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mercoledì 28 luglio 2010

Pirati Affettivi

di anna mulattieri

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Diventiamo ogni giorno più belli, seguiamo le tendenze e frequentiamo i locali “giusti” dove poter interpretare il nostro ruolo. Tutti presi dalla corsa all'oro, alla costante ricerca di “qualcosa di più”. È questa la felicità? Sono queste le cose che ci fanno stare bene, in pace con noi stessi e con gli altri?
Viviamo di troppa materialità con il rischio di vivere una vita superficiale. E superficiali lo siamo soprattutto nei nostri affetti. Contiamo sulla pietà di chi ci sta intorno, sui sentimenti degli altri. Abbiamo pretese sul compagno o la compagna, sui figli e persino sugli amici. Però poi ci comportiamo da duri e inflessibili, spesso dediti all'abbandono e all'assenteismo. Ci ritroviamo così gonfi di amor proprio, possessivi, con un insicurezza profonda e molta ansia di controllo; siamo abituati a commisurare il bene degli altri in base a come si relaziona al nostro. Sempre più frequentemente ci comportiamo da “pirati affettivi” pronti a rubare, senza mai dare. Tuttavia si continua a covare una sorta di smarrimento angoscioso. Cresce il senso di smarrimento di fronte al futuro, un sentimento di precarietà che sembra dominare in ogni campo della esistenza, soprattutto nei più giovani. L’insicurezza è, sotto molti aspetti, uno dei tratti principali della nostra epoca. Avvelena molti ambiti della nostra vita.
L’uomo “insicuro” è un facile gingillo per il potere, finirà per accodarsi, più o meno inconsciamente, all’andazzo generale, ovvero alle direzioni che il potere con i suoi strumenti fa intraprendere e nell’affettività sarà una facile preda delle mode. L'uomo nella sua evoluzione è cambiato molto. In origine non aveva le restrizioni mentali che oggi ha e che lo portano al controllo delle proprie emozioni. Ha imparato a nascondersi dietro maschere per fingere indifferenza e ad indossare corazze per difendersi dal mondo. Tutto ciò lo ha portato ad inaridirsi, via via sempre più, vivendo cinicamente i propri rapporti. Ha perso la semplicità e la naturalezza dei propri sentimenti.
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Ma l'uomo se potesse vivere in equilibrio tra ragione ed emozionalità potrebbe riscoprire il vero volto della propria affettività e ritrovarne la ricchezza. Abbandonare tutte le costrizioni che si è imposto, dando fine a quel baratto di sentimenti che tanto lo angoscia per vivere finalmente in armonia con sé stesso e gli altri. Perché l'amore, quello vero, non segue le mode né scende a compromessi di nessun tipo... semplicemente è incondizionato.