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lunedì 26 ottobre 2015

Un milione di nuovi ulivi entro Febbraio 2016


Proseguono i reimpianti nonostante i divieti imposti dall’Unione Europea. Sfidando
le prescrizioni contadini proseguono nella loro opera di piantumazione


Avanza la «disubbidienza civile».
Sottotraccia rispetto
 al clamore prodotto
 dalle eradicazioni
disposte dal piano Silletti
contro l’inesorabile
 espandersi del batterio
 Xylella fastidiosa,
 «alla media di cinquemila,
forse anche seimila al mese,
 va avanti il reimpianto
 di giovani ulivi,
 malgrado i divieti imposti dalle norme»,
assicura il coordinatore
 dell’alleanza dei produttori Voce dell’Ulivo
, Giovanni Melcarne.
E rincara: «La provocazione
 lanciata da noi la scorsa estate
 circa la messa a dimora di un
 milione di piante sarà
compiuta in febbraio,
 quando tutti gli olivicoltori
 avranno terminato
 il loro lavoro stagionale
e ci sarà tempo per
dedicarsi all’impianto degli alberi».
 Com’è noto, l’Unione europea
 ha imposto il divieto assoluto
 di reimpianto di giovani ulivi,
una misura duramente
 contestata perché rischierebbe
 di causare la desertificazione
 del territorio salentino,
oltre che di depauperare l’economia legata
 all’olivicoltura con
drammatiche conseguenze
 sulla filiera che,
 dal campo, al frantoio,
allo scaffale del supermercato,
 fa approdare l’olio sulle
 tavole dei consumatori.
 Non è un caso che gli
 agricoltori abbiano
 preso in considerazione
 il ricorso alla Corte di
Giustizia Europea
a salvaguardia della secolare
 tradizione olivicola del Salento
 e del patrimonio monumentale
che essa vanta con i suoi ulivi secolari.
 Sfidando le prescrizioni dell’Ue,
 secondo il comitato Voce dell’ulivo,
 i contadini, quindi,
proseguono nella loro opera di piantumazione,
consapevoli di essere
esposti al rischio di pesanti sanzioni.
 Melcarne spiega:
«Accade in aperta campagna,
dov’è difficile che si vada
 a controllare, ma non solo.
 L’intento è quello di garantire
 un futuro olivicolo a questa terra,
 utilizzando piante coltivate
 nei nostri vivai o
 che arrivano da fuori nonostante
 i divieti di movimentazione.
Ormai è noto che almeno quattro
 varietà non manifestano la malattia:
 Leccino, Coratina, Frantoio, Pendolino.
Gli olivicoltori che non hanno
 ancora piantato si stanno attrezzando
 per farlo perché nessuno è
 disposto a subire passivamente
 le decisioni dell’Unione europea.
Prima o poi si dovranno
confrontare con noi.
In questo momento siamo
 in piena attività nei frantoi,
grazie anche all’ottima annata olearia.
 Qui si parla solo di
 eradicazioni, ma per il nostro
 futuro nessuno si impegna».
Intanto, l’assessore regionale
alle Risorse agroalimentari,
Leo Di Gioia,
 fa sapere che sono stati
 pubblicati sul Bollettino
 Ufficiale della Regione Puglia
del 22 ottobre
 tre inviti «per attività di ricerca,
 sperimentazione e
trasferimento dell’innovazione mirati
 alla prevenzione e
al contenimento della Xylella fastidiosa»
 con copertura finanziaria
 complessiva di 2 milioni di euro.
Ma a prescindere da questo,
 per Giovanni Melcarne,
ciò che invece accadrà nei
 prossimi mesi è a abbastanza prevedibile:
«Si continueranno a piantare ulivi
 giovani in barba ai divieti,
 e ciò perché le autorità sono
sorde rispetto al grido
d’allarme che parte dal Salento.
Tagliare non basta.
Alla gente bisogna anche
 dare una speranza».








domenica 25 ottobre 2015

RoDyMan, il pizzaiolo 2.0

A #FuturoRemoto in svolgimento a Napoli protagonista l'androide pizzaiolo RoDyMan, “figlio” di un più ampio progetto innovativo finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca



