martedì 25 gennaio 2011

Betoniera Magnetica a Vigonza: gli opposti schieramenti si attraggono. E respingono i cittadini.

I cittadini attivi di Vigonza hanno buona memoria; nel 2005 -Sindaco Antonino Stivanello, centrosinistra- era in corso di elaborazione il P.A.T.
Alla riunione di consiglio di quartiere a Perarolo capimmo subito che ci aspettava un aumento della cementificazione ad uso commerciale e abitativo; quindi aumento del traffico, già a rischio per il progetto della camionabile, pochi o nulli i servizi offerti ai cittadini, nessuna pietà per ciclisti e pedoni.
L’Associazione Vigonza S.O.S. Ambiente (presidente Umberto Giovannoni) presentò in alternativa un “P.A.T. sostenibile”: respinto.
Anche la lista civica “Vigonza Viva” si oppose al P.A.T. guadagnandosi la fiducia di alcuni; proclamava di volersi presentare da sola, ma poi, ambendo a governare, accettò il matrimonio con altre forze, compresa la Lega dell'attuale Presidente del Consiglio Comunale, un altro Giovannoni, Pietro, salito agli onori della cronaca nazionale per il rispetto della sessualità e per il suo spirito “sportivo” (non finanziamo le gare se poi le vincono gli africani!)
Vigonza Viva, vinte le elezioni del 2007, quel PAT lo approvò con poche modifiche il 30/2/2009, insieme alla maggioranza di centro destra, pur nell’evidenza dei rischi idrogeologici (menzionati in una successiva delibera dell’ottobre 2009) e con un dialogo con la popolazione pressoché nullo.
Da un bel matrimonio un bel parto!
Nel 2010 legambiente ha bocciato seccamente il Comune di Vigonza in materia di sicurezza idrogeologica, relegandola agli ultimissimi posti nel Veneto con un perentorio ”3”. Tra le motivazioni l’urbanizzazione in aree a rischio e il mancato recepimento del PAI.
Ma facciamo un passo indietro, a quando il pallino lo aveva il centrosinistra. La questione calda era la costruzione di un mega parco commerciale (15.000 metri cubi molto più grande di quello dell’IKEA) a ridosso del Brenta, calpestando la paesaggistica fluviale e la possibile valorizzazione cicloturistica e ignorando bellamente la fragilità idrogeologica del sito.

Vigonza.bmp

Infine con il piano integrato di riqualificazione “La Rotatoria”, ha approvato il progetto “Montecristo”. Un accordo pubblico/privato per la costruzione di due immobili, uno dei quali ad uso alberghiero, ritenuto elemento qualificante..
La “nuova” amministrazione di centrodestra, comprendente Vigonza Viva che contestava il PAT del centrosinistra, non solo lo ha portato a termine, ma accoglie ora una istanza della società Montecristo per la modifica dell’accordo: rinuncia all’edificio alberghiero (ma non era qualificante?) e accorpamento della cubatura al primo edificio con variazione della destinazione d’uso e aumento dell’altezza da 15 a 24 metri! In cambio i privati offrono 500 metri di pista ciclabile.
Il centrosinistra, ora che è all’opposizione, scopre la sua sensibilità paesaggistica, contestando la costruzione di una torre in un quartiere residenziale, peraltro già soffocato dal traffico che il PAT, sostanzialmente suo, ha causato.
Il centrodestra ora che è al governo dimentica le sue critiche di allora, scarica sul centrosinistra l’approvazione della cubatura totale e la svendita delle aree verdi, mentre sostiene che il nuovo edificio non è una torre, ma anzi è un beneficio per la collettività.


Su questa faccenda il Movimento 5 Stelle ha voluto vederci chiaro e ha presidiato le sedute del Consiglio Comunale. Il Presidente Giovannoni ha respinto la nostra richiesta di ripresa video, dicendo che era già prevista e la registrazione sarebbe stata disponibile.
Quella sera non c’era videocamera, ci siamo nuovamente proposti, ma la richiesta è stata respinta con sfrontatezza: “di Grillo ce n’è uno solo…”
Così nessuno ha visto che a quella votazione Antenore Quaglio era uscito dall’aula per palese conflitto di interesse in quanto amministratore unico della Net Project che ha firmato il progetto. E nessuno ha visto che, mancando il numero legale è stato fatto rientrare in fretta a portare il suo voto diligente e decisivo.

Ma c’è ancora un fatto da raccontare sulle vicende immobiliari Vigontine. L’Amministrazione Comunale, per rientrare il patto di stabilità, ha dovuto alienare con modalità non proprio trasparenti due lotti (uno dei quali è verde pubblico) alla società Vigonza Sviluppo, controllata dal comune stesso. La società non avrebbe i mezzi finanziari per far fronte al mutuo di 2.500.000 € che ha chiesto, e sarà quindi costretta a cedere tre altri lotti che il comune le aveva affidato in precedenza. Non contenta, per risparmiare 62.000 € di interessi, ha chiesto al comune di fare da fideiussore.
L’Amministrazione ovviamente ha accettato, scaricando sui cittadini il rischio di impresa.
Riassunto: per coprire un buco di circa 1.400.000 euro, il comune concepisce “una genialata alla Tremonti” (fonte: consigliere di opposizione Levorato), e ora si vedrà costretto a due diversi finali, entrambi a sfavore della collettività.
Finale migliore: il comune perde tre lotti, senza rimetterci un soldo, ma probabilmente perderà anche i due lotti iniziali su cui chissà cosa verrà costruito.
finale peggiore: il comune perde tre lotti, ci rimette un bel pò di soldi e perde pure i due lotti iniziali.
E ci vengono a parlare di destra e sinistra… il loro progetti sono così opposti che si attraggono.
Respinti e schifati sono i cittadini.
Marco Maccis e Mattia Siviero
Movimento 5 Stelle Vigonza