logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

domenica 31 agosto 2014

NUOVA LEGGE: I FESTIVAL AD AMSTERDAM DEVONO FORNIRE ACQUA GRATIS

http://www.parkettchannel.it/nuova-legge-i-festival-ad-amsterdam-devono-fornire-acqua-gratis/
nuovo disegno di legge, ad Amsterdam, è stata approvato, il che significa che ifestival sono tenuti a fornire acqua gratis per poter ricevere la licenza per potersi svolgere.
La decisione evidenzia il fatto che l’acqua alla “spina”, senza limiti, potabile naturalmente, deve essere disponibile sul posto, e senza ostacoli alcuni per i consumatori.
Il membro del consiglio Daniel van der Ree ha detto: “Stiamo parlando di frequentatori di festival in una location chiusa che sono soliti esercitare enormi sforzi sotto il sole cocente. Questo gruppo di persone dovrebbe essere protetto in modo ottimale dai pericoli di disidratazione o di eccessivo sforzo e dovrebbero quindi avere accesso illimitato all’acqua potabile.

sabato 30 agosto 2014

Renzi riapre la discarica di Cupinoro, i Comitati: “Via libera allo scempio”

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/08/renzi-riapre-la-discarica-di-cupinoro-i-comitati-via-libera-allo-scempio/

Il Consiglio dei Ministri, con la firma del Premier Matteo Renzi, in data 8 agosto 2014 ha dato autorizzazione formale alla ripresa dei lavori presso il sito di stoccaggio rifiuti di Cupinoro, nei pressi di Bracciano, rinnovando l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la famigerata discarica che da decenni minaccia la salute dei cittadini e deturpa uno dei territori più belli del Lazio, a vocazione agricola e ricco di storia.

Autorizzazione con “giallo”. La delibera del Cdm, infatti, porta due versioni diverse: quella ufficiale firmata da Renzi, e una seconda, a firma del capo dipartimento Elisa Grande, col riferimento agli usi civici che vincolano ad uso agro-silvo-pastorale i terreni su cui insiste Cupinoro, per legge invalicabili. Quale delle due versione è valida?

Da tempo moltissime realtà associative del territorio, tra cui l’associazione Salviamo Bracciano e il Comitato per la Bellezza, aderenti al Forum Salviamo il Paesaggio, assieme a centinaia di cittadini, al sindaco di Ladispoli e al vicesindaco di Cerveteri si battono per evitare che venga realizzato un vero e proprio polo industriale dei rifiuti a due passi dalla celebre necropoli Etrusca della Banditaccia, patrimonio Unesco, e dal lago di Bracciano, al centro della Tuscia viterbese ricchissima di cultura e paesaggi meravigliosi.

Ecco il testo della delibera del Consiglio dei Ministri 8-8-14, a firma Matteo Renzi, che autorizza i lavori a Cupinoro
L’associazione Salviamo Bracciano, in data 4 agosto 2014 aveva emanato un comunicato stampa con il quale si esortavano gli organi preposti ad accertare verità e responsabilità. “Prima di parlare del futuro e permettere agli stessi amministratori pubblici del Comune e della partecipata di maneggiare del denaro pubblico” esordiva il testo, “occorre prima accertare le responsabilità della passata gestione contestate dal Procuratore Capo della Repubblica di Civitavecchia dott. Amendola e dalla Corte dei Conti come apparso in data 17 luglio 2014 sul Messaggero e quelle che hanno portato al licenziamento del personale della Bracciano Ambiente (21 senza stipendio e 17 in cassa integrazione).

Senza dimenticare che, inoltre, la Bracciano Ambiente S.p.a., società di proprietà del Comune di Bracciano che gestisce il sito di stoccaggio di Cupinoro, il cui bilancio disastrato ha portato a cassa integrazione e licenziamenti del personale, è coinvolta in uno scandalo legato ad un’indagine della Guardia di Finanza per un danno erariale di 4,7 milioni di euro.

