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sabato 23 luglio 2016

Contro disoccupazione e povertà serve la formazione in campo ambientale ed energetico

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Che i settori lavorativi con un reale futuro siano quello ambientale ed energetico rinnovabile lo capirebbe chiunque. Infatti su cosa altro potrebbe puntare il “Paese del sole”, con un patrimonio edilizio che spreca energia da tutte le parti, se non puntare al risparmio energetico e idrico, all’uso razionale dell’energia e delle energie rinnovabili?

di Paolo Ermani 


Questi settori hanno il maggiore potenziale di intervento e di diffusione assieme a quelli dell’agricoltura biologica e della tutela ambientale. Puntandoci, si assorbirebbe velocemente la disoccupazione attuale e si darebbe da lavorare e un futuro dignitoso alle persone indigenti o in difficoltà economiche. Pensare che oggi chi è in difficoltà o senza lavoro possa trovare occupazioni o riprendersi attraverso settori saturi o di nessuna prospettiva, è pura utopia e non fa che mantenere queste persone nella loro condizione.
Ovunque si possono creare posti di lavoro ristrutturando energeticamente abitazioni di un patrimonio edilizio indecente dove la prassi è costruire male e in fretta, comprando le certificazioni energetiche dal fruttivendolo e facendo credere che le proprie case siano di classi A o B, senza che questo sia stato verificato effettivamente. In Germania dove il patrimonio edilizio è costruito in maniera decisamente più seria, ci sono rigidi controlli e verifiche per accertare se effettivamente le classi energetiche sono rispettate.
In un paese come l’Italia, tra l’altro a rischio desertificazione, è evidente che si dovrebbero formare migliaia di persone che diventino esperte di risparmio energetico e idrico che sarebbe poi prassi quotidiana e diffuso in ogni edificio pubblico e privato e in ogni nucleo famigliare.
Molto ci sarebbe da intervenire anche nella percentuale ancora alta di case non collegate alla rete fognaria e che potrebbero utilizzare sistemi di fitodepurazione con recupero dell’acqua.
Infine dove se non in Italia si dovrebbe e potrebbe puntare immediatamente e con decisione alle fonti rinnovabili come terzo passo appunto dopo il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia.
Fabbriche come la Fiat o simili invece di continuare a costruire cose di cui non abbiamo bisogno, potrebbero intervenire nel settore delle rinnovabili con campi di intervento vastissimi, altro che automobili di cui il paese soffoca. Solo sostituendo con collettori solari per l’acqua calda i milioni di scaldabagni elettrici ancora esistenti ci sarebbero enormi vantaggi occupazionali ed economici, figuriamoci puntare poi sul solare ad aria calda, sul micro eolico e micro idroelettrico, sui sistemi di compost heating, sulla micro cogenerazione.
Di molti di questi argomenti e di altro ancora, si parlerà nella ventiseiesima edizione del corso Energia Ambiente Lavoro che si tiene dal 12 al 19 agosto nel centro per l’Energia e l’Ambiente di Springe in Germania (QUI per info e iscrizioni) che lavora professionalmente dal 1981 su queste tematiche ed è un punto di riferimento europeo.
Grazie a centri come questo e ai docenti che vi insegnano con esperienza pratica pluridecennale, viene offerta una formazione seria, indipendente e che punta a reali risultati e non a prendere in giro i clienti o dare informazioni solo per vendere qualcosa. E’ questa la differenza fra una formazione per vendere e una formazione per fornire le informazioni adeguate per poter fare le migliori scelte sia da parte dei tecnici sia da parte dei cittadini. Proprio grazie a questo approccio la Germania è paese leader nelle tecnologie ambientali e rinnovabili dove lavorano ormai centinaia di migliaia di persone. L’ambiente non è un costo come si è abituati erroneamente a pensare, l’ambiente, il risparmio energetico e idrico, le energie rinnovabili sono una imperdibile, conveniente e grandissima opportunità lavorativa ed economica.