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domenica 1 aprile 2018

TAV in Val di Susa: progresso e fregatura ad alta velocità

Dal Web

Con la Tav in Val di Susa si va avanti malgrado lo stesso Osservatorio per l'asse ferroviario Torino-Lione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbia ammesso che sui numeri ci si era sbagliati e che le previsioni sono state smentite dai fatti. Siamo oltre la follia. Ora vedremo cosa farà il nuovo governo.

di Paolo Ermani
Dove sono tutti gli esperti che hanno fatto rigorosi studi pagati lautamente, i professori di prestigiose università, i politici, i giornalisti, gli analisti, i tecnici, i super esperti di economia che per anni ci hanno raccontato roboanti balle sull’assoluta indispensabilità della Tav in Val Susa come elemento imprescindibile per rimanere agganciati al treno del progresso?
 Dove sono queste persone di fronte alla recente ammissione dello stesso osservatorio per l’asse ferroviario Torino Lione presso la presidenza del consiglio dei Ministri, che sostanzialmente ammette che la Tav non serve assolutamente a nulla?
E se la TAV è un bluff, chi ripaga la gente della Val Susa dell’occupazione militare, della restrizione della libertà e di tutti i soprusi e la criminalizzazione subita in tutti questi lunghi e per loro durissimi anni?
Sono state criminalizzate e represse persone che non hanno fatto altro che dire quello che era logico, lampante, chiaro come il sole e supportato da innumerevoli studi scientifici ben più attendibili di quelli fatti a favore della TAV, e cioè che questa tratta ferroviaria era superflua visto che non si prevedeva nessun aumento significativo del traffico di merci (che è la stessa identica conclusione a cui giunge oggi lo studio dell’osservatorio) e avrebbe creato solo danni e problemi.
 E chi ripaga l’ambiente dei danni ad oggi provocati?
 E chi ripaga i cittadini italiani delle spese enormi occorse per una inutile occupazione militare di un intero territorio? 
A rigor di logica dovremmo chiedere la restituzione dei soldi occorsi per queste  attività, a tutti quelli che erano favorevoli, hanno approvato e reso possibile questa inutile e devastante opera.
E dove è finito l’indispensabile, vitale, mirabolante Corridoio 5 Lisbona Kiev da cui dovevano passare infinite merci e per il quale il nodo in Val di Susa era essenziale, irrinunciabile e senza quello saremmo scivolati nel terzo o quarto mondo?
 E il colmo dei colmi è che nonostante lo stesso Osservatorio pro l'asse ferroviario Torino-Lione presso la Presidenza  del Consiglio dei Ministri, quindi il governo dello Stato, ammetta che chi criticava l’opera fin dall’inizio avesse ragione, si va avanti lo stesso.
  Siamo oltre la follia, oltre la presa per i fondelli, oltre qualsiasi senso logico. 
Questa inutile opera non serve ma si fa ugualmente, la cosa ha lo stesso senso di quando al servizio militare facevano fare le buche per poi ricoprirle. Peccato però che fare la Tav, significa buttare ancora cifre enormi di soldi pubblici. Con un paese fatiscente nelle sue strutture, con i viadotti e le scuole che crollano, con gli ospedali e la gente ammassata nelle corsie, noi ci permettiamo di sprecare soldi nella Tav che non serve a niente. 
L’altro aspetto assai inquietante della vicenda è quello relativo al progresso. Qualsiasi opera inutile e costosa ha sempre la giustificazione del “Progresso”. Ma visti i risultati di questo tipo di progresso ogni volta che qualcuno con interessi in gioco pronuncia questa parola, è praticamente l’attestazione della fregatura.  Progresso è fare opere inutili e costose?
 No, non è progresso, è demenza e inganno della collettività. Progresso è fare bene e con costi contenuti e soprattutto che vada realmente a favore delle persone e dell’ambiente, non a favore dei vari comitati di affari politici ed economici che siano. Niente è progresso se non tiene conto delle persone, della loro salute, della loro libertà, del loro reale benessere e della salvaguardia ambientale. E speriamo che un prossimo governo che sia realmente per il progresso, rinsavisca e fermi questo scempio e follia che è la Tav in Val di Susa.