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venerdì 27 febbraio 2015

Pesticidi = pubertà precoce e non solo, sempre più certa la relazione

http://www.primapaginadiyvs.it/pesticidi-puberta-precoce-e-non-solo-sempre-piu-certa-la-relazione/#
In Francia vi sono sempre più casi di pubertà precoce, lo comunica la dottoressa Patricia Bartaire, presidente dell’Associazione francese dei pediatri endocrinologi liberali.
La prima manifestazione della pubertà per le ragazze avviene all’incirca tra i 9 e i 12 anni con lo sviluppo del seno, mentre per i maschi tra gli 11 e i 13 anni con l’aumento del volume dei testicoli, mentre si parla di pubertà precoce quando nelle ragazze avviene prima degli 8 anni, mentre per i ragazzi prima dei 9 anni.
Le cause non sono acora state appurate completamente, ma rifacendoci ad uno studio di un gruppo di esperti convocato dalla Environmental Protection Agency e dalla American Academy of Sciences nel 2008, che ha analizzato i dati diponibili per gli Stati Uniti tra il 1940 e il 1994, ci possiamo fare una idea delle possibili cause.
Si sospetta che vi siano fattori ambientali che provochino l’insorgere della pubertà precoce, fattori che comprendono tutto ciò che assimiliamo, a partire dall’aria sempre più pregna di veleni, continuando con tutto quello che viene ingerito come cibo, sempre più simile a spazzatura, contenente, tanto per citarne un aspetto, una quantità sempre più elevata di zuccheri che, associato ad una carenza di movimento da parte dei bambini bene certamente non fa.
Un’altro aspetto che si ritiene l’influenzi l’insorgere della pubertà precoce, è rappresentato dagliinterferenti endocrini, in pratica, sostanze chimiche presenti ovunque, per esempio nei pesticidi, materie plastiche, computer, cosmetici e chi più ne ha più ne metta, come il famigerato bisfenolo A, continua la dottoressa Patricia Bartaire.
Gli interferenti endocrini sono i maggiori sospettati, avendo come casistica i bambini immigrati dall’Asia, dall’Africa e dall’America del Sud, spiega Jean-Pierre Bourguignon, professore presso l’Ospedale Universitario di Liegi e specialista della correlazione tra pubertà e sistema endocrino.
Egli, ha scoperto che in alcune zone dei continenti sopra citati, vi sono paludi che consentono il proliferare della malaria, quindi, l’uso conseguente del para-diclorodifeniltricloroetano o DDT, per combattere le zanzare, vettori della malattia, possiede proprietà estrogeniche favorendo l’insorgere della pubertà precoce.
Un altro riscontro viene da Charles Sultan, responsabile del servizio di endocrinologia pediatrica di Montpellier, il quale, ha tenuto sotto controllo 11 ragazze i cui genitori svolgevano una attività a contatto con gli interferenti endocrini. Ciò che è emerso non ha lasciato dubbi, visto che le loro attività estrogeniche erano da quattro a cinque volte maggiore rispetto alle loro coetanee “normali”.
Uno dei casi più eclatanti ha visto come protagonista una bambina di quattro mesi, figlia di agricoltori, che mostrava evidenti segni di una pubertà precoce, dove la causa, molto probabile, è da imputare all’uso dei pesticidi, visto che le analisi hanno confermato che erano presenti in tutta la famiglia.


