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giovedì 23 settembre 2010

Umberto Guidoni contro la propaganda Tremonti sul nucleare

Umberto Guidoni Umberto Guidoni è stato un astronauta, è astrofisico e politico. Mi è capitato di intervistarlo per ecoblog tempo fa e si è sempre detto contro l’uso delle centrali nucleari, diversamente da un altro astrofisico che è Margherita Hack.
Questa volta smaschera una delle tante propagande usate per rendere belle e possibilmente necessarie le centrali nucleari. Il grimaldello usato dal Ministro Giulio Tremonti è l’eolico:
Non dobbiamo credere a quelli che raccontano le balle dei mulini a vento, le balle dell’eolico, vi siete mai chiesti perché in Italia non ci sono i mulini a vento? Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza.
Il nucleare invece… Secondo Umberto Guidoni la realtà non è proprio quella descritta dal Ministro Tremonti e scrive:
Come al solito, è un misto di parziali verità condito con realtà ignorate, populismo e pesanti allusioni. Insomma un perfetto campione dell’informazione a senso unico che ci viene propinata a reti unificate. E’ vero che l’Italia importa elettricità dalla Francia, ma il solerte ministro dimentica di dire come e perché. Le centrali nucleari francesi non si possono spegnere e continuano a produrre energia elettrica anche di notte quando c’è meno richiesta. Per questo i francesi sono costretti a svenderla all’Italia che può comprarla a prezzi stracciati. Al contrario la Francia non ha sufficiente elettricità per coprire il suo alto fabbisogno di giorno, al picco della richiesta, ed è costretta ad importarla proprio dall’Italia che ha un eccesso di capacità produttiva di energia elettrica. Come è ben noto (articolo di Le Monde del 17 novembre scorso) è più la quantità di energia elettrica che la Francia importa di giorno di quella che esporta di notte. Come si vede mezze verità condite da una colossale bugia: l’Italia ha un eccesso di capacità produttiva e non ha bisogno di nuove centrali, tantomeno nucleari. Sull’accusa di malaffare abilmente gettata contro le fonti rinnovabili il ministro dovrebbe sapere che sono i grandi appalti e la scarsa trasparenza ad attirare il rischio di corruzione e di infiltrazioni di organizzazioni criminali. Mi sembra che basti l’esempio della “protezione Civile SpA”, di cui Tremonti e il suo governo hanno la “quota di maggioranza”.