Con quanti e quali fondi, è lecito domandarsi, inizierà i lavori di messa in sicurezza, il post mortem del vecchio invaso e insieme i cantieri per l’impianto a biogas di 33mila tonnellate e il TMB (trattamento meccanico biologico) di 135mila tonnellate di cui parla la scarna nota del Consiglio dei Ministri allegata alla delibera di autorizzazione?

Dunque Cupinoro, grazie al rinnovo dell’AIA da parte del Consiglio dei Ministri, potrebbe avere presto un bel polo industriale di rifiuti, che aprirebbe in spregio a:

Un parere negativo del MIBACT, relativo a vincoli archeologico-paesaggisticiriconosciuti anche dal Piano Territoriale Paesistico Regionale, in deroga al quale nacque lo stesso progetto della discarica originaria;
Il vincolo relativo alla preesistenza di usi civici con destinazione d’uso agro-silvo-pastorale sui terreni su cui insiste Cupinoro da oltre vent’anni, nonché l’eventuale approfondimento scientifico dell’incidenza, da anni denunciata, di alcune patologie tra gli abitanti della zona;
Le indagini della Procura di Civitavecchia tanto sulle circostanze e sulle condizioni non trasparenti della creazione della discarica, quanto sulla gestione attuale da parte della Bracciano Ambiente.

La parola fine di questa storia non è ancora stata scritta; Cupinoro, Bracciano e la Tuscia possono ancora essere salvate. Ma occorre conoscere per deliberare, e successivamente mobilitarsi.


mercoledì 27 agosto 2014

Quel granello di sabbia in Sardegna

http://comune-info.net/2014/08/quel-granello-di-sangue-in-sardegna/
Desmond Tutu ha scritto che questa è la più grande ondata di protesta mai avvenuta per una singola causa. E’ un prete, sa essere ottimista, ma sa anche molto bene quello che dice. Perché nessun regime del mondo ha sperimentato come quello dell’Apartheid in Sudafrica gli effetti del boicottaggio e della pressione politica esterna. Si tratta, come dice l’appello lanciato dagli amici della Palestina in Sardegna, di mettere ciascuno un granello di sabbia nell’ingranaggio del massacro. La Sardegna è probabilmente la terra più bella del territorio italiano, forse anche per questo è  l’isola del segreto militare. Nessuno sa cosa, come e per quanto tempo è stato usato (e sperimentato) per decenni nei suoi poligoni militari. E’ una terra occupata, la Sardegna, come la Palestina. La sua gente, così come tutta la gente italiana, europea, mediterranea, sta per essere nuovamente umiliata da un accordo commerciale e criminale. Consente all’esercito che massacra donne, bambini e uomini inermi di venire a esercitarsi per imparare a uccidere di più. Possiamo fermare questa palestra di sangue, dipende da noi

30 agosto, Cagliari. Assemblea internazionale contro le esercitazioni militari israeliane

