandierati sono ancora sulla carta: nessun Paese occidentale li produce in serie e i pochi tentativi americani sono già falliti tra ritardi e costi proibitivi.

Ma non finisce qui.

Qualora venisse realizzato, il nucleare ci renderebbe di nuovo totalmente dipendenti dall’estero per il combustibile (uranio e torio), con tutti i ricatti geopolitici del caso.

Per non parlare dell’eredità velenosa che lasceremmo ai nostri figli, nipoti e pronipoti: scorie radioattive pericolose per migliaia di anni.

 Un regalo millenario di cui andare fieri.

E poi c’è la questione dei siti. 

Quale comune è davvero disposto ad ospitare una centrale nucleare? 

Nessuno, salvo forse dietro compensazioni economiche astronomiche che farebbero ulteriormente impennare costi già fuori controllo.

Mentre tu sogni reattori del futuro, le rinnovabili producono energia oggi, a costi stracciati e con tempi di realizzazione rapidissimi.

Ecco un rapido confronto (LCOE medio 2025/2026 in €/MWh) – (Fonti comparative riscontrabili facilmente online):

Costo indicativo (€/MWh)

  • Solare fotovoltaico: 35 – 60
  • Eolico onshore: 40 – 70
  • Idroelettrico: 50 – 80
  • Geotermico: 60 – 110
  • Nucleare nuovo: 120 – 180+

Il Piemonte e l’Italia non hanno bisogno di inseguire una tecnologia del Novecento con tempi geologici, costi stratosferici e rischi permanenti.

Hanno bisogno di investire con coraggio su ciò che funziona subito: 

solare, eolico, idrogeno verde, efficienza energetica e comunità energetiche.

Condividiamo già i rischi (come tu stesso ammetti).

Pretendere di correrne altri per i prossimi vent’anni senza alcun beneficio concreto è una scelta irresponsabile.

Il nucleare è un ottimo argomento da talk show, ma non è una politica energetica seria per il Piemonte e per l’Italia del 2026.

Fabrizio Biolé, già Consigliere Regionale del Piemonte

Leggi anche: Il nucleare avanza. 

Come la zuppa – Link articolo


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