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lunedì 28 aprile 2014

La Picierno con 80 euro fa la spesa… per due settimane

http://www.lafucina.it/2014/04/28/la-picierno-con-80-euro-fa-la-spesa-per-due-settimane/?fb_action_ids=478333262266380&fb_action_types=og.likes

E su Twitter un utente le chiede lumi. Lei risponde a modo suo

Si è molto dibattuto sugli 80 euro (che poi pare siano 55 e non per tutti) del governo Renzi. Se ne discuterà di certo ancora. Pina Picierno (della quale abbiamo già parlato qui e qui) è una delle renziane di ferro (anche se qualche mese fa era avversaria dell’ex sindaco di Firenze e lo attaccava in malo modo vedi qui). Lei pare abbia detto che con 80 euro si possa far la spesa per due settimane.
Difficile capire quale sia il regime alimentare della Picierno, se con 80 euro fa la spesa per due settimane. Ma tant’è.
Intanto un utente twitter le chiede conto di questa frase, e lei risponde a modo suo. Perché la Picierno ormai è una maga della comunicazione:
Adesso, a prescindere dal supermercato dove andate, voi sareste in grado di fare la spesa per 2 settimane con 80 euro? Forse sì. Infatti esistono almeno 3 possibilità che ciò avvenga:
1) Fai la spesa con 80 euro, mangi a casa 4 giorni e poi vai sempre al ristorante
2) Acquisti qualche chilo di pasta, passata di pomodoro, olio e sale. (parmigiano no, eh). E mangi pasta asciutta per 2 settimane, mezzogiorno e sera
3) Fai la spesa con 80 euro e poi vai alla Caritas, quando dopo 4 giorni nel frigo non c’è più niente.

venerdì 25 aprile 2014

Il pane è tassato al 4%, il latte l'8,4%. Il gioco d'azzardo lo 0,6%.

http://coscienzeinrete.net/politica/item/1830-il-pane-%C3%A8-tassato-al-4-,-il-latte-l-8,4-il-gioco-d-azzardo-lo-0,6
"Da una parte si grida allo scandalo e si parla a voce forte di lotta al gioco d'azzardo, dall'altro si votano in sordina emendamenti dell'ultimo minuto che in realtà lo favoriscono. Guardando meglio, poi, si osserva qualcosa di ancora più curioso: il gioco online, se paragonato ad altro, è praticamente esentasse. Se prendiamo ad esempio due beni di prima necessità come il pane e il latte, scopriamo poi che la differenza è addirittura abissale: il pane infatti è tassato al 4%, mentre il latte al 8,4%.
Il gioco d'azzardo online? 0,6%. Ovviamente, in Italia.
A far notare questa piccola differenza è Simone Feder, 
psicologo e coordinatore dell'Area Giovani e Dipendenze 
della Casa del Giovane di Pavia. Assurdo, se si pensa che
 poi vengono spesi soldi pubblici, raccolti proprio attraverso
 le tasse, per realizzare pubblicità contro quella che è una 
vera e propria malattia in grado di rovinare intere famiglie. 
Ma si sia, l'Italia è la culla dei paradossi, 
 per mantenere alta la reputazione è diventata, 
per l'appunto, uno dei Paesi che più favorisce la diffusione
 della dipendenza da gioco d'azzardo.
"Ora stiamo geolocalizzando tutte le macchinette di Pavia" 
spiega Feder, il quale è uno dei massimi promotori del 
"Movimento No Slot" che ha dato vita a una campagna 
di sensibilizzazione direttamente nei bar, "la battaglia 
deve esser vinta sul piano culturale. I gestori dei bar
 possono mettere sulla loro vetrina un adesivo che indica
 che nel loro esercizio commerciale
 non ci sonoSlot o Video Lottery.
 Bisogna scegliere di andare a bere il caffè in questi locali".
Strano ma vero, per combattere il gioco d'azzardo tocca
 ai semplici consumatori intervenire, boicottando dal basso 
una pratica che sembra sempre più favorita dal 
legislatore nostrano per motivazioni che, apparentemente,
 trascendono una logica sociale."
(Fonte:http://siamolagente.altervista.org/succede-solo-italia-pane-e-latte-tassati-10-
volte-piu-del-gioco-dazzardo-ma-sapete-le-lobby-del-pane-e-del-latte-non-sono-abbastanza-
ricche-per-ricompensare-adeguatamente-nostri-pol/)
Anatomia di un paradosso: l’Italia, nel 2012, 
sarà il secondo Paese al mondo per 
diffusione del gioco d’azzardo,
 con un volume d’affari che si assesterà fra
 gli 88 e i 94 miliardi 
di euro contro gli 80 del 2011.
 Eppure l’Erario incasserà circa il 10% 
in meno da giochi
 e dalle lotterie rispetto all’anno precedente. 
Impossibile? Assolutamente no, 
stando almeno ai risultati del dossier
«Azzardopoli 2.0» redatto da Libera e 
ai risultati della 
campagna nazionale “Mettiamoci in gioco”
 contro i rischi 
del gioco d’azzardo condotta da un
 cartello di associazioni 
fra le quali 
Acli, Anci, Arci, Cgil, Cnca, Uisp e Gruppo Abele. 
Numeri che certificano come, 
nonostante l’aumento esponenziale 
del volume d’affari della «terza impresa italiana», 
il gioco d’azzardo sia un affare colossale per le
 concessionarie private e per le mafie ma rappresenti 
un investimento in perdita per le casse statali. 
Che dal gioco d’azzardo, incredibilmente, incassano
 sempre meno in termini di tasse mentre sono costrette
 a spese sempre maggiori per far fronte ai costi sociali,
 in costante aumento,
 legati alle ludopatie e all’invasività delle mafie.

