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domenica 30 novembre 2014

Governo Bocciato! Ecco i risultati della politica del lavoro di Renzi

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/11/governo-bocciato-ecco-i-risultati-della-politica-del-lavoro-di-renzi.html
Gli ultimi dati Istat rivelano che il tasso di disoccupazione del nostro Paese è cresciuto nuovamente, arrivando nel mese di ottobre al 13,2 %.
Siamo davanti ad un nuovo record storico della disoccupazione e ad un declino che pare non avere più fine. Se prendiamo come riferimento Il tasso di disoccupazione dello scorso mese di ottobre, vediamo infatti come negli ultimi 12 mesi il dato sia aumentato di 1 punto percentuale. L'Italia del Governo Renzi e dell'euro ha il tasso di disoccupazione più alto da quando sono iniziate le rilevazioni statistiche trimestrali, nel 1977.
Le persone ufficialmente senza lavoro ad ottobre sono circa 3 milioni 410 mila, dunque 90.000 persone in più rispetto al mese di settembre. Addirittura 286.000 in più, se prendiamo come riferimento l'ultimo anno. E non dimentichiamoci della disoccupazione occulta, vale a dire di coloro (sempre di più) che un lavoro non lo cercano perché ormai scoraggiati e quindi non compaiono nelle statistiche.
Il tasso di disoccupazione giovanile è ancora più allarmante e raggiunge un altro record storico: il 43,3% dei giovani è senza lavoro, dato più alto di 0,6% punti rispetto al mese precedente e di 1,9% se prendiamo come riferimento l'ultimo anno.
Nonostante le politiche di precarizzazione del lavoro del governo Renzi, che dovrebbero far decrescere "fintamente" il numero di disoccupati, il nostro Paese è stato, tra i 18 dell'Eurozona, quello che ha registrato il maggior incremento del tasso di disoccupazione.
La fine del lavoro stabile e ben retribuito previsto dalla nostra Costituzione è strettamente legata all'euro e all'austerità europea, che impongono al nostro Paese tagli ai salari e meno diritti per recuperare competitività e investimenti esteri. Il M5S vuole un altro modello di sviluppo, fondato sulla sovranità monetaria e parlamentare, sugli investimenti pubblici e privati nei settori strategici e sulla salute della domanda interna.
Renzi, al contrario, ha dimostrato che la retorica anti-Merkel era solo un'arma elettorale e che il Sistema europeo gli va benissimo così com'è. I dati sulla disoccupazione ne sono una limpida dimostrazione. Dopo 9 mesi si può tirare un bilancio: il Governo è bocciato, senza possibilità di appello!

giovedì 27 novembre 2014

Ripasso matematico

http://www.finimondo.org/node/1475
... si sforzava in effetti di sfoggiare una stretta fedeltà
a concetti assolutamente contraddetti dai fatti tangibili...
Sembrava colpito da amnesia quando si evocavano, in tutta
obiettività, anche senza commenti, certi episodi del suo passato...
ad ogni obiezione seria, ad ogni critica provata, credeva di
rispondere trattando il contraddittore da “piccolo-borghese”
Sono passati diversi anni da quando Boris Souvarine ricordava i metodi impiegati da Trotsky per neutralizzare le critiche che gli venivano rivolte. Certo, oggi che gli orfani del comunismo di Stato guardano alle «partite iva» come a possibili soggetti da mobilitare ed agitare è difficile che venga loro in mente di tacciare qualcuno d'essere un «piccolo-borghese». O no? Ma ci sono sempre nuovi metodi per zittire i pareri discordanti, in grado di superare qualsiasi steccato ideologico. C'è un argomento che funziona sempre e che per questo viene usato ampiamente sia nei Palazzi che nelle Piazze: piuttosto che affrontare le critiche, si evocano ragioni di ordine superiore, al cui cospetto quelle diventeranno bazzecole. Si sollecita, per esempio, l'altrui senso di responsabilità (anche se manifestamente inesistente) per incitare ad essere coesi, uniti, compatti. Non è il caso di prendere in considerazione la critica, non certo perché non si sappia cosa rispondere – per carità, ci mancherebbe, figuriamoci – ma perché ciò provocherebbe solo divisioni, scoramento, debolezza. Lo spirito di gruppo, di parte e di partito lo esige: se si vuole andare avanti bisogna cliccare «mi piace», bisogna condividere.
Pensiamo al Parlamento. Quante risate nel vedere i camerieri dei leader di Stato arrampicarsi sugli specchi per difendere le malefatte dei loro padroni, nevvero? Negli ultimi anni si sono sentite cose veramente sbalorditive per palese finzione e becera ipocrisia.
«L'iscrizione alla P2? Ma basta rimestare in storie vecchie!» 
«Il conflitto di interessi? Ma se ha lasciato ogni responsabilità amministrativa ai figli!» 
«Sfruttamento della prostituzione? Ma no, solo utilizzatore finale di belle donne!» 
«Favori personali ad amici? Ma se lo ha fatto per lavoro!». 
Quanta malafede in chi solleva simili dubbi! È incomprensibile come ci si possa incaponire a lanciare certi «attacchi personali» proprio ora, proprio in questo momento, proprio quando l'importante è essere tutti coesi, uniti, compatti – il solo modo per affrontare e vincere la crisi che si sta attraversando.
Ma se il Palazzo deve battere la crisi, la Piazza deve battere il Palazzo. Ed il ritornello purtroppo anche qui non cambia. Anche qui abbondano i gregari dei leaderini di Movimento che si arrampicano sugli specchi pur di giustificare le miserie dei loro datori di slogan. Anche qui chi osa formulare qualche critica puntuale viene messo all'indice ed accusato di voler «dividere il movimento». Ora, già è arduo dividere qualcosa che non esiste. Per di più, in questo mondo alla rovescia, a dividere il movimento non è chi fa comunella coi politicanti o chi pratica il più leggiadro opportunismo, cercando in tutti i modi di conciliare lo zolfo con l'acqua santa. È chi critica tutto questo. A dividere il movimento non è chi si dissocia dalle azioni dirette, o chi accoglie perfino delatori nei propri spazi occupati. È ancora chi critica. A dividere il movimento non è chi (si) chiede se l'organizzazione libertaria sia oggi ancora valida, o chi dinanzi ad ogni discussione mette la testa sotto la sabbia per non correre il rischio di esprimere una propria idea. È sempre e soltanto chi critica.
Per riuscire a capire questa ineffabile logica, basta seguire un sillogismo facile facile: il potere divide et impera, la critica porta a divisioni, quindi chi critica è al servizio del potere. Chi invece è contro il potere – è un'evidenza – basta che faccia l'esatto contrario: non criticare mai, limitarsi ad annuire. Gran bel ragionamento, fin troppo convincente. È severamente vietato disturbare il conducente.
Dov'è che l'abbiamo già sentito dire? 
 

