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mercoledì 14 agosto 2013

WEB FOLLIES- MADAMA BOLDRINOVA FA UN BANDO DA 3,6 MILIONI PER GESTIRE IL SITO INTERNET. TUTTI QUEI SOLDI NON LI SPENDI NEMMENO SE TE LO FA BILL GATES IN PERSONA!

http://bastacasta.altervista.org/web-follies-madama-boldrinova-fa-un-bando-da-36-milioni-per-gestire-il-sito-internet-tutti-quei-soldi-non-li-spendi-nemmeno-se-te-lo-fa-bill-gates-in-persona/#

Se un sito costa 3,6 milioni. È quello della Camera

 
Manutenzione e sviluppo del sito della Camera costano milioni. Spending review?
Quanto costa gestire un sito web? 3,6 milioni di euro per tre anni, Iva esclusa. Troppo? Non se si è la Camera dei deputati, che ha lanciato pochi giorni fa il bando di gara per l’acquisizione dei servizi di manutenzione e sviluppo del proprio sito. Un appalto succoso, dato il prestigio dell’istituzione, le sfide contro i possibili hacker e, soprattutto, il compenso. Un milione e duecentomila euro all’anno per tre anni, il tutto ovviamente Iva esclusa. Anche perché deve ancora essere sciolto il nodo sull’eventuale aumento dell’aliquota di questa imposta.
Colpiscono due cose. La prima è di carattere economico. Non ci stupiamo ormai più di nulla ed è vero che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina (Giulio Andreotti dixit).
Tuttavia, è bizzarro che nel momento più difficile degli ultimi due anni, quello in cui l’Italia rischia una crisi politica che può avere effetti devastanti e rischia di perdere il treno della lieve ripresa che sta per arrivare, si debbano spendere 3,6 milioni di euro (Iva esclusa) per sviluppare un sito internet. Un portale che, fra le altre cose, è considerato uno dei più navigabili e usabili in Europa, come fatto notare da più e più esperti, fra cui quelli di IBM. Spending review? Non siamo riusciti (per ora) a trovare il precedente appalto e vogliamo credere che quello odierno sia di importo inferiore. Ma si tratta pur sempre di 3,6 milioni di euro (Iva esclusa). Un po’ tanto.
La seconda cosa che balza all’occhio è di carattere storico. Ovvero quella maledetta abitudine dei governi italiani, di qualsiasi colore e di qualsiasi solidità, a introdurre leggi, leggine, leggiuzze e bandi di gara come questo proprio d’estate. Una tendenza che infastidisce, ma che non muta con gli anni. Che siano lampade da lettura, carta igienica o siti web, il discorso non cambia. L’estate è sempre stata il bengodi per la politica italiana.
PS: se volete provare ad aggiudicarvi l’appalto, cliccate qui.
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