Un granello di sabbia nella macchina del massacro. Per una assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il sostegno alla campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni.
Per settimane lo stato di Israele ha seminato morte e distruzione nella striscia di Gaza, bombardando deliberatamente ospedali, scuole, strutture civili, abitazioni, persino cimiteri.
Oltre 2000 vittime, in larghissima parte civili, donne e bambini sono stati assassinati scientemente dall’esercito, dall’aviazione e dalla marina israeliana che hanno trasformato l’enorme prigione a cielo aperto di Gaza in un mattatoio, dove si vive e si muore “per un sì o per un no”, perché si è andati a fare la spesa nel momento sbagliato, perché ci si è rifugiati in una scuola dell’ONU, perché si lavora o ci si cura in un ospedale, perché, semplicemente, si vive nella Striscia di Gaza.
Lo stato di Israele e il suo governo sono i soli responsabili della situazione in cui versa Gaza e tutta la Palestina: non solo perché in maniera tronfia cercano di ammazzarne o espellerne gli abitanti oggi, ma perché perseguono la politica di occupazione e de-arabizzazione della regione da oltre sessant’anni.
In tutto il mondo è montata la rabbia e la protesta per porre fine al massacro e perché i governi non si rendano ancora complici, con trattati commerciali, militari e di cooperazione con uno stato che opprime, soggioga, uccide e nega il diritto di esistenza ai palestinesi.
L’Italia è oggi il principale partner europeo in materia di armamenti dello stato di Israele.
In Sardegna le forze armate israeliane svolgono, ormai da anni, parti rilevanti delle loro esercitazioni e delle loro sperimentazioni, cosa che ha portato uno stato europeo evidentemente più sensibile dell’Italia, la Svezia, a rifiutare le esercitazioni congiunte con Israele. Le stesse armi che vengono sperimentate nei poligoni dell’Isola, causando danni all’economia, alla salute e alla libertà dei sardi, portano distruzione e morte in Palestina.
Già nel 2006 alle esercitazioni congiunte effettuate dalle forze armate israeliane in Sardegna seguì, di poco, l’aggressione al Libano. Non possiamo rimanere silenti di fronte a questi fatti; non possiamo né vogliamo essere complici del massacro di Gazadell’occupazione e dell’apartheid in Palestina; non possiamo continuare a sopportare l’occupazione militare della Sardegna.
Da settembre riprenderanno le esercitazioni militari israeliane nella nostra isola. Deve essere chiaro a tutti che quelle armi, testate qui in Sardegna, sono congegni di morte che uccidono i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.L’addestramento e l’esercitazione fanno pienamente parte del dispositivo militare di offesa che lo stato di Israele utilizza nei teatri di guerra. La collaborazione approntata dallo Stato italiano è dunque collaborazione con uno stato in guerra.
Fermare questa collaborazione è un aiuto concreto alla popolazione martoriata dall’aggressione: ogni giorno di sospensione delle esercitazioni israeliane in Sardegna è un granello di sabbia nella macchina bellica che opprime e massacra il popolo palestinese. La Sardegna è dunque diventata nel corso degli anni uno snodo importante per le politiche di guerra, anche per quelle israeliane.
Facciamo appello, dunque, a tutti i democratici, ai pacifisti, al mondo della solidarietà internazionale e della cooperazione, a tutti i solidali col popolo palestinese per una mobilitazione generale finalizzata a bloccare le esercitazioni e a rilanciare la campagna BDS in Sardegna.
Chiediamo alla Giunta Regionale della Sardegna e a tutte le istituzioni democratiche di ogni ordine e grado, a partire dai Comuni,di prendere una posizione chiara nel merito e di attivarsi per esigere la sospensione delle esercitazioni previste.
Proponiamo una assemblea generale, da tenersi in Sardegna, a Cagliari, il 30 agosto, per costruire un percorso concreto di mobilitazione per il blocco delle esercitazioni e per il sostegno alla campagna BDS.
Associazione Amicizia Sardegna Palestina, Unione Democratica Arabo Palestinese UDAP, BDS Sardegna

Per adesioni inviare una mail a:assembleapalestinacagliari@gmail.com

Aderiscono:

Sardigna libera Comitato Sardo Gettiamo le Basi Cagliari Social Forum Circolo A. Gramsci Cagliari Associazione Culturale Comunista Isidoro Sarrizzu- Quarti S. Elena Federazione Regionale PRC – Sardegna AssoPacePalestina Valentina Sanna – Comunidades – Sardegna Possibile Associazione di Volontariato Azalai Associazione Amici del Libano – Sardegna Collettivo Comunista (marxista-leninista) di Nuoro. Comitato di solidarietà con il popolo palestinese – Torino Comitato BDS Campania Comitato InBosa Comitato Acquabenecomune Planargia e Montiferro Comune-info, Associazione di Volontariato Soliles BDS Italia Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome Presidio Piazzale Trento Associazione Ponti Non Muri – Sassari Circolo Palmiro Togliatti – Sinistra Sarda – Cagliari Rete italiana ISM SIS-MA (sinistra indipendentista sarda -movimento anticapitalista) Forum Palestina Circolo Sel Guspini-Arbus ‘Nilde Iotti’ USB (Unione Sindacale di Base) Sardegna Movimento Cittadino Civico 5 Stelle di Quartucciu (CA) Confederazione Cobas