Charles Sultan rimarca questo aspetto indicando che, numerosi studi condotti sugli animali, confermano i sospetti che, a questo punto, possiamo definire una triste conferma. Gli interferenti endocrini, continua Sultan, hanno un impatto negativo sull’obesità, il metabolismo, il sistema nervoso, l’identità sessuale e la comparsa dei tumori. Dobbiamo agire, ribadisce Sultan, altrimenti i danni saranno irreparabili.

martedì 24 febbraio 2015

Il governo svende le caserme e continua a pagare affitti

http://www.nuovatlantide.org/il-governo-svende-le-caserme-e-continua-pagare-affitti/
di Thomas Mackinson   23 Febbraio 2015
Nella sola Milano il governo conta di vendere caserme per una superficie fondiaria equivalente a cento campi di calcio. E tuttavia, a fronte di tanto patrimonio in eccesso, non rinuncia a spendere unmilione di euro l’anno per affittare Palazzo Diotti, il monumentale edificio in Corso Monforte che nel 1803 fu scelto da Napoleone in persona per insediare il suo Regno D’Italia. Cortile d’onore, giardino gentilizio, i colonnati e gli affreschi dell’Appiani ne fanno uno fra i più prestigiosi del centro storico. Da 156 anni questo gioiello è il “Palazzo del Governo”, la sede della locale Prefettura. E da lì, nessuno la schioda. A Roma, del resto, sono sei le caserme oggetto di “valorizzazione” a fronte di quattro milioni di euro che ogni anno vengono versati per affittare due immobili in centro con la funzione di uffici territoriali del governo. Città che vai, paradossi che trovi.
Se però si prende l’elenco dei beni pubblici in vendita (scarica) e lo si incrocia con la lista dei 150 che il governo affitta a privati (scarica), il paradosso diventa un assegno da 30 milioni di euro che ogni anno vola letteralmente fuori dalla finestra delle Prefetture. Quasi mai per motivi logistici e funzionali, quasi sempre con la causale della “rappresentanza di governo” che tiene fuori dai portoni la “razionalizzazione” della spesa e pure il buon senso dell’uomo comune, quello che ha portato il78,2% delle famiglie italiane a fare enormi sacrifici per avere una casa di proprietà anziché buttare i soldi in un affitto. Ecco, lo Stato fa l’esatto contrario: pur avendo patrimonio da vendere ne affitta altro, a peso d’oro.
Guai poi a chi alza la testa e mette il dito nella piaga. Se un sindaco prova a sfrattare il prefetto fa subito notizia. Succede a Grosseto, dove il primo cittadino, ormai “commissario liquidatore” della Provincia, ha proposto di salvare i conti dell’ente vendendo lo storico palazzo in piazza Fratelli Rosselli. Potrebbe fruttare sei milioni di euro, se solo prefetto e funzionari si “accontentassero” del nuovo e grandissimo palazzo della Questura, che appartiene al Tesoro e dunque non richiederebbe alcun affitto. L’epilogo è tutto da scrivere, ma Grosseto potrebbe diventare un caso di scuola e l’occasione per mettere in discussione la pretesa dei prefettizi di stare in centro a carico dei contribuenti italiani che varcano quei portoni solo per gentil concessione il 2 di giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Firenze, Milano, Torino, Roma e Napoli. Ecco una carrellata di situazioni surreali.
Caserme, riparte il carosello della venditaLa premessa è che sono 25 anni che governi d’ogni colore carezzano l’idea di fare cassa col mattone, a partire dalle fantomatiche caserme che l’abolizione della leva e la riduzione dei corpi militari ha reso gusci vuoti dentro le città. A ogni curva di finanziaria l’esecutivo di turno rimette in ballo una giostra di liste e ambiziosissimi programmi di vendita, con risultati finora alquanto modesti. Anche il governo Renzi ci prova con 1.500 immobili ritenuti non necessari dai quali prevede di incassare 220 milioni di euro quest’anno e 100 nel 2016. L’operazione è affidata alle cure del ministro della Difesa Roberta Pinotti che ha istituito una task force e predisposto un decreto per facilitare il processo di dismissione in tutto il Paese. Da allora sono partite girandole di tavoli tecnici e si sono sottoscritti protocolli d’intesa con cinque grandi comuni italiani. Come andrà a finire si vedrà. Ma quel che è certo è che se si prende l’elenco delle dismissioni annunciate e gli si sovrappone quello dei canoni di locazione pagati dal Viminale nelle stesse città, ci si rende conto della contraddizione di questo Monopoli che si gioca con soldi veri e pubblici.