martedì 25 novembre 2014

Dall’ufficio contabilità alla “Comunità dei braccianti”: la sfida di Carmela

http://www.ilcambiamento.it/agricoltura_biologica/comunita_dei_braccianti.html

Il suo è stato un sogno venuto da lontano, forse sempre portato nel cuore che sta piano piano diventando realtà. “Con fatica – ammette Carmela – ma con tanta convinzione”. Ha trovato un “maestro”, ha comprato la terra, preserva la biodiversità, punta al chilometro zero e all’agricoltura sostenibile. “Perché questa è una vera scelta di vita, fatta con la testa ma anche con il cuore”.

di Giovanni Fez - 24 Novembre 2014


Lei si chiama Carmela Malangone e ha 31 anni. Il podere sul quale sta costituendo quella che ha voluto chiamare “Comunità dei braccianti” è nel Comune di Serre, località Persano, in provincia di Salerno, alle pendici dei monti Alburni.
“Ho frequentato il liceo scientifico a Salerno, mi sono iscritta all'università, facoltà di Scienze dei Beni Culturali, che non ho portato a termine per pochi esami, e per esigenze personali avevo anche un lavoro – spiega Carmela - Il mio primo impiego è stato in un'azienda di trasporti frigo, dove gli utenti erano aziende agricole; mi occupavo di contabilità. Dopo qualche anno ho dovuto integrare i miei studi con un tirocinio che, per mia scelta, si è svolto al parco eco-archeologico di Pontecagnano Faiano, sempre in provincia di Salerno, gestito da Legambiente e sede del centro educazione ambientale. La voglia di intraprendere una strada diversa mi ha spinta ad abbandonare il lavoro, a svolgere il servizio civile volontario e ad occuparmi di progettazione sociale da operatore Cea al parco stesso. Il parco eco-archeologico ospita più di 50 orti sociali ed è stata una delle prime esperienze del genere sul territorio nazionale. Non condividendo più la strada universitaria, ho deciso di abbandonare gli studi e il parco per dedicarmi ad un corso di restauro del mobile antico presso una bottega di Napoli. Ho sempre preferito la pratica alla teoria e ho iniziato a lavorare in farmacia come collaboratrice. La mia curiosità non ha limiti, per questo ho iniziato ad interessarmi di tecniche di produzione birraria approdando al Cerb (Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra) all'università di Perugia, poi ho sostenuto l'esame da imprenditrice agricola professionale”.
Carmela non proviene da una famiglia con esperienze in questo campo, i bisnonni e i nonni erano agricoltori ma di questo non ha memoria storica. “Il ricordo che più mi piace è quello legato alla raccolta delle lumache nei campi, in estate, con mia nonna – racconta ancora Carmela - Credo che l'approccio alla terra e alla natura sia prettamente legato ad una sensibilità personale. A 30 anni, dopo diverse esperienze e con la voglia di fare una scelta di vita che caratterizzasse anche la mia qualità di vita, ho deciso di intraprendere la strada dell'agricoltura.Sono partita da zero, ovviamente con il sostegno economico e morale della mia famiglia senza la quale non avrei mai potuto iniziare questo percorso; ho cercato un posto che mi facesse sentire bene, a casa; l'ho trovato, il podere è uno di quelli che l'ente di riforma (Ersac) assegnava ai coltivatori diretti, un podere destinato a rendere autosufficienti le famiglie (oltre al terreno vi sono una stalla ed un forno). A vendermi il podere è stato Antonio, che ha tanto amato la sua terra e che, grazie a me, ha potuto dare continuità a ciò che era caduto in stato di abbandono. È il mio maestro, lui comprende veramente la felicità che si prova nello svolgere un lavoro del genere anche con le molteplici avversità”.
“Ho dato il mio nome all’azienda agricola, il mio progetto è la Comunità Dei Braccianti; sto cercando di realizzarlo. Il nome proviene da un vecchio timbro di un'associazione di categoria del sud Italia, ritrovato in un mercatino di Roma. Il progetto prevede il ripristino materiale del podere; la messa in opera di un orto naturale biologico per fornire prodotti ai Gruppi d’acquisto solidale o a persone che abbraccino la scelta del chilometro zero; voglio preservare e tutelare vecchie varietà sia ortive che da frutto, seguire la strada di un'agricoltura contadina ma che sia allo stesso tempo giovane. Provvederò al ripristino del forno che spero divenga forno sociale, con cotture collettive e punto al ritorno all'autoproduzione. Comunità non è solo questo, è la condivisione di esperienze parallele che spesso convergono in un unico punto. È difficile da spiegare così, ma abbiamo in programma collaborazioni con giovani coetanei artigiani e professionisti che avranno un loro slancio all'interno del nostro mondo. Diverse professioni e professionalità che in qualche modo si inglobano a quello che è il settore agricolo; è una questione di sensibilità”.
Carmela sta realizzando un sogno e la fa con il suo pragmatismo, la concretezza delle cose belle. “Sto cercando di realizzare questo progetto con le mie forze, con l'aiuto della mia famiglia, di Antonio e dei miei fantastici amici che sono sempre pronti nel momento del bisogno. Non è la fatica legata al lavoro del campo che mi toglie le energie, ma quella legata alla burocrazia e alla sua inefficienza, questa è la mia più grande difficoltà. Per il resto la difficoltà della terra l'ho scelta io e sapevo che non sarebbe stata una strada leggera, ma è pur sempre quella che da più soddisfazioni!”
Poi Carmela è motivata, eccome. “La motivazione che mi spinge ad andare avanti e a non perdere di vista l'obiettivo? Non è l’aspetto economico che mi interessa, quando piuttosto il pensiero di una possibile utopia legata alla solidarietà e alla sostenibilità”.

venerdì 21 novembre 2014

Ma che cos'è il Trattato Transatlantico ( TTIP ) e perché nessuno ne parla?

Mentre un numero sempre maggiore di cittadini contestano, nelle piazze e nelle urne, gli accordi che i governi nazionali hanno stretto con Bruxelles. Nella massima discrezione e senza alcuna traparenza democratica si sta perfezionando un accordo internazionale di enorme importanza: il Patto Transatlantico.Ecco che cos'è.

