venerdì 17 febbraio 2017

L'Europarlamento ratifica il CETA: «Pagina nera per la democrazia»

Dal Web

L'Europarlamento di Strasburgo ha ratificato il CETA, il pericoloso accordo con il Canada che entrerà in vigore senza attendere il pronunciamento dei Parlamenti dei singoli Stati.


Il Parlamento Europeo ha appena deciso di
 ratificare il CETA con 408 voti a favore e 254 contrari.
 Nonostante una spaccatura profonda nel partito
 socialdemocratico, l’accordo con il Canada
 è stato approvato. Per la parte di competenza
 europea, entrerà provvisoriamente in vigore
senza attendere il vaglio di 38 Parlamenti
 nazionali in 28 Stati membri.
Il loro pronunciamento è comunque una
vittoria della società civile, che ha impedito
 a Bruxelles di mantenere il CETA
un affare soltanto europeo.
«Oggi è stata scritta una pagina oscura
 per la democrazia in Europa,
ma non tutto è compromesso –
dichiara Monica Di Sisto, portavoce
della Campagna Stop TTIP Italia –
La battaglia della società civile si sposta
 adesso a livello nazionale.
Monitoreremo gli impatti dell’accordo,
 dimostrando che avevamo ragione a criticarne
 l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano
 a bloccare questo trattato dannoso per i nostri
cittadini e lavoratori. I parlamentari europei,
in particolare socialdemocratici e popolari,
hanno abdicato al loro ruolo di garanti
dei diritti e dell’ambiente.
 Ma in Italia un simile atteggiamento non sarà tollerato.
Le urne sono vicine, e gli elettori faranno pesare
 questa scelta sconsiderata ai partiti che li hanno
delusi in Europa».
«Nonostante l’esito del voto a Strasburgo –
dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori della
 Campagna Stop TTIP Italia –
 la pressione dei cittadini ha portato un
 importante risultato: le telefonate e le lettere di
 protesta giunte in questi giorni ai loro uffici,
hanno contribuito a creare una grave frattura
 nel partito socialdemocratico.
Diversi eurodeputati del Pd hanno deciso di disertare
 la seduta o di votare contro il CETA, segno che il
pensiero unico non ha ancora contagiato
 uno dei partiti che si dicono progressisti.
Pubblicheremo i nomi di chi ha deciso di svendere
 l’interesse pubblico e le sorti di milioni di persone
 a pochi grandi rappresentanti del settore privato».
Con l’applicazione provvisoria del CETA,
 cadranno tariffe e quote su una vasta linea
di beni e servizi commerciati tra i due blocchi,
con prospettive negative per le piccole e medie imprese,
 i diritti del lavoro, la sicurezza alimentare,
l’ambiente e i servizi pubblici.
La campagna italiana chiede che dopo la giornata di oggi,
 il Parlamento italiano smetta di tenere il commercio
 internazionale fuori dai propri radar e metta all’ordine
del giorno il dossier CETA, aprendo una consultazione
 con la società civile per venire a conoscenza dei gravi rischi
 che corrono l’economia del Paese, l’occupazione e la stessa
 architettura democratica.