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lunedì 26 settembre 2016

Questa pista ciclabile rosa in Nuova Zelanda ha stupito il mondo


Si chiama Nelson street cycleway
e si trova ad Auckland. 
Pareti in vetro, luci led modulabili
 e il colore acceso rendono
 questa pista ciclabile rosa in
 Nuova Zelanda ben riconoscibile
 a distanza...e in tutto il mondo.



La pista ciclabile rosa realizzata in Nuova Zelanda è ormai diventata un culto:Nelson street cycleway, nota anche come “Pink bike path” (la pista ciclabile rosa) e come “The light path” (la pista della luce), nasce dalla volontà di recuperare una vecchia rampa di accesso all’autostrada di Auckland ormai in disuso. Certo, la visuale non è delle più ambite ma grazie a questo “nastro rosa” che accarezza la superstrada ora ciclisti e pedoni hanno una scorciatoia per poter arrivare sulla costa della capitale neozelandese.

Pista ciclabile rosa in Nuova Zelanda: i particolari

Nelson Street Cycleway collega Upper Queen Street bridge con Quay Street. Il percorso condiviso permette così di raggiungere la spiaggia diventando un tratto cruciale della rete ciclabile di Auckland. Un progetto finanziato dal Governo utilizzando il Programma per le piste ciclabili urbane realizzate con l’Agenzia del trasporto della Nuova Zelanda e la società di trasporti di Auckland.
Ad essere precisi il colore scelto, dopo una selezione tra arancioni, rosa, gialli e rossi, si chiama telemagenta e rientra nella scala dei violetti.
La scelta del colore, spiegano gli architetti che ne hanno curato il progetto, è stata proprio voluta per distinguersi dal paesaggio urbano e di tonalità diverse rispetto a tradizionali percorsi ciclabili: la passerella è quindi stata rifinita con una brillante resina rosa. Una scelta di rottura  avvenuta sia per rivalutare un colore che, a detta di chi lo ha scelto, in molti hanno paura di usare; sia perché serviva un colore acceso e ben visibile, per creare un progetto che non fosse solo una pista ciclabile come tante ma una sorta di installazione artistica urbana.
A dare ancora più personalità a Nelson street cycleway c’è una dotazione di trecento paletti luminosi a led posizionati su una delle due pareti di vetro. Sono modulabili dal punto di vista cromatico e nelle ore notturne danno ulteriore slancio visivo alla pista, in particolare durante il crepuscolo.
La pista ciclabile rosa Nelson Street Cycleway di Auckland ha così colpito l’immaginario collettivo che è riuscita a entrare tra le finaliste del World architecture festival di Berlino nella sezione “trasporti”. A novembre se la vedrà con stazioni, porticcioli, aeroporti, ponti e con un ponte ciclabile realizzato in Danimarca nella città di Odense.

sabato 17 settembre 2016

Tesla migliora il suo sistema di auto-pilota

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La società di Elon Musk ha annunciato aggiornamento software che potenzia il radar del sistema
 
Nel maggio scorso aveva creato un certo scalpore l’incidente mortale con protagonista un’auto a guida autonoma di Tesla (come vi avevamo raccontato qui su robotica.news).
Nei giorni scorsi la società di Elon Musk (nella foto sotto) ha dato seguito alla promessa fatta subito dopo l’accaduto, vale a dire studiare un rimedio per evitare altre simili tragedie. Va però ricordato che oltre al malfunzionamento dell’auto-pilota, gran parte della responsabilità del sinistro è stata ascritta alla superficialità dell’uomo all’interno dell’abitacolo, poi deceduto sul colpo. Il 40enne Joshua Brown si era messo a guardare un film di Harry Potter dopo aver innestato l’Autopilot della sua Model S, ma dopo pochi minuti ha perso il controllo dell’auto (in breve, sarebbe stato sufficiente per lui mantenere le mani sul volante pure godendosi il film).
Nelle prossime settime, dunque, si verificherà un aggiornamento del software: tra le novità, il potenziamento del sistema radar e avvertimenti durante la guida automatica che costringeranno il guidatore a rimettere le mani sul volante, come da prassi prevista fin dall’inizio dell’avventura della Tesla Car (e non rispettata dalla vittima del suddetto incidente). Se non lo farà, l’auto-pilota viene temporaneamente disattivato.
I dettagli sono stati resi noti dallo stesso Musk: il Tesla 8.0 si presenta come il più grande aggiornamentosoftware mai rilasciato dalla compagnia di automobili elettriche statunitense e sarà attivo sulle Model S eX consegnate da ottobre 2014. Secondo il CEO, con le migliorie del software Autopilot il radar verrà usato come sensore principale e il sistema non avrà difficoltà in condizioni climatiche difficili come nebbia, forti piogge, neve e strade polverose.

domenica 11 settembre 2016

Alessandro, il ciclofabbro a “impatto zero”



Ecologia e artigianato insieme, a misura di pedalata. E’ possibile ritornare padroni del proprio tempo e decidere di rallentare? Alessandro Mercadanti, giovane fabbro in sella a una cargo bike, è la prova che si può fare dando vita a un’impresa ad emissioni zero, attenta al recupero e al riciclo.

di Isabella Wilczewski

E’ stata inizialmente una spinta ecologica che ha fatto decidere ad Alessandro Mercadanti di abbandonare l’auto e di girare per Parma, la sua città, con una Cargobike di sua costruzione. Poi, in sella alla bici, ha capito che tutto è possibile, scollandosi di dosso quei preconcetti che ci tengono imprigionati a un lavoro, a dei costi fissi e a onerosi e per nulla sostenibili mezzi di trasporto. Così, una pedalata dopo l’altra ha deciso di rispolverare un vecchio mestiere ed ora fa il fabbro a domicilio. Alessandro, 35 anni, si definisce un ciclofabbro romantico, perché la sua piccola rivoluzione a due ruote è un monito a rallentare i ritmi, godendosi ogni pedalata e assaporando la vita a misura d’uomo. “Credo fortemente nell’andare lentamente, alla vecchia maniera- spiega Alessandro- come quando tanti anni fa gli ambulanti giravano per le strade con dei carretti simili al mio. Il lavoro era molto più lento le persone sorridevano di più, non erano presi da questa frenesia che fagocita tutto e tutti”. E’ anche sul concetto di lavoro che si basa la sua idea di cambiamento. Mettendosi in proprio e dando vita a un’impresa a “emissioni zero” , che cerca di recuperare e ridare vita a più oggetti possibili, è diventato padrone del suo tempo e delle sue scelte. “Credo vivamente che ognuno di noi abbia il modo di scegliere cosa voler fare-aggiunge Alessandro- Quello che mi sono creato negli ultimi due anni, mettendomi in proprio mi ha dato la possibilità di scegliere, scegliere il valore del tempo, scegliere se fare o non fare interventi. Per questo mi ritengo una persona molto fortunata, ma la fortuna che ho è anche dovuta dal fatto che me la sono creata io”.
Alessandro, con la sua impresa che ha chiamato BaGÄj, fa interventi di manutenzione a domicilio, aggiustando porte, finestre e serrature. Ma anche, grazie alla passione per il metalli da plasmare, fa complementi d’arredo e gioielli con materiale di recupero, dando, per esempio, nuova vita a postate che possono diventare ganci appendiabiti o gioielli. E ancora, è uno dei pochi costruttori in Italia di cargo bike, ovvero bici con vano cargo, partendo sia da nuovi materiali che dal recupero. Queste sono adatte sia per fare spese ecologiche, sia per trasportare bimbi, sia per convertire la propria impresa a emissioni zero.
Ed allora che riCiclo sia..