venerdì 22 agosto 2014

L’informazione si fa in movimento

http://comune-info.net/2014/08/linformazione-si-fa-in-movimento/

di Paolo Cacciari
Ignacio Ramonet (già direttore di Le Monde Diplomatique e autore diL’esplosione del giornalismo, Intramoenia e Democraziakmzero) afferma cheinternet ha avuto sul mondo dell’ informazione lo stesso effetto del meteorite che colpì la terra provocando l’estinzione dei dinosauri (la carta stampata) senza però essere compensata dalla speciazione di esseri viventi più evoluti.
I media digitali si diffondono grazie agli smartphone con cui siamo istantaneamente connessi, ma l’effetto è un frastuono che non migliora le relazioni umane. Uno dei tanti casi in cui quantità e qualità non coincidono. Il giornalismo di inchiesta sparisce mentre emergono nuove forme di accentramento e concentrazione attorno ai siti di vecchi e nuovi branddell’informazione: il NYT, The Gardian, Huffington Post, per dirne alcuni. Da noi, la solita Repubblica e il nuovo Fatto Quotidiano.
Eppure le potenzialità democratiche della rete sono enormi. Lo abbiamo visto da Seattle a Gezy Park, da Occupy Wall Street alle primavere arabe, dal partito dei pirati di Berlino a Podemos. Senza i “giornalisti di strada” del Centro Media di Genova non avremmo mai saputo del “massacro messicano” in corso alla Diaz nel 2001.
I social network creano reti includenti e interattive, conviviali, senza apparenti mediazioni. Producono linguaggi e appartenenze sociali. Aiutano l’organizzazione di campagne, eventi, mobilitazioni. La sitografia dell’autoproduzione comunitaria delle notizie (gratuita e senza editori) è vastissima. Ecco alcuni esempi random: comune-info.net, dirittiglobali.it, eddyburg.it, redattoresociale.it, lavoroculturale.org, cronachediordinariorazzismo.org, globalproject.info, dinamopress.it, sbilanciamoci.info, comedonchisciotte.org, articolo21.org, eco-magazine.info…oltre agli internazionali: zetanet.com, rebellion.co.uk, diagonalperiodico.net. Ma nel mondo delle buone pratiche resistono anche baluardi di carta comeAltreconomia e Aam Terra Nuova e una galassia di periodici locali comeAltrapagina in Umbria. Marco Geronimi Stoll ha scritto un manuale, Smarketing(edizioni Altreconomia), per consigliare ai “partigiani della comunicazione” (piccole Ong, comitati, associazioni, ecc.) come essere se stessi per bene comunicare usando canali ecologici, economici, etici.
* Paolo Cacciari è autore di Pensare la decrescita. Sostenibilità ed equità(Carta/Intra Moenia), Decrescita o barbarie (Carta) e tra gli autori di La società dei beni comuni (Ediesse). Questo articolo viene pubblicato anche su Left. Altri articoli di Cacciari sono qui.

