sabato 7 agosto 2010

16 Mesi

Sedici mesi

Son trascorsi sedici mesi esatti da quella notte che ha cambiato la vita di centomila persone. E che ha spento 308 anime. E, nonostante tutto, L'Aquila, già ferma, già ferita,già esausta, va in ferie. E' giusto che sia così: una sorta di normalità. Non avevo mai abbandonato la mia città nei mesi estivi. Amavo trascorrere l'estate a casa mia. Nella città meravigliosa e deserta. Deserta per scelta, non per obbligo. E allora erano passeggiate solitarie nei vicoli ombreggiati. Era fermarmi a sedere su un gradino. A guardare il cielo. Fra le pietre scolpite. Le finestre austere e i portali dei cortili segreti. Era spiare le case deserte. E sentire lo scroscio delle fontane. Chinarsi a bere l'acqua saporita. Gelata sui denti. E poi tornare a casa e godere di quella terrazza che era la mia gioia ed il mio vanto. E pensare, orgogliosa, che la solitudine di quel posto, sui tetti, vicino al cielo, fosse meglio di qualsiasi luogo di villeggiatura. Affollato ed afoso. La mia villeggiatura era il silenzio dei quei luoghi di sempre. Era un gelato con le fragoline di bosco, raccolte nelle passeggiate in montagna. Erano i rintocchi del campanile del Duomo. Così vicino a quella terrazza amata. E nitidi, nel silenzio. E le rondini, le gazze, i passeri. E la storia che correva su quei muri. E nelle mie vene. La consapevolezza di essere fortunata.
Lo scorso anno, in agosto, ero a Roma. Per la prima volta, dopo quattro mesi,e per qualche settimana, in una casa. Ancora sconvolta. Grata alla sorte solo di essere viva. Ma confusa. Con il cuore spezzato e la paura che covava dentro.
Oggi sono ancora fra questi monti. Tenacemente attaccata a questi monti. A dirmi, come prima, che l'estate qui è bella. Anche senza la mia casa. Anche senza la mia vita di prima. Mi sento sola, a volte. E triste, sempre. Anche se rido e sorrido alla vita. Che c'è. E va vissuta. La memoria resta con i ricordi. Vivissimi. La speranza va e viene. La forza di andare avanti, e lottare, giunge dalla consapevolezza che altro non si può fare.
Tra qualche giorno le stelle cadenti. Quelle dei desideri di bambina.