Il paradosso parte proprio da FirenzeE’ simbolicamente partita da Firenze, manco a dirlo, l’operazione del governo Renzi. Già da sindaco premeva per vendere le caserme dismesse ma diventato premier ha premuto l’acceleratore. Così il 3 aprile 2014, a pochi giorni dall’insediamento, il ministro Pinotti, il neo sindaco Dario Nardella e l’Agenzia del Demanio hanno sottoscritto un apposito protocollo d’intesa. Ancora non si è venduto nulla, ma quel che conta è che tra i contraenti non ha trovato posto l’idea di tenersi un angolo del patrimonio per metterci gli uffici del Prefetto. Eh sì, perché la Prefettura di Firenze di sedi ne ha due: dal 1876 l’ufficio di gabinetto è ospitato nello storico Palazzo dei Medici Riccardi, gli uffici amministrativi sono in via Antonio Giacomini. Per le due locazioni lo Stato ogni anno paga, rispettivamente, 883mila euro e 435mila. E dire che le 15 caserme fiorentine non sono poi da buttare: alcune sono sottoposte a vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali perché dichiarate di pregio storico e architettonico. Redi, San Gallo, Perotti, Ferrucci e Cavalli… ce ne sono anche certe dislocate nel cuore della città. Ma neppure questo basta a far scattare la scintilla dell’opzione più economica: un trasloco negli stabili di proprietà al posto di un affitto che costa 1,3 milioni di euro l’anno.
Milano, si diceva. A novembre si è svolto l’ultimo tavolo tecnico ministero-comune-Demanio per mettere a punto il piano che dovrebbe portare alla cessione di tre caserme: due sono a Baggio, zona sud, la terza è la storica “Mameli” nell’area nord del capoluogo. Insieme fanno una superficie fondiaria di 720mila metri quadri equivalente a 50 volte Piazza Duomo, cento campi da calcio. Vuoi non trovare uno spazio per metterci gli uffici della locale Prefettura? Nessuno, a quanto pare, ci ha pensato. E così mentre la Difesa dismette, il Viminale spende. Fino all’anno scorso erano due milionidi euro per affittare sia il cinquecentesco Palazzo Diotti al 31 di Corso Monforte, proprietà della Provincia, sia il civico 27 di proprietà di un privato. “Due mesi fa abbiamo dato la disdetta dal 27 e il personale si è trasferito tutto nella sede principale”, fanno sapere dalla Prefettura. A conferma del fatto che di spazio, forse, ce n’era in abbondanza. Ma da quanto c’era la doppia sede? “Da quando sono qui c’è sempre stata”, dice la funzionaria. Difficile allora calcolare per quanti anni l’assegno è stato doppio.
Più paradossale ancora la situazione nella Capitale. Il 7 agosto 2014 è stato sottoscritto il protocollo tra gli enti interessati. L’elenco mette insieme tre caserme (Ulivelli, Ruffo e Donato) lo Stabilimento Trasmissioni Polmanteo, la Direzione magazzini del Commissariato, la Forte Boccea e l’area adiacente. Ma sempre a Roma il Ministero guidato da Alfano affitta come sede prefettizia il sontuoso Palazzo Valentini di via IV novembre alla modica cifra di due milioni di euro l’anno. A incassarli è la Provincia di Roma che ne è proprietaria dal 1873. Una partita di giro tra amministrazioni. Ma c’è anche l’Ufficio territoriale del governo di via Ostiense che fa sempre capo alla Prefettura e che in locazione costa all’amministrazione degli Interni un altro milione e mezzo di euro. Perché non usare le caserme vuote che non si riescono a vendere e magari liberare i ben più prestigiosi e appetibili gioielli di famiglia? L’opzione avrebbe tanto più senso considerati i costi di affitto che il ministero di Alfano sostiene per gli uffici dell’amministrazione centrale: i più costosi sono quelli di via Cavour 5 e 6 che costano 7 milionidi euro l’anno. Ma chi l’ha detto che si debba stare a due passi dal Colosseo e dai Fori imperiali? A seguire quelli al civico 45/a di via De Pretis che vien via, si fa per dire, a 1,6 milioni.
Passiamo a Torino. Nel paniere delle vendite sono finite le caserme Cesare di Saluzzo, La Marmora, la Sonnaz, il Magazzino dell’artiglieria e difesa chimica. A novembre si è svolta la conferenza dei servizi per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica (Vas) dei sedimi militari. Ma nessuno che abbia alzato un dito per prospettare il trasferimento in uno di quegli edifici degli uffici della Prefettura che in locazioni bruciano oltre 400 mila euro l’anno per garantire un affaccio in Piazza Castello e via del Carmine.
Si poteva fare di più o diversamente? Sì, e lo dimostra il caso Napoli. Nel capoluogo campano tutti i soggetti interessati sono finiti al tavolo del Monopoli. Il risultato è un incastro un po’ complicato che attesta, quantomeno, lo sforzo comune di ridefinire la destinazioni d’uso secondo una logica funzionale. Il Comune di Napoli riceve a titolo di permuta il trasferimento in proprietà dell’edificio residenziale di via Egiziaca a Pizzofalcone, che appartiene allo Stato. In cambio, lo Stato riceve la caserma “Nino Bixio” di proprietà del Comune che veniva utilizzata dal ministero degli Interni per ospitare il IV Reparto mobile della Polizia di Stato. Il Ministero dell’Interno, a sua volta, riceve ad uso governativo la caserma “Boscariello” finora usata dall’Esercito e lì metterà i reparti della “mobile”. Infine, la Difesa si prende la Bixio per aumentare lo spazio della Scuola militare “Nunziatella”. Manca qualcuno? Sì, la Prefettura che non tocca palla. Nel 2014 ha pagato 1,3 milioni di euro per stare ai civici 8 e 22 della centralissima Piazza del Plebiscito che è una delle più grandi e belle d’Italia. Difficile, del resto, trovare una location altrettanto prestigiosa per onorare il rappresentante del Governo.

