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mercoledì 13 ottobre 2010

FROSINONE - Scalia su mobilitazioni locali contro il Piano Sanitario

 
Francesco Scalia consigliere regione Lazio PD FROSINONE - “Al rifiuto di discutere il piano di riassetto della rete ospedaliera in Consiglio Regionale ed alla completa indifferenza verso l’appello a lei rivolto dal Prefetto Maddaloni, la Polverini ha infine snobbato anche i sindaci giunti davanti alla sua porta chiedendo di incontrarla. Ogni confronto è rimandato a data successiva a quella di domani, quando il Piano sarà discusso col Governo ed i giochi saranno ormai fatti”. Queste le parole del consigliere regionale Francesco Scalia a commento delle proteste organizzate in questi giorni contro i tagli disposti dal piano regionale alla sanità provinciale.
“La mobilitazione di lunedì al fianco dei sindaci, quella di ieri a Pontecorvo e quella di oggi davanti al Ministero dell’Economia, dove avverrà l’incontro sul documento, testimoniano che la gente non ha alcuna intenzione di rimanere a guardare mentre la sanità del proprio territorio viene immiserita se non completamente cancellata. Dal canto suo – continua Scalia -, la Polverini o continua a mentire o non conosce il Piano di riassetto della rete ospedaliera che il sub commissario Morlacco, per conto del Governo Nazionale, ha confezionato e che lei ha sottoscritto, in barba a tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Si tratta di un piano folle, che taglia 327 posti letto nella nostra provincia, di fatto demolendo la nostra sanità. Il piano sanitario adottato quando era al governo regionale il centrosinistra prevedeva il taglio di posti letto laddove c’è un eccesso di offerta ospedaliera (Roma) e li aumentava nelle province, per riequilibrare e per frenare la mobilità verso altre regioni, fonte di costi aggiuntivi. Il piano della Polverini fa l’esatto contrario: taglia nelle province a vantaggio di Roma, regalando peraltro decine di posti letto alle cliniche private romane. Il centro destra provinciale ha, in questa vicenda, dimostrato tutta la propria irrilevanza politica. I Consiglieri regionali neanche conoscevano il piano che si stava preparando: parliamo di sanità, di una delle materie che più toccano i destini della gente e che impegna l’80% del bilancio regionale! A Fiorito, addirittura, hanno chiuso l’ospedale della propria città senza neanche avvertirlo. Oggi accettano l’imposizione della Polverini di portare il piano alla discussione del Consiglio solo dopo l’approvazione del Governo, quando, cioè, non ci sarà più nulla da fare. Dobbiamo, invece, intensificare la protesta, anche per evitare che la Polverini utilizzi i 337 posti letto tagliati oltre il dovuto per proprie “marchette” politiche ed ottenere, invece, che li restituisca a territori come il nostro che sono stati fortemente penalizzati”.