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venerdì 1 giugno 2012

Grillo rivolta il tavolo. Ora tutti, ma proprio tutti vogliono imitarlo

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Grillo rivolta il tavolo. Ora tutti, ma proprio tutti vogliono imitarlo
È incredibile quello che sta succedendo ai partiti italiani in vista delle prossime elezioni politiche. Dopo averlo sbeffeggiato, accusato di populismo, la sinistra grida che è uno di destra mentre per la destra è esattamente il contrario, insomma dopo avergli lanciato strali e dardi ardenti, ora, che i sondaggi danno il movimento 5 stelle ad oltre il 20% dei suffragi, tutti si ispirano a Beppe Grillo, tutti vogliono fondare liste civiche per arginare la deriva del voto, che li vedrebbe letteralmente maciullati.
Oggi Eugenio Scalfari (forse uno dei più accesi critici del comico-politico) dice, in un’intervista a «Il Fatto», che sarebbe auspicabile una lista civica guidata da Roberto Saviano in appoggio al Partito democratico. Questa mattina, a Roma, si è riunito il partito berlusconiano per esaminare qualcosa di molto simile: mettere insieme liste civiche «presentabili» (ma sarebbe meglio dire «digeribili») da un elettorato oramai stanco e sfiduciato, la cui rabbia verso la nomenclatura ha raggiunto la soglia di allarme.
Sfortunatamente per loro, i partiti non sono affatto credibili in tutta questa operazione. Non lo erano nel 1993, quando tifavano per il pool di magistrati della Procura di Milano, tanto da volerli addirittura candidare alle elezioni (un’operazione del tutto simile a quella di questi giorni), ma  non lo sono nemmeno adesso. Tanto è vero che alcuni illuminati ed onesti esponenti del Partito democratico, come, fra gli altri, Stefano Fassina si rifiutano di prendere in considerazione le liste civiche e dicono: «Saviano vuole candidarsi? Benissimo, lo faccia con il nostro partito».
Certo, i tentativi più ridicoli sono quelli di Berlusconi e della sua nomenclatura. Dopo che i loro esponenti stanno cercando in tutti i modi di affossare il disegno di legge anticorruzione, pensano di abbindolare gli elettori spingendo sul versante di candidature giovani e non compromesse con le malefatte del passato. Ma chi può credergli?
Ma che Beppe Grillo sia destinato a scombussolare ogni progetto lo dimostra l’intervista concessa al settimanale del «Corriere della sera», nella quale afferma senza tentennamenti di essere contrario a tutti i partiti. Lui vuole una democrazia «dal basso», insomma una «democrazia diretta», che si esprima sul web su tutte le questioni vitali. Secondo Grillo sarebbe necessario far esprimere i cittadini con referendum propositivi sulle grandi questioni ambientali, sulla vita materiale, sui megaprogetti come l’alta velocità. Beppe Grillo vuole una cosa che in Italia non è mai avvenuta: la rivoluzione.