lunedì 23 febbraio 2015

Il deputato M5S che ti spiega la «geoingegneria» delle scie chimiche

http://www.giornalettismo.com/archives/1743927/il-deputato-m5s-che-ti-spiega-la-geoingegneria-delle-scie-chimiche/

Il deputato Mirko Busto posta una infografica sui pericoli della scienza utilizzata in realtà per ben altre cose. E scattano commenti sul complottismo


le sue dichiarazioni sul microchip sottocutaneo – sostiene sui social l’attività del collega Mirko Busto che, in una infografica, spiega l’origine del metodo che avvallerebbe – secondo diverse tesi complottiste – la teoria delle scie chimiche.
IL PERICOLO11! – Busto nel post su Fb spiega cosa è la geoingegneria: «Non è altro che l’ingegneria climatica, ovvero la scienza che studia come modificare il clima su larga scala». Il deputato incalza, uscendo dal tracciato della scienza utilizzata per la realizzazione di grandi opere come il Mose: «Gli effetti collaterali sono sconosciuti e i rischi enormi, ce lo dice la ricerca scientifica. Ma l’alternativa sarebbe rimettere in discussione il sistema economico imperante e gli equilibri del potere mondiale». E infine: «Scommettiamo che ad un certo punto verrà proposta come unica soluzione possibile per fronteggiare il cambiamento climatico?». Il post è stato ripreso (ironicamente) dalla pagina Fb Protesi di complotto:
Sotto l’infografica, che rimanda a un link sul blog del deputato (il cui titolo è“Geoingegneria: l’arma finale del sistema”), fioccano i commenti. Non tutti sostengono l’attività del 5 stelle.
Il deputato, davanti alle critiche, replica così via social:
A chi dice di pagarmi lo stipendio: sul mio post sono citate solo fonti IPCC e scientifiche. Se poi per pigrizia preferite far ricorso a quello che pensate di sapere già, fate voi. La Geoingegneria è e sarà sempre più proposta tra le possibili soluzioni al cambiamto climatico. Sarebbe utile discuterne senza atteggiamenti ottusi.
«Caro Mirko Busto – sostiene Luca, un utente tra i commenti – lei viene presentato come laureato e esperto in materia, purtroppo un esperto in materia saprebbe benissimo che la geoingegneria non c’entra NULLA con l’ingegneria climatica. Infatti la geoingegneria si occupa di tutt’altro ed è presente da anni anche come corso di laurea. Si vada a leggere per benino di cosa si occupa la geoingegneria invece di postare fregnacce». L’infografica si allontana decisamente da quelli che sono i reali studi della materia. Sbiancamento nuvole con acqua marina e iniezione di solfati nell’atmosfera sono ben lontani dal lavoro (reale) dei ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria.

