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giovedì 25 gennaio 2018

Per un'agricoltura libera dai veleni delle multinazionali

Dal Web

Il profitto delle multinazionali inquina il cibo, la terra e il pianeta. Ma un'alternativa c'è e una vasta mobilitazione in tutta Europa e in tutto il mondo chiede ai politici e ai governi di non far più finta di nulla e di girare le spalle alle "collusioni" con il grande business. Di questo si parlerà a Firenze con Vandana Shiva.

Autorizzazione all'uso del glifosato in Europa per ulteriori cinque anni, approvazione del trattato commerciale CETA in modalità provvisoria in attesa del responso dei parlamenti nazionali, fusioni fra grandi multinazionali del settore agricolo e farmacologico. Le grandi multinazionali stanno prendendo il controllo della nostra vita riducendo progressivamente gli spazi di partecipazione democratica. E qual è dunque il ruolo della società civile, sempre più preoccupata dei danni all'ambiente e alla salute dei cittadini, in un momento in cui le decisioni prese dall'alto a livello globale promettono di avere seri impatti sul locale, sulla quotidianità e sulla stessa qualità della vita?
Proprio di questo si parlerà con la scienziata e attivista indiana Vandana Shiva, presidente di Navdanya, nell'ambito di un incontro, organizzato da perUnaltracittà, in collaborazione con Navdanya International, martedì 30 gennaio prossimo, alle ore 17.30, allo Spazio Inkiostro, in via degli Alfani 49r a Firenze. L'incontro, dal titolo “Il profitto multinazionale avvelena il cibo, la terra, il Pianeta. Qual è l’alternativa?”, conterà sulla presenza della giornalista Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, che dialogherà con Vandana Shiva sulle principali emergenze e sulle reali alternative in un momento storico in cui la politica risulta essere sempre più alla mercé delle potenti lobbies delle multinazionali.
Si tratta di un incontro che avviene in un momento particolarmente delicato considerando le prossime elezioni politiche previste in Italia. E' in questo contesto che Monica Di Sisto illustrerà i risultati della Campagna Stop CETA/TTIP, sostenuta tra gli altri anche da Navdanya International, che ha fornito un contributo fondamentale al blocco dell'approvazione del trattato di libero commercio in Italia. «E' dunque essenziale, in vista della prossima legislatura - spiegano i promotori della iniziativa - ottenere impegni precisi da parte dei candidati nei confronti di trattati che non mirano tanto al commercio quanto piuttosto allo smantellamento delle normative nazionali che proteggono le produzioni locali con potenziali effetti catastrofici sulla piccola produzione di qualità, sull'occupazione nel settore, sulla salute dei cittadini».
«Il nuovo governo sarà inoltre chiamato a prendere posizione sulla questione del glifosato, il potente erbicida il cui utilizzo è stato riapprovato in Europa nonostante lo scandalo dei Monsanto Papers, le polemiche relative ai conflitti di interesse delle agenzie deputate ai controlli e agli allarmi lanciati dagli scienziati indipendenti anche nell'ambito del recente Tribunale Monsanto, organizzato da varie organizzazioni della società civile internazionale fra cui Navdanya» aggiungono i promotori. Vandana Shiva esporrà le strategie delle multinazionali del settore, denominate Poison Cartel proprio per la loro capacità di aggregarsi per ottenere i massimi profitti in regime di oligopolio ai danni dei cittadini, e illustrerà la campagna di Navdanya International per un'agricoltura libera da veleni e attenta alla salvaguardia della biodiversità.
Fra le varie minacce portate dalle multinazionali si porrà l'attenzione sulla fusione fra la Monsanto e la Bayer, che otterrebbero il controllo di circa il 31% del mercato globale dei semi ed il 26% di quello dei pesticidi. Vandana Shiva aggiornerà i presenti sugli sviluppi della vicenda illustrando la campagna di Navdanya per contrastare la fusione attualmente al vaglio degli antitrust nazionali e, in generale, il piano delle multinazionali per il controllo della proprietà dei semi e per l'espansione di un modello di agricoltura industriale che sta avvelenando il suolo e il cibo che consumiamo quotidianamente, come dimostrato nel recente rapporto “The Toxic Story of RoundUp”, il principale erbicida a base di glifosato commercializzato dalla Monsanto.

