lunedì 10 maggio 2010

Cave, cemento e discariche

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Ecco dove ci conduce la prona accettazione dell'attuale modello di "sviluppo". Producete! Consumate! Sprecate! Gettate via! Eppoi lavorate in schiavitù per poter comprare quello di cui non avete bisogno! Queste sono le tavole dei comandamenti della fine del mondo. Una moltitudine inarrestabile però si è attivata, si è connessa in una rete invisibile ma tangibile e sta portando a coscienza la necessità di un cambiamento profondo, una transizione necessaria, non più procrastinabile. La transizione, la moltitudine inarrestabile, siamo noi, tutti i giorni, riducendo l'impatto dei nostri stili di vita, diffondendo informazioni sulle tecnologie d'efficienza, impegnandoci in prima persona per una politica onesta ed affidabile. nb La Regione Piemonte nella scorsa legislatura aveva scritto una proposta di piano regionale rifiuti con 2 nuovi, inutili, costosi e dannosi inceneritori (e quindi relative discariche per le ceneri e per rifiuti pericolosi), senza neanche prendere in considerazione la possibilità di un obiettivo Rifiuti Zero al 2020. Lavoreremo affinchè venga varato un piano a reale tutela dei territori e degli abitanti del Piemonte. Davide Bono Valledora: la terra del rifiuto 300 km quadrati di pianura padana tra le province di Vercelli, Biella e Torino, intorno il lago di Viverone. Terra di orticoltura, cereali e vigneti che ospita i depositi di scorie nucleari di Saluggia e di Trino, le centrali termoelettriche di Livorno Ferraris, le cave di Tronzano, la linea ad Alta velocità Milano-Torino e le discariche di Cavaglià e Alice Castello. In questi comuni, appena sopra la falda acquifera che scorre copiosa a valle, sono stoccati due milioni e cinquecentomila metri cubi di rifiuti.da altre province e altre regioni. Già a inizio anni '90 vennero lasciate inesorabilmente morire l'agricoltura e le piccole aziende locali o artigianali e da allora una serie di comitati cittadini, riuniti nel Movimento Valledora è diventato una presenza costante e critica, per tentare di fermare lo scempio. "Siamo colonizzati da grandi imprese trans- regionali e da multiutility potenti. Qui la pianificazione del territorio non è esistita e chi doveva amministrare si è messo il paraocchi e ha autorizzato via via un impianto alla volta. Le compensazioni ai comuni o alle province svendono il suolo e il sottosuolo ..regalando uno dei più bei lembi di pianura padana all'estrazione della ghiaia, anticamera della cementificazione" e della trasformazione in discariche. Anna Andorno, per Movimento Valledora...