SlotMachines1

UNO SGUARDO AI DATI
Nei primi otto mesi del 2012, s
econdo lo studio di Matteo Iori del
 «Coordinamento nazionale gruppi
 per giocatori d’azzardo», 
in Italia sono stati giocati
 56,9 miliardi di euro, 
con un aumento del 17,7%
 rispetto a quanto
 successo nel 2011.
 Numeri che permettono di ipotizzare 
che il volume di 
affari legale, 
alla fine dell’anno, si aggirerà fra gli 88
 e i 94 miliardi di euro contro gli 80 del 2011. Un aumento a cui
 non corrisponde il segno più per quanto riguarda invece l’incasso
 per l’Erario: nel primo semestre dell’anno in corso, infatti, l’Italia
 ha incassato 4,1 miliardi dal gioco d’azzardo con una diminuzione
 del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. 
Per cui, se la tendenza sarà confermata, alla fine dell’anno 
l’Erario incasserà dal settore del gioco d’azzardo una cifra 
inferiore agli 8 miliardi, numeri simili a quelli dell’anno 2008
 quando però il volume d’affari complessivo 
era di circa la metà dell’attuale. 
E se le entrate per lo Stato nel 2004
 rappresentavano il 29,4% del totale del fatturato,
 nel 2012 questo rapporto si assesterà ad un incredibile 8,4. 
«Che significa - spiegano i curatori del rapporto - 
una cifra più o meno simile di entrate
 fiscali mentre il fatturato 
è cresciuto di quasi il 400%». 
Questo perché, secondo Iori,
 «i giochi introdotti negli ultimi anni
 hanno una tassazione inferiore
 rispetto ai precedenti, 
a vantaggio del pay out per i 
giocatori e dell’industria del gioco». 
Se infatti dei proventi del Superenalotto
 l’Erario incassa il 44,7%,
 dai ben più«moderni» Poker Cash e casinò on line
 lo stato italiano incassa in tasse soltanto lo 0,6%.
UN PAESE DI GIOCATORI
Nel 2011 l'Italia è stato il primo Paese europeo,
 il terzo al mondo, 
per volume d'affari del gioco d'azzardo.
 Con 18,4 miliardi di euro, infatti,
 il nostro paese ha rappresentato oltre il 15% del 
mercato europeo del gioco 
e più del 4,4% del mercato mondiale a fronte dell'1%
 della popolazione del globo.
 Un record non invidiabile che, secondo le stime, 
è destinato ancora a migliorare nel 2012 quando
 il nostro paese salirà al secondo posto 
nella classifica del pianeta.
Segno che il gioco d’azzardo non conosce crisi e
 che gli italiani 
continuano a spendere per giochi e 
lotterie nonostante si siano 
ormai abituati a fare economia sulle spese alimentari 
(secondo l’Istat nel 2010 il 65,3% dei nuclei
 familiari ha comprato meno cibo) 
e siano crollati i risparmi delle famiglie
 (12%, il minimo dal 1995). 
La spesa pro capite degli italiani per il gioco d’azzardo, 
infatti, ha toccato quota 1703 euro
 (1.450 se si considerano anche i neonati)
 con picchi da 2.110 euro in Abruzzo e 2.078 nel Lazio. 
Impressionante anche il dato delle persone che
 hanno problemi di dipendenza
 che si assesta, secondo le stime, fra i 500 e gli 800mila. 
Numeri che costringono 
l’Italia a spendere una cifra compresa
 fra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro annui
 per far fronte ai costi sociali e sanitari 
che il gioco d’azzardo patologico 
comporta per la collettività. 
LE MAFIE INGRASSANO
A questi, poi, vanno aggiunti i costi
 difficilmente quantificabili
 legati alle infilatrazioni mafiose e alla crescita 
del fenomeno dell'usura. 
Perché quello dei giochi è un settore di
 punta nel business delle mafie:
 un volume d'affari che, 
secondo Libera, si aggira attorno ai 15 miliardi annui.
 Questo spiega perché, su tutto il territorio nazionale, 
sono stati censiti ben 49 i clan coinvolti
 nel controllo dei giochi illegali e non.
 Nomi che coinvolgono il gotha mafioso come i 
Casalesi, i Bidognetti, i Mallardo, i Santapaola,
 i Condello, i Mancuso, i Lo Piccolo e gli Schiavone.

martedì 22 aprile 2014

Il paradiso della mafia è in Germania?

http://italiadallestero.info/archives/19777
 – 17 APRILE 2014PUBBLICATO IN: GERMANIA


