domenica 17 agosto 2014

Il picnic ecologico: idee, materiali e ingredienti a basse emissioni di CO2

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e-ingredienti-basse-emissioni-di-co2

Il picnic ecologico: cosa portare, cosa scegliere, cosa mangiare.

Con l’arrivo della bella stagione, il picnic può essere un’ottima scelta per pregustare l’atmosfera delle vacanze. All’aperto, nel mezzo della freschezza e della spensieratezza che la campagna infonde generosamente, si assaporano meglio i gusti della genuinità e le prime folate d’estate. Il contatto con la natura si rinsalda, soprattutto se ci si organizza con uno spuntino nel pieno rispetto dell’ambiente.
I materiali
Bastano un trolley per trasportare le vivande (al posto dei sacchetti di plastica banditi), piatti, bicchieri e posate in bioplastiche, spuntini sfiziosi preparati con ingredienti biologici. Il gioco è fatto.
I sacchetti di plastica sono da evitare anche perché all’aperto è più possibile che per una folata di vento vadano persi, andando a finire nel verde (dove si biodegradano in 500 anni).
Un picnic di cinque persone in cui ogni coperto è composto da coltello, piatto, ciotola, bicchiere e forchetta 100% compostabili evita l’emissione in atmosfera di ben 9 kg di CO2, rispetto a uno con oggetti di plastica usa e getta.
Oggi si trovano quasi ovunque, anche al supermercato, piatti (piani e fondi) e bicchieri in carta pressata, in legno o in PLA (acido lattico polimerizzato), il quale essendo prodotto a partire da uno zucchero, derivato dall’amido di mais, è di origine completamente naturale e che assicura sia la rinnovabilità della fonte sia la totale biodegradabilità. Gli oggetti in PLA si degradano al 100% producendo compost, anidride carbonica ed acqua, per cui è possibile smaltirli con i rifiuti organici, il cosiddetto “umido”, e dire addio alla plastica non riciclabile dei piatti e dei bicchieri tradizionali.
Si può continuare il nostro picnic ecologico con tovaglioli, carta da cucina e fazzolettini di carta che derivano da carta riciclata, magari con il marchio Ecolabel (la “margherita” che possiamo ritrovare sulle confezioni di quei prodotti con ridotti impatti ambientali) oppure con la certificazione FSC (Forest Stewardship Council) per il rispetto delle foreste: ciò significa materia prima proveniente da foreste gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Si potrebbe anche, al contrario, valutare di sfoggiare un bel portavivande di vimini con la sua bella trousse di posate in porcellana e metallo; una scelta che riporta ai fasti dei tempi antichi, decisamente impegnativa ma ecologicamente lodevole.

Gli ingredienti
Anche la scelta degli ingredienti da agricoltura biologica è strategica sotto questo punto di vista: gli alimenti coltivati senza pesticidi e concimi chimici, infatti, non sono solo più buoni e più sani, ma “tagliano” anche i gas serra. In Italia, ogni ettaro di suolo coltivato col metodo bio assorbe 1,5 tonnellate di CO2 all’anno.
Si può partire con una generosa serie di verdure fresche di stagione solo da tagliare all’ultimo momento saranno un’ottima occasione per iniziare il pasto senza appesantire. La verdura cruda infatti prepara lo stomaco alla digestione, rinfresca e ci rifornisce di vitamine e sali minerali, ancora più preziosi con l’arrivo del caldo.
Qualche suggerimento? Panino integrale con ricotta, noci e rucola o con crema di ceci e pomodoro; arancini di riso con ragù di seitan; torta di verdure; frutta a volontà; infuso di menta, in una bella borraccia da esibire al centro della tovaglia. Per chi preferisce gli sport drink, dato che la bevanda ideale per combattere la disidratazione dev’essere isotonica, la si può preparare con un litro d’acqua, cinque cucchiaini di zucchero di canna, un pizzico di sale e un po’ di succo d’arancia o di mela.
Il modo più intelligente ed efficiente di nutrirsi e dissetarsi all’aperto è la frutta: buona, poco calorica, ricca di sali minerali, vitaminica, dissetante. È portatile, ed è l’unico snack di cui si mangia anche la confezione: perché è la buccia.

Fare merenda all’aria e alla luce, in compagnia, è un piacere da riscoprire. Così lo si può fare ricompensando la natura della gioia che ci offre, con la serenità di aver adottato i comportamenti più leggeri per l’ambiente.