mercoledì 17 novembre 2010

autoproduzione


Come sto abbattendo i rifiuti in poche mosse. Prima riempivo una grande sacco di plastica a settimana , ora ne riempio uno piccolo ogni 2-3 settimane.

A- Gasatore dell'acqua del rubinetto casalingo. Mai piu' bottiglie da incollarsi al supermercato. Meno trasporti e tanta plastica ingombrante in meno. Bevo un acqua frizzante (a piacere) buonissima e controllata (si puo' anche filtrare con una brocca filtrante, se mai ce ne fosse bisogno). Inutile sottolineare benefici ambientali ed economici.
www.sodastream.it

B- Detersivi alla spina. Sia totalmente biodegradabili che meno, sono prodotti efficaci ed economici (io li pago una media di 1 euro al litro e sono anche concentrati). Riutilizzare sempre gli stessi flaconcini oltre che un risparmio economico mi evita il consumo di svariati e pesanti contenitori di plastica usa e getta.
Il mio ''spacciatore'': http://www.autoricambispaziani.it/
Per conoscere punti vicino casa :
http://www.washmaps.com/?z=RM
http://www.regione.lazio.it/web2/contents/ambiente/argomento.php?vms=31

C- Autoproduzione detersivi. Se si ha tempo e voglia ancor piu' economico e salutare farsi i detersivi da soli con sostanze naturali (si trovano anche in commercio). Molte sostanze chimiche nei detersivi e detergenti industriali devastano le falde acquifere e sono aggressive sull'epidermide.La nostra cultura e' ossessionata dall'igiene, spesso si esagera. Pulire casa con la candeggina o svariati prodotti molto aggressivi e' , tranne rari casi, come andare a caccia di lucertole (batteri spesso innocui o facilmente eliminabili) con un bazooka quando basterebbe un semplice retino (variazione di PH).La candeggina (come molte altre sostanze chimiche nei detersivi industriali) se buttata negli scarichi dell’acqua giunge al depuratore distruggendo i batteri impiegati negli impianti di depurazione biologica. Ma anche gettata, senza curarsi delle conseguenze, insieme alla frazione secca non riciclabile, rappresentano un pericolo per le falde acquifere. Alcuni detersivi biodegradabili sono piu' facili da autoprodursi ed efficaci più di quanto si pensi. Per la lavastoviglie per esempio io frullo 3 limoni (autoprodotti, ancora meglio) con tutta la buccia , insieme a 200 ml di sale e 50 ml d'acqua.Aggiungo poi 100ml di aceto e 350 ml di acqua. Faccio bollire 10 minuti e il gioco e' fatto!!!! Un vasetto come nella foto dura molto ,basta un cucchiaio a lavaggio. Il brillantante (costosissimo e in flaconi di plastica) è sostituibile con l'aceto. I miei piatti sono puliti e non mi ritrovo residui chimici sui piatti e negli scarichi. Ad un costo ridicolo e senza confezioni di plastica.
http://biodetersivi.altervista.org/homepage.htm

D- Sapone solido di Aleppo. La nostra cultura ci impone di eliminare ogni batterio, anche quello piu' innocuo e per farlo il mercato ci fornisce prodotti spesso inutilmente aggressivi sia sul nostro corpo che nella nostra casa (vedi C). Per non parlare dell'impatto distruttivo sulle nostre falde acquifere. Io per la doccia uso un sapone 100% biodegradabile fatto solo di olio d'oliva e di alloro. Ideale per tutto il corpo,capelli (con qualche eccezione) e per radersi. L'olio deterge e ammorbidisce la pelle. Costa poco e dura molto non essendo allungato con acqua. I sapoini liquidi per il loro elevato contenuto d'acqua,sono un ambiente adatto alla proliferazione di funghi e batteri; tali saponi sono quindi addizionati con composti disinfettanti e fungicidi.Con il sapone solido ho anche eliminato svariate bombolette, confezioni di plastica,contenitori,flaconi...
A breve sperimentero' l'argilla per lavarmi i capelli.
http://www.saponedialeppo.it/



E- Sporte e buste riutilizzabili. Le buste di plastica sono una vera tortura per il nostro ambiente. Io le ho abolite. Ho un portachiavi meraviglioso con una busta resistente incorporata, sempre con me per le esigenze improvvise. Inoltre mi organizzo con quelle grandi quando programmo una visita al supermercato. Alcune piccole spese non necessitano nemmeno di busta, curiosa l'espressione di alcuni commessi al mio rifiuto della loro busta. Qualche volta mi è stato detto: ''guarda che non te la faccio pagare''. La nostra cultura è ancora arretrata?
http://www.magazzinirossi.it/moto/index.php?cont=SCHEDA&id_prodotto=476

F- Compostatore. Nonostante nel mio quartiere ci sia la raccolta differenziata porta a porta e che si richieda anche di separare l'umido, io non fidandomi della politica dei rifiuti romana, preferisco tenermi gli scarti alimentari in casa utilizzando una compostiera domestica autocostruita e vi assicuro che produco un terriccio ricco e naturale per le mie piante , senza subire disagi olfattivi e senza fatica. Basta sapere 3 regole semplici semplici.Se non si ha voglia di autocostruirlo ne esistono in commercio anche da appartamento.I fertili. E' sempre una meraviglia vedere i propri rifiuti trasformarsi in poco tempo in terriccio che profuma di sottobosco, sembra un miracolo.I fertilizzanti naturali sono importanti perche' quelli chimici inquinano le falde e alla lunga impoveriscono di humus il terreno.
La mia: http://www.meetup.com/beppegrillo-263/messages/boards/thread/7011659#28083872

G-Bibite naturali. Oltre l'acqua amo il tè e i succhi frutta. Perche' comprarne costosi , artificiali e imbottigliati in plastica? Basta fare il tè in grande quantità (ma stesso tempo) e imbottigliarlo in frigo. Basta comprare la frutta di stagione e a filiera corta e frullarla (operazione semplice e veloce). Anche questa pratica abbatte ogni tipo di bottiglia usa e getta da buttare.