Banche, cantieri, gioco d’azzardo. Secondo gli esperti non c’è settore in Germania  che non sia infiltrato dalla criminalità organizzata. Ma il problema non è ancora stato preso abbastanza sul serio.
Alla fine sono arrivati a un patteggiamento: mercoledì il tribunale di Colonia ha deciso che i siciliani devono scontare rispettivamente una condanna a tre anni e mezzo e quattro anni e tre mesi di reclusione (09/04/2014). Il reato? Favoreggiamento dell’evasione fiscale e mancato versamento delle retribuzioni. I quattro reo-confessi hanno ammesso di aver truffato il governo tedesco e le casse della previdenza sociale per 6.000.000 di euro. Con l’aiuto di 14 società fittizie sono state emesse fatture false ad altre imprese di costruzione. Queste sono riuscite a fornire alla guardia di finanza false fatture per pagare poi meno tasse. L’interesse mediatico per la sentenza è stato grande, perchè dietro ai traffici di questi uomini è stato ipotizzato un sistema, quello mafioso. Dunque si è trattato di un processo di mafia dell’edilizia. Ma dal punto di vista della giustizia questa resta un’affermazione “indistinta”, spiega alla Deutsche Welle il portavoce del tribunale regionale Achim Hengstenberg dopo la lettura del dispositivo. Non si è riusciti a trovare un legame con la mafia. E non sono entrate in gioco nemmeno “altre modalità di agire” normalmente compatibili con la mafia, spiega Hengstenberg. “Comunque è quasi sbalorditivo che sia stato costruito un intero sistema di società prestanome che ha portato a condanne così risibili”, dice alla Deutsche Welle Anna Neifer , giornalista e coautrice del documentario dell’ARD (il principale gruppo radiotelevisivo pubblico in Germania, ndt) “Attenzione alla mafia! Come le bande criminali minacciano la Germania”. Per il suo film, trasmesso lunedì dalla televisione tedesca, ha anche seguito assiduamente il processo di Colonia assieme a colleghi della WDR (Westdeutscher Rundfunk, ndt), dello “Spiegel online” e del gruppo editoriale Funke.
Mafia come problema globale
Per lungo tempo la mafia in Germania è stata considerata qualcosa di inconcepibile. Ma i tempi sono mutati, gli esperti ne sono certi. “La mafia già da tempo non è più un fenomeno specifico riguardante solo l’Italia, ma un problema globale e transnazionale”, dice André Schulz, presidente della Polizia Federale Criminale Tedesca (BDK). “La Germania da tempo  non solo viene considerata come meta tranquilla e di ritiro della mafia italiana, ma frattanto apprendiamo che i diversi gruppi mafiosi a casa nostra conducono i loro affari in modo estremamente attivo e quasi totalmente indisturbati. I suoi settori di attività, secondo la BDK: traffico di stupefacenti, traffico d’armi, potenzia l’edilizia, il settore bancario e il gioco d’azzardo. “I mafiosi si spartiscono – sotto le mentite spoglie di onesti imprenditori – la nostra vita economica e infiltrano il settore pubblico, ad esempio facendo venir meno la concorrenza leale nelle gare d’appalto, principalmente con offerte truccate nel settore edilizio”, dice Schulz. Secondo le notizie riportate dai media, l’ufficio criminale regionale del Nordrhein-Westfalen disporrebbe di un documento, secondo cui la mafia italiana sarebbe profondamente infiltrata nell’attività edilizia del Nordrhein-Westfalen. “Qui sul territorio non esiste un solo cantiere nel quale la mafia non guadagni”, cita il rapporto, la cui esistenza non viene nè confermata nè smentita dall’ufficio criminale regionale. Di un attendibile dossier del BKA, secondo il quale nella Repubblica Federale vivono almeno 460 sospetti mafiosi, scrive anche lo “Spiegel Online”. Di questi oltre la metà sono affiliati alla ‘Ndrangheta calabrese, 88 alla Camorra, 77 a Cosa Nostra e 14 a iclan pugliesi. Il presidente regionale del Nordrhein-Westfalen dell’ufficio Federale Criminale Tedesco, Sebastian Fiedler, ha detto al quotidiano che non esiste quasi nessun paese in cui la mafia abbia vita così facile quanto la Germania.
L’esistenza negata
“Il problema maggiore in Germania rispetto alla questione, è che i tedeschi dicono sempre: noi non abbiamo nessuna mafia”, dice il giornalista Marko Rösseler, che pure ha partecipato al documentario sulla mafia alla WDR. Rösseler ed i suoi colleghi hanno condotto ricerche in entrambi i Ländern, hanno parlato con magistrati e inquirenti. Le ricerche in Italia hanno avuto un decorso diverso rispetto a quello della Repubblica Federale. “Bisogna dire che lì le persone parlano apertamente di mafia con più coraggio o addirittura la combattono, a differenza della Germania”. La Germania facilita le cose alle strutture mafiose, secondo il messaggio dei protagonisti. “In Germania la mafia può agire pressoché indisturbata”, dice nel documentario Roberto Scarpinato, magistrato a Palermo. Il giornalista Rösseler vede responsabile di questo anche il sistema giudiziario. Mentre in Italia qualcuno in contatto con l’organizzazione mafiosa può già essere sottoposto ad arresto, in Germania persino membri dichiarati di una organizzazione mafiosa possono vivere indisturbati, dice l’autore alla WDR. “Manca la legislazione adeguata”, dice anche l’autrice Neifer. “Le autorità italiane e tedesche dovrebbero collaborare più intensamente”.
Meno funzionariaddetti alla polizia criminale
Secondo il presidente federale del sindacato della polizia, Oliver Malchow, se le indagini sulla criminalità organizzata procedono a rilento, dipende anche dalla politica del personale di polizia. “Da molti anni stiamo subendo la riduzione del personale”, spiega alla DW. Questo viene altresì legittimato dall’andamento negativo dei numeri di una statistica della criminalità che non documenta correttamente questi casi.” I responsabili politici non sono in fondo per nulla consapevoli che tali strutture criminali le abbiamo qui e che pertanto necessitiamo anche di personale per poter lavorare adeguatamente. “Inoltre molti posti di lavoro vengono dirottati nel contrasto al terrorismo. “Per questa ragione si avverte il bisogno proprio in questi settori”, dice Malchow. “Ma se  politicamente non ci si è ancora effettivamente arrivati e se non si supporta la cosa tanto quanto sarebbe effettivamente necessario, è anche perché non si possono dimostrare rapidi successi”.

