giovedì 20 gennaio 2011

I conti di Cerroni sulla discarica di Albano non tornano; parte l’inchiesta della Procura di Velletri

Sotto inchiesta la discarica di Cerroni ad Albano.


La Procura di Velletri ha acceso i riflettori sulla "contabilità" dell'invaso. I magistrati vogliono verificare se l'immondizia scaricata coincide coi soldi pagati dai Comuni per la quantità di rifiuti che producono e portano in discarica. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma. Richieste di documentazione sono state inviate ai Comuni di Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa. I militari vogliono avere le fatture emesse dalla società che gestisce la discarica - la Pontina Ambiente - dal 1° gennaio 2005 a oggi, «avendo cura di precisare quali di queste sono state liquidate».

Le curiosità dei magistrati vanno oltre. Riguardano anche le condizioni ambientali della discarica. I pm hanno chiesto «i verbali di ispezione di sopralluogo dell'Arpa, dal 1° gennaio 2008 a oggi. E i rapporti di prova relativi ai controlli effettuati sulle diverse matrici ambientali», sempre nello stesso arco di tempo. Non vengono tralasciate neppure le carte regionali. Cioè: «Elaborati progettuali dell'impianto di discarica per rifiuti non pericolosi, con particolare riferimento a 4°, 5° e 6° livello dell'invaso. Relazioni tecniche e descrittive delle indagini geologiche e idrogeologiche e di quelle riferite agli impianti tecnologici (antincendio, di captazione biogas, raccolta percolato e altri)».

A fine 2010, la presidente del Lazio Renata Polverini ha firmato un'ordinanza che alza i limiti della discarica. Le quote degli invasi IV° e V° possono essere aumentate “al fine di dare continuità morfologica con il VI° invaso che presenta quote di riferimento più alte”. Già, la Presidente della Regione Lazio Polverini non ci dorme la notte per il grave problema morfologico: il IV° e V° invaso presentano quote di riferimento più basse rispetto al VI° invaso.

Finalmente una iniziativa seria da parte della Procura di Velletri, che rimarrà a bocca aperta quando vedrà i verbali dell’ispezione dei NOE e dell’ARPA del 23/09/2010, che alleghiamo all’articolo.

Dalla lettura del verbale dei NOE del 23/09/2010 emerge che:
• NOE e ARPA hanno effettuato il controllo senza avere a disposizione alcuna documentazione (nessun elaborato, nessuna autorizzazione, nessuna fatturazione, niente di niente, neanche un metro);
• Il progettista, nonché direttore della discarica di Cerroni, meglio noto come Ing. Bruno Giudobaldi, era assente ingiustificato, praticamente scomparso;
• Presso la sede della società non è risultata disponibile alcuna documentazione ufficiale di ausilio per la verifica (nessun elaborato, nessuna autorizzazione, nessuna fatturazione, niente di niente, neanche un metro);
• Dalla perizia giurata dell’Ing. Guidobaldi del 26 luglio 2010 risulta che le quote raggiunte dal VI° invaso corrispondono sostanzialmente a quanto autorizzato;
• NOE e ARPA non hanno operato alcun controllo su tale perizia, giurata dall’ingegnere misteriosamente scomparso ;
• NOE e ARPA hanno improvvisato una “valutazione indiretta” e molto spannometrica che “grosso modo” porta a stimare un movimento di 90.000 mc di rifiuti in discarica, di molto superiore a quanto autorizzato.

Questo è il modo con cui si fanno i controlli?

Quanto distano il IV°, V° e VI° invaso della discarica di Albano dalle abitazioni delle famiglie di Roncigliano?

Chi ha autorizzato tali discariche illegali che non rispettano sulle distanze neanche la normativa regionale?

Può la Presidente Polverini autorizzare l’innalzamento degli invasi della discarica di Albano, non rispettando la legge regionale?

Ci aspettiamo dalla Procura della Repubblica di Velletri una serie indagine e non il solito bunga-bunga !!!

Leggi il verbale del NOE.
Leggi il verbale dell'ARPA.