CI SONO LE PREMESSE

http://www.eugeniobenetazzo.com/italy-follows-argentina-down-into-the-road-of-ruin/
L’Italia in questo momento non è in grado di reggere ad uno shock esogeno, significa che se si dovesse verificare un evento di portata sistemica improvviso ed inatteso (stile il crash Lehman o un altro attacco speculativo al debito italiano), le finanze pubbliche del Paese produrrebbero fenomeni di insolvenza parziale e disagi di natura economica su numerosi compartimenti dipartimentali. Tra nove mesi non si riuscirà più a contenere la popolazione, adesso bisogna avere il coraggio di espletare il male per conseguire il bene, iniziando ad esempio a sospendere temporaneamente i diritti costituzionali su molti ambiti della vita di tutti i giorni. Sta riuscendo il malcontento popolare nei confronti dell’euro, visto come unica causa della situazione odierna: da una parte Salvini come futuro leader della nuova destra nazionale e dall’altra Grillo con il M5S, entrambi stanno riprendendo ad alimentare il sentiment antieuropeista. Sembrava che con il voto di Maggio, il tutto fosse stato definitavamente sdoganato, invece il rischio che il consenso nei confronti della moneta unica degeneri è oggi più che mai ritornato in auge. Per la cronaca si può uscire dall’euro, basta uscire dall’Unione Europea, due mesi fa la Scozia puntava proprio a questo e gli organismi sovranazionali avevano allertato su questa possibile eventualità.
Vuoi riprenderti la tua vecchia moneta, noi non te lo possiamo impedire se con un atto di sovranità popolare questo diverrà esigibile, tuttavia a quel punto la nazione in questione dovrà anche abbandonare tutte le reti di protezione e tutela che l’Europa ha in questi anni messo a regime: si va dalla protezione dei risparmi alla certezza degli approvvigionamenti energetici. Il Paese che se ne esce dall’Unione a quel punto si può scordare di far entrare i suoi prodotti e merci svalutate all’interno dell’Unione senza pagare pegno, leggasi dazi doganali sulle merci. Quando lo hanno fatto capire alla Scozia, abbiamo visto come si è risolto il tutto. Nessuno in questo momento può avere la presunzione di garantire che uscire dall’Unione Europea sia meglio che restarvi, di certo questo tipo di assunto conviene a chi non ha niente da perdere. Meglio stare in compagnia di altri colossi economici che soli contro il resto del mondo. Questo è infatti il vero pericolo, continuare ad alimentare tensioni sui mercati finanziari per incapacità nella gestione della comunicazione sul piano politico che istituzionale. Da questa estate hanno ripreso ad intensificarsi le esportazioni di valuta e di capitali verso lidi considerati più sicuri e confortanti (oltre settanta miliardi negli ultimi tre mesi). La Camusso che continua con il mantra “serve la patrimoniale “non fa altro che alimentare, con queste infelici esternazioni, l’emorragia di capitali e risorse finanziarie.
Se ci fosse veramente la dipartita dall’Unione Europea per volontà o isteria popolare a quel punto anche chi detiene investimenti immobiliari sarebbe profondamente penalizzato in quanto la disponibilità di denaro per sostenere la domanda di case sarebbe svalutata con la stessa proporzione con cui si è perduto potere di acquisto nei confronti dei paesi confinanti. In vero in tre anni, con tre diversi governi, non si è fatto niente per modificare strutturalmente la competitività sul mercato del lavoro e la convenienza del fare impresa in Italia. Si vuole dare la colpa all’Europa di quello che sta accadendo, ma se non ci fosse stata l’Europa nel 2012, metà delle banche italiane sarebbe fallita, portandosi dietro la ristrutturazione sul debito pubblico che tradotto avrebbe significato un cut-off sui BTP che gli italiani avevano in portafoglio. La classe dirigente e quella politica sono stati a guardare, inventandosi manovre di lifting politico o di contenimento emotivo (Renzi docet). Solo un colpo di stato adesso può cambiare radicalmente il Paese e consentirgli di invertire la rotta per il default sempre più concreto nei prossimi 24 mesi. Tra nove mesi l’Italia non la tieni più, è come una pentola a pressione in cui la valvola si è rotta o non funziona. Ti devi aspettare una reazione improvvisa, non pianificata, di fuoriuscita sociale in stile Piazza Tienamen o caduta del muro di Berlino.
Proprio come nel 2001 a Buenos Aires in Argentina, quando la popolazione improvvisamente occupò le piazze e vie principali della capitale al grido di “el pueblo no se va” per cacciare il governo disastroso di Carlos Menem e Ferdinando de La Rua, rei di aver condotto il paese nel baratro finanziario. Alti esponenti della polizia italiana me lo hanno confidato in più di un occasione: 300/500 dimostranti li riescono a contenere e disperdere senza difficoltà. Ma se arrivassero a sorpresa in 10.000 a Piazza Colonna a Roma, con la stessa rabbia (giustificata) e tensione di quelli che hanno manifestato contro il centro di accoglienza di Tor Sapienza, allora i primi che non si schierano e battono in ritirata sarebbero proprio i poliziotti. Potete immaginare a quel punto che quelli dentro a Montecitorio avranno con grande presunzione spiacevoli conseguenze. Allora ti devi chiedere che tipo di Italia erediteremo. In questi ultimi sei mesi ho visto la parte migliore dell’Italia che si è organizzata per abbandonarlo quanto prima: sono piccoli imprenditori, professionisti, artigiani, pensionati, laureati con lode accademica, lavoratori autonomi. Un fiume di italiani che vuole sopravvivere e cerca rifugio in Spagna, Svizzera, Germania, Inghilterra, Australia, Malta, Dubai, Brasile, Bulgaria, Canada e cosi via. Continuo a dirlo: i prossimi cinque anni saranno ben peggiori di quelli appena trascorsi. Tanto peggiori.

lunedì 17 novembre 2014

SCIE CHIMICHE NELL’ACQUA MINERALE IMBOTTIGLIATA

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/11/scie-chimiche-nellacqua-minerale.html
di Gianni Lannes


Dall’aerosolterapia bellica coattiva della NATO in Europa, alle conseguenti piogge acide che terminano nella falde acquifere, da cui si attinge l’oro blu per il consumo umano. Il concetto di limite stabilito dalla legislazione nazionale e internazionale non è dettato da parametri biologici su indicazioni di sicurezza, ovvero pari a zero, bensì dettato da interessi economici. Ergo, non ha alcuna valenza scientifica e non protegge la salute degli esseri umani dagli agenti inquinanti. Il popolo italiano - secondo le statistiche ufficiali - è il maggior consumatore al mondo di acqua con le bollicine imbottigliate.

Allora, sappiamo realmente cosa beviamo? Siamo consapevoli della qualità dell’acqua che tutti i giorni ingeriamo? Cosa contengono davvero le acque in bottiglia acquistate con disinvoltura al supermercato, e le acque del rubinetto in Italia? Uno studio, effettuato da esperti nell’ambito del progetto Atlante Europeo dell’Euro Geo Surveys Geochemistry Expert Group risalente al 2010, attesta che l’arsenico è presente in diverse marche di acque in bottiglia, in buona compagnia soprattutto dell’alluminio e del bario irrorato nell’aria segretamente dal 2002, ad opera di velivoli targati
North Atlantic Treaty Organization.




