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Energie alternative

Indipendenza Energetica

http://www.indipendenzaenergetica.it/
La Comunità Europea è stata in principio per molti anni una straordinaria occasione per altrettanto straordinari progressi in qualità della vita, stabilità e pacificazione. Oggi invece questa Unione avendo come unico parametro di successo, la crescita infinita del Prodotto Interno Lordo, ci sta portando verso una situazione di incompatibilità con i mutati scenari economici e geopolitici, energetici e climatici, agricoli e idrogeologici del presente e del futuro. Il paradigma economico della crescita e della globalizzazione delle merci, si è retto finora su un’ampia disponibilità planetaria di risorse naturali a basso costo che sono oggi in rapido esaurimento, sempre più’ costose e concentrate nella mani di pochi poteri forti senza controllo e in territori lontani e instabili. Da queste risorse dipendono l’economia reale, la sicurezza e la prosperità di lungo periodo delle popolazioni, lo stato di guerra o di pace. In sintesi la vita confortevole di ognuno di noi. La finanziarizzazione della realtà ci ha invece trascinato dentro un mondo metafisico che impedisce di focalizzare la nostra azione sui problemi reali della nostra epoca. Questa situazione ci pone, non solo in una condizione di estrema vulnerabilità, ma è oggi alla radice della crisi globale che stiamo attraversando. Tutte le politiche future della Comunità Europea, agricole, trasportistiche, energetiche – compresa la creazione di moneta da parte della banca centrale – dovrebbero invece essere dirette a incentivare e favorire una epocale riconversione continentale. Questo straordinario cambio di rotta dovrebbe muoversi intorno a 4 pilastri: Riavvicinando i luoghi del lavoro e della produzione a quelli del consumo e dell’abitare, riducendo la necessità di spostamento di merci e persone, dando maggiore attenzione al mercato locale rispetto a quello globale; Ripristinando l’assetto idrogeologico e la fertilità dei suoli, imbrigliando le acque, trattenendo i terreni, e adottando politiche di adattamento e mitigazione climatica; Traghettando il modello dell’agroindustria verso politiche agricole indipendenti da flussi di energia fossile e materiali non locali; Costruendo una società delle rinnovabili e del recupero della materia in grado di automantenersi con una bassa intensità energetica e ridotte attività estrattive. Questa è la via per trasformare la Comunità Europea, in una Comunità Resiliente e Pacifica, che si ponga al di fuori del conflitti per le risorse e delle responsabilità del cambiamento climatico. Che non ci porti verso l’autarchia, ma verso un nuovo Umanesimo Europeo. Un modello esemplare per tutto il nuovo villaggio globale del XXIesimo secolo, come è stata per millenni la Cultura Euromediterranea. Un rapido e radicale cambiamento di questa Europa è vitale. Ce lo chiede la Scienza e sopratutto il Buon Senso.

Tratto da: http://www.indipendenzaenergetica.it/ | Indipendenza Energetica

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Il futuro dell’energia è rinnovabile

Jeremy Rifkin

Google punta ad un modello di economia circolare



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La “rivoluzione elettrica” che riconosce i diritti dei cittadini e i negawatt nel mercato elettrico


di Dario Tamburrano: 
 Questa settimana il Parlamento europeo di Strasburgo ha formalmente e definitivamente approvato la “rivoluzione elettrica” contenuta nella nuova Direttiva per il mercato elettrico. 
Link: https://www.dariotamburrano.it/2019/03/direttiva-regolamento-mercato-elettrico/
Ho seguito l’iter di questa direttiva fin dalla proposta iniziale della Commissione del novembre 2016 come relatore di minoranza portando avanti le medesime battaglie nella Direttiva rinnovabili per i diritti dei cittadini e comunità dell’energia e per una legislazione che permettesse la diffusione in tutta Europa del modello energetico rinnovabile  distribuito.
La nuova Direttiva per il mercato elettrico costituisce, per così dire, una rivoluzione elettrica dal momento che riconosce ai cittadini singoli e associati diritti complementari a quelli sanciti dalla nuova Direttiva rinnovabili.
Questi diritti rispecchiano i nostri obiettivi principali, sono il frutto di una battaglia durata un’intera legislatura e si traducono in vantaggi per l’ambiente e in risparmi sulle bollette. Vengono confermati e rafforzati i diritti di consumare, stoccare, vendere l’energia autoprodotta e di condividere l’energia prodotta da impianti comuni; viene sancito inoltre il diritto dei cittadini di unire le forze per partecipare attivamente al sistema elettrico.
Diventa possibile senza impedimenti sia “vendere” il proprio risparmio di energia ed il mancato consumo (è il concetto di “negawatt”); sia prelevare elettricità dalla rete quando è abbondante e poco costosa, stoccarla nelle batterie di casa e nei “serbatoi” delle auto elettriche e cederla di nuovo alla rete nei momenti in cui è più scarsa e più cara.
Questo  senza dover assolvere agli obblighi dei grandi produttori di energia, cosa dirimente per permettere a chiunque di accedere a questi benefici.
Un altro diritto è quello di conoscere in tempo praticamente reale l’andamento dei propri consumi elettrici, per approfittare delle oscillazioni di prezzo nell’arco della giornata e per favorire l’integrazione nella rete dell’intermittente produzione di energia rinnovabile.
Queste parti sono contenute negli articoli 15 e 16 della direttiva per il mercato elettrico.
https://www.dariotamburrano.it/2019/03/direttiva-regolamento-mercato-elettrico/
Venerdì, 29 Marzo 2019
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