venerdì 18 aprile 2014

Scie chimiche bufala? Spunta un incredibile documento del Senato

http://www.iconicon.it/blog/2014/04/scie-chimiche-il-documento-del-senato/
Mentre parte una campagna di sensibilizzazione mediante uno spot, che verrà proiettato inizialmente in un multisala bergamasco, spunta un documento ufficiale del senato che comprova come tecnologie di manipolazione climatica siano ben note all’ambiente politico. Il dibattito tra scettici e attivisti, debunkers e liberi ricercatori è destinato a riscaldarsi.
La Draco Edizioni e l’Associazione Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana, continuano la campagna di sensibilizzazione sull’argomento scie chimiche. Dopo aver organizzato conferenze, un numero speciale della rivista Il Discepolodue manifestazioni nazionali, una petizione, realizzato vario materiale informativo, una campagna sugli autobus bergamaschi, pagine a stampa su un giornale nazionale, una giornata di informazione indieci città italiane, ora realizzano questo spot informativo, che sarà proiettato 700 volte, tra maggio e dicembre, nel multisala UCI di Curno a Bergamo. Speriamo sia l’inizio di una campagna più vasta.
Per questo daremo il via a unaraccolta fondi pubblica, per finanziare quella che potrebbe diventare un’interessante escalation, step by step, come abbiamo fatto a Bergamo. Prima la pubblicità sugli autobus, poi quella nei cinema. Non so, la prossima potrebbe essere Modena, o Milano, o perché no Torino, piuttosto che Bologna o Firenze… magari Roma? Dipenderà dai fondi che riusciremo a raccogliere, comunque a breve sarete informati sull’andamento dell’iniziativa.
Nel frattempo continuiamo ad organizzare l’informazione e l’attività, secondo i nostri programmi. A breve un’altra giornata NO SCIE CHIMICHE – NO OGM, il 31 maggio 2014, sarete informati anche sugli sviluppi di questa iniziativa. E’ importante che ci mobilitiamo tutti per arrivare a fermare gli aerei che ci gasano tutti i giorni!

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=00032347&parse=no&toc=no
- di Daniele Di Luciano -
Sono tanti i siti che parlano della “bufala” delle scie chimiche. Solo per citarne alcuni:
GiornalettismoLa bufala sull’ufficialità delle scie chimiche!1 (il numero 1 dopo il punto esclamativo dovrebbe far ridere)
…e si potrebbe continuare a lungo.
Tutti questi articoli mi tranquillizzano. Preferirei senza dubbio un mondo pieno di paranoici che inventano complotti ad un mondo in cui le “scie chimiche” e i progetti di geoingegneria siano realtà.
Ma se le scie chimiche fossero un’invenzione di visionari, come spiegare questo documento del Senato? Per il momento non ve lo linko, lo linkerò più tardi, se avrete la pazienza di continuare a leggere.
Andiamo con ordine: cosa sarebbero le scie chimiche?
Su Wikipedia, alla voce “Teorie del complotto sulle scie chimiche” (voce schierata dalla parte di coloro che la pensano come i siti elencati sopra), leggiamo:
La teoria del complotto sulle scie chimiche sostiene che alcune scie di condensazione visibili nell’atmosfera terrestre siano composte da agenti biologici o chimici, spruzzati in volo attraverso ipotetiche apparecchiature montate sui velivoli. Secondo la teoria, l’operazione farebbe parte di un complotto globale portato avanti da autori misteriosi per motivi sconosciuti; a tal riguardo sono state avanzate le ipotesi più diverse, la più comune delle quali è quella secondo cui si tratterebbe di un “piano” di irrorazioni con sostanze in grado di alterare il clima terrestre.
Chiaro: degli aerei rilascerebbero sostanze per modificare il clima ma si tratta di teorie senza fondamento. Meglio così. Anche perché, se fosse vero, quelle sostanze ricadrebbero al suolo e finirebbero nell’acqua che beviamo, nei cibi che mangiamo e nell’aria che respiriamo.
Giusto per curiosità, dato che è una bufala, di quali sostanze stiamo parlando? Ancora Wikipedia:
Sempre secondo le teorie dei complottisti, a essere irrorato sarebbe un presunto miscuglio di bario, alluminio, silicio e altre sostanze
Caspiterina, per fortuna che è solo frutto della fantasia dei complottisti, altrimenti certe sostanze potrebbero nuocere alla salute di migliaia di cittadini!
Il problema è che esiste un documento del Senato che afferma le stesse identiche tesi dei “teorici del complotto”: si tratta dell’Atto n. 3-00452 pubblicato il 14 maggio 2002 nella seduta n. 170 della quattordicesima Legislatura.
Però magari mi sbaglio, perché anch’io potrei essere un paranoico visionario e in realtà il documento di cui parlo me lo sono inventato e non è mai esistito. Vi invito a controllare di persona cliccando qui, e leggerlo direttamente sul sito del Senato della Repubblica.
Vi riporto i brani del documento a mio avviso più significativi.
Premesso: che l’attuale situazione di carenza di risorse idriche – come universalmente riconosciuto – trae origine soprattutto dalle variazioni climatiche che hanno interessato e presumibilmente continueranno ad interessare l’Italia ed altri Paesi;
che il governo Berlusconi si è preoccupato della situazione costituendo presso il Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio un Comitato di Ministri (Ambiente, Politiche agricole e Infrastrutture) con lo scopo di superare l’emergenza idrica e per avviare un «progetto acqua», diretto soprattutto all’Italia meridionale;
che tale Comitato, come detto in un comunicato del 3 maggio 2002, avvierà, tra l’altro, «un serio programma di attivazione della pioggia»;
che esistono in Italia esperienze in materia di stimolazione artificiale della pioggia dovute alla Tecnagro (Associazione per le innovazioni tecnologiche, l’agricoltura e l’ambiente) con il suo «progetto pioggia» quasi ventennaleQuesta tecnologia, della quale Israele è maestro, era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine conoscitiva del Senato della Repubblica sull’acqua; era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite affidato alla Tecnagro e svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994; era chiaramente indicata nella fondamentale legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36), realizzata in pratica con due centri fissi ed uno mobile della Tecnagro per la stimolazione della pioggia (Puglia, Sicilia e Sardegna) con piccoli aerei attrezzati e tecnici capaci;
che questo è il primo ed unico sforzo organico e continuativo, che si è avvalso in pieno della collaborazione degli israeliani, avviato nel 1984 dalla Tecnagro la quale, impegnata a fondo nella ricerca di soluzioni alla problematica dell’acqua per l’agricoltura del Mezzogiorno, da allora ha studiato, sperimentato ed attuato in varie regioni meridionali il ricordato «progetto pioggia»;
Se anche voi avete letto, sul sito del Senato della Repubblica, ciò che ho letto io, mi duole informarvi che siete diventati ufficialmente dei complottisti visionari e paranoici.
Hanno ragione Wired, Giornalettismo, La Stampa, Attivissimo, Wikipedia, ecc.. Le scie chimiche sono una bufala: nel 1984 non è stato avviato nessun progetto pioggia. La Tecnagro non esiste. E se anche fosse vera questa storia, oggi, che sono trascorsi esattamente trent’anni, la tecnologia e lo sviluppo non permetterebbero più l’inseminazione artificiale dell’atmosfera con sostanze rilasciate dagli aerei, no-no.
Ripetete insieme a me: le scie chimiche sono una bufala!1 (e non dimenticate l’1 dopo il punto esclamativo, che fa tanto ridere)

