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venerdì 4 marzo 2011

Referendum acqua e nucleare: dopo il No di Maroni all'Election day fioccano le petizioni online

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Accorpare le elezioni amministrative con quelle sul referendum sul nucleare e sulla privatizzazione dell’acqua e risparmiare così 400 milioni di euro. Questa l’idea lanciata da vari comitati promotori, associazioni di cittadini, movimenti di studenti, qualche partito politico e diverse associazioni ambientaliste, tra queste Greenpeace che - per trasformare questa idea in realtà - ha lanciato e inviato un appello via internet (proprio come ha fatto Di Pietro la settimana scorsa) per chiedere al ministro Maroni di cambiare i suoi intenti, nel bene del Paese e delle tasche dei cittadini, e unire così in una stessa giornata sia le elezioni che i referendum.
Proporrò al Consiglio dei ministri di svolgere il referendum domenica 12 giugno” - ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa, riferendosi ai quesiti del referendum in questione.  Un segnale di forte disinteresse, da parte del ministro, per le ingenti spese che gli italiani dovranno sostenere per le votazioni.
Dura la reazione dei comitati dei cittadini, che in rete hanno fatto sentire il loro dissenso nei confronti della presa di posizione gratuita (si fa per dire) di Maroni.  Per questo, “Greenpeace – si legge in un comunicato dell’associazione - auspica che il Consiglio dei Ministri non accolga l'invito del ministro degli Interni On. Roberto Maroni di fissare la data del Referendum per il 12 giugno, impedendo quindi l'election day, come richiesto dai comitati promotori dei quesiti sulla privatizzazione dell'acqua e il ritorno al nucleare”.
Intanto, la petizione lanciata ieri online – per chiedere al Ministro Maroni di accorpare l'appuntamento referendario con le elezioni amministrative che si terranno in molte città a maggio – ha raccolto 20.000 firme in sole 24 ore.
"La massiccia partecipazione dei cittadini è un segnale importante - ha spiegato Salvatore Barbera, responsabile campagna Nucleare di Greenpeace -20 mila firme in un giorno sono espressione di una richiesta chiara alla quale il Consiglio dei Ministri non si può sottrarre. I cittadini vogliono essere messi nelle condizioni migliori per esercitare il loro diritto al voto su un tema importante come quello del ritorno al nucleare".
Ed effettivamente l’accorpamento in un unico giorno non solo farebbe risparmiare 400 milioni di euro, ma faciliterebbe anche la partecipazione al voto e dunque il raggiungimento del fatidico quorum. Ma forse – per un governo orientato al nucleare – è proprio questa la nota stonata.
''Il governo ha paura del voto degli italiani. Il ministro Maroni vuole far votare i referendum il 12 giugno, a scuole chiuse, per evitare il quorum'' - tuona, in una nota, il Comitato referendario Acqua bene comune. - Come è noto si tratta dell'ultima data consentita dalla legge (che prevede che i referendum si svolgano tra il 15 aprile e il 15 giugno), altrimenti avremmo potuto anche rischiare di dover andare a votare a ferragosto''. ''E' chiaro, infatti - conclude il Comitato - che la scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l'inizio della stagione estiva rappresentera', per chi puo' permetterselo, un incentivo ad andarsene fuori citta'''.
Per chi ancora non avesse votato, può farlo sul sito dell’associazione:
http://www.greenpeace.org/italy/maroni-referendum-nucleare
O sul sito creato appositamente dall’Italia dei Valori:
http://www.iovotoil29maggio.it/