venerdì 24 maggio 2013

Crollo borse la notizia del giorno, ma altri sono i segnali su cui si dovrebbe informare

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Crollo delle borse ? Solo fumo negli occhi per nascondere qualcosa che sta maturando pian piano e che comporterà ben altre conseguenze.



CaneLa notizia di oggi 23 Maggio 2013 è il crollo delle borse, iniziata nel fondo della notte con il crollo di Tokyo (-7%) e continuata nella giornata con gli indici europei pesanti, tanto da registrare una perdita complessiva pari a 163 miliardi di euro.


Peccato non li abbiano dati a noi piuttosto di mandarli in fumo, sulla scia, di notizie, almeno quelle ufficializzate, che in altri giorni sarebbero state “digerite” senza batter ciglio.


La scusante del rallentamento dell’economia cinese, sembra infatti fin troppo “falsa” per poterci realmente credere, l’economia cinese era già andata in “crisi” un anno fà, tanto che la Cina pensò di “svalutare” la propria moneta.


A quei tempi, dopo le pressioni subite da altri partner commerciali, la Cina optò per un rilancio dei consumi interni e l’allarme rosso rientrò improvvisamente, peccato che oltre alla Cina altri mercati emergenti asiatici fecero segnare un cambio di passo in negativo, India in primis, cambio di passo che continua ancora oggi senza che nessuno dica niente.


Ma ancora peggio, nel frattempo hanno rallentato un pò tutti gli emergenti che fino ad un paio di anni fà, erano segnalati come le economie che avrebbero sostituito quelle occidentali.
Eppure si parla sempre e solo di Cina, la realtà invece, escluse poche isole fortunate, è che il crollo dei consumi occidentali, ha mandato all’aria i piani economici di tutti quei paesi che adottavano l’equazione Emergente = Export.


Il discorso è “vecchio”, la maggior parte dei paesi emergenti è tale solo fino a quando può esportare, dato che non ha un consumo interno.


La mancanza di consumo interno è dovuta alla mancanza di una politica sociale, ovvero di diritti dei cittadini, di sistemi sanitari, di sistemi previdenziali, insomma tutto ciò che in Europa sta costando la “recessione”.


Se questi paesi si strutturassero come i nostri, di emergente rimarrebbe ben poco, per cui puntare a salvare l’economia del globo, sul far morire di fame milioni di persone “sfruttandole” come animali da macello, non ci sembra nè molto all’avanguardia, nè tanto meno etico e dignitoso, soprattutto per le grandi menti che sembra siano i pensatori moderni, politicanti e economisti che dir si voglia.


Pensatori che trattano ormai tutti allo stesso livello, quasi come se oltre a loro non vi fosse altro essere vivente che possa capire quando qualcosa non funziona.


Il crollo odierno delle borse, se non fosse enfatizzato dai media, potrebbe essere, nel caso i prossimi giorni i listini riprendessero la loro marcia, archiviato come un salutare “inciampo”, in quella che sta diventando la più folle corsa verso l’autodistruzione di un sistema economico-finanziario basato sul nulla.


Dato invece, che la cassa di risonanza dei media è oramai entrata a far parte del nostro quotidiano, il panico che scatena ogni qual volta “reclamizzi” un violento strappo delle quotazioni, porta anche noi poveri “ignoranti” a riflettere un attimo.


Per cui ci chiediamo come mai :
A fronte di un crollo dei listini di borsa, a fronte di un continuo incrementare delle “manovre” non convenzionali delle banche centrali, a fronte di un continuo “dimagrimento” delle quotazioni dei titoli di stato, a fronte di un rafforzamento dell’euro, a fronte di un inasprimento delle condizioni sociali nei paesi Ue, che stanno portando ad un incremento esponenziale di episodi di violenza, tutti segnali di un deciso deterioramento delle condizioni socio economiche di un intero continente…………
il famoso “spread” stia, non solo mantenendosi su un differenziale stabile ma addirittura risulti in diminuzione.


Qualche esempio banale, la Spagna, in data odierna ha collocato 4,077 miliardi di euro di titoli di Stato con scadenza 2026, 2018 e 2016, la richiesta è diminuita passando da 2,34 volte a 2,24 volte il quantitativo offerto rispetto alla precedente asta.


Non solo i tassi sono in rialzo, in particolare sul luglio 2016, il rendimento passa al 2,472% dal 2,268% dello scorso 9 maggio.


In Italia, dopo aver perso tre mesi, il “governo” che dir “fantoccio” è fare un complimento, non solo continua a non decidere un bip di nulla, ma anzi riesce anche a far danni già dal primo giorno di insediamento, mettendosi agli ordini di un unico personaggio e delle sue, tanto stupide quanto inutili promesse elettorali.


Nel frattempo un altro paese è fallito, Cipro, altri due sono ai ferri corti sia a livello interno che a livello internazionale Portogallo e Slovenia, mentre altri si preparano a deflagrare più o meno clamorosamente.


Il tutto, mentre anche chi (Inghilterra) pur non aderendo all’euro, come molti nostri compaesani vorrebbero, è entrato in recessione, tanto da dover iniziare anche qui a stampar denaro per buttare fumo negli occhi dell’opinione pubblica.


Per concludere, gli altri due pilastri dell’economia mondiale USA, e Giappone stanno cercando di far ripartire l’economia reale nell’unico modo in cui non si dovrebbe fare, ovvero svalutando le monete, strada che ha già intrapreso anche la BCE e che nei prossimi mesi verrà ufficializzata, tramite un ulteriore calo del costo del danaro.


Eppure il differenziale scende piuttosto che salire, sorge un dubbio, forse è giusto che sia così, visto che esprime il rapporto di forza tra le economie di due paesi, per cui, se l’economia del paese più forte viene “risucchiata” dai problemi delle altre economie, lo Spread cala e non sale………ops abbiamo un problema.


Se così fosse, vuol dire che i “virtuosi” oramai di virtuoso hanno ben poco, e a dire il vero forse questo è uno dei tanti segreti di pulcinella, qualcuno ha da ridire se “forzassimo” dicendo che la Germania è un pò come uno dei paesi emergenti che basa la sua ricchezza sull’export ?


Come diceva in una recente intervista Mister Tremonti, si è riusciti a mettere l’economia al servizio della finanza e non viceversa, tanto che ora non si guarda più alle politiche economiche ma solo a quelle finanziarie.


Salvare le banche, piuttosto che pensare a come salvare l’economia, ovvero le persone, come addirittura è arrivato a dire persino il Papa, non è certo il modo corretto per uscire dalla spirale recessiva e depressiva in cui la “finanza creativa” ci ha cacciato e da cui la “finanza creativa” non potrà mai toglierci.


In sostanza, mentre si continua a buttare fumo negli occhi dei cittadini, con false notizie, da molto prima del 2007-2008, è iniziato lo smantellamento dell’economia reale, per far posto ad una massa di carta e di vuote parole che prima o poi porterà a conseguenze purtroppo molto violente.


Ed è perfettamente inutile pensare a quale sia la miglior strategia per portare in salvo se stessi e i propri quattrini, in quanto non vi sono strategie davanti al vuoto.


Poi ognuno……………..