martedì 16 gennaio 2018

Troppi grassi e calorie: il corpo reagisce al fast food come a un'infezione

Dal Web

Lo studio è comparso sulla rivista scientifica Cell ed è stato condotto da un team di ricercatori dell'Università di Bonn: la dieta occidentale con troppi grassi e calorie fa reagire il corpo in modo aggressivo, come se fosse attaccato da un'infezione, e ciò porta a diabete e aterosclerosi.

La dieta occidentale troppo ricca di grassi e calorie, soprattutto quando si tratta di fast food, rende il sistema immunitario più aggressivo sul lungo termine e ne induce una reazione simile a quella che si ha quando deve difendersi da un'infezione batterica. È quanto emerge da uno studio dell'Università di Bonn, pubblicato su Cell.
Stando ai risultati dello studio, anche molto tempo dopo il passaggio a una dieta sana, rimangono tracce dell'alimentazione errata che si è seguita.
Le dinamiche studiate dal team tedesco, a lungo termine, possono essere coinvolte nello sviluppo di arteriosclerosi e diabete.
Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno preso in esame dei topi, somministrando loro per un mese una dieta con grassi, zuccheri e poche fibre.
Gli animali hanno quindi sviluppato una forte risposta infiammatoria in tutto il corpo, quasi come dopo un'infezione da batteri pericolosi.
Quando i ricercatori hanno offerto ai roditori la loro tipica dieta a base di cereali per altre quattro settimane, l'infiammazione acuta è scomparsa. Ma anche dopo che era trascorso del tempo, molti dei geni che erano stati attivati durante la fase in cui i roditori erano stati nutriti con cibo poco sano erano ancora attivi.
Inoltre, i ricercatori sono riusciti a identificare il "sensore fast food" nelle cellule immunitarie, che riconosce il cosiddetto junk food come "pericoloso".
Analizzando 120 campioni di sangue, hanno trovato prove genetiche del coinvolgimento del cosiddetto inflammasoma NLRP3. 
Gli inflammasomi sono importanti complessi di segnalazione intracellulare che riconoscono agenti infettivi e altre sostanze nocive. Come questo specifico NLRP3 riconosca l'esposizione del corpo al cibo del fast food rimane ancora da determinare.
«Solo di recente si è scoperto che il sistema immunitario è dotato di una sorta di memoria» ha spiegato il professor Eicke Latz, direttore dell'Institute for Innate Immunity  dell'università of Bonn. «Dopo un'iniezione, le difese dell'organismo restano in una sorta di stato d'allerta, in modo da poter rispondere più velocemente a un nuovo attacco».
Nei topi è stato osservato che questo processo viene innescato da una dieta insalubre.
Comunque si sa da tempo che un'alimentazione povera di fibre, di cibi integrali e vegetali innesca nell'organismo uno stato infiammatorie che ormai diverse ricerche hanno correlato a svariate malattie del nostro tempo.
L'alternativa esiste: una dieta prevalemente a base vegetale, biologica, integrale e ricca di antiossidanti.

venerdì 5 gennaio 2018

Costruiamo i nostri angoli green anche in città

Dal Web

Bambini e ragazzi hanno sempre più bisogno di riscoprire il verde e il contatto con la natura, ma sempre più spesso si ritrovano a vivere in mezzo al cemento. Come fare dunque per permettere loro di sperimentare un quotidiano più green? Scopriamolo insieme.

La popolazione urbana, secondo le stime più recenti è in continua crescita e nel 2050 costituirà l’80% della popolazione totale. E ormai, soprattutto per ragazzi e bambini, il contatto con il verde urbano è spesso l’unica occasione per vivere la "natura" nel quotidiano. Parchi e giardini sono pressochè tutto ciò che resta ai bambini di città e finiscono per avere un ruolo fondamentale nel tentare, benché in minima parte, di contrastare il cosiddetto “deficit di natura” descritto dall’autore e giornalista americano Richard Louv anni fa. Basandosi sui risultati di studi scientifici, Louv era giunto alla conclusione che quanto più spesso è confinato in un ambiente artificiale, tanto più l’essere umano ha bisogno - per mantenere la propria salute mentale e fisica – di un contatto compensatorio con la natura. Ciò è particolarmente vero in età evolutiva, quando il libero movimento è parte essenziale della crescita.