L’arsenico nelle acque potabili italiane è un tema rovente, a causa degli sforamenti dei limiti in numerose città italiane. L’Unione europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale l’acqua può considerarsi sicura sia per adulti che per neonati. L’arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’assunzione cronica di arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è indicata, da una rilevante documentazione scientifica, anche quale responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche, diabete, lesioni cutanee, disturbi respiratori, disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

In Sardegna in gran segreto nei primi anni ’60 la NASA ed il Max Planck Institute hanno realizzato un esperimento, spargendo nell’aria il bario. Per alcuni decenni, la NATO ha condotto test top secret nel Mezzogiorno d’Italia, avvalendosi dell’Aeronautica militare italiana, ed in sostanza spruzzando sui centri abitati l’alluminio e il bario, come attesta un database ultra top secret della cosiddetta Alleanza atlantica.

Singolare coincidenza. temporale. Il 5 gennaio 1994 il governo Dini ha promulgato la legge numero 36, che all’articolo 2, comma 2, prevede l’alterazione artificiale del ciclo dell’acqua.

Guarda caso: in una lettera del ministero della Sanità (dipartimento di prevenzione) datata 3 ottobre 2000, in relazione ad una proposta di modifica sollecitata da Bruxelles, in relazione al decreto ministeriale numero 542/’92, si legge una clamorosa deroga all’inquinamento da bario: «… al fine di consentire alle aziende interessate di ricercare eventualmente una diversa captazione dell’acqua minerale e, ove ciò non fosse possibile, evitare un impatto negativo immediato sull’occupazione per la chiusura delle aziende, potrebbe essere inserita nel decreto relativo al nuovo articolo 6, la precisazione che: per le acque già riconosciute, limitatamente al parametro bario, l’entrata in vigore del presente decreto è differita di mesi sei».

Non è strana la preoccupazione ministeriale per i posti di lavoro, piuttosto che per la salute degli italiani? E così l’allora ministro della sanità, Umberto Veronesi con il decreto del 31 maggio 2001, corregge il tiro al peggio, introducendo anche il bario (1(mg/l).  

Il 19 luglio 2001, il massone occulto Berlusconi (tessera P 2 numero 1816) e Bush hanno siglato proprio a Genova, un accordo segreto per la sperimentazione climatica (leggasi: manipolazione del tempo metereologico). Questo memorandum non è mai stato ratificato dal Parlamento italiano, eppure, la sperimentazione è decollata prontamente nel 2002, e da allora procede alacremente all’insaputa del “popolo sovrano”, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus del 1998, ratificata dall’Italia con legge statale numero 108 del 2001.

Disparate analisi di laboratorio e articoli di giornale evidenziano come - dal Lazio alla Toscana, dall’Umbria alla Liguria, dalla Sardegna alla Puglia - l’acqua piovana contiene massicce quantità di metalli pesanti soprattutto come l’alluminio e il bario.




La letteratura scientifica parla chiaro, basta compulsarla a fondo. I composti di bario che si dissolvono in acqua possono essere nocivi per la salute umana. L’assorbimento una notevole quantità di bario solubile in acqua può causare paralisi ed in alcuni casi persino la morte. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni. Gli studi animali rivelano l’aumento della pressione sanguigna e delle variazioni nel cuore, se il bario viene ingerito per un periodo prolungato. Gli effetti a lungo termine dell’esposizione cronica al bario non si conoscono ancora, a causa della mancanza di dati relativi agli effetti. L’inalazione di bario può causare l’irritazione temporanea dei polmoni. L’ingestione accidentale o intenzionale di bario può provocare diarrea, vomito ed dolori addominali. L’esposizione umana a livelli pericolosi di bario in acqua potabile contaminata può causare problemi  al cuore, al fegato, allo stomaco, ai reni ed in altri organi. Quando il bario viene assorbito, può rimuovere il potassio all’interno delle cellule e causare effetti di vario genere nel tono muscolare, nelle funzioni del cuore ed nel sistema nervoso.

Mister Napolitano e mister Renzi quali sono le reali cause della pandemia tumorale che imperversa attualmente in Italia?  Perché il governo italiano ha autorizzato le operazioni segrete di aerosolterapia bellica? Perché la popolazione non è stata avvertita di questo pericolo e delle relative conseguenze sanitarie in termini di perdita di salute? Perché l'Aeronautica militare italiana, secondo quanto ammesso dal ministero della difesa, non ha alcun controllo dello spazio aereo? Perché sulle bottiglie di acqua minerale in vendita non sono elencate dettagliatamente tutte le sostanze tossiche presenti che possono nuocere alla salute umana? Perché l'attuale primo ministro pro tempore ha minacciato pubblicamente in tv (trasmissione Rai "Ballarò") di trattamento sanitario oblbigatorio, chi osa denunciare il fenomeno delle scie chimiche (chemtrails)?

L’uomo ha mercificato anche la fonte della vita. Bollicine in bottiglia? Le eventuali controindicazioni al consumo, secondo la normativa vigente, possono essere specificate in etichetta, ma senza che vi sia un preciso obbligo; per cui non vengono mai indicate. Chi approfitta dell’affare del secolo? Le solite multinazionali straniere che si sono accaparrate le fonti demaniali italiane a canoni irrisori, versati alle silenti Regioni: Nestlé, Danone, Suez Lyonnaise des Eaux, Veolia Water e così via.

Evento sulle nuove colture perenni. Una nuova rivoluzione agricola?

http://www.dariotamburrano.it/bruxelles-evento-sulle-nuove-colture-perenni-una-nuova-rivoluzione-agricola/
Circa 10mila anni fa l’uomo ha cominciato a “domesticare” piante selvatiche per coltivarle. E ha scelto specie annuali soprattutto perchè ciò gli permetteva di spostarsi da un luogo all’altro portandosi dietro il seme che gli avrebbe poi dato nuovo cibo. Ancora oggi tutta la granella che nutre miliardi di persone (grano, riso, mais etc.) viene prodotta da specie a ciclo annuale. Fedele al modello iniziale, l’uomo non ha mai pensato a domesticare specie perenni e a selezionarle per farle produrre di più. Cosí oggi, mentre capiamo che un’agricoltura basata sul perennialismo sarebbe la soluzione ai tantissimi problemi che si sono creati, ci troviamo all’alba di un percorso di domesticazione del tutto nuovo, che ci emoziona. Stiamo per iniziare un’altra rivoluzione verde, fondata questa volta sulla sostenibilità e sulla gestione attenta dell’ecosistema che ci nutre.
Non è difficile capire perchè le specie perenni diventeranno presto la nuova frontoera dell’agricoltura. Pensate ad una nuova specie di grano perenne che si semina e poi occupa il suolo per cinque anni consecutivi: le sue radici raggiungeranno profondità che le specie annuali non avrebbero mai esplorato recuperando elementi nutritivi che sarebbero andati perduti o, peggio ancora, ad inquinare le falde acquifere; quelle stesse radici  sfrutteranno l’acqua più profonda facendo dimenticare gli effetti nefasti dell’aridità; e creeranno simbiosi e interazioni con i microrganismi del suolo che sanno come proteggere mutualisticamente la pianta da attacchi fitoparassitari; le piante sapranno difendersi da sole dalle malerbe, non lasciamdo mai aperto loro il campo da invadere; e proteggeranno il suolo dall’erosione contribuendo ad arricchirlo di sostanza organica.
Il prossimo 11 Dicembre alle ore 14:00 presso la sede di Bruxelles della Regione Toscana (Rond Point Schuman, 40),  Jerry D.Glover, consulente della Casa Bianca sui temi della sicurezza alimentare, John Porter, autore del Cap.7 del Rapporto IPCC su cambiamento climatico e alimentazione e Laura Gazza, una ricercatrice italiana che sta sperimentando in campo le prime accessioni di grani perenni, ci sveleranno il mondo affascinante di questa frontiera della scienza.
Un evento unico da non perdere !!! 

