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Debito pubblico italiano

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domenica 23 ottobre 2011

Comunicato politico numero quarantotto

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In Molise ci sono state le prove generali delle elezioni politiche 2013. Due candidati fotocopia: un ex Forza Italia per il pdmenoelle e un Pdl per il pdl. Stesso dna, stessi programmi. Ricordate Enrico Letta che solo qualche settimana fa candidava Profumo leader del pdmenoelle? Il nome di Berlusconi tolto dal simbolo, il maggiordomo Alfano a fare campagna elettorale al suo posto. L'Udc di Azzurro Caltagirone alleata con il centrodestra, al contrario delle regionali in Piemonte in cui si presentò con Pd e Idv. Il gioco è fatto. Nulla cambia. Il MoVimento 5 Stelle è la variabile imprevista in questo duopolio di finti avversari che mantengono lo status quo in Italia da vent'anni. Un sistema bipolare previsto dal Piano di Rinascita Democratica della P2 di Gelli applicato alla lettera. Un sistema che sottrae alla volontà popolare l'azione dei partiti. Fanno ciò che vogliono, eleggono chi vogliono, stabiliscono accordi a tavolino, si scambiano i deputati. In Molise nessun esponente del centro sinistra ha fatto ricorso contro il terzo mandato consecutivo di Iorio. E' illegale, ma Bersani è rimasto in silenzio perché Errani del pdmenoelle è al suo terzo mandato consecutivo in Emilia Romagna. La legge lo proibisce, ma la spartizione dell'Italia tra governo e opposizione è al di sopra della legge. Formigoni del pdmenoelle è al quarto mandato illegale in Lombardia, ma dal centrosinistra, con l'eccezione dei radicali, neppure un fiato. La Moratti voleva l'Expo, Pisapippa anche. La Bresso voleva la Tav, Cota e Zanna Bianca Maroni pure. Il M5S si è presentato alle comunali di Bologna, ha ottenuto il 10% e il centrosinistra ha vinto al primo turno. In Molise il M5S ha avuto il 5,6% e ha vinto il centrodestra. In Veneto ha ottenuto percentuali a due cifre in molti comuni mentre la Lega è arretrata. Il M5S non va a destra o a sinistra, ma avanti. Senza contributi elettorali, anch'essi fuorilegge perché bocciati da un referendum. Senza finanziamenti per l'editoria, a cui attingono a piene mani i giornali di partito e quelli fiancheggiatori. Il prossimo anno il M5S parteciperà alle elezioni comunali in tutte le principali città, da Genova a Taranto a Palermo, oltre che in molte minori, e l'anno successivo alle politiche. Perché l'Italia è sprofondata? Perché da troppi anni non c'è un governo e neppure un'opposizione, ma, al loro posto, l'occupazione delle istituzioni dei partiti. I partiti sono morti, ma l'Italia non vuole morire con loro.Lo ha gridato contro il nucleare e per l'acqua pubblica e la sua voce è sempre più forte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.