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mercoledì 15 settembre 2010

Berlino, sabato il corteo no-nuke Centomila le adesioni on line

La centrale atomica di Bohunice, in Slovacchia
Il 18 settembre la manifestazione contro i piani del governo tedesco di prolungare la vita degli impianti nucleari. Anche il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, ha criticato la scelta della coalizione guidata da Angela Merkel
Sono già oltre 100mila le persone che negli ultimi giorni hanno aderito su Internet alla giornata di protesta organizzata per sabato prossimo in Germania contro i piani del governo di prolungare la vita degli impianti nucleari del Paese. Le adesioni sono arrivate sul sito anti-atom-demo.de e oggi anche il presidente del Bundestag - Norbert Lammert - ha criticato la coalizione di governo su questo tema. Gli organizzatori, l'associazione antinuclearista tedesca '.ausgestrahlt', prevedono la partecipazione di decine di migliaia di persone a Berlino, dove si terrà la manifestazione principale, di fronte al Parlamento e alla cancelleria.
L'associazione ha annunciato inoltre che sabato costruirà nella capitale una "montagna gigantesca" di finti fusti per lo stoccaggio delle scorie radioattive ed ha invitato tutti i partecipanti all'iniziativa a portare un contenitore fatto in casa. Intanto, Lammert è stato critico nei confronti della maggioranza, accusando l'Unione (Cdu-Csu) e la Fdp di aver agito in modo unilaterale su questo tema.
"Non penso che la soluzione trovata, che verrà realizzata senza il consenso del Bundesrat (la Camera alta dei rappresentanti regionali, ndr), sia stata un colpo di genio", ha commentato Lammert durante un'intervista all'agenzia di stampa Dpa, sottolineando anche i "rischi costituzionali" della proposta. Il governo ha deciso la settimana scorsa di prolungare la vita dei 17 impianti nucleari del Paese in media di 12 anni rispetto alla legge varata dal governo (1998-2005) rosso-verde di Gerhard Schroeder.
Secondo i piani originari, la Germania sarebbe dovuta uscire dal nucleare al più tardi nel 2025: con la decisione odierna, che dovrà essere approvata dal Bundestag, le ultime centrali dovrebbero chiudere nel 2040 (grazie ad alcune proroghe di cui dovrebbero beneficiare gli impianti più recenti). (Ansa).