lunedì 9 maggio 2011

Calise: «Basta con la casta. Se vinco io, tutti i documenti online»

Il candidato del Movimento 5 stelle: «Più trasparenza. Questa classe dirigente è allo sbando»



Matteo Calise (Ansa)
Matteo Calise (Ansa)
MILANO -Mattia Calise del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Perché a vent'anni si decide di candidarsi a sindaco?
«La nostra classe dirigente è allo sbando e la politica deve tornare un servizio civile. Questo è lo spirito del movimento e per questo ho deciso di metterci la faccia. Per rubare voti alla casta e al partito degli astensionisti». Il primo provvedimento da primo cittadino?
«La trasparenza delle decisioni e degli atti pubblici. Metteremo tutto online, anche le riunioni di giunta. E poi la riduzione sostanziale di tutti gli stipendi dagli assessori fino ai manager delle società pubbliche».

Ecopass è stato un successo o un fallimento?
«Il ticket va trasformato sul modello londinese. Paghino tutte le auto, salvo quelle davvero ecologiche. E si allarghi il raggio di applicazione fino alla cerchia filoviaria. E poi si aumentino i mezzi pubblici. Ma per noi sul fronte inquinamento sono altrettanto importanti i rifiuti e il riscaldamento».

Puntare su raccolta differenziata e rinnovabili?
«Il nostro obiettivo è rifiuti zero. Tre R.: riduci, riusa e ricicla. Il modello è San Francisco, dove la differenziata è al 90%. Siamo contrari a nuovi inceneritori. E poi bisogna completare la sostituzione delle vecchie caldaie, da incentivare con contributi pubblici che si potrebbero ricavare dai proventi Sea».

Favorevoli quindi alla vendita di Sea?
«Sul tema dobbiamo ancora confrontarci nell'assemblea del movimento. In generale però siamo per il controllo pubblico dei beni strategici. Sull'acqua, per esempio, siamo ferocemente contrari ad ogni privatizzazione».

L'assemblea, la discussione. Ma il candidato leader non è lei?
«Siamo per la democrazia partecipativa. Io sono un semplice attivista che si è fatto portavoce del movimento. Discutiamo ogni scelta tra noi e con un gruppo di esperti».

Milano è una città sicura?
«Sì. Ma non possono non preoccupare le infiltrazioni della criminalità organizzata e la scarsa attenzione che c'è sul tema».

L'immigrazione genera insicurezza?
«Milano è una città multiculturale, impensabile immaginarla senza stranieri. Ma qualcosa in più si può fare. Perché per esempio non seguire l'esempio di certe città americane che assumono personale straniero per contrastare la criminalità etnica?».

Favorevole alle moschee?
«Il diritto di culto è costituzionale e va garantito».

In caso di ballottaggio, Pisapia o la Moratti?
«Abbiamo deciso che non daremo nessuna indicazione».

Mai fumato uno spinello?
«No. E non fumo nemmeno le sigarette».
Andrea Senesi
09 maggio 2011