Ad esempio uno studio del 2008 della Columbia University ha correlato i tassi di asma infantile con la densità di alberi per le strade. I risultati indicano che la presenza di 343 alberi per chilometro quadrato riduce del 25% l’incidenza della malattia in ambito urbano. In una relazione pubblicata di recente dal National Trust si segnala che a partire dagli anni Settanta l’area in cui i bambini possono vagare senza sorveglianza è diminuita di quasi il 90%. In una generazione la percentuale di bambini che gioca regolarmente in luoghi selvaggi nel Regno Unito è scesa da più della metà a meno del 10%. Negli Stati Uniti, in soli sei anni (1997 -2003) i bambini con particolari hobby all’ aperto sono diminuiti della metà. I ragazzi dagli 11 ai 15 anni in Gran Bretagna spendono, in media, la metà del loro tempo attivo davanti a uno schermo. Negli ambienti urbani la qualità dell’aria è peggiorata e lo stile di vita è diventato ancora più sedentario.
Il deficit di natura comporta disattenzione, svogliatezza, noia, persino ansia e depressione, oltre ai tradizionali pericoli legati alla sedentarietà. La vita sedentaria, l’inquinamento atmosferico, la mancanza di contatto con l’ambiente naturale stanno provocando l’aumento di patologie dell’infanzia come obesità, rachitismo, asma e allergie. In Italia i dati del Ministero della Salute e dell’OMS forniscono una fotografia allarmante della situazione dei nostri minori: il 21% dei bambini è in sovrappeso mentre quasi il 10% è obeso; solo il 18% dei bambini pratica almeno un’ora di sport al giorno.
Il WWF ha anche realizzato un vademecum per tentare di organizzarsi in modo da valorizzare la biodiversità anche in città.
GIARDINI PRIVATI
Arricchisci la biodiversità. Lascia che in un angolo del giardino attecchisca la vegetazione spontanea e adotta il metodo della falciatura tardiva, creerai così un riparo per numerosi animali. La vegetazione spontanea attira, infatti, diverse specie di farfalle che si alimentano e si riproducono esclusivamente sui loro fiori. I semi prodotti dai fiori di tarassaco, piantaggine e cardo faranno la felicità di cardellini, verzellini, fringuelli e verdoni. Siepi e cespugli di piante autoctone ricche di bacche, come il prugnolo, il biancospino e l’alloro sono molto apprezzate da merli e tordi; il sambuco attira la capinera mentre l’agrifoglio può ospitare i nidi di diverse specie di uccelli. I rampicanti sulle pareti di casa possono diventare luoghi di riproduzione di uccelli e rifugi per piccoli rettili, come gechi e lucertole. È possibile creare anche un piccolo stagno, può bastare un metro quadrato per anfibi, libellule e altri invertebrati d’acqua dolce.
Crea un B&B per gli animali selvatici! Informati su quali specie sono presenti nella tua zona e scegli quali ti piacerebbe accogliere. Metti quindi in atto le misure necessarie per ospitarle: piccoli interstizi nei muri sono ottimi rifugi per le api solitarie (che peraltro non sono aggressive), una bat box per una famiglia di pipistrelli libererà il tuo giardino dalle zanzare (ne mangiano 2.000 a testa ogni sera). Posizionando un nido artificiale per uccelli potresti vederlo presto occupato da una cinciallegra, un pettirosso o uno scricciolo. Anche l’allocco e la civetta potrebbero gradire un nido in città. Se invece già ospiti nidi di rondini e balestrucci non distruggerli perché sporcano ma posiziona una tavoletta poco al di sotto del nido che raccolga le deiezioni. Case-nido in legno non trattato possono essere posizionate per ospitare una famiglia di ricci. Nei periodi siccitosi in cui l’acqua è più difficile da trovare, offri ai tuoi ospiti la possibilità di abbeverarsi, posizionando una vaschetta d’acqua in un luogo ombreggiato. Una pianta di cachi in autunno fornirà un ottimo alimento in un periodo in cui le fonti alimentari si riducono.
Proteggi i lombrichi. I lombrichi rappresentano un anello indispensabile della rete alimentare, in quanto riciclano incessantemente la materia organica, collaborando in tal modo alla produzione di un humus sano, garantendo così la fertilità dei suoli. Scavando una fitta rete di gallerie, contribuiscono ad aerare il suolo e al drenaggio dell’acqua. Ogni lombrico compie quest’opera instancabilmente e se quest’azione la si moltiplica per l’elevato numero di questi animali si comprende appieno il loro ruolo di preziosi alleati nel terreno fertile del nostro giardino.
