martedì 4 maggio 2010

Sparare sulla Croce Rossa

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I fatti riportati dagli Amici di Beppe Grillo di Roma sulla gestione della Croce Rossa da parte di Maria Teresa Letta, sorella di Gianni Letta, sono lo specchio di un collasso morale. I tribunali della Repubblica giudicheranno. Il blog seguirà il processo a chi ha sporto denuncia (?), il Maresciallo Lo Zito, dalla sua prima udienza, il 12 maggio. Muto doveva stare! Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"Caro Beppe,
oggi ti vogliamo raccontare una storia di mala gestione della cosa pubblica e di come, denunciare questi illeciti, porti conseguenze solo a chi li denuncia e non a chi li commette!
Abbiamo conosciuto qualche tempo fa il maresciallo capo Vincenzo Lo Zito, funzionario amministrativo della Croce Rossa Italiana. La Croce Rossa non è, come la maggior parte delle persone pensa, un Ente benefico privato, ma bensì un Ente pubblico finanziato attraverso i contributi che ogni anno i Ministeri preposti erogano. Quindi parliamo di soldi nostri.
La Croce Rossa, come tutti gli Enti pubblici, ha un Organo politico che ha compiti di indirizzo (obiettivi) ed un Organo amministrativo con relativa struttura, che organizza e gestisce le attività volte al raggiungimento di tali obiettivi. Organi e competenze ben separate, quindi l'Organo politico NON può e NON deve entrare nella gestione amministrativa e men che meno può gestire risorse e denaro.
Questo Ente, come noto, è presente su tutto il territorio nazionale e per il perseguimento delle relative finalità si serve di personale civile, personale militare e volontari (vi sono in tutto 7 componenti volontaristiche all’interno della CRI, con rispettive “poltrone” in ambito nazionale, regionale, provinciale e comunale. Lascio a te ogni considerazione al riguardo!).
Il Maresciallo capo Lo Zito fa parte del Corpo Militare della Croce Rossa e, fino all’11 agosto 2008 , era in forza presso il Comitato Regionale CRI dell’Abruzzo, con compiti di gestione amministrativa del medesimo Comitato. Durante la sua attività ha rilevato che l’allora Presidente, ora Commissario del Comitato Regionale CRI, Prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del più famoso Gianni Letta, non svolgeva la sua funzione in modo conforme alla legge e ai regolamenti, occupandosi quest’ultima anche di attività prettamente amministrativa, tra cui la gestione autonoma e tutt’altro che trasparente del denaro pubblico con rispettivi conti correnti gestiti a sua firma.
Inoltre veniva riscontrata l’assenza dei libri contabili presso la sede CRI, la mancata istituzione del registro delle Ordinanze Commissariali e delle Determinazioni Direttoriali, l’assenza del partitario delle fatture sia attive che passive presso la sede CRI, la scarsa chiarezza sul patrimonio immobiliare CRI e relativo utilizzo, la gestione personale di un proprio protocollo diverso da quello ufficiale, la presenza di carta intestata riportante un numero di fax non corrispondente a quello della sede Regionale CRI, e chi più ne ha, più ne metta, attività perpetrate dalla Letta, in totale contrasto con la carica politica rivestita!
Peraltro il Maresciallo aveva anche fatto presente che la stessa Letta rivestiva un doppio incarico, in quanto oltre ad essere Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo, era anche responsabile amministrativa del Comitato Locale CRI di Avezzano, cioè controllato e controllore erano la stessa persona!
Il Maresciallo, da bravo servitore dello Stato, inizialmente ha provveduto a fare le dovute segnalazioni presso i competenti Organi della sede Centrale CRI di Roma, alle quali è seguita un’ispezione da parte di tre componenti del Collegio dei Revisori dei Conti, che si è conclusa con un pranzo di questi ultimi con la stessa Maria Teresa Letta!
Vista la situazione, il Maresciallo ha reso pubblico “l’esito” di tale ispezione e si è ritrovato querelato per calunnia, non solo dai suddetti tre revisori, ma da ben 7 membri dello stesso collegio!!!
Tutte le persone che nel frattempo hanno provato a “riorganizzare” la gestione del Comitato Regionale Abruzzo, sono state puntualmente rimosse (ben tre Direttori Regionali). Anche il Maresciallo Lo Zito è stato trasferito a circa 300 km dalla sua abitazione (Comitato di Assisi), nonostante il parere contrario espresso dal collegio medico militare della CRI (in quanto nel frattempo, a causa di tutto lo stress conseguente a tale situazione, il Maresciallo ha avuto un infarto con l’applicazione di tre bypass).
Per tutte le “irregolarità” amministrative riscontrate, il Maresciallo Lo Zito ha anche investito la Corte dei Conti della Procura Regionale L’Aquila e della Procura Generale di Roma, ma senza alcun risultato! Insomma, tutto è rimasto immutato, anzi no … qualcosa è cambiato, ma a carico del Maresciallo Lo Zito, per il quale è stato richiesto dal Commissario Straordinario della CRI, Avv. Francesco Rocca, l’avvio di ben due provvedimenti disciplinari di Stato ed in più, il 12 maggio prossimo, subirà il processo presso la Procura di Roma, per la querela fattagli dai revisori dei conti!
Ah, dimenticavamo, anche il Colonnello Roberto Orchi (Ispettore Nazionale del Corpo Militare CRI) è stato rimosso dall’incarico, per aver ritenuto di non dover dare avvio al primo provvedimento disciplinare di Stato nei confronti del Maresciallo!
Inutile dirti che anche gli altri dipendenti della CRI, che hanno segnalato delle “irregolarità” gestionali presso sedi diverse da quelle abruzzesi, sono stati rimossi, demansionati e puniti con provvedimenti disciplinari!
Noi chiaramente non lasceremo sole queste persone, e saremo presenti durante il processo che si terrà il 12 maggio nei confronti del Maresciallollo Vincenzo Lo Zito. Faremo in modo di far sentire, in maniera pacifica, tutta la nostra indignazione per quanto avviene nella CRI!
Beppe, niente di nuovo sotto al cielo, ma per quanto tempo ancora potremo continuare a sopportare tutto questo in maniera pacifica?"
Amici di Beppe Grillo di Roma