sabato 20 marzo 2010

Pdl in piazza: la manifestazione però è un mezzo flop


Berlusconi e gli organizzatori annunciano: “Siamo un milione”. In molti punti di Piazza San Giovanni però si circolava tranquillamente. Ecco il racconto della Piazza dell'Amore

“Siamo un milione”. Come in un film già scritto (La Repubblica questa mattina profeticamente aveva scritto “Comunque andrà, dirà che sono un milione” ndr) Silvio Berlusconi ha salutato la folla dell'Amore con un conteggio tutto suo. Una piazza San Giovanni piena, acchitata ad arte per le telecamere, colorata dal bianco delle bandiere e da quello dei capelli di chi l'ha riempita.

LA GENTE IN PIAZZA – Già, perché camminando questo pomeriggio per Piazza San Giovanni ci si poteva rendere conto che il Pdl più che pescare tra i disoccupati (ieri e oggi girava la voce che avesse pagato 100 euro ogni disoccupato disposto a raggiungere Roma), ha attinto a piene mani tra i pensionati. Tanti, tantissimi gli ultracinquantenni in piazza. Pochi, pochissimi i giovani, che forse nascosti dall'entusiasmo dei loro genitori e nonni, hanno preferito darsi allo shopping romano.
IL CLIMA - A farla da padrone è stato Demo Morselli che ha riscaldato il Popolo della Libertà accogliendo i due cortei giunti a Piazza San Giovanni con la musica di Guerre Stellari. Sono da poco passate le 17 quando un Alemanno che invita a votare Polverini (qualcuno del Pd gli ha dato dell'Ultras, altri del valletto, ndr), annuncia Silvio Berlusconi. Il premier inizia a parlare e ripete il repertorio che ha infiammato questi giorni. Nulla di nuovo

LA SCENOGRAFIA - Le telecamere fanno sembrare la piazza piena. Verdini e Berlusconi urlano: “Siamo un milione”. La piazza si gasa, ma ci crede poco. Chi conosce piazza San Giovanni e l'ha frequentata per manifestazioni e concerti sa bene che entrare da piazzale Appio o da via Carlo Felice è spesso impresa impossibile. Stavolta invece si passeggia tranquillamente o quasi.

Viale Carlo Felice è rimasta aperta al traffico fino alle 15.30. I chioschi di bibite e panini, che in queste occasioni non mancano mai, stranamente stavolta latitavano. La gente era concentrata tutta o quasi all'interno di un perimetro delimitato da una ventina di gazebo. Uno per ogni regione al voto, con l'aggiunta di circoli vari.

Tantissime le bandiere, addirittura più numerose della gente disposte a prenderle. Abbiamo potuto vedere cartoni pieni di drappi con il simbolo del Pdl e della Polverini intonsi sotto i gazebo. Tante anche le aste rimaste ai volontari che con pazienza, al termine della manifestazione hanno dovuto riportare a casa il non consegnato.

LE TV PRIMA DI TUTTO – La sensazione è che tutto fosse finalizzato alla regia televisiva. I gazebo, piazzati a recinto della piazza, trasformavano le aiuole della piazza in una sorta di catino, perfetto per le inquadrature televisive. Le bandiere bianche, che un Demo Morselli in forma smagliante invitava ad alzare quando qualcuno di importante prendeva la parola, davano la sensazione di una marea infinita. La manifestazione insomma, intesa nei suoi aspetti organizzativi, è senza dubbio ben riuscita.

Le immagini riprese dall'alto però, prontamente girate in rete, testimoniano di un flop, numerico. Non sta a noi quantificare, ma secondo noi i 500.000 attesi e annunciati erano una chimera.

I CARTELLONI – Silvio Berlusconi poi aveva promesso una manifestazione pro e non contro. Ti aspetti quindi striscioni votati all'amore ed invece ecco la delusione. Di Pietro diventa “Il Matto” o i il mafioso, Santoro un fascista, il partito democratico un partito di zozzi comunisti, la Bonino bersaglio di cori volgari. Esci dalla piazza poi e ci si ritrova l'intero tragitto che porta a piazza Re di Roma tempestato di fotomontaggi di Marrazzo biondo, fotomontato sul cartellone della Bonino. Anche questo è il popolo dell'amore.