’ in pieno svolgimento a Napoli, fino al 19 ottobre, la 29a edizione di #FuturoRemoto, la manifestazione a carattere scientifico dedicata alla innovazione tecnologica, promossa da Città della Scienza, Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
La location è la suggestiva Piazza del Pelebiscito, dove ieri la scena è stata letteralmente rubata dal pizzaiolo androide RoDyMan (acronimo diRobotic Dynamic Manipulation), frutto di una ricerca finanziata dal Consiglio Europeo della Ricerca; al fianco del pizzaiolo 2.0 si sono alternati alcuni tra i più rinomati pizzaioli partenopei, e Bruno Siciliano, docente dell’Università di Napoli Federico II e esperto di robotica.
Siciliano è protagonista di questo video dove vengono illustrate le prerogative globali del progetto RoDyMan, oltre all’utilizzo in campo culinario (ma la pizza nel video non manca!)
Più in generale, dunque, il tema è la possibilità di manipolare oggetti, che cambiano configurazione, come la stessa pizza ovviamente.

L’androide che replica i movimenti umani, specializzato in manipolazioni di materiali

Secondo i creatori del progetto, l’obiettivo è lo realizzazione di un androide capace di imitare le attività umane con un abilità e movimenti disinvolti. Per essere funzionale in vari campi: il manifatturiero, quello medico, chirurgico, e di assistenza alla persona. Con il plus di poter manipolare con semplicità materiali flessibili.
RoDyMan ha due braccia meccaniche, mani antropomorfe, un torso e una testa sulla quale sono montati una videocamera stereoscopica e uno speciale sistema di illuminazione. Oltre a sensori di prossi­mità e tattili.

mercoledì 21 ottobre 2015

Portiamo a Bruxelles l’economia circolare. Mercoledì 21 ottobre convegno in streaming



Aggiornamento – Dato l’alto numero dei partecipanti, é stato necessario trovare una sala più grande. Inserita la nuova versione di programma e volantino
L’economia dei processi produttivi del mondo moderno sono come una linea retta presuntuosamente proiettata verso l’infinito: estraggono continuamente risorse naturali, le trasformano in beni che diventano rapidamente rifiuti che vengono inceneriti o buttati in discarica. Come se, per alimentare questo processo, avessimo a disposizione una quantità infinita di risorse naturali… E’ necessaria invece passare da un processo lineare adun modello di economia circolare, in modo che i beni già utilizzati, invece di finire in discarica, diventino le risorse alla base di un nuovo ciclo produttivo, rendendo inutile l’estrazione di nuove risorse. Trasformare quindi i processi produttivi in un moderno uroboro, l’antichissimo serpente che rigenera se stesso nutrendosi della propria coda e formando un cerchio senza fine, in continuo rinnovamento.
Portiamo il tema dell’economia circolare all’interno delle istituzioni europee attraverso un convegno che organizziamo mercoledì al Parlamento Europeo di Bruxelles. Si intitola “Economia circolare: una priorità europea. Non c’è tempo da sprecare!”
Hanno deciso di partecipare e di dare il loro contributo varie associazioni che si occupano di ambiente e di riciclo, tutte le forze politiche e rappresentanti del settore industriale: abbiamo infatti avuto conferma dell’intervento del commissario europeo all’Ambiente, Vella, dal quale sono attese anticipazioni sulla proposta legislativa della Commissione Europea relativa all’economia circolare. Simmetricamente, il convegno sarà anche l’occasione per sapere cosa si aspettano (o cosa desiderano) a proposito di economia circolare le forze politiche europee, le associazioni ambientaliste e gli operatori economici.
Il programma di mercoledì, tradotto in italiano, é in fondo a questo post. Sarà possibile seguire in convegno in streaming: seguite il link e scegliete “it” per la traduzione simultanea in italiano.
In tempi di incipiente fine dell’abbondanza, l’impiego efficiente delle risorse ed il loro ri-uso diventa importante anche per l’economia imperniata sul denaro: doppiamente importante in Europa, che é povera di risorse naturali. Per questo la vecchia Commissione Europea aveva presentato nel luglio 2014 varie proposte per una maggiore circolarità dell’economia: l’attuale Commissione Europea le ha ritirate promettendone altre “più ambiziose” entro la fine del 2015. I tempi sono maturi, la consultazione pubblica in proposito ormai é stata effettuata: tutti pendono dalle labbra di Vella (che sarà presente all’evento alle 18.00) per intuire quali sono i risultati concreti (ora sono disponibili solo tabulati con crudi numeri) e quale sarà il nucleo centrale della nuova strategia europea per l’economia circolare.
Ma per noi l’economia circolare é una questione innanzitutto ecologica: una necessità dettata dai limiti delle risorse che impone di trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo. A questi due temi sono dedicate altrettante tavole rotonde durante l’evento di mercoledì.
L’economia circolare é quella in cui il concetto di rifiuto non esiste. Lo dicevamo – e soprattutto lo facevamo – già anni fa, quando il compostaggio domestico dei rifiuti organici fu fra i protagonisti del docufilm “Meno 100 chili. Ricette per la dieta della nostra pattumiera”, che é anche diventato un libro di Edizioni Ambiente.
Ora quello stesso film verrà proiettato mercoledì a Bruxelles ed interverranno all’evento i protagonisti principali. Il regista e gli interpreti? Troppo riduttivo… Le vere figure di spicco, in quel film,  sono ben altre e sono molto numerose. Le attendiamo qui. Il loro arrivo é la sorpresa che prepariamo per i partecipanti al convegno.