venerdì 20 febbraio 2015

Off-grid: la batteria Tesla che promette di rendere la vostra casa autosufficiente

http://www.greenme.it/abitare/risparmio-energetico/15742-off-grid-tesla-batteria-autoconsumo
Addio alle bollette e alle fonti fossili. La vostra casa potrebbe presto diventare autosufficientegrazie a Tesla. Elon Musk ha annunciato che la 'batteria per la casa' dell'azienda è ormai dietro l'angolo: entro sei mesi potrebbe partire la produzione del sistema di accumulo che consente di alimentarsi off-grid alimentarsi off-grid, fuori dalla rete elettrica.
"Stiamo per svelare la batteria per la casa di Tesla, la batteria per i consumatori che presto potrà essere usata per alimentare case o aziende. Il design è già pronti e la produzione dovrebbe iniziare entro circa 6 mesi", ha detto l'eccentrico Musk agli analisti.
Per ora non è dato sapere ulteriori dettagli, come il tipo di batterie, i suoi costi o la potenza, ma il CEO ha assicurato che la nuova batteria potrebbe fungere da generatore anche durante una interruzione di corrente. Ed è probabile che sarà ispirata al modello delle batterie utilizzate nella gamma di auto elettriche Tesla come la Model S.
Come ha sottolineato anche The Verge, in realtà il costruttore di automobili rivale Toyota utilizza già una cella a combustibile a idrogeno nella sua auto Mirai che può essere rimossa e utilizzata per alimentare una casa. E Secondo la casa automobilistica giapponese, la batteria può fornire energia elettrica ad una casa con consumi medi per una settimana. E anche la batteria Nissan LEAF può alimentare una casa.
Tesla ha già testato il mercato in collaborazione con Solar City, la società di leasing solare presieduta proprio da Elon Musk. La combinazione di sistemi di accumulo e tetto fotovoltaicorivoluzionerà il business delle utility a livello mondiale. L'avvento dello storage accelererà la scomparsa dei combustibili fossili.
Il passaggio Tesla al mercato dello 'storage consumer' potrebbe accelerare questa trasformazione. Già ora le utility stanno iniziando a rimodellare il loro business per adattarsi a un nuovo mercato che si concentrerà sulla generazione distribuita, quindi sulla produzione di elettricità a livello locale, piuttosto che sul modello centralizzato che ha prevalso per decenni. Avere una casa off-grid e autosufficiente inizia a diventare realtà.
Roberta Ragni