lunedì 18 agosto 2014

In Cina le auto elettriche crescono del 700%. La rivoluzione della mobilità contro lo smog - See more at: http://www.greenreport.it/news/energia/in-cina-auto-elettriche-crescono-700-rivoluzione-mobilita-contro-smog/#sthash.2HbmDDNY.4oCG4nAy.dpuf

http://www.greenreport.it/news/energia/in-cina-auto-elettriche-crescono-700-rivoluzione-mobilita-contro-smog/
Auto elettriche e non solo: l’agenzia ufficiale cinese Xinhua ha annunciato che «da gennaio a luglio la produzione di veicoli ad energia nuova è aumentato del 280% su base annua grazie alle misure di sostegno del governo».
Le cifre non sono altissime per un Paese enorme e popolato come la Cina, ma i veicoli a “nuova energia”, come le definiscono nel Celeste impero, nei primi sette mesi del 2014 hanno raggiunto le 25.946 unità e il ministero dell’Industria e delle tecnologie dell’informazione e soddisfatto: «La produzione delle auto elettriche ha fatto un balzo di circa il 700% per raggiungere le 13.829 unità e la produzione dei veicoli ibridi è moltiplicata per 11 per arrivare a  5.027 unità».
Si tratta dei primi risultati delle misure di incentivazioni dei veicoli ad “energia nuova”, messi in atto dalla Cina e che comprendono esoneri fiscali, sovvenzioni all’acquisto e obblighi per i dipartimenti governativi ad accrescere gli acquisti di auto ad energie rinnovabili per risparmiare energia e lottare contro l’inquinamento atmosferico, che ha soffocato le megalopoli cinesi.

domenica 17 agosto 2014

Il picnic ecologico: idee, materiali e ingredienti a basse emissioni di CO2

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/il-picnic-ecologico-idee-materiali-
e-ingredienti-basse-emissioni-di-co2

Il picnic ecologico: cosa portare, cosa scegliere, cosa mangiare.

Con l’arrivo della bella stagione, il picnic può essere un’ottima scelta per pregustare l’atmosfera delle vacanze. All’aperto, nel mezzo della freschezza e della spensieratezza che la campagna infonde generosamente, si assaporano meglio i gusti della genuinità e le prime folate d’estate. Il contatto con la natura si rinsalda, soprattutto se ci si organizza con uno spuntino nel pieno rispetto dell’ambiente.
I materiali
Bastano un trolley per trasportare le vivande (al posto dei sacchetti di plastica banditi), piatti, bicchieri e posate in bioplastiche, spuntini sfiziosi preparati con ingredienti biologici. Il gioco è fatto.
I sacchetti di plastica sono da evitare anche perché all’aperto è più possibile che per una folata di vento vadano persi, andando a finire nel verde (dove si biodegradano in 500 anni).
Un picnic di cinque persone in cui ogni coperto è composto da coltello, piatto, ciotola, bicchiere e forchetta 100% compostabili evita l’emissione in atmosfera di ben 9 kg di CO2, rispetto a uno con oggetti di plastica usa e getta.
Oggi si trovano quasi ovunque, anche al supermercato, piatti (piani e fondi) e bicchieri in carta pressata, in legno o in PLA (acido lattico polimerizzato), il quale essendo prodotto a partire da uno zucchero, derivato dall’amido di mais, è di origine completamente naturale e che assicura sia la rinnovabilità della fonte sia la totale biodegradabilità. Gli oggetti in PLA si degradano al 100% producendo compost, anidride carbonica ed acqua, per cui è possibile smaltirli con i rifiuti organici, il cosiddetto “umido”, e dire addio alla plastica non riciclabile dei piatti e dei bicchieri tradizionali.
Si può continuare il nostro picnic ecologico con tovaglioli, carta da cucina e fazzolettini di carta che derivano da carta riciclata, magari con il marchio Ecolabel (la “margherita” che possiamo ritrovare sulle confezioni di quei prodotti con ridotti impatti ambientali) oppure con la certificazione FSC (Forest Stewardship Council) per il rispetto delle foreste: ciò significa materia prima proveniente da foreste gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Si potrebbe anche, al contrario, valutare di sfoggiare un bel portavivande di vimini con la sua bella trousse di posate in porcellana e metallo; una scelta che riporta ai fasti dei tempi antichi, decisamente impegnativa ma ecologicamente lodevole.