Evita di rilasciare composti chimici. Per avere un giardino amico della biodiversità evita in primis di utilizzare essenze inadatte al luogo in quanto possono più facilmente sviluppare malattie o richiedere ingenti apporti esterni di nutrienti, non disponibili nel terreno. Questo ridurrà significativamente l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici. In generale, evita di disperdere sostanze tossiche come per esempio i detergenti, la candeggina, i medicinali liquidi scaduti perché hanno effetti molto gravi sulla fauna e la flora.
Prepara il compost. Con un giardino ricco di piante potresti avere la necessità di produrre un fertilizzante naturale. Una compostiera fa al caso tuo, si possono sia acquistare sia costruire da soli con materiali di recupero. Ti basta un bidone capiente con il coperchio: va forato su tutti i lati, incluso il fondo, per consentirne l’areazione e quindi lo sviluppo di funghi e batteri e permettere a piccoli animali (insetti e lombrichi), utili alla decomposizione, di entrare. Posiziona sul fondo dell’argilla espansa con dei rametti secchi, che possano fare da filtro, e inizia ad inserire gli scarti di frutta e verdura. Controlla che il cumulo non si secchi, nel caso inumidisci con un nebulizzatore, e tempo qualche mese avrai il compost per il tuo giardino. Quando prelevi il compost conservane una piccola quantità per fare ripartire più in fretta il prossimo cumulo.
Agevola il passaggio degli animali. I giardini urbani sono spesso delle isole verdi circondate da muretti. Incoraggia i tuoi vicini a creare dei piccoli tunnel di passaggio fra i giardini: basta rimuovere un mattone o due ai piedi dei muretti per consentire il passaggio di ricci, rane, rospi e altri piccoli animali. Se invece del muro, il giardino ha una rete, evita maglie che possano diventare delle trappole mortali per animali. Usa reti a maglia larga che consentano il passaggio anche di specie più grandi, come i ricci. 
Limita l’illuminazione all’esterno. Le luci artificiali mettono in difficoltà numerose specie che vivono prevalentemente di notte. In presenza di forti fonti luminose faticano infatti a scorgere ostacoli, le prede o i predatori. Le falene e altri insetti, ingannati dalla luce artificiale, volano fino allo sfinimento attorno alle lampadine. Le lucciole stanno scomparendo, molti bambini non le hanno mai viste: se il vostro giardino ha il privilegio di ospitarle, spegnete le luci che impediscono loro di comunicare lampeggiando e quindi di riprodursi. Per questi motivi, per illuminare il giardino scegli sistemi di illuminazione temporizzati che si accendano solo al passaggio, possibilmente alimentati da pannelli solari. 
Attenzione alle specie esotiche! L’abbandono o l’introduzione, intenzionale o meno, di specie esotiche nell’ambiente naturale sta causando gravi problemi alla biodiversità e all’ambiente. Per esempio, le tartarughe dalle orecchie rosse o gialle (del genere Trachemys) dopo anni trascorsi nelle vaschette di plastica di tante case italiane sono state liberate in laghetti e corsi d’acqua, causando una competizione per il cibo e il territorio con la nostra testuggine palustre (Emys orbicularis). Come spesso accade, l’animale “invasore” è risultato più aggressivo e la nostra specie è diventata più rara, scomparendo da numerosi luoghi. Un altro esempio è rappresentato dal fico degli ottentotti (Carpobrotus acinaciformis) originario del Sud Africa ma coltivato in Italia come pianta ornamentale per i suoi bellissimi fiori fuxia. È diventato una pianta estremamente invasiva dei nostri litorali causando un serio impoverimento della biodiversità dell’ecosistema. E ancora, la carpa koi (Cyprinus carpio), bellissima in tutte le sue varianti di colore, è una specie ornamentale molto apprezzata in acquari e laghetti. Per la sua adattabilità e resistenza, nonché per le dimensioni che raggiunge, si è diffusa in numerosi habitat d’acqua dolce tanto essere inserita nell’elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo perché danneggia l’ecosistema e l’habitat riproduttivo di specie autoctone. Prima di acquistare specie esotiche informati sulle norme per la loro detenzione e adotta ogni accorgimento possibile per impedirne la diffusione nell’ambiente naturale.
BALCONI E TERRAZZI
Accogli gli uccelli sul tuo terrazzo. Se invece di un giardino hai a disposizione un terrazzo puoi attirare gli uccelli mettendo alcune piante in vaso (biancospino, ciliegio, lavanda, caprifoglio, melo selvatico, ecc.) e installare qualche nido artificiale o mangiatoia. Attenzione: una volta che hai creato un terrazzo visitato da diversi uccelli, se ci sono porte o finestre di vetro è bene scongiurare il rischio di collisione, rendendo visibile l’ostacolo con degli adesivi scuri (sagome a forma di uccello) o socchiudendo le tende. Se non hai terrazzo anche un davanzale può bastare per osservare da vicino numerosi animali. Puoi sistemarci una mangiatoia e una vaschetta per l’acqua per gli uccelli e, con i giusti accorgimenti, vasi con piante fiorite per attrarre gli insetti.