domenica 15 febbraio 2015

VI PRENDONO PER IL CULO

Le riforme vere strutturali non verranno mai fatte perchè sono contro tutte le caste.
E anche se qualcuno riuscisse nel farle , verrebbero fermate dalla magistratura e dalla legge ad castam , DIRITTI ACQUISITI.
Gran parte dei comuni sono mezzi falliti , partecipate alla canna del gas. L'ACEA ATO sta mandando finte bollette dell'acqua a Roma per derubare la gente e presentare conti / crediti meno disastrosi....un esempio dei tanti.
I sindaci possono agitare l'aria , gestire la normale amministrazione , un po' di servizi stantii e non fare quasi nulla. L'unica cosa fattibile è alzare le tasse e bassa propaganda o rubacchiare sulle gare d'appalto.
Gran parte dei programmi elettorali sono fuffa .....prese per il culo.
Le regioni sono enti inutili , le provincie ...non pervenuto.....continuano a giocare a ping pong con le competenze , mentre si accorpano e chiudono ospedali, abbattono posti letto.
L'unico costo reale tagliabile sarebbe quello di 30 miliardi di euro annui che sono i costi stimati della politica ; andare tutti a casa nessuno escluso.
Chiunque va a capo del governo farebbe ridere ; soldi proteggendo i privilegi e cartelli non ce ne sono ....di fatto si inventerebbe riforme del cazzo con nomi strani ..job act o fasulle riforme a costo zero ...ma inutili , costituzionali e non.
Occuperebbe twitter e le televisioni con cazzarate. Come fanno oggi.
IL finto teatrino della politica mantiene anche in vita media inutili , giornali inutili che commentano stronzate ; parassiti a canone dei cittadini imperano , altri sulla pubblicità e debiiti.
La % di flautoenti infami , carogne , pellegrini e venduti , renderebbe vana anche una mezza rivoluzione , perchè tutti saprebbero tutto , settimane prima .
Poi è chiaro che se arrivasse una dittatura nessuno muoverebbe paglia , oppure sta arrivando lentamente e a nessuno frega piu' niente.
Rimane solo la disubbidienza civile se non ti beccano , incivile se ti beccano.
Le prese per il culo sono finite . Cosi' come le istituzioni tutte putrefatte . Chiunque vi è dentro è percepito come un castaiolo parassita sia a stipendio pieno che dimezzato. Il codazzo è solo per omonidi in cerca di elemosina .
Non c'è messia in arrivo , ma una masnada di mestieranti , attori e cazzoni .......
vecchi e nuovi , ma la musica di sottofondo è quasi la stessa : da funerale.
Tinazzi
http://www.meetup.com/M5S-878/

mercoledì 11 febbraio 2015

La Grecia oggi decide: Europa o Russia

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=10514

Mentre Varoufakis sarà a Bruxelles

 il ministro degli esteri greco Kotzias

 discuterà a Mosca le basi di un piano B



Una delle tappe decisive per il futuro prossimo della Grecia avverrà questa sera in occassione di uno degli Eurogruppi più importanti dal 2012 ad oggi. Ieri le voci si sono rincorse: Bloomberg che la mattina riportava come la Commissione europea avrebbe concesso alla Grecia un proroga di 6 mesi, poi è arrivata la smentita del ministro delle finanze tedesco Schauble e le indiscrezioni di alti funzionari dell'Ue pubblicate da Zero Hedge sul fatto che i greci con il programma proposto si stessero scavando la fossa da soli. Confusione, molta confusione alla vigilia.
Quindi l'unica notizia vera della giornata di ieri tra la pre-tattica delle due parti è stata la dichiarazione del ministro della Difesa greco Kammenos, come riportato da Reuters, e cioè che la Grecia ha ora un piano B se l'Europa rifiuta di muoversi: il Pivot to Russia. "Quello che vogliamo è un accordo, ma se non ci sarà un accordo e la Germania rimarrà ferma sulle sue posizioni, nel tentativo di distruggere l'Europa, utilizzeremo il piano B. Il Piano B è quello di ottenere un finanziamento da un'altra fonte", aveva dichiarato. 

