mercoledì 4 luglio 2012

La mobilità che nutre le ecomafie

http://piciclisti.wordpress.com/2012/07/04/mobilita-bicicletta-ecomafie/

I centri commerciali sono quei luoghi in cui vengono riprodotte le forme e le strutture tipiche dei centri urbani, ma con un grande vantaggio: sono relativamente vicini alle città, sono accessibili con l’automobile e dispongono di un ampio parcheggio.
Oltre all’ampio parcheggio disponibile, i centri commerciali hanno il punto di forza di poter garantire prezzi più vantaggiosi rispetto alle botteghe dei centri urbani grazie alle economie di scala che riescono a generare e grazie ad accordi più favorevoli con i produttori.
La diffusione dell’automobile nel nostro paese come altrove ha portato ad un moltiplicarsi di centri commerciali, sempre più grandi e sempre più attrezzati per accogliere ed intrattenere il pubblico con parchi giochi, cinema, sale bingo e, ovviamente, supermercati, ristoranti, gioiellerie, etc. Ma nel nostro paese, così come altrove, la diffusione dei centri commerciali ha anche portato alprogressivo svuotamento e impoverimento dei centri storici in cui i negozianti, privati della clientela abituale, sono stati costretti a chiudere le loro attività tradizionali per riciclarsi in attività meno remunerative. È il caso dei macellai, dei fruttivendoli ed ortolani, delle drogherie e dei panettieri a cui si è andata sostituendo la grande distribuzione organizzata.
Col passare del tempo, questo spostamento di risorse ha portato a un progressivo impoverimento dei centri storici e dei suoi abitanti, allo svuotamento delle tasche della classe media cittadina, a tutto favore di società multinazionali che gestiscono i centri commerciali offrendo lavori umilianti con retribuzioni misere e spartiscono dividendi tra gli azionisti: pochi ricchi privilegiati.
Oggi Legambiente ha pubblicato il rapporto 2012 sulle ecomafie con cui ha posto l’accento sul ruolo cruciale svolto dai centri commerciali nella proliferazione dei sistemi mafiosi. Non vi chiedo di andarvelo a leggere, ma solo di dare un’occhiata al fumetto realizzato per l’occasione che spiega molto bene il rapporto esistente tra centri commerciali e malavita organizzata.
Le mafie fanno shopping 
I nostri politici di fronte a questo rapporto si farciranno la bocca con paroloni che fanno rima con legalità, senso comune, vigilare, e diranno “non permetteremo”. Ma davvero mai nessuno di loro si permetterà di offrire una soluzione al problema, ovvero ridare vita ai centri urbani per contrastare i centri commerciali, perché questi ultimi sono il progresso.
Però se è vero quindi che i centri commerciali sono la riproduzione dei centri storici a cui si aggiunge la possibilità di parcheggiare, è anche vero che i centri commerciali sono diventati inaccessibili proprio a causa del traffico spropositato che riescono ad attirare richiedendo delle vere e proprie partenze intelligenti per andare a fare la spesa o a prendere un po’ di fresco nella stagione calda.
A questo punto viene da chiedersi: ma perché dobbiamo condannarci a fare code chilometriche per passare delle ore in luoghi artificiali costruiti coi soldi della ‘ndrangheta, della camorra e della mafia e che impoveriscono la società, se possiamo fare la stessa cosa in centro in città godendo di un patrimonio architettonico che un non-luogo artificiale, invece, non è in grado di offrirci?
I nostri centri storici sono serviti da mezzi pubblici e sono raggiungibili in bicicletta. Ritornare ad utilizzare la bicicletta significa anche ridare vita alle piccole economie dei nostri centri urbani ed aumentare la coesione sociale, alla faccia di mafiosi, politici e palazzinari che hanno gozzovigliato sulle diseconomie generate da una mobilità fondata sul mito dell’automobile.
Anche per questo la bicicletta è politica.