Gli ingredienti
Anche la scelta degli ingredienti da agricoltura biologica è strategica sotto questo punto di vista: gli alimenti coltivati senza pesticidi e concimi chimici, infatti, non sono solo più buoni e più sani, ma “tagliano” anche i gas serra. In Italia, ogni ettaro di suolo coltivato col metodo bio assorbe 1,5 tonnellate di CO2 all’anno.
Si può partire con una generosa serie di verdure fresche di stagione solo da tagliare all’ultimo momento saranno un’ottima occasione per iniziare il pasto senza appesantire. La verdura cruda infatti prepara lo stomaco alla digestione, rinfresca e ci rifornisce di vitamine e sali minerali, ancora più preziosi con l’arrivo del caldo.
Qualche suggerimento? Panino integrale con ricotta, noci e rucola o con crema di ceci e pomodoro; arancini di riso con ragù di seitan; torta di verdure; frutta a volontà; infuso di menta, in una bella borraccia da esibire al centro della tovaglia. Per chi preferisce gli sport drink, dato che la bevanda ideale per combattere la disidratazione dev’essere isotonica, la si può preparare con un litro d’acqua, cinque cucchiaini di zucchero di canna, un pizzico di sale e un po’ di succo d’arancia o di mela.
Il modo più intelligente ed efficiente di nutrirsi e dissetarsi all’aperto è la frutta: buona, poco calorica, ricca di sali minerali, vitaminica, dissetante. È portatile, ed è l’unico snack di cui si mangia anche la confezione: perché è la buccia.

Fare merenda all’aria e alla luce, in compagnia, è un piacere da riscoprire. Così lo si può fare ricompensando la natura della gioia che ci offre, con la serenità di aver adottato i comportamenti più leggeri per l’ambiente.

domenica 10 agosto 2014

VOLKSWAGEN NEW 300 MPG AUTOMOBILE NON AMMESSI IN AMERICA PERCHÉ È TROPPO EFFICIENTE

http://thespiritscience.net/2014/05/25/volkswagens-new-300-mpg-car-not-allowed-in-america-because-it-is-too-efficient/
Non troverete la 300 MPG Volkswagen XL1 in uno showroom americano, infatti è anche stato negato un tour in America perché è troppo efficace per il pubblico americano per essere ampiamente a conoscenza, e dei profitti del petrolio sono troppo alti in America con lo status quo in posto. Nessun tour è stato consentito per questa vettura perché il mito che il 50 mpg è praticamente impossibile ottenere anche da un econobox ridotta è troppo redditizio di lasciar andare, e quando si tratta di profitti del petrolio aziendali, l'ignoranza è beatitudine.
Anni fa avevo calcolato che dovrebbe essere possibile ottenere una piccola auto a superare i 100 mpg mettendo in parallelo diretto al cilindro iniettori acqua fianco a fianco con gli iniettori, e con il collettore di scarico per preriscaldare l'acqua in modo che sarebbe entrare nei cilindri come vapore secco, fornendo così maggiore espansione (che aziona il  motore ), consentendo il processo di combustione di procedere senza ridurre la sua efficienza. Ma io ero ovviamente sbagliato con i miei calcoli, perché erano in realtà più di 2x conservatore.
Il carburatore 100 mpg era davvero una realtà, e la Volkswagen XL1 dimostra solo con la tecnologia speciale nulla semplice che abbiamo avuto dal 1970? S.Though la XL1 può essere collegato a consegnare un 40 miglia ogni azionamento elettrico, non ha bisogno di per essere collegato mai a raggiungere 300 mpg. E non barare in alcun modo per ottenere il rating, pesa oltre 1.700 chili, ha le normali  gomme , e offre una buona esperienza di guida con una velocità massima autolimitata di 99 mph. La XL1 potrebbe raggiungere una velocità massima di oltre 110 mph governatore assente e si trasforma in un tempo 0-60 di 11,5 secondi, che non è affatto leisurly per una vettura progettata per l'efficienza. La XL1 in alcun modo tradisce prestazioni a colpire è valutazione. E 'semplicemente la macchina avremmo sempre avuto, ed abbiamo avevamo preso da noi in nome dei profitti petroliferi.
Anche se la XL1 può colpire 300 mpg in condizioni di guida ideali, è combinato chilometraggio è di solito un po 'più di 200 mpg, e se lo fai solo la guida in città che scenderà a un minimo di 180 mpg nelle peggiori condizioni di guida. Ma sarei felice di questo non c'è dubbio.