giovedì 17 aprile 2014

martedì 15 aprile 2014

La legge delle multinazionali in Europa...altro che democrazia!

http://www.ilcambiamento.it/editoriale/multinazionali_europa.html
Pagate i debiti e fate le grandi opere! I governi svendono le proprietà pubbliche, le multinazionali se le comprano a prezzi stracciati, con i soldi di tali vendite-privatizzazioni i governi ripagano una parte del debito che hanno maturato con le banche per pagare le grandi imprese multinazionali che realizzano le grandi opere. I padroni delle grandi imprese delle grandi opere pagate dai governi nazionali sono anche i padroni delle banche con cui i governi hanno contratto i debiti e sono anche i padroni delle multinazionali che si comprano le imprese pubbliche (cioè nostre).

di Sonia Savioli
Oplà! Il gioco è fatto, il trucco c’è ma non si vede. Anche perché l’assistente del Mago (“media ufficiali”, si chiama) fa di tutto per distrarvi.
La crisi del capitalismo imperiale (o, se preferite, dell’impero globale capitalista), quella crisi prodotta dalla stessa natura della sua economia, è ormai diventata incompatibile con qualsiasi forma, seppur blanda e quasi del tutto formale, di democrazia.Il “quasi” non è più tollerabile.
Perché? Perché la crisi economica, cioè il ridursi della “torta da spartire”, fa sì che i potentati economici decidano di non “spartire” più niente con i lavoratori e con i popoli.
Per raggiungere questo obiettivo (niente più pensioni, niente più servizi pubblici, salari da fame ecc. ) sono però indispensabili due condizioni: la prima è una dittatura politica; la seconda è il rintronamento mediatico della plebe, che non deve accorgersi della dittatura se non quando sarà troppo tardi.
Vediamo, tanto per dirne una, come procede la dittatura europea o, se preferite, come l’Europa procede verso la dittatura.
Quando ero giovane (bei tempi, naturalmente) e la sociologia era una materia particolarmente apprezzata, mi fu insegnato che in democrazia, benché un governo nazionale rappresenti e faccia gli interessi delle classi dominanti, la sua funzione è anche quella di mediare tra gli interessi di tali classi e quelli delle classi subordinate. Cioè di lavoratori, pensionati, casalinghe, ceto medio ecc.
Per questo la Democrazia Cristiana faceva la diga del Vaiont ma anche le case popolari, le autostrade ma anche i trasporti pubblici.
Un’altra cosa che mi fu insegnata è la formula infallibile: + decentramento = + democrazia. Vi ricordate i Consigli di Quartiere? Più piccola è la comunità, più vicini alla popolazione coloro che la governano, più facile imporre la volontà popolare.
Chiunque abiti in un piccolo Comune sa che si può far pressione sul sindaco e la giunta anche solo chiedendo un incontro e ponendo un problema, sa che le richieste o l’opposizione aperta degli abitanti non possono venire ignorati.
E’ per questo che, dopo aver indebolito economicamente i Comuni, ora si vuole eliminare quelli piccoli. Nella zona dove abito, per esempio, di tre comuni se ne farà uno. Non si risparmierà niente, dato che sindaco e assessori prendevano 150 euri di rimborso spese e se li erano anche autoridotti. Si spenderà probabilmente di più, invece, ma si allontaneranno le istituzioni dal popolo, ed è questo l’obiettivo da raggiungere.
Lo ha deciso la Regione Toscana. Per la forma. Ma la sostanza è un’altra: lo stesso processo sta avvenendo in tutta Europa e anche fuori d’Europa.
Lo hanno deciso le cosiddette “Istituzioni Internazionali”: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio in primis. Cioè, lo hanno deciso le multinazionali. Accentramento ed eliminazione delle ultime parvenze e strumenti della democrazia è oggi il loro obiettivo politico.
L’obiettivo economico, che non può prescindere da quello politico, è mangiarsi tutta la torta. Che, in concreto, significa:
1)    eliminare totalmente lo stato sociale, cioè i servizi pubblici, che devono diventare privati: se ne approprieranno lorsignori. Acqua, rifiuti, trasporti pubblici, sanità, energia elettrica, istruzione, poste e telefoni, aree protette e parchi nazionali; se ho dimenticato qualcosa, aggiungetela pure senza tema di sbagliare;
2)    eliminare le pensioni, abbassare i salari ai livelli della mera sopravvivenza.
Voi cosa credevate, che lo strombazzare sulla disoccupazione giovanile che politici e media fanno due giorni sì e il terzo anche fosse dettato da sincera preoccupazione per il destino dei giovani disoccupati? Stanno preparando il terreno, lo sgomberano dalle possibili obiezioni, lo arano e concimano per le prossime proposte: abbassare i salari di chi lavora per “dare lavoro ai disoccupati”. Che non lo troveranno più facilmente di prima ma, in compenso, quando lo troveranno, avranno lo stesso salario di polacchi e rumeni. Poi si vedrà: C’è sempre un nuovo obiettivo da porsi: il salario degli africani, magari. Così avremo ottenuto l’uguaglianza, quella degli sfruttati.
D’altra parte, visto che noi finora privilegiati e ricchi popoli occidentali, per tutto il tempo delle vacche grasse ce ne siamo infischiati delle condizioni di lavoro di chi produceva i nostri beni di consumo così a buon mercato (chissà perché?), direi che in fondo la biblica “legge del taglione” ce la siamo meritata.
