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mercoledì 25 gennaio 2012

Sono ancora “latitante”

Il contatore sul sito dei banditidelclima.org segna, nel momento in cui scrivo, 49 giorni, 19 ore, 38 minuti, 15 secondi. È il tempo della mia “latitanza” da Roma, la città dove fino al 6 dicembre scorso lavoravo presso l’ufficio di Greenpeace. Certo, con internet, skype, le email riesco a portare avanti le mie attività da Pistoia, dalla casa dei miei genitori dove sono dovuto tornare dopo 12 anni. Ma lavorare con i tuoi colleghi nello stesso ufficio non è certamente la stessa cosa.

Qualcosa, però, nell’ultima settimana è cambiato, da quando Greenpeace ha lanciato il sito dei banditidelclima.org. Da una settimana non sono più solo, a me si sono uniti tutti quelli che hanno appoggiato la campagna dei banditi inviando una propria foto. Banditi strani, questi 8.375 banditi climatici (nel momento in cui scrivo, ma continuano ad aggiungersene di nuovi). Attivisti, persone comuni, cittadini, tutti convinti che la battaglia per il clima non sia un crimine, come invece sostiene la questura di Roma. Molti di loro sono arrivati da facebook e da twitter, seguendo l’esempio degli amici che hanno pubblicato la propria foto da bandito.

Ora aspetto la sentenza del Tar, confido di poter tornare a fare il mio lavoro al più presto. E intanto non posso che ringraziare quanti hanno messo la propria faccia per questa campagna, un gesto di solidarietà che è anche un’azione concreta. 

Perchè ci battiamo per la salvaguardia del clima
Intanto arrivano i dati definitivi sui cambiamenti climatici per l’anno 2011 che sono tutt’altro che confortanti. Un recente articolo su Forbes mostra come l’anno appena trascorso sia il 35° anno consecutivo, dal 1976, in cui la temperatura globale è risultata superiore alla media. Le ragioni sono chiare e indiscutibili: l’aumento della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica che, come mostra il grafico dei valori registrati alle Hawai dal 1960 ad oggi, continua la sua inesorabile crescita.



Una delle conseguenze del riscaldamento globale è l’aumento dell’acqua in atmosfera. Anche su questo dato, il 2011 è stato il secondo anno più piovoso mai registrato dal 1900, mentre quello più piovoso in assoluto risulta essere l’anno precedente, il 2010. E questo porta a fenomeni atmosferici estremi sempre più frequenti, come le tragiche alluvioni che hanno colpito il nostro Paese lo scorso autunno.
un pianeta più caldo significa anche la scomparsa dei ghiacciai e dei ghiacci polari. In particolare, il ghiaccio Artico continua ad assottigliarsi e a scomparire anche più velocemente del previsto. Nel settembre 2011 l’estensione del ghiaccio Artico è stato quasi il 35 per cento inferiore alla media - la seconda più ridotta di sempre.

Questi dati sono solo una parte del motivo per cui tutti i più importanti climatologi e scienziati del mondo concordano sul fatto che gli esseri umani stanno cambiando il clima. E sono il motivo per cui noi ribadiamo il nostro diritto di protestare, in maniera pacifica, per chiedere ai Governi del mondo di mettere in atto azioni concrete per fermare i cambiamenti climatici. Anche al costo di essere considerati dei banditi.
Salvatore Barbera,  responsabile campagna Energia e Clima