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giovedì 3 novembre 2016

Direttiva rinnovabili Ue, eolico e solare resteranno al palo?

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Dal 2020, Bruxelles potrebbe cancellare il sistema di priorità nell’immissione in rete per l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili. La misura aumenterebbe le emissioni europee del 10%

A dispetto degli annunci pubblici e degli impegni internazionali sul clima, Bruxelles sta preparando una vera e propria stangata per le energie rinnovabili. Gli impianti eolici e solari potrebbero presto perdere la corsia preferenziale di accesso alla rete elettrica europea rispetto alle altre fonti. Lo rivela il quotidiano britannico Guardian, che ha visto in anteprima alcuni documenti preparatori relativi alla direttiva Ue sulle energie rinnovabili, attualmente in fase di revisione per il periodo successivo al 2020.
In ballo c’è una modifica sostanziale del sistema di “priority dispatch”. I documenti costituiscono una previsione dell’impatto che avrebbe sull’ambiente e sul mercato dell’energia un suo livellamento, ovvero una riduzione della priorità assegnata all’elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Secondo i calcoli di Bruxelles, questa mossa comporterà un aumento delle emissioni di CO2 anche del 10%. Ciò nonostante, il documento non considera questo fatto abbastanza importante per scartare del tutto la possibilità. Infatti prosegue delineando quattro diversi scenari, nel tentativo di rendere il comparto energetico del continente più flessibile e competitivo. Il costo climatico di questi 4 possibili scenari va dai 45 ai 60 milioni di t di CO2 emesse in più.

Il rapporto confidenziale dell’Ue sostiene che l’effetto principale della misura sarebbe quello di redistribuire in modo più equo, tra i vari attori del comparto energetico, la competitività. In realtà, è piuttosto chiaro che il risultato sarebbe ben diverso. Sotto l’etichetta delle “pari opportunità” resta malcelata la posizione di vantaggio di cui godrebbero le fonti fossili. Nel momento in cui bisogna escludere un impianto dall’immissione di elettricità in rete, infatti, sarà ben più semplice fermare un parco eolico o solare, invece di bloccare una centrale a carbone o una centrale nucleare.
Un secondo aspetto da considerare è la situazione degli investimenti già annunciati. Infatti le compagnie hanno tenuto conto del priority dispatch nel calcolare profitti e rientro dall’investimento. Senza questo sistema, il rischio è che siano diversi a tirarsi indietro. Una delle alternative sarebbe l’intervento di Bruxelles con dei finanziamenti ad hoc. Ma la ratio del provvedimento – livellare le condizioni di mercato – fa a pugni con una simile ipotesi.