venerdì 16 ottobre 2015

In Salento si consuma la strage degli ulivi. Cosa c'è sotto?

Nel silenzio dei media nazionali che preferiscono dedicarsi ad allarmismi e strategia del terrore, nel Salento si sta consumando la strage di ulivi secolari. Ed è ormai sotto gli occhi di chi vuol vedere – dicono i comitati popolari – che la xilella non c’era un bel nulla. E allora vogliamo sapere: cosa c’è sotto?

Articolo condiviso: Fonte 

Una strage fatta di espianti e sanzioni. Si espiantano ulivi secolari carichi di frutti e si sanzionano i coltivatori che, constatando la stoltezza delle decisioni, si rifiutano di farlo o si frappongono tra le ruspe e i loro alberi.
Dal Forum Ambiente Salute del Salento (che comprende i cittadini di Lecce, Brindisi e Taranto) parte il nuovo, disperato appello a tutti i consiglieri della Regione Puglia, perché «difendano i cittadini, gli alberi e la terra».
«Si sospenda immediatamente la mattanza inutile degli espianti, si azzerino le sanzioni vessatorie e ingiuste a danno dei cittadini del Salento e si eviti di portare migliaia di cittadini e famiglie sul baratro del fallimento economico creando il peggior dissesto sociale della storia e di tutti i tempi» dicono i cittadini riuniti nel Forum.
«Urge un radicale cambio di rotta e l'impegno per istituire sin da subito una commissione d'inchiesta interna alla Regione che affianchi la magistratura per far luce sulle reali e gravissime inadempienze e omissioni e perché si ristabilisca la verità e il lume della ragione oggi del tutto perduto».
Pubblichiamo di seguito l’appello che è stato inviato a tutti i consiglieri della Regione Puglia.  Trovate anche tutti gli indirizzi email dei consiglieri stessi. Se anche voi volete scrivere per sollecitare il loro intervento, fatelo e fatelo in tanti!

