sabato 14 agosto 2010

Italia e cultura: sprechi, incompetenza e tagli insensati


Abbiamo plaudito all’approvazione dell’emendamento firmato da Matteo Zangirolami per l’istituzione di un fondo di solidarietà per disoccupati, cassaintegrati ed emergenze lavorative e siamo lieti di apprendere che il taglio dei contributi destinati alla realizzazione della mostra dell’Alto Medioevo, per l’istituzione appunto del fondo non prevede l’annullamento della mostra stessa ma semplicemente la sua posticipazione. Cogliamo l’occasione per tenere alta l’attenzione di tutti verso l’Italia culturale che ha subito un duro colpo infertogli, come al solito, dagli incompetenti al potere, creando nuovi disoccupati. E’ vero! Vent’anni di dominio delle sinistre nei teatri si sono fatti sentire e non poco; i bilanci sempre in eterno passivo grazie ai clientelismi politici dei quali anche la sinistra è profonda sostenitrice, sperperi per agevolare incompetenti tesserati o di chiara estrazione senza alcuna capacità organizzativa; registi dai nomi roboanti che con la scusa di allestire scenografie faraoniche hanno fatto spendere ai teatri cifre a sei zeri. Quest’anno l’Arena di Verona ha dato tutte le regie delle cinque opere in cartellone al m° Zeffirelli che spero gli abbia fatto almeno uno sconto (e pensare che il presidente dell’Arena e’ il sindaco Tosi , stessa area del signor Bondi quindi d’accordo con lui nel ridurre spese inutili nei teatri), Direttori Artistici che gestiscono i cartelloni in collusione con le grosse agenzie senza lasciare spazio democratico alle restanti piccole agenzie e di conseguenza, senza concorrenza, creando un mercato al rialzo. E così i costi sono lievitati alle stelle, senza freni, fino al crollo economico dei teatri, gli Enti lirici italiani (13) con una media di 400-500 dipendenti producono di media tra i 50-60 spettacoli all’anno, a questi vanno aggiunti i 24 Teatri di tradizione alcuni dei quali con medesimo organico degli Enti lirici con numero ancora inferiore di spettacoli all’anno e con un totale di dipendenti dell’industria lirica italiana di più di 12.000 lavoratori sicuramente troppi per così pochi spettacoli costosissimi. Ora al governo, non vi sarà sfuggito, e’ salita la destra e quindi sarebbe stato logico che avessero somministrato una solenne purga per tutti quei “magnoni” della sinistra e pensavo che direttori artistici incompetenti e collusi, agenzie teatrali, registi roboanti e costosissimi, sovrintendenti quantomeno miopi sarebbero stati mandati tutti a casa, ahimè sbagliavo mentre tutti rimarranno ai loro posti a casa ci andrà buona parte dei lavoratori. Ed eccoci al castigamatti di turno, l’incompetentissimo Bondi (non riesco a chiamarlo Ministro).I teatri non funzionano? Sono in passivo? Si analizzi e si studi il perché, forse cambiando il sistema, mettendo persone qualificate e competenti e soprattutto disinteressate si potrebbe risollevare questo settore in crisi, non chiudendo i teatri. Signor Bondi neanche un bambino avrebbe agito cosi! Guardiamo all’estero, in paesi come la Germania dove per la soluzione della crisi non si è ricorso a tagli folli ai teatri perché lì funzionano anzi producono occupazione, cultura e benessere. Facile la ricetta: ai vertici gente competente, nessuna improvvisazione ed una media di circa 350 spettacoli all’anno per Teatro non solo Lirica, ma anche Balletto, Musical, Prosa, Sinfonica, Cameristica, Liederistica , Musica Sacra, Musica Folk ecc., teatri sempre pieni se non esauriti anche perchè un ingresso a teatro in platea costa quanto un biglietto al cinema. All’estero per la lirica si fanno 10-12 titoli all’anno, 4/5 nuove produzioni, il resto riprese che costano poco perché hanno ammortizzato le spese negli anni, lo stesso vale per la danza, il musical e la prosa. In Italia si fanno 4/5 forse 6 titoli d’opera all’anno per massimo 6/8 repliche, solo nuovi allestimenti (al massimo si noleggiano da altri teatri lirici e verificando i costi di noleggio si scoprirebbe un ulteriore business). I Musical sono prodotti da compagnie private che girano l’Italia senza alcuna tutela lo stesso dicasi per il balletto e per la prosa, pochissima sinfonica e niente per tutto il resto. I teatri non funzionano, ma non è eliminando da subito il corpo di ballo e gli aggiunti dei cori e delle orchestre che si risolve il problema, in questo modo si rende impossibile da subito la messa in scena di opere di grande massa come Turandot, Nabucco, Aida, Tosca per dirne qualcuna, quindi d’ora in poi oltre Barbiere di Siviglia, Rigoletto e Madama Butterfly ci saranno solo operine del 600-700, beh il lato positivo è che riscopriremo La bella Molinara , La finta giardiniera , Bastiano e Bastiana ecc…. Caro Verdi e Puccini, carissimi Bellini e Donizetti ,Cilea e Zandonai ed altri illustri colleghi vi devo comunicare che il signor Bondi ha deciso che non rappresentate più il patrimonio culturale-musicale Italiano e quindi anche voi siete licenziati, tanto ai signori della Lega e del Pdl che cosa importa? Il popolo deve essere ignorante per poterlo manipolare come si vuole quindi meglio i “grande fratello”, i reality e i talkshow come “uomini e donne” o “La pupa e il secchione” meglio l’annientamento culturale ma comodamente seduti in casa che una sana cultura in poltrona a teatro. Plaudiamo anche ai Mondiali di calcio che quest’anno sono nati all’insegna della cultura in cui si chiede per tutti i bambini del mondo il diritto alla cultura, il diritto al domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, al futuro.
Concludo con una riflessione sul blocco delle assunzioni, quando un lavoratore, non aggiunto, ma stabile (maestranze, tecnici sartoria, amministrazione) raggiungerà l’età pensionabile non sarà più sostituito quindi fra qualche anno il direttore artistico ed il sovrintendente, che sono cariche istituzionali, forse di merito talvolta ma politiche, non soggette quindi al blocco si troveranno da soli in teatro che faranno? Se la canteranno e se la suoneranno? O giocheranno a carte in quelle enormi platee vuote?
M. Danilo Rigosa
MoVimento 5 Stelle - Rovigo