Attenzione ai gatti. Un italiano su tre ha in casa un animale da compagnia e solo i gatti raggiungono la ragguardevole cifra di sette milioni e mezzo nel nostro Paese. Pigri e amanti delle comodità, conservano però l’istinto atavico del cacciatore tanto da essere considerati tra i responsabili dell’estinzione di uccelli, rettili e mammiferi di piccola taglia. In misura decisamente minore, anche i cani hanno le loro “responsabilità”. Quando posizioni nidi, mangiatoie e vaschette per l’acqua scegli luoghi protetti e inaccessibili agli amici a quattro zampe (esistono anche delle soluzioni tecnologiche per proteggere i nidi). Un campanellino attaccato al collare del tuo gatto metterà in allarme gli uccelli al loro avvicinarsi. Nel caso ti capiti di vedere dei giovani uccelli da poco usciti dal nido e non ancora in grado di volare, è consigliabile tenere il gatto in casa per alcuni giorni. La perdita di peli affligge la gran parte dei proprietari, ma possono diventare una risorsa per gli uccelli: dopo aver spazzolato il tuo animale, metti i peli in un contenitore aperto, i pennuti lo potrebbero utilizzare per costruire un nido morbido e caldo.
Un nido per gli insetti. L’80% delle piante presenti sul nostro Pianeta dipende dal fatto che qualcuno che impollini i loro fiori. Piccoli insetti come api solitarie, bombi e osmie sono tra i migliori impollinatori. Nonostante suscitino spesso paura e repulsione, si tratta invece di animali non aggressivi e che meritano tutto il nostro rispetto anche per l’importante ruolo che svolgono. Molti di loro sono purtroppo oggi pericolosamente minacciati dai pesticidi utilizzati in agricoltura. Realizzare un rifugio per questi insetti e osservarne la nidificazione è semplice, bastano piccoli segmenti di canna o di bambù, tagliati in modo da avere il fondo cieco, legati insieme con dello spago e posti con l’apertura in orizzontale: il nido è pronto per essere appeso in un posto riparato. Le piante aromatiche come il rosmarino, la salvia, l’aglio, il cumino, timo, maggiorana, la lavanda, l’aneto hanno fioriture che costituiscono una buona attrattiva per molte di queste specie.
Riduci il consumo di acqua potabile. In Italia, l’acqua che esce dal tubo del terrazzo è spesso identica a quella che si usa per bere e cucinare. Un uso improprio di una risorsa preziosa e sempre più scarsa. È possibile annaffiare le piante raccogliendo l’acqua piovana o utilizzando l’acqua di lavaggio della frutta e della verdura. In alternativa, si possono installare sistemi di irrigazione a goccia temporizzati, se possibile anche con sensori di umidità che evitino l’avvio dell’irrigazione quando non necessario. In generale, specialmente nei luoghi con scarse precipitazioni, prediligere varietà che richiedano poca acqua.
Realizza un orto. Anche per chi non si intende di agricoltura, un piccolo orto nel proprio terrazzo è una cosa relativamente facile e che richiede un impegno moderato. Se disponi di un certo spazio e di vasche abbastanza grandi, è possibile piantare insalata, bietole, pomodori, melanzane, peperoni e peperoncini oltre a un bel limone. Se hai a disposizione vasche medio-piccole, invece, si può pensare di coltivare prezzemolo, basilico, pomodoro ciliegino. Se lo spazio è davvero ridotto una buona idea è quella di coltivare le aromatiche perenni o non, come il rosmarino, la menta, il basilico, la senape, lo zenzero, la salvia, la lavanda, la maggiorana. Se sul terrazzo c’è un angolino fresco e un po’ ombreggiato perché non concedersi anche un piccolo raccolto di fragole?