A tutti i Consiglieri della Regione Puglia
All'indomani della pubblicazione del nuovo assurdo piano d'intervento e alla luce delle eradicazioni in queste ore in atto di migliaia di ulivi, si rivolge un accorato appello a tutti i consiglieri regionali per una immediata e decisa levata di scudi istituzionale: il consiglio regionale della Puglia discuta e prenda una ferma decisione nel verso della urgente e salvifica sospensione sine die degli espianti e delle immorali sanzioni entrambi previsti dal Piano Silletti bis e assuma responsabilmente la funzione di difesa dei cittadini e dei loro lesi interessi economici e dei territori, del patrimonio arboreo, biologico e naturale in essi contenuti. Fermate la folle mattanza di ulivi del Salento.
Bisogna fermare gli inutili e drammatici espianti e il rischio di sanzioni che pende rovinosamente sulla testa degli agricoltori che coscientemente si rifiutano di essere autori della mostruosa distruzione del Salento e che vogliono proseguire ad accudire i propri ulivi, nel rispetto dell’ambiente e della salute, con interventi e sperimentazioni che presentano quantomeno una riduzione dei sintomi. I contadini, l'olivicoltura, il Salento tutto stanno subendo un incalcolabile danno d'immagine tradotto in ingentissimo danno economico; situazione che si rischia ulteriormente di aggravare, a danno di decine di migliaia di cittadini e famiglie che stanno subendo da mesi e in queste ore il più macroscopico danno economico rappresentato dalla folle richiesta di espianto di piante vive e cariche di frutti, piante che rappresentano oltre a un immenso patrimonio affettivo e paesaggistico anche, talvolta, l'unica fonte di reddito e di sostentamento economico per decine e decine di famiglie e per le stesse comunità. Un danno economico che senza dubbio affosserà le loro condizioni economiche, già messe a dura prova, creando uno scompenso sociale le cui ricadute sono indescrivibili; e di fronte al quale gli indennizzi sono una misera e ricattatrice offerta che offende e indigna.
Si rivolge un appello a tutti i consiglieri regionali perché sia istituita in Regione una commissione d'inchiesta non solo sugli aspetti scientifici, ma anche su tutti quegli aspetti burocratico-amministrativi che hanno permesso di giungere fino a questo punto con danni incommensurabili d'immagine per la regione Puglia tutta e i cui risultati siano posti a servizio delle indagini in corso da parte della magistratura. I piani antixylella (ma non antidisseccamento) sono fondati sul riscontro di una esigua percentuale di piante sulle quali sarebbe stata riscontrato il batterio; ciò implica un riapprofondimento di tutta la vicenda al fine di individuare le carenze e gli interessi che sono alla base dello scandalo “Xylellagate” e che minaccia non solo il paesaggio ma l’economia dell’intero Salento.
Sia lanciata anche una forte richiesta da parte dei consiglieri all'Unione Europea affinché oltre alle indagini scientifiche effettuate da EFSA, l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, sia anche dato pieno mandato a Europol l'Agenzia di Polizia Europea perché sviluppi indagini parallele a quelle della magistratura italiana sulla discutibile gestione dell’intera vicenda.
Chiediamo un’inversione di rotta da parte della Regione Puglia che si articoli nei seguenti interventi, assunti dai sigg. consiglieri regionali:
- impugnazione del Piano Silletti, soprattutto per quanto concerne l’eradicazione degli ulivi e l'uso di agrochimica di veleni e biocidi rivolti contro la flora e la fauna selvatica e rurale;
- immediata moratoria degli espianti, soprattutto in assenza di debita e circostanziata certificazione; i proprietari sono stati vittima di un aut-aut senza scampo; inoltre essi hanno il diritto di raccogliere i frutti particolarmente abbondanti.
- La drastica potatura, suggerita da diversi studiosi, con ulteriori interventi profilattici, sostituisca l’espianto, già rilevatosi inutile.
- Si presenti ricorso presso la Corte di Giustizia dell'Unione Europea avverso la Decisione che ignora totalmente le indicazioni normative della FAO (International standards for phytosanitary measures ISPM No. 9 Guidelines for pest eradication programmes - 1998 -  FAO 2006);
- la calendarizzazione a brevissimo di un Consiglio regionale monotematico da svolgersi nel Salento, preceduto da un incontro pubblico;
- la realizzazione di una cabina di regia che coordini, metta in relazione e promuova le sperimentazioni e le ricerche scientifiche sul territorio, dalla quale siano esclusi tutti gli organi accademici, scientifici, professionali e istituzionali regionali e nazionali come anche le università italiane e americane che hanno gestito fino a oggi  in un regime di vero monopolio la vicenda xylella che ha interessato la nostra regione con le nefaste conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti di quello che è divenuto uno scandalo internazionale sotto la lente della magistratura italiana ed europea;
- l'apertura vera della ricerca a 360° con il coinvolgimento immediato di altri enti di ricerca nazionali e internazionali;
