logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

sabato 22 ottobre 2011

Grillo le canta pure a destra Il Movimento 5 stelle fa paura a Pdl e Lega.

 
Silvio Berlusconi e Beppe Grillo.
Dopo la vittoria di Michele Iorio in Molise, Silvio Berlusconi ha definito Beppe Grillo «uno dei suoi migliori alleati» per sconfiggere il Partito democratico di Pier Luigi Bersani. Tesi avvalorata persino da alcuni esponenti di centrosinistra, a cui il comico genovese ha risposto per le rime, sostenendo che il suo «non è il partito del meno peggio e non sarà mai un cespuglio della sinistra che puntella il Pd».
I numeri del Movimento 5 stelle sulle ultime tornate elettorali tra il 2010 e il 2011, infatti, testimoniano un'altra realtà. Molto più complessa e dettagliata sul valore effettivo dei grillini nello scenario della politica italiana. Tanto che dall'entourage di Grillo hanno spiegato, dati alla mano, che «più del Pd, la paura di perdere consensi dovrebbero averla tutti i partiti, a cominciare proprio dal Popolo della libertà e dalla Lega Nord».
GRILLO 
SPAURACCHIO AL NORD. È infatti nelle regioni del Nord, quelle più care al Carroccio del leader Umberto Bossi, che lo «spauracchio» del movimento del comico genovese ha iniziato a sedimentare il suo consenso.
E non è un caso che la notizia data da Italia Oggi venerdì 20 ottobre, sulla possibile candidatura di Grillo alle elezioni comunali di Genova nel 2012, sia da leggere solo come l'ennesimo tentativo del centrodestra di ingarbugliare di più la matassa del centrosinistra in vista delle prossime amministrative.
Il comico, infatti, lo aveva detto sin dall'inizio della sua avventura politica, nel 2006: «Non mi candiderò mai». Anche perché sulla sua scelta di non presentarsi peserebbe pure la condanna ricevuta in passato per omicidio colposo, stridente con il suo manifesto politico: non candidare condannati o indagati. 

La battaglia del Nord nel 2012

D'altra parte, la battaglia sul capoluogo ligure non è di poco conto. Genova è insieme con Verona, dove il sindaco leghista Flavio Tosi è messo in discussione da Bossi, il comune del Nord Italia più importante che deve rinnovare il mandato della giunta comunale nel 2012.
E il contesto politico non è dei migliori. Il Pd è sempre più frammentato, ma resta stabile nei sondaggi come partito di opposizione, mentre Pdl e Lega continuano a perdere consensi. Bossi e Berlusconi hanno già perso Milano nel 2011 e il lento trascinarsi dell'esecutivo sicuramente non aiuta né il Cavaliere né il Senatùr.
LA ZONA GRIGIA DELL'ANTIPOLITICA.
C'è poi il dato sulla sempre più crescente disaffezione nei confronti della politica da parte dei cittadini. Secondo un sondaggio Ipsos per Ballarò il disinteresse degli italiani è salito al 45%. E la questione tocca da vicino proprio il Movimento 5 stelle, che pesca in questa «zona grigia» la maggior parte dei suoi voti, tra i cosiddetti «delusi dalla politica».
Ma allo stesso tempo fa breccia tra i sostenitori del Carroccio. Quelli storici, che non si riconoscono più nel Bossi di governo, attaccato alla «poltrona romana» e sempre più incatenato dall'accordo con Berlusconi.
Basta dare uno sguardo alle cifre dei grillini nelle regioni del Nord, per capire che Grillo non è più un fenomeno di passaggio o transitorio. E quindi dovrebbe essere tenuto in considerazione certamente dal Pd, ma soprattutto dai leghisti. 

I numeri del Movimento 5 stelle tra Piemonte, Lombardia e Veneto

Il Movimento 5 stelle ha piazzato consiglieri regionali e provinciali in tutto il Settentrione. In Lombardia, Grillo ha raccolto in media tra il 4 e il 5%: sono aumentati i voti fuori Milano e in una città come Desio, Comune storico di centrodestra sciolto nel 2011 per infiltrazioni mafiose, i grillini hanno raddoppiato i consensi.
A fronte della crescita esponenziale, però, Grillo non ha minato le vittorie del centrosinistra a Busto Arsizio e a Milano, dove è entrato in Consiglio Mattia Calise.
IN VENETO IL PRIMO SEGGIO NEL 2008.
Va ancora meglio in Veneto, dove nel 2008, a Treviso, Grillo conquistò il primo seggio con David Borrelli, con un più che dignitoso 4,2%.
Qui, dove il leghista Luca Zaia governa la Regione forte di un 33% dei consensi, la media dei grillini è tra il 5,5 e il 6%.
Nei centri medi ci sono da evidenziare i successi di Rovigo (7%), l'8,8% di Chioggia e percentuali tra l'8 e il 14% in quattro Comuni del veronese del Carroccio, compresa una forbice tra il 5 e il 10% nel padovano.
A Oderzo il 4,61% del Movimento 5 stelle non ha impedito la sconfitta del centrodestra.
L'EMILIA NEL 2009 AVEVA I NUMERI DELLA LOMBARDIA
. I dati di Veneto e Lombardia sono molto simili a quelli del 2009 in Emilia Romagna, dove ormai i grillini sono una realtà consolidata, grazie a risultati tra il 3 e il 15%, con un incremento dei consensi 30% alle Comunali di Bologna rispetto alle regionali del 2010.
In alcune realtà del Piemonte, poi, il Movimento 5 stelle ha quasi gli stessi voti della Lega, come nel caso di Torino, altro capoluogo dove però il Pd ha vinto senza difficoltà.
Ma il dato che più dovrebbe spaventare Bossi è che nelle realtà territoriali anche piccole, Grillo sottrae voti proprio ai leghisti. Per esempio in Val Susa, dove le manifestazioni contro la Tav un tempo le portava avanti proprio il Carroccio.
Venerdì, 21 Ottobre 2011