Pulisci il terrazzo con prodotti non inquinanti. Scegli detergenti biodegradabili e con il marchio ecologico, evitando in ogni caso dosi eccessive. È però possibile pulire il terrazzo anche con prodotti naturali: acqua, aceto e limone sono perfetti per pulire le ringhiere. Per i vetri, acqua calda e aceto bianco li faranno risplendere mentre per il mattonato acqua e bicarbonato di sodio o aceto bianco funzionano benissimo sulla gran parte dei materiali. Acqua e sale grosso sono ottimi per pulire gli ombrelloni mentre il bicarbonato toglie efficacemente gli odori dai tessuti di cuscini e sdraio. Per il trattamento di tavoli, sedie e scaffalature in legno opta per prodotti naturali a base di olio di lino o cera vegetale.
Arreda il terrazzo con mobili in legno certificato. I vantaggi del legno sono evidenti, è un materiale elegante e naturale... quest’ultima caratteristica impone però di conoscere preventivamente la sua provenienza. È infatti in continuo aumento il numero delle foreste temperate, tropicali o boreali afflitte da una grave perdita di biodiversità e soggette a un grave sovrasfruttamento. La certificazione FSC (Forest Stewardship Council) garantisce che il legno provenga da foreste in cui sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Tra le varietà di legno certificate, privilegia quelle locali il cui trasporto comporta minori impatti e minori emissioni.
Goditi lo spettacolo! Ora che hai un ambiente ricco di biodiversità, goditi lo spettacolo, ammira la vita prosperare e le stagioni alternarsi nel tuo piccolo angolo di natura. Circondarsi di piante e animali aiuta a ritrovare il proprio benessere, a rilassarsi, calmarsi e affascinarsi. Ricorda anche che contribuendo ad accrescere la biodiversità in città stai partecipando agli sforzi comuni per migliorare il microclima e l’aria, per collegare il verde nelle aree edificate e per aumentarne la bellezza.
SCUOLE
Tutti fuori! Stare all’aperto è un valore in sé, fondamentale per il benessere di ognuno e delle persone in crescita in particolare. I bambini e i ragazzi che vivono nelle città, e sono la stragrande maggioranza, spesso hanno poche occasioni per conoscere e godere del verde, correndo il rischio di sviluppare il “deficit di Natura”, descritto da Louv, con possibili conseguenze anche gravi sul piano fisico e psicologico. Uscire all’aperto inoltre rappresenta, in ambito educativo, un’occasione unica per abituare gli alunni all’osservazione e per mostrare loro che la Natura è dappertutto, anche laddove sembrerebbe non esserci: in una fila di formiche sul marciapiede, nel muschio adagiato su una pietra o su un tronco, nel suolo con la sua incredibile ricchezza di vita, nel vento che soffia tra i palazzi...
Verde in aula. Anche un’aula scolastica può contribuire all’aumento della biodiversità! Può essere, per esempio, arricchita con ceste di materiali utili a stimolare l’osservazione (foglie, pigne, bacche e frutti); i davanzali delle sue finestre possono ospitare vasi per lo studio della germinazione delle piante o piante con fiori a scopo puramente decorativo. La classe può decidere di specializzarsi in “talee” di piante aromatiche, da vendere poi in piccoli contenitori, ricavati riciclando vecchi barattoli o vasetti in vetro dello yogurt, alla festa di fine anno scolastico o a qualche mercatino di quartiere.
Avventure in cortile. Spesso gli spazi esterni di pertinenza delle scuole, a volte anche molto grandi e belli, vengono concepiti esclusivamente come luoghi destinati alla ricreazione degli alunni. È invece possibile riscoprirli e leggerli anche come luoghi privilegiati per l’osservazione della Natura e in particolare della biodiversità. In un giardino scolastico, ma anche in un cortile delimitato da aiuole, si possono osservare le specie vegetali presenti, arboree e arbustive, la fioritura stagionale e la produzione di frutti, si possono cercare insetti e piccoli abitanti del prato (per esempio lumache e lombrichi), presso i muretti di recinzione è facile vedere una lucertola, e alzando gli occhi al cielo non mancherà l’opportunità di cogliere il volo di qualche uccello o il passaggio delle nuvole.
L’angolo della biodiversità. Un angolo del giardino, possibilmente addossato a un muretto, oppure un’aiuola o parte di essa, ma anche una grande fioriera di legno da esterno, possono diventare luoghi favorevoli all’arricchimento della biodiversità vegetale e animale. La presenza di sassi, o del muretto stesso, promuoverà la presenza di specie muraiole come, appunto, la lucertola muraiola e il geco, e, se ai sassi si aggiungono tronchi marcescenti, la diversità si arricchirà di numerose specie di insetti che prediligono questo habitat. È bene lasciare che l’angolo della biodiversità si popoli di vegetazione spontanea, la più indicata ad attirare farfalle e uccelli.