H-Alimenti alla spina. Molti imballaggi sono inutili o eccessivi. Molti prodotti e alimenti potrebbero essere venduti alla spina (riso,pasta,sale, zucchero, vino ecc). Il mercato offre ancora poche opportunità , per lo meno si puo' scegliere di limitare i danni facendo un minimo di scelta e attenzione.

I- Spazzolino intercambiabile. Mi son sempre sentito uno stupido a pagare un manico di plastica )in teoria eterno) per poi buttarlo e ricomprarlo dopo un paio di mesi. Anche questo prodotto va cercato a fatica tra gli scaffali. La legge dovrebbe imporre alcune semplici regole alle aziende produttrici, purtroppo non lo fa.

L- Bicchiere tascabile e riutilizzabile. Un sistema di riciclo efficiente saprebbe come riciclare anche un bicchiere usa e getta di plastica (vedi impianto di riciclo a Vedelago-TV), qui nel Lazio vengono messi in discarica oppure li cancrovalorizzano in aria. Comunque gli usa e getta (anche quelli biodegradabili) sarebbero da usare il meno possibile. Questo semplice oggetto (che sia L ,N o una batteria ricaricabile) in foto evita tanti rifiuti.
http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=120775-C654&search_string=bicchiere

N- Tovaglioli di stoffa. In casa era diventato un oggetto da museo. L'ho riscoperto evitando di consumare rotoli e rotoli di tovaglioli di carta usa e getta. Qualcuno dira' che l'impatto ambientale nel lavarlo sia maggiore. Falso, qualche tovagliolo non cambia il carico della lavatrice. Senza considerare che in casa usiamo detersivi biodegradabili e la lavatrice è alimentata dall'impianto fotovoltaico sul tetto.

M- Autoproduzione almentare. Divoravo costosi yogurt trasportati da lontano, che contribuivano a riempire il secchio della raccolta plastica. da quando uso la yogurtiera non ho piu' tanti imballagi da buttare e con poco piu' di 1 euro mi faccio yogurt per una settimana semplicemente versando il latte (meglio se alla spina) nel macchinario. Semplice e pratico. Arricchirlo con pezzi di frutta fresca lo rende salutare e buono. Gli esempi di autoproduzione alimentari sono infiniti, si riscoprono pratiche e sapori dimenticati.

O- Lametta intercambiabile. Stesso discorso dello spazzolino. Unito al sapone di Aleppo (oppure a un sapone per la barba solido) evito tante lamette usa e getta e tanti spray da buttare in poco tempo essendo la rastura un ''rito'' pressochè quotidiano.

Con poche pratiche e sperimentate in poco tempo ho ridotto drasticamente i miei rifiuti, l'elenco è solo parziale e non pretende di risolvere tutti i problemi. Un singolo cittadino non può cambiare il mondo... ma può provarci e l'unione fa la forza!
Se il mercato fosse regolato da leggi piu' giuste e lungimiranti la strada sarebbe ancora più agevole e spontanea.
Se guardo nel mio secchio della spazzatura mi rendo conto che nessun materiale è per forza di cose interrabile in discarica o bruciabile. Impianti come quelli di Vedelago (TV) riciclano il 98% dei rifiuti ( http://www.youtube.com/watch?v=kKzTRwyuNs0 ) eppure sia in TV che in politica si parla solo di discariche e inceneritori ; sarà forse perche' offrono facili profitti e finanziamenti pubblici milionari (come il cip6 ) che il riciclo non gode? Sara' forse perche' lasciando il monopolio a un imprenditore privato, egli decidera' in base al suo profitto piuttosto che al bene collettivo? Tutti i politici parlano di raccolta differenziata ma a cosa serve se non ci sono e non si autorizzano impianti di riciclo veri?
Purtroppo poi queste semplici pratiche illustrate tagliano le spese inutili, a fronte di una piccola spesa e fatica iniziale e alla lunga riducono il PIL nazionale. Finchè le logiche di mercato si fondano sul profitto e si misura il benessere con un indice (PIL) quantitativo, piuttosto che uno qualitativo, il cambiamento culturale sarà difficoltoso (Il PIL misura come ricchezza qualsiasi nefandezza:un imballaggio inutile , il traffico, le malattie,ecc..creano tutte profitto, indotto e lavoro, pazienza se a pagarne le spese siano le generazioni future). Chi lo sosteneva ha fatto una brutta fine ( http://www.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw ).
Vi lascio con un video che spero faccia rifletetre, intitolato: ''La storia delle cose'': http://www.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU