Cambiamenti e Consapevolezza

di uni

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Nell’ambito dell’impegno sociale e politico si fa sovente riferimento all’importanza di cambiare sistema, cambiare le leggi, cambiare le persone al potere, cambiare strategie, dimenticandosi di mettere nell’elenco la cosa forse più importante: Cambiare la Consapevolezza.
Tentiamo di chiarire il senso di questa parola e il ruolo fondamentale che gioca nella vita di tutti. Generalmente consideriamo la consapevolezza come la capacità di renderci conto di come stanno veramente le cose, l’abilità di raccogliere gli elementi indispensabili a inquadrare correttamente una determinata situazione. Letteralmente definisce la qualità necessaria per percepire, conoscere e comprendere “chi siamo”. Mi sembra che sia proprio questo aspetto e la comprensione delle sue implicazioni a scarseggiare di più nelle analisi, nelle prospettive e nelle azioni personali e collettive. Comprendere chi siamo comporta impegnarsi in un processo continuo di revisione che passando attraverso la verifica dei nostri condizionamenti, convinzioni, credenze religiose e morali porti a sviluppare una nuova sensibilità, una disponibilità a riconsiderare ciò che di nuovo ci si pone continuamente davanti.

Prendiamo un esempio. A tutti noi capita ogni giorno di incontrare situazioni che ci provocano fastidi e incazzature. Se facessimo lo sforzo di fermarci, osservarci e andare un po’ più in profondità potremmo vedere, un po’ alla volta, quanto le nostre reazioni sono quasi sempre automatiche e prevedibili quindi non libere e non adeguate. Scendendo ancora più giù potremmo osservare che le attitudini e le emozioni negative che pensiamo siano altri a provocarci sono già dentro di noi, gli altri semplicemente le fanno emergere. Se andiamo ancor più a fondo scopriamo che mentre una cosa succede non può essere diversa da come è. Riconoscere che siamo noi la principale origine dei nostri malesseri ci porta a ridistribuire in maniera più equilibrata le responsabilità e soprattutto a iniziare ad agire in modo più utile per cambiare alla radice quello che vedevamo come un problema.

La consapevolezza non può essere imposta o semplicemente insegnata, può in certi casi essere stimolata ma richiede un atteggiamento di apertura e di umiltà da parte di chi vuole svilupparla. Cosa aiuta? Non fermarsi alle apparenze e alle interpretazioni convenzionali, prendere del tempo per fermarsi, riflettere, lasciarsi interrogare dai dubbi, curiosare, esplorare, informarsi, formarsi, condividere. Come cominciare? Ci sono dei buoni libri che possono cominciare a dare degli spunti su cui riflettere, quelli che parlano della ricerca del “sé”, ci sono corsi per esplorare i propri condizionamenti, ci sono persone sagge che condividono la loro esperienza e comprensione. Oppure basta cliccare su internet o Youtube “ricerca della verità”, “non dualità”, ”corsi di crescita interiore”, ”consapevolezza” e voci simili. Fidiamoci del nostro fiuto il resto viene da sé.

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