martedì 20 aprile 2010

Agile ex Eutelia, sì al commissariamento No del tribunale al concordato di Omega

Il tribunale fallimentare di Roma ridà speranza ai duemila dipendenti senza stipendio da settembre e senza ammortizzatori sociali. Denuncia di lavoratori e Pd: "Uomini Mediaset dietro l'operazione, il governo dica se ci sono interessi del premier"di SALVATORE MANNIRONI


ROMA - Una settimana con il fiato sospeso, ma oggi per i quasi duemila dipendenti Agile-ex Eutelia è arrivata la buona notizia. Il tribunale fallimentare di Roma ha respinto la proposta di concordato preventivo presentata ai primi del mese dal gruppo Omega, aprendo la strada al commissariamento dell'azienda.

"Finalmente una buona notizia - ha commentato Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese - ma siamo sempre in una valle di lacrime. Ora speriamo che con l'amministrazione straordinaria si possa tornare a parlare delle prospettive dell'azienda e dei lavoratori, condizioni che sono molto compromesse dopo mesi di malgoverno del management di Agile e di semplice gestione dell'ordinario da parte dei custodi".

I lavoratori della sede torinese, come i colleghi delle altre sedi senza retribuzione dal settembre scorso, esprimono "viva soddisfazione" e sottolineano come il presidio permanente non abbia "mai influito sulla situazione lavorativa garantendo la totale assistenza ai clienti della società".

La decisione del tribunale fallimentare di Roma ridà dunque un po' di speranza ai lavoratori dell'ex controllata Eutelia, specializzata nella fornitura di servizi per il settore dell'Information technology, acquisita nel luglio scorso in blocco e per la somma di un euro dal gruppo Omega. Un'operazione piena di ombre, che sgravava Eutelia di tutti gli oneri legati al costo del personale senza far intravvedere alcun beneficio per l'acquirente che, del resto, poco dopo annunciava un piano di licenziamenti collettivi per circa 1.200 lavoratori. Non solo, mentre l'amministrazione di Eutelia è sotto
inchiesta penale ad Arezzo e Milano, per la società Libeccio, holding di controllo di Omega, è stato chiesto il fallimento dal tribunale milanese.

Oltre a questo, al blocco degli stipendi sin dal mese di settembre e all'assenza di qualsiasi ammortizzatore sociale, a preoccupare i dipendenti di Agile è sempre stata l'incertezza sulla reale titolarità di Omega e sulla serietà e l'affidabilità del management del gruppo, composto da amministratori specializzati nel rilevare aziende decotte o in difficoltà. In questa situazione, la proposta di concordato preventivo presentata per Agile ha fatto tremare lavoratori e sindacati, tanto più che il 12 aprile il giudice romano aveva concesso un'altra settimana di tempo a Omega per integrare l'offerta con un piano concreto che evitasse il commissariamento.

La proposta di Omega, alla fine, non ha evidentemente convinto il tribunale. Come denunciato dalle segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, l'offerta prevedeva la cessione di Agile, con la formula dell'affitto di ramo d'azienda, alla società Italcontact, una srl "appena iscritta alla Camera di commercio, con un capitale di soli 10mila euro e il cui amministratore è un uomo di Omega".

Secondo i sindacati, dietro la vicenda Agile si nasconde un piano preciso per scaricare sulla collettività - che finirà per farsi carico della cassa integrazione - i costi sociali di un'operazione il cui unico obiettivo era "ricapitalizzare" Eutelia, spogliando di tutti i pesi il suo vero tesoro: la rete a fibre ottiche (14mila chilometri), preziosissima per i gruppi imprenditoriali interessati in prospettiva alle piattaforme informatiche per la fornitura di servizi integrati e a richiesta. Come Mediaset.

Così, riprendendo l'esito di un'inchiesta svolta in questi mesi dai lavoratori ex Eutelia, anche il Pd sospetta che in fondo all'intera vicenda possano esservi uomini e interessi legati al presidente del consiglio: "Il governo - ha detto Stefano Fassina, responsabile lavoro del Pd - è chiamato in causa per le sue responsabilità istituzionali, ma anche perché è in potenziale conflitto di interessi data la recente nomina ad amministratore delegato del gruppo Omega di Domenico Lo Jucco".

Chi è Lo Jucco? E' uno degli uomini più vicini a Silvio Berlusconi sin dagli albori della sua carriera imprenditoriale e politica: tra i fondatori di Publitalia prima e di Forza Italia poi, nel partito ha fatto parte del comitato ristretto per la scelta dei candidati e ricoperto l'incarico delicatissimo di tesoriere oltre a quelli di parlamentare e sottosegretario. Secondo Fassina, quindi, il governo deve da un lato chiarire gli eventuali interessi personali del presidente Berlusconi nella vicenda Omega e dall'altro fare in modo che siano mantenute le commesse pubbliche per Agile.