11 December 2014 at 14:00
Tuscany Region, Rond Point Schuman 14, Bruxelles 
Programma
14:00 -WelcomeOrazio Cellini, (Head of the Tuscany Liaison Office to EU)
14:10 – Opening MessageGianni Salvadori (Regional Minister for Agriculture, Tuscany Region )
14:20 – Agriculture, Food and Climate John R. Porter (Univ.Copenhagen, Denmark)
15:00 – Perennial grains & Food Security Jerry D. Glover (USAID, USA)
15:45 – Preliminary field trials in Europe Laura Gazza (CRA, Italy)
16:15 – Conclusions and Discussion Abad Chabbi (AnaEE Coordinator, France)
17:00 – Refreshment 

venerdì 14 novembre 2014

7 mestieri che si diffonderanno nei prossimi anni

http://www.focus.it/tecnologia/innovazione/7-mestieri-che-si-diffonderanno-nei-prossimi-anni

Secondo gli esperti prenderanno piede in futuro. Prima di quanto immagini. Non sono solo frutto dell'immaginazione di qualche creativo. Ma nascono dall'evoluzione naturale di un vecchio mestiere, dalla combinazione di due o più lavori già esistenti e da nuove necessità e problemi.

giovedì 13 novembre 2014

Disastro Liguria. Tra il dire, e il fare: ecco il nostro piano alluvioni

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/11/disastro-liguria-tra-il-dire-e-il-fare-ecco-il-nostro-piano-alluvioni.html
Tra il dire e il fare c'è di mezzo un mare... di fango.
Il dire: "Serve la pianificazione territoriale, stop al consumo del suolo". Ministro dell'Ambiente Galletti dixit. Ieri, non mesi fa. Il tema è il dissesto che sta facendo franare il paese, città dopo città. Costa dopo costa. Addirittura il governo ha organizzato gli Stati Generali contro il dissesto idrogeologico dove si è fatto un gran parlare di pratiche virtuose del controllo del territorio. Dove si sono succeduti, con grandi pacche sulla spalla, esperti, geologi e funzionari. Basta con il cemento selvaggio. Tutto accadeva una decina di ore più tardi della riunione del Cipe, avvenuta appunto lunedì sera a palazzo Chigi, dove è stato stabilito tutt'altro.
Il fare. Il governo rinuncia a 9,8 miliardi di incassi fiscali per rendere possibile la costruzione di una nuova autostrada che collegherà Orte con Mestre. Pensateci: una lingua di cemento, sbancamenti, scavi, espropri, territorio violentato, buchi nelle montagne per una strada che propagandano in "project financing" ma che senza questo regalino da 10 miliardi non avrebbe mai visto la luce.
Il Cipe lunedì sera ha messo il timbro sul Si, grazie all'articolo 2 dello Sfascia Italia. Capito? Neanche il tempo di farlo diventare legge, e già ci inonda il paese di cemento.
Noi del M5S eravamo gufi? Eravamo reazionari medioevali? Neanche per sogno: eravamo avveduti e previdenti. Avevamo studiato le carte. Per questo ci sembra una beffa quella frase carpita al finto ambientalista Realacci, presidente onorario di Legambiente e della Commissione Ambiente, quando ci disse "Ma perché vi opponete alla Orte Mestre? Quest'opera è una boutade, non si farà mai".
Il dire, presidente Realacci. Il fare è ben altro.
Questi invece sono i nostri fatti: abbiamo un piano, studiato con esperti, geologi, urbanisti. Proposte di legge depositate che aspettano di essere calendarizzate e un piano alluvioni, che analizza le opere in essere e dice no a quelle inutili, quelle che sono solo colate di cemento, quei cantieri che sulla carta sono contro il dissesto ma servono solo a far mangiare gli amici degli amici. Nel nostro piano alluvioni, scritto dal portavoce Samuele Segoni, capogruppo in Commissione Ambiente e tra l'altro anche geologo, introduciamo ad esempio il geobonus: uno sconto fiscale del 65% per quei privati che nel loro piccolo portano avanti interventi contro il dissesto e di messa in sicurezza. Si vuole proteggere il territorio? Non grandi opere, ma piccoli interventi.
Qualcuno potrebbe dirci che non ci sono i soldi per il geobonus: ma allora deve spiegarci perché ci sono 10 miliardi da regalare a un'opera che devasta l'Italia e di cui nessuno sente l'esigenza. Ah sì, qualcuno sì. I costruttori, la rete di imprese che fa capo a Bonsignore. Guarda caso, amico del ministro delle infrastrutture Lupi e cofondatore di Ncd.
http://www.slideshare.net/M5S/decreto-m5s-prevenzione-dissesto-idrogeologico

martedì 11 novembre 2014

La truffa della CO2 e la bufala dell’aumento della temperatura continuano

http://www.disinformazione.it/global_warming2.htm
Tratto da www.stampalibera.com
I poteri forti sovrannazionali hanno fretta di aprire il fronte cinese e perciò liberano lo scagnozzo Kerry a minacciare per la seconda volta in pochi mesi direttamente la Cina, rea di avere le fabbriche e produrre oggetti che sono venduti in massima parte in USA. Stanno cercando di unire il mondo sotto la loro bandiera per giustificare un'aggressione alla Cina a cui gli americani devono somme immense per essersi indebitati per decenni?
Gli USA per parte loro hanno emesso una legge nazionale che li esonera a rientrare nei limiti imposti dai protocolli di Kyoto per la riduzione delle emissioni di CO2. Insomma tutta questa storia è una truffa colossale. Ovviamente tutti omettono il fatto clamoroso che un aumento di CO2 significa un aumento della biomassa vegetale che si ciba della CO2, come le foreste, per offrire in qualche anno un riequilibrio di ossigeno e anidride carbonica per l'appunto.
Quello che sconvolge è il fatto che nessun media lo dica ed il mondo occidentale instupidito si presti un'ennesima volta a promuovere questa bufala del riscaldamento climatico. La faccenda è stata invece esposta con la debita attenzione dal sindaco di Londra che ha informato la cittadinanza sulla Piccola Era Glaciale in corso e dal deputato europeo Nigel Farage che ha portato ed esibito in parlamento una foto da satellite in cui si evidenzia un aumento del 60% dei ghiacciai.
Intanto il raffreddamento del pianeta è cosa conclamata ed inquietante e sta producendo danni immensi al mondo vegetale ed al settore primario, l'agricoltura. La maggior parte degli scienziati sta già mandando l'allarme come si leggerà nell'articolo del meteo ma il regime continua a testa bassa ad all'armare sul riscaldamento climatico quando ben sappiamo che l'attuale effetto serra è costituito dalle irrorazioni chimiche che provocano una cappa di polveri che impedisce il riscaldamento del suolo in estate e il gelo a gennaio.