- la realizzazione di un convegno internazionale con la partecipazione di figure scientifiche multisettoriali e di esperti impegnati in strategie fitoterapeutiche contro il disseccamento degli ulivi al fine di appurare le vere cause della sintomatologia tenendo conto anche i precedenti storici che hanno manifestato disseccamenti analoghi nel '700, '800, '900 che come ogni epidemia raggiunta una fase massima intensità, il fenomeno è regredito con un ritorno vegetativo e produttivo degli alberi e questo in quelle epoche in cui la scienza agronomica non era avanzata come ai nostri giorni e quindi con la semplice utilizzazione di efficaci metodi agricoli tradizionali rivolti alla cura della pianta e dell'habitat ecologico;
- la tutela del territorio attraverso la revisione della legge a tutela massima degli ulivi, Legge Regionale 4 giugno 2007, n. 14, contro gli interventi più recenti di suo emendamento che riducevano l'azione di tutela e salvaguardia del patrimonio arboreo e svuotando nei fatti l'importanza protezionistica della medesima;
- la richiesta di cancellazione dalla lista dei patogeni da quarantena del batterio “xylella”, sia sulla attuale assenza di prove certe e scientifiche sulla sua funzione sintomatologica e patogenica verso le piante e, a detta degli studiosi, della sua ineradicabilità quando insediata da tempo e in vasti territori (dal 2008 nel Salento); da qui la necessità di conviverci ; ad oggi la diagnosi è per la maggior parte “indiretta” trattandosi di esami sierologici al PCR nei quali vengono rilevati soltanto piccoli frammenti di DNA, che quindi necessitano di plurimi riscontri, anche per l’incidenza probabile di falsi positivi .
Invitiamo tutti i consiglieri regionali a porsi, come loro dovere, al fianco dei cittadini che resistono contro questo inaudito attacco al territorio e al suo patrimonio più intimo e prezioso, gli alberi d'ulivo e il patrimonio biologico tutto, e attivarsi a ogni livello istituzionale assumendosi la piena e doverosissima responsabilità per la salvezza del Salento e del patrimonio in esso contenuto poiché di questa folle strategia a danno della Puglia a giudicare non saranno solo i cittadini ma la Storia tutta!
Gli indirizzi email:
presidente@consiglio.puglia.it
Abaterusso Ernesto -abaterusso.ernesto@consiglio.puglia.it
Amati Fabiano - amati.fabiano@consiglio.puglia.it
Barone Rosa - barone.rosa@consiglio.puglia.it
Blasi Sergio - blasi.sergio@consiglio.puglia.it
Bozzetti Gianluca - bozzetti.gianluca@consiglio.puglia.it
Campo Francesco Paolo -campo.francescopaolo@consiglio.puglia.it
Caracciolo Filippo - caracciolo.filippo@consiglio.puglia.it
Caroppo Andrea - caroppo.andrea@consiglio.puglia.it
Casili Cristian - casili.cristian@consiglio.puglia.it
Cera Napoleone  - cera.napoleone@consiglio.puglia.it
Conca Mario - conca.mario@consiglio.puglia.it
Congedo Saverio - congedo.saverio@consiglio.puglia.it
Damascelli Domenico -damascelli.domenico@consiglio.puglia.it
De Leonardis Giovanni -deleonardis.giovanni@consiglio.puglia.it
Di Bari Grazia - dibari.grazia@consiglio.puglia.it
Di Gioia Leonardo - digioia.leonardo@consiglio.puglia.it
Emiliano Michele - emiliano.michele@consiglio.puglia.it
Franzoso Francesca -franzoso.francesca@consiglio.puglia.it
Galante Marco - galante.marco@consiglio.puglia.it
Gatta Giacomo Diego - gatta.giacomo@consiglio.puglia.it
Giannini Giovanni - giannini.giovanni@consiglio.puglia.it
Guarini Viviana - guarini.viviana@consiglio.puglia.it
Lacarra Marco - lacarra.marco@consiglio.puglia.it
Laricchia Antonella -laricchia.antonella@consiglio.puglia.it
Leo Sebastiano Giuseppe -leo.sebastianogiuseppe@consiglio.puglia.it
Liviano D'Arcangelo Giovanni -livianodarcangelo.giovanni@consiglio.puglia.it
Loizzo Mario Cosimo - loizzo.mario@consiglio.puglia.it
Longo Giuseppe - longo.giuseppe@consiglio.puglia.it
Lonigro Giuseppe - lonigro.giuseppe@consiglio.puglia.it
Manca Luigi - manca.luigi@consiglio.puglia.it
Marmo Nicola - marmo.nicola@consiglio.puglia.it
Mazzarano Michele -mazzarano.michele@consiglio.puglia.it
Mennea Ruggiero - mennea.ruggiero@consiglio.puglia.it
Minervini Guglielmo -minervini.guglielmo@consiglio.puglia.it
Morgante Luigi - morgante.luigi@consiglio.puglia.it
Negro Salvatore - negro.salvatore@consiglio.puglia.it
Nunziante Antonio - nunziante.antonio@consiglio.puglia.it
Pellegrino Paolo - pellegrino.paolo@consiglio.puglia.it
Pendinelli Mario - pendinelli.mario@consiglio.puglia.it
Pentassuglia Donato -pentassuglia.donato@consiglio.puglia.it
Perrini Renato - perrini.renato@consiglio.puglia.it
Piemontese Raffaele -piemontese.raffaele@consiglio.puglia.it
Pisicchio Alfonsino - pisicchio.alfonsino@consiglio.puglia.it
Romano Giuseppe - romano.giuseppe@consiglio.puglia.it
Santorsola Domenico -santorsola.domenico@consiglio.puglia.it
Stea Giovanni Francesco -stea.giovannifrancesco@consiglio.puglia.it
Turco Giuseppe - turco.giuseppe@consiglio.puglia.it
Ventola Francesco - ventola.francesco@consiglio.puglia.it
Vizzino Mauro - vizzino.mauro@consiglio.puglia.it
Zinni Sabino - zinni.sabino@consiglio.puglia.it
Zullo Ignazio - zullo.ignazio@consiglio.puglia.it

