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domenica 28 febbraio 2016

Dall’Olanda la prima bicicletta da stampa 3D

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  • L’intero telaio è d’acciaio stampato in 3D. 
  • Pesa come una bicicletta tradizionale e garantisce
  •  le stesse prestazioni in termini di resistenza
Dall’Olanda la prima bicicletta da stampa 3D

(Rinnovabili.it) – Per le strade dell’Olanda tra poco potrebbero comparire i primi ciclisti a cavallo di bici create con la stampa 3D. Non l’intera bicicletta: ruote, pignone e catena restano quelli tradizionali. Quello che distingue il prototipo dalle normali due ruote è il telaio, completamente stampato in 3D con l’MX3D. Il progetto è di un gruppo di studenti dell’University of Technology di Delft ed è stato realizzato usando lo stesso dispositivo con cui è in programma la costruzione di un intero ponte su un canale di Amsterdam lungo 8 metri. La bicicletta, nelle loro intenzioni, è la dimostrazione che l’innovativo metodo di stampa adottato è in grado di portare risultati sorprendenti e in ambiti anche molto distanti tra loro.

bici 3d 2Il telaio è costituito da un reticolo di acciaio saldato a strati dai sei bracci robotici del macchinario. La sua particolarità è di poter lavorare senza alcun supporto: può quindi eiettare i filamenti del materiale impiegato in qualsiasi direzione e a mezz’aria, senza avere il limite di doversi appoggiare a una qualche superficie di base. I vantaggi di questa tecnica sono molti.

“La stampa 3D ha avuto un’esplosione di popolarità nell’ultimo decennio – sostiene Harry Anderson, tra gli studenti del laboratorio dell’Università di Delft – Ma finora chi desiderava stampare oggetti di medie o grandi dimensioni si è trovato davanti a significative limitazioni tecnologiche. Il metodo che abbiamo impiegato noi permette di produrre oggetti di tali dimensioni con una quasi totale libertà nella scelta della forma finale dell’oggetto
Il team, guidato dal coordinatore Jouke Verlinden, sostiene che il prototipo è il primo nel suo genere. Il telaio 3D, al di là del design, non va ad alterare le caratteristiche della bicicletta. Il peso resta sostanzialmente paragonabile a quello di un modello tradizionale. Ma soprattutto garantisce identiche prestazioni in termini diresistenza e assorbimento di urti e vibrazioni.

sabato 20 febbraio 2016

UNA COPPIA DI ITALIANI STA FACENDO IL GIRO DEL MONDO IN BICICLETTA

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Due giovani romani sono in viaggio dal 2014 con l'intenzione di proseguire fino al 2018 dopo aver effettuato un giro completo del mondo spostandosi solo in bicicletta


Una coppia di giovani viaggiatori italiani, Daniele Carletti e Simona Pergola, sta attraversando il mondo dal 2014 utilizzando soltanto due biciclette, e non ha intenzione di fermarsi fino al 2018.
I due, coppia nella vita e appassionati di sport immersi nella natura, sono entrambi originari di Roma, ed è proprio dalla Città eterna (precisamente in Piazza del Campidoglio) che ha preso il via la loro avventura il 12 luglio 2014, con una cerimonia alla presenza dell’ex sindaco (e ciclista) Ignazio Marino.
Obiettivo, quello di partire dai sette colli della capitale per toccare uno dopo l’altro i sette passi di montagna più alti del mondo, uno per ogni continente, dai 1.580 metri del Dead Horse Gap in Australia (il passo più basso) ai 5.565 metri del Semo La Pass in Himalaya. 
Da qui il nome del progetto, Dai sette colli ai sette passi, che semplifica in una frase un percorso che in realtà attraverserà più di 50 paesi coprendo più di 100.000 km, il tutto esclusivamente in bicicletta.
Il percorso previsto:
Il viaggio, che al momento vede i due a Singapore, dopo aver attraversato Europa e Asia, si propone di promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto definitivo, promuovendo uno stile di viaggio lento e consapevole delle distanze e dei luoghi.
Dicono: “La nostra casa oramai è la tenda. Perché ci piace dormire in uno spazio di nemmeno 4 metri quadrati? Perché ci dona una grande libertà, potendola montare dove vogliamo e quando vogliamo. In più ci permette di godere di paesaggi mozzafiato. Ma nelle grandi città e per esigenze di igiene (ogni tanto ci dobbiamo lavare e lavare i nostri indumenti) dobbiamo dormire nelle tradizionali quattro mura.
Essendo un viaggio votato al risparmio cerchiamo sempre le soluzioni più economiche. Quindi in ordine cerchiamo amici di amici, se non ci sono cerchiamo qualcuno che ci ospiti sui siti Warmshower Couchsurfing e se anche qui non troviamo risposta andiamo al più economico degli ostelli”.
Per quanto straordinaria, quest’avventura non è però soltanto una storia di sport e di sfida con se stessi, ma anche un’iniziativa benefica: scopo del progetto è infatti anche raccogliere fondi per World Bicycle Relief,una ONG americana impegnata a rendere indipendenti le piccole comunità del terzo mondo donando loro biciclette e formando, in loco, meccanici specializzati.
Tra un passo di montagna e l’altro, la coppia è molto attiva nell’aggiornare un sito e una pagina Facebookdedicati a informare i loro followers sulle loro avventure, e sullo stesso sito è possibile effettuare donazioni, il cui ricavato andrà al 50 per cento al finanziamento del viaggio e al 50 per cento a World Bicycle Relief.
Le tappe effettuate finora:

Riguardo i prossimi impegni che li aspettano, i due dicono: “Ci imbarcheremo per l’Australia, pedalando nelle terre degli animali più pericolosi del mondo, raggiungeremo la costa sud, per ripartire nuovamente alla volta del Nord America. Indossando nuovamente abiti pesanti sorvoleremo l’oceano per approdare nelle fredde terre dell’Alaska.
Ci prepareremo quindi per affrontare i 30mila chilometri della Transamericana ed i continui cambi climatici presenti nel vasto tratto che ci porterà fino in Sud America alla Terra del Fuoco. Il tempo di visitare la fine del mondo e ripartire nuovamente verso nord in direzione del Brasile, per imbarcarci e raggiungere il Sud Africa.
Il viaggio poi proseguirà risalendo le terre dell’Africa Orientale per rientrare in Italia, a Roma, attraverso la Via Francigena del Sud”.
Su TPI, le foto di viaggio dei due, dalla partenza in Italia fino all’attuale tappa di Singapore.