Vi spiego come funziona la mafia dei contratti sulle emissioni di CO2Articolo del Sole24ore
Certamente quello di cui parleró é un poco al di fuori dal tema del blog, ma ne é sicuramente connesso trattandosi di qualcosa che sta permettendo con un semplice giro di carte sui diritti di emissione della “micidiale” CO2, di far arricchire pochi furbi.Tutti sappiamo cosa sono i contratti di emissioni di CO2, in pratica una azienda che vuole o deve emettere piú CO2 compra i diritti di emissione da altri paesi, meno industrializzati o con grandi estensioni di foreste, un certo quantitativo di diritti per poter emettere piú CO2.
In Europa questi contratti tra i paesi membri sono esenti da IVA essendo commercializzazione entro paesi comunitari. Esistono delle societá, quasi sempre societá di facciata o fantasma, che comprano in blocco questi diritti da un paese membro e li introduce in un altro paese sempre comunitario, e questa societá connessa sempre alla prima, a sua volta vende tali diritti alle aziende industriali del proprio paese che hanno la necessitá di emettere CO2, e fattura tale diritto con l´applicazione dell´IVA, trattandosi in questo caso di commercio tra due societá della stessa nazione.
Quando arriva il momento di fare la dichiarazione IVA trimestrale le societá venditrici sono giá chiuse. Non esistono piú! E l´IVA rimane nelle loro tasche! Lo stesso succede con la prima societá acquirente dei diritti che rapidamente, nel giro di pochissimi mesi, chiude senza lasciare tracce.
Semplicissimo!
La CO2 si presta benissimo a questo tipo di frode di giro perché non ha bisogno di bolle di accompagnamento, non esiste un trasporto, non esiste logistica, non esiste nulla!
L´Europol ha calcolato a dicembre scorso che il denaro frodato con questo semplicissimo meccanismo potrebbe essere intorno ai 5.000 milioni di Euro, e che il 90% del mercato su questi diritti di emissioni era fraudolento.
L´Europol ha anche scoperto che la maggior parte di queste societá che comprano i diritti di emissione per poi rivenderle erano societá rumene che offrivano enormi volumi di compravendita di CO2 e una ottima commissione alle societá compratrici se lavoravano con loro. Anche molte societá immobiliarie si sono gettate a capofitto in questo lucroso mercato.
E qualcuno sarebbe tanto ingenuo da pensare che le varie organizzazion mafiose non si siano infilate anima e corpo in questo lucroso commercio? Ma l´Italia, cosí come molti altri paesi europei, per adesso non investigano, perché anche ai governi va bene la cosa come é adesso, per cercare di mantenere alta la produzione industriale dopo una grave crisi economica-finanziaria che ha colpito tutti.
Un meccanismo di difesa sarebbe poi semplice da applicare, cambiare in questo caso la legge in modo che siano le societá compratrici a dover pagare l´IVA al paese venditore senza attendere l´ulteriore passaggio.
Ma la mafia é potente ed é inserita in molti governi o sottogoverni europei, e questa semplice misura di salvaguardia non viene presa.
Un’altra prova dell´inserimento “mafioso” nei governi europei e mondiali, la possiamo chiaramente vedere nella fine dell´inchiesta del Parlamento inglese sul Climagate. Tale inchiesta é finita in un nulla, e la cosa non ci sorprende minimamente. Contrariando tutte le evidenze l´inchiesta ha concluso che gli scienziati fraudolenti non hanno fatto nulla di male.
La barca dell´AGW e dell´IPCC sta affondando, ma gli interessi che stanno dietro al presunto e fantasioso Riscaldamento Globale causato dall´uomo e i diritti commerciali, questi molto piú reali, sui diritti della CO2 sono molto importanti e tutto lo scandalo deve essere dimenticato. Ci sono altre inchieste in corso, ma potete essere certi che anche queste finiranno nel nulla piú assoluto. La mafia e l´arricchimento di pochi noti deve continuare, che il popolo e la vera ecologia vada a ….