3)    C’è anche un tre. Eliminare le piccole attività indipendenti.
Anche i bocconcini della torta vogliono rastrellare. Se non trovo più un mobilificio, comprerò all’Ikea. Piccoli commercianti e artigiani, piccoli industriali, piccoli contadini dovranno sopravvivere solo e se diventeranno appendici delle grandi aziende monopolistiche. Chiunque svolga un’attività autonoma sa che gli stanno stringendo un cappio al collo. Fatto di tasse e tartassamenti che diventano insostenibili, di impossibili e costosi adempimenti burocratici continui. Forse avrà pensato ingenuamente che quel continuo spillargli quattrini avesse semplicemente il fine di riempire le tasche dei politici corrotti e dei loro amici, “amiche”, parenti, sodali ecc. Il “Magnamagna”, insomma. Invece no, o non solo. Il fine principale è di rovinarlo. In questo modo, tra l’altro, si ottiene anche (e non è un obiettivo secondario) altra manodopera disoccupata, quindi concorrenziale.
E anche in questo caso le stesse cose stanno succedendo ovunque: stesse leggi, stessi adempimenti burocratici, stessi tartassamenti, anche in paesi i cui politici non sono proprio così corrotti. La differenza casomai la fa la resistenza popolare e la posizione del paese nella piramide del dominio: se sta in alto, ci vorrà un po’ più di tempo prima che i suoi politici si dedichino a schiavizzare il proprio popolo: hanno bisogno del suo consenso mentre si applicano a far fuori gli altri popoli.
Naturalmente tutto questo deve avvenire poco a poco, in modo da non renderne evidente il fine. Niente di nuovo sotto il sole. Ve lo ricordate il Forum Sociale di Seattle? Il Forum dei Popoli lottava contro i dettami e le ricette del Fondo Monetario Internazionale: “tagli ai servizi sociali”, “apertura dei mercati a investimenti esteri”, che voleva semplicemente dire privatizzazioni; lottava contro i dettami dell’OMC: “aprire i mercati”, che voleva dire rovina dell’economia contadine dei paesi poveri.
E adesso tocca a noi! Unione Europea e USA stanno trattando segretamente (manco il Parlamento Europeo viene informato della trattativa e, del resto, quali sono i poteri del Parlamento Europeo?) ilTrattato Transatlantico per la Liberalizzazione del Commercio e degli Investimenti. 
I mercati europei devono spalancarsi senza riserve alle multinazionali USA, e se qualcuno non si spalanca sarà fuorilegge: “… nessun criterio di qualità o sicurezza… limiti il diritto ad esportare delle grandi imprese”
E’ perché si attui tutto questo che in Germania la Zuppa e il Panbagnato governano assieme, in Francia sono pronti a farlo e in Italia pure (non si chiamava “Partito Unico”?); è per questo che in Italia approveranno una legge elettorale che impedisce il formarsi di partiti alternativi, che obbligherà a formare coalizioni per avere qualche speranza di successo, che darà alla coalizione di maggioranza la possibilità di “fare cappotto”su tutto, impedendo di fatto una vera opposizione.
E così nel lieto fine
tutti quanti fanno lega.
Se il valsente non vien meno
quasi sempre è lieto il fine.

Per pescare in acque torbide
Tizio a lungo accusa Caio.
Ma alla fine uniti a tavola
mangeranno il pan dei poveri.
(Bertolt Brecht) 

Un po’ di memoria storica: contro la Legge Truffa, proposta dal governo  democristiano nel 1953, e molto meno truffaldina di questa, i lavoratori e le opposizioni scesero in piazza in tutta Italia, in Parlamento ci furono scontri con banchi divelti e sediate in testa, la Legge Truffa non passò.
E’ per questo che i piccoli Comuni devono diventare un grande Comune, le città e i Comuni limitrofi Città Metropolitane, gli Stati nazionali Unioni Europee. E chi ci governa, Supercomune, Regione o governo nazionale deve eseguire gli ordini, chi prima li eseguirà più carriera farà. Anche per questo cresce la corruzione in politica: è una politica che seleziona i corrotti; chi accetterebbe tutti i diktat di poteri economici esterni che vogliono impadronirsi  di tutte le ricchezze del suo paese, se non fosse profondamente corrotto?

A Bruxelles c’è un palazzetto con una piccola targa: Trans Atlantic Business Dialogue. E’ il nome del “consorzio” delle più grandi e potenti multinazionali del mondo; dalla Microsoft alla Unilever, dalla Monsanto alla Boeing alla Dow Chemical alla Coca Cola… e altre decine e decine, sono tutte lì. Presentano periodicamente al governo americano e alla commissione europea le loro richieste. Ai loro galoppini. “Le vostre priorità sono le nostre priorità” rispondeva nel 2011 la commissione europea. “Diteci per tempo cosa dobbiamo fare… e se pensate che stia accadendo qualcosa che andrebbe stroncato sul nascere”, così si rivolgevano alle multinazionali i dirigenti europei. Cosa dirigano mi sembra chiaro.
Anche su questo, se volete saperne di piü, guardatevi il bel servizio di Paolo Barnard su Report: “I globalizzatori”.
Per tutto questo non dovete credere che il governo della vostra regione governi la regione, che il presidente del consiglio e quello della Repubblica governino il vostro paese. Né, tantomeno, che la Commissione Europea sia davvero responsabile delle politiche europee, se non per ignavia.

