martedì 10 maggio 2011

Ma che fine ha fatto… il Piano Casa?

A cura di Fabrizio Goria e Marco Sarti
Per rilanciare l’economia, risollevare la produttività, migliorare la vita degli italiani, la parola magica è solo una: la casa. E allora si mette in cantiere il fatidico Piano Casa. Nasce da un Piano nazionale di edilizia abitativa del giugno 2008. Più case per tutti, meno carte e burocrazia per chi vuole ampliare, più semplice la vendita delle case popolari per i coinquilini. La ciliegina, l’addio all’Ici. Un piano pulito, con nuovi impulsi e senza abusi. Ma gli anni passano, le carte ingialliscono, e il Piano Casa non va. Colpa delle Regioni, spiega Berlusconi nel febbraio del 2011. Altrimenti «avremmo già smosso investimenti per oltre 70 miliardi di euro». Ma il 5 maggio il rilancio è di nuovo servito. Clicca sull’infografica (la prima di una serie realizzata da Linkiesta sullo stato dell’arte del programma di governo) per ingrandire e leggere tutte le dichiarazioni dal 2008 a oggi.