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martedì 6 luglio 2010

Nikola Tesla: un lampo di genio

di Massimo Teodorani

La storia dell'uomo che voleva fornire energia illimitata al mondo

Nikola Tesla, pur essendo vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è sicuramente lo scienziato che più di ogni altro ha contribuito a elettrificare il mondo.

Nonostante sia titolare di oltre 700 brevetti relativi ad altre invenzioni di ogni genere che spaziavano dall’elettricità alla meccanica e alla fluidodinamica, viene ricordato quasi esclusivamente solo per l’invenzione delle correnti alternate, quel sistema oggi diffuso in tutto il mondo che ha permesso la trasmissione efficiente di energia elettrica sulle lunghe distanze. E pensare che fu proprio lui a inventare la radio e non Marconi, cosa che gli fu riconosciuta solo dopo la sua morte da una corte legale degli Stati Uniti, terra dove esplicò in maniera sorprendente il suo genio.

Elencare tutte le invenzioni di questa mente straordinaria è compito arduo, ma certamente possono essere ricordate, oltre alla radio, la sua famosa bobina funzionante secondo il principio del campo magnetico rotante, il battello telecomandato, la turbina senza lame, le lampadine a fluorescenza, l’aereo a decollo verticale, il tachimetro e l’iniettore elettrico per automobili, la prima macchina elettroterapeutica.

Il suo genio non era solo dedito alla tecnologia ma anche alla scienza pura. Per questo dette fondamentali contributi nello studio dei raggi X, dei raggi cosmici, dei fulmini
e dei fenomeni di plasma, della fisica particellare, della fisica teorica, della geofisica e della sismologia.

Unendo le sue doti di ideazione, che si fondavano su una formidabile capacità di visualizzare non solo i concetti ma anche strumenti già funzionanti che mettevano in pratica quei concetti, alle sue capacità ingegneristiche, Tesla voleva soprattutto fornire energia illimitata al mondo.

Purtroppo questo suo sogno dovette scontrarsi con la logica del profitto imperante nel mondo e con l’affarismo dei magnati del tempo, i quali non volevano elargire fondi per sviluppare sistemi particolarmente innovativi ma solo trarre profitto dalle invenzioni immediatamente utilizzabili.

Proprio come le invenzioni del rivale Thomas Edison, il quale pur molto meno sofisticato di Nikola Tesla, offriva applicazioni pratiche immediatamente commercializzabili. Per questa ragione, grossi magnati come George Westinghouse e Pierpont Morgan, dei progetti di Tesla decisero di finanziare solo le applicazioni immediate della sua scoperta della corrente alternata ma non gli dettero appoggio economico, se non per tempi molto limitati, quando Tesla decise di costruire un sistema estremamente innovativo: la trasmissione di energia senza l’utilizzo di fili, quel sistema che, secondo Tesla, avrebbe donato energia gratis al mondo.

Proprio questa sua impresa, che riuscì a portare avanti per qualche anno nei leggendari laboratori di Colorado Springs e Long Island, fu la causa dell’improvviso disinteresse del mondo industriale nei suoi confronti.

Distribuire energia libera a tutti avrebbe significato la fine del business dei magnati.
Allo stesso tempo gli accademici del tempo iniziarono a screditare Tesla, contraddicendo e tradendo gli scopi reali in base ai quali funziona la scienza, dal momento che seguire la formidabile spinta innovativa di questo genio, avrebbe potuto significare, per essi, la fine del loro asservimento al potere militar-industriale, quello che garantiva loro la sopravvivenza e una carriera assicurata presso i loro istituti.

Tratto da Tesla, lampo di genio di Massimo Teodorani, Macro Edizioni, 2005.

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/nikola-tesla-un-lampo-di-genio.php