I Forum Sociali Mondiali sono stati la risposta consapevole dei popoli alle politiche di globalizzazione imperialista e neocolonialista. Si sono poi, un po’ alla volta, annacquati, inquinati, defilati. Ma io credo che non si possa che ripartire da lì. “Agire localmente, pensare globalmente”. Ma per pensare globalmente anche mentre si agisce localmente, dobbiamo unire di nuovo tutte le forze che combattono contro i potentati economici multinazionali: gruppi e associazioni ambientaliste, organizzazioni dei contadini e dei lavoratori; tutti i gruppi che si battono per l’ambiente e per una vera democrazia dei popoli, per una società di giustizia e rispetto per tutti i viventi, di solidarietà tra gli umani. E diffidando delle grandi ONG che prendono soldi dai governi e da misteriose fondazioni, e che sono state una delle cause del rifluire e frantumarsi di quel grande movimento che era il Forum Sociale Mondiale. E credo che dobbiamo imparare di nuovo a stare in mezzo alla gente, usando internet solo come uno dei nostri strumenti, non come uno sfogo e un rifugio. Quella gente che oggi viene informata solo da televisioni, radio, media ufficiali che sono i megafoni del potere; quella gente che si sente oggi sola, frastornata, impotente (non succede a tutti noi “gente”?), abbandonata da quelle che erano un tempo le organizzazioni dei lavoratori, i partiti di opposizione, le grandi associazioni politiche.“Fare rete” è una formula che ha avuto tanto successo, ma quasi soltanto a parole. Possiamo cercare di passare dalle parole ai fatti. Cominciando localmente ma pensando globalmente.
…Dato che ai governi, che promettono
sempre e tanto, non si crede più,
decretiamo dunque che con queste mani
una vita vera ci si costruirà.
(Bertolt Brecht)
L'associazione Paea è impegnata sul fronte della decrescita e dello scollocamento: clicca qui per sapere quali sono i prossimi appuntamenti da non perdere.

lunedì 14 aprile 2014

SCIE CHIMICHE: ora è ufficiale!

http://www.ilmeteo.it/portale/scie-chimiche-ora-ufficiale
Gli USA hanno confermato l'utilizzo di sostanze chimiche per irrorare i cieli
Uno dei tempi più discussi degli ultimi anni forse ha la sua risposta, anzi, probabilmente l'ha già avuta, ancora nel 2011 quando il consigliere scientifico di Obama ha confermato l'utilizzo di sostanze chimiche come il sale di Bario, l'ossido di alluminio, il Torio, il Quarzo, il Potassio e il Magnesio per l'irrorazione dei cieli a favore della geoingegneria e la manipolazione del clima. Cosa che lascia sconcertati anche perchè gli scienziati fanno passare questa irrorazione come semplici scie di condensa, ma perchè queste possano avvenire ci sono delle condizioni ben definite, condizioni che non coincidono con le scie che spesso vediamo nei nostri cieli. 
Se la cosa fosse vera e ulteriormente confermata, non potremmo stare certo tranquilli dato che l'aria, oltre ad essere già inquinata per conto suo, lo diventerebbe ulteriormente e non solo, anche le colture presenti sul territorio verrebbero avvelenate da queste irrorazioni, colture che noi mangiamo ogni giorno. 

domenica 13 aprile 2014

Ultim'ora: golpe a Bruxelles dei colossi dell'energia fossile. De Benedetti e i tedeschi esultano.

http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/04/ultimora-golpe-bruxelles-dei-colossi.html

di Sergio Di Cori Modigliani


Povero Renè!
Mi riferisco qui al pittore belga Renè Magritte (autore dello splendido quadro la cui immagine vedete riprodotta in bacheca) geniale artista europeo, tra i miei preferiti in assoluto.
Se sapesse che cosa gli hanno fatto!
A Bruxelles, infatti, città in cui è nato e vissuto, hanno aperto qualche anno fa il Museo Magritte, dedicato alla sua prolifica attività. L'edificio comprende, oltre alle sale di esposizione, archivi, biblioteca, anche una grande sala di riunioni che ospita cenacoli a pagamento di enti, istituzioni, gruppi istituzionali riconosciuti. In questa sede si sono riuniti i responsabili rappresentanti gli interessi delle grandi corporation planetarie dell'energia, del carbone, del cemento e del petrolio e hanno messo in piedi la più potente lobby europea in assoluto, da allora nota come "il gruppo Magritte".

Compito di questo gruppo consiste nell'attaccare in ogni modo l'estensione dell'attività in sede ambientale per la diffusione di sistemi di produzione di energia alternativa al fossile, evitare che si diffonda il solare, l'idrogeno, la produzione di energia bio-sostenibile. Pressano i governi, impongono le regole promuovendo i loro impiegati esecutori dentro le commissioni, fanno affari sulla pelle dei cittadini che ignorano la loro attività.
Loro decidono quanto pagheremo quest'anno di riscaldamento, se e dove e quando e come e per quanto si avvierà in Italia (e in ogni paese dell'Unione Europea) un nuovo piano di trivellazioni; loro stabiliscono la politica industriale e ambientale del continente.
Quantomeno ci provano.
L'Europa li conosce e ha promulgato delle leggi per contrastarli, comminando diverse multe e penali per contrastare il loro nefasto proliferare. Tra coloro che sono finiti nella mannaia della denuncia per infrazione ci sono la grande industria siderurgica tedesca, i monopoli dell'energia fossile tedesca e la Sorgenia di De Benedetti in Italia.
Fino a ieri pomeriggio.