giovedì 7 agosto 2014

Consultazione europea sull'acqua potabile

http://www.ilcambiamento.it/acque/acqua_potabile_consultazione_europea.html

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla politica dell’UE in materia di acqua potabile, allo scopo di identificare le aree suscettibili di miglioramento.

La consultazione rappresenta una risposta concreta a Right2Water, il primo esempio di “iniziativa dei cittadini europei” giunta in porto.
Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “La fornitura di acqua potabile sicura e di buona qualità in tutta l’Unione europea rappresenta un risultato importante della normativa UE. Ma dobbiamo anche considerare le sfide future e affrontare i problemi segnalati dall’iniziativa dei cittadini europei. Ciò significa proseguire il dialogo con i cittadini e ascoltare le aspettative dei consumatori e delle altre parti interessate sulla futura normativa dell’UE sull’acqua potabile”.
Maroš Šefčovič, Vicepresidente e Commissario per le Relazioni interistituzionali e l’amministrazione, responsabile per la creazione del quadro per le iniziative dei cittadini europei, ha dichiarato: “La conclusione di questa prima iniziativa riuscita dei cittadini europei, ossia la presentazione da parte della Commissione della sua strategia di risposta, costituisce in realtà solo il punto di partenza del processo. È solo adesso che iniziamo a mantenere le nostre promesse. Ciò costituisce un’ulteriore prova dell’impatto effettivo che un’iniziativa dei cittadini europei può avere sul processo decisionale europeo.”
La consultazione dovrebbe consentire una migliore comprensione delle opinioni dei cittadini e delle parti interessate sulla necessità e sulle possibili azioni che potrebbero essere intraprese per migliorare la fornitura di acqua potabile di qualità elevata.
Le questioni riguardano problematiche quali l’attuale livello di qualità dell’acqua potabile e le sue principali minacce, le esigenze di informazione dei cittadini e le eventuali azioni ulteriori che potrebbero essere adottate a livello dell’UE.
La consultazione è aperta fino al 15 settembre 2014. I risultati confluiranno in un processo di riflessione sui miglioramenti che potrebbero essere necessari alla direttiva UE sull’acqua potabile.
L’obiettivo è infatti proteggere la salute umana dagli effetti nocivi di ogni forma di contaminazione dell’acqua destinata al consumo umano, garantendo che l’acqua potabile sia salubre e pulita. La qualità dell’acqua potabile nell’UE è generalmente buona e il livello di attuazione della direttiva è nel complesso molto elevato. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare misure per garantire che tali obiettivi siano conseguiti, e tali misure non devono consentire alcun deterioramento della qualità dell’acqua potabile.
Oltre alla consultazione, la Commissione intende avviare presto un dialogo strutturato tra le parti interessate per quanto riguarda la trasparenza nel settore dell’acqua. Ciò rappresenta un ulteriore seguito all’iniziativa dei cittadini europei.
Per ulteriori informazioni:

domenica 3 agosto 2014

Il picco dell'acqua

http://www.terranauta.it/a749/pianeta_gaia/il_picco_dell_acqua.html
In assenza di un radicale cambiamento di pensiero e di modalità di gestione delle risorse idriche, in futuro il mondo resterà senz’acqua. Mentre in tutto il pianeta si discute del picco petrolifero, il Pacific Institute della California parla, per la prima volta in assoluto, di peak water.