Una minaccia chiara: se l'Europa non asseconda le richieste della Grecia, allora Atene potrebbe anche non avere più bisogno della zona euro per ottenere nuove fonti di finanziamento. Non solo quello, ma la Grecia potrebbe decidere di dichiarare default sul debito detenuto dalla Bce e lanciare un effetto domino che ha ben descritto Ubs in una sua nota recente. Secondo la banca svizzera la questione non è se la periferia verrà contagiata ma solo in quanto tempo.
E quindi si attende l'Eurogruppo di questa sera con molta apprensione in occidente. Come riportato da Newsweek, ad esempio, Jonathan Eyal dal think tank inglese su sicurezza e difesa  Royal United Services Institute (RUSI) ha definito le dichiarazioni di Kammenos come “una minaccia palese da uno stato membro della Nato”. Ha detto a Newsweek: "E' un fatto che i greci non hanno mai offerto il tipo di solidarietà per l'Europa, che l'Europa ha dimostrato per la Grecia." Ed è evidente che i russi hanno l'opportunità di sovvenzionare un paese che può fermare un consenso che è necessario per mantenere le sanzioni nei confronti della Russia. E 'molto grave in effetti. Le ripercussioni potrebbero essere molto gravi a seconda di quello che la Grecia fa in cambio".

Questo porterebbe la situazione all'”impensabile”: se la Grecia dovesse scegliere per un pivot per la Russia, si permetterebbe a Putin di costruire basi russe in territorio NATO. Ma Eyal non è sorpreso di questa eventualità: "E 'possibile, anche se si tratta dell'inverosimile. Se vedeste basi russe nel territorio della NATO sarebbe motivo di gravvissime preoccupazioni." O, come la definirebbe forse Putin, vittoria. 

Proprio perché in superficie appare nello sfondo queso scenario "inverosimile", in occidente non si rifiuta di ignorarlo completamente. Questa sera c'è la riunione dell'Eurogruppo di emergenza e, tra le altre cose, la Grecia chiederà un prestito ponte per coprire le esigenze di finanziamento fino ad agosto, cosa che la Germania ha già definito essere un non inizio per un nuovo accordo, ma la speranza nell'Ue rimane che in qualche modo un compromesso alla fine emergerà per evitare che Atene possa compiere scelte geopolitiche in grado di mandare in frantumi non solo la zona euro. Tutte le dichiarazioni e incontri precedenti, scrive Zero Hedge, sono stati pretattica in cui ognuno ha giocato il suo ruolo – dalla decisione della Bce di eliminare la garanzia sul collaterale delle banche greche ad i 10 giorni di ultimatum da parte dell'Ue – prima dell'incontro di questa sera quando verranno gettate le basi per un compromesso o per la rottura e iniziare ad immaginare un Piano B.
E 'qui che, come Kathimerini ha riportato ieri, le cose stanno effettivamente diventando talmente gravi da rendere l'"impensabile" possibile. Il ministro degli Esteri greco Nikolaos Kotzias, infatti, visisterà Mosca proprio oggi per tenere colloqui con il suo omologo russo Sergei Lavrov. Lo riportano Russia Interfax e TASS agenzie, citando una fonte del ministero degli Esteri russo. In altre parole, esattamente nello stesso momento in cui il ministro delle finanze sarà a Bruxelles a discutere il destino della Grecia nella zona euro, il nuovo ministro degli esteri greco sarà al Cremlino, ricevendo aggiornamenti istantanei da Bruxelles e forse per discutere il destino della Grecia nell'Unione economica eurasiatica.
Il che significa che già domani sera, se la zona euro è davvero intenzionata a cacciare la Grecia come hanno fatto intendere Berlino, Bruxelles e Francoforte , sapremo se non la Russia, ma l'Europa diventerà improvvisamente più "isolata", con  uno dei suoi membri che ribalterà lo scenario, dichiarando fedeltà all'uomo più odiato da tutto il mondo "sviluppato".