Dalla mensa al compost. Il giardino della scuola e la terra delle aiuole e delle fioriere presenti in cortile hanno bisogno di essere concimati periodicamente. È opportuno prediligere il compost autoprodotto, a costo zero ed ecologico. Per prima cosa è necessaria una compostiera, facilmente reperibile in commercio oppure da costruire coinvolgendo possibilmente gli alunni. Si possono costruire compostiere anche utilizzando materiali di recupero, come vecchi bidoni dell’immondizia opportunamente forati su tutti i lati, fondo compreso. Una volta creata la compostiera, si pone sul suo fondo dell’argilla espansa aggiungendo un po’ di rametti secchi (per drenare) e poi si possono iniziare a inserire gli scarti alimentari (per esempio quelli della mensa scolastica). Un buon compost deve essere costituito sia da una frazione umida (scarti di frutta e verdura e di cibo in genere) che da una frazione secca (foglie e rametti, quindi reperibili in giardino). Nel giro di qualche mese il compost sarà pronto per essere usato; ricordate, quando lo prelevate, di lasciarne sempre una piccola quantità nella compostiera per velocizzare la formazione di quello successivo.
Bacche per ghiottoni! Le siepi, soprattutto se formate da piante che producono bacche, sono luoghi ricchi di biodiversità, in grado di attirare numerose specie di uccelli. Il suggerimento è di piantare specie autoctone ricche di bacche e amate dalla fauna nostrana. Per esempio, la rosa canina, il sorbo, il rovo, il nespolo attraggono molte specie di uccelli e piccoli mammiferi. E se una siepe c’è già, potete sempre arricchirla piantando altre specie vegetali, ponendo sempre la massima attenzione a quelle più adatte al territorio in cui è inserita la scuola.
Uno stagno per girini. Le zone umide rappresentano una delle tipologie di habitat più interessante per la conservazione della biodiversità (le più importanti sono infatti protette a livello internazionale dalla Convenzione di Ramsar). Ecco allora che allestire un piccolo o piccolissimo stagno nella vostra scuola può rappresentare un’occasione davvero unica per ospitare e osservare specie vegetali nonché anfibi e invertebrati tipici di questo ambiente. Per realizzare uno stagno piccolo ma significativo potete utilizzare un contenitore a tenuta stagna da incassare direttamente nel terreno oppure in una fioriera da esterno, ricordandovi di inserire qualche elemento (ad es. un ramo) per facilitare l’ingresso e l’uscita degli animali.
Al sicuro nei rifugi. È possibile attirare uccelli, insetti e pipistrelli presso la vostra scuola per farne una vera oasi della diversità! Gli uccelli potranno nidificare nel sottotetto, se viene lasciato libero, oppure si possono installare mangiatoie, avendo cura di scegliere o costruire quelle più adatte all’avifauna locale. Costruendo una bat-box, poi, otterrete un doppio vantaggio: accogliere una specie in più e tenere lontane le zanzare di cui i pipistrelli sono ghiotti! Infine, potete anche realizzare una casa per gli insetti: sarà sufficiente un fascio di segmenti di canna di lago a fondo cieco da posizionare in orizzontale in un luogo sicuro. Inoltre gli insetti, così importanti nel loro ruolo ecologico di impollinatori, sono attratti dalle piante aromatiche cui potrete dedicare un angolo o un’aiuola del giardino scolastico. 
AZIENDE
La natura fa team building. Dovete rafforzare l’affiatamento del vostro gruppo di lavoro o avete voglia di rilassarvi fra colleghi? Attività di gruppo a favore della biodiversità come un censimento delle specie animali e vegetali nei cortili aziendali o nei dintorni, il posizionamento di nidi e ripari di diverso tipo sull’edificio in cui lavorate, la partecipazione a campi ecologici, le passeggiate nel verde, il volontariato nelle oasi WWF possono essere occasioni per stare insieme in modo piacevole. Nelle giornate nazionali e internazionali dedicate all’ambiente, alla biodiversità o ai cambiamenti climatici partecipate alle esposizioni, ai concerti e alle conferenze o organizzate voi stessi un’attività dedicata. In Italia sono diverse le aziende che hanno già realizzato un piccolo orto curato dai dipendenti: un’attività rilassante che permette di socializzare e in molti casi le verdure coltivate vengono adoperate per la preparazione dei piatti serviti nella mensa aziendale.
