mercoledì 4 giugno 2014

Dalle ciliegie cilene ai fagiolini egiziani, la top ten dei cibi più inquinanti

Fonte:
http://www.dire.it/home/7428-la-top-ten-dei-cibi-piu-inquinanti.dire
FIRENZE - Fatturato record per la spesa alimentare green, 33 miliardi nel 2013 con un incremento del 65% rispetto al 2007 a fronte di consumi complessivi nel settore crollati ai minimi da 33 anni a questa parte. Con questi numeriColdiretti presenta al Mandela forum 'Lavorare e vivere green',  a Firenze.

Un particolare focus è dedicato ai prodotti a chilometri zero con alcune good practice, come il gelato al gusto del brunello di Montalcino o all'olio d'oliva e sul fronte opposto, nel banco dei cattivi, i cibi più inquinanti. "Insospettabili" per usare l'espressione di Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti. Nel banco espositivo all'ingresso del palazzetto è stata stilata una top ten dei 'cibi-canaglia'. Su questo podio, poco gratificante, al primo posto ci sono le ciliegie del Cile, al secondo i mirtilli dell'Argentina e al terzo gli asparagi del Perù. Sono questi i cibi che comportano il maggiore costo ambientale in termini di emissioni di CO2. E sono insospettabili, perché abitualmente finiscono nelle nostre tavole e non sono annoverabili fra pietanze ricercate o etniche. 




"Siamo qui per festeggiare con un giorno d’anticipo la giornata mondiale dell’ambiente- spiega Moncalvo- e lo facciamo con un’agricoltura che viaggia sostanzialmente a mani giunte con l’ambiente. Abbiamo il primato dell’agricoltura più pulita al mondo, abbiamo il primato della bellezza dei paesaggi e di 50.000 imprese giovani che sono nate negli ultimi anni e sono la garanzia del futuro del nostro ambiente e della nostra economia, che possono continuare a renderci famosi nel mondo". 

Il numero uno di Coldiretti non si sottrae alla questione spinosa della contraffazione dei prodotti alimentari, tema tornato prepotentemente in auge in seguito della scoperta di una maxi-partita di bottiglie contraffatte di vino Brunello di Montalcino contraffatto. "Dobbiamo partire da una considerazione positiva di fondo- dice Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti- abbiamo il sistema di controlli migliore al mondo e quindi troviamo le frodi anche perché abbiamo un sistema di controlli in grado di scovarle, cosa che non accade anche nei nostri vicini paesi europei dove il sistema è molto basso e spesso siamo noi ad accorgercene quando andiamo ad importare come è accaduto pochi mesi fa al Brennero quando insieme alle forze dell’ordine abbiamo visto cosa succede, cosa entra nel nostro paese. Il cibo è diventato un settore strategico e quindi è diventato interessante anche per chi vuole frodare a danno degli agricoltori onesti, quindi dobbiamo lavorare sul tema delle frodi e delle agromafie che hanno un fatturato di 14 miliardi di euro all’anno".