Più semplicemente, oggi la Grecia decide: l'Europa, o la Russia.

domenica 8 febbraio 2015

Riciclo oggetti usati: il caffé delle riparazioni impazza anche a Parigi

http://www.tuttogreen.it/riciclo-oggetti-usati-caffe-delle-riparazioni-impazza-anche-parigi/
Un luogo che fa dell’eco-sostenibilità e del rispetto dell’ambiente il proprio credo; un luogo dove proprio non si butta via niente! Stiamo parlando del Repair café – letteralmente il caffé delle riparazioni – che da poco è sbarcato anche nella capitale francese (è la sesta attività di questo genere aperta in Francia)

Ma di cosa si tratta precisamente? Ci sono molti oggetti che, una volta rotti, finiscono nella pattumiera perché sarebbe troppo costoso farli riparare da professionisti.
Nei Repair Café invece, dei “tuttofare” mettono a disposizione in maniera volontaria le proprie competenze, al fine di riparare e insegnare come aggiustare gli oggetti più disparati, dai tostapane, alle lavatrici, passando per le biciclette e le moto. In questo modo, oltre che far risparmiare dei bei soldini agli interessati, questi caffé combattono anche l’aumento abnorme dei rifiuti.
Questo caffé delle riparazioni rappresenta quindi un’attività innovativa di cui la Francia si sta facendo promotrice; aspettiamo e speriamo dunque che questi nuovi Repair Café possano sbarcare presto anche in Italia.
TI POTREBBE INTERESSARE: Il primo “cat café” apre a Vienna

lunedì 2 febbraio 2015

La Grecia uccide la troika. Sparta rinasce ad Atene.

Rassegna stampa del 2 febbraio 

 Il re di Sparta Leonida, che alle Termopili fermò l'esercito dell'impero persiano. Foto:http://bit.ly/1EA1VRP

Sparta rinasce ad Atene
La Grecia porrà il veto contro il TTIP, il Parlamento greco non ratificherà il trattato

L'UE non cancellerà il debito greco. Tutt'al più tratterà sulla scadenza e sul tasso di interesse (ma non viene ancora discusso il vero nodo, cioè la volontà di Syriza di cancellare l'austerity che invece secondo l'Ue va proseguita ed anzi aumentata)
La Grecia inizia i colloqui sul debito con i singoli Paesi europei e con il Fondo monetario internazionale
La  Grecia non tratterà più con la troika
e non chiederà l'estensione del programma di salvataggio, che scade a fine febbraio
Il ministro delle Finanze Varoufakis, l'uomo che uccise la troika

Fitch avvisa la Grecia di un probabile ribasso del rating
la Russia é pronta ad offrire aiuto alla Grecia

Spagna, Podemos promette un terremoto elettorale anti austerity come ad Atene
Sta nascendo Tempo de Avancar, il fratello portoghese di Syriza

Ucraina, la guerra indiretta fra USA e Russia in Europa
Le truppe governative ucraine sono pressate dai ribelli
L'Ucraina intende evacuare i civili dalla città di Debaltseve, importante nodo ferroviario al centro dei bombardamenti e dello scontro fra governativi e ribelli

Poroshenko continua a dire che la Russia ha mandato 9000 uomini e 500 carri armati nel territorio ucraino
Ma il comandante dell'esercito ucraino ammette: non ci sono vere e proprie truppe russe in Ucraina, solo volontari russi e aiuti russi ai ribelli
Simmetricamente, con le truppe governative ucraine combattono volontari provenienti da Paesi dell'UE, Italia compresa

L'Ucraina invoca ampi aiuti militari internazionali (traduzione: li chiede ad USA ed UE)
e gli Usa prendono in considerazione l'ipotesi di fornire armi all'Ucraina (finora hanno mandato solo "aiuti non letali" e consiglieri/istruttori militari)
Contemporaneamente, con solido cerchiobottismo, Obama ammette che un conflitto militare fra Usa e Russia sarebbe "malaccorto"

Lettonia, piccoli separatisti filorussi crescono. Su Facebook. Ma il Governo tende a prenderli sul serio (in Lettonia una consistente minoranza di lingua russa abita nelle province orientali; si sentono cittadini di serie B, dato che il Governo li lascia scivolare verso la povertà)