Cresce il numero di scienziati che crede nell'imminenza di una nuova era glaciale
Un sole così scarsamente attivo prepara davvero il terreno ad una imminente glaciazione?
David Hathaway, Neil Snyder, Don Easterbrook, Nicola Scafetta, James Overland, George Kukla, Vladimir Paar, Timo Niroma, Dr. Vladimir Kaftan, George Moore, sono alcuni tra i tantissimi scienziati che ritengono plausibile la teoria di Abdussamatov di una glaciazione imminente, dovuta alla scarsa attività solare. Costoro rilasciano dichiarazioni che stanno mettendo in gran subbuglio il mondo scientifico, soprattutto i membri dell'Ipcc, che continuano sulla strada del riscaldamento globale senza ritorno.
Alcune affermazioni del folto gruppo di scienziati che sposa la causa "solare" come causa principale dei cambiamenti climatici, hanno catturato in particolare la nostra attenzione: la debolezza del ciclo solare in cui stiamo entrando farà precipitare la temperatura a livello globale di almeno un grado e mezzo nel giro di pochi anni; oltretutto, continuano, il periodo di bassa attività solare risulterà decisamente lungo e raggiungerà la sua fase di palese "dormienza" entro i prossimi 5-10 anni.
La possibilità di un raffreddamento globale è altissima, siamo oltre il 90% e potremo sperimentare gli effetti di una piccola era glaciale per almeno mezzo secolo e forse anche di più, già a partire dal prossimo inverno.
Il minimo solare potrebbe essere simile al minimo di Dalton.Il raffreddamento globale raggiungerà il picco intorno al 2030. Altri spostano più avanti il periodo in cui giungerà il vero freddo, cioè al 2040, ma tutti concordano sulla durata, almeno mezzo secolo.
Gli scienziati si rifanno ad un dato statistico incontestabile: tutte le volte che il sole ha presentato scarsa attività prolungata nel passato, le temperature sono scese mediamente di oltre un grado.
Ci si chiede allora quali potrebbero risultare le nazioni più colpite. Su tutte quelle nordalpine come la Svizzera, l'Austria, ma anche la Germania, a seguire la Polonia, l'Ucraina, ma anche l'Ungheria, la Repubblica ceca, ma naturalmente tutto il nord Europa, il Regno Unito, la Francia e persino il nord Italia ne risentirà in maniera pesante.
Tutte queste popolazioni dovranno mettere in conto un enorme incremento dei consumi energetici.
Quindi ci sono ormai due certezze ufficiali che vanno nella direzione completamente opposta: una grossa parte del mondo scientifico dice che stiamo andando verso un caldo senza precedenti per colpa nostra e dovremo prepararci a sacrifici tremendi, (gli altri, una minoranza va detto) che ci stiamo per raffreddare senza alcuna colpa, ma con conseguenze ugualmente drammatiche e gravi, anche più gravi di quelle legate al riscaldamento.
Ci sono anche altri dati che confondono ulteriormente le idee:
sia i sostenitori del global warming che quelli del global cooling dichiarano che un aumento (o diminuzione) importante delle temperature viene accompagnato da eventi atmosferici di eccezionale gravità, come le inondazioni.
In realtà poco prima dell'inizio dell'era glaciale, nel 1300, vi furono spaventose e ripetute inondazioni lungo il corso del Po in Italia.
Nel primi decenni del 1300 l’ultima Piccola Era Glaciale cominciò con un una fase di raffreddamento che portò ad un’aumento delle alluvioni del Po, non mancarono tornado in Valpadana, nel 1342 vi fu la famosa piena del Millennio del Reno e per gran parte del 300 si susseguirono alluvioni ed inondazioni sul nostro Paese, specie con interessamento del Po. Alluvioni e catastrofi dettate da eventi atmosferici peraltro si registrano anche adesso in egual misura, non solo in Italia, ma un po' in tutto il mondo.
Chi avrà ragione allora?
Da notare anche il trend climatico inglese, sempre più votato a freddo, neve, pioggia, inondazioni, tanto da far allarmare persino Sua Maestà la Regina Elisabetta. La neve dal 2008-2009 è SPESSO tornata a visitare il Regno Unito con una incredibile e rara costanza.
Inoltre le eccezionali basse temperature dell'Antartide e la crescita dei suoi ghiacci fanno almeno dubitare che tutto stia andando verso un caldo senza fine, o no?
Ed ecco i titoli allarmistici dell'Ansa per gli italioti che se la berranno.
Allarme Onu sul clima: "Gas serra ai massimi da 800mila anni, resta poco tempo"
Ipcc, poco tempo per stare sotto soglia 2 gradi riscaldamento
Le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto i più alti livelli "in 800 mila anni", "resta poco tempo" per riuscire a mantenere l'aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi: è la sintesi del rapporto del Gruppo di esperti sul clima dell'Onu (Ipcc).
"L'azione contro il cambiamento climatico può contribuire alla prosperità economica, ad un migliore stato di salute e a città più vivibili": lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, dopo la pubblicazione a Copenaghen del nuovo rapporto Ippc sui cambiamenti climatici. "Questa è la valutazione più completa del cambiamento climatico mai fatta. Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di CO2 ed evitare un peggioramento del clima, che si riscalda a una velocità senza precedenti", ha aggiunto.
"Il rapporto Ipcc sui gas serra è una chiamata alle responsabilità per il mondo. Europa guida verso Lima e Parigi2015, ma ora serve presa coscienza globale": lo scrive il Ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti su Twitter. Galletti è in Cina dove solleciterà il suo omologo ad un impegno sui gas serra.
"Quelli che decidono di ignorare o di contestare i dati chiaramente esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi, i nostri figli e i nostri nipoti": questo il commento del segretario di Stato Usa, John Kerry, dopo la pubblicazione del rapporto Ipcc sul clima. "Più restiamo bloccati sui questioni ideologiche e politiche più i costi dell'inazione aumentano", aggiunge.
IL RAPPORTO ONU - Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050 e sparire dal 2100, ha spiegato il Gruppo intergovernativo di esperti sul clima (Ipcc) nella più completa valutazione del cambiamento climatico dal 2007 ad oggi. La temperatura media della superficie della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85°C tra il 1880 e il 2012, hanno aggiunto gli esperti dell'Ipcc riuniti a Copenaghen.

Global Warming? No! neo-glaciazione
Global Warming: ovvero surriscaldamento globale, qualcosa, di cui ormai sentiamo parlare tanto spesso da considerarla la normalità e quindi ciò che ci aspetta nel futuro prossimo. Ma siamo davvero veramente sicuri, che stiamo andando incontro al surriscaldamento globale, all’innalzamento delle acque sua conseguenza, all’interruzione della corrente del Golfo e tutta una serie di cambiamenti climatici drastici? Che secondo il governo americano ed in particolar modo il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ci stanno portando ad un surriscaldamento globale. Il Presidente americano Barak Obama, tende costantemente ad accentuare tale problema e pone spesso il quesito dell’emergenza che gli Stati Uniti dovranno affrontare in seguito a tali cambiamenti climatici nel futuro. Da qualche anno però (nonostante l’insistenza degli Stati Uniti, che ha addirittura redatto piani di emergenza nazionali in collaborazione con il FEMA), è emerso che sia in Artide che in Antartide le calotte glaciali si stanno espandendo in mare e non si stanno più sciogliendo come accadeva anni fa. Giusto per fare un esempio eclatante, il politico britannico Nigel Farage, qualche tempo fa, ha portato all’attenzione del Parlamento europeo una foto scattata dalla NASA nel 2012 al Polo Nord ed una dello stesso luogo del 2013, facendo notare, che la calotta polare del Nord si è espansa di parecchie centinaia di kilometri in tutte le direzioni.
Oggi siamo venuti a conoscenza del fatto che esistono addirittura studi del National Geographic che dimostrano per esempio che al Polo sud, ovvero nel continente antartico, si è avuto un’espansione dei ghiacci in tutte le direzioni in mare, che non ha precedenti fino al 1981, l’anno prima di cominciare l’inesorabile diminuzione dei ghiacci ormai arrestatasi.
Studi e ricerche a parte, basta guardare le foto satellitari per notare la differenza della quantità del ghiaccio negli ultimi tre anni. C’è però un importante dato da precisare, mentre i ghiacci sugli oceani si estendono in maniera incredibilmente veloce, quelli sulla superficie continentale antartica continuano ll suo scioglimento e proprio tale questione, viene utilizzata per suffragare le tesi dei global warming portata avanti dagli USA.
Fino a pochi giorni fa il presidente degli Stati Uniti Obama, ha criticato i parlamentari americani che mettono in discussione la questione, dicendo addirittura che quando sollevano il quesito lui ha la tentazione di abbandonare l’aula, dando per scontato che il global warming sia una realtà incontestabile; ma c’è un dato scientifico importante che deve essere tenuto in considerazione riguardo all’anomalia antartica, ovvero (e sempre National Geographic a confermarlo) che al di sotto del continente antartico ci sarebbe un anomalo movimento molto fluido del mantello terrestre, e che tale anomalia sarebbe la causa del sollevamento del continente e del conseguente riscaldamento sulla sua superficie, che porta a sua volta ad un graduale e lento scioglimento dei ghiacci perenni sopra la terra ferma.
In conclusione, possiamo dire che: non solo il surriscaldamento globale è una favola architettata per scopi politici, ed alimentata con tesi scientifiche superficiali e false, ma addirittura tende a nascondere ciò che sta realmente accadendo, ovvero il contrario. Il nostro sguardo all’Antartide ci dice quindi che siamo prossimi a un probabile sconvolgimento geologico del continente la cui conseguenza diretta ma inspiegabile è una piccola ma rapida neo-glaciazione dei mari circostanti e le cui conseguenze globali non sono note.