Ridurre l’impatto ambientale. Impegnate la vostra azienda a ridurre il proprio impatto ambientale. Adottate sistemi di gestione che riducano i consumi di energia, acqua e materie prime utilizzate nei cicli di produzione. Richiedete la certificazione ambientale dei sistemi di gestione dell’impresa e acquistate arredi, attrezzature e beni di consumo in possesso di certificazioni ambientali di filiera (come per esempio, FSC per i prodotti in legno e carta). È importante, per il raggiungimento degli obiettivi, il coinvolgimento di tutto il personale con attività di sensibilizzazione, promozione e formazione per migliorare le performance aziendali attraverso la collaborazione di tutti. Creare nei dipendenti una maggiore consapevolezza rispetto all’importanza delle piccole azioni quotidiane è in grado di generare grandi cambiamenti e porterà ottimi risultati, anche economici.
Una mensa buona, sana e sostenibile. Una mensa aziendale produce cibo per diverse centinaia di persone. Acquistate cibi da produttori biologici locali, rispettando la stagionalità di frutta e verdura, diminuite le porzioni e la frequenza della carne e offrite quotidianamente anche un menù vegetariano. Acquistate pesce proveniente da pesca sostenibile certificata MSC (Marine Stewardship Council). Pianificate correttamente i quantitativi di cibo della mensa per evitare gli sprechi e attivate il compostaggio degli scarti alimentari. Con un po’ di impegno, gli effetti positivi sulla salute dei dipendi, sulla natura e sul bilancio aziendale saranno notevoli!
Giardini aziendali della biodiversità. Le aree verdi aziendali, spesso dominate da prati all’inglese e conifere esotiche, possono invece diventare uno spazio ricco e diversificato, capace di favorire la biodiversità. Siepi, cespugli e aiuole con piante autoctone e prati spontanei attirano immediatamente animali. Alberi di latifoglie (come tigli, aceri e frassini) purificano l’aria e ombreggiano, migliorando l’estetica della struttura. Una pavimentazione drenante consente l’assorbimento da parte del terreno delle acque meteoriche, favorendone più naturale deflusso. È importante che l’illuminazione sia adeguata ma temporizzata con sensori di movimento per non interferire con la vita degli animali notturni e risparmiare energia. Un bel giardino migliora l’immagine aziendale e rappresenta un luogo piacevole per i dipendenti. 
No ai regali inutili. Ogni anno sorge il tema dei regali aziendali... perché non scegliere progetti che sostengano la biodiversità, i servizi che ci offre e raccontino l’importanza della sua conservazione? Per chi preferisce regali più tradizionali esistono numerosi oggetti ecosostenibili, certificati, realizzati con materiali naturali, riciclati o provenienti da materie di scarto. 
Zero consumo di suolo. Gli ultimi cinquanta anni hanno visto una affermazione rapida degli interessi trasformativi sul territorio concretizzati da un’impennata della conversione urbana del suolo, a causa della quale milioni di ettari di superfici verdi sono scomparse, sostituite da edifici, parcheggi, aree di stoccaggio, strade e spazi accessori. Questa modalità di trasformazione del territorio ha degradato il paesaggio, ne ha dequalificato il valore e la conseguente impermeabilizzazione del suolo ne ha compromesso la capacità ecologica. Le aziende possono fare molto per invertire questa tendenza ed evitare nuovo consumo di suolo. Il recupero e la riqualificazione degli edifici e delle aree dismesse, la rigenerazione del paesaggio e della biodiversità deve essere la filosofia dominante anche in ambito di progettazione e ampliamento aziendali. 
Tetti verdi e giardini verticali. Nelle città, l’utilizzo del verde sulle coperture degli edifici, o sulle pareti verticali favorisce l’isolamento termico, sia in inverno sia in estate, aiuta a regolare l’umidità dell’aria, migliora il microclima e apporta un significativo vantaggio economico per la riduzione dei consumi energetici dell’edificio. Il tetto verde può contribuire a regolare il deflusso delle acque piovane e ridurre la trasmissione dei rumori all’interno dell’edificio. Costituisce inoltre un ambiente per numerosi piccoli animali e uccelli.
Sustainability manager. Ecologia, sostenibilità ambientale e sociale saranno le nuove leve per le imprese anche in Italia. Servirà allora una figura capace di sviluppare e gestire le politiche sociali e ambientali dell’azienda per orientarle verso scelte etiche e responsabili, che premino non solo in termini di profitto, ma anche di equità e rispetto ambientale.