Approfittando della distrazione collettiva e della complicità della cupola mediatica, ieri sera la commissione europea ha messo a segno un vero e proprio golpe istituzionale che viola ogni diritto europeo e va dunque denunciato. Poiché la commissione si è data poteri dittatoriali ed è in grado di varare decreti con effetto immediato senza passare al vaglio nè della cittadinanza nè dei deputati eletti a Strasburgo, hanno fatto passare dei dispositivi che salvano diverse industrie tedesche e in Italia -tanto per fare un esempio- la Sorgenia, tutte passibili di denuncia per aver ottenuto illecite sovvenzioni statali che violano i principii costitutivi europei. I decreti sono diventati operativi "con effetto immediato".

L'evento è di massima gravità, ma ci spiega anche gli scroscianti applausi al nostro premier da parte dei tedeschi. In cambio di sostegno e di liquidità in borsa a favore delle banche italiane, si garantisce la immunità permanente ai tedeschi e a De Benedetti, non a caso fondamentale sponsor del premier. Lo hanno fatto nel loro modo consueto, discretamente, quasi clandestinamente, ma trattandosi di questioni "formali" sono stati costretti a rubricarle, rendendole pubbliche ieri sera alle 21. Grazie all'attenzione e al lavoro di onesti professionisti della comunicazione presenti a Bruxelles, la notizia dell'evento è stato diffusa, con grave attività censoria in Italia dove non è stata fatta menzione dell'accaduto.
Il motivo per cui lo hanno fatto in fretta e furia è perchè temono che alle prossime elezioni europee del 24 maggio compaia in parlamento una inedita e nuova composizione di cittadini che non sarà facile gabellare, manipolare, acquistare, corrompere. 
Paradossalmente, è una buona notizia: è il sintomo e il segnale che cominciano a sentire il fiato sul collo dell'onda di piena della consapevolezza della cittadinanza europea che da Lisbona ad Atene, da Madrid a Roma, intende produrre un cambio di rotta.

Trattandosi di specifica materia sulla quale la mia competenza tecnica è limitata, posto qui di seguito l'intervento/denuncia del più importante e noto esperto in questioni ambientali energetiche attivo in Italia, Angelo Consoli, presidente del Cetri, l'organizzazione ambientalista di Jeremy Rifkin per la terza rivoluzione industriale, quella dell'idrogeno, del chilometro zero energetico, dell'aria pulita e soprattutto gratis.

Buona lettura



http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/04/colpo-di-mano-bruxelles-gravissimo.html

Colpo di mano a Bruxelles: gravissimo voltafaccia della Commissione Europea sulle politiche energetiche. Un appello a tutti i candidati alle europee con una coscienza ambientale.

Il mio incontro a Roma con la Commissaria Europea
al Clima, la danese Connie Hedegaard












Era nell'aria, e ... zac! è successo. 

La Commissaria Europea al Clima Connie Hedegaard 
me l'aveva quasi detto quando è venuta a Roma a febbraio scorso, 
e infatti da quell'incontro uscii abbastanza perplesso
 tanto che scrissi questo post (che alla luce di quello 
che è successo oggi assume un nuovo significato)
http://www.angeloconsoli.blogspot.it
/2014/02/il-clima-sul-clima-e-cambiato-ritornare.html)

"Contrordine compagni! Su energia, clima e ambiente 
abbiamo scherzato per otto anni, adesso la ricreazione è
 finita e si ritorna a un sano realismo fossile. 
Fra un po' anche nucleare, tranquilli! 
Così i gruppi finanziari che fanno soldi sulla nostra pelle e
 sulla nostra salute saranno contenti!"

Oggi la Commissione Europea con un inatteso colpo di mano
 da parte del Commissario alla Concorrenza, 
lo spagnolo Joachin Almùnia, ha praticamente
 cancellato otto anni di politiche energetiche 
virtuose e, cedendo alle lobby dell'energia, 
ha  approvato le sue nuove "linee guida" 
sulle deroghe possibili al divieto generale di aiuti di Stato
 nel settore dell'energia (*). 

Un'interpretazione delle regole di concorrenza che
 in realtà si traduce in una vera e propria 
decisione politica, che avrà conseguenze gravi 
sull'intero sistema Ue di promozione e sostegno
 pubblico delle fonti rinnovabili, spostando quasi 
completamente sulle spalle dei consumatori i 
costi della transizione energetica, 
come rilevato in un articolo comparso oggi su "La Stampa" (**)
Tutte le grandi industrie energivore vengono esentate
 retroattivamente dal contribuire agli incentivi per le 
rinnovabili che vengono praticamente cancellati
 mentre non vengono minimamente toccati i molto 
più corposi incentivi alle fonti fossili ormai pari al 2,5 %
 del PIL mondiale - vedi (***) 

Inoltre sarà anche possibile finanziare con fondi
 pubblici i cosiddetti "capacity mechanisms", 
vere e proprie sovvenzioni ai monopoli dell'energia fossile
 erogati con la scusa del pagamento della riserva di
 capacità installata per garantire un "back-up" 
 in caso di emergenza e in realtà compensati per
 aver sbagliato investimenti ed essere stati messi in crisi dal... sole! 
In pratica il famoso "capacity payment
approvato molto timidamente  dal governo Monti
 e reclamato a gran voce da Sorgenia con
 l'avvicendamento Letta/Renzi per salvarsi 
dai suoi cattivi investimenti nel fossile
 (cosa della quale si è occupato Sergio Rizzo
 in prima pagina sul Corriere della Sera del 2 marzo scorso).

E comunque questo colpo di mano a un osservatore attento, 
tanto inatteso non doveva essere. 

IL GRUPPO "MAGRITTE"