Scuola Libertaria: Un’Anarchia Costruttiva

http://www.eticamente.net/36297/scuola-libertaria.html
La definizione di scuola libertaria è stata stabilita dall’Idec(International Democratic Education Conference) nel 2005:
“In qualsiasi contesto educativo i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, hanno il diritto di decidere individualmente, come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e hanno il diritto di condividere, in modo paritario, le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi, in modo particolare le scuole, stabilendo, se ritenuto necessario, regole e sanzioni”.
Anarchia, libertà anti-autoritaria, educazione democratica… termini forti ma che non sono da affiancare al caos totalitario che uno può immaginare quando pensa ad una scuola libertaria.
Ma l’anarchia cosa è realmente? Questa è la definizione che troviamo su wikipedia:
Anarchia è l’organizzazione societaria basata sull’idea libertaria di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale.
Quindi quando parliamo di scuola libertaria parliamo di una scuola anarchica? Si in realtà si, ma più precisamente si parla di una scuola con un’educazione democratica. Non bisogna però pensare all’anarchia come una rivolta di gente oziosa che vuole solo far caos e vivere nel caos.
Anzi, tutt’altro, una scuola libertaria è un luogo ricco di calma, tranquillità, cooperazione e soprattutto libertà individuale, una scuola che si stacca dalle convenzioni della scuola statale, ma anche quella privata che è gestita nello stesso modo di quella statale, e che fa entrare i bambini in un contesto dove vengono accettati per le persone che sono e non per i loro problemi, o per le loro differenze.
I bambini che frequentano una scuola libertaria sono bambini che entrano a far parte di una comunità e vivono delle relazioni egualitarie, ma soprattutto scelgono a cosa partecipare, quali lezioni seguire in modo da definire il proprio apprendimento e una integrazione del lavoro manuale a quello intellettuale oltre alla scelta dei docenti con i quali lavorare.
La prima scuola libertaria nacque nel 1921 a Summerhill, in Inghilterra, fondata da Alexander Neill, e oggi nascono di continuo scuole che hanno come obiettivo il “fai da te”, lo scegli tu cosa imparare, quando e come e anche da chi impararlo.
In Italia la scuola di Verona, La Piccola Scuola Libertaria KETHER(Ex Kiskanu), è un luogo dove elementari e medie fanno crescere persone libere. Nel video che segue potete entrare in questo mondo di positività e armonia e capire cosa vuol dire dal punto di vista dei bambini, degli insegnanti e dei genitori.
La scuola libertaria è una scuola dove vengono valorizzati gli incontri e le differenze, dove l’educatore-accompagnatore ha il compito di affiancare il bambino in un comune processo di indagine/scoperta/creazione che è alla base del conoscere, mentre i bambini sono portatori di esperienze, competenze e inclinazioni dotate di valore.
Un modo nuovo di vedere l’apprendimento, una scuola che insegna a vivere oltre alla matematica, all’italiano e alla geografia.

venerdì 7 novembre 2014

Sciacalli e pecore

http://www.finimondo.org/node/1481
Non esistono catastrofi naturali. Lo abbiamo già detto e non siamo di certo soli a farlo. Ormai si tratta di una convinzione diffusa persino fra gli esperti, geologi più o meno noti. La pioggia che cade più del solito, così come la terra che trema più del previsto, non sono eventi eccezionali ma fatti naturali accaduti innumerevoli volte nel corso della storia. È solo quando provocano vittime che questi fatti attirano l'attenzione pubblica, diventando temibili calamità.
Ma tutti questi morti, da chi sono provocati? Dalla furia della Natura o dal comportamento dell'Uomo? Se i palazzi non venissero costruiti con materiali scadenti, se gli argini dei fiumi non fossero stati cementati, se i segnali premonitori non venissero sottovalutati o ignorati... quanti morti in meno si conterebbero?
L'attuale emergenza a Genova ne è l'ennesima riprova. Una alluvione di tale portata non poteva essere una sorpresa: solo tre anni fa se n'era verificata una simile. Esperienza che non ha insegnato nulla, visto e considerato che l'allerta non è scattata nemmeno questa volta. Ora, se bastano alcune ore di precipitazioni, per quanto torrenziali, a mettere in ginocchio una città intera, la responsabilità è forse delle nuvole troppo nere?
Il capo del governo, Babbeo Renzi, ha già espresso la sua convinzione in proposito: per evitare alla città ligure il naufragio, occorrono Grandi Opere! Aprire ulteriori cantieri! Assegnare nuovi appalti! Far lavorare uomini e macchine! Nuovi scavi, nuove gettate di cemento! Perché no? Del resto è noto che, per porre fine ai massacri compiuti in guerra, il modo migliore è ordinare ai generali di fare altre guerre. E per guarire dalle malattie causate dall'uso dei farmaci, cos'altro si può fare se non assumere un ennesimo farmaco inventato dagli scienziati?
Ed è proprio seguendo questa logica, secondo cui la soluzione di un problema si trova nella riproduzione della sua causa, che oggi si vorrebbe mettere al lavoro politici e imprenditori, coadiuvati dai rispettivi tecnici. Tutte persone rispettabili, dabbene, a cui affidare i destini dell'umanità — come quei vigili urbani e funzionari della Protezione Civile che nel capoluogo ligure sono stati insultati da cittadini rabbiosi. Nulla a che vedere con quegli individui che, nelle ore drammatiche in cui l'acqua mandava in tilt ogni cosa, facevano irruzione negli eleganti negozi di via XX settembre, la vetrina di Genova. Il Partito dell'Ordine li chiama, con riprovazione, «sciacalli». Bestie immonde perché, invece di barricarsi in casa con l'acqua fino alla gola, invece di piangere davanti alle telecamere per i danni subiti, invece di pretendere ed attendere risarcimenti e aiuti economici, approfittano del momento di sospensione della normalità per allungare le mani sulla proprietà privata. A New Orleans, dopo l'uragano Katrina, alla polizia fu ordinato di far fuoco su questi animali poco rispettosi della legge. 
Se sono sciacalli, è perché non sono pecore. Se danno scandalo, è perché non pregano e lavorano. E forse perché sanno che questo mondo, se non vuole soccombere, più che di Grandi Opere necessita di Grandi Distruzioni. E davanti ad un'insurrezione che non viene, non è poi tanto strano giungere a vecchie conclusioni: «Non si può essere salvati da altro che da una catastrofe»