La banca dei semi più grande del mondo è controllata dalle multinazionali ogm


Articolo condiviso: Fonte 

 La Svalbard Global Seed Vault si trova vicino al Polo Nord. Al suo interno sono stoccate oltre quattro milioni di sementi, che rappresentano il futuro agricolo del pianeta. Peccato che la banca è finanziata da Monsanto, Du Pont e Sygenta.
L’entrata della Svalbard Global Seed Vault, sull’isola di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard.

Le banche di sementi servono a preservare la loro salvaguardia. Probabilmente saranno utili ai nostri figli. Servono anche per proteggere tutte quelle varietà non inquinate dagli ogm. La più grande banca di semi del pianeta si trova vicino al Polo Nord, sull’isola di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard. Da sola contiene quasi lo stesso numero di sementi stoccate in tutte le altre banche di semi del mondo. Ebbene, i finanziatori, nonché proprietari, della Svalbard Global Seed Vault sono i principali produttori e finanziatori di ogm. Siamo ancora così sicuri che le sementi stoccate serviranno a proteggere i nostri figli?

Il villaggio di Longyearbyen si trova a mille e cento chilometri da Polo Nord. La Svalbard Global Seed Vault è situata sotto un profondo strato di ghiaccio e di rocce. Di certo, dal punto di vista ambientale le sementi si trovano al sicuro. È questo che ha pensato Bill Gates quando si è fatto promotore di un progetto volto alla costruzione di una gigantesca banca dei semi alle Svalbard.


La banca delle sementi si trova a poco più di mille chilometri dal Polo Nord.

Si tratta di una vera e propria fortezza, con porte a prova di esplosione, sensori di movimento e pareti rinforzate con l'acciaio spesse un metro. Al suo interno si arriverà a contenere oltre cinque milioni di varietà differenti di semi, provenienti da ogni angolo del globo. Un progetto costato decine di milioni di dollari, e che presenta costi di manutenzione altissimi. Per questo la Bill & Melinda Gates Foundation ha cercato dei partner.


L’enorme magazzino è stato costruito nel cuore di una montagna rocciosa, ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio e neve perenni.

Il governo della Norvegia sembra essere l’unico finanziatore disinteressato. Poi c’è la Rockefeller Foundation, l'organizzazione privata che, stanziando oltre cento milioni di dollari, ha dato vita, negli anni Settanta, alla “rivoluzione genetica”, oltre che alla Cgiar, la rete globale ideata dai Rockefeller per diffondere l'idea di purezza genetica, attraverso il cambiamento dei sistemi agricoli tradizionali. L'idea alla base era quella di creare una rete di istituti e di organizzazioni sparsi per il mondo, in grado di mutare radicalmente i sistemi agricoli tradizionali, sostituendoli con l'agribusiness su scala globale. Il programma venne realizzato attraverso la “rivoluzione genetica” e nascosto dietro le rassicuranti etichette dell'efficienza, della scienza e del libero mercato.

È proprio la Rockefeller Foundation, attraverso la Cgiar, ad avere un ruolo di primo piano nella la Svalbard Global Seed Vault. L’organizzazione che ha in gestione la banca si chiama Fondo globale per la diversità delle colture (Gcdt), fondo che è staro creato dall’Istituto internazionale per la biodiversità, un istituto che fa parte della holding Cgiar.


Gli oltre quattro milioni di tipologie semi sono custodite in speciali contenitori.

Gli altri grandi sponsor della banca delle sementi sono: la multinazionale svizzera Sygenta, che produce prodotti agrochimici e ogm; la DuPont/Pioneer Hi-Bred, un gigante dell'agribusiness, oltre che uno dei maggiori controllori di brevetti sui semi ogm al mondo; la Monsanto Corporation, simbolo stesso dell’agricoltura attraverso organismi geneticamente modificati.

In altre parole, la più grande banca dei semi del mondo è in mano alle multinazionali dell’agrobusiness che controllano la quasi totalità delle brevetti sulle varietà ogm.