La lasciamo scorrere distrattamente dai rubinetti, eppure l’acqua si sta esaurendo. Mentre il mondo discute del picco del petrolio, il Pacific Institute della California, nel volume The World’s Water introduce, per la prima volta nella storia, il concetto di “peak water”.
Il volume 2008-2009 del rapporto biennale evidenzia che l’inquinamento, l’abuso e la cattiva gestione delle risorse idriche minacciano la produttività economica, la salute umana, gli ecosistemi e la sopravvivenza stessa.
Il testo, che peraltro presenta una serie di dati sulla disponibilità di acqua nelle varie parti del mondo, offre, in un capitolo, una valutazione della difficile situazione idrica della Cina, dovuta al suo rapido sviluppo. Non è ancora possibile prevedere se questo Paese arriverà ad una catastrofe ma è necessario comprendere che esiste un limite alla disponibilità di acqua. Alcune zone si stanno già avvicinando ai limiti sostenibili di estrazione e uso delle risorse idriche. Conoscere gli effetti che il superamento di tali limiti comporta per la produzione di alimenti, per il benessere economico e per l’ambiente, può aiutare a sviluppare nuove modalità di gestione e di utilizzo di acqua. Nel testo, quindi, vengono illustrate le strategie, le tecnologie e le modalità che le città possono adottare per soddisfare la crescente domanda di acqua.
Allarmante è il fatto che per la prima volta si parli di “picco dell’acqua”: il mondo ha consumato più della metà dell’acqua disponibile ed il rischio è quello che in futuro scoppino altre guerre per l’approvvigionamento di tale risorsa, come è già avvenuto in passato.
“C’è tanta acqua nel pianeta ma stiamo per fare i conti con una crisi per il venir meno di acqua gestita in maniera sostenibile”, ha dichiarato Peter Gleick, direttore del Pacific Institute.
Crediamo che alcune risorse, quelle di cui usufruiamo quotidianamente e a cui possiamo accedere con estrema facilità, siano infinite. Le consumiamo indiscriminatamente, senza fermarci mai a riflettere, dando per scontato che, così come oggi, anche domani saranno disponibili a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti.
Un giorno però succede qualcosa e ci accorgiamo che la nostra era soltanto una falsa credenza e che anche ciò che consideriamo eterno in realtà ha un limite. È quello che è successo con l’oro nero ed è lo stesso che sta accadendo adesso con l’oro blu, tesoro ben più prezioso.
L’era dell’accesso facile alle risorse idriche sta per finire e, come è accaduto per il petrolio, siamo giunti adesso al“picco dell’acqua”.
La teoria del picco, proposta nel 1956 dal geofisico Marian King Hubbert, riguarda l’evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa minerale o fonte fossile esauribile o fisicamente limitata: il punto di produzione massima oltre il quale la produzione può soltanto diminuire, viene detto picco di Hubbert. Raggiunto il picco ha inizio il declino, prima lento poi via via sempre più rapido.
Inizialmente nessuno diede credito alla teoria di Hubbert. Negli anni ’70 però cambiò tutto e le due crisi petrolifereche misero in ginocchio l’America (nel 1973 e nel 1979) resero Hubbert uno dei più celebri geofisici del mondo: 48 Stati raggiunsero, effettivamente, il loro picco di produzione.
Il petrolio rappresenta oggi circa il 40% dell’energia primaria ed il 90% di quella utilizzata nei trasporti. Percentuali altissime, non c’dubbio. Eppure il petrolio non è insostituibile. All’oro nero, in molti campi, potranno subentrare le fonti rinnovabili (come il solare o l’eolico) o sostituti con un maggior impatto ambientale (come il nucleare). Soluzioni migliori o peggiori ma, in ogni caso, esistenti. L'uso di petrolio, inoltre, non è essenziale alla vita umana. Già ridurre sprechi e consumi inutili ci permetterebbe di affrancarci da gran parte dei suoi utilizzi.
Con cosa, invece, sostituiremo l’acqua quando questa finirà o sarà riservata ai ricchi e ai